Esordio vincente anche in Europa per la Roma. Le giallorosse battono 3-0 in casa le ucraine del Vorskla Poltava, si aggiudicano quindi l’andata del secondo turno preliminare di Champions League e si avvicinano alla fase a gironi. Successo mai in discussione con le romaniste che vanno in vantaggio con Viens (15’), raddoppiano con Giugliano (68’) e calano il tris con Giacinti (64’). Nel finale inoltre la Roma ha continuato a collezionare occasioni: “Dovevamo concretizzare di più – ha commentato Spugna – non c’è stato appagamento, anzi, tutte volevano segnare. Dobbiamo solo avere maggiore pazienza”.
Come scrive il Tempo, nonostante l’ampia vittoria il tecnico giallorosso predica calma: “Abbiamo un buon margine ma ora pensiamo alla serie A poi ci concentreremo di nuovo sulla Champions. Volevamo ipotecare l’accesso ai gironi, siamo ad un passo”. Dello stesso avviso anche Linari, tornata titolare dopo il colpo rimediato in Nazionale: “Gara dura, soprattutto per il caldo. Prestazione positiva, volevamo fare bene in vista del ritorno e ci siamo riuscite. Dovevamo fare più gol, su questo lavoreremo ancora”. Ora testa all’impegno casalingo di domenica contro l’Inter (16.00) per dare seguito all’ottimo avvio di campionato.
Nicolò Zaniolo torna a parlare in una lunga intervista ai microfoni de la Repubblica. Ecco uno stralcio dedicato al distacco dalla Roma e non solo:
Con Spalletti che rapporto ha? “All’Inter non ero pronto. Qui mi è sembrato subito un allenatore diretto, preparatissimo, che sa cosa vuole che tu faccia in campo. Se vai bene te lo dice, se è male te lo dice in faccia. Preferisco che una persona mi dica “Sei scarso”, piuttosto che ti prometta mille cose e non mantenga nulla. Molti lo fanno, lo hanno fatto e lo faranno sempre, nel calcio. Non è facile trovare persone come Spalletti”.
È rimasto deluso da qualcuno, allora? “Nomi non ne faccio, le guerre mediatiche non mi piacciono. Ma alla Roma le cose potevano finire in modo diverso: provo un grande amore per i tifosi, i miei compagni, la squadra, la città, e loro nei miei confronti. È una delusione che ho provato. Io ho delle responsabilità, ma anche altre persone. Quando ci sono casini così vuol dire che tutti ci abbiamo messo del nostro. Ma del passato non voglio parlare, ora sono in Premier e penso al futuro”.
Sa di essere oggetto di un audio in cui una ragazza parla di un rapporto con lei? Qualcuno lo ha fatto girare, si sente vittima di queste pratiche da revenge-porn? “Non ho mai sentito parlare di questa storia. Ma sono un personaggio pubblico, ho 24 anni, è normale che i ragazzi e le ragazze si avvicinino a te anche per quello che fai. Succede a tutti i calciatori: è un fastidio. Posso dire una cosa?”.
La dica. “Io posso divertirmi, andare a ballare, ma non sono come mi descrivono: non ho grilli per la testa, mi alleno tutti i giorni, gioco, poi una volta a settimana vado a ballare. Mi serve a staccare la testa. Fare il calciatore è stressante anche a livello di pressioni. Che male c’è se col lunedì libero la domenica sera vado in discoteca?”.
La sua carriera nei fatti è iniziata in Champions: titolare al Bernabeu contro il Real Madrid a 19 anni? “Riunione verso le 11, quando finisce Di Francesco mi prende e mi dice: “Sei pronto per giocare?”. Io non ero pronto per niente. Ma ho detto: “Sì, certo che sono pronto”. Allora lui mi fa: “Giochi mezzala, devi marcare Modric, Bale, Casemiro, occhio a Isco…”. Tutti campioni con cui fino al giorno prima giocavo alla playstation. Quando siamo usciti dallo stadio tutti cantavano a Modric “Pallone d’Oro, pallone d’Oro…”. Ho realizzato lì cosa era successo”.
