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Calciomercato Roma: ancora nessun contatto per Laurienté ma ottimi rapporti con Ghisolfi

La Roma è alla ricerca di esterni per rinforzare le fasce. Daniele De Rossi esige ali rapide e capaci di creare la superiorità numerica. Un calciatore che riassume tali qualità è Armand Laurienté: classe 98′ in forza al Sassuolo che è retrocesso in Serie B. L’esterno francese ha già espresso la volontà di voler lasciare il club neroverde con il quale, però, ancora non si è discusso del suo valore di mercato.

Come appreso dalla redazione di Retesport, chi cura gli interessi di Laurienté ha ottimi rapporti con Ghisolfi, con cui è stata chiusa l’operazione Kalimuendo al Lens, altro calciatore accostato alla Roma, ma al momento ancora non ci sono stati dei contatti con i giallorossi. I presupposti per iniziare una trattativa ci sono ma attualmente nulla di più. Laurienté rimane, comunque, un calciatore da attenzionare e che potrebbe finire in orbita Roma.

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Calciomercato Roma: smentito l’interesse per Politano

Matteo Politano, noto tifoso giallorosso, ha le qualità che Daniele De Rossi ha chiesto a Ghisolfi. L’ala del Napoli, infatti, ha dribbling, velocità e intraprendenza nell’uno contro uno. Il classe 93′, accostato alla Roma, al momento, però, non sarebbe una pista concreta per i giallorossi. Fonti vicino al calciatore, infatti, smentiscono seccamente tale possibilità. Politano ha un contratto in scadenza nel 2027 con il Napoli e una valutazione intorno i 15 milioni.

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Lukaku: ”Prima di quanto si possa pensare ritornerò all’Anderlecht”

Romelu Lukaku, ha parlato ai microfoni di RTL Sports di un suo possibile ritorno all’Anderlecht. Di seguito le dichiarazioni dell’attaccante belga che il 30 giugno tornerà al Chelsea dopo il prestito alla Roma.

“Naturalmente un giorno ritornerò all’Anderlecht, prima di quanto si possa pensare. Ho lasciato il Belgio quando avevo 18 anni. Mi mancano mia madre ed i miei figli”.

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Giacomazzi: ”Obiettivo Champions. Friedkin? Li vediamo spesso, società top”

Guillermo Giacomazzi, vice allenatore di Daniele De Rossi, ha rilasciato un’intervista a Radio Serie A. Di seguito le sue parole.

Vi state riposando da qualche giorno dopo il finale della stagione.
“Sì, siamo tornati dall’Australia tre giorni fa, è stato un viaggio abbastanza lungo. Stiamo in questa fase di riposo, ma sempre pensando a quello che verrà per la prossima stagione”.
De Rossi ti ha scelto come vice. Come è nata questa conoscenza con il mister?
“Ci siamo conosciuti 4-5 anni fa con un amico in comune, Alessandro Lucci. Lui era stato al Boca, a fare la sua esperienza da calciatore. Ci siamo incastrati caratterialmente, per il modo di vedere di calcio. Siamo rimasti in contatto nel tempo, lui poi ha fatto il collaboratore della nazionale italiana, mentre io ero nella nazionale maltese. Una volta terminate le rispettive esperienze siamo tornati in contatto, lui ha creato questo gruppo di lavoro. Prima alla Spal e ora alla Roma”.
Com’è lavorare con uno che ha la Roma dentro come Daniele?
“Diciamo che in ogni singolo discorso, ma anche prima, quando si tocca l’argomento Roma, c’è un qualcosa di speciale. Pensando h24 a cosa si deve fare in quel posto per lui è speciale e te lo fa capire sempre. Noi che lo conosciamo da tempo, che siamo amici, è veramente un piacere lavorare con lui in questo posto”.
Lavorate tante ora a Trigoria durante il giorno, creando un bel gruppo di lavoro anche con i calciatori.
“Sì, ci stiamo tanto tempo. Ed è normale quando subentri perché devi capire bene ogni dinamica, di campo, societaria, logistica. Arriviamo alle 7.45 di mattina, andiamo via alle 20. Ma lo facciamo con grande piacere, è bello lavorare così”.
C’è più soddisfazione o anche un piccolo rammarico per questo percorso fatto finora? Magari si può pensare alla semifinale di Europa League.

