FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – All’andata funzionò decisamente bene, anche grazie al gol del vantaggio siglato da Abraham dopo 50 secondi. La Roma scese in campo a Bergamo con l’obiettivo però di azzannare l’Atalanta, di giocare ad armi pari sul loro stesso terreno, laddove gli uomini di Gasperini spesso la fanno da padrone: intensità, verticalizzazioni improvvise, solidità difensiva. Mourinho costruì una strategia di gara praticamente perfetta, che mandò in tilt gli schemi e le contromisure della Dea, schiacciandola in una morsa difensiva, da cui poi scaturirono fulminee ripartenze a tagliare in due la difesa avversaria. Gasperini, nel tentativo di rimettere in piedi la gara dopo il 2-0 di Zaniolo, esagerò, sbilanciando oltremodo la sua squadra e la Roma nella ripresa ha chiuso i giochi.
Come Mou incartò Gasp
Dopo anni di predominio nerazzurro, i giallorossi sono tornati a casa con tre punti meritatissimi da un campo dove però l’Atalanta in questa stagione ha fatto tremendamente fatica ad esprimesi sui suoi livelli: solo 4 successi casalinghi su 13 incontri. Discorso totalmente diverso in trasferta. Lontano dalle mura amiche, l’Atalanta si esalta: 9 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta. Le recenti grandi vittorie in Grecia contro l’Olympiakos e a Marassi contro la Samp lo dimostrano. La Dea non cambierà il suo approccio, verrà all’Olimpico a fare la partita. Muriel tornerà titolare, squalificato Toloi, il dubbio vero è Malinovskyi, ma l’assenza di Zapata toglie ai bergamaschi un punto di riferimento, il che potrebbe però anche spingere Mou a riflettere sul modulo tattico da schierare. Il vero problema per la Roma sarà assorbire il movimento dei tanti trequartisti che Gasp schiererà sabato, soprattutto nella lettura in anticipo dei continui ingressi in area di rigore delle sue mezzali.

Il colombiano quando vede la Roma si esalta
Mourinho in queste ore sta studiando la giusta strategia per provare a sorprendere nuovamente i nerazzurri. E’ difficile che lo Special One possa abbandonare la difesa a tre, ormai adottata con costanza nelle ultime settimane, al netto dei risultati raccolti. Mancini-Smalling-Kumbulla con Ibanez ad insidiare l’albanese. Il vero rebus è la composizione del centrocampo: se Zaniolo torna al fianco di Abraham davanti, in mediana ci sono tre maglie per quattro uomini. Cristante-Pellegrini-Mkhitaryan in vantaggio su Veretout, con Oliveira fermo ai box e probabilmente in grado solo di sedersi in panchina. Karsdorp a destra, a sinistra la fascia è senza un padrone: potrebbe spuntarla El Shaarawy per rendere la Roma meno piatta in fase di ripartenza, oppure Vina come all’andata per tenere d’occhio le scorribande di Hateboer. Determinanti comunque saranno l’approccio e l’atteggiamento, l’obiettivo tattico deve essere il medesimo dell’andata: difesa solida ma attiva, pressing sulla trequarti solo se orientato con i giusti meccanismi, verticalizzazioni improvvise sull’asse Zaniolo-Abraham, per disallineare il terzetto difensivo nerazzurro. E un pizzico di fortuna, che contro l’Atalanta, non guasta mai.
