Il Ct dell’Italia Roberto Mancini, a margine della presentazione del progetti ”Valori in rete”, ha parlato delle 3 squadre italiane finaliste in Europa.
“Sono contento per le tre italiane, ma avrei preferito che le date delle finali fossero diverse, così da dare alla Nazionale, che si prepara a giocare due gare importanti in Nations League, la possibilità di preparare le partite con qualche giorno di lavoro in più”.
Mancini ha continuato: “Avremmo avuto bisogno di un po’ più di aiuto da parte di tutti, ma soprattutto le date sono completamente sballate”.
Sulle finali di Roma e Fiorentina ha concluso:
“Roma-Siviglia sarà una gara molto aperta, si affronteranno due squadre forti. Stesso discorso per Fiorentina-West Ham. Le squadre italiane possono puntare a tre vittorie, ma ovviamente non sarà semplice”.
L’AIA ha comunicato le designazioni ufficiali per la 37° giornata di Serie A. La Roma affronterà la Fiorentina e la gara sarà arbitrata da Ayroldi. Gli assistenti saranno Peretti e Lombardo, IV uomo Manganiello. Al Var ci sarà Maresca mentre l’AVAR sarà affidato a Piccinini. Un solo precedente per il direttore di gara con i giallorossi: Sassuolo-Roma 1-1 prima della sosta Mondiale.
Si avvicina la finale di Europa League tra Roma e Siviglia. Giovedì a Trigoria ci sarà l’UEFA Media Day.
La seduta di allenamento (ore 11) dei giallorossi sarà aperta alla stampa e durante la giornata (intorno alle 12) sono previste alcune interviste ai calciatori in mixed zone.
Alle 13 Mourinho parlerà in conferenza stampa. Retesport seguirà live l’evento e terrà aggiornati tutti i romanisti in diretta con collegamenti già dalle 11.00 in diretta dal centro sportivo giallorosso.
La Joya punta la finale di Budapest. Come riporta l’ANSA, Paulo Dybala, nonostante i due giorni di riposo concessi da Mourinho, oggi si è presentato a Trigoria per allenarsi e svolgere delle terapie alla caviglia propedeutiche allo smaltimento del dolore che non gli ha consentito di essere in panchina contro la Salernitana.
L’attaccante argentino farà lo stesso domani, poiché, ha iniziato una nuova terapia per recuperare il prima possibile. Questo perché quando sembrava che la condizione stesse per migliorare il dolore alla caviglia si è riacutizzato nel corso della rifinitura di domenica. È quasi impossibile che la Joya possa recuperare per la gara contro la Fiorentina.
L’ex capitano della Roma, Francesco Totti, a margine di un evento svoltosi a Termini, ha parlato della squadra di Josè Mourinho, della finale di Coppa Italia e della corsa alla Champions League. Di seguito le sue parole.
Sulla finale di Coppa Italia: “La favorita non c’è, è difficile trovarla in finale, in una partita secca dove può succedere di tutto. Tra le due partirà avanti l’Inter, ma sarei felice se la vincesse la Fiorentina. Magari l’Inter si rifarebbe in Champions. Sarebbe bello”
Riguardo la corsa per un posto in Champions League: “Dopo la sentenza di ieri sera è cambiato un po’ tutto lo scenario, si riapre tutto il discorso Champions e adesso nelle ultime due giornate di campionato vedremo chi riuscirà a raggiungere questo prestigioso traguardo”.
Sulla finale di Europa League: “Vincere l’Europa League può avere un peso sul futuro alla Roma di Mourinho? Vincendo il trofeo hai un’altra mentalità, un altro approccio con chiunque. Certo, rimane sempre Mourinho anche se dovesse perdere, ma vincendo avrebbe delle prospettive future diverse”.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma non va oltre il pareggio (2-2) contro la Salernitana. I giallorossi frenano nuovamente in campionato e alla 36° giornata si trovano sesti in classifica a 60 punti (+1 rispetto alla scorsa stagione). La penalizzazione di 10 punti comminata alla Juventus ha consentito agli uomini di Mourinho di superare i bianconeri ma la lunga striscia senza vittorie in Serie A (6) ha chiuso il sipario alla possibilità di centrare la Champions attraverso il campionato. La Roma, infatti, è a 4 lunghezze dal Milan quarto e mancano solo 2 giornate alla fine del torneo. Mourinho, dopo il pareggio contro la Salernitana, si è espresso in maniera chiara sull’argomento ”La Champions con 7 milioni di euro spesi sul mercato non è storia e non è neanche un miracolo, ma è Gesù Cristo che è arrivato a Roma ed è andato a fare una passeggiata in Vaticano”.
