Il centrocampista ha pubblicato le immagini su Instagram: “Dopo cinque anni tornare a casa e riabbracciare mia madre è la cosa più bella che potessi vivere. Grazie a tutti per le preghiere per me”
Il centrocampista ha pubblicato le immagini su Instagram: “Dopo cinque anni tornare a casa e riabbracciare mia madre è la cosa più bella che potessi vivere. Grazie a tutti per le preghiere per me”
Consueto approfondimento mattutino della redazione di Rete Sport su Euro2020: le ultime dal ritiro azzurro in vista del match di questa sera contro la Svizzera, le curiosità statistiche su Xhaka e le altre gare di giornata
I pensieri di opinionisti e speakers di Rete Sport raccolti oggi nel corso del palinsesto:
JURIC: “Un annuncio domani? Io me lo aspetto. Da questa nuova proprietà mi aspetto qualcosa. C’è anche solo la gioia di pensare che qualcosa possa succedere, prima invece mancava del tutto. Io che accada qualcosa domani ci credo…”
PIACENTINI: “Gollini? Non mi è mai piaciuto, è un mezzo portiere. A questo punto mi tengo Pau Lopez”
PUGLIESE: “La Roma ha necessità di acquistare un difensore dominante. Smalling? Ha un problema al ginocchio che lo ha limitato quest’anno e che rischia di fermarlo ancora nella prossima stagione. Se dovesse arrivare un’offerta allettante può partire”
MAGNI: “Se Smalling sta bene, per la Roma secondo me è difficile prenderne uno più forte di lui. Per me Smalling in condizione è tra i 15-20 difensori centrali più forti del mondo”
PETRUZZI: “Le priorità del mercato della Roma dovrebbero essere il portiere, il difensore centrale – soprattutto se va via Smalling – il centravanti e infine un mediano come Xhaka”
Chris Smalling dopo l’ultima stagione molto travagliata potrebbe lasciare la Roma. Come riferisce Sky Sport nei giorni scorsi l’Everton si è informato sul centrale inglese e per Mourinho – che vuole un centrale con altre caratteristiche – non è un intoccabile. Possibile che la società valuti una eventuale proposta del club inglese.
Prende forma la Roma di Mourinho. L’allenatore è pronto a tuffarsi nella nuova avventura, tutto comincerà ufficialmente ai primi di luglio. Il nuovo tecnico sarà presentato pochi giorni prima dell’inizio del raduno, fissato per il 6 luglio. Il portoghese non può lasciare l’Inghilterra anche per motivi fiscali prima della fine di giugno. La sua presentazione dovrebbe avvenire tra il 2 e il 5 luglio, con data e sede ancora da stabilire, ma potrebbe anche essere semplicemente Trigoria.
Come scrive il Corriere dello Sport, il 6 e 7 luglio i giocatori si sottoporranno ai test atletici, poi comincerà la prima parte della preparazione presso il centro sportivo di Trigoria. Dopo la prima fase la Roma si trasferirà all’estero. La sede non è stata ancora individuata ma Tiago Pinto sta trattando con diversi organizzatori. Si stanno valutando località in Austria, tra cui anche Bad Waltersdorf, dove la Roma è stata qualche anno fa. Il ritiro all’estero durerà una settimana, massimo dieci giorni e in questo periodo si disputeranno tre partite amichevoli, con avversari da definire. Tra le richieste di Mourinho una struttura alberghiera eccellente, campi perfetti e che permettano alla squadra di essere isolata dall’esterno. Da valutare anche località in Svizzera, Francia e Germania.
Ulteriore aggiornamento arriva dal quotidiano il Tempo, secondo il quale nei giorni scorsi la Roma avrebbe realizzato un sopralluogo anche in Portogallo per sostenere una parte del ritiro all’estero.
Rui Patricio l’opzione d’esperienza, ma l’offerta giallorossa – 6 milioni più bonus per il momento è stata respinta dal Wolverhampton. Ecco perchè per blindare i pali giallorossi, Tiago Pinto nelle scorse ore è tornato a bussare all’Atalanta. Come riferiscono diversi quotidiani questa mattina, la Roma ha messo sul piatto 15 milioni, ma i bergamaschi ne vogliono almeno una ventina. Con bonus e pagamento rateizzato in tre anni ci si potrebbe venire incontro.
Fronte Atalanta filtra che il giocatore accetterebbe senza problemi il trasferimento, i rapporti con Gasperini si sono deteriorati e i nerazzurri puntano su Musso od Ospina. Ad alzare il pressing su Gollini ci sono anche tre amici, ovvero Mancini, Cristante e Spinazzola, tutti ex Atalanta e grandi amici del portiere. Al momento la Roma si tiene le mani libere, perché Rui Patricio a 33 anni rappresenta un usato sicuro, ma si studiano profili più giovani.
