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Con il miglior Dybala la Roma può arrivare in Champions League? I numeri dicono di sì

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca e Francesco Oddo Casano) – La Roma vince 2-0 contro la Fiorentina grazie alla doppietta di Paulo Dybala. Abraham ha servito due assist preziosi alla Joya che ha siglato il nono e il decimo gol stagionale (7 in Serie A, 2 in Europa League e 1 in Coppa Italia). L’attaccante inglese spera che il 21 giallorosso gli restituisca il favore: ”Ora Dybala mi deve due gol, di solito è più abituato a mandare lui gli altri in porta ma ora vedo che so fare anche gli assist. Questa sintonia ci porterà a qualcosa di grande, stiamo imparando a conoscerci’‘. Dybala con il suo mancino: illumina, incanta, affascina, entusiasma. Basta avere la miglior Joya per centrare la Champions League? I numeri dicono di sì.

Ascolta qui la clip audio con le parole di Mourinho

Dybala è la chiave per aprire la porta della Champions: 27 punti in 12 gare con la Joya in campo

Foto Fraioli

Mourinho ha eletto Dybala a leader tecnico e professionale: È un ragazzo speciale. Dopo il Mondiale mi aveva chiesto di tornare il primo gennaio, ma io gli ho detto che senza di lui difficilmente avremmo vinto con il Bologna e che lo rivolevo per il 29 dicembre. E allora lui mi ha chiamato il 27 per dirmi che sarebbe tornato a Trigoria il giorno dopo. Questo è Paulo”.

L’attaccante argentino, in Serie A, ha disputato 12 partite e il rendimento della Roma ha rispecchiato le qualità della Joya (27 punti, media 2,25). Proiettando tale media alle 38 gare di campionato, i giallorossi raccoglierebbero 85 o 86 punti. Champions assicurata. Dybala, quando è sceso in campo, in Serie A, ha firmato più della metà delle reti della Roma: i giallorossi hanno realizzato 17 gol e l’argentino ne ha siglate 7 insieme a 2 assist e 2 rigori procurati (uno solo convertito in gol). Analizzando le statistiche, in 10 reti su 17 c’è lo zampino della Joya (58,8%). Se consideriamo che il gol di Matic contro il Torino nasce da una ribattuta scaturita dalla traversa colpita dall’attaccante argentino, la percentuale sale al 64,7%.

Numeri alla mano, la Roma con Dybala dall’inizio comincia la gara con un gol di vantaggio. La Joya, infatti, in Serie A, ha giocato 853 minuti e ogni 85 (7 gol, 2 assist e un rigore procurato) ha contribuito ad una rete dei giallorossi. In aggiunta, la Roma con Dybala in campo non ha mai perso uno scontro diretto: 1 vittoria e 2 pareggi (Juventus 1-1 , Inter 1-2 e Milan 2-2).

Mourinho, quindi, ha la chiave per aprire la porta della Champions League ma dovrà custodirla con cura poiché è fragile quanto fondamentale.

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Cristante raggiunge 200 presenze con la maglia della Roma: ”É un onore e un privilegio”

Cristante ha raggiunto il traguardo delle 200 presenze con la maglia della Roma. Il centrocampista giallorosso ci ha tenuto a ricordare tale record con un post su Instagram: ”È un onore e un privilegio aver raggiunto il traguardo delle 200 presenze con la maglia della Roma”????????

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APPROFONDIMENTI

Nel 2023 la Roma è un monolite: 3 clean sheet come nelle precedenti 18 partite

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma vince e non subisce gol. I giallorossi, infatti, ieri sera allo stadio Olimpico si sono imposti 2-0 (Dybala 40′, 82′) sulla Fiorentina (in 10 dal 24′) senza rischiare nulla. La squadra di Mourinho ha gestito la gara lasciando il pallino del gioco alla Viola che non è riuscita a trovare il bandolo della matassa. Il tecnico portoghese è soddisfatto della compattezza della squadra ma vorrebbe vedere i suoi calciatori avere più qualità e personalità in fase di possesso palla: ”Noi abbiamo difeso bene, siamo stati sempre in controllo. Non abbiamo avuto situazioni difficili da gestire. Mi piacerebbe più qualità, più gente con voglia di giocare palla”.

