FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma in 7 giorni, parzialmente, ha gettato quanto di buono fatto in precedenza. Al netto dell’estetica del gioco espresso, infatti, i giallorossi, una settimana fa, erano quarti in classifica a 2 punti dal secondo posto con Lazio (-1), Inter (-1) e Juventus (-3) alle spalle. Dopo il pareggio contro il Torino, la Roma si ritrova settima a 6 lunghezze dalla seconda posizione e con Lazio (+3) Inter (+3) e Juventus (+4) avanti in classifica.
I numeri dell’involuzione offensiva della Roma

Nelle ultime gare, i giallorossi hanno avuto difficoltà a creare pericoli alle squadre avversarie. Mourinho dopo Roma-Lecce dichiarò: ”Ci sono squadre che non segnano perché non hanno opportunità, con noi è diverso: le creiamo ma siamo in un momento in cui facciamo fatica”. Recentemente, invece, la Roma non ha segnato perché non ha avuto occasioni.
Nelle ultime 3 partite di campionato, infatti, i giallorossi hanno prodotto solo 2,49 gol attesi. Numeri alla mano, la Roma contro Lazio (0,38), Sassuolo (0,76) e Torino (1,35) ha avuto problemi a risultare pericolosa. Nelle ultime 3 partite casalinghe i giallorossi hanno creato ancora meno: 1,94 expected gol. Nella sfida contro il Torino è stato Dybala ad accendere la luce, infatti, fino al 70esimo la Roma aveva prodotto solo 0,31 gol attesi. Dopo l’ingresso dell’attaccante dell’argentino, in 20 minuti, i giallorossi hanno creato 1,04 expected gol.
Il regresso rispetto alle gare precedenti è preoccupante: in 8 partite di Serie A (Salernitana 2,98, Cremonese 2,91, Monza 2,67, Empoli 3,84, Atalanta 3,28, Lecce 3,62, Sampdoria 2,60 e Verona 3,03) i giallorossi hanno prodotto più gol attesi rispetto alle ultime 3 sfide (2,49). L’involuzione della produzione offensiva è uno dei problemi che Mourinho, nei prossimi 50 giorni, dovrà risolvere. Ritrovare Spinazzola, Pellegrini, Wijnaldum e Dybala aiuterà lo Special One a trovare la chiave giusta per aprire la porta del gol.