(Adnkronos) – "Per un'azienda il servizio post-vendita è fondamentale. Noi offriamo un servizio di assistenza on-site, se si guasta un notebook andiamo a ripararlo in azienda o in casa dell'utente. Abbiamo scelto di dare due anni di garanzia sulla batteria perché riteniamo che, sebbene si tratti un bene di consumo, in un ciclo di vita il notebook deve essere coperto dai due anni di utilizzo". Lo ha detto Alessandro Passadore, Country Product Manager di Asus Business, durante la presentazione del nuovo ExpertBook Ultra, notebook pensato per il segmento B2B e progettato per definire il futuro del mobile computing nell'era dell'intelligenza artificiale. Durante l'incontro è stato possibile per fare il punto sulle novità che offre l'intelligenza artificiale e sui cambiamenti del mercato.
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Categoria: Adnkronos News
(Adnkronos) – "Per le aziende è importante avere sempre tutti i propri lavoratori in grado lavorare col proprio pc. Ogni malfunzionamento è un problema e un costo. Per questo vogliamo garantire la sicurezza di avere un prodotto di qualità che duri nel tempo". Lo ha detto Pietro Pannone, marketing manager di Asus Business, durante la presentazione del nuovo ExpertBook Ultra. Durante l'incontro si è potuto approfondire le nuove strategie di mercato tra intelligenza artificiale e nuovi software.
"https://cms.retesport.dev.toyou.it/wp-content/uploads/2026/03/ASUS_CLIP_PANNONE_video-hd.mp4"—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – La mostra ‘Una vita da scienziata’, inaugurata alla Sala dei Busti di Palazzo Madama al Senato, è un omaggio alla scienza, soprattutto di quella al femminile. Le donne ritratte nelle foto di Gerald Bruneau sono infatti tra le maggiori scienziate italiane”. Così Gaela Bernini, segretario generale di Fondazione Bracco, intervenendo all’inaugurazione di “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100 esperte" al Senato a Roma. La mostra fa parte di “100 donne contro gli stereotipi”, il progetto avviato nel 2016 dalla Fondazione con l’obiettivo di combattere le discriminazioni e gli stereotipi di genere dando voce alle donne impegnate in settori strategici, quali la scienza, l’economia, la politica internazionale e le istituzioni culturali. Nata sette anni fa, la galleria fotografica è stata portata in numerose sedi italiane e internazionali, da Washington a Praga, da New York a Città del Messico, da Israele al Brasile. “Il messaggio ancora più profondo della mostra risiede nell’evidenziare che la scienza, anche ai massimi livelli, non è qualcosa di noioso o di ostico, bensì è qualcosa che ti appassiona e che è anche divertente – aggiunge – Come Fondazione stiamo lavorando ad una campagna culturale, perché i dati italiani non sono confortanti: le laureate in discipline stem tra i 24 e i 35 anni sono la metà dei ragazzi, i quali sono già un numero minore rispetto alla media europea. In Italia sono troppo pochi i giovani che studiano discipline Stem, quelle che toccano i temi su cui si gioca la partita non del futuro ma del presente”. Un progetto, quello della mostra al Senato, che si inserisce in un più ampio palinsesto di iniziative portate avanti da Fondazione Bracco per una sorta di ‘8 marzo diffuso’: “In occasione della Giornata internazionale della donna abbiamo portato in diversi luoghi messaggi e mostre. Al Museo del Mare di Trieste abbiamo la mostra ‘Mind the stem gap together’, realizzata con i ragazzi delle scuole superiori e volta dare messaggi – anche divertenti e a tratti provocatori – sugli stereotipi di genere. A Verona, a Porta Borsari, vicino all'Arena, abbiamo un’esposizione dedicata alle sportive, intitolata ‘Una vita per lo sport’. Anche in questo caso, cerchiamo di abbattere gli stereotipi e, soprattutto, dare visibilità ad atlete, para atlete e professioniste dello sport”. Anche in ambito agonistico infatti “c'è un forte gap di genere – puntualizza – e mancanza di parità nei ruoli ricoperti. Un piccolo estratto di questa mostra sarà inaugurato ad Olbia, insieme alle ‘Giulia giornaliste’. Appuntamenti che mostrano il nostro tentativo di essere il più possibile pervasivi per far giungere a tutti questo messaggio”.
