Mese: Luglio 2022
Giuseppe Giannini ha parlato alla Gazzetta dello Sport. Il Principe ha commentato l’arrivo di Paulo Dybala alla Roma, facendo un parallelismo con un altro argentino che ha fatto sognare i tifosi giallorossi, Gabriel Omar Batistuta.
Da ex capitano della Roma che conosce bene la città, era immaginabile tutta questa euforia per l’arrivo di Dybala?
Sì, sinceramente sì. La Roma partiva già da tanto entusiasmo, dopo l’arrivo di Mourinho e la vittoria della Conference League. L’arrivo di Paulo è stato la ciliegina sulla torta.
Anche per lei la Roma ha fatto un salto di qualità?
Assolutamente. In campo è un top player, che per il tipo di gioco accende la fantasia delle persone. Se starà bene fisicamente ha pochi eguali nel campionato italiano e in Europa. La Roma quest’anno ha fatto 36mila abbonati, sono tantissimi, e li ha fatti prima di sapere che sarebbe arrivato Dybala: ora immagino un Olimpico sempre pieno, anche nelle partite meno di cartello. Sarà bellissimo.
Molti hanno paragonato il suo arrivo a quello di Batistuta nel 2000 che poi portò allo scudetto.
Ammetto di averci pensato anche io e non perché siano entrambi argentini. Ma perché giocatori così cambiano tutto sotto tutti gli aspetti, in campo e fuori. Danno forza alla squadra, migliorano i compagni, caricano l’ambiente e mettono paura agli avversari. La Roma, come dicevo prima, partiva già da una base buona: è cresciuta mese dopo mese nella passata stagione, ha acquisito consapevolezza e sicurezza ed è arrivata a vincere un trofeo. Aver mantenuto ovviamente Mourinho, con lui il nucleo base della squadra e poi aver preso uno come Dybala è qualcosa di grande. Uno così sposta davvero tanto. Ed è bello sapere che tutta l’euforia e tutto l’entusiasmo che ci sono nella tifoseria della Roma di Tirana non sono andati perduti m, anzi, sono cresciuti. È un patrimonio prezioso.
Con Paulo Dybala in attacco José Mourinho dorme sogni sereni. Ha sistemato il reparto offensivo che la scorsa stagione stentava a decollare per l’assenza dei gol di una seconda punta e , ad oggi, può contare anche su Nicolò Zaniolo. Il 22 giallorosso ha accettato la possibilità di restare a Trigoria ancora per un altro anno vista (per ora) l’assenza di offerte rilevanti.
Come riporta Il Messaggero, il prezzo del cartellino fissato da Friedkin è di 50 milioni, ma nessuno si è fatto avanti con una cifra che almeno ci si avvicinasse. Nemmeno la Juve, che ci ha provato proponendo Arthur più 20 milioni. Se Cherubini si presenterà da Pinto con il denaro richiesto (anche con la formula del prestito a 10 milioni con obbligo di riscatto a 40 da pagare a rate), il discorso di potrebbe riaprire.
Resta aperto il cantiere in mezzo al campo. ll nome che circola in queste ore è quello di Gerogino Wijnaldum: il Psg vorrebbe disfarsene definitivamente, ma le cifre non collimano con la disponibilità della Roma. Si tratta di un 31enne che guadagna 9 milioni a stagione (scadenza 2024) che i francesi vorrebbero vendere a 15 milioni. La strada più semplice sarebbe quella del prestito con diritto di riscatto e un contributo del 50% sullo stipendio stellare.
L’alternativa sempre viva è quella che riguarda Frattesi: ha un accordo con la Roma, ma la valutazione del Sassuolo è ferma sui 32 milioni. Torna d’attualità anche il nome di Saul Niguez, centrocampista di cui l’Atletico Madrid vorrebbe disfarsi dopo l’esperienza negativa al Chelsea. Ma lo stipendio da 7 milioni rischia di ostacolare la buona riuscita dell’affare, anche se gli spagnoli hanno aperto al prestito gratuito.