“I risultati sono sempre merito dei calciatori. Noi siamo esigenti come tecnici nella richiesta di allenamento, ma poi in campo ci vanno i calciatori. Dybala attacca così, Lukaku che dà profondità, Mancini che difende in quel modo. Noi dobbiamo dare loro la possibilità di riconoscere alcuni momenti della partita, di dare loro più chiavi di interpretazione”.
Avete fatto rinascere alcuni giocatori, Svilar su tutti…
“Non rinascere, magari alcuni attraversavano un momento poco positivo, ma poi si sono ripresi. Svilar non aveva avuto continuità nei mesi precedenti. Ma va ringraziato anche Rui Patricio. È stato un top player, un grandissimo professionista, ha sempre aiutato il compagno e lo staff, restando a disposizione del gruppo”.

De Rossi si è fatto notare anche per la sua capacità comunicativa.
“Lui ha questo dono, questa capacità di comunicare, di rapportarsi con la stampa verso i media, di esporsi. Lui è così, è trasparente, si rende credibile. A me piace tantissimo. Per me è un top allenatore sotto questo punto di vista. Ed un vantaggio anche nel gruppo con i calciatori, sapendoci parlare nel modo giusto”.

L’idea è sempre quella di riportare la Roma in Champions League?
“Il nostro obiettivo è quello di migliorarci: migliorarci come squadra, avere continuità nelle prestazioni. Sicuramente la Champions League sarà un obiettivo della società e nostro, così continuare fare dei risultati anche in Europa come negli ultimi anni. Non sarà semplice, però è una bella sfida”.

Com’è il vostro rapporto con la famiglia Friedkin? Sono sempre vicini alla squadra, come vivono la Roma? Parlano poco, però sono sempre dietro di voi.
“Che parlino poco è una scelta loro. Noi li vediamo spesso, li sentiamo vicini. Io sono un collaboratore, faccio parte dello staff, è Daniele ad avere questo filo diretto con la proprietà, con la società e i dirigenti. Daniele si sente sostenuto, protetto, al centro del progetto, per chi fa questo come lavoro ti fa lavorare con serenità. Lavoriamo a Trigoria, in una struttura sportiva all’avanguardia. Non si può chiedere di più. Credo che loro siano il top come società”.
Ci racconti il tifoso della Roma?
“Io vengo dall’Uruguay, c’è questa passione indescrivibile. Ho giocato nel Penarol, una squadra grande. Questo fanatismo che c’era a Montevideo per un derby è la stessa cosa che si vive a Roma come atmosfera. Fanatismo, senso di appartenenza. Sentire quest’inno di Venditti è una roba da brivido ogni partita. È una cosa clamorosa, spettacolare, sono il dodicesimo uomo in campo. Mi sono ritrovato tutte le partite lo stadio pieno, la coreografia al derby, è stata una roba incredibile”.
Tu sei sudamericano e in squadra hai trovato altri sudamericani.
“Sì, c’è gente che beve mate come Dybala e Paredes. Sono uruguaiani travestiti da argentini. Ho visto anche Angelino con il mate, è stato Muslera in Turchia a farglielo conoscere. È una cosa di cultura nostra, dell’Uruguay, non è una cosa normale per uno spagnolo come lui. Per esempio agli italiani il mate non piace. Per noi è un’usanza, una tradizione, a volte me lo prendo con loro. Lo faccio volentieri quando si può”.
Che rapporto hai con i calciatori? Come vivi il gruppo?
“Devi creare un rapporto con tutti. Sono stato compagno di Spinazzola in Serie B a Siena. Con diversi ho giocato contro, con altri abbiamo amici in comune, ti permette di scavalcare delle barriere per comunicare. Poi c’è sempre un limite, da allenatore a giocatore. L’importante è essere sempre diretti per aiutarli in qualche dettaglio, in piccole situazioni, a prescindere dalla strategia di gara. Ed è importante fare lo stesso con chi ha giocato un po’ meno, chi ha avuto meno spazio, meno minutaggio. Quando arriverà il loro momento, potranno fare la differenza”.
Come vivi la partita in panchina?
“Da calciatore abbastanza tranquillo, anche alla Spal. Qui a Roma la sto vivendo con un po’ più di ansia, non so perché. Poi quando c’è da comunicare, da cambiare qualcosa, siamo più freddi. In alcuni momenti la viviamo come tifosi, ci teniamo tanto, forse è quello che c’è intorno a questa squadra, che ti trascina e ti fa essere un po’ più ansioso”.
All’Europeo ci saranno diversi giocatori della Roma, a partire dal vostro capitano, Lorenzo Pellegrini.
“Lorenzo è un grandissimo calciatore, fortissimo. Con delle qualità enormi per fare bene con la nazionale italiana. Lo è sempre stato forte, forse aveva avuto un momento di appannamento. Sono tutti e quattro all’altezza di fare bene con l’Italia di Spalletti”.