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(Adnkronos) – Intercettato dal Karaoke Reporter, Dejan Cetnikovic, il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci canta 'Roma Roma' di Antonello Venditti e la dedica al conduttore de LoStato delle cose, Massimo Giletti. Al termine dell’esibizione, Ranucci afferma: "A me piaceva Zeman e come secondo allenatore Spalletti, anche se a livello di comunicazione quello che ammiravo di più era Liedholm perché era bravo con la sua ironia nel disinnescare le polemiche nell’ambiente romanista di solito molto complicato". Dejan chiede poi a chi vorrebbe dedicarla e il conduttore di Report così risponde: "La dedico a Giletti e gli auguro di perdere tutte le partite con la Roma, lui fa parte della lobby degli juventini".
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(Adnkronos) – E' uscito dal carcere ed è in prova ai servizi sociali Marco Di Muro, 36 anni, condannato per l'omicidio di Federica Mangiapelo, la 16enne trovata morta sulle rive del lago di Bracciano all'alba dell'1 novembre 2012. Il corpo della giovane venne avvistato da un passante sulla spiaggia di Vigna di Valle, ad Anguillara. Lo rivela 'il Messaggero' spiegando che il 36enne ''al momento è in affidamento ai servizi sociali ma a giugno sarà un uomo libero perché avrà estinto il suo conto con la giustizia''. Di Muro ha scontato una pena di 14 anni per l'omicidio. Secondo la sentenza Di Muro ha ucciso la ex fidanzata al termine di una furiosa lite: prima la avrebbe stordita e poi le avrebbe spinto la testa sotto l'acqua. Federica Mangiapelo morì per annegamento. ''Sta cercando lavoro, riscontrando non poche difficoltà – spiega l'avvocato del 36enne, Cesare Gai – Conduce una vita molto ritirata, anche perché deve attenersi a una serie di prescrizioni''. Di Muro fu condannato a 18 anni in primo grado dal gip di Civitavecchia con rito abbreviato (all'epoca non c'era ancora la legge che lo vieta per i delitti puniti con l'ergastolo ). La pena è stata poi ridotta a 14 anni dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma, che aveva concesso all'imputato le attenuanti generiche equivalenti sulle aggravanti. La vicenda giudiziaria di Di Muro si è conclusa in Cassazione il 12 dicembre del 2017 con la conferma della condanna di secondo grado.
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(Adnkronos) – Presentati a Roma i risultati di "Fragile – mappae mundi di una nuova generazione", lo studio sulla fragilità dei giovani italiani tra i 13 e i 24 anni condotto dall'Osservatorio permanente di Fondazione Unhate. Si tratta di una ricerca, guidata dal Prof. Mauro Magatti e realizzata da un team multidisciplinare di Fondazione Poetica per la Generatività Sociale, che si è posta l'obiettivo di analizzare le reazioni dei ragazzi a un contesto contemporaneo, caratterizzato da opportunità e libertà senza precedenti, mettendo in luce quattro profili generazionali e individuando le direzioni di azione per sostenere attivazione, benessere e protagonismo giovanile, con particolare attenzione al ruolo della scuola e delle esperienze extracurriculari.
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(Adnkronos) – "Sono regole semplici, le capisce perfino un bambino!", dice l'infermiere Alessandro alla dottoressa Aurora. Aurora e Alessandro sono due pazienti dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, hanno 11 e 10 anni e sono i protagonisti della campagna 'Il rispetto è la prima cura', promossa dall'Irccs in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari. Negli ultimi 5 anni le aggressioni – verbali e fisiche – contro il personale del Bambino Gesù sono raddoppiate: dalle 28 del 2021 alle 64 del 2025. In Italia nel 2024 gli episodi registrati sono stati circa 18.000. Numeri che raccontano una tendenza preoccupante e che chiamano in causa l'intero sistema sanitario. Per questo, alla vigilia della Giornata che si celebra il 12 marzo, il Bambino Gesù lancia un messaggio chiaro: prendersi cura dei bambini significa anche prendersi cura delle relazioni e degli ambienti in cui la cura avviene. Perché il rispetto non è un dettaglio, ma il primo passo di ogni percorso di guarigione. 'Il rispetto è la prima cura' nasce con un obiettivo preciso: promuovere comportamenti corretti e consapevoli verso chi lavora in ospedale e verso gli spazi condivisi, per tutelare il benessere di personale, pazienti e famiglie. Ogni giorno medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico e amministrativo lavorano con impegno per garantire ai bambini le migliori cure possibili. Episodi di aggressività – anche solo verbale – compromettono la serenità di chi assiste e, di conseguenza, la qualità dell'assistenza. Allo stesso modo, la scarsa attenzione agli ambienti comuni può incidere sulla vivibilità e sull'accoglienza degli spazi ospedalieri. Affrontare questi temi significa rafforzare l'alleanza tra famiglie e operatori sanitari, che condividono lo stesso obiettivo: la salute dei bambini. "Il cuore creativo della campagna, che verrà lanciata domani in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari, è un ribaltamento simbolico dei ruoli", sottolineano dal Bambino Gesù: "Sono i piccoli pazienti a ricordare agli adulti le regole del rispetto". Attraverso video e contenuti diffusi sia all'interno dell'ospedale sia sui canali social e digitali, Alessandro e Aurora – in camice da infermiere e dottoressa – spiegano con semplicità e un pizzico di ironia quanto i comportamenti corretti siano fondamentali per chi lavora e per chi è in cura. La campagna si accompagna a un vademecum con 7 semplici indicazioni, pensate in particolare per il pronto soccorso, ma valide in tutto l’ospedale: 1) Per favore aspetta con pazienza. In pronto soccorso ogni caso ha la sua urgenza; 2) In pronto soccorso non alzare la voce. Spaventi i bambini e non aiuti il personale sanitario a fare il proprio lavoro; 3) Affidati al personale sanitario. In pronto soccorso ogni caso è importante e viene valutato con attenzione; 4) In ospedale non sei solo. Rispetta chi ti sta accanto; 5) Ricorda che l'ospedale è uno spazio condiviso. Rispetta le sue regole e aspetta con pazienza; 6) Basta un piccolo gesto a fare la differenza. Lascia l'ospedale pulito; 7) Teniamo l'ospedale pulito, insieme. Rispetta questi spazi". Sono "indicazioni semplici e concrete che richiamano l'idea di collaborazione: il percorso di cura inizia dal momento dell'arrivo in ospedale. E' questa la 'prima cura'", rimarcano dall'Irccs della Santa Sede. "Promuovere il rispetto significa anche rafforzare la collaborazione tra colleghi e favorire un clima di lavoro sereno, condizione essenziale per garantire cure di qualità. Ridurre gli episodi di aggressività, valorizzare il lavoro di squadra e sensibilizzare alla cura degli spazi comuni sono gli obiettivi dell'iniziativa, in un'ottica di miglioramento dell'esperienza ospedaliera". Al Bambino Gesù l'attenzione alla qualità dell'esperienza ospedaliera si traduce anche in un forte impegno nell'accoglienza e nell'ascolto delle famiglie. Ogni anno – riporta una nota – l'ospedale garantisce supporto alloggiativo gratuito a quasi 4.500 famiglie provenienti da fuori regione o dall'estero, mentre migliaia di bambini ricoverati possono continuare il proprio percorso scolastico grazie alla Scuola in ospedale. Allo stesso tempo sono attivi diversi strumenti di ascolto e segnalazione – dal questionario di soddisfazione al servizio 'Speak-up', fino ai canali dedicati per reclami e suggerimenti – che permettono a genitori e caregiver di condividere osservazioni, bisogni e proposte di miglioramento. Un dialogo costante che rafforza l'alleanza tra famiglie e professionisti sanitari e contribuisce a rendere l'ospedale un luogo di cura sempre più attento, rispettoso e accogliente per tutti, a partire dai piccoli pazienti.
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(Adnkronos) – Nautica: filiera strategica per Made in Italy, 13 mld di valore aggiunto nel 2024; Cybersec 2026: a Roma la quinta edizione mette al centro cybercrime e cyberwar; Scuola: il progetto FiberCop di formazione e orientamento raggiunge Monterotondo; Philip Morris Italia, "Sigarette nei musei entro il 2035, ampliato portafoglio prodotti smoke-free"; Parità di genere, 36% di assunzioni al femminile nel 2025 per Terna; Premio Film Impresa, quarta edizione al Cinema Quattro Fontane di Roma; Giovani: debutta a Milano LabiRingo, l'installazione immersiva di Ringo che dà valore alla collaborazione; 'SquisITA' di Metro fa tappa a Pescara: eccellenze abruzzesi protagoniste.
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(Adnkronos) – Alla Fiera di Rimini la quarta edizione di Key, expo della transizione energetica "Umanizzare il trilemma dell'energia", convegno a Roma tra decarbonizzazione e resilienza
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(Adnkronos) –
Via libera alla nomina di Beatrice Venezi alla guida dell'Orchestra del Gran Teatro La Fenice di Venezia. Il Consiglio d’Indirizzo della Fondazione lirico-sinfonica, che si è riunito oggi con il presidente, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha espresso "approvazione per la nomina del maestro Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro e per l’accurata relazione del sovrintendente Nicola Colabianchi". L'impegno di Beatrice Venezi, con un contratto di quattro anni, "avrà inizio dal prossimo mese di ottobre", come precisa il comunicato del CdI. Dal 22 settembre scorso, giorno in cui è avvenuta la designazione di Venezi da parte del sovrintendente Colabianchi, le maestranze dl Teatro, con gli orchestrali in testa, hanno indetto lo stato di agitazione con proteste, volantinaggi, assemblee, cortei e scioperi. I lavoratori della Fenice, come hanno ripetuto più volte le organizzazioni sindacali e la Rsu, non contestano la persona della 35enne direttrice d'orchestra ma il suo curriculum giudicato non all'altezza del prestigio del Teatro veneziano e respingono le implicazioni politiche che tale nomina comporterebbe. Nella sua relazione al Consiglio di Indirizzo, come riporta l'Adnkronos, Colabianchi ricorda che per le Fondazioni lirico-sinfoniche la legge sancisce la competenza esclusiva del sovrintendente rispetto alla nomina del direttore Musicale. Tutti ne siamo ben consapevoli. "Tuttavia, il senso di responsabilità istituzionale che accompagna la mia funzione e l’attenzione mediatica orchestrata intorno a La Fenice mi spingono a un atto che, seppur non dovuto, considero opportuno, ossia rivolgermi a voi del Consiglio d’Indirizzo – ha detto Colabianchi nella relazione di cui l'Adnkronos ha preso visione – per mettervi a conoscenza in modo ufficiale e minuzioso delle ragioni, del contesto e degli obiettivi che hanno orientato la mia scelta, affinché sulla stessa possiate esprimere un parere di approvazione o di dissenso, di cui sarà mia cura tenere conto". Colabianchi ha voluto affermare un principio: "Chi riceve la responsabilità di guidare i teatri d’opera e le grandi istituzioni musicali ha il dovere di giudicare e scegliere sulla base di competenza, responsabilità e visione, non sulla base di consuetudini o sotto stretta osservanza di modelli di potere ereditati. La Fenice è il luogo che ha ospitato prime mondiali di compositori che, al loro tempo, furono considerati innovatori, talvolta controversi. Per oltre due secoli, ha dimostrato una costante apertura alle novità musicali, assumendosene il rischio. La grandezza della Fenice non risiede soltanto nella custodia della tradizione, ma nella capacità di riconoscerne le evoluzioni prima che diventino consuetudine. È in questo solco che si colloca la mia decisione di nominare il maestro Beatrice Venezi quale direttore musicale del Teatro La Fenice, una scelta che assume consapevolmente anche il valore di un investimento sul futuro, non ultimo in ragione della sua