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Calciomercato

Basaksehir su Shomurodov: arrivano smentite, il calciatore sta bene a Roma

Basaksehir forte su Shomurodov, questo è quanto trapela dalla Turchia. Come appreso dalla redazione di Retesport, al momento, non c’è stato alcun contatto diretto con chi cura gli interessi del calciatore. L’attaccante uzbeko ora sta bene a Roma, nelle prossime settimane verrà chiarita la sua posizione.

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Rensch: ”Accolto bene alla Roma. Il calcio italiano mi renderà un calciatore migliore”

Rensch ha rilasciato alcune dichiarazioni al portale olandese Voetbal International in cui si è soffermato anche della sua esperienza alla Roma. Di seguito le sue parole.

Alcuni di questo gruppo erano all’Europeo anche sei anni fa: Kenneth Taylor, Anass Salah-Eddine, Calvin Raatsie e Ian Maatsen. Com’è giocare con questi ragazzi per così tanto tempo?
“Sì, è davvero meraviglioso. Credo che siamo stati insieme fin dall’Under 16 e anche con molti ragazzi dell’Ajax. Anass ora è con me alla Roma. Il tempo passa così velocemente, per noi sembra passato un anno da quando eravamo insieme all’Under 16. Ma è anche molto bello essere di nuovo insieme, perché ci conosciamo dentro e fuori, anche questo è importante in una squadra”.

Sull’approdo alla Roma.
“È stato davvero fantastico essere il protagonista di un trasferimento così importante. Sono stato accolto benissimo anche alla Roma, è stato un caloroso benvenuto. Ogni tanto ero fuori a causa di qualche piccolo acciacco, ma sono comunque riuscito a giocare molte partite, anche in Europa. Ho potuto imparare molto in questi pochi mesi. È un’esperienza davvero fantastica poter giocare lì. Ho imparato molto all’Ajax, ma a un certo punto ero pronto per un passo avanti del genere. Il calcio italiano mi porterà più lontano, sia dal punto di vista calcistico che difensivo, e mi renderà un giocatore migliore”.

Sulle differenze con l’Ajax.
“Non voglio necessariamente parlare della voglia di vincere, ma se si è in ​​vantaggio per 1-0… All’Ajax si vuole sempre vincere con un margine maggiore, e allora l’1-0 spesso non basta. Ma nel calcio italiano si nota: dopo l’1-0, la vittoria è ben accolta. Anche se si tirano venti palloni fuori dallo stadio, ciò che si dice è sempre: ‘1-0, abbiamo vinto, fantastico!'”.

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Massara, addio over 30 e spazio agli under 25: da Saelemaekers a De Ketelaere

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Rivoluzione totale in casa Roma. Il club giallorosso ha comunicato la risoluzione consensuale con Florent Ghisolfi e ha scelto il suo sostituto: Frederic Massara. Dopo 2 direttori sportivi giovani e stranieri, Ranieri ha deciso di riportare in auge la conoscenza del calcio italiano e l’esperienza. Sir Claudio ha in mano tutta l’area sportiva del club: Balzaretti, Gasperini e Massara sono 3 scelte che hanno la sua firma. Dopo mesi difficili senza una meta e aver toccato il fondo con il trio Souloukou, Ghisolfi e Juric, la Roma finalmente ha tracciato le linee guida per crescere: addio agli algoritmi, centralità a persone che vivono di calcio. I Friedkin hanno compreso i propri errori… Meglio tardi che mai.

Massara, spazio agli under 25: solo 4 calciatori di movimento over 30 nella sua esperienza al Milan

Frederic Massara sarà il nuovo direttore sportivo della Roma, un ritorno a casa dopo l’esperienza vissuta nell’era Pallotta. Il dirigente, cresciuto sotto l’ala protettiva di Walter Sabatini, ha coronato la sua esperienza con lo scudetto vinto al Milan nella stagione 2021-22. In collaborazione con Maldini, Massara ha costruito la squadra che ha consentito a Pioli di vincere il tricolore: Maignan, Tomori, Kjaer, Theo Hernandez, Kalulu, Tonali, Bennacer, Leão, Saelemaekers, Messias, Brahim Díaz, Ibrahimović, Giroud.