Parliamo della finale di Conference a Tirana. “I giorni precedenti Mourinho ha chiesto a tutti: siete pronti? Per tanti era la prima finale europea. Ci ha aiutato, ci ha detto che se eravamo arrivati lì era per tutto quello che avevamo fatto in campo e che il merito era solo nostro. Ci ha fatto arrivare carichi a giocarla”.
Poi l’ha decisa lei. L’impressione è quasi che lei renda di più nelle partite difficili…. “La partita difficile è più facile da preparare. Quando giochi contro una squadra meno attrezzata, anche se non vuoi, hai qualcosina in meno a livello di concentrazione. Quelle difficili sono diverse, sai che quella è “La” partita. E lì si vede il giocatore, quello che sai fare. Ho sempre amato le partite da dentro o fuori, mi diverto a giocarle”.
Chi era il suo idolo da bambino? “Kaká è il mio mito da sempre: aveva tutte le caratteristiche che mi piacevano in un calciatore. Il numero 22 non è solo la data di nascita di mia mamma, l’ho scelto anche per lui”.
Le hanno mai offerto il “10” di Totti? “Non lo avrei accettato mai: ti mette una pressione addosso che non serve. Le pressioni a Roma ci sono a prescindere, la piazza vuole tanto e chiede tanto: tutti sappiamo di chi era quella maglia e non ci ho mai nemmeno pensato di prenderla”.
Per due che ne perde, tre ne ritrova. Certo, Mourinho può sorridere soltanto a metà per il ritorno di Smalling, Renato Sanches e Llorente perché come al solito non può mai contare su una rosa al completo ma deve sempre ingegnarsi sull’adattamento dei suoi e nuove formule per riuscire a trovare spunti positivi.
Se prima l’emergenza era in difesa e a centrocampo, ora lo è in attacco. Dybala e Pellegrini fuori significa che la Roma è priva di fantasia e creatività, e che dovrà quindi sperare che il tandem Lukaku-Belotti si dimostri in vena come nel secondo tempo contro il Servette. (…)
Come scrive il Corriere dello Sport, il grande atteso è naturalmente Chris Smalling che in questo inizio di stagione praticamente non si è visto. Neanche quando era in campo. Perché nelle prime tre partite contro Salernitana, Verona e Milan ha commesso tanti errori per una condizione fisica non ottimale. Poi è stato costretto a fermarsi, consapevole dei problemi che non gli permettevano atleticamente e mentalmente di essere al top come nelle ultime due stagioni.
Così come il suo collega di reparto Llorente, lui alle prese con un problema muscolare che lo ha lasciato fuori esattamente quanto Smalling, da sosta a sosta. Sfortuna? In parte, perché Mourinho è sempre stato onesto nel parlare del giocatore e ad ammettere che gli stop muscolari rientrano nella storia clinica dello spagnolo. Così come di Sanches. (…)
Un contratto in arrivo per Edoardo Bove. Il giovane centrocampista di Mourinho a fine mese dovrebbe finalmente veder arrivare il rinnovo di contratto che si è conquistato con fatica e sudore sul campo. Per Bove dovrebbe così arrivare la firma su un quinquennale entro fine mese.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, attualmente il centrocampista giallorosso è in ritiro con l’Italia Under 21, anche se una botta alla caviglia destra ne mette a rischio la presenza martedì prossimo a Bolzano, nella sfida in programma contro la Norvegia.
Michal Probierz, neo ct della Polonia, in conferenza stampa ha parlato anche della mancata convocazione di Nicola Zalewski che sta trovando delle difficoltà con la maglia giallorossa ed è stato chiamato dall’Under 21 polacca. Di seguito le sue parole.
“Abbiamo concordato insieme e lui era molto disponibile, quindi complimenti a lui per aver voluto giocare nell’Under 21, per ricostruirsi, per giocare. Forse il club apprezzerà che abbia preso una decisione del genere e ricostruirà, giocherà e poi tornerà al club e sarà un giocatore fondamentale”.
