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Cioffi e la metamorfosi dell’Udinese: dal rendimento contro le grandi alla centralità di Pereyra

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma domenica alle ore 18:00 ospiterà allo stadio Olimpico l’Udinese di Gabriele Cioffi. Il club friulano, dopo il pareggio contro il Lecce (1-1), ha deciso di esonerare Andrea Sottil. La formazione bianconera aveva raccolto solo 6 punti in 9 gare, senza ottenere una vittoria, per cui, il presidente Giampaolo Pozzo ha deciso di sollevare il tecnico piemontese dal suo incarico.

La scelta di puntare nuovamente su Cioffi, che ha condotto l’Udinese alla salvezza nella stagione 2021-2022, sta portando i risultati sperati. I friulani, infatti, il 29 ottobre hanno pareggiato 1-1 in casa del Monza per poi sbancare San Siro contro il Milan (0-1) e ottenere un punto contro l’Atalanta (1-1). Gli uomini di Mourinho troveranno di fronte a loro una squadra in fiducia che ha reagito a un inizio difficile di campionato, quindi, dovranno interpretare bene la gara per non incorrere in un inconveniente sportivo.

L’Udinese di Cioffi non ha paura delle grandi: nel 58,3% delle gare ha fermato una big italiana

13.3.2022 Udinese vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mourinho Cioffi (Foto Gino Mancini)

L’Udinese si presenterà allo stadio Olimpico dopo aver raccolto 4 punti contro Milan e Atalanta. Per la Roma, quindi, sarà vietato sottovalutare una squadra che con Cioffi, anche in questa stagione, affronta con personalità le grandi della Serie A. La formazione bianconera alla guida del tecnico toscano, considerando anche il campionato 2021-2022, nel 58,3% delle gare ha fermato una big italiana (2 vittorie, 5 pareggi e altrettante sconfitte). Una metamorfosi, dato il rendimento scadente di inizio stagione (3 ko) contro Juventus (0-3), Fiorentina (0-2) e Napoli (4-1).

Altra qualità messa in mostra dalla formazione bianconera, con Cioffi al timone, è il rendimento in trasferta. L’Udinese, con l’ex Verona in panchina, considerando anche la precedente esperienza, è rimasta imbattuta in ciascuna delle ultime 7 gare esterne di campionato (4v, 3p). In generale, il tecnico toscano ha ottenuto 5 successi in 13 partite fuori casa: in Serie A, nessun allenatore con i bianconeri ha fatto meglio.

Cioffi sta dando continuità al 3-5-2 di Sottil, ma ha cambiato qualche interprete nell’undici titolare. L’ex Verona nel corso della prima conferenza stampa ha fatto capire immediatamente la centralità di Pereyra: ”A parte in porta penso possa giocare ovunque”. El Tucu, con Cioffi in panchina, nel 42,8% delle partite ha partecipato a una rete: 2 gol e 4 assist in 14 gare.

Il classe 91′ negli ultimi 3 match ha affiancato Success formando una coppia di attacco che non ha lasciato punti di riferimento agli avversari. Dati i problemi in fase realizzativa, il tecnico toscano ha deciso di far sedere in panchina Lucca e Thauvin. La formazione bianconera, infatti, ha realizzato solo 8 reti in campionato (peggio solo Verona 7, ed Empoli 5) ma, dall’arrivo dell’ex Verona, è sempre andata in gol.

Mourinho e Cioffi si sono affrontati in una sola occasione che risale alla stagione 2021-2022: Udinese-Roma 1-1. I giallorossi raggiunsero il pareggio in extremis grazie al gol di Pellegrini su rigore al 94esimo. Lo Special One schiererà almeno 5 calciatori diversi rispetto a quella gara, ma si affiderà nuovamente al capitano giallorosso, che ha smaltito il problema al flessore accusato il 5 ottobre contro il Servette.

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APPROFONDIMENTI

Ripartenza Zalewski: 4 assist di mancino consecutivi. Ora vuole riprendersi la fascia

Nicola Zalewski c’ha preso gusto. Dopo l’assist contro il Lecce, realizzato con una bella giocata e un cross di sinistro – non il suo piede naturale – l’esterno polacco è stato riconvocato dalla Nazionale maggiore Polacca e in due partite ha sfornato altri tre passaggi vincenti, tutti con il piede mancino. In totale fanno 4 assist praticamente consecutivi. Un numero ‘positivamente anomalo‘ per il giovane esterno giallorosso, che da troppo tempo ha interrotto quel percorso di crescita che sembrava poterlo spingere verso una titolarità assoluta sulla fascia giallorossa.

