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NEWS

Fagioli indagato per scommesse illecite: rischia 3 anni di squalifica

Nuova tegola in casa Juventus di natura giudiziaria. La procura federale della Figc ha interrogato il centrocampista della Juventus Nicolò Fagioli.

Il 22enne bianconero è indagato dalla procura di Torino nell’ambito di un’inchiesta sulle scommesse su piattaforme online illegali. Lo apprende l’agenzia di stampa. Secondo l’art. 24 del codice di giustizia il gioco d’azzardo non è reato, se non in piattaforme illegali o se le scommesse sono effettuate sulla disciplina praticata.

E’ vietato “ai soggetti dell’ordinamento federale, ai dirigenti, ai soci e ai tesserati delle società appartenenti al settore professionistico di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, anche presso soggetti autorizzati a riceverle, che abbiano ad oggetto risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ambito della Figc, della FIfa e della Uefa” , recita l’articolo 24. La violazione del divieto comporta “la sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a tre anni e dell’ammenda non inferiore ad euro 25.000,00” .

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Interviste

Orsato su Mourinho: “Nessuno di noi parte prevenuto e ce l’ha con lui”

Daniele Orsato ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere dello Sport, parlando tra i vari temi anche della ‘questione’ Mourinho, dopo la pesante squalifica ricevuta e scontata dallo Special One ad inizio anno e i casi ‘Chiffi’ e ‘Serra’. Ecco un estratto:

Mourinho? “Ricordatevi le parole di Chiffi. Nessuno di noi parte prevenuto, mai: abbiamo altri pensieri, altre preoccupazioni. L’arbitro prevenuto è un assurdo. Gli ex arbitri che lavorano nelle squadre di club? Ci sono brave persone: Maggiani alla Juve, Schenone all’Inter. E poi Bergonzi, Saccani in tv”.

Poi sul VAR:  “Ero tra i contrari all’introduzione della tecnologia perché pensavo che avrebbe tolto e non aggiunto, ero molto preoccupato. Mi hanno convinto Rosetti, il nostro project leader, Rizzoli e Rocchi. Oggi devo dire che mi sento molto più sereno. Quando ho Irrati al Var mi rilasso, ha un tono di voce e una sicurezza che ti tranquillizzano all’istante”.

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Calciomercato

Bove titolare con vista rinnovo: le ultime

“The Power of Bove”, per parafrasare una canzone anni 80 dei Frankie Goes to Hollywood. Il potere di chi in silenzio, pezzetto dopo pezzetto non si è preso solo un posto tra gli eletti di Mourinho (che due volte ne ha impedito la cessione) ma pure un rinnovo che ormai ha solo bisogno del fiocco.

Le parti stanno parlando ormai dei dettagli, c’è grande ottimismo di chiudere l’accordo in tempi brevi e riconoscere a Bove un prolungamento fino al 2027 con fisiologico aumento: da 250 mila ad almeno 1 milione di euro. Uno step importante per la carriera di un centrocampista che un anno fa aveva accumulato appena 20′ in serie A e che ha saputo guadagnarsi con sudore e ascolto il rispetto di compagni e tifosi.

Come scrive Leggo, Edoardo, infatti, rappresenta oggi uno degli emblemi della Roma combattiva e orgogliosa che ha fatto quadrato intorno a Mourinho segnando 21 gol e ottenendo 5 vittorie nelle ultime sette partite. Un impronta ancora piccola quella del 21 vicino alle orme da gigante di Lukaku che è corso da lui dopo il primo gol al Cagliari, nato appunto da una delle tante palle recuperate dal “cane malato” di Mou. (…)

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Rassegna stampa

Smalling vuole forzare i tempi e rientrare per il Monza

II “miracolino” (cit. Mourinho) di riavere Smalling in panchina nella trasferta di Cagliari non è riuscito. L’inglese non si è visto nemmeno sul campo d’allenamento fino alla scorsa settimana, è rimasto in infermeria per guarire totalmente dal problema tendineo-muscolare che lo affligge da tempo.

Come scrive il Messaggero, ma c’è una piccola luce in fondo al tunnel perché Chris proverà a forzare in settimana con l’obiettivo di aggregarsi al gruppo e allenarsi con continuità a ridosso della ripresa. Almeno questo è il programma per tornare a pieno ritmo a comandare il reparto difensivo.