La speranza è che il club giallorosso possa intraprendere lo stesso percorso con Gasperini. Alle spalle di Massara, infatti, ci sarà Ranieri che ha in mano l’area sportiva della Roma, come Maldini al Milan. L’impalcatura della società capitolina sembra adatta a sostenere il peso di un percorso vincente ma non sarà facile replicare quel successo.

Gasperini ha le idee chiare sul mercato: ”Mi aspetto che possa portare ad un miglioramento, ad una prospettiva diversa, a dei giocatori che costituiscano il nucleo vero, poi questo farà parte anche di un mix, non è che sarà rivoluzione in tutto, però la Roma deve ambire ed aspirare ad avere nuovi elementi che possano portare in alto la squadra. Sono pochissime le squadre che possono permettersi di andare a prendere i giocatori già affermati, i giocatori te li devi costruire molto spesso in casa, devi prendere giocatori emergenti con possibilità che possano crescere, raggiungere dei traguardi”.

Dichiarazioni che si sposano con il modus operandi di Massara. Al Milan, il dirigente di Torino ha chiuso circa 35 operazioni di mercato: solo 4 calciatori di movimento avevano più di 30 anni (Ibrahimovic 38, Mandžukić 34, Simon Kjaer 31 e Giroud 34). L’età media dei nuovi acquisti arrivati in rossonero dal 2019 al 2023 è pari a 24,7, dato drogato dai portieri di riserva abbondantemente over 30: Tătărușanu (34) e Mirante (38). Calciatori giovani che sono cresciuti portando in alto il Milan: Maignan (25 anni, 16,4 mln*) Tomori (23 anni, 35,9 mln*), Bennacer (21 anni, 17,2 mln*), Theo Hernández (21 anni, 22,8 mln*), Kessie (22 anni, 32mln*), Tonali (20 anni, 19,28mln*) Saelemaekers (20 anni, 10,9mln*) e Leao (20 anni, 49,5mln*) ne sono l’esempio.

Il trio MaGaRa è pronto per rilanciare la Roma: Massara, Gasperini e Ranieri.

* = Dati Transfermarkt

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Ds Roma, al momento nessun contatto con Pradè

La Roma è alla ricerca del sostituto di Ghisolfi, direttore sportivo in uscita dalla Capitale. Diversi i ds accostati al club giallorosso tra cui Daniele Pradè che, come appreso dalla redazione di Retesport, al momento non ha avuto alcun contatto con i capitolini. Da monitorare, invece, la candidatura di Massara.

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Ghisolfi piace alla Juventus

L’esperienza di Ghisolfi alla Roma è durata solo una stagione. Come scrive Gazzetta.it, l’ex ds giallorosso, però, potrebbe rimanere in Italia perché la Juvenuts sembra interessata al suo modo di lavorare. Comolli è alla ricerca di un braccio operativo sul mercato, abile a operare nei mercati internazionali tenendo tutto o quasi sotto traccia e Ghisolfi potrebbe essere l’uomo giusto.

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Ranieri: ”Presto nuovo ds. La Roma ha bisogno di una persona come Gasperini per diventare grande”

Ranieri, a margine della conferenza stampa di presentazione di Gasperini, ha rilasciato alcune dichiarazioni. Di seguito le parole del Senior Advisor della Roma.

”Credo che per la prima volta state vedendo due allenatori, perché lo sono fino al 30 giugno. Mi avete dato del bugiardo quando mi avete detto che era Gasperini, avevo chiesto la sua disponibilità ma da lì a dire che fosse lui, ce ne voleva. I Friedkin hanno scelto lui. Dove è andato ha fatto bene, Crotone, Genoa, Atalanta. Riesce a cambiare la fisonomia di un atleta, riesce a rendere ottimi determinati giocatori. Sa delle difficoltà che incontreremo in questi due sessioni di mercato, se fossi restato io avremmo perso un anno di tempo per la costruzione, è stato chiamato per costruire qualcosa che possa dare frutti rigogliosi. Ha personalità, è schietto, parla in faccia, a volte anche a brutto muso, con me poche volte è successo perché fa parte del mio carattere, anche se a volte ero un po’ risentito. Voi siete bravi a trovare sempre le notizie, ora ci direte anche chi sarà il nuovo direttore sportivo. Lo conoscete tutti per quello che ha fatto, Gian Piero è qui con noi, grazie per essere venuto”.