La Roma ha chiuso la porta: 3 clean sheet in 4 partite

18.12.2021 Atalanta vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Smalling (Foto Gino Mancini)

I dati premiano la Roma: i giallorossi, in Serie A, sono la squadra che concede meno gol attesi agli avversari (12,15) e nel 2023 hanno mantenuto la porta inviolata 3 volte in 4 gare. La crescita difensiva è testimoniata dai numeri: per trovare la stessa quantità di clean sheet (3) bisogna tornare sino al 30 agosto (Roma-Monza 3-0). I giallorossi, infatti, nelle precedenti 18 gare hanno mantenuto la porta inviolata solo in 3 occasioni.

La Roma sembra essere tornata un monolite e se Paulo Dybala continua a impreziosire le gare con il suo mancino sopraffino, che ti pietrifica e ti affascina allo stesso tempo (come lo sguardo di Medusa e il canto delle sirene), i giallorossi possono sognare di scalare diversi posti in classifica. La seconda posizione dista solo 4 punti e il calendario della Roma, fino al 28 febbraio, non è proibitivo: Spezia (t), Napoli (t), Empoli (c), Lecce (t), Verona (c) e Cremonese (t).

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Roma a caccia di gol: Abraham ritrovato, tabù da spezzare contro la Fiorentina

Dalla Fiorentina alla Fiorentina sono passati 511 giorni, ma per certi versi – calcisticamente parlando – anche una vita intera. Come riporta La Gazzetta dello Sport, il 22 agosto 2021, infatti, la Roma di Mourinho faceva il suo “vernissage” in campionato all’Olimpico contro i viola, che oggi saranno di nuovo gli avversari chiamati ad ostacolare la rincorsa giallorossa alla zona Champions.

Ma che cosa è successo in questi quasi diciassette mesi di passione? Tanto, e più nel bene che nel male. Innanzitutto la Roma è tornata a vincere un trofeo, cosa che mancava dal 2008.

La Conference League, per i tifosi, è servita a lenire il mancato approdo in zona Champions, tant’è vero che la passione si è risvegliata fino ad arrivare a quella serie di “sold out” consecutivi dell’Olimpico che i “soli” 60.000 di mercoledì scorso in Coppa ha interrotto per modo di dire, visto che anche stasera lo stadio sarà esaurito.

“Sarà una gara difficilissima”, dice il tecnico viola Italiano. Proprio contro la Fiorentina, un anno e mezzo fa, a indirizzare il match fu Abraham, procurando l’espulsione del portiere Dragowski che indirizzò la partita. Ora però Tammy non segna in campionato all’Olimpico dal marzo scorso, quando aveva realizzato una doppietta alla Lazio.

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Arriva Friedkin: la Roma ha bisogno di una vera svolta

Arriva Dan Friedkin. La coincidenza temporale è significativa, perché capita nel momento più teso della gestione Mourinho. Come riporta il Corriere dello Sport, Il viaggio del presidente, che comunque era rappresentato in Italia dal figlio Ryan, può essere propedeutico a un colloquio chiarificatore con l’allenatore. O con l’allenatore e il direttore sportivo insieme.

Stasera Friedkin senior sarà in tribuna per Roma-Fiorentina, sperando in una vittoria che possa avvicinare la squadra all’alta classifica. Ma una partita altrettanto importante si gioca dietro alle quinte. Non c’è più tempo da perdere, tanto più con il mercato aperto. Perché il dualismo interno tra le due figure è diventato evidente e rischia di penalizzare la Roma. Neppure Tiago Pinto ormai fa niente per nascondere l’irritazione della società, più o meno ufficialmente. Ma l’ultima uscita pubblica di Mourinho, che è tornato in sala stampa dopo due mesi di silenzio a margine della partita di Coppa Italia contro il Genoa, ha esasperato la distanza ideologica e accelerato i battiti del confronto.

Intanto Mourinho ha ammesso di essere stato chiamato dal Portogallo, che lo considerava “l’unica scelta” per la panchina. Non ha accettato l’offerta perché non voleva lasciare la Roma. Avrebbe valutato semmai il doppio incarico, che però ai Friedkin non andava bene e nemmeno ai portoghesi piaceva troppo. Ma parlando apertamente della proposta ricevuta, ha rimarcato la sua appetibilità internazionale. Come a dire, oggi non mi muovo domani chissà.