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Amichevole, Italia-Turchia: Mancini, Cristante e Pellegrini titolari. Anche Celik dal primo minuto

Alle 21 l’Italia disputerà una delle due amichevoli che anticiperanno Euro2024. Gli Azzurri affronteranno la Turchia di Vincenzo Montella. Luciano Spalletti ha scelto 3 romanisti: Mancini, Cristante e Pellegrini, infatti, inizieranno il match dal primo minuto. Di seguito le formazioni ufficiali.

ITALIA (4-2-3-1): Vicario; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni, Dimarco; Jorginho, Cristante; Orsolini, Pellegrini, Chiesa; Retegui. Commissario tecnico: Luciano Spalletti.

TURCHIA (4-2-3-1): Bayindir; Celik, Bardakci, Ahyan, Muldur; Aydin, Kabak; Yildiz, Calhanoglu, Yazici; Yilmaz. Commissario tecnico: Vincenzo Montella,

Gli 1️⃣1️⃣ #Azzurri scelti dal Ct Luciano Spalletti per

🇮🇹 Italia 🆚 Turchia 🇹🇷

🗓 Oggi
⏱ 21.00
🏟 Stadio Dall’Ara – Bologna
📺 #RaiUno#Nazionale #ItaliaTurchia #VivoAzzurro pic.twitter.com/zMRA0rAKBP— Nazionale Italiana ⭐️⭐️⭐️⭐️ (@Azzurri) June 4, 2024

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Euro 2024, l’Italia di Spalletti sogna di difendere il titolo: scelte, numeri e la speranza Scamacca

SPECIALE EURO 24 (di Nicolas Terriaca) – Venerdì 14 giugno inizierà EURO 2024. La Germania (Paese ospitante) inaugurerà la competizione affrontando la Scozia (ore 21) e sogna di alzare la coppa dopo 28 anni. L’Italia, con l’obiettivo di difendere il titolo vinto nel 2021, inizierà il torneo sabato 15 giugno contro l’Albania (21). A guidare la Nazionale, però, non ci sarà più Roberto Mancini ma Luciano Spalletti, che ha definito l’incarico da ct degli Azzurri il punto più alto della sua carriera.

Le idee dell’ex tecnico della Roma sono chiare: ‘Mancini ha fatto un ottimo lavoro, noi dobbiamo ereditarlo e ci servirà come stimolo per fare meglio. Quello che ci piacerebbe sentirci dire al rientro dal torneo è che l’Italia è orgogliosa di noi, per il nostro impegno, la nostra dedizione e la nostra ricerca”.