Nuovo DS?

La società sta vagliando alcuni nominativi, quanto prima conoscere il nuovo direttore sportivo.

Rapporto con Gasperini?

Era antipatico anche a me (ride ndr), ai tifosi della Roma, ma per me molto di più. È stato scelto lui perché sono convinto che Roma ha bisogno di una personalità forte, di un tecnico che non si accontenta mai, che è sempre incavolato, che vuole migliorare la squadra, il singolo. La Roma ha bisogno di questo per diventare grande. Non sarà facile, per questo gli offriamo un anno per farsi capire, i tifosi devono starci dietro. Sarò un amico per lui, è una persona schietta e leale: starò da una parte e se avrà bisogno di qualcosa cercherò di risolvere problemi”

Dove può arrivare la Roma di Gasperini nel triennio? E come è andata la trattativa.

“L’ho chiamato e gli ho chiesto se poteva interessargli la panchina, ne abbiamo riparlato a fine campionato, sono andati avanti i discorsi. Siamo stati sorpresi a Firenze e il resto è noto. C’è stata subito sintonia, ho trovato una persona super motivata, super entusiasta, perciò io sono particolarmente contento e soddisfatto. Certo poi bisogna lavorare, i ragazzi devono capire che c’è un cambio di mentalità. Quando sono arrivato il morale era sotto terra, sono stato più un fratello maggiore che li ha stimolati. Se dovevo riprendere qualcuno lo riprendevo in modo costruttivo, sono fatto così, non ho mai accusato nessuno, nella mia carriera con alcuni ci sono riuscito e con altri meno. Riuscire a entrare dentro i calciatori è la qualità di ogni allenatore, è il bello di fare il tecnico. I calciatori vogliono persone leali e schiette. La Roma dove può arrivare? Stabilmente in Champions e quando c’è occasione vincere il campionato. Siamo orgogliosi di essere parte di questa nuova nascita. I Friedkin hanno speso tanto, vogliono ancora investire, sono bloccati ma stanno andando avanti sullo stadio. Vogliono portare la Roma sul piano calcistico allo stesso livello del brand turistico”.

Avete chiesto a Gasp di raggiungere un risultato specifico?

“Di fare il Gasperini. Mi sorprendeva Percassi quando diceva ‘partiamo per salvarci’. Roma non era l’Atalanta di allora, noi dobbiamo fare bene. I nostri tifosi hanno vinto grandi giocatori e grandi squadre, i tifosi si identificheranno con il suo gioco. Gli chiediamo di far bene, di conoscere la squadra e la piazza per un anno e salire sempre di più. Io sono sincero, in Champions avremmo incontrato 6 inglesi, 5 spagnole e noi forse non siamo pronti per questo, siamo più agguerriti sull’Europa League. Spero in un buon percorso in campionato e uno in Europa, accettando le cose belle e qualche boccone amaro. Anche quando la costruzione è ben fatta ci sono partite che perdi. Il popolo romano vuole vedere la squadra lottare fino in fondo e sono sicuro che anche quando si perderà il romanista avrà visto i suoi giocatori lottare come mai visto prima”.

Italia?

Non dico nulla, rispetto l’Italia ma sono della Roma.

Quanto c’è di suo sul rinnvoco di Svilar.

Sono cose che ha fatto Ghisolfi, ho solo chiamato il ragazzo che si vuole costruire una grande Roma. Abbiamo preso un allenatore ambizioso e cercheremo calciatori altrettanto ambiziosi, ho fatto solo questo.

Fair Play?

“Ci sono dei paletti, siamo vicini, manca qualcosina ma sono sicuro che riusciremo a essere dentro questi parametri da rispettare a giugno 2026. Poi saremo liberi di lavorare con più tranquillità. La società si sta muovendo, non può mettere soldi altrimenti li avrebbe messi. Ci sono due mercati in cui stringere i denti, in cui trovare giocatori validi, ma ci sono squadre che prendono ragazzi a 60 milioni e hanno 20 anni, 18, non è facile. Te ne prendono 4, 5, 6, poi li tengono, li danno in prestito, li vendono, tu devi lottare con questi mostri, come i club di Premier League. Non parlo solo della Roma ma del calcio italiano: dobbiamo stimolare le idee e farci trovare pronti”

Sarà un trio in dirigenza?

