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Zaniolo salta Milano. Prepara il rush finale

In quel “è giusto” al gol di El ShaarawyMourinho ha voluto mandare fuori anche tutta la rabbia per come viene (mal) trattato Zaniolo. E’ l’atteggiamento del padre che vede il proprio figlio sgirdato da chi non fa parte della famiglia. Come scrive Il Corriere dello Sport, per l’ennesima volta la Roma ha fatto quadrato attorno il suo gioiello protestando ad alta voce per un rigore non concesso e per un’ammonizione che tutti considerano ancora frutto di pregiudizi e accanimentoZaniolo non ci sarà contro l’InterMourinho ha accolto il giallo (12 ammonizioni e 2 rossi in tutte le competizioni) con un sorriso di frustrazione nei confronti di Di Bello.

Possibile che un calciatori offensivo sia nono per numero di falli fischiati e soltanto il quattordicesimo per falli subiti? Il ragazzo è molto dispiaciuto di non poter affrontare la sua ex squadra. Ieri i controlli alla caviglia hanno rassicurato i tifosi: si tratta davvero di una lieve distorsione. Zanioloutilizzerà questi giorni per riposare e fare fisioterapia per presentarsi al top contro il Leicester.

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Mentalità e fame: comanda Mou

 Il passo in avanti cheisto da Mourinho c’è stato. Mai come adesso la Roma sembra aver assimilato la mentalità e la fame di vittoria dell’allenatore. I giallorossi, scrive Il Tempo, non perdono in campionato dalla sfida contro la Juventus con tanto di sfogo dello Special OneQuelle parole sono risuonate in maniera ancor più chiara nello spogliatoio e hanno colpito nel segno, provocando una reazione positiva. Una svolta nata grazie al lavoro quotidiano e alla sicurezza trasmessa ai giocatori. Non è un caso se da inizio stagione la Roma ha segnato addirittura 7 gol nei minuti di recupero.

Un’evoluzione che riguarda anche il gioco espresso: la rete di El Shaarawy al Maradona o di Mkhitaryan a Marassi ono soltanto due esempi lampanti della qualità mostrata dalla squadra in fase di costruzione. Arrivare alla Juventus è un’impresa: la Roma è in svantaggio per gli scontri diretti, poi ha partite difficili in successione e anche la Conference League che rischia di togliere molte energie.

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Una Roma a tutto Mou: ora la panchina è da 10

La panchina è da 10. Una conferma, scrive Il Corriere dello Sport, che la Roma ha assimilato dopo il pareggio contro il NapoliSono appunto 10 le reti che Mourinho ha ottenuto da chi è entrato a gara in corso. 10 gol per 10 punti in classifica. Ultimo tra questi El Shaarawy che non ha avuto una stagione fortunatissima, per gli infortuni, ma che ha reagito con la personalità e l’orgoglio di chi non si sente inferiore ai compagni. Finito dietro a Zalewski nelle gerarchie non ha mai creato problemi e ha aspettato con pazienza il suo turno.

Il modello tecnico di Mourinho è abbastanza chiaro. Esiste una formazione che per 9-10 giocatori è stabile e poi comincia un’altra partita, quella delle sostituzioni. Nelle 12 partite di imbattibilità il tecnico ha aggiunto molto alla squadra. Non solo attraverso i cambi ma anche in aggiustamenti tattici. La raggiunta maturità della Roma è tardiva per inseguire la Champions ma è un presupposto decisivo per lo sprint europeo.

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Il nuovo muro Smalling è la base per il futuro

Nelle ultime sette giornate di campionato la Roma ha incasato soltanto un gol su azione, quello di Molina ad Udine. Come scrive Il Corriere dello Sport, non può essere merito, evidentemente, di un solo giocatore, ma la componente Smalling ha dato nuova solidità alla squadra. Superati i problemi fisici è tornato il giocatore dominante che si è visto al suo primo anno a Roma. Non sorprende che Pinto, nelle settimane scorse, abbia ricevuto il procuratore per parlare del futuro. Il contratto scade nel 2023 e non è stato ancora rinnovato. Una delle ipotesi è il prolungamento di due anni a stipendio ridotto: non più di 3 milioni più bonus ma una cifra inferiore però garantita fino al 2025. Smalling è tentato di continuare la sua carriera a Roma dove si è ambientato benissimo. Grazie ad un percorso di recupero e prevenzione il giocatori ha iniziato e finito le ultime 11 partite di campionato. In generale non si ferma per problemi fisici dal 28 novembre. Contro il Napoli è stato praticamente perfetto annullando del tutto Osimhen. E’ il difensore della Serie A che ha la più alta percentuale dei duelli vinti: il 77%. Confermando anche una dote rara: non è stato mai ammonito e ha commesso pochissimi falli