Italia, le scelte di Spalletti e il dubbio sul modulo

Foto Fraioli

Luciano Spalletti ha comunicato la lista dei 30 pre-convocati ed entro il 6 giugno dovrà consegnare quella definitiva composta da 26 calciatori. Allarme in difesa per l’ex tecnico della Roma: Acerbi (pubalgia) e Scalvini (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro) salteranno l’Europeo. Il ct degli Azzurri ha chiamato Gatti che si aggregherà ai compagni. A questo punto la lista è composta da 29 calciatori e altri 3 dovranno vedere l’Europeo da casa. Rischiano l’esclusione uno tra Meret e Provedel, incerte le posizioni di Ricci, Folorunsho, Bellanova e Orsolini. Spalletti è assalito anche da un dubbio amletico: difesa a 4 o linea a 3?

L’Italia potrebbe scendere in campo con entrambi gli assetti variando modulo nel corso della partita. Nelle 8 gare alla guida della Nazionale, Spalletti ha optato in 6 occasioni per il 4-3-3 ma, nelle ultime 2 amichevoli, ha sperimentato il 3-4-2-1 che potrebbe tramutare in 3-5-2. In conferenza stampa, il ct degli Azzurri ha fatto capire che vorrà vedere una squadra fluida: ”Vorremmo fare qualcosa di non rigido: dare la libertà di espressione un po’ a tutti. Più imprevedibilità c’è e più sarebbe sorprendente per i nostri avversari. Vorremmo saper fare un po’ tutte le cose. Qui a Coverciano ci insegnano che i sistemi di gioco non sono più così rigidi. Giocheremo contro squadre che giocano 4-2-3-1 o 4-3-3, non si può regalare un uomo a centrocampo: tenteremo di difendere a quattro e di costruire a tre”.

PROBABILE FORMAZIONE ITALIA (4-3-3): Donnarumma, Di Lorenzo, Buongiorno, Bastoni, Di Marco; Jorginho, Barella, Pellegrini; Chiesa, Scammacca, Zaccagni

PROBABILE FORMAZIONE ITALIA (3-4-2-1): Donnarumma; Darmian, Buongiorno, Bastoni; Di Lorenzo, Jorginho, Barella, Di Marco; Chiesa, Pellegrini; Scamacca

Italia: Frattesi bomber, Barella certezza

Il bomber dell’Italia di Spalletti non è un centravanti. Il calciatore, agli ordini dell’attuale ct, che ha segnato più reti, infatti, è Davide Frattesi: 3 gol in 412 minuti. Seguono Chiesa (2), Berardi (2, out per infortunio), Retegui (2), Barella (1), Raspadori (1), Darmian (1), Scamacca (1), Bonaventura (1, non convocato), El Shaarawy (1), Pellegrini (1) e Immobile (1, non convocato).

Gli Azzurri, nelle 8 partite agli ordini di Spalletti, hanno fatto registrare: 5 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta corredate da 17 gol fatti e 8 reti subite. Il calciatore più utilizzato è stato Barella: 643 minuti giocati sui 720 disponibili (89,3%). Il centrocampista dell’Inter è anche colui che ha partecipato a più reti (4, 1 gol e 3 assist).

Italia, ecco quanti protagonisti di Euro 2020 sono stati convocati

Spalletti, in vista di Euro 2024, spera di ripercorrere le orme del suo predecessore. Roberto Mancini, infatti, è riuscito a riportare il trofeo in Italia dopo 52 anni: un cammino emozionante concluso a Wembley. Di quei 26 calciatori, protagonisti di un trionfo storico, ne sono rimasti appena 9. Spalletti ha preferito inserire nuovi interpreti con la speranza che gli stessi possano aggiungere freschezza e qualità a una Nazionale che, dopo la vittoria in finale contro l’Inghilterra, si è spenta mancando nuovamente la qualificazione ai Mondiali disputati nel 2022.