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha preso parte, come ospite, al Passepartout Festival. Un’intervista – ripresa da ilnapolista.it a tutto tondo, dal cinema alla politica fino ad arrivare al calcio. «Sono riuscito a smascherare Blatter quando stava alla Fifa, Platini quando era alla Uefa. Adesso non sono riuscito ancora a dedicarmi a fondo al ripianamento totale del calcio a livello mondiale. La Superlega è figlia del fatto che le organizzazioni del calcio, le istituzioni, pensano di fare loro gli istituzionalisti con i soldi nostri, con i nostri investimenti. Che interesse ha un Real Madrid, una Juve, un Napoli a fare la Champions indebitandosi per poter fatturare 70-80-90-100 milioni in più se se ne sono spesi 200-300? Non quadra. Io faccio parte dell’Eca, ho sempre detto ad Agnelli che stava sbagliando con la Superlega perché loro volevano diventare gli attori principali del sistema, ma invece democraticamente bisogna lasciare la porta aperta a tutti. Dobbiamo stabilire un’altra competizione togliendola alla Uefa, tenendo la Uefa come segretariato generale, dando noi alla Uefa un x% sulle revenues e non facendoci pagare noi dalla Uefa. Io adesso ho 18 calciatori del Napoli in giro per campionati europei: se qualcuno si rompe e non mi torna sano per sei mesi, chi mi ripiana quei 100 o 50 milioni? La Uefa? No, e io perché ho dovuto prestare il mio calciatore? Per prendere degli spiccioli? Tu fatturi 3 miliardi e mezzo in 15 giorni? Allora ti devi sedere a tavolino e dobbiamo rivedere la situazione. Agnelli, Perez e gli altri hanno sbagliato ma non a dichiarare che il calcio è diventato fallimentare per colpa delle istituzioni. Gravina, persona rispettabilissima, ha annunciato grandi cambiamenti, ma come mai sono due anni e mezzo che sta lì e non ha fatto abolire la legge 91 che è di 40 anni fa? Perché non ha fatto abolire la legge Bossi-Fini sulla libera circolazione degli extracomunitari che costerebbero di meno e agevolerebbero le squadre meno importanti, che è del 2001? Perché non ha dato un calcio alla legge Melandri? Il calcio cambia, va modificato di anno in anno, è questo che non si vuol capire. Loro rispondono da istituzionalisti. Le loro risposte sono sempre sì, no, va bene vediamo, ci pensiamo».
Dopo qualche giorno di riposo in Portogallo insieme alla famiglia, Tiago Pinto da ieri è tornato al Fulvio Bernardini per continuare a studiare le strategie di mercato. Tanto lavoro da fare sia in entrata che in uscita, ma anche per definire il futuro di quei giocatori in bilico. E allora questa sarà una settimana importante per capire meglio il futuro di Edin Dzeko, perché il settimana il general manager avrà un incontro a Tigoria con Alessandro Lucci, l’agente del bosniaco e di Florenzi. Mourinho ha già dato il suo gradimento alla permanenza del centravanti, la sua presenza nella rosa sarebbe un valore aggiunto per qualità e carisma ma inevitabilmente il numero nove dovrà anche adattarsi a un ruolo diverso da quello del titolare inamovibile degli ultimi anni.
Dzeko non ha chiesto di andare via, lui per ora vorrebbe rimanere in giallorosso, e l’idea di essere allenato da Mourinho, oltre alla possibilità di avere una squadra più competitiva e naturalmente all’amore per la città lo spingono verso un ultimo anno alla Roma. Il club giallorosso però inevitabilmente comprerà un altro attaccante, ci sarà turnover e tutti dovranno dare il loro contributo per raggiungere gli obiettivi stagionali. A Dzeko la decisione: rimanere ma non essere più titolare, oppure andare via e cercare fortuna altrove.
La Roma si augura che l’Europeo possa mettere in luce quei giocatori che non rientrano più nei piani del club, e la prestazione di Robin Olsen contro la Spagna è di certo un bel punto di partenza. Il portiere ieri sera è stato assoluto protagonista del pareggio della sua Svezia contro la Roja, con parate di livello, salvataggi miracolosi e un’ottima leadership. “Tutto ciò che non si è visto a Roma”, hanno twittato molti tifosi ieri, nel corso della partita.
Eppure per Olsen la gara di ieri è una vera e propria rivincita. Più che sulla Roma, dove oggettivamente non ha fatto bene perché assorbito dalle negatività di una stagione assai deludente, soprattutto sull’Everton che nell’ultima stagione lo aveva preso in prestito. Solo undici presenze in un anno (sette in Premierl League), poco campo e il sogno infranto di poter essere riscattato e magari diventare il portiere titolare. Alla fine con il passaggio di Ancelotti al Real Madrid il club di Liverpool ha deciso di rispedire Olsen a Trigoria alla ricerca di una nuova squadra: “È sempre bello dimostrare quello che so fare – ha dichiarato ieri nel post gara -. Mi sarebbe piaciuto giocare di più all’Everton, quindi è naturale che prestazioni del genere mi fanno stare bene perché dimostro il mio valore”.
Detto che ci sono poche possibilità di vedere Olsen di nuovo a Trigoria, soprattutto per i 2,5 milioni (lordi) che percepisce, la Roma può esultare per la prestazione dello svedese che sicuramente avrà attirato l’attenzione di diversi club per la prossima stagione. Il valore a bilancio del portiere è di 4,6 milioni: non una cifra proibitiva per le squadra interessate. Tiago Pinto aspetta offerte e spera in un altro match di livello.
Le dichiarazioni di speakers e opinionisti raccolte oggi nel corso del palinsesto radiofonico dalla redazione di Rete Sport:
MAGNI: “La sensazione è che sul mercato non si stia muovendo nulla, solo grandi operazioni in uscita di alcune big. Olsen? E’ un buon portiere, ma lo abbiamo visto qui e non può essere titolare di una Roma ambiziosa”
PIACENTINI: Xhaka? Ha 28 anni, non è che lo scopriamo oggi, dobbiamo fidarci di Mourinho. Io non so se è quello di cui ha bisogno la Roma, ma visto che Mou è un grande estimatore del giocatore, io mi devo fidare…”
PICCHERI: “Non mi faccio abbagliare o condizionare in negativo dalle partite degli Europei, i giocatori vanno valutati sul lungo periodo: Schick e Kjaer per motivi diversi non erano pronti per giocare a Roma”
GRAZIANI: “Icardi è un bomber, ma non gioca per la squadra e da questo punto di vista ha dei limiti. Apprezzo di più i centravanti che partecipano alla manovra. L’ultimo Dzeko visto quest’anno è da dimenticare”