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Pagelle

Verona-Roma 0-2, le pagelle di Retesport

La Roma festeggia il terzo posto in classifica e la qualificazione alla prossima Champions. I giallorossi vincono 2-0 a Verona e centrano un obiettivo quasi insperato fino ad un mese fa.

Le pagelle di Retesport:

Svilar 8

Mancini 6,5

Ghilardi 6

Hermoso 6,5

Celik 6

Cristante 7

Pisilli 5,5

Rensh 6,5

Soulè 5

Dybala 8,5

Malen 7,5

Sost.:
El Shaarawy 7,5
El Aynaoui 7
Konè 6
Ziolkowski 5,5
Vaz 6

Gasperini 8

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PARTITE

Verona-Roma 0-2 (57′ Malen, 93′ El Shaarawy) – IL FARAONE CI PORTA IN CHAMPIONS

La Roma affronta l’Hellas Verona al Bentegodi nell’ultimo turno di Serie A 2025-26.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

HELLAS VERONA: Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali, Akpa Akpro, Lovric, Harroui, Frese; Suslov; Bowie
A disp.: Perilli, Toniolo, Bradaric, Cham, Slotsager, Lirola, Bella-Kotchap, Bernade, Al-Musrati, Niasse, Isaac, Vermesan, Ajayi, Sarr.
All.: Paolo Sammarco

ROMA: Svilar; Ghilardi, Mancini, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli, Rensch; Soulé, Dybala; Malen.
A disp.:  De Marzi, Gollini, Zelezny, Seck, Ziolkowski, Angelino, El Aynaoui, Koné, Venturino, Vaz, Dovbyk, El Shaarawy.
All.: Gasperini.

Arbitro: Sozza Assistenti: Rossi-Laudato IV UOMO: Feliciani VAR: Meraviglia AVAR: Maggioni

RETI: 57′ Malen, 92′ El Shaarawy
CARTELLINI: Espulsi: 50′ Espulso per doppio giallo Valentini – Ammoniti: Valentini, Lovric


94′ – GOOOLLLL del 2-0 della Roma siglato da Stephan El Shaarawy

84′ Vaz per Malen

76′ – Grande palla di Cristante per Malen, che sbaglia di testa

72′ – El Shaarawy per Soulè

57′ – Calcio di rigore per la Roma, con Malen che va dal dischetto, parato da Montipò poi Dybala la rimette dentro per Malen che insacca

52′ – Miracolo di Montipò su Soulè

Inizia la ripresa

40′ – Miracolo di Svilar in uscita bassa su Bowie

33′ – Ghilardi su assist di Dybala calcia alto divorandosi il vantaggio

13′ – Cristante vicino al vantaggio in girata, di poco fuori

10′ – Ci prova Rensch tiro deviato

1′ – Bowie impegna subito Svilar, parata del portiere giallorosso

PRIMO TEMPO

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Interviste

Gasperini: “Mi auguro una Roma forte e compatta. Fondamentale la presenza di Friedkin”

Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Verona-Roma:

Come arriva la squadra a questo ultimo atto di campionato e in particolare come sta Kone?

“Kone ha recuperato, si è allenato tutta la settimana con noi, ha qualche piccolo acciacco, non proprio al 100%, però è sicuramente disponibile. Non so se giocherà dall’inizio o a partita in corso, ma il giocatore è disponibile. Il resto della squadra risente del caldo e delle temperature, quindi dobbiamo essere bravi ad arrivare al momento giusto domani sera, quando sarà il momento di giocare, perché è una partita molto importante”.

Al di là di come andrà, cosa la soddisfa di più in questo primo anno alla Roma?

“Generalmente, a questo momento si fanno i bilanci della stagione, di quello che è stato fatto. Oggi, però, faccio veramente fatica a ragionare in questo senso, perché siamo molto concentrati sulla partita di Verona. Sarebbe un traguardo importante per la società, per la città, per i tifosi, per la squadra e per i giocatori, un traguardo che manca da anni. Dipende da noi, non dobbiamo dipendere da altri. I bilanci totali li faremo domani, dopo la gara. Oggi prevale sicuramente l’attenzione e la tensione per questa partita”.

Quali sono i pericoli maggiori e i rischi da non correre contro l’Hellas Verona? E come ha trovato mentalmente i senatori della squadra?

