La Roma non riscatterà Romelu Lukaku. Questo lo sa anche Daniele De Rossi che, qualche giorno fa, aveva ammesso “le difficoltà” del club nel trattenere il centravanti belga. Come scrive Il Messaggero, le difficoltà sono economiche: costo intorno ai 40 milioni e ingaggio di circa 8 milioni. Lukaku oggi è al centro del dibattito non tanto per ciò che sarà, ma per quel che è stato, che cosa abbia significato per la Roma in questa intensa annata. C’è chi lo considera imprescindibile, gli allenatori in primis, e chi un peso. Ha segnato poco, non è stato quasi mai decisivo nelle partite che contano, come quella dell’altra sera a Leverkusen, questi i capi d’imputazione.
Da Lukaku oggi ci aspettano i gol per andare in Champions, che dovranno arrivare nelle prossime tre partite, specie da quella di domani a Bergamo contro l’Atalanta. Negli scontri diretti, il belga ha fatto vedere di che pasta è fatto in tre occasioni, con Fiorentina, Napoli e Juventus. E parliamo di campionato, invece in Europa ha chiuso con 7 reti: 5 nella fase a gironi e uno Feyenoord e Brighton. Totale, 20 gol (con dentro uno in Coppa Italia), che se si spalmano sulle 45 partite giocate.
Lukaku ora ha tre gare a disposizione, la Roma, e De Rossi, gli chiedono l’ultimo regalo, quello che si ricorderà. La squadra giallorossa non vince in campionato dalla partita di Udine e ci sono voluti due round per quei tre punti, nel primo Romelu aveva anche segnato la rete del pareggio. Domani contro l’Atalanta, la Roma è chiamata a vincere per non buttare via tutti i sacrifici e Lukaku sarà al centro dell’attacco, anche se a breve dovrà salutare. Mourinho non lo toglieva mai dal campo, De Rossi fa la stessa cosa.