“Non posso saperlo, non so se la proprietà vorrà mettere qualcun altro. A livello calcistico resterà la base solida creata e un altro direttore sportivo, se vogliono prendere altre figure non sta a me deciderlo”

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Gasperini: ”Obiettivo Champions. I calciatori devono pensare di fare la loro miglior stagione. Dybala? Non lo devo cambiare”

Gian Piero Gasperini ha sostenuto la conferenza stampa di presentazione a Trigoria. Di seguito le parole del tecnico romanista.

Rapporto con Friedkin?

“I primi contatti li ho avuti con Claudio e lui mi ha descritto per filo e per segno realtà e situazione di squadra e città, delle vicissitudini di questi anni. Poi ho avuto modo di incontrare la proprietà e sono persone con grande entusiasmo sulla Roma. Non so se traspare, ma mi hanno detto che spendono molto tempo sulla Roma, è nei loro pensieri, hanno progetti ambiziosi che hanno fatto fatica a raggiungere. Hanno individuato in me attraverso Claudio la possibilità di creare qualcosa di costruttivo e forte. Ci siamo confrontati sulle loro idee, sappiamo della situazione di Fair Play Finanziario di questi due mercati, ma è una società molto forte, che ha intenzione di investire nella Roma ma bene, in modo più sostenibile rispetto agli anni precedenti e vogliono portare la Roma in alto. Mi sembra sufficiente per una buona impressione”.

Cosa l’ha convita a venire qui? Ci sono dei timori: Roma non è Bergamo.

“Da quando sono arrivato mi mettete tutti in guardia sulla città di Roma, dove è difficile raggiungere obiettivi sportivi, ma questa deve essere una forza, non una debolezza. Mi parlano della radio, della pressione, ma io da fuori vedo un grande entusiasmo, grande voglia di calcio e di raggiungere obiettivi. Queste forze vanno incanalate nel modo migliore. Se negli ultimi 6 anni ci sono state difficoltà a raggiungere obiettivi sperati probabilmente possiamo correggere qualcosa che consenta alla Roma di essere più competitiva. Se il Napoli ha vinto due volte lo scudetto, se Parigi è diventata capitale d’Europa non più per turismo ma anche per il calcio, vuol dire che si possono fare risultati non solo a Milano e Torino. Per farli, bisogna costruire nel modo giusto, mettere tutte le situazioni per spingere. Tutti siete tifosi della Roma, tutti volete il meglio per la Roma, come chi lavora di qua. Se riusciamo a fare questo siamo tutti più forti”

Tifosi?

”Il feeling con i tifosi c’è sempre. Da parte mia è chiaro che contano i risultati. Noi dobbiamo porci l’idea ed è quello che mi ha spinto ad affrontare questa realtà, che possiamo alzare il livello. Certo se parto dai risultati di Claudio nelle ultime 22-23 giornate sono stati straordinari. Questo significa che la squadra conta più di tutto, ha dato una dimostrazione fondamentale: gli stessi giocatori che erano in difficoltà di risultati con un atteggiamento in più per la squadra hanno ottenuto il meglio. Era molto bello vedere chi era in panchina che aiutava e spingeva, è la base su cui fare squadra e poi ottenere il migliore. A Roma non si possono fare i programmi a 10 anni, bisogna essere più veloci e concreti. C’è necessità di mettere un punto, far crescere la squadra, volere che i tifosi si identifichino nella squadra per come vince e a volte come perde. Il resto viene di conseguenza”

Dybala?

Spero di non cambiare la fisionomia di Dybala perché va bene così. Spero stia bene che abbia sempre una buona condizione: vale per lui come per tanti altri. C’è un prospetto di squadra che deve essere identificata come la Roma della seconda parte della scorsa stagione, al netto dei personalismi. Poi ci sono i singoli sui quali con lo staff ci mettiamo per cercare di migliorare tecnica, tattica, personalità: se alzi il livello dei singoli la squadra ne trova giovamento. L’ho sempre fatto, gli obiettivi sono questi. Dybala quando sta bene è un calciatore forte, quando non è in condizione piace meno anche a voi.