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Mourinho visita i piccoli malati del Bambino Gesù nel “Toys Day”

Si può essere Special anche con i piccoli gesti. Ieri Mourinho ne ha dato ulteriore conferma volendo partecipare al “Toys Day“, iniziativa con la quale la Roma dona da anni giocattoli e gadget ai piccoli pazienti degli ospedali della Capitale. La meta scelta dal portoghese è stata il Bambino Gesù. Scrive Il Messaggero, accolto dal professore Alberto Villani, Direttore Dipartimento Emergenza, Accettazione e Pediatria Generale, il tecnico ha visitato il reparto assieme a Nuno SantosSono stati firmati autografi a circa 40 ospiti, dei quali una decina provenienti dall’Ucraina.

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Le partite della Roma non finiscono mai: diciannove gol nel finale

 Il gol di El Shaarawy al 91esimo contro il Napoli è soltanto l’ultimo esempio di quello che ormai è diventato un marchio di fabbrica. Come scrive Il Corriere della Sera, sono già 11 le gare, Conference League compresa, in cui la Roma ha segnato tra l’80esimo e i minuti di recupero. In totale fanno 13 punti in più in campionato e 19 gol. Sono dati che mostrano naturalmente la forza mentale della squadra, che non si dà mai per battuta. C’è voluto qualche mese di lavoro, ma Mourinho è riuscito a plasmare a sua immagine e somiglianza la squadra.

Prima della gara contro il Napoli, la Roma aveva giocato una partita da dentro o fuori contro il Bodo e aveva speso energie nei muscoli e nella mente. Per molti allenatori il giovedì sera è considerato un problema quasi irrisolvibile. La Roma, invece, ha chiuso il Napoli nella propria metà campo e dominato la ripresa. Ha avuto occasioni per pareggiare ed ha segnato al 91esimo. Nel recupero ha avuto anche la possibilità di vincere.

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Di Bello e Zaniolo: quattro incroci, tre ammonizioni

La sfogo di Mourinho dopo Napoli-Roma ha fatto breccia nel cuore dei tifosi giallorossi: nelle radio e sui social le sue parole sono il principali argomento di dibattito: “Finalmente abbiamo un allenatore che si fa sentire. Quando parla lui, tutti prestano attenzione“. Che lo Special One abbia alzato il tiro dal punto di vista comunicativo è stato evidente dalle prime giornate di campionato.

Questa volta, scrive Il Corriere della Sera, a far infuriare il tecnico, oltre alla mancata concessione del rigore per il fallo di Meret, è stata la gestione dei cartellini di Di Bello: proprio il giallo ricevuto da Zaniolo che salterà la partita contro l’InterQuello tra i due è un conto aperto: nelle 4 occasioni che il brindisino ha incontrato il giocatore della Roma lo ha ammonito per 3 volte.

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Champions, il sogno proibito. Dieci arbitraggi contestati: persi punti preziosi per il 4° posto

 Lo sfogo è andato a segno. Quando parla Mourinho non lo fa mai a caso. Tempo di inanellare 12 risultati utili consecutivi, rimettersi in scia alla Juventus e subire un nuovo torto arbitrale. In un attimo, scrive Il Messaggero, il low profile tenuto in queste ultime settimane è scomparso. Come al solito ha fatto centro, tanto che la Procura federale stavolta valuta se deferirlo per dichiarazioni lesive. Il j’accuse contro Di Bello ha trovato il pieno appoggio della società e ha visto il consenso entusiasta di un intero popolo. C’è poco da fare: il portoghese come nessun altro sa toccare le corse giuste. Andando a fare la conta degli episodi il numero è effettivamente elevato. Sono almeno 10 le partite sulle quali Mourinho ha da ridire qualcosa. Un’ammonizione galeotta, un’espulsione, un rigore non dato, un altro concesso in modo a dir poco generoso, un altro da ripetere.