La Roma non si ferma. Regalato Dybala a Mourinho, Tiago Pinto cerca ora un rinforzo per il centrocampo. I nomi più gettonati in queste ore sono due. Oltre a Wijnaldum, destinato a rimanere un sogno se il PSG non scende dalla richiesta di 15 milioni, c’è Saul Niguez. All’uscio dell’Atletico Madrid dopo l’esperienza al Chelsea, i Colchoneros sono intenzionati a liberarsene, tanto da essere disponibili pure a cederlo in prestito gratuito. La Roma ci pensa, ma a bloccare Tiago Pinto è soprattutto lo stipendio. L’iberico, infatti, guadagna 7 milioni di euro netti a stagione, cifra che non rientra nelle idee giallorosse. L’affare è così bloccato. Lo scrive Il Messaggero.
Prima ha trovato l’area, quella di Pietralata. Adesso anche i tecnici giusti. Per le indagini preliminari sui terreni alle spalle della stazione Tiburtina, la Roma ha deciso di bussare alle porte di Gau, come riporta La Repubblica. Si tratta dello studio di architetti guidato da Gino Zavanella, il designer specializzato in maxi impianti sportivi che ha lavorato anche all’ideazione dello Juventus Stadium.
Dopo il colpo Paulo Dybala, i giallorossi guardano ancora a Torino, sponda bianconera. Calciomercato (e campanilismi) a parte, lo studio Gau avrà piuttosto da fare nei prossimi mesi. Si occuperà di tutte le verifiche relative all’assetto trasportistico dell’area — su cui è arrivato già un primo via libera dal Campidoglio — e soprattutto di quello urbanistico. Il nodo in questo caso è quello della titolarità dei terreni. I terreni di Pietralata, infatti, sono stati espropriati dal Comune ormai più di 20 anni fa.
Allo studio Gau sono stati affidati anche gli studi geognostici, quelli che permettono di definire le caratteristiche del terreno su cui la Roma vorrebbe posare uno stadio da 60 mila posti.
Infine le prove acustiche, che i tecnici messi sotto contratti dal club giallorosso sono pronti a subappaltare a un’altra azienda. Insomma, in proprio o con i consulenti che individuerà, Gau dovrà sgomberare il campo da tutti i dubbi per poi restituire la palla al club di Dan e Ryan Friedkin.
A proposito, oltre allo Stadium di Torino, lo studio appena incaricato dalla Roma ha lavorato anche con i giallorossi. Era il 2009 quando gli architetti coordinati da Zavanella depositavano a Trigoria il progetto dello stadio Franco Sensi.
Mou-Dybala, è già amore
Una giornata lunghissima, infinita, conclusa con una corsa a Faro, seduto in tribuna accanto a Pinto e una fila sotto Dan e Ryan Friedkin. Ma l’avventura di Paulo Dybala alla Roma era cominciata con un abbraccio lungo, di quelli che lasciano il segno, scrive Il Messaggero.
È questa l’accoglienza che Mourinho ha riservato all’argentino lunedì sera quando il giocatore, stremato dalle cinque ore trascorse all’Hospital Particular do Algarve, è entrato nell’hotel Sao Rafael di Albufeira. E particolare è stata anche l’attenzione che José ha riservato a Paulo nella giornata di ieri. Terminata la riunione di metà mattinata con la squadra in vista dell’impegno serale contro lo Sporting Lisbona, il tecnico è salito con i suoi collaboratori su un Van che li ha portati allo stadio di Albufeira.
Lì ha seguito da vicino la seduta differenziata dell’argentino che ha mosso i primi passi, vestendo giallorosso. Ci voleva poco per capire che il feeling tra i due sarebbe stato a prima vista. Le persone speciali sanno riconoscersi. Anche dai piccoli gesti.
Così, quando Mourinho ha saputo che Dybala aveva scelto come numero di maglia il 21 e non il 10 sponsorizzato da tempo da Totti (e dal club) gli ha fatto i suoi complimenti: “Bravo è stata una scelta intelligente”. Mou ha impiegato poco a capire la città. Capace di stregarti ma allo stesso tempo di stritolarti e soffocarti tra il troppo amore e l’attesa. Meglio volare bassi.
Ed allora bisognerà aspettare sabato sera per vederlo in campo per la prima volta, quando la Roma giocherà la sua ultima amichevole in terra portoghese, la quinta da inizio stagione, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.