Con lei sono esplosi attaccanti fortissimi come MIlito e Retegui. Che idee ha su Dovbyk e Abraham? Possono entrare in questa scia

“Quegli attaccanti erano giocatori forti. Io non ho mai dato di più a loro di quello che già avevano, il merito è stato tirare fuori il meglio di ciò che avevano. Il fatto che spesso molti attaccanti che ho avuto hanno fatto bene forse è per come giocano le mie squadre, prolifiche. Vorrei riproporre anche qui questa caratteristica. Ora si parte da quello che c’è, poi altre decisioni di mercato verranno prese strada facendo”.

Sarebbe contento se a fine stagione?

“Il risultato massimo può essere la qualificazione in Champions. In questo momento la Roma non può essere in grado di vincere lo Scudetto, poi non si sa mai, quello è il traguardo massimo da porci. Io voglio rendere questa squadra più forte, con più giocatori possibile da nazionale, internazionali, costruire un nucleo sempre più ampio di giocatori che possono dare continuità a questa squadra, che possono creare un nocciolo duro sul quale nel prossimo anno con più disponibilità sia possibile arrivare a giocatori che ora non possono arrivare. Un nocciolo che dia solidità, continuità a una squadra con giocatori relativamente giovani, poi serve sempre un mix. Nella mia esperienza anche vendendo dei pezzi, magari la Roma non avrà bisogno, però può essere una forza anche questa. Se hai giocatori che raggiungono una valorizzazione alta ne giova tutto il movimento. Questo è stato il punto forte nelle mie esperienze”.

Nel 2017 a Sconcerti disse, tornando sull’esperienza all’Inter: “Se dovesse ricapitarmi farei in un altro modo. Sono stato troppo accomodante, dovevo entrare forte, o spacchi o vieni spaccato”. La pensa così?

“Rimango della stessa idea. Devi dare segnali importanti, devi portare subito la gente dalla tua parte. Questo non significa vincere tutte le partite, devi dare identità alla squadra e la gente deve riconoscersi in essa, deve dare fiducia, ma non c’è bisogno di dirlo, lo hanno sempre fatto. Se crei la sinergia con la tua gente poi superi anche meglio le difficoltà dettate dagli avversari. Ecco questa è ‘ambizione più grossa. Dietro la Roma ci sono squadre importanti ed emergenti fuori dalle Coppe, c’è una corsa più che allo Scudetto alle posizioni Champions, che permettono di creare un gap con le altre. È evidente che in una piazza con così tanto entusiasmo devi entrare forte, intendo con la squadra che ti segue, crei un ambiente forte. Ti senti più forte in tutto”.

Ha parlato di zoccolo duro, qui da qualche anno c’è un gruppo di calciatori: ha in mente di mantenerlo o immagina si possa cambiare qualcosa?

Si parte da quello che c’è ed tanto visti i risultati fatti, è un valore che esiste e da questo si parte. Non saremo gli stessi, è chiaro, mi aspetto un mercato in entrata che possa portare a un miglioramento e una prospettiva diversa. Non sarà una rivoluzione in tutto ma è evidente che la la Roma deve guardare e aspirare ad avere anche nuove figure che possano portare più in alto la squadra”

Le caratteristiche principali che cercherà sul mercato.

“Sono poche le società che possono prendere calciatori già affermati. I giocatori molto spesso te li devi costruire in casa, prendere giocatori emergenti che possono raggiungere traguardi, che possono crescere. Per raggiungere obiettivi di alto livello ti servono giocatori di quel livello, nazionali, internazionali, di spessore e valore nelle coppe. Questo è il programma che si vuol fare, a volte anche con la necessità di calciatori emergenti. Mancini e Cristante, che ho avuto, in quel momento sono andati via presto dall’Atalanta e sono andati in nazionale. Spero che tutti questi ragazzi abbiano l’obiettivo non di difendere quello che hanno fatto finora, ma di fare la stagione migliore della loro carriera. Non è il momento di accontentarsi e gestirsi. Se hai 30 anni non sei vecchio, se ne hai 22 e vuoi scalare posizioni, questo deve essere lo spirito. Se mettiamo tutto questo abbiamo più chance. Parto da una base fortunata, quella fatta da Claudio, dimostrazione che gli stessi giocatori hanno avuto un cambiamento di prestazioni e risultati. Difendere le posizioni non è sufficiente”

Pellegrini- Soulé?