Ce n’è per tutti i gusti. Lo sfogo di lunedì è soltanto l’ultimo di un conto aperto contro l’Udinese il 23 settembre quando il doppio giallo a Pellegrini gli costò il derby. Proprio contro la Lazio nuove accuse perchè l’azione del 2-0 nasce da un fallo da rigore su Zaniolo, inoltre manca il secondo giallo a Leiva. Si arriva così al 17 ottobre a sfidare la Juventus. Qui gli episodi sono 3: il braccio di Cuadrado ch e dà il via al gol dell’1-0 fino al clou con Abraham che segna, ma Orsato non concede il vantaggio dando il rigore che, tra l’altro, era da ripetereMourinho poi esplode contro il Milanquando non viene dato un clamoroso rigore per un fallo di Kjaer su Pellegrini, mentre è sanzionato un contatto tra Ibanez e Ibrahimovic dove il giocatore della Roma tocca prima il pallone. Mou non si ferma più e anche con Bologna e Venezia non si fanno prigionieri.

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Roma, la Procura contro Mourinho: nel mirino le dichiarazioni post Napoli

Questa volta la Procura federale non vuole far passare le dichiarazioni di Mourinho. Come riporta Il Messaggero, il suo ultimo sfogo, dopo gli errori subiti dalla Roma contro il Napoli, rischia di punirlo. L’organo, infatto, sta valutando se deferirlo per dichiarazioni lesive contro gli arbitri e, soprattutto ora, per quanto detto contro Di Bello e il VAR Di Paolo.

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All’ultimo respiro. El Shaarawy, un Faraone per le sfide impossibili

Tre gol dei sette segnati dalla Roma oltre il 90’portano la sua firma. Non solo: Stephan El Shaarawy, con 7 centri stagionali, ha segnato da solo le stesse reti di Shomurodov e Carles Perez insieme, scrive La Gazzetta dello Sport. Segno che quando serve il Faraone c’è. E’ innegabile che, frenato da tanti guai fisici, non gravi ma fastidiosi come quelli al polpaccio, la sua stagione finora non sia stata indimenticabile, basti pensare che in campionato non gioca dal primo minuto da inizio dicembre, contro il Bologna. In questa fase finale, e delicatissima, della stagione, però, la Roma avrà bisogno anche di lui e chissà che le soddisfazioni che finora hanno latitato non possano arrivare tutte insieme. Intanto, in una squadra che gioca sempre tutte le partite fino all’ultimo secondo disponibile, El Shaarawy si è messo a posto fisicamente. Ha lavorato sempre, quando serviva anche con un preparatore personale, e contro Sassuolo, Milan e Napoli i suoi gol hanno portato alla Roma tre punti. Contro la squadra di Spalletti è stato il romanista che ha intercettato più palloni insieme a Ibanez e Zalewski che, però, erano partiti titolari. Segno che, quando è entrato in campo, aveva la giusta determinazione, le giuste forze e ha provato ad incidere immediatamente sul risultato. Proprio quello che gli aveva chiesto Mourinho. E un impatto così, se la condizione non è buona, raramente arriva. Anche la condizione mentale è buona per quanto, logicamente, El Shaarawy vorrebbe giocare di più. A 30 anni è un uomo-spogliatoio, sa quando essere incudine e quando martello e sa che ogni decisione sarà presa a fine stagione. Per adesso, però, la priorità è dare il suo contributo anche con pochi minuti a disposizione e le parole dette al novantesimo sul quarto posto («noi ci crediamo») raccontano di un ragazzo che è sul pezzo, come tutti i suoi compagni. Poi, se sarà ancora a Roma dopo l’estate o meno, si vedrà. D’altronde, e questo è uno dei meriti più grandi di Mourinho, la Roma è uno spogliatoio dove tutti remano dalla stessa parte. Lo scorso anno, di questi tempi, il gruppo era diviso in fazioni, si andava avanti per inerzia, gli infortunati erano tantissimi e Fonseca un allenatore che non aveva più la guida della squadra. Oggi, come i tifosi sono compatti intorno a Mourinho, così lo è lo spogliatoio.  Anche perché i calciatori si sentono rassicurati dalla bontà del lavoro fatto dalla società e dall’allenatore sui campi e su tutto il reparto medico. El Shaarawy è tornato in forma così, gli altri anche: ecco perché le partite della Roma non durano mai solo 90 minuti.