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Dybala e il no all’Arabia: ecco come ha reso felice i romanisti

Il no all’offerta araba dopo l’iniziale assenso al trasferimento e il rifiuto della Roma all’offerta, irricevibile e irrispettosa, dell’Al-Qadsiah per il cartellino. Nelle favole si chiuderebbe con il classico “e vissero tutti felici e contenti”. Sicuramente i romanisti, che al 99.9% periodico come quasi mai negli ultimi dieci anni si erano schierati con dispiacere e rabbia contro l’addio della Joya.

Ieri Paulo Dybala era convinto che la fumata bianca sarebbe arrivata, altrimenti non avrebbe salutato tutti con commozione reciproca, svuotato l’armadietto e atteso il via libera della Roma. C’è chi racconta che ci fosse anche pronto un aereo privato con rotta verso l’Arabia Saudita. Velivolo sul quale però il club non lo ha fatto salire.

L’offerta da 3 milioni con qualche misero bonus aggiunto è stata rispedita al mittente sin dalla prima ora. Giustamente la Roma ha ragionato così: “ma come, date 75 milioni, quasi 80 al calciatore, intermediari, agenti e affini si mettono in tasca 8-10 milioni, e a noi ci date 3 milioni o giù di lì”. Ragionamento logico.

Le resistenze del club poi si sono magicamente legate al dietrofront di Dybala che, rientrato a casa, ha parlato con la sua famiglia, ha ascoltato la voce del cuore, l’amore per il calcio e qualche indicazione di amici e parenti, scegliendo quindi di recidere qualsiasi contatto con gli arabi. No alla Saudi League, ‘resto a Roma’. Da lì il post sui social e la gioia tracimante dei tifosi che si sono anche riversati davanti ai cancelli della sua abitazione per salutarlo e ringraziarlo.

Sicuramente sulla scelta dell’argentino ha pesato anche il forte rapporto umano con il gruppo: da Paredes e Soulè, a Mancini, Pellegrini e Bove, passando per Svilar etc. Tutti vogliono bene a Dybala e tutti oggi saranno più sollevati nel rivederlo in campo e in allenamento.

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