12.5.2021 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Conte
(Foto Gino Mancini)
Antonio Conte è uno degli allenatori di spessore che in questo momento fa parte della lunga lista di tecnici senza panchina. L’ex ct dell’Italia ha confermato di voler continuare il suo periodo di pausa smentendo le voci che lo accostavano a diversi club blasonati (Napoli, Roma). Di seguito le dichiarazioni di Conte sul proprio profilo Instagram.
Sento insistenti voci di mercato che mi accostano a club importanti, ma ribadisco che per adesso c’è solo la volontà di continuare a stare fermo e godermi la famiglia”
Totti, ospite insieme ad altre leggende del calcio mondiale alla premiazione dell’International Hall of Fame svoltasi in Messico, ci ha tenuto a ringraziare la Roma dopo il riconoscimento alla carriera.
“Un grazie speciale va ai miei ex colleghi della Nazionale ma soprattutto alla Roma, alla mia squadra del cuore. Per 25 anni mi hanno supportato in tutto e per tutto ed è grazie a loro che questa sera sono qua a ricevere questo bellissimo premio”.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – ”Il calciomercato fatto da Pinto non è all’altezza della Roma di Mourinho”. Tra radio e social il pensiero dominante è quello di una campagna acquisti insufficiente per fare il salto di qualità nella terza stagione con lo Special One sulla panchina giallorossa. Gli arrivi di Lukaku, Azmoun, Paredes, Renato Sanches, Aouar, Kristensesn, Ndicka e la conferma di Llorente non hanno convinto gran parte della tifoseria. Il ritardo nell’effettuare la maggior parte degli acquisti ha incisivo negativamente soprattutto nelle prime gare stagionali. Ma dopo 8 giornate qual è stato il rendimento dei nuovi arrivati? Tra le squadre più competitive della Serie A, c’è una campagna acquisti che ha inciso maggiormente rispetto alle altre? Numeri alla mano, la risposta stupirà i più scettici suoi nuovi arrivi giallorossi.
Da Lukaku a Paredes, 13 partecipazioni al gol: tra le big nessuna campagna acquisti ha inciso di più in Serie A
”Dal punto di vista individuale non è responsabilità dei ragazzi arrivati, ma di chi sta qui fargli capire come giocare”. Dopo Roma-Frosinone, Mourinho si è espresso così a chi gli chiedeva delle difficoltà di Evan Ndicka. Il discorso poi è stato generalizzato anche ad altri calciatori come Aouar che ”ha bisogno di tempo, perché con la palla è bravo, ma senza è tutto diverso”.
Malgrado i problemi fisici e di inserimento, i nuovi acquisti giallorossi, tra le big del campionato, sono quelli che hanno partecipato a più gol. Nessuno ha fatto meglio di Lukaku (5), Paredes (3), Aouar (2), Renato Sanches (1), Kristensen (1) e Llorente (1). I nuovi acquisti, infatti, hanno partecipato a 13 gol: 8 reti e 5 assist totali. Tra le big, solo Inter e Milan fanno registrare gli stessi numeri. Thuram (9), Arnautovic (1), Cuadrado (1), Frattesi (1) e Carlos Augusto (1) si fermano a un contributo pari a 13 reti totali: 3 gol e 10 assist. Anche i nuovi acquisti del Milan non vanno oltre a tale cifra (7 reti e 6 passaggi vincenti): Pulisic (5), Loftus-Cheek (3), Reijnders(2), Okafor (2) e Musah (1).
Dati che dovrebbero far riflettere sulle qualità dei calciatori acquistati nel corso dell’ultima sessione di mercato da parte della Roma, soprattutto in virtù delle difficoltà che molti dei nuovi hanno trovato. Malgrado tutto, infatti, nessuna campagna acquisti tra le big della Serie A, è stata più determinante in termini di partecipazione al gol. Azmoun ha disputato solo 19 minuti, Aouar 251, Renato Sanches 70, Paredes sta entrando progressivamente in forma, Ndicka sembra assumere maggior sicurezza dopo un inizio con molte difficoltà, Llorente si prepara a tornare dopo la sosta, Kristensen ha mostrato alcuni limiti ma si sta adattando al calcio italiano e infine c’è Lukaku che è una macchina da gol.