Josè Mourinho quest’anno ha quasi sempre scelte Spinazzola, quando è stato a disposizione. Ma Zalewski ha in realtà pagato un calo vistoso di rendimento, iniziato già nella scorsa stagione. In 47 apparizioni complessive, Nicola lo scorso anno ha segnato 2 gol e sfornato un solo assist vincente. Uno score di scarsissimo livello, condito da prestazioni spesso poco convincenti (per usare un eufemismo).

I riflettori sul ragazzo recentemente si sono accesi solo per questioni di cronaca extra campo, come le vergognose illazioni di Corona sul suo conto in merito al capitolo ‘gioco d’azzardo’. Zalewski nella precedente sosta è stato addirittura retrocesso in Under 21, complice anche lo scarso utilizzo con la Roma: complessivamente finora il ragazzo polacco ha collezionato 10 gettoni ma per poco più di 400 minuti.

Ma torniamo al capitolo assist. 4 passaggi vincenti tutti col piede debole denotano il tentativo di variare le sue giocate quando arriva al limite dell’area di rigore avversaria. Recentemente Zalewski spesso e volentieri sceglieva la sterzata e il cross di destro, perdendo però un tempo di gioco e quindi impedendo ai suoi compagni spesso di finalizzare l’azione. Nelle ultime apparizioni tra Roma e Nazionale si è notata invece la voglia di Zalewski di forzare un pochino di più la giocata, con dribbling e cross di sinistro. Segnale di crescita o quantomeno di applicazione sul campo, per migliorare su alcuni fondamentali ma soprattutto su alcune scelte finali. Ora Zalewski vuole provare a riprendersi anche la fascia romanista, dopo aver riconquistato la fiducia del Ct della Polonia.

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ROMA FEMMINILE

Femminile, Roma contro l’Ajax per l’esordio in Champions al Tre Fontane

Dopo l’ottimo avvio in Champions League, la Roma davanti al suo pubblico vorrà dare del filo da torcere anche all’Ajax. Le giallorosse, reduci dal pareggio in casa del Bayern Monaco nel primo incontro dei gironi, alle 21 (diretta Dazn) affronteranno la squadra di Bakker che nel turno precedente ha battuto il Psg. Prima sfida europea al Tre Fontane, stadio fresco di restyling, ed il pubblico sarà quello delle grandi occasioni (venduti 2.300 biglietti, si va verso il sold out).

Come scrive il Tempo, la partita è sicuramente impegnativa, ma non proibitiva: “Per un pari non firmo mai. È una gara da tripla, non verranno per difendersi – ha spiegato Spugna in conferenza – attaccano con tante calciatrici, dobbiamo provare a prendere i tre punti, ci metterebbero in una condizione favorevole. Cercheremo di imporre il nostro gioco, vogliamo essere protagonisti fino alla fine”. Il pari ottenuto al 90′ col Bayern ha dato forza alle romaniste ed il tecnico vuole sfruttarla: “Quando esci da una partita come quella di Monaco con un risultato positivo hai una consapevolezza in più che devi portarti dietro quando ti alleni, in campionato e in Champions League; dobbiamo dimostrarla”.

Anche Ceasar è pronta per il big match: “Ognuna si sente importante e tutte possiamo risolverla, abbiamo lavorato per affrontare una squadra giovane con un reparto offensivo pericoloso – ha detto alla vigilia – è molto importante giocare a Roma e dare la possibilità a tutti di venire a sostenerci”. Durante la rifinitura, Valdezate in gruppo con una protezione in viso, ancora out Kramzar per gestione e Tomaselli per affaticamento.