“Pellegrini ora è infortunato, ma il discorso vale per lui e per tutti. Devono avere la mentalità di fare la miglior stagione. A voi piace Pellegrini che entra, calcia e fa gol, vi piace meno quello in difficoltà. Soulé è un giocatore offensivo, deve segnare, fare assist, prendere rigore. Oggi nel calcio moderno si attacca e si difende, conta essere squadra. Quello che abbiamo visto con il PSG è straordinario, ha perso Messi e Neymar e ha raggiunto risultati mai raggiunti. Il calcio è questo. Il Napoli ha vinto lo scudetto da squadra, forse c’era una squadra più forte ma sono stati squadra. La Roma con Ranieri è stata una squadra, questi sono i principi. Il calcio cambia con velocità, bisogna saper fare tutto, devi andare forte. L’Atalanta ha vinto un Europa League dopo 25 anni che un’italiana non la vinceva, brutto segnale, a parte la Conference della Roma. Dobbiamo togliere luoghi comuni e vedere le cose da un’altra ottica altra ottica perché quello che funziona è altro e dobbiamo andare lì”

Juventus?

“Vero, ma ho avuto la sensazione che la Roma fosse la strada giusta, oltre i rischi che mi vengono elencati. Per la mia carriera, per il modo di fare calcio, per la possibilità di incidere questa poteva essere la soluzione giusta. Ho ragionato su questo, ho messo davanti questa situazione. Questo è quello che cerco e di cui ho bisogno ora, ho la convinzione forte di aver fatto la scelta giusta”.

Con Juric la Roma non ha funzionato ha capito quel è stato il problema?

“La mia esperienza è diversa. Con Juric abbiamo condiviso tanti anni, sia da tecnico e giocatore sia come vice, ma sono passati parecchi anni, nel frattempo le esperienze sono state diverse. Il mio modo di vedere calcio si è evoluto. Ci sono due aspetti: vuoi attendere che la squadra avversaria perda palla o vuoi conquistarla? Sono validi entrambi. La mia caratteristica è che sto male senza palla, preferisco averla io, ma dipende contro chi giochi. La cosa ideale è avere la palla noi e andarla a prendere alta, ma devi saper fare tutto. Ora lo fanno in tanti, ci sono grandi cambiamenti nel calcio che si evolve, devi avere una grande duttilità. Non so cosa non ha funzionato per Juric”.

Pregi e difetti? Cosa proverà affrontando l’Atalanta?
“Fortunatamente sarà a gennaio, c’è tempo. Pregio? Lavoro, mi piace lavorare in campo, mi piace quando fai cose che vedi nel giocatore in campo, mi piace convincere i giocatori, non ho mai imposto niente ai calciatori. Molti risultati sono ottenuti dipendono dal fatto che hanno tratto vantaggio da questo e il merito è loro. Difetti? Faccio fatica (ride, ndr). Forse me la prendo a volte, ma non penso sia un difetto (ride, ndr)”.

Preparazione?