Il riferimento a Vincent Candela infine è parso un altro messaggio alla società: un “dipendente” può criticare in uno studio televisivo un giocatore della Roma, Zaniolo, senza che la Roma faccia nulla? Non è pensabile che Mourinho volesse liberarsi di Candela, un ex calciatore al quale i tifosi vogliono bene e che non ha un peso tale da condizionare gli umori dell’ambiente. C’era di più dietro al suo sfogo.

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Roma-Fiorentina, le probabili formazioni dei quotidiani: confermati i Fab Four

La Roma si prepara a tornare in campo. I giallorossi alle 20:45 ospiteranno allo stadio Olimpico la Fiorentina di Italiano. Pochi dubbi di formazione per Mourinho che punta forte sui Fab Four. Kumbulla favorito su Vina, Bove potrebbe sostituire Pellegrini nel caso non dovesse dare certezze fisiche a Mourinho.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI QUOTIDIANI


LA GAZZETTA DELLO SPORT (3-4-2-1)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Celik, Cristante, Pellegrini, Zalewski; Dybala, Zaniolo; Abraham.

CORRIERE DELLO SPORT (3-4-1-2)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Celik, Cristante, Pellegrini, Zalewski; Dybala; Zaniolo, Abraham.

IL MESSAGGERO (3-4-2-1)
Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Celik, Cristante, Pellegrini, Zalewski; Dybala, Zaniolo; Abraham.

TUTTOSPORT (3-4-2-1)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Celik, Cristante, Pellegrini, Zalewski; Dybala, Zaniolo; Abraham.

IL TEMPO (3-4-1-2)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Celik, Cristante, Bove, Zalewski; Dybala; Zaniolo, Abraham.

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Smalling c’è, il rinnovo ancora no

Le cifre ancora non quadrano nel rinnovo di Smalling: dopo l’incontro di giovedì tra la Roma e il suo agente, il difensore sta considerando l’offerta del prolungamento ma spera che il club possa soddisfare le sue richieste economiche. Come riporta il Corriere dello Sport, il club ha presentato un’offerta biennale ma a cifre più basse rispetto ai 3,5 milioni netti all’anno che prende attualmente.

La richiesta del procuratore dell’inglese è più alta: un triennale a quelle cifre, oppure un biennale con un ingaggio simile a quello attuale. Presto ci sarà un nuovo aggiornamento tra le parti, la volontà del giocatore è restare nella capitale.

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Roma Dybala dipendente: ormai Mourinho non può più fare a meno del fattore Joya

Entra Dybala e accende la Roma. Come riporta Il Tempo, Nella notte dell’omaggio di Bruno Conti e capitan Pellegrini per il titolo mondiale, la Joya illumina ancora una volta l’Olimpico. Contro il Genoa le scelte iniziali di Mourinho, comprensibili visti gli impegni ravvicinati d’inizio anno, non prevedevano l’impiego dell’argentino. Il tecnico portoghese si è affidato al ritrovato Abraham e alla speranza di uno Zaniolo diverso da quello visto sin qui. La squadra gira bene, tiene il controllo della partita ma chiude il primo tempo senza riuscire a sbloccare il punteggio. Nel frattempo, in quella che nella testa di Mou era una staffetta programmata, Pellegrini sente fastidio alla coscia, e all’intervallo in campo rientra proprio il numero 21 al suo posto.

Si respira subito quel “profumo” (Special One docet) diverso, emanato dal talento sopra la media dell’attaccante giallorosso. Dopo pochi minuti impegna Martinez con una conclusione dal limite dopo una splendida serpentina, e, a metà ripresa, decide partita e qualificazione con un gol dei suoi.

Che la Roma sia dipendente da Dybala è un fatto assodato e, se vogliamo, inevitabile. I grandi campioni hanno il DNA da trascinatori, sono decisivi per natura, e affidarsi a loro, più che una colpa, è un obbligo. Probabilmente da troppo tempo a Roma non si ammiravano gesti simili.

Un contributo, quello dell’argentino, del quale la Roma di questa stagione non può assolutamente fare a meno, in termini di numeri e di leadership tecnica. Il primo gol su azione del 2023 giallorosso porta proprio la firma di Paulo Dybala, così come l’ultimo, risalente alla gara prima della sosta invernale, seppur non realizzato da lui, ma da Matic dopo una traversa clamorosa colpita proprio dalla Joya.