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Rassegna stampa

Clima da campagna elettorale, fa autopromozione anche Pinto

A distanza di 24 ore da quel “vediamo, non lo so” pronunciato da Mourinho parlando del proprio futuro, gli ha fatto eco il general manager Tiago Pinto, intervenuto ieri pomeriggio sul palco del Social Football Summit: “Il rinnovo del mio contratto è la cosa meno importante. Ne parliamo internamente”. […]

“Oggi comanda la parte economica ed è importante trovare il bilanciamento tra i club ed i paletti interni di Lega e Uefa. Questo sta cambiando molto il nostro lavoro”. Diventato prettamente finanziario, fatto di medaglie al valore (economico): “Negli ultimi tre anni ho dovuto cercare l’equilibrio tra le richieste del tecnico e le nostre capacità finanziarie. Ma considerando la rosa che abbiamo ereditato, fare in tre sessioni estive più di 150 milioni di euro con la vendita dei calciatori, credo sia un buon risultato”.

Parla con cognizione di causa Pinto, ben consapevole che la sua candidatura per il prossimo triennio romanista, si debba basare soprattutto sui risultati economici portati a casa dal giorno del suo arrivo: “Ognuno giudica come vuole, ma io avevo un grande compito: lasciare la Roma meglio di come l’ho trovata. Finanziariamente non c’è dubbio e continuando così in due anni sarà molto meglio”. Come scrive la Repubblica, sostenibilità e valorizzazione, il nuovo corso che vorrà intraprendere la Roma. In attesa che Friedkin decida timoniere e comandante.

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Infermeria

Per Renato Sanches non c’è lesione, Smalling out

Allarme rientrato per Renato Sanches. Gli esami non hanno evidenziato lesioni muscolari. L’ex Psg negli ultimi due giorni si è allenato a parte per un affaticamento, ma dovrebbe tornare in gruppo tra oggi e domani ed essere disponibile, almeno per la panchina, per domenica (ore 18, arbitra Massimi) contro l’Udinese.

Come scrive il Corriere della Sera, Mou avrà tutti i nazionali, compreso Dybala che è rimasto in tribuna nel match vinto dall’Argentina contro il Brasile: nessun infortunio ma una scelta tecnica di Scaloni. Ancora out Smalling, che ieri ha compiuto 34 anni.

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Rassegna stampa

Sprint Dybala: “Sono pronto”

Gli abbracci in campo di Dybala ai suoi compagni di squadra che avevano appena battuto il Brasile hanno spento sul nascere le polemiche riguardo la sua tribuna nel grande (e drammatico) “Clásico” sudamericano. Chiaro, l’Argentina ha vinto, tutti sono felici e quindi il caso si è smontato nella stessa serata. Non è certo passata inosservata però la decisione di Scaloni di lasciarlo fuori per la seconda gara consecutiva: prima i novanta minuti in panchina contro l’Uruguay, poi la tribuna al Maracanà.

Media e tifosi argentini molto sorpresi della decisione, Dybala invece non ha battuto ciglio e ha festeggiato in campo la grande vittoria contro i verdeoro (…) Come scrive il Corriere dello Sport, in questa stagione ha segnato due gol in campionato, un anno fa alla dodicesima giornata era a 5 più altri due in Europa League: ha bisogno di giocare con regolarità per avere il miglior ritmo e la condizione atletica ottimale per trovare più reti e il giusto feeling con Lukaku. Domani Dybala rientrerà a Trigoria per riprendere gli allenamenti, poi domenica sarà a disposizione (e titolare) per la sfida contro l’Udinese, squadra più colpita nella sua carriera con dodici gol in diciannove gare.

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Interviste

Mourinho: “Roma troppo criticata. La gente romanista speciale per me. Real? Spero resti Ancelotti. Arabia? Andrò ma non domani”

Mourinho ha rilasciato un’intervista alla Rai. Di seguito le parole del tecnico portoghese.

I tifosi della Roma? Questa gente ti fa avere una temperatura diversa nelle vene, amo questa gente e non ho problemi a dire che la Roma per me è speciale nella mia carriera.

Abbiamo uno spogliatoio molto molto pulito, il profumo è buono, la gente è buona, tutti abbiamo difetti ma siamo un bel gruppo di lavoro. La Roma è troppo criticata, poco protetta, ha un profilo di comportamento interno che apre la porta a questo tipo di situazioni. La Roma e Mourinho sono troppo criticati. Un esempio? Il nostro tragitto per la finale di Europa League è stato facilissimo secondo qualcuno eh? Guarda quello che fanno oggi Salisburgo Real Sociedad Feyenoord e Bayer Leverkusen, che l’ultima partita l’ha persa qui. Se ci fosse un altro allenatore si giudicherebbe in un altro modo, ma per me non è un problema perché non lo era neanche 10 anni fa, ma è un problema per la Roma come club che merita di più, così come per i tifosi che meritano di più. È una gioia per gli pseudo tifosi e intellettuali del calcio.

I bambini lanciati? Mi emoziona anche questo, è successo nella mia storia anche con altri giocatori come Vadane, Santon, McTominay, qui a Roma come conseguenza della situazione e per l’importanza che ha per il club, per i paletti UEFA ma anche per il senso di appartenenza dei ragazzi qui, la loro gioia, sono 15 e il legame è enorme.

Una nuova chiamata del Real? Quando tu hai un super allenatore perché devi pensare ad un altro? Conoscendo Florentino è un uomo super intelligente che ha idee chiare, da madridista e da ancellottista spero abbiano una stagione fantastica e che Carlo resti lì perché è il tecnico perfetto per il Real, solo un pazzo come me può lasciare il Real senza che il club voglia. Andai via io nonostante volessero che restassi. Sono sicuro che al primo segnale di Don Florentino Ancelotti rimarrà.

Offerte Arabia? Un giorno andrò ma non dico domani o dopodomani.

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Interviste

Dybala: ”Una vergogna quello che è successo con la nostra gente. Pronto per la Roma”

Paulo Dybala è tornato in Italia e al suo arrivo nella Capitale è stato intercettato. Di seguito le parole della Joya riportate dal Corriere dello Sport.

Quello che è successo (scontri al Maracana) è una vergogna. Fosse successo in Argentina ci sarebbero state una marea di polemiche. E’ una vergogna – ribadisce Dybala – quello che è successo con la nostra gente e con la gente in generale”.

Hanno destato molto stupore le parole di Scaloni che sta pensando di lasciare il suo incarica da ct: “Non ce lo aspettavamo specie dopo una partita così importante. Speriamo possa ripensarci, è stata una sorpresa per tutti noi. Vedremo cosa succederà, adesso torniamo nei nostri club e ci concentriamo sulle nostre squadre. Sono pronto”.

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NEWS

Pinto: ”Futuro? Ne parliamo internamente. La squadra è più forte rispetto a 3 anni fa, con 150 milioni di vendite”

Tiago Pinto, in occasione del Social Footbal Summit che si sta svolgendo in stadio Olimpico, ha affrontato diverse tematiche correlate alla Roma e al suo lavoro. Di seguito le parole del General Manager giallorosso.

Non sei solo un ds ma un general manager. Un po’ di tempo fa il ds gestiva alcune dinamiche di spogliatoio mentre ora c’è una super specializzazione. Come è cambiato il tuo lavoro?
“Buonasera a tutti e grazie per l’invito. Penso che questa cosa è cambiata tanto negli ultimi anni anche in Europa. Basta guardare i 20 club di Premier League, il calcio è evoluto tanto. Se non parli le lingue è difficile fare il direttore sportivo perché il mercato è globale. Se non hai conoscenze legali non puoi chiudere la trattativa e se non sai i numeri non sai gestire il FFP. Il mercato incide per il 20-30% sul risultato. Il resto dipende dalle persone che lavorano in una squadra. Ci sono tanti dipartimenti che influiscono sul risultato finale. Tu come gm o ds devi avere le giuste skill, altrimenti è molto difficile”.

Poi ci sono giovanili e squadra femminile…
“Io mi fido molto di questa prospettiva olistica del calcio e penso che ogni singolo dettaglio può aiutare a vincere. Io seguo tutto della Roma ma non faccio tutto. La miglior decisione che ho preso nella femminile è stata ingaggiare Bavagnoli per gestire il progetto. Il settore giovanile è diverso, per me è la luce dei miei occhi. Nella mia strategia sportiva è una pietra fondamentale. Quando sono arrivato ho preso Vergine mentre ora abbiamo Gombar, De Rossi e Conti che gestiscono il quotidiano ma c’è una piramide che porta alla prima squadra. Quella area mi piace molto”.

