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Roma, attacco stellare alla prova del 9: De Rossi a un passo da un record storico

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Dall’arrivo di De Rossi, la Roma è diventata una macchina da gol. Ieri contro la Fiorentina (2-2), la formazione giallorossa ha ottenuto il pareggio all’ultimo respiro con Diego Llorente (95′) segnando nuovamente almeno 2 reti. Nelle 8 gare più recenti di Serie A, ovvero da quando DDR è alla guida della Roma, la squadra ha realizzato 22 gol: nessuno ha fatto meglio in campionato, segue l’Inter a quota 21. I calciatori andati a segno sono 10: Dybala (7), Pellegrini (4), Lukaku (2), Paredes (2), Huijsen (2), El Shaarawy (1), Azmoun (1), Aouar (1), Llorente (1) e Mancini (1).

Nei top 5 campionati, nel periodo, ovvero le ultime 8 gare del rispettivo torneo, solo l’Arsenal (33) ha effettuato più reti della Roma. Nella prossima gara di Serie A, in programma all’Olimpico domenica alle 18:00 contro il Sassuolo, De Rossi potrebbe raggiungere un record storico. L’attacco galattico dei giallorossi, però, dovrà superare la prova del 9. La Roma, infatti, ha realizzato almeno 2 gol nelle ultime 8 giornate di campionato e, se dovesse ripetersi, segnerebbe per la prima volta minimo 2 reti in 9 partite consecutive di Serie A (nella stessa edizione). In 97 anni non è mai accaduto. De Rossi potrebbe iniziare a entrare nella storia giallorossa anche nelle vesti da allenatore.

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Bologna, Zirkzee out 3/4 settimane: da valutare in vista della gara contro la Roma (COMUNICATO)

Il Bologna perde per circa un mese Joshua Zirkzee. Thiago Motta, infatti, al minuto 79 della sfida contro l’Inter, ha tolto dal campo il centravanti olandese per un problema fisico. Il classe 2001 ha ricevuto una lesione di primo grado del bicipite femorale sinistro e dovrà rimanere ai box per circa 3/4 settimane. Zirkzee, quindi, dovrebbe tornare per la gara in programma nel weekend del 20 aprile contro la Roma ma le sue condizioni saranno comunque da valutare. Di seguito la nota del Bologna.

”Sono ripresi oggi gli allenamenti dei rossoblù in preparazione alla partita Empoli-Bologna di venerdì 15 marzo alle 20,45: seduta di scarico per i titolari del Dall’Ara di sabato, allenamento fisico e partitella per gli altri. Gli esami cui è stato sottoposto questa mattina Joshua Zirkzee hanno evidenziato una lesione di primo grado del bicipite femorale sinistro, con tempi di recupero previsti di 3-4 settimane”.

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Fiorentina-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani: torna Angeliño. Chance per Bove e Zalewski

La Roma, stasera alle 20:45, andrà al Franchi per disputare la 28° giornata di Serie A contro la Fiorentina. De Rossi ha qualche dubbio di formazione: El Shaarawy e Zalewski si giocano una maglia da titolare, Bove insidia uno fra Cristante e Paredes. A sinistra torna Angelino mentre sulla fascia opposta Celik è favorito su Karsdorp. Di seguito le probabili formazioni.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI QUOTIDIANI

LA GAZZETTA DELLO SPORT: Svilar; Celik, Mancini, Ndicka, Angeliño; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, El Shaarawy.

IL TEMPO: Svilar; Celik, Mancini, Huijsen, Angeliño; Bove, Paredes, Pellegrini; Dybala, Zalewski; Lukaku.

IL MESSAGGERO: Svilar; Celik, Mancini, Ndicka, Angeliño; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, El Shaarawy.

IL CORRIERE DELLO SPORT: Svilar; Karsdorp, Mancini, Ndicka, Angeliño; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, El Shaarawy.

TUTTOSPORT: Svilar; Celik, Mancini, Ndicka, Angeliño; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, El Shaarawy.