I superstiti di Wembley sono: Donnarumma, Meret, Bastoni, Di Lorenzo, Barella, Cristante, Jorginho, Chiesa e Raspadori. Spalletti si è affidato esclusivamente ai calciatori facenti parte del campionato italiano: solo Vicario, infatti, non gioca in Serie A (Premier League).

Scamacca, la speranza di aver ritrovato un bomber

L’Italia per superare il girone composto da Albania, Spagna e Croazia avrà bisogno di gol. Spalletti spera che Scamacca possa rappresentare il bomber tanto bramato negli ultimi anni. Il ct degli Azzurri lanciò un messaggio forte al classe 99′:‘Per un periodo non ha giocato. Quando l’ho portato non mi è sembrato che abbia espresso il meglio di se stesso. Bisogna avere la capacità di dare subito l’impressione di essere al livello della Nazionale”.

Scamacca poi ha trascinato l’Atalanta concludendo la stagione con 19 gol e 8 assist. Spalletti recentemente ha ringraziato Gasperini per avergli consegnato potenzialmente il centravanti che tanto è mancato negli ultimi anni. Il tecnico della Dea è sicuro: ”Lo consegno bomber, fa un sacco di gol. Il clic? Quando non è andato in Nazionale”.

Tutti gli attaccanti convocati dal ct azzurro hanno realizzato 64 reti: il 29,68% hanno la firma di Scamacca. Alle spalle del classe 99′: Chiesa (10), Orsolini (10), Retegui (9) Zaccagni (7), Raspadori (6) ed El Shaarawy (3).

Numeri che Spalletti si augura possano bastare per consolidare l’Italia come la Nazionale con la media punti (1,8) più elevata durante le varie edizioni degli Europei. Il sogno è difendere il titolo e quindi disputare la finale che si giocherà domenica 14 luglio (ore 21) all‘Olympiastadion Berlin, l’impianto più grande tra quelli di EURO 2024 (capienza di 70.000 posti).

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Zazzaroni a RS: ”Chiesa? Non rinnova con la Juventus. Dybala vuole rimanere alla Roma”

Il direttore del Corriere dello Sport – Ivan Zazzaroni – è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

De Rossi ha ereditato una situazione molto complicata: peccato non sia riuscito a centrare la Champions League. Lina Souloukou ha fatto una pulizia favolosa ed è riuscita a sistemare i conti della Roma: si respira un’aria migliore. La società giallorossa, infatti, non sarà costretta a fare plusvalenze importanti entro il 30 giugno”.

Prosegue Zazzaroni.

De Rossi è ambizioso vuole fare bene, quindi, sono convinto che verrà messo nelle condizioni di lavorare e ciò significa costruire una squadra che riesce a giocare ogni 3 giorni, cosa che era impossibile fare in questa stagione nella quale sono emersi i limiti strutturali menzionati anche da Mourinho. Ghisolfi a Lens ha fatto bene ricoprendo il ruolo di ds e anche a Nizza ha svolto un buon lavoro portando la squadra in Europa League: sono degli elementi in più rispetto a Pinto. Le condizioni per fare bene ci sono ma dovrà essere fatto un mercato all’altezza: bisogna capire quali saranno le risorse economiche che i Friedkin metteranno a disposizione.

Chiesa? Non rinnova con la Juventus quindi diventa un’occasione interessante per una squadra come la Roma in cui non ci sono calciatori con le sue caratteristiche. De Rossi vuole migliorare nettamente il livello degli esterni.

Dybala? Vuole rimanere.

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Le Voci di Retesport

Somma a RS: ”Pellegrini? Fenomeno. Dybala deve rimanere ma non come falso nove”

Mario Somma è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Pellegrini è un fenomeno, è un uomo squadra e lo dicono anche Spalletti e Totti: incomprensibili le critiche continue.