“Ma non è vero, mai fatto un gradone in vita mia (ride, ndr). Quando giocavamo al Palermo, Zeman allenava la Primavera e noi facevamo un mega torello a centrocampo sempre, e i ragazzini della Primavera i gradoni. Allora, anche su questo: intanto non è morto nessuno. Intanto credo che, come ho detto prima, per noi è importante che i giocatori si divertano e trovino il loro benessere, così come chi va in campo. Abbiamo la fortuna, tutte le mattine, di svegliarci e fare il mestiere che più ci piace, quello che facevamo da ragazzi. E in più lo fai anche con la Roma, e quindi ti devi sentire molto fortunato. L’allenamento è fatto in funzione di: uno, stare bene; due, cercare di migliorare la tua prestazione. Non può essere un problema allenarsi, deve essere anche un divertimento, perché il gioco del calcio è essenzialmente divertente. Sono d’accordo su quello che si diceva prima, forse anche sull’esempio di Pellegrini: se non sorridi, non puoi giocare bene a calcio. Io la vedo come un brasiliano in questo. Un brasiliano triste non può giocare a calcio. E quindi anche un calciatore deve avere sempre un bello spirito. Probabilmente è così in tutto lo sport. Bisogna avere un bel clima di lavoro, di crescita l’uno con l’altro, di trasmettersi a vicenda le migliori situazioni per potersi migliorare. È finalizzato a questo il mio lavoro, non ci sono altre cose. Deve esserci anche un bel clima, non può mai essere un clima teso. Deve essere sempre un clima in cui, quando vai a giocare, ci sono sempre avversari molto difficili da superare. Gli avversari sono quelli fuori, non quelli dentro. E bisogna arrivare sempre con un bello spirito, perché i risultati da ottenere si fanno con molta fatica e sono difficili, e tutti quanti sono ben armati”.

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Rassegna stampa

Gasp vuole Krstovic e il Lecce fa il prezzo: “Costa 30 milioni”

Gasperini lo aveva già chiesto all’Atalanta, ragion per cui, Krstovic potrebbe essere il nome giusto per rinforzare l’attacco della Roma. Come scrive Repubblica, Ghisolfi è già stato messo al corrente del desiderio del tecnico di Grugliasco. Resta un problema ovvero la valutazione del Lecce: ben 30 milioni di euro e non sembra voler fare sconti. Il calciatore piace a Milan e Leeds che si sono mossi per il classe 2000. Poi c’è la Roma che vorrebbe Krstovic come alternativa a Dovbyk.

Chi è quasi fuori dai piani è Tammy Abraham. L’inglese, rientrato dal prestito al Milan, ha un ingaggio elevato, ossia circa 6 milioni all’anno per altre due stagioni. La Roma cerca offerte che evitino minusvalenze: se arriverà quella giusta, il classe 97′ partirà per lasciare spazio al successore. Krstovic, come si diceva. Oppure Gianluca Scamacca, che Gasperini ha incontrato al suo matrimonio. L’attaccante dell’Atalanta è il piano B, con incertezze sulle sue condizioni fisiche.

Attenzione alle sorprese: se per Dovbyk dovesse arrivare un’offerta importante importante, il nome di Scamacca potrebbe tornare d’attualità. Difficile, ma non impossibile. L’ipotesi più concreta per l’attacco della Roma è la riconferma dell’ucraino, con un Krstovic in più. Questo, a patto che Corvino e il Lecce non si mettano di traverso.

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Roma, idea Gudmundsson

La Roma pensa ad Albert Gudmundsson. Come scrive il Corriere dello Sport, il club giallorosso sta valutando l’ipotesi di rinforzare l’attacco a disposizione di Gasperini. Il direttore sportivo Ghisolfi non ha ancora contattato i liguri, ma sta studiando la fattibilità dell’operazione, sia sotto il profilo economico che extra-sportivo.

Assolto due volte in Islanda, l’attaccante dovrà attendere ottobre per la sentenza definitiva dopo il ricorso della procura di Reykjavík. Il Genoa sta lavorando per trovare una soluzione, con la Fiorentina che non è disposta ad esercitare il riscatto a 17 milioni dopo averne investiti 6 per il prestito. Proprio lo stallo tra viola e il Grifone potrebbe aprire la porta ad altri club, tra cui la Roma, che cerca una seconda punta in grado di garantire i gol mancati nella passata stagione. La soluzione più probabile sembra essere un prestito con obbligo di riscatto, legato a condizioni sportive e non.

La valutazione di Gudmundsson si aggira intorno ai 20 milioni, ma i giallorossi potrebbero abbassare la cifra inserendo una contropartita. Un nome su tutti? Eldor Shomurodov, già apprezzato a Genova e ora in cerca di spazio. L’uzbeko, in prestito con riscatto, potrebbe essere la soluzione per il Genoa dopo l’addio di Pinamonti.