La prima ufficiale di Dybala con la Roma sarà contro il Nizza, l’ex squadra di Kluivert, che lo scorso anno è arrivata quarta in Ligue 1 a pari merito con il Rennes. Dybala partirà da lì, da un avversario che potrebbe essere anche un potenziale avversario nell’Europa League che la Roma affronterà da settembre in poi, con la voglia di bissare il percorso dorato della Conference dello scorso anno.
In questi giorni Mourinho gli starà addosso per spiegargli tutto quello che vuole da lui, facendo sì che l’argentino lo assimili il prima possibile. Sugli spunti naturali, quelli che fanno parte del suo istinto, Mou non deve e non può farci nulla, quelli fanno parte del Dna della Joya. È istinto naturale, appunto. Ma è su tutto il resto che il tecnico portoghese vuole incidere il prima possibile: la posizione in campo dell’argentino, l’intesa con i compagni, la capacità di saper abbinare la pericolosità offensiva agli aiuti difensivi. Insomma, ci sarà da fare una piccola lavagna tattica, come è giusto che sia ogni volta che un giocatore arriva in una nuova squadra. Ma la disponibilità di Paulo è infinita. Ed è pronto anche ad imparare cose nuove rispetto al passato.
Sabato Dybala giocherà uno spezzone di partita, molto probabilmente non tutta, perché quel giorno lì saranno ben 52 giorni di assenza tra lui e il calcio vero, quello delle partite. L’ultimo match di Dybala, infatti, risale addirittura al primo giugno scorso a Londra, nella Finalissima tra Italia e Argentina, quando Paulo segnò il 3-0 a favore della Selección.
Dybala, il primo abbraccio
Una giornata lunghissima, anche quella di ieri. Sempre lì, in attesa, pronti a vederlo finalmente con la maglia della Roma in maniera ufficiale. Un’attesa quasi spasmodica, che si è concretizzata poco dopo le 22, quando Dybala è finalmente spuntato sulle tribune dell’Estadio Algarve di Faro, scrive La Gazzetta dello Sport.
Rigorosamente con la maglia giallorossa, quasi a voler anticipare quell’ufficialità che invece arriverà solo oggi. Dybala ha visto dal vivo il secondo tempo della partita con lo Sporting, vicino a Tiago Pinto e con i due Friedkin (Dan e Ryan), che erano arrivati allo stadio un’ora prima della partita, seduti poco più su: quasi a vegliarlo come angeli custodi. L’ufficialità di Dybala non è arrivata. Era prevista per metà pomeriggio di ieri, arriverà oggi a metà mattinata, seguita subito dopo pranzo dalle sue prime parole in giallorosso. Quelle che Paulo rilascerà ai canali ufficiali del club.
Paulo ieri ha iniziato la sua giornata con un allenamento individuale all’Estadio Municipal di Albufeira. Lì si è allenato da solo, sotto lo sguardo attento di José Mourinho e dello staff tecnico. Circa un’ora e mezza di lavoro, sotto il sole cocente dell’Algarve, mentre il resto della squadra svolgeva risveglio muscolare all’interno del lussuoso resort che si affaccia sulla Praia de So Rafael, alle porte di Albufeira. Un allenamento personalizzato, in base alla tabella fornitagli dai preparatori atletici della Roma e volta a perdere in tempi rapidi quel paio di chili in più con cui Dybala si è presentato nel ritiro portoghese. Roba di poco conto, conseguenza del momento di inattività a cui è stato costretto negli ultimi quindici giorni. Poi via, direttamente, in albergo, in attesa proprio della firma del contratto e dell’ufficializzazione che invece non è arrivata.
Dybala ha ricevuto un’accoglienza stellare all’interno del ritiro giallorosso. Baci e abbracci da parte di tutti, un clima confidenziale per farlo sentire subito a casa e quel feeling immediato con Mourinho ed Abraham. Il primo (che lo chiama affettuosamente Paulino) gli ha fatto i complimenti per la scelta della maglia numero 21: “Bravo, è stata una scelta intelligente“, le parole dell’allenatore portoghese. Per sottolineare che era stata una buona decisione il non aver preso una casacca con un’eredità pesante come la 10 di Francesco Totti. Questione di opportunità, ma anche di lungimiranza. Con Abraham, invece, è nata subito un’intesa naturale, quasi speciale. Quelle cose che avvengono quando due si capiscono al volo senza neanche conoscersi.