Il percorso europeo ha inciso sul rendimento poco brillante dei giallorossi in campionato. La formazione di Mou, infatti, dopo aver superato il girone, nelle otto gare successive al match del giovedì, ha ottenuto: 4 sconfitte, 2 pareggi e altrettante vittorie. Arrivare in finale di Europa League toglie energie solo alla Roma? Partendo dalla stagione 2010-2011, i numeri dicono di no.
Roma, fatiche di coppa: dal 2010-2011, il 54% delle finaliste di Europa League non hanno raggiunto la Champions in campionato
Le fatiche di coppa incidono sul rendimento in campionato. Dalla stagione 2010-2011, ben 24 squadre hanno avuto il privilegio di giocare una finale di Europa League. Nel 54% dei casi le formazioni scese in campo non hanno raggiunto l’accesso alla Champions League attraverso il campionato. La percentuale sale al 57% considerando le finaliste di questa stagione. Sia Roma (6°) che Siviglia (9°), infatti, molto probabilmente non potranno contare sul percorso nel massimo torneo locale per disputare la coppa dalle grandi orecchie la prossima stagione. Numeri alla mano, quindi, il rendimento dei giallorossi in Serie A non è anomalo.
Le ultime due squadre che hanno vinto l’Europa League hanno faticato a tenere una competitività elevata anche nel rispettivo campionato. L’EintrachtFrancoforte, infatti, la scorsa stagione è arrivato 11° in Bundesliga mentre nel 2020-2021 il Villareal si posizionò al 7° posto in Liga. In precedenza anche altre finaliste di Europa League risentirono del percorso effettuato: Arsenal (5°, 2018-19), Marsiglia (4°, 2017-18), Manchester United (6°, 2016-17), Siviglia (7°, 2015-16, ), Liverpool (8°, 2015-16), Siviglia (5°, 2014-15), Siviglia (5°, 2013-14), Atletico Madrid (5°, 2011-12) e Athletic Bilbao (10°, 2011-12).
Per la storia della Roma l’anomalia non è essere sesti in classifica ma avere l’opportunità di vincere due coppe europee consecutive. Mou lo sa e spera di far alzare per la prima volta l’Europa League alla società giallorossa. Nell’ultima occasione in cui lo Special One vinse l’ex Coppa Uefa, il Feyenoord divenne campione di Olanda. Qualche giorno fa la squadra di Slot è tornata a vincere il campionato. Chissà se il finale sarà lo stesso…
15.4.2021 Europa League : Roma vs Ajax Nella foto: Arbitro dopo il Var annulla il gol
(Foto Gino Mancini)
Siviglia–Roma sarà diretta da Anthony Taylor. La Uefa ha comunicato la squadra arbitrale: il fischietto inglese sarà assistito dai connazionali Gary Beswick e Adam Nunn, mentre Michael Oliver sarà il quarto uomo. Il Var sarà affidato a Stuart Atwell, coadiuvato da Christopher Kavanagh e Bastian Dankert. Taylor arbitrerà per la prima volta una finale di Europa League (31 maggio, ore 21:00). Non sarà un esordio stagionale con la Roma: infatti il fischietto inglese ha diretto la sfida vinta 4-1 dai giallorossi contro il Feyenoord.
La Roma alle 18:30 affronterà la Salernitana per la 36° giornata di campionato. Come riporta Sky Sport, Wijnaldum, Smalling ed El Shaarawy vanno verso una maglia da titolare. Dal primo minuto, in mezzo al campo, dovrebbero partire Bove e Camara mentre uno tra Solbakken e Dybala affiancherà Andrea Belotti.