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APPROFONDIMENTI

Fiorentina-Roma, pressing, possesso palla e pericolo Belotti: ecco la squadra di Italiano

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Domani alle 20:45, la Roma affronterà al Franchi la Fiorentina per la 28° giornata di Serie A. De Rossi, in settimana, è stato chiaro sull’obiettivo dei giallorossi: ‘Questi giocatori possono arrivare in Champions a prescindere dall’allenatore, questa squadra non deve arrivare sotto al quarto posto del campionato italiano”. Per tornare a giocare l’Europa più nobile, DDR dovrà dare continuità agli ottimi risultati raggiunti dal suo arrivo: 6 successi, una sconfitta e 20 gol fatti in campionato in appena 7 giornate.

L’ostacolo da superare, però, non è dei più semplici. La Fiorentina di Italiano, al Franchi, infatti, ha vinto 6 delle ultime 8 gare (1P, 1S) anche se in 3 delle 4 più recenti ha chiuso il primo tempo in svantaggio per 1-0. La formazione toscana, reduce da 4 gare senza sconfitte, nel 2024, in Serie A, ha avuto diverse battute d’arresto. La Viola ha ottenuto solo 2 successi nelle 9 gare di campionato disputate nell’anno solare raccogliendo altrettanti punti (3P, 4S). In aggiunta, la Fiorentina non vince contro un’avversaria che inizia la giornata nelle prime 5 posizioni, dallo scorso 8 ottobre contro il Napoli (3-1).

Fiorentina, pressing e dominio del gioco: ecco le armi di Italiano

La Fiorentina, dopo 2 anni in Conference League, sogna di accedere alla prossima edizione della Champions. I principi sui quali si basa Italiano per ottenere tale obiettivo si fondano su 2 elementi chiave: pressing alto e dominio del gioco tramite un elevato possesso palla.

La formazione toscana, infatti, è quella che ha registrato più recuperi offensivi in questa edizione della Serie A (247), quasi 100 più della Roma, che con 150, ha fatto peggio finora di qualsiasi altra squadra attualmente nella metà alta della classifica. In campionato, solo il Napoli (61,5%), mediamente, ha un possesso palla maggiore (57,3%) e nelle 39 partite stagionali in appena 7 occasioni ha mantenuto meno dominio del gioco rispetto all’avversario: Bologna (x3), Genk, Frosinone, Napoli e Monza (3V, 3P, 1S). La Fiorentina ama fraseggiare nella trequarti offensiva tant’è che, in Serie A, ha effettuato 955 passaggi nell’ultimo terzo di campo (2° nel torneo).

La Roma, quindi, dovrà essere brava a non farsi schiacciare dalla pressione della squadra di Italiano e alternare un’aggressione alta a un baricentro più basso per recuperare palla e ripartire immediatamente in verticale attaccando gli spazi ampi che derivano da un atteggiamento ostentatamente offensivo. La gara vinta 4-0 contro i Brighton può dare degli spunti.

Fiorentina-Roma: senza Beltran attenzione ai pericoli Belotti, Gonzalez, Bonaventura e Martinez Quarta

La Fiorentina, domani sera contro la Roma, non potrà affidarsi all’uomo copertina del momento: Lucas Beltrán. Il centravanti argentino, squalificato, infatti, è il calciatore viola che ha segnato di più nel 2024: 3 gol in 9 partite di Serie A. Alle spalle dell’ex River Plate, in campionato, nell’anno solare, hanno gonfiato la rete avversaria: Bonaventura, Nico Gonzalez, Belotti, Martinez Quarta, Ikoné, Barak, Mandragora e Nzola. Nessun calciatore a disposizione, nelle ultime 9 gare di Serie A, è riuscito a segnare più di un gol.

Malgrado numeri offensivi non esaltanti, la formazione di Italiano si affiderà alla voglia di riscatto di Andrea Belotti, grande ex della partita. Il Gallo è ancora di proprietà della Roma ma difficilmente rimarrà nella Capitale. I giallorossi, in tutte le competizioni, sono la squadra contro cui ha partecipato a più gol (12), al pari di Cagliari e Udinese: 6 reti e altrettanti assist.

Oltre a Belotti, la Roma dovrà fare attenzione alla qualità sopraffina di Nico Gonzalez (7 gol e 1 assist) e alla posizione tra le linee di Bonaventura (7 reti e 2 assist). Sui calci piazzati il pericolo maggiore rimane Martinez Quarta: difensore che ha segnato di più in Serie A (4). Italiano ha diverse frecce nel suo arco ma De Rossi saprà come contrattaccare. Domani alle 20:45, scopriremo chi vincerà una gara con sfondo Champions che si preannuncia entusiasmante. DDR vuole continuare a sorprendere.

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Roma-Lukaku, ora è amore

Dove l’istinto dice di andare, la testa ti dice di fermarti. Riflettere. Ragionare. E magari ridere pure. Romelu Lukaku lo ha imparato nel calcio e nella vita. Come riporta il Corriere dello Sport, Lo ha capito due sere fa, nella pancia dell’Olimpico, quando è scoppiato a ridere (di se stesso, in primis) alla domanda scontata, se l’aspettava, sul futuro. In mezzo, in tutti questi anni, poca testa, tanto istinto. Ma il tempo passa per tutti, anche per lui, e allora anche se l’istinto ti dice di andare, la testa ti dice di fermarsi. E ragionare.

La notizia, oltre a tutte le belle parole, è che Lukaku sta ragionando. Perché la tappa romana, nelle intenzioni, era quantomeno di passaggio: Big Rom vive a Casal Palocco, i figli fanno la spola con il Belgio, la casa è in affitto. Ha firmato in prestito secco per una stagione, dal primo luglio tornerà ad essere un giocatore del Chelsea con uno stipendio da oltre 10 milioni di euro e una clausola che vale quasi 4 volte tanto (37 milioni) necessaria per potersi liberare. Probabilmente non resterà a Londra, ma Lukaku vorrebbe restare ancora in Europa. E quindi perché no alla Roma?

La situazione è complicata perché Lukaku costa tanto, tra stipendio e cartellino, e a Trigoria devono, tra le altre cose, ridurre i costi. E pensare anche ad un eventuale rinnovo di Dybala. Ma se la Roma, con la coppa o il campionato, andasse in Champions, l’operazione sarebbe più sostenibile.

Tra Roma e Chelsea i rapporti sono buoni, c’è anche l’eventuale diritto di recompra di Abraham da discutere perché quando bisognava farlo, lo scorso giugno, Tammy si era appena operato al ginocchio. Se davvero la Roma vorrà provare a trattenere Lukaku bisognerà fare un’importante operazione diplomatica per convincere il Chelsea e se c’è uno che questo lo sa bene è proprio Big Rom.

Lukaku con la Roma ha giocato 35 partite segnando 18 gol, è un leader incontrastato e un ragazzo che nello spogliatoio si è fatto voler bene da subito. Con Mourinho aveva un rapporto d’oro, con De Rossi è stato feeling a prima vista, con la proprietà c’è stima reciproca. Basterà per restare? Non lo sa nessuno, in questo momento. Né lui e neppure il club. Ma quello che prima sembrava impossibile adesso è, quantomeno, una possibilità. Non lo dice l’istinto, lo dice la testa. E allora è giusto così. Fermarsi, ragionare. Valutare. In sintesi: essere intelligenti.

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Toccasana DDR: il futuro è già scritto

Contro i numeri è difficile minimizzare. Dieci partite alla Roma con sette vittorie e una qualificazione ottenuta ai rigori con il Feyenoord. Unica sconfitta? Contro l’Inter che ha sempre vinto nel 2024. Ventisei gol segnati, 2,6 a partita. In aggiunta, come riporta il Corriere dello Sport, certi giocatori sembravano rabbuiati se non annientati, ora sono trasformati: a parte il caso clamoroso di Pellegrini, la continuità di rendimento di Spinazzola, El Shaarawy, Svilar, adesso anche Celik, è il segnale di un meccanismo che funziona.

Per tutte queste ragioni è inevitabile che si parli di ciò che succederà domani, anche se lui preferirebbe rinviare il dibattito a tempi più calmi e nitidi. De Rossi è arrivato a gennaio in una situazione emergenziale e ha accettato un contratto firmato in bianco per amore (e ambizione). Per un milione lordo di investimento, i Friedkin si sono già garantiti ricavi superiori allo stipendio erogato al nuovo allenatore. E se dopo 5 anni torna la Champions a Roma i soldi diventeranno tantissimi. Ma il 30 giugno sia la Roma sia De Rossi saranno liberi di cercare altre soluzioni. Difficile che un grande club, se crede davvero in un’idea, aspetti fino all’ultimo per proporre il rinnovo. Anche perché il lavoro di DDR viene visto a Trigoria, sì, ma anche fuori.

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Verso la Roma: la sfida di Belotti. Tornano Bonaventura e Quarta

Per la Fiorentina inizia ufficialmente l’operazione Roma. Al termine della partita di Conference League con il Maccabi Haifa, Vincenzo Italiano ha annunciato il recupero di alcuni giocatori per la partita di domenica contro i giallorossi. Uno di questi è Martinez Quarta, che ormai si è lasciato alle spalle i calcoli renali ed è pronto a tornare tra i titolari. Così come torneranno anche Belotti, Sottil e Bonaventura.

La Fiorentina probabilmente adotterà ancora il 4-2-3-1 con in porta Terracciano, Kayode, Milenkovic, Quarta e Biraghi in difesa. Arthur e Duncan in mediana con Gonzalez, Bonaventura e Sottil alle Spalle di Belotti.

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C’è Karsdorp, Svilar convive con un fastidio alla coscia

Poco tempo a disposizione per la Roma per preparare la trasferta di Firenze di domani sera. I giallorossi, dopo la vittoria con il Brighton, sono tornati subito a lavoro. De Rossi, infatti, ieri ha svolto una seduta di scarico dividendo come di consueto il gruppo: palestra per chi è sceso in campo in Europa League e lavoro con il pallone per chi invece è rimasto in panchina. Dopo la rifinitura di mercoledì scorso, è tornato ad allenarsi con il resto della squadra Rick Karsdorp, di ritorno da un’infiammazione al ginocchio accusata all’Olimpico con il Feyenoord.

Nessuna preoccupazione, invece, per Svilar. L’estremo difensore, come svelato anche dal padre in un’intervista a “Informer.rs”, ha accusato un piccolo fastidio all’adduttore che tuttavia non desta particolari preoccupazioni a Trigoria. Il portiere, inoltre, sembrerebbe aver deciso di rinunciare alla nazionale serba per rappresentare il Belgio, paese per il quale ha giocato già nelle categorie minori, fino all’Under-21. La partenza per Firenze è in programma domani, con il club che arriverà nel capoluogo toscano con un volo diretto.

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Capello: ”Daniele è nato pronto e si è già meritato il rinnovo. Chiamiamolo Smart One”

Fabio Capello ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del rendimento attuale della Roma di De Rossi ”Nato pronto, da giocatore come da allenatore”. Di seguito le sue dichiarazioni.

Vede similitudini tra gli inizi del De Rossi giocatore e allenatore della Roma?
“Sì. Vi racconto un aneddoto. Agli inizi del Duemila, negli anni dopo lo scudetto, avevamo due giovani bravissimi a Roma: De Rossi e Aquilani. Alberto, tanto in Primavera quanto in allenamento, mi sembrava più avanti nonostante avesse un anno in meno di Daniele. Così in estate, durante la partita di Coppa Italia contro la Triestina, schierai prima Aquilani. A fine primo tempo testai De Rossi e Daniele entrò con una personalità pazzesca, senza paura, rovesciando le mie convinzioni”.

E alla fine?
“Al termine della partita dissi alla dirigenza: De Rossi non ha bisogno di fare esperienza in prestito, non si muove. Mentre ad Aquilani, pure lui poi protagonista di una bellissima carriera, fu utile un annata di rodaggio in Serie B con la Triestina. De Rossi in panchina mi trasmette le stesse sensazioni di allora: dopo la breve parentesi alla Spal, dove ha capito gli errori commessi, ha ereditato la Roma di Mourinho senza alcuna paura e dimostrando di saperci fare. Basta vedere i giallorossi e i risultati ottenuti per rendersene conto”.

L’aspetto che la sta impressionando di più del De Rossi tecnico?
“Ha capito in fretta i tanti problemi che c’erano e li ha risolti: dalla gestione della squadra alla motivazione dei singoli. Poi ha trasmesso fiducia e convinto i giocatori della propria forza. Daniele ha sfruttato l’iniziale calendario favorevole per entrare nella testa dei ragazzi. In campo, da giocatore, è sempre stato un allenatore. Un po’ come capita alla maggior parte dei centrocampisti, De Rossi anche in panchina vede il gioco, sa cambiare la partita, studia bene gli avversari…”.

C’è dell’altro?
“Sì, Daniele non parla soltanto di schemi. E senz’altro non ha la presunzione di De Zerbi, che l’altra sera ha giocato uomo contro uomo con Lukaku. De Rossi è umile, bravo e attentissimo nella comunicazione. E i giocatori, che leggono e ascoltano tutto tra giornali, telefonini, televisione e radio, si sono convinti di essere forti”.

Quindi i giocatori della Roma sono meglio di quanto sostenesse Mourinho?
“De Rossi ha spazzato via polemiche e tensioni. Paredes, El Shaarawy e Pellegrini sono rinati. Puntare su Svilar in porta è stata una scelta forte, che però sta ripagando. E questi sono soltanto alcuni esempi. A tutto questo aggiungetegli un pizzico di fortuna, sempre importante, e il ritorno al top dei migliori giocatori: da Dybala a Lukaku. Però…”.

Però…
“Visti i risultati della Roma, forse bisognerebbe tirare le orecchie a qualche giocatore che con Mourinho tirava dalla parte opposta. O semplicemente era venuto meno il feeling allenatore-squadra con Mou. De Rossi, anche grazie alla sua profonda conoscenza dell’ambiente Roma, è stato bravissimo a ristabilirlo in fretta. Lo dico con enorme rispetto per Mourinho. Stimo José e lo considero un tecnico che ha dato moltissimo al calcio mondiale”.

Se Mourinho è lo Special One, De Rossi si sta dimostrando un mago?
“No, Daniele è lo Smart One. La caratteristica principale di De Rossi è l’intelligenza. Era così da centrocampista e si sta dimostrando “smart” anche da allenatore”.

De Rossi ha fatto svoltare la Roma in una cinquantina di giorni: ma la scossa quanto potrà durare?
“La Roma è partita in ritardo. Ma adesso si è infilata e può essere pericolosa per tutti nel finale di stagione. Tanto in Italia per la lotta Champions quanto in Europa League. Daniele si è fatto trovare pronto, ha sfruttato un’occasione affascinante ma tutt’altro che semplice visto l’amore dei tifosi per Mourinho. E adesso, visto l’impatto e i risultati, non rinnovargli subito il contratto oltre il termine del campionato non sarebbe intelligente da parte della proprietà. Daniele merita il prolungamento”.

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Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”Svilar? Portiere titolare per la prossima stagione. A Firenze firmerei per un pareggio”

Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Ho la sensazione che i Friedkin facciano un regalo alla Roma: stanno operando molto bene.

Sul Brighton. La fase difensiva della squadra di De Zerbi è stata imbarazzante: sul secondo gol Dunk commette un errore incredibile.

De Rossi? Partita studiata in maniera perfetta ha indovinato tutto: la verticalizzazione di Paredes con la difesa larga è stata una magia. Anche Svilar ha fatto buoni interventi: non ho più dubbi su di lui, la Roma ha trovato il portiere per la prossima stagione.

Lukaku? Deve migliorare nei colpi testa, a Roma, la sua versione migliore ancora non si è vista: le progressioni che lo hanno contraddistinto in passato non le ha messe in pratica.

Fiorentina? Ci sarà una bolgia allo stadio. Ieri ha fatto un primo tempo molto brutto poi con i cambi ha raddrizzato il risultato finale. É una squadra con qualità, firmerei per un pareggio.