La Roma non ha potuto ufficializzare questa sera l’ingaggio di Paulo Dybala a causa delle lungaggini burocratiche legate alla stesura dei contratti.
Rallentamenti di natura formale, nulla di sostanziale, che però costringono il club a far slittare l’annuncio a domani. Questa sera Matic ha indossato la maglia numero 8, segno del cambio di numero già ratificato internamente al club con la 21 che sarà indossata dalla Joya. Dybala è apparso durante la partita in tribuna al fianco dei suoi procuratori, Tiago Pinto e la presidenza giallorossa.
La Roma affronta lo Sporting Lisbona nel terzo test estivo in terra lusitana. La squadra giallorossa – ancora priva di Dybala – tornerà in Italia nel weekend dopo l’ultima amichevole contro il Nizza in programma sabato prossimo.
LE FORMAZIONI:
Sporting Lisbona (3-4-3): Franco Israel, Pedro Porro, Luís Neto, Gonçalo Inácio, Sebastián Coates, Matheus Reis, Ugarte, Matheus Nunes, Pedro Gonçalves, Rochinha, Edwards.
A disp.: Antonio Adán, André Paulo, Ricardo Esgaio, José Marsá, Flávio Nazinho, Morita, Tabata, Nuno Santos, Francisco Trincão e Paulinho.
All.: Ruben Amorim.
Roma (3-4-1-2): Rui Patricio; Mancini, Kumbulla, Ibanez; Celik, Matic, Cristante, Spinazzola; Zaniolo, Pellegrini; Abraham.
A disp.: Svilar, Boer, Karsdorp, Smalling, Tripi, Zalewski, Vina, Veretout, Bove, Faticanti, Ivkovic, Perez, El Shaarawy, Volpato, Felix, Shomurodov.
All.: José Mourinho.
Arbitro: Hugo Silva. Assistenti: Pedro Sancho, Luis Viegas. IV uomo: Marcos Brazao.
RETI: Gonçalves 28′, Inacio a.g. 31′, Inacio 54′, Pellegrini 69′, Tabata 86′
CARTELLINI: Ammoniti Smalling, Mancini, Ugarte, Zaniolo, Veretout
86′ – Tris dello Sporting siglato da Tabata con il mancino all’angolino
78′ – El Shaarawy per Zaniolo
71′ – Perez e Felix per Pellegrini e Abraham
69′ – GOOOOOOOLLLL del pareggio della Roma realizzato da Lorenzo Pellegrini che scarica sotto l’incrocio dal limite dell’area su assist di Abraham
67 – Conclusione di Cristante dalla distanza, sul fondo
64′ – Salvataggio sulla linea di Svilar sulla conclusione ravvicinata di Ugarte
54′ – Gol del 2-1 per lo Sporting realizzato da Inacio, questa volta nella porta giusta, sugli sviluppi di un corner
Dentro nella Roma Karsdorp, Zalewski, Svilar, Smalling e Veretout al posto di Rui, Matic, Celik, Spinazzola e Kumbulla
CRONACA SECONDO TEMPO:
Fine primo tempo
45′ – Occasione Roma con Pellegrini che scodella in area, Zaniolo anticipato di testa da Coates, la palla schizza sui piedi di Abraham che in mischia non riesce a calciare in porta
31′ – Pareggio della Roma sugli sviluppi di un corner battuto da Pellegrini c’è la deviazione sottomisura di Inacio
29′ – Calcio di rigore per lo Sporting causato da un intervento in area di Ibanez su Edwards, che si lascia palesemente cadere. L’arbitro concede il penalty. Dal dischetto Pedro Gonçalves che spiazza Rui Patricio per il vantaggio dello Sporting
20′ – Ugarte dalla distanza, Rui c’è
14′ – Grande parata di Rui Patricio sulla conclusione in diagonale di Gonçalves
Squadre in campo, si parte
CRONACA PRIMO TEMPO: