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Infortuni, siglato protocollo Procura Roma-Asl 1, 2 e 3

(Adnkronos) – E' stato sottoscritto in Procura a Roma il nuovo protocollo d'intesa volto a disciplinare gli interventi e le indagini di polizia giudiziaria in occasione di infortuni sul lavoro nel territorio capitolino. L'accordo, firmato dal procuratore Francesco Lo Voi, dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio e dai direttori generali delle Asl Roma 1, Giuseppe Quintavalle, Roma 2, Francesco Amato, e Roma 3, Laura Figorilli, alla presenza di Andrea Urbani, direttore direzione Salute e Integrazione sociosanitaria Regione Lazio, nasce dalla necessità di contrastare un fenomeno infortunistico che ha assunto dimensioni allarmanti. Il protocollo risponde a specifiche criticità organizzative segnalate dall'Ispettorato d'area metropolitana, garantendo la continuità della vigilanza tecnica anche nei giorni festivi e in orario notturno. Grazie alla disponibilità delle 3 Asl romane, viene assicurata un'attività in pronta disponibilità h24 per intervenire nell'immediatezza dei fatti. Le principali novità operative sono l'intervento coordinato (per gli infortuni gravi, gravissimi o mortali la Sezione di Polizia giudiziaria della Procura coordinerà l'intervento del personale tecnico specializzato dello SpreSal della Asl competente), trasparenza e imparzialità (qualora l'infortunio avvenga all'interno di strutture sanitarie pubbliche il controllo sarà affidato per ragioni di opportunità a una Asl diversa da quella di appartenenza, secondo uno schema di rotazione predefinito), efficienza delle indagini (le forze dell'ordine intervenute per prime avranno il compito di cristallizzare lo stato dei luoghi e identificare i lavoratori, trasmettendo i dati all'Ispettorato del Lavoro per le verifiche sulla regolarità contrattuale), ripartizione dei carichi (mentre le Asl si occuperanno degli interventi in urgenza, le indagini delegate per infortuni lievi o di carattere ordinario saranno indirizzate prioritariamente all'Ispettorato d'area metropolitana di Roma). Il personale dedicato riceverà una formazione periodica specifica, coordinata dai magistrati della Procura e supportata dalle strutture logistiche della Asl Roma 1, per garantire elevati standard tecnici nei rilievi e nella conservazione delle fonti di prova. "L'obiettivo è ottimizzare le risorse e assicurare un accertamento dei fatti tempestivo e uniforme – si legge nel documento – al fine di individuare le responsabilità e far cessare situazioni di pericolo grave e immediato nei luoghi di lavoro". "La firma di questo protocollo – ha dichiarato Urbani – segna un passo decisivo nel potenziamento della legalità e della sicurezza nei luoghi di lavoro della Capitale. Come Regione Lazio abbiamo fortemente sostenuto questo accordo che mette a sistema le eccellenze dei nostri Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro (SPreSal) con l'autorevolezza della Procura della Repubblica. Garantire la reperibilità h24 e la continuità della vigilanza tecnica, anche nei giorni festivi e in orario notturno, non è solo una risposta organizzativa, ma un atto di responsabilità verso i lavoratori. La tempestività dell'intervento tecnico nelle prime fasi dell'indagine è fondamentale per la ricostruzione della verità e, soprattutto, per impedire che situazioni di rischio possano ripetersi. Questo modello di coordinamento tra Asl e magistratura rappresenta un esempio di efficienza amministrativa che punta a trasformare la prevenzione da obbligo burocratico a tutela effettiva della vita umana". "Desidero rivolgere un ringraziamento sincero al procuratore della Repubblica, Francesco Lo Voi, e al procuratore aggiunto, Antonino Di Maio, per la straordinaria disponibilità e la lungimiranza dimostrate nel promuovere questo protocollo – ha affermato il Dg dell'Asl Rm1 Quintavalle – La loro sensibilità verso il tema della sicurezza sul lavoro ha permesso di costruire un modello di collaborazione operativa che non ha solo un valore procedurale, ma rappresenta un presidio concreto di legalità per il nostro territorio. Grazie alla loro guida e alla sinergia con le Asl romane, mettiamo a sistema competenze tecniche e autorità giudiziaria per garantire risposte rapide e rigorose a tutela della vita e della dignità di ogni lavoratore". 
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Pescara, Masci riconfermato sindaco: “Risultato stratosferico, ha vinto la buona politica”

(Adnkronos) – "Il risultato è stato stratosferico, oltre ogni aspettativa. Sono davvero felice: in questi mesi abbiamo affrontato di tutto, ho dovuto subire di tutto, ma alla fine hanno vinto la buona politica, la buona amministrazione e i buoni sentimenti". Così all'Adnkronos il sindaco di Pescara, Carlo Masci, del centrodestra, appena riconfermato alla guida della città, commenta con entusiasmo l'esito del voto. "Sapevamo, girando per la città, che c'era un grande consenso attorno al nostro lavoro – aggiunge – ma un risultato di questa portata supera davvero ogni previsione".  Masci sottolinea come il sostegno degli elettori sia stato diffuso: "Abbiamo vinto ovunque, con distacchi molto ampi. E' la dimostrazione che Pescara è una città laboriosa, che ragiona e che sa riconoscere l'impegno e il lavoro fatto per il bene della comunità". Il primo cittadino ringrazia poi i cittadini per la fiducia rinnovata, definendo il risultato "un segnale forte di fiducia verso il progetto amministrativo portato avanti in questi anni". 
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Abruzzo tra le dieci migliori destinazioni per vacanze low cost in famiglia secondo il Guardian

(Adnkronos) – L'Abruzzo tra le mete consigliate per vacanze low cost in famiglia. Il quotidiano britannico 'The Guardian' ha infatti inserito la regione tra le dieci migliori destinazioni per vacanze economiche per famiglie in Europa. Nel reportage dedicato ai viaggi accessibili e avventurosi con bambini e adolescenti, il giornale propone diversi luoghi che permettono di vivere la natura in modo diretto: da Lussemburgo e Germania alla Slovenia, fino alla Spagna. Tra queste mete compare anche l'Abruzzo.  
L'articolo, in particolare, segnala il piccolo campeggio agricolo Rocca di Sotto, situato tra terrazze di ulivi e alberi a circa un'ora di strada da Pescara. Il contesto è quello delle colline che guardano verso il massiccio del Gran Sasso d'Italia. Il quotidiano inglese descrive l'esperienza come una vacanza semplice e autentica. I bambini possono esplorare boschi e sentieri, mentre gli adulti riscoprono il piacere di una vacanza lenta e sostenibile. Tra le esperienze più originali indicate c'è il cosiddetto 'slow camp': una notte nella natura, in una zona più isolata raggiungibile con una camminata di circa tre quarti d'ora dal campeggio principale. 
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Famiglia nel bosco, ministero Giustizia ha attivato iter per invio ispettori al Tribunale per i minorenni dell’Aquila

(Adnkronos) – Il ministero della Giustizia ha attivato l'iter per l'invio degli ispettori al Tribunale per i minorenni dell'Aquila nell'ambito della vicenda della famiglia che viveva nel bosco. Proprio dopo le ultime decisioni dei magistrati, la stessa premier Giorgia Meloni aveva detto ieri di aver parlato con il ministro e che sarebbero stati inviati gli ispettori. "Stiamo lavorando per fare in modo che i bambini non vengano spostati, per evitare loro un altro trauma", ha detto la Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, tornata questa mattina nella casa famiglia di Vasto (Ch) dove da novembre si trovano i tre fratellini allontanati dai genitori, su disposizione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Sul posto anche il papà Nathan, presenza considerata equilibrata e utile anche a rasserenare i bambini, insieme alla zia e alla nonna dei piccoli, arrivate dall'Australia nelle scorse settimane.  La mamma dei bambini, residente a Palmoli, nel frattempo è tornata a casa. Sul fronte legale, gli avvocati Femminella e Solinas stanno preparando il reclamo contro l'ordinanza che ha disposto l'allontanamento della donna dalla casa-famiglia e che ha stabilito che i piccoli vengano trasferiti in un altro centro. I legali hanno dieci giorni di tempo per presentare il ricorso.  "In considerazione del clamore mediatico suscitato da recenti vicende giudiziarie, tuttora in fase istruttoria, da più parti commentate anche con toni aggressivi e non continenti, è premura dei magistrati che lavorano presso gli uffici giudiziari minorili e in particolare, presso il Tribunale per i minorenni di L'Aquila e la Procura minorile di L'Aquila, affermare che ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale". Così il presidente del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, Cecilia Angrisano, e il procuratore della Repubblica, David Mancini, sulla vicenda della famiglia del bosco. "Ogni procedimento minorile prevede tempi di valutazione e accertamento volti a individuare e realizzare il superiore interesse dei minori coinvolti, per la cui determinazione ci si avvale anche del contributo delle scienze specialistiche di riferimento e dei servizi pubblici dedicati alla tutela dei minori – continuano -. Le sofferte e delicate decisioni in materia e particolarmente quelle incidenti sull'allontanamento dei minori dal contesto familiare non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori, ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore, soggetto di diritti". Secondo i due magistrati, "l'assicurazione della corretta crescita del minore e della serena evoluzione della sua personalità è il principio guida dell'azione giudiziaria degli uffici minorili che viene condotta con attenzione, sensibile partecipazione e coinvolgimento dei soggetti adulti che si pongano in posizione collaborativa. Si auspica, perciò – concludono – che la collettività comprenda quanto il rispetto delle vite private dei soggetti coinvolti e di tutte le istituzioni chiamate a operare sia fondamentale per la miglior gestione di queste sofferte vicende umane per le quali è istituzionalmente all'autorità giudiziaria minorile il compito di assumere decisioni, eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio". Nei giorni scorsi il Tribunale per i minorenni dell'Aquila aveva disposto il trasferimento in un'altra comunità educativa dei tre figli della coppia Trevallion Birmingham, interrompendo la convivenza con la madre all'interno della struttura che li ha finora ospitati a Vasto. Il provvedimento è contenuto in una nuova ordinanza con cui il collegio, presieduto dalla giudice Cecilia Angrisano, ha rivalutato la situazione alla luce delle relazioni depositate dal servizio sociale, dalla casa-famiglia e dal servizio di Neuropsichiatria infantile, evidenziando come la presenza costante della madre sia divenuta "gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l'equilibrio emotivo e l'educazione dei minori". "Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la 'famiglia nel bosco', mi lasciano senza parole", aveva scritto sui social la premier Meloni. "Dopo aver deciso di affidare ai servizi sociali tre bambini che vivevano con i genitori nella natura e di collocarli in una casa-famiglia, il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha stabilito di allontanare la madre dalla struttura protetta dove le era concesso di stare insieme ai figli e di separare anche i minori. È una decisione – aveva rimarcato la presidente del Consiglio – che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre. Il mio pensiero va ai bambini e ai loro genitori colpiti da una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico".  
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Milano, si blocca ruota e tram esce dai binari: nessun ferito

(Adnkronos) – Una ruota del carrello si blocca e il tram si 'impunta', con una parte che esce dai binari. E' successo oggi 9 marzo, intorno alle 7.30, a Rozzano, alle porte di Milano, vino alla fermata all'angolo tra viale Isonzo e via Curiel. L'incidente non ha causato feriti, né danni al mezzo, un tram 'Sirio' della linea 15. La circolazione, dopo l'intervento dei tecnici di Atm, è ripresa, ma nel tratto tra Gratosoglio e Rozzano, dove è avvenuto l'incidente, i tram sono sostituiti da bus.  E' il terzo incidente in pochi giorni. Ieri sera a Milano, intorno alle 22, un tram della linea 12 diretto al deposito, senza passeggeri, ha deragliato nei pressi della stazione Centrale. A causare l’uscita dai binari sarebbe stato un bullone.  L'incidente è avvenuto a una settimana dal deragliamento del tram 9 in cui sono morte due persone e una cinquantina sono rimaste ferite. La difesa di Flores Calderon, la donna che nel deragliamento del tram 9 ha perso il compagno Ferdinando Favia, "esclude che l'incidente possa essere avvenuto a causa di sincope vasovagale". Lo rende noto il legale della parte offesa, l'avvocato Stefano Benvenuto. In particolare, secondo il proprio consulente medico, "dal tempo intercorso fra la salita a bordo del mezzo e l'impatto, il lasso di tempo è maggiore rispetto a quello in cui si potrebbe verificare svenimento dovuto a sincope vasovagale". Il tranviere, indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose per quanto accaduto lo scorso 27 febbraio in viale Vittorio Veneto, ha raccontato di essersi fatto male all'alluce del piede nel sollevare la carrozzina di un disabile, infortunio che sarebbe avvenuto ben prima del deragliamento. "La sincope vasovagale è una breve e benigna perdita di coscienza (svenimento) causata da un temporaneo calo della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, indotto da un riflesso nervoso in risposta a stress, dolore, lunga posizione eretta o calore, risolventesi spontaneamente in pochi minuti. La letteratura scientifica – spiega l'avvocato Benvenuto supportato dal suo consulente medico – è concorde nel calcolare in pochi secondi dallo stimolo il tempo di sopravvenienza dei sintomi". 
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A Bari il miglior clima d’Italia, la classifica

(Adnkronos) –
Per il terzo anno consecutivo Bari ha il miglior clima d’Italia, secondo l’Indice del clima del Sole 24 Ore, prima tappa di avvicinamento all'indagine della Qualità della vita del Sole 24 Ore che ogni anno misura i territori più vivibili del Paese. La classifica sul clima, in particolare, fotografa il benessere climatico e racconta quali sono le città capoluogo in grado di offrire le condizioni meteo migliori a chi vive sul territorio.  Gli indicatori presi in esame fotografano 15 parametri meteorologici, grazie ai dati – rilevati e validati da 3bmeteo – aggiornati all’ultimo decennio 2015-2025. Fotografati anche i trend climatici 2010-2025: la temperatura media annua è cresciuta di 1,8°C dal 2010, con incrementi più forti al Nord (+2,3°C) rispetto a Centro (+1,9°C) e Sud (+1,3°C). In diverse città settentrionali l’aumento supera i 3°C. Più caldo estremo: si contano 17 ondate di calore annue (+5,5 rispetto al 2010), 14 picchi di caldo estremo e circa 80 notti tropicali, in forte aumento. Registrate anche piogge più violente ma meno frequenti – diminuiscono i giorni piovosi ma aumentano le precipitazioni intense, con episodi concentrati in poche ore – e più siccità (aumentano i periodi consecutivi di siccità, arrivati al 12% dei giorni annui senza pioggia con picchi fino al 19% in alcune città del Sud). Gli inverni, poi, sono più miti: crollano i giorni freddi e cresce lo zero termico, segnale della progressiva riduzione della neve a bassa