Il settore giovanile della Roma è sempre stato florido. Stai pensando alla squadra B?
“Il settore giovanile della Roma ha sempre prodotto ottimi giocatori. Farli esordire come abbiamo fatto noi in prima squadra non è scontato. Questo è un grande lavoro che ha fatto anche José Mourinho. Bisogna avere coraggio nel metterli in campo. Sì, è vero, siamo una piazza con tanti grandi giovani ma questa vicinanza con la prima squadra è nuova. Creare ricavi con la vendita dei giocatori è stato merito anche del tecnico e del suo staff. Io vengo da una realtà dove la squadra B è fondamentale ma i miei dubbi sono oggi in Italia con i regolamenti. La prima cosa è che servono tanti soldi per fare la squadra B. Dal mio punto di vista poi c’è l’obiettivo di portare la squadra dalla C alla B. Credo che la seconda squadra possa servire anche a far giocare chi è fuori dal progetto. Io ho trovato a Roma 40 tesserati che non entravano nel gruppo di Mourinho e li abbiamo mandati in prestito. Abbiamo fatto operazioni che ci hanno aiutato ad incassare e tenere percentuali sulla futura rivendita. Nel contesto italiano non sono convinto della squadra B”.

I dati ed il Fair Play Finanziario hanno cambiato il calcio?
“Oggi comanda la parte economica ed è importante trovare il bilanciamento tra i club ed i paletti interni di Lega e Uefa. Questo sta cambiando molto. I dati? Noi ogni giorno cerchiamo di capire cosa ci possa aiutare a vincere e fare bene. Secondo me è più una cosa che può aiutarci rispetto ad essere fondamentale. Non voglio fare nomi ma anche quei club che dicono che lavorano con i dati e fanno bene prendono giocatori sbagliati come fa Tiago Pinto. Io ho lavorato anche nella Polisportiva del Benfica e i dati sono un cosa che ci aiuta ma errare è umano”.

Cosa non vedono i dati?
“Il successo o l’insuccesso del giocatore dipende da tanti fattori. I dati ti danno tante cose ma serve anche l’occhio. A me non vedrete mai parlare dei talenti scoperti come fanno altri. Il nostro lavoro è trovare il potenziale nel lavoro degli altri. Tutti sapevano chi fossero Endrick o Kvaratskhelia. Il lavoro però viene bene con una somma di fattori. Lo scouting è fondamentale come i dati. Prendere il potenziale è il 20-30% ma farlo emergere è un’altra cosa. Ci sono giocatori considerati fenomeni che però non fanno bene poi”.

Tu come gm della Roma vedi prima la tecnica o la parte economica?
“Io prima ho detto che facevo il lavoro al 50% di un Ceo e Lina (Souloukou, ndr) si è arrabbiata. Nello scouting della Roma ci sono 4 livelli per dividere gli obiettivi: il primo i campioni, il secondo quelli che potrebbero fare i titolari nella Roma, il terzo che riguarda i calciatori utili ma non più forti di quelli in rosa e il quarto quelli che non servono alla Roma. Nel nostro database abbiamo 5mila giocatori. Io penso che il 50% della lista A non la possiamo prendere. Negli ultimi 3 anni ho dovuto cercare l’equilibrio tra le richieste del tecnico e le capacità finanziarie che abbiamo. Ci sono cose che abbiamo gestito bene come Dybala o Lukaku. Il parametro economico ora è più importante”.

Bisogna prima vendere e poi comprare?
“Io sono portoghese (ride, ndr), si vende sempre prima. Considerando la rosa che abbiamo ereditato con tanti calciatori cronici di infortunio e over 30, più tanti fuori rosa, credo che fare in 3 anni più di 150 milioni di vendita è un buon risultato”.

Non ti dà fastidio che questo non venga sottolineato?
“Il tempo ci dirà come è andata la Roma. Quello dimostrerà il nostro lavoro nella Roma negli ultimi 3 anni. Non siamo fenomeni ma fare 150 milioni di vendite e portare tanti giovani in prima squadra così come Dybala, Matic, Wijnaldum e Mourinho è molto difficile. Ognuno giudica come vuole ma io avevo un grande compito: lasciare la Roma meglio di come l’ho trovata. Finanziariamente non c’è dubbio e continuando così in due anni sarà molto meglio. Penso che anche la rosa sia migliore di quella che ho trovato. Rispetto l’opinione di tutti ma non ci sono dubbi”.