giovane età. In un contesto spesso segnato da percorsi direttoriali lunghi e insistiti, la decisione di affidare un incarico di tale rilievo a un’esponente di una nuova generazione rappresenta un atto di fiducia nella capacità di costruire continuità e percorsi nel medio e lungo periodo, assicurando al Teatro una prospettiva di sviluppo e di rinnovamento". Il sovrintendente Colabianchi ha poi riportato il curriculum di Beatrice Venezi, attualmente direttore principale ospite del Teatro Colón di Buenos Aires, che ha ricoperto il ruolo di direttore principale ospite dell’Orchestra della Toscana, direttore principale ospite del Festival Puccini di Torre del Lago e direttore artistico della Fondazione Taormina Arte presso il Teatro Antico di Taormina; inoltre è stata membro della Consulta Femminile del Pontificio Consiglio per la Cultura dal 2019 al 2022 e consigliere per la musica del Ministro per la Cultura della Repubblica Italiana nel biennio 2022-2024. Sono state poi ricordate le collaborazioni con interpreti di fama internazionali e con istituzioni prestigiose. Secondo il sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi, la scelta "risponde, poi, a una coerenza artistica e progettuale di natura strettamente musicale. Beatrice Venezi possiede una formazione direttoriale solida, fondata su una conoscenza approfondita della partitura e su un metodo di lavoro orientato all’analisi strutturale del testo musicale, alla chiarezza dell’articolazione formale e al controllo dell’equilibrio timbrico orchestrale. Il suo profilo si colloca pienamente nella tradizione direttoriale italiana ed europea, con particolare attenzione al repertorio operistico, affrontato attraverso un rapporto rigoroso con la scrittura vocale, l’agogica e il rapporto tra buca e palcoscenico". "La cifra complessiva del suo lavoro risiede dunque in un equilibrio tra fedeltà alla partitura, prassi esecutiva storicamente informata e capacità di restituire attualità al linguaggio musicale, senza forzature interpretative né letture museali. Tale impostazione risulta pienamente coerente con l’identità del Teatro La Fenice, storicamente impegnato a unire la tutela del grande repertorio con l’assunzione di responsabilità nei confronti dell’evoluzione del linguaggio musicale – ha spiegato Colabianchi nella sua relazione – Vi è poi una motivazione di natura istituzionale. Il direttore musicale oggi non è soltanto un interprete sul podio, ma una figura chiamata a concorrere alla continuità dell’indirizzo artistico, al dialogo con le strutture interne e alla rappresentanza dell’immagine del Teatro. In questo senso, la designazione di Beatrice Venezi è fondata sulla sua capacità di assumere una responsabilità ampia e strutturata valorizzando un percorso di crescita destinato a rafforzarsi. "Ulteriore elemento è la sua capacità di parlare a pubblici diversi, inclusi coloro che si avvicinano oggi con maggiore esitazione alla musica colta. Senza rinunciare al rigore artistico, il Teatro ha il dovere di interrogarsi sulla propria sostenibilità culturale e sul rinnovamento generazionale del pubblico. L’accessibilità e la comunicazione non sono elementi estranei alla missione di un’istituzione pubblica, ma strumenti al servizio della sua vitalità – ha evidenziato Colabianchi – La nomina si inserisce, come già ricordato, in una scelta consapevole di valorizzare il talento italiano, non in chiave difensiva o domestica, ma come affermazione di una leadership artistica nazionale capace di dialogare e competere nel contesto internazionale. La Fenice ha storicamente svolto questo ruolo, e intende continuare a farlo. Non posso poi ignorare – pur senza farne un argomento retorico – il valore simbolico di una scelta che contribuisce alla normalizzazione della presenza femminile nei ruoli apicali della musica. Non una nomina 'in quanto donna', ma una nomina che prescinde dal genere proprio perché fondata su competenza, progetto e responsabilità". (di Paolo Martini)
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