quota. Tornando alla classifica, seguono il capoluogo pugliese diverse località della costa adriatica come Barletta-Andria-Trani (al secondo posto, i cui dati sono riferiti alla performance media dei tre capoluoghi), Pescara, Ancona e Chieti. Tra i primi dieci figurano per lo più territori costieri (tra cui anche Livorno, Trieste e Imperia), ma anche alcune città in altura (Pesaro e Urbino, come media dei valori rilevati in entrambe i centri urbani, ed Enna). In chiusura c’è la città di Carbonia (Sud Sardegna), tra le più colpite dai picchi di caldo estremo, dall’indice di calore e dall’umidità relativa. Il capoluogo sardo è preceduto da Terni, Belluno e Caserta. Belluno, in particolare, è ultima in tre dei quindici indicatori: ha il minor numero di ore di sole al giorno (in media 6,8 contro le 9,2 di Agrigento, la più soleggiata); registra il maggior numero medio di giorni freddi all’anno (19,5 nel decennio preso in esame); è penalizzata poi dall’umidità relativa, con 263 giorni all’anno fuori dal comfort climatico, cioè sotto il 30% oppure sopra il 70% di umidità. La città veneta, però, vanta anche il minor numero di notti tropicali, solo 15, durante le quali (tra mezzanotte e le sei) si rileva una temperatura superiore ai 20 gradi. Terni, invece, è penalizzata dalla performance peggiore tra i capoluoghi per ondate di calore e picchi di caldo estremo: nell’entroterra questi fenomeni non sono mitigati dalla brezza marina, che invece premia città come Savona, Pescara, Imperia, Genova, tra le prime in questi indicatori. Secondo l'analisi, le grandi città restano divise in due gruppi: da un lato Bari (prima), Trieste (ottava), Venezia (15esima), Napoli (24esima), Reggio Calabria (29esima), Cagliari (33esima) e Roma (37esima) tra le prime quaranta posizioni della classifica; dall’altro Milano (71esima), Bologna (72esima), Firenze (78esima) e Torino (90esima) nella seconda metà della graduatoria.  Più in generale tra gli ultimi 30 piazzamenti, quindi dove si rilevano le peggiori condizioni meteorologiche, si incontrano tutte città del Nord (in particolare situate in Pianura padana) tranne sei capoluoghi del Mezzogiorno e cinque del Centro. A Torino, poi, si rileva la peggiore circolazione dell’aria, con 162 periodi di aria stagnante all’anno (almeno 4 giorni con precipitazioni inferiori ad 1 mm giornaliero). Infine, guardando in particolare ad alcuni parametri meteo, spiccano i primati di Enna che, grazie alla sua altitudine, registra il più basso indice di calore e la migliore circolazione dell’aria, e di città come Cagliari o Catania dove ormai non si rilevano più giorni freddi (sotto i 3 gradi di temperatura percepita) all’anno.  
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Lascia tutto all’amante, figlio fa causa per l’eredità e vince

(Adnkronos) – Sapevano che il padre si vedeva con un’altra donna dopo anni di separazione di fatto dalla moglie. Quello che li ha sorpresi, in negativo, è arrivato al momento della morte del papà, un imprenditore edile della Piana di Lucca. Quando i due figli hanno cercato di capire la consistenza dell’eredità, tra soldi e immobili, hanno trovato poco o nulla. Briciole rispetto a quello che avrebbero pensato e sperato di trovare. E il dito è stato puntato su quella che consideravano l’amante del loro genitore, ignorata o quasi senza sapere quanto il loro padre spendesse per lei.  