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Kosovo, Nato schiera altri soldati dopo scontri con serbi

(Adnkronos) – La Nato ha annunciato il dispiegamento di forze aggiuntive in Kosovo a seguito degli scontri con gruppi di serbi avvenuti nel nord del paese e nei quali sono rimasti feriti 30 soldati del contingente di peacekeeping, compresi alcuni militari italiani italiani. "Il dispiegamento di altre forze risponde ad una misura di prudenza volta ad assicurare che la Kfor abbia la capacità necessaria per mantenere la sicurezza in linea con il nostro mandato del Consiglio di Sicurezza Onu", ha dichiarato l'ammiraglio Stuart B. Munsch, a capo del Comando Interforze Alleato di Napoli. "Voglio lodare la Kfor per aver adottato un'azione rapida, contenuta e professionale nel suo intervento per mettere fine ai disordini e salvare vite", ha affermato. "La violenza deve fermarsi e tutte le parti devono far cessare le azioni che minano la pace in qualunque e ciascuna comunità del Kosovo".  L'Occidente deve "smettere di incolpare" i serbi per gli incidenti scoppiati in Kosovo e di influenzare le autorità di Pristina. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha esortato anche a "non provocare Belgrado", che è stata "costretta" a schierare le truppe al confine con il Kosovo "a rischio di essere nuovamente accusata per l'escalation della tensione". La portavoce, riferendosi agli incidenti di ieri, ha sostenuto che le forze della missione Nato (Kfor) hanno dimostrato mancanza di professionalità nell'affrontare la situazione. "Non solo hanno mostrato la loro mancanza di professionalità, ma sono anche diventate una fonte di violenza inutile, un fattore di escalation", ha affermato Zakharova. La portavoce, citata dai media russi, ha quindi sottolineato che servono "passi risoluti" per una de-escalation tra serbi e kosovari e non "mezze misure come l'idea degli americani di trasferire i nuovi sindaci dai municipi ad altre strutture". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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