Dybala? Deve rimanere: è un calciatore che sposta gli equilibri. Non ce lo vedo a fare il falso nove in questa squadra: c’è bisogno di una rosa costruita appositamente con determinate caratteristiche.

Prosegue Somma

Pellegrini, Dybala, Mancini, Svilar, Ndicka rientrano tra i pilastri dai quali ripartire. Se la Roma dovesse mantenere l’identità mostrata nei primi mesi con De Rossi anche Paredes sarà fondamentale.

Llorente? Dovesse essere confermato, diventerebbe la prima alternativa in tutti i ruoli perché è un calciatore affidabile, tecnicamente, fisicamente e sul piano caratteriale.

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APPROFONDIMENTI

Roma, Llorente aspetta la conferma: 90,3 % di passaggi riusciti e 1° per salvataggi

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Diego Llorente aspetta la Roma. Sul proprio profilo Instagram, il difensore spagnolo ha pubblicato delle foto con la maglia giallorossa e una didascalia eloquente: ”È tempo di guardarsi indietro e fare una valutazione. Non possiamo essere contenti perché avevamo la squadra per andare oltre e siamo stati molto vicini a raggiungere grandi obiettivi. Tuttavia, non è stata nemmeno una stagione facile e la squadra, insieme ai tifosi, ha superato momenti molto difficili e abbiamo lasciato tutto sul campo. Abbiamo lottato e sofferto fino alla fine.
Grazie per il vostro sostegno in ogni partita. Siete stati incredibili.
Giorni di disconnessione, di riposo… e di attesa
”.

Oggi Ghisolfi incontrerà De Rossi e Lina Souloukou con i quali parlerà delle strategie di calciomercato. La Roma dovrebbe chiudere la trattativa Llorente con il Leeds, da capire con quale formula, e confermare quindi il difensore. Lo spagnolo ha convinto De Rossi con cui ha disputato 1139 minuti su 2370, ovvero il 48,05% dei minuti a disposizione. Un’ottima risorsa per completare il reparto arretrato già formato da Ndicka e Mancini.

Llorente, qualità e intelligenza tattica: ecco i numeri

Diego Llorente ha dimostrato di avere le caratteristiche adatte al gioco di Daniele De Rossi. Il tecnico giallorosso, infatti, chiede alla squadra di far circolare il pallone con qualità mantenendo un possesso palla propedeutico al dominio del campo. Il difensore spagnolo ha il 90,3% di passaggi riusciti e spesso ha aggiunto fluidità alla manovra iniziale della squadra. Llorente ha accumulato 41 presenze (2855 minuti) corredate da un gol, 2 assist e 7 cartellini gialli. Con De Rossi è stato l’11° calciatore più utilizzato e si è dimostrato un difensore affidabile. Il centrale spagnolo ha effettuato 111 salvataggi: nessuno meglio nella Roma. In aggiunta, con 34 intercettazioni è il 4° calciatore della squadra alle spalle di Paredes (51), Mancini, (51) e Cristante (37). I duelli aerei, invece, si sono dimostrati il tallone d’Achille di Llorente: nessun difensore giallorosso ne ha vinti meno (52,5%).

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Calciomercato Roma, dalla Svezia: Malmö su Solbakken ma resta il nodo ingaggio

Ola Solbakken, dopo il prestito all‘Arawa Reds, tornerà alla Roma. L’esterno norvegese è fuori dal progetto giallorosso, per cui, Ghisolfi dovrà trovargli una sistemazione. Come scritto dal portale svedese Fotbolldirekt.se, il Malmo è fortemente interessato a Solbakken ma il club è frenato dall’ingaggio dell’ex Bodo che guadagna 700mila euro a stagione. Cifra troppo elevata per la società scandinava che proverà a convincere il calciatore ad abbassare le proprie pretese economiche.