FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – “Non ha ancora i 90 minuti e non conosce ancora il nostro modo di giocare, ma dimostra la sua qualità in allenamento, ha sorpreso anche alcuni calciatori qui a Trigoria ma non noi, che lo conoscevamo e lo avevamo studiato prima di prenderlo, è un giocatore di qualità, che sicuramente ci aiuterà tanto”. Un mese fa Josè Mourinho, prima della sfortunata trasferta di Udine, parlava così di Mady Camara, ultimo acquisto di un’estate scoppiettante di mercato, giunto nella capitale a fine agosto.
Camara in attesa di una chance
Il guineano è stato prelevato dall’Olympiakos in prestito oneroso con diritto di riscatto e per caratteristiche sembrava (e lo è ancora sulla carta) l’uomo giusto per dare Mou un’alternativa diversa in mezzo al campo rispetto al duo Matic-Cristante, che lo stesso tecnico giallorosso ha a più riprese definito ‘non una coppia, ma necessaria nell’emergenza’. A dispetto però delle iniziali considerazioni espresse in conferenza stampa, finora Mourinho non ha concesso molto spazio a Camara: 6 sole apparizioni, 70′ minuti complessivi, appena 18′ in serie A. Oltre allo scarso impiego, domenica sera A stridere rispetto alle dichiarazioni iniziali del tecnico giallorosso, sono le considerazioni espresse domenica sera dopo Roma-Lecce: “La situazione di Wijnaldum per me come allenatore è drammatica e lo dico oggi che abbiamo vinto. Per me è una situazione drammatica, senza di lui siamo molto in difficoltà perché è un giocatore fondamentale per lui, altri giocatori sono senza esperienza. Camara è arrivato senza conoscere la nostra realtà – ha aggiunto Mourinho – poi fisicamente non stava molto bene.“
Di fatto lo Special One ha ripetuto quanto aveva espresso ad inizio anno, subito dopo lo sbarco nella capitale del centrocampista guineano, che nel frattempo però ha avuto modo di integrarsi appieno nel gruppo, lavorare con costanza a Trigoria, senza mai fermarsi a livello fisico. Da sorprendente a quasi dimenticato, ora Camara spera nella prima chiamata dall’inizio tra Betis e Sampdoria. Il centrocampo della Roma continua a non girare come vorrebbe Mou e solo il dinamismo di Pellegrini in mediana offre un cambio di passo rispetto alla coppia Matic-Cristante. A margine della situazione dell’ex Olympiakos, è giusto anche sottolineare che in assoluto l’allenatore giallorosso non ama particolarmente il turn over: due-tre cambi di formazione al massimo, soprattutto se ci sono infortuni o situazioni da gestire e una media di massimo 4 cambi a partita da inizio stagione sui 5 disponibili. E’ probabile che anche un certo grado di anarchia del calciatore non abbia ancora convinto totalmente Mou: ad esempio in occasione dell’ingresso in campo a San Siro contro l’Inter i due tentativi di tiro dalla distanza nei concitati minuti finali sono forse lo specchio di un ragazzo che deve ancora comprendere al 100% le logiche e le richieste dello staff giallorosso. Resta però la sensazione che Camara potesse avere più spazio nelle ultime sfide, soprattutto in quelle casalinghe contro Helsinki e Lecce ma anche in occasione della gara persa all’Olimpico contro il Betis, dopo il buon ingresso in campo al Meazza. Da qui al Mondiale il guineano deve cominciare ad essere protagonista, alla luce anche della serie di infortuni che stanno colpendo i giallorossi e in attesa del pronto recupero di Wijnaldum, che Mou spera di riabbracciare a gennaio.