Le potenzialità del mercato giallorosso sono ancora inespresse e nonostante le mille difficoltà che i nuovi hanno trovato, nelle prime 8 giornate di Serie A, non c’è stata una campagna acquisti che è risultata più determinante. La scalata della classifica da parte degli uomini di José Mourinho passerà anche dal contributo che dovranno dare i nuovi arrivi.
A seguire, le campagne acquisti più incisive per quanto concerne la partecipazione al gol.
Romelu Lukaku, in conferenza stampa dal ritiro del Belgio, ha parlato della sua estate turbolenta e del suo trasferimento alla Roma. Di seguito le sue parole: “La maggior parte delle persone in sala mi conoscono. Sapete che non mi piace girare intorno ad un argomento. Parlerò per tempo, ma se dicessi davvero come è andata l’estate scorsa, tutti rimarrebbero scioccati. Ci sono stati momenti in cui ho pensato davvero di poter esplodere, cinque anni fa probabilmente lo avrei fatto. Ora mi sono concentrato su quello che so fare meglio: giocare a calcio. Ho lavorato duro tutta l’estate. Devo ringraziare anche Radja Nainggolan per aver dato il contatto alla Roma”.
L’interesse dell’Al-Hilal? “Sono stato onorato di questo interesse, ma dopo le conversazioni non ero del tutto convinto. Sono il club più grande del Medio Oriente e il campionato lì diventerà uno dei più grandi al mondo, ma non volevo ancora lasciare l’Europa”.
Cosa rappresenta per te giocare per il Belgio? “Giocare per la nazionale è speciale. All’inizio avevo difficoltà, ma ora non vedo l’ora di fare grandi cose qui. Tedesco? È molto diretto e sa quello che vuole. Anche il gruppo lavora duro, quindi le cose stanno andando abbastanza bene con il nuovo ct”.
Le occasioni mancate nella finale di Champions League? “Ero un po’ a disagio, la mia mente era fuori posto per quello che era successo nei giorni prima. Di questo parlerò più avanti”.
Cosa è successo questa estate? “Sapevo perfettamente cosa sarebbe successo quest’estate. C’erano alcuni club in cui sicuramente non sarei andato. Alla fine bisogna anche soppesare quello che è successo a livello calcistico e personale negli ultimi anni ed è per questo che ho fatto la mia scelta. Non parlo molto fuori dal campo, non è nel mio stile. Preferisco parlare sul campo, ma a volte è anche bello dire alla gente cosa è successo e cosa no. Penso che un giorno lo farò. Perché non adesso? Perché voglio concentrarmi sul calcio. Quando dico delle cose, queste vengono prese fuori contesto e io non voglio che accada. Voglio mantenere il giusto profilo ora che sono in forma”.
La Roma dice basta alla vendita illecita di biglietti spesso a prezzo maggiorato. La società giallorossa raccomanda i propri tifosi di inviare delle segnalazioni quando si trovano di fronte a situazioni di Secondary Ticketing (rivendita non autorizzata) tramite il profilo My ASR. Di seguito il comunicato del club.
Stop al Secondary Ticketing! L’AS Roma scende in campo assieme ai suoi tifosi per contrastare un fenomeno sempre più diffuso nel mondo dell’entertainment. Lo Stadio Olimpico costantemente sold out e l’avanzata della nostra squadra in Europa League hanno fatto sì, nella passata stagione, che i romanisti si trovassero spesso a fare i conti con il Secondary Ticketing, terminologia tecnica che riassume tutte quelle pratiche di rivendita non autorizzata dei biglietti.
Nonostante la Società raccomandi sempre nelle proprie comunicazioni di non rivolgersi a canali di vendita non ufficiali, questi comportamenti illeciti hanno raggiunto il culmine in occasione della finale di Europa League, con maggiorazioni dei prezzi alle stelle.
L’AS Roma dice basta Da oggi, ogni tifoso potrà segnalare comportamenti illeciti sulle piattaforme web che violano i termini e le condizioni di acquisto della nostra biglietteria.
Per inviare una segnalazione, sarà sufficiente effettuare il login su My ASR e riempire il form con tutti i dettagli utili ad approfondire la segnalazione.