PROBABILE FORMAZIONE ROMA (3-5-2): Svilar; Mancini, Smalling, Ibanez; Missori, Camara, Bove, Wijnaldum, El Shaarawy; Solbakken, Belotti
Certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano. Non è proprio così per i due ex che ora militano nel Siviglia: Lamela e Monchi. Soprattutto per quest’ultimo poiché l’argentino invece ha lasciato ottimi ricordi nella Capitale. L’ex direttore sportivo giallorosso in Spagna è rinato e la scelta di Mendilibar sta pagando.
Come scrive il Messaggero, quella del tecnico spagnolo è la storia di un combattente della vita, un biscagliano di 61 anni, arruolato dal Siviglia il 21 marzo con la squadra ai limiti della zona retrocessione e ora, bastonati Manchester United e Juventus, approdata alla settima finale di Europa League del club andaluso, bilancio sei successi su sei. José Luis Mendilibar è un ex Eibar, Alaves, Levante, Osasuna, Valladolid, Athletic, Lanzarote. Ci sono oltre 500 panchine nella biografia del tecnico spagnolo, ma è nelle ultime dodici che è diventato protagonista: otto vittorie, tre successi e un ko con i “figaro”, risaliti in Liga e ora lanciati verso l’ultimo atto di EL a Budapest, contro la Roma.
Saranno 15.334 i tifosi al seguito. Il presidente José Castro ha promesso ai 5 mila che usufruiranno dei charter organizzati dal club un bonus di 200 euro a testa: 1 milione di contributo. Castro ha già alzato la voce: «In EL giocano gli squadroni, ma poi vince sempre il Siviglia. Noi non ci arrendiamo mai». Mendilibar è una scelta di Monchi, il grande ex insieme a Erik Lamela, firma del successo sulla Juve. Monchi a Roma ha combinato disastri – l’operazione Pastore bruciò l’incasso della vendita di Alisson, fallimentare anche l’operazione Nzonzi -, ma a Siviglia è tornato in alto.
Mindilibar è il terzo manager stagionale dei “figaro”, dopo Lopetegui e Sanpaoli. Ha una visione moderna del calcio, pratica il 4-2-3-1 e andò un giorno a studiare Mourinho al Real: «José è un vincitore nato, capace di restare al top anche cambiando diverse squadre». Il suo contratto scade il 30 giugno, ma si è già guadagnato la conferma. Budapest sarà una rimpatriata allargata: Suso (Milan) e Gomez (Atalanta) sono vecchie conoscenze. L’ex Barcellona Rakitic (35 anni), l’ex Manchester City Navas (37, capi- tano) e il brasiliano Fernando (35) sono le querce del Siviglia, ma la pedina decisiva per la risalita è stato il francese Badé, acquistato a gennaio: ha sistemato la difesa. Un mix giovani e anziani: cocktail pericoloso.
Se gli dei del calcio non lo avessero voluto presto a giocare nei loro giardini celesti, scrive La Gazzetta Dello Sport, saremmo pronti a scommettere che Ferenc Puskas – ormai novantaseienne – si sarebbe divertito nel vedere Paulo Dybala a Budapest nello stadio a lui intitolato. Storie di fuoriclasse mancini e di tiri mancini, come quelli che la sorte stava giocando all’attaccante argentino, privandolo di una nuova possibilità di giocare una finale di club europea, visto che finora – con la maglia della Juventus – le ha sempre perse.
Dopo la grande esultanza nello spogliatoio dello stadio di Leverkusen – adesso c’è un piano per portare al massimo della condizione la stella della Roma. A cominciare dalla partita di lunedì contro la Salernitana, infatti, l’intenzione di Mou è quella di far giocare Dybala – possibilmente titolare – così come nel match successivo contro la Fiorentina. Lo scopo è chiaro: accumulare minuti nelle gambe per presentarsi al meglio alla sfida del 31 maggio con gli spagnoli.
Il fatto che l’attaccante argentino abbia dovuto saltare quattordici partite sulle cinquanta complessive, e sulle 36 disputate abbia giocato una media di 65 minuti a gara, lo fa sentire ancora in debito con un tifo che non ha avuto bisogno della finale di Budapest per impazzire di entusiasmo. D’altronde, nonostante tutto, la Joya ha segnato sedici gol e fornito sette assist. Quanto basta per provare a onorare le sue antiche promesse di vincere un trofeo e portare la Roma in Champions League.