Nonostante le nove gare saltate (tra campionato ed Europa League), Dybala guida per distacco la classifica dei marcatori giallorossi con 8 gol in 15 partite, seguono Abraham e Pellegrini a quota 5. Altro aspetto determinante è rappresentato dalla media punti in campionato degli uomini di Mourinho: che dai 2,3 punti con l’argentino in campo da titolare è scesa a 1,1 nelle restanti uscite.

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Roma e Mourinho, sale la tensione. Pellegrini ok, pronto per la Fiorentina

Ha scelto di nuovo la via del silenzio, José Mourinho, alla vigilia della gara contro la Fiorentina che si giocherà all’Olimpico (di nuovo tutto esaurito) di domani sera. Come riporta il Corriere della Sera, le parole pronunciate nel post partita di Coppa Italia contro il Genoa, arrivate dopo circa due mesi dall’ultima conferenza, hanno creato delle polemiche su vari fronti.

Quello per certi versi più preoccupante riguarda il suo futuro e il rapporto con Tiago Pinto, che recentemente ha dichiarato che la Roma ha una rosa per andare in Champions, e la società. “Al direttore non rispondo, lui fa il direttore e io l’allenatore”. E poi: “Voglio ringraziare il presidente della federazione portoghese, che mi ha detto di essere l’unica scelta. A nessuno deve importare se sono contento o meno, perché io darò sempre il massimo“.

Infine la polemica con Vincent Candela, il quale che nella stessa serata di giovedì ha chiarito con un post sui social: “Non credo che la gente abbia fischiato Zaniolo per le mie dichiarazioni (come aveva lasciato intendere Mou). Mi dispiacerebbe tanto perché chi mi conosce sa che a volte, quando me lo chiedono, posso dire la mia sulla Roma, però sempre con grande rispetto e amore per società, squadra, allenatore e popolo romanista. Non volevo fare polemica, non mi appartiene”. Mourinho non perderà Pellegrini, uscito contro il Genoa per un affaticamento al flessore: gli esami hanno escluso lesioni e il capitano sarà a disposizione.

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Zaniolo la crisi continua: nervoso e deludente Nicolò deve crescere e recuperare la Roma

Se tanto mi dà tanto, domani sera Nicolò Zaniolo sarà ancora titolare, stavolta contro la Fiorentina. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, un po’ perché è uno dei giocatori più forti della Roma e un po’ perché dopo averlo difeso così a spada tratta contro il Genoa, José Mourinho difficilmente lo lascerà fuori dal via.

Il punto, però, in questo momento è un altro: che Zaniolo vedremo? Al di là dei (presunti) fischi dell’Olimpico e delle critiche (anche soft) di Vincent Candela, la verità è che Zaniolo è ripartito esattamente da dove aveva finito. E, cioè, da delle prestazioni ancora sottotono, ovviamente se paragonate al suo valore ed al suo immenso potenziale. Anche contro il Genoa non gli è riuscito quasi nulla di ciò che è nelle sue corde e questo – insieme forse ad altro – gli mette addosso un nervosismo assai evidente.

Il problema vero, però, è capire quando sarà possibile rivedere il vero Zaniolo. La Roma, che prima di mettersi a tavolino per il rinnovo del contratto vuole rivederlo a certi livelli. Già, il contratto. Zaniolo lo aspetta da quasi un anno, quello attuale scade nel 2024 e ogni mese che passa per la Roma diminuisce il suo potere contrattuale.

Oggi Nicolò guadagna circa 2,6 milioni (bonus inclusi), va a caccia di un accordo da 4 milioni a stagione, anche in considerazione del fatto che a Trigoria quest’anno hanno già rinnovato il contratto a Mancini a 3,5 milioni a stagione (e hanno confezionato quello di Cristante alle stesse cifre).

Zaniolo non si sente inferiore ai suoi compagni, sa che il tempo è dalla sua parte, che il diminuire dei mesi del contratto attuale lo aiuta. Qualcuno pensa però che il suo nervosismo dipenda invece anche da questo, dal fatto di non sentirsi considerato abbastanza.