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APPROFONDIMENTI

Cinismo Roma, la squadra segna più di quanto è atteso: prima volta dall’era Mourinho

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma chiude il tour de force (7 gare in 21 giorni) prima della sosta con una vittoria eloquente in casa del Cagliari: 4-1 e terzo trionfo consecutivo in tutte le competizioni. I giallorossi dopo 8 giornate hanno il secondo attacco del campionato (19 reti, solo l’Inter ha fatto meglio con 21). Un dato inconsueto, poiché, nel biennio precedente la squadra di Mourinho ha faticato molto a segnare: 50 gol (quarto peggior rendimento della Roma in un campionato a 20 squadre) la scorsa stagione e 59 nel 2021-2022. ”Non è un problema di qualità, ma di profilo dei giocatori” dichiarò lo Special One durante il suo primo anno nella Capitale quando il reparto offensivo era composto da Shomurodov, Felix, Abraham, Zaniolo, Carles Perez ed El Shaarawy.

L’attacco della Roma è mutato nei giocatori e nei numeri. Il tecnico portoghese, infatti, ora può affidarsi a un reparto composto da Lukaku, Dybala, Belotti, Azmoun ed El Shaarawy (oltre 800 reti con i club). Il profilo dei calciatori è cambiato e anche i numeri sottolineano tale variazione. I giallorossi, infatti, nelle prime 8 giornate di Serie A, dopo la Fiorentina, sono stati la squadra più cinica del torneo.

I numeri della mutazione dell’attacco della Roma

La Roma è tornata a essere trascinata dai suoi attaccanti. L’arrivo di Lukaku, la metamorfosi di Belotti e la qualità di Paulo Dybala hanno fatto tornare il sole in un reparto che nell’ultima stagione brancolava nel buio. I giallorossi, in questo inizio di stagione, hanno segnato 19 gol malgrado avrebbero dovuto realizzarne 12. In Serie A, solo la Fiorentina è stata più cinica della Roma: 18 reti effettuate a dispetto delle 9 attese.

La squadra di Mourinho in queste prime 8 giornate di campionato ha segnato un gol (19) ogni 2 tiri in porta (37). I giallorossi per la prima volta dall’arrivo dello Special One stanno realizzando più reti rispetto a quelle attese. Il trend, nel biennio precedente, infatti, è stato completamente diverso. La Roma la scorsa stagione ha segnato solo 50 gol rispetto ai 57 attesi ed è stata la terza formazione del campionato con il differenziale negativo maggiore (1° Sampdoria e 2° Spezia entrambe retrocesse). Nel 2021-2022 i giallorossi hanno fatto peggio solo del Genoa (-10): 65 gol attesi e 59 reti effettuate (-6).

Numeri alla mano, la freddezza di Lukaku e Belotti sta facendo la differenza. L’attaccante belga ha calciato 7 volte in porta segnando 5 gol e l’ex Torino ha effettuato 5 tiri nello specchio effettuando 3 reti. Cinismo. Parola sconosciuta alla versioni peggiori di Abraham e Belotti viste la scorsa stagione. L’attaccante inglese segnò solo 8 gol nonostante i 30 tiri in porta mentre il Gallo non riuscì mai a superare il portiere avversario malgrado i 9 tiri nello specchio. Mourinho è pronto ad affidarsi al suo attacco a 5 stelle, di cui solo 2 particolarmente brillanti, per raggiungere la Champions League: Lukaku, Belotti, Dybala, Azmoun ed El Shaarawy.

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NEWS

UEFA, ufficiale: Euro 2032 si giocherà in Italia e Turchia

L’Italia tornerà ad ospitare una manifestazione sportiva per Nazionali. L’UEFA ha infatti annunciato questa mattina che gli Europei del 2032 si disputeranno in Italia e Turchia. Le due nazioni ospitanti hanno presentato un piano con diversi stadi dove disputare le sfide della fase finali della manifestazione.

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Infermeria

Bove, caviglia gonfia e possibile rientro dall’Under 21

Edoardo Bove non sta bene. Il centrocampista giallorosso si è presentato al ritiro della Nazionale Under 21 con una caviglia gonfia, uscita malconcia dalla sfida di Cagliari.

Attualmente Bove è sotto osservazione e nelle prossime ore valuterà se tornare a Roma. Il giocatore al momento non lascerà il ritiro dell’Italia e verrà monitorato. Ha subito un duro colpo a Cagliari, ma è una semplice contusione e non ci sono ulteriori complicazioni.

In caso di forfait tornerà a Trigoria e saluterà il ct Nunziata. La nazionale Under 21 è impegnata in gare ufficiali solo martedì prossimo a Bolzano contro la Norvegia. Per questo motivo, visto che non si tratta di nulla di grave, Bove potrebbe restare in ritiro con gli azzurri e recuperare dal lieve infortunio.

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS esalta Belotti e Lukaku: “Grandissima coppia e se Mou ha più coraggio…” – AUDIO

“Esaltato dalla coppia Belotti-Lukaku, finalmente la Roma gioca con due centravanti”. Un sogno calcistico divenuto realtà per Ciccio Graziani che ha parlato così ai microfoni di Retesport dell’attacco giallorosso: “Sono felicissimo per il Gallo, che lo scorso anno ha avuto tanti problemi e tanta sfortunata. E’ tornato il vero Belotti, forte fisicamente, intenso, sempre pronto ad aiutare i compagni e poi sotto porta i gol arrivano, li ha sempre fatti. E’ perfetto per giocare in coppia con Lukaku, perchè il belga quando sta bene è uno dei più forti in Europa ed arricchisce chi gli gira intorno. Con Romelu la Roma lotta dal quinto posto in su. Si sposano perfettamente insieme”.

“Mourinho finora gioca a 3 e rispetto ovviamente la sua idea, ci mancherebbe è un grande allenatore e ha sicuramente più capacità di me, però a volte mi chiedo: perché non giocare a 4 dietro? Riportare Cristante a centrocampo e schierare magari Dybala dietro i due centravanti? L’argentino avrebbe grande libertà di movimento e insieme a Belotti e Lukaku metterebbero grandissima pressione sugli avversari”.

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Interviste

Mourinho: “A Roma due fazioni: mourinhiani e anti-mourinhiani. Rinnovo? Non lo so”

Pubblicata da Sky Sport la seconda parte della lunga intervista a Josè Mourinho. Ecco l’estratto riferito anche alla Roma:

Esiste il mourinhismo?
«Anche l’anti mourinhismo. Specialmente a Roma, ci sono entrambe le fazioni. Il mourinhismo lo conoscono le persone che sanno cosa ho fatto. L’anti mourinhismo è cavalcato da gente felice in tutto il tempo in cui la Roma non vinceva una coppa, non aveva alcun tipo di successo europeo. Si divertono in radio e va bene. L’anti mourinhismo vende, il mourinhismo è un modo di stare nella vita più che nel calco. Lo dico perché trovo gente per strada, in ogni punto del mondo, che si identifica con me e con il mio modo di stare nella vita. Per, comunque, la partita più importante è sempre la prossima. Il resto è il passato, è storia».

La scelta di andare a Roma? Questo posto ha qualcosa di speciale
«Quando sono arrivato qui, non conoscevo la Roma. Ci ho giocato contro con l’Inter, mentre con il Porto ho giocato non contro la squadra più importante della città. Non conoscevo la Roma né come città di cuore calcistico, né la società AS Roma. Avevo allenato tre grandi squadre in Inghilterra, Manchester, Chelsea e Tottenham e volevo quindi andare fuori dall’Inghilterra. La Roma è arrivata con un discorso che mi è piaciuto, ed è stata la proprietà che mi ha fatto venire. Dopo, quando sono arrivato e ho imparato a conoscere il romanismo, ho imparato a conoscere tutti i loro dubbi, ho imparato a conoscere tutte le loro frustrazioni e ho cercato di entrarci dentro. Mi sono fatto tante domande, cui ho bisogno di rispondere con il tempo. Mi sono affezionato tanto al romanista. Mi piace il romanismo. Mi piace il romanista puro, mi piace il romanista della strada, che va la mattina a Trigoria solo per avere una foto. Mi piace la gente che segue la squadra ovunque. Quando arrivi in due finali europee e prendi la città con te, quando tu piangi di gioia con loro, tu diventi ancora più uno di loro. È ciò che sento adesso, è stato naturale. Quando sono in panchina e guardo alla destra all’Olimpico mi emoziono ancora. Quando guardo dietro di me non mi piace tanto, ma quando guardo alla mia destra mi fa venire i brividi, è gente che rimane con me, anche quando un giorno andrò via».

Quando guardi dietro di te, intendi la tribuna.
«Sì ma non solo a Roma, succede ovunque. Alcuni vanno a bere champagne, mangiare e altri invece fanno un lavoro enorme, non mangiano o mangiano male, dividono la macchina perché magari non hanno molti soldi, mentre gli altri sono i dottori del calcio. Il calcio è lo sport più popolare del mondo, si può giocare anche con una pietra per strada e sta diventando invece uno sport per l’elite, non nella pratica ma nella gente che sta dietro di te. Chi sta a destra e a sinistra (le curve, ndr) è invece veramente innamorata del calcio».

Il murale con la vespa a Testaccio?
«La vespa è lì a Trigoria, me l’ha regalata la proprietà quando sono arrivato. Quando si entra a Trigoria, purtroppo, non ci sono tante coppe e lì c’è la vespa. Ora la lascio lì, quando un giorno andrò via la porterà con me».

Tu hai detto che rimarrai altri 6-7 mesi. Ce ne possono essere di più?
«Non lo so. Prima di Budapest ho promesso ai calciatori che sarei rimasto. Dopo lo Spezia, all’Olimpico, con i gesti ho detto ai tifosi che sarei rimasto qua e adesso sono qua».

L’allenatore è un uomo solo?
«Ci sono modi diversi di analizzare la tua domanda. Quando vinci, tu hai difficoltà a camminare perché tutti stanno con te. Quando perdi, tu sei solo. Ovviamente, tu hai assistenti che stanno sempre con, c’è la famiglia, ci sono amici ma quando vinci hai difficoltà a camminare. Se perdi, sei solo. Questa la mia esperienza dopo più di 20 anni. Poi c’è l’uomo solo per scelta propria e, tante volte, io ho bisogno di rimanere da solo, di pensare da solo e qualche volta io sono con loro ma sono da solo perché sto nel mio mondo, non sento nessuno. Magari qualcuno sta anche male a stare con me in quei momenti, sono come ibernato nei miei pensieri. Per me, è un isolamento necessario».

Il rapporto con gli arbitri è anche strategia o nasce tutto sul campo?
«Strategia di cosa? Non capisco queste cose. Non c’è strategia, c’è un gruppo di gente che lavora tanto e parlo di me, del mio staff, dei giocatori, del club, del popolo e c’è la difesa del popolo. Io sono una persona che quando sente un’ingiustizia ha difficoltà a conviverci. Non mi piace l’ingiustizia, anche quella sociale, ovunque. Non c’è alcuna strategia. Nel calcio, l’unico che può sbagliare e ha un aiuto per rimediare al suo errore è l’arbitro. L’allenatore, quando sbaglia, non può fermarsi e rifare da capo. Nemmeno il calciatore può tornare indietro, se sbaglia a due metri dalla porta. L’arbitro può farlo con gli assistenti, il quarto uomo, il VAR. Gli arbitri, quindi, devono sbagliare di meno. Quando vendo ingiustizie contro il mio popolo vado in difficoltà, è il mio modo di vivere».

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Rassegna stampa

Lukaku-Belotti, la coppia del gol che ha tolto Mou dai problemi

Non saranno la coppia più bella del mondo, ma non c’è dubbio che Lukaku e Belotti, in campo insieme, hanno spreso tanti scettici e fatto felice Mourinho. Contro il Servette lo Special One aveva schierato l’attacco pesante: risultato? 4-0 con doppietta di Belotti e gol di Lukaku. A Cagliari, invece, è terminata 1-4 con doppietta di Lukaku e gol di Belotti.

Big Rom ha segnato 7 gol (5 in campionato e 2 in Europa League), per una media di uno ogni 86.5 minuti. Quando il belga è in campo, la Roma parte da 1-0. Anche la media del Gallo è alta infatti segna una rete ogni 99.5 minuti.

Quando i due giocano insieme è Belotti a giocare da centravanti puro, mentre Lukaku occupa una posizione un po’ più decentrata verso destra. Il numero 90, abituato ad aprire gli spazi ai compagni, se gioca faccia alla porta può diventare ancora più devastante.