La Roma ha preso Dybala e Lukaku che tutti davano in altre squadre. Possiamo dire che siete stati pronti a sfruttare le occasioni?
“Siamo stati fortunati e gli altri non li volevano (ride, ndr). Secondo me questi due esempi che hai fatto, ed aggiungo anche Mourinho, fanno capire l’ambizione della proprietà nonostante i paletti che abbiamo. Siamo stati bravi nel timing delle tre situazioni. Non voglio parlare di questo ma siamo stati molto svegli ed intelligenti nel timing. Quello che ha fatto la differenza è il lavoro di squadra con la proprietà e l’allenatore. Non voglio fare il paracu*o ma giocatori come Paulo e Romelu o Mourinho sanno che la passione che c’è a Roma non la trovano da altre parti”.

Il timing come è arrivato?
“Ho sempre paura a parlare di queste cose che sono da backstage. Nel caso di Paulo e Romelu, se avessimo lottato con i club nella parte iniziale del mercato non ce l’avremmo fatta. In tutti e due i casi abbiamo chiuso la trattativa in 5 giorni. Serve essere veloci per non farsi superare da club con una parte economica maggiore. Ho avuto anche un po’ di fortuna”.

Si parla troppo di soldi?
“Il calcio è un business importante e genera sponsor e tanti soldi. Normale che si parli di questo anche tra i tifosi. Come si vede con l’Arabia e la MLS questo può sviluppare anche un progetto sociale. Oggi però è impossibile non parlare di soldi”.

L’ingresso dell’Arabia cambia il mercato?
“A fine anni ’90 o inizio 2000 l’Italia aveva tutti i migliori giocatori del mondo e nessuno diceva che era prepotente. Ora vediamo che la Premier prende tutti quelli che vogliono e nessuno dice che sono prepotenti. La Saudi Pro League per me è una cosa normale con un mercato un po’ diverso. Nelle prossime sessioni di mercato ci sarà anche un effetto sociale tra i calciatori. Oggi il giocatore può andare lì sia per soldi sia per il fatto che molti altri giocatori forti sono già lì. Ibanez aveva anche altre offerte ma quando ha visto che Firmino, Mahrez e altri sono andati lì, ha deciso di andare in quel club”.

A te è cambiato il mercato?
“La Roma non può prendere i calciatori che vanno lì. Io se voglio competere con il Brighton faccio fatica. Prima dell’Arabia il gap tra la Premier ed altri aumentava. Ora la Saudi Pro League è un nuovo competitor. Questo è normale, il mercato funziona così”.

Oggi che c’è uno staff molto nutrito è cambiato il ruolo del ds nei confronti della prima squadra o nel supporto al tecnico?
“Con l’allenatore devi essere l’amico critico. Bisogna essere insieme quando le cose vanno male e bisogna avere la capacità di capire come vanno le cose. Una delle cose difficili, almeno per me da gestire, è la diversità di cose da fare nel quotidiano e ci sono dei giorni che arrivi alla fine e ti chiedi quanto sei stato con tecnico o con gli scout. Non è semplice, ma penso che sia un ruolo insostituibile”.

L’anno prossimo sarai ancora a Roma?
“Questa è la domanda meno importante (ride, ndr). Come sai nel pre-partita me lo chiedono sempre, ma come ha detto Mourinho ieri sono molto difensivo. Il rinnovo non è importante, ne parliamo internamente. L’importante è la Roma e come strategia stiamo facendo cose importanti per il futuro”.

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Biglietteria Roma: in vendita un pack di 2 partite con Cremonese e Atalanta a prezzo scontato (COMUNICATO)

La Roma ha comunicato che, dalle ore 16 di oggi è in vendita un pack per le gare casalinghe contro Cremonese (3 gennaio ore 21:00, ottavi di Coppa Italia) e Atalanta (7 gennaio ore 18:00, diciannovesima giornata Serie A). Il costo per vedere entrambe le gare parte da 23 euro a partita. Di seguito il comunicato ufficiale della società.

MODALITÀ DI VENDITA
AS Roma comunica che a partire dalle ore 16.00 di mercoledì 22 novembre, sarà possibile acquistare il pacchetto valido per le 2 partite casalinghe contro Cremonese, e Atalanta.

A partire da 23€ a partita

• Roma vs Cremonese mercoledì 3 gennaio 2024 ore 21:00
• Roma vs Atalanta domenica 7 gennaio 2024 ore 18:00

Il pacchetto sarà in vendita ad un prezzo vantaggioso rispetto al prezzo del singolo biglietto.