“Tutta la squadra è sul pezzo, consapevole dell’importanza della gara per tutti quanti. È stata una settimana che è sembrata lunghissima, ma rappresenta anche il traguardo di una stagione in cui la squadra è sempre stata molto compatta, unita, ha sempre risposto bene, è stata molto applicata e ha mostrato grande voglia di fare”.

A livello interno, dentro Trigoria, dove pensa di aver inciso di più?

“Non è stato un anno facile, tutt’altro. Ho cercato di portare il mio modo di lavorare, il mio metodo, che per tanti anni mi ha consentito di fare la mia carriera. Ho avuto la fortuna di trovare dei ragazzi nei confronti dei quali sono stato credibile, e questo è stato probabilmente il segreto dei risultati che abbiamo ottenuto, dei 70 punti fino ad adesso. Abbiamo trovato un feeling giusto, con obiettivi comuni da sviluppare giorno per giorno. Sono passati quasi undici mesi, ma adesso quello che prevale è riuscire a coronare un risultato che in certi momenti neanche noi pensavamo fosse raggiungibile. E forse questo lo rende ancora più atteso, perché dipende da noi, dalla partita di domani. Il calcio in queste cose è un po’ crudele, perché i 90 minuti contano tantissimo. I risultati negativi rimangono impressi, ma bisogna guardare a quante volte la Roma ha vinto partite decisive per raggiungere obiettivi”.

Dopo Bologna-Roma disse “non ci date per spacciati” per il quarto posto. Ci credeva davvero o era un modo per spronare il gruppo?

“Sapevo che avevamo fatto delle ottime gare, la squadra era cresciuta e, rispetto al girone d’andata, aveva cominciato a fare gol. Quando fai gol hai la possibilità di vincere le partite e di ribaltarle, come magari è successo a Parma. La squadra ha preso fiducia, costruiva più situazioni positive. Ero convinto di noi, che potevamo fare un rush finale come stiamo facendo. Certo, dipendeva anche da quelli che erano davanti, ma questo non toglie niente ai risultati che abbiamo fatto noi».

Considerando le difficoltà stagionali, l’eventuale arrivo in Champions può essere uno dei traguardi più importanti della sua carriera?

“Non voglio fare classifiche. Ogni obiettivo è straordinario quando uno riesce a raggiungerlo. C’è chi punta a vincere il campionato, chi a salvarsi o a non retrocedere. Ognuno ha i propri record e, quando li raggiunge, è oltremodo soddisfatto. Non è che uno valga più dell’altro. Quest’anno, è vero, ce lo siamo posti quasi come un traguardo superiore a quello richiesto, ed è stata una locomotiva per una spinta continua a non mollare mai, a cercare di andare oltre i nostri limiti e possibilità. Era anche un obiettivo che tutti avvertivamo, quello che voleva la gente, per renderla felice”.

La presenza di Ryan Friedkin a Trigoria può essere un fattore positivo per il prossimo anno?

“È un impegno gravoso che ho cercato di sviluppare il più possibile, soprattutto in questo periodo, perché la presenza della Proprietà è fondamentale. Aiuta a evitare situazioni spiacevoli in un ambiente di lavoro, dà forza alla squadra e all’ambiente e consente risposte chiare e più veloci rispetto al passato. Questa sarà una bella scommessa. Spero che anche il risultato positivo di domani possa contribuire a una Roma compatta, forte nei propri progetti e idee, sbagliando anche, ma con un obiettivo comune. La loro maggiore presenza può sicuramente aiutare in tutto questo”.

Soulé lo rivedremo nel tridente titolare con Dybala e Malen? È soddisfatto della sua evoluzione e quali margini di miglioramento vede per il futuro?

“Ha fatto una parte di stagione molto positiva, realizzando gol e assist, poi ha avuto un periodo lungo, quasi 50 giorni di assenza, che ha ridotto il suo impatto sulla squadra. L’anno scorso giocava quinto, quest’anno le sue caratteristiche lo hanno reso un giocatore più offensivo. L’importante è che stia bene: è ancora giovane e, superato del tutto il fastidio alla pubalgia, potrà diventare ancora più forte”.

Perché è importante per una squadra come la Roma andare in Champions League?

“Principalmente, per le società, è importante dal punto di vista economico. La differenza tra andare e non andare è notevole. L’aspetto economico permette di avere più margine sul mercato, di attrarre giocatori dall’estero perché la Roma gioca in Champions e diventa ambita. Anche i giocatori traggono beneficio, valorizzandosi giocando in Champions e raggiungendo questi traguardi. C’è poi l’aspetto emotivo: è una grande soddisfazione far parte dell’élite europea e delle prime quattro squadre italiane, un’esperienza che gratifica”.

Si sente di autocomplimentarsi per quello che ha fatto e sta facendo a livello personale?

“Indubbiamente c’è gratificazione per tutti, soprattutto per una stagione che poteva essere molto più difficile. C’è anche la soddisfazione di come l’abbiamo affrontata e di come siamo arrivati a quest’ultima giornata. L’ultima giornata conta, perché alla fine quello che rimane è il risultato finale: chi vince festeggia, chi non ci arriva racconta. Noi vogliamo evitare di raccontare com’è andata e lasciare invece un segnale”.

Nella preparazione della partita è stato fatto un focus sulle ripartenze, vista la qualità del Verona in questo aspetto?

“È vero che il Verona pressa e riparte molto, ma la Roma ha ottenuto tanti risultati contro squadre medio-piccole, subendo anche alcune ripartenze, ma facendo anche cose molto buone. Il focus va fatto su tutto: sappiamo che incontriamo una squadra retrocessa, ma che ha sempre giocato ottime partite, anche recentemente. L’obiettivo non è facile né acquisito, e per raggiungerlo dobbiamo fare novanta minuti di gioco bene”.

Vincendo la prossima gara, eguaglierebbe il record di Liedholm come quinto allenatore con più punti in Serie A. Cosa significa per lei essere affiancato a un nome del genere?

“Intanto vuol dire che ho fatto veramente tanti campionati. È un record non proprio invidiabile, forse ne farei un po’ meno se potessi ricominciare, però è anche un record che dà soddisfazione, essere equiparato ad allenatori come Liedholm, un mostro sacro. Fa parte delle statistiche, magari è anche una bella coincidenza. Raggiungerlo in una situazione del genere avrebbe ancora più valore”.

Durante la stagione ha parlato più volte di compattezza e unione del gruppo. C’è un momento specifico in cui ha avuto prova di questa unione?

“Secondo me, dopo ogni partita persa. Non ne abbiamo perse poche. Quando si perde, spesso nascono problemi e polemiche, ma mai nella squadra. Questo è stato sempre un segnale di grande reazione, professionalità e soprattutto volontà di andare avanti e guardare avanti”.

C’è qualcosa che si rimprovera o una scelta che non rifarebbe in questo primo anno alla Roma?

“Le cose fatte sono sempre state fatte in buona fede. Quando lavori così, ogni tanto sbagli, si fanno errori, ma dagli errori impari e riparti, impari qualcosa per fare meglio dopo. L’errore non è mai un fallimento, è un’occasione di apprendimento. Sono convinto che anche dalle situazioni non positive abbiamo sempre avuto la capacità di fare qualcosa di meglio dopo”.

Il 23 agosto, prima di Roma-Bologna, avrebbe firmato per arrivare a questa giornata al quarto posto, consapevole che dipende solo dalla Roma?

“In quel momento guardavo solo la partita col Bologna, la prima dopo il ritiro e la preparazione, per vedere quello che eravamo capaci di fare. Non mi pongo traguardi in anticipo: prima provi, inizi a giocare, capisci il tuo valore e poi ti accorgi che certe cose le puoi fare, che rispetto ad altre squadre puoi ottenere di più. È un percorso che va avanti di volta in volta”.

Quanto incide avere un portiere come Svilar, con il 77% di percentuale di parate, in squadra?

“Ah, beh. C’era qualcuno che diceva “datemi un portiere che para e un centrocampista che segna, il resto ci penso io”, ed era un grandissimo allenatore. Ora li ho tutti e due, e infatti si vede (ride ndr)”.

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Calciomercato

La Roma sogna Greenwood. Primi contatti con l’entourage di Summerville

C’è una Roma che pensa a Verona come ultima tappa per centrare finalmente il ritorno in Champions. Ma c’è anche una Roma che pensa al futuro e ai primi rinforzi soprattutto in attacco.

Come riporta Alfredo Pedullà il sogno di Gasperini è il britannico Greenwood, autentico fattore con la maglia del Marsiglia negli ultimi due anni. Sul calciatore in uscita dall’OM c’è però grandissima concorrenza, soprattutto dalla Turchia.

L’alternativa può essere Summerville. Primi contatti tra i giallorossi e l’entourage dell’attaccante apprezzatissimo da Gasperini. Con l’eventuale retrocessione del West Ham la trattativa potrebbe diventare più agevole. Valutazione intorno ai 30 milioni.

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Calciomercato

Roma, offerti 2 anni di contratto a D’Amico ieri sera assente a Firenze

La Roma spinge per definire tutti gli accordi con Tony D’Amico, che sarà libero di accordarsi con un altro club quando l’Atalanta annuncerà Giuntoli come suo sostituto. Ogni casella dovrebbe incastrarsi a partire dalla prossima settimana.

La società giallorossa ha trovato con Massara da giorni l’accordo verbale sulla rescissione consensuale e vuole ora spingere per accordarsi con D’Amico evitando l’inserimento del Milan.

Offerti al ds atalantino 2 anni di contratto fino al 2028 (la stessa scadenza di Gasperini attuale). D’Amico, come sottolinea Alfredo Pedullà ha sempre considerato la Roma la sua prima scelta.

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NEWS

Mile Svilar miglior portiere della Serie A 2025-26 per il secondo anno consecutivo

Mile Svilar si conferma nell’élite del calcio italiano conquistando il premio di miglior portiere della Serie A 2025-26. La Lega Serie A ha ufficializzato il riconoscimento per l’estremo difensore della Roma, autore di un’altra stagione straordinaria ad altissimi livelli. Per il numero uno giallorosso si tratta di un prestigioso bis, avendo già vinto lo stesso titolo nella passata stagione calcistica. Se nel 2024-25 Svilar aveva superato la concorrenza di Vanja Milinkovic-Savic, quest’anno ha battuto altri grandi del ruolo come Mike Maignan e Marco Carnesecchi, blindando definitivamente la propria leadership tra i pali del massimo campionato italiano.

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NEWS

Konè: “Voglio giocare in Champions League. Il derby un’emozione unica”

Manu Koné si racconta. Il centrocampista è stato protagonista di un’intervista ai canali social della Serie A ed ha parlato delle sue origini e della sua vita a Roma. Di seguito le sue parole.

Le parole di Konè

Le tue origini? Come hai iniziato a giocare a calcio?
“Sono nato a Parigi. I miei genitori sono ivoriani. Ho iniziato a giocare a calcio perchè già mio padre le praticava anche se non era professionista. Anche i miei amici lo praticavano quindi per me era la logica conseguenza. Quando sei piccolo giochi nei piccoli quartieri e cresci con questo, questo mi ha forgiato. Ora sono un professionista ed ho lavorato per questo, e per me è tutta la mia vita”. 

Il tuo primo ricordo legato al calcio italiano?
“Il calcio italiano si guardava molto. Mio fratello maggiore alla playstation sceglieva sempre squadre italiane. Tutti guardavano l’Italia e la Serie A”.

Che gruppo siete dentro Trigoria?
“Sappiamo dove siamo e soprattutto dove si sta andando con lo stesso obiettivo comune, perchè siamo una squadra. In campo siamo 11 ma ci sono anche gli altri, lo staff, gli allenatori, i fisioterapisti, i preparatori. Penso che sia questo a fare una squadre ed è questo che fa la Roma”

Koné entra nella palestra di Trigoria.
“È qui che ci alleniamo tutti i giorni. Qui di solito facciamo il riscaldamento con i preparatori. C’è tutto il necessario per essere in forma e farsi trovare pronti la domenica per vincere le partite”.

Come si vivono le partite?
“Ogni partita è come una finale. La domenica c’è più atmosfera, c’è più stress. Devi vincere la partita. Ci sono più cose che la rendono divertente, sia per noi che per il pubblico. Ci piace che ci sia tanta gente, regalare emozioni ai tifosi con le vittorie è ancora meglio”.

L’adattamento in Italia?
“Penso di essermi adattato bene, per me era un paese nuovo. In città sono tutti appassionati di calcio, e questo mi piace. È un po’ come in Francia. L’Italia è un paese che ama anche gli stranieri, ti fa sentire a tuo agio. Mi piacciono le persone anche al di fuori del campo. Passeggiare a Roma è come sfogliare un libro di storia”.

Su Roma. 
“Quando si parla di Roma, si parla di Colosseo, Vaticano, di tante cose. Oggi siamo a Garbatella, un quartiere importante per i romani. Sono contento di rappresentare questo e di venire qui. È simile, ma allo stesso tempo diverso, da dove abitavo da piccolo. C’erano più edifici, qui invece si vede più storia, le case antiche. Ma mi ricorda anche la mia gioventù, quando giocavamo per strada. Credo sia proprio questo a rendere bello questo posto”.

Sulla famiglia.
“La mia famiglia viene a trovarmi ogni tanto. Mio padre a volte viene, anche mio fratello. Mio padre mi chiama dopo ogni partita, mi parla della partita. A volte non gli rispondo perchè sennò mi parla per 30 minuti. È molto attento ai piccoli dettagli. Mia madre a volte guarda le partite e mi dice che in campo non mi riconosce. Sul campo sei un po’ pazzo, capita di litigare. Il campo e la vita fuori sono due cose diverse. In campo vuoi vincere ma in fondo sono una persona timida. Quando ero piccolo ero nel mio angolo, anche a scuola. Quando sei un po’ più popolare la gente ti guarda diversamente, hai più fiducia e quindi sei più aperto. Qualche tempo fa ne parlavo con mia sorella,mi chiedeva che vita avessi fatto se non fossi diventato un calciatore. Penso che avrei lavorato in ospedale con mia madre. Sarei stata una persona semplice”.

Sul valore dello sport.
“Lo sport può unire molte culture senza parlare la stessa lingua. Puoi prendere un francese, un giapponese, un italiano, un africano e si capiranno tutti senza necessariamente comunicare. Penso sia questo che permette di riunire anche altre culture, altre persone”.

Il derby?
“È stato perfetto, una sensazione incredibile. L’esultanza con la bandierina? Mi ero già preparato in caso di vittoria ma è una cosa che faccio da molto tempo, già in Germania. Ma nel derby è ancora più importante. Non lo faccio per irritare l’avversario, lo faccio per me e per i tifosi, lo ribadisco”.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “La Roma a Verona con l’attacco pesante”

Fabio Petruzzi ha commentato così le varie ipotesi di formazione in vista di Verona-Roma, ai microfoni di Retesport:

“Sono convinto che Gasperini sia stato un martello questa settimana. Avrà tenuto tutti sulla corda e penso che l’opzione migliore, anche a livello di messaggio da dare alla squadra, è non fare calcoli. Quindi al Bentegodi mi aspetto una Roma offensiva, col tridente pesante. Malen-Soulè-Dybala. Konè? Secondo me non giocherà, se non stava bene al derby come fa a giocare una gara così delicata? Non penso giochierà”

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Calciomercato

D’Amico-Roma, più vicini: nuova offerta giallorossa e il Milan ‘dipende’ da Furlani

La Roma continua a muoversi per il nuovo direttore sportivo e nelle ultime ore ha presentato una nuova proposta a Tony D’Amico.

Il dirigente gode della piena stima di Gian Piero Gasperini, con cui ha costruito un ottimo rapporto durante l’esperienza condivisa all’Atalanta.

D’Amico avrebbe già raggiunto un’intesa di massima con Giorgio Furlani per il Milan, ma la situazione resta legata al futuro dell’attuale CEO rossonero: in caso di cambio ai vertici societari, infatti, il dirigente potrebbe non approdare in rossonero.

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Calciomercato

Hermoso, un altro anno con Gasp: attivata la clausola di rinnovo

Comincia a prendere forma lo scacchiere giallorosso in vista della prossima stagione. Mario Hermoso appartiene al gruppo delle c.d. colonne romaniste. In questi termini si espresse qualche mese fa Gasperini sul conto dello spagnolo che sul campo ha dimostrato quest’anno di meritare il prolungamento del contratto, formalmente in scadenza a giugno.

L’ex Atletico Madrid giocherà un’altra stagione nella Roma: il Tempo ha confermato che la Roma ha attivato la clausola di rinnovo annuale.