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Interviste

Mancini: ”Contenti dell’arrivo di Gasperini, mi ha fatto diventare calciatore. La presenza di Ranieri ci dà tranquillità”

Gianluca Mancini, a margine del primo Memorial Mattia Giani (il calciatore di 26 anni del Castelfiorentino United scomparso a causa di un malore in campo) ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le parole del difensore romanista.

Che ricordo hai di Mattia Giani?
“Ho un ricordo di lui in spiaggia con la mia e la sua famiglia. Si è trattato di un lutto tosto, ma vedere qui tutta questa gente e i suoi amici è bello. Mattia era un ragazzo eccezionale, sarà fiero di noi. La cosa più importante è sensibilizzare le persone su questo tema, ci devono essere più soccorsi nei campionati inferiori con l’obiettivo di salvare le vite”.

Che effetto ti ha fatto Norvegia-Italia?
“Un brutto effetto, la Nazionale è qualcosa di unico sia per i giocatori sia per i tifosi. Contro la Norvegia è stata una brutta serata, mi dispiace per i miei compagni. Il gruppo è unito, ci sono giocatori forti e una partita non compromette la qualificazione al Mondiale. Speriamo di fare bene nelle prossime gare”.

La mancata convocazione?
“Se vieni chiamato devi prendere di corsa il treno per Coverciano, altrimenti devi essere il primo tifoso. Non sono stato chiamato, Spalletti avrà fatto le sue considerazioni. Tutti danno il massimo nel club per poi arrivare in Nazionale, ma è il ct che decide”.

Niente di personale?
“No, credo sia una scelta tecnica. Con Spalletti non c’è mai stato niente, anzi l’ho ringraziato per avermi portato all’Europeo e gli sarò sempre grato”.

Che ti aspetti da Gasperini?
“Si tratta di un allenatore forte, in questi anni ha dimostrato tutto il suo valore. Ciò che ha fatto all’Atalanta è qualcosa di unico, siamo felici di averlo come nostro allenatore. Mi ha insegnato un sacco di cose, sarò sempre grato a lui perché mi ha dato la possibilità di diventare calciatore e sono contento di lavorarci nuovamente insieme a distanza di anni. Sarà una bellissima sfida per capire nuove cose che porterà a tutta la squadra”.

Si lavora tanto con tutti gli allenatori, ma con lui un po’ di più?
“Si lavora tanto con tutti. Conosciamo benissimo il calcio di Gasperini, sarà un ritiro tosto e bello. Dal ritiro dobbiamo costruire qualcosa per la stagione”.

Cosa significa difendere in avanti?
“Portare tanta pressione agli avversari a partire dagli attaccanti fino ai difensori. Se c’è pressione anche i difensori possono venire avanti togliendo spazio e tempo agli avversari”.

Gasperini chiede tanto anche ai giocatori di qualità?
“Sì. Ha allenato grandissimi giocatori e anche nella Roma ci sono. Il suo motto è ‘bisogna avere tutti il fritto’. Sono curioso e felice di poter lavorare di nuovo con lui e con la squadra per intraprendere un nuovo percorso”.

I giocatori seguono il calciomercato?
“Io ho tre bambine (ride, ndr). D’estate si cerca di staccare, ma ovviamente leggiamo sui siti qualche notizia. Ci sono persone all’interno della Roma che si occuperanno del mercato, è giusto che noi calciatori stacchiamo dopo un anno faticoso”.

C’è la percezione che con l’accoppiata Ranieri-Gasperini si sta costruendo la struttura giusta per fare un salto di qualità e arrivare in Champions?
“Il ritorno in Champions deve essere un obiettivo forte, ma dobbiamo dimostrarlo con i fatti. Ranieri ha fatto qualcosa di unico e sapere che sia dentro la società al fianco di Gasperini ci fa stare tranquilli. Speriamo che le cose vadano per il meglio per raggiungere un unico obiettivo, ovvero il bene della Roma”.

Un pensiero per Mattia Giani…
“Il passato non si può cancellare. Alla mia famiglia dissi comunque di sorridere, era un ragazzo unico e lui vorrebbe proprio questo”.