Trascinata in Tribunale per ottenere, secondo la stima degli eredi, almeno 180mila euro, la donna è stata condannata a restituire a uno dei fratelli, quello che le aveva fatto causa, 60mila euro. Il giudice del Tribunale di Lucca, Antonio Mondini, nell’annullare la donazione, ha disposto a carico della donna anche il pagamento delle spese legali per 14mila euro. La notizia è riportata oggi dal quotidiano "Il Tirreno". La tesi dell’erede, assistito dagli avvocati Alessandro Fagni e Lorenzo Baronti, è stata accolta dal Tribunale solo per la parte dei sei assegni da 10mila euro l’uno incassati dalla compagna dell’uomo, originario della Piana di Lucca e deceduto a 87 anni in Garfagnana una decina di anni fa, spiega "Il Tirreno". Quello che può sembrare un cavillo giuridico, anche nella disposizione delle proprie risorse a livello di liberalità, è diventato il passaggio tecnico attraverso il quale il figlio, privato di buona parte dell’eredità, può ora pretendere la restituzione dei soldi. Suo padre poteva dare il denaro a chi voleva, ma la forma della donazione andava sostenuta da una procedura formale prevista dall’articolo 782 del codice civile. Non era una donazione indiretta, ma diretta e, quindi, avrebbe dovuto presentarsi da un notaio e ufficializzare le sue volontà alla presenza di due testimoni. In maniera più sbrigativa e comoda per lui e l’amante aveva, invece, scelto di firmare sei assegni il 22 aprile 2007. Se uno dei figli non si fosse impuntato per recuperare quello che gli spettava, nessuno sarebbe andato a chiedere indietro le somme alla donna che si era accompagnata all’impresario separato di fatto, ma non legalmente. Nel frattempo anche la moglie è deceduta. Sui 120mila euro che per gli eredi erano usciti dai conti del padre per finire in quelli dell’amante, il Tribunale ha respinto la domanda del possibile recupero. Si trattava di erogazione precedenti al 2007 per le quali non sono stati portati riscontri contabili. Chiamata in Tribunale la donna ha ammesso di aver ricevuto i soldi, gli unici tracciati. "Mi ha regalato delle somme. È vero", ha risposto al giudice, "ho riscosso gli assegni. Non ho riversato gli importi sul mio conto ma ho invece speso le somme riscosse". 
Per i 120mila euro contestati ha riferito di non saperne niente, negando di averli avuti. E nessuno aveva le prove per contestarle il contrario. Ora la battaglia si sposta sul recupero dei 60mila euro.  
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Esce fuori strada e finisce in un canale, 40enne muore a Serrenti in Sardegna

(Adnkronos) – Un automobilista di quarant’anni è morto nel sud Sardegna in un incidente. L’uomo, un agricoltore di Samassi, ha perso il controllo del veicolo mentre percorreva la Provinciale 56. All’uscita di Serrenti il mezzo è uscito fuori di strada e, dopo aver attraversato la vegetazione, ha finito la sua corsa in un canale. Quando sono intervenuti i soccorritori per il quarantenne non c’era più niente da fare. I vigili del fuoco sono occupati del difficoltoso recupero del mezzo mentre i carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente. 
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Terremoto ad Avellino, scossa 2.8 in provincia

(Adnkronos) –
Terremoto oggi in provincia di Avellino, dove una scossa di magnitudo 2.8 è stata registrata questa mattina alle 7.28. Il sisma, secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è avvenuto a 1 km da Forino, a una profondità di 5,6 km.  
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Monografia su Michelangelo nella collana d’arte del Gruppo Menarini

(Adnkronos) – Una nuova monografia dedicata a Michelangelo Buonarroti arricchisce la storica collana d’arte del Gruppo Menarini, giunta nel 2026 al traguardo dei settant’anni. Il volume, pubblicato da Pacini Editore e firmato dalla storica dell’arte Cristina Acidini, è stato presentato al Museo degli Innocenti, nel cuore di Firenze, alla presenza dell'autrice, della direttrice dei Muse Vaticani, Barbara Jatta, e dei vertici dell'azienda farmaceutica, gli azionisti e membri del board Lucia e Giovanni Alberto Aleotti e l'amministratrice delegata Elcin Barker Ergun. Il libro ripercorre la vita e l’opera di Michelangelo, nato a Caprese Michelangelo nel 1475 e morto a Roma nel 1564, offrendo una lettura completa della sua produzione artistica e della sua straordinaria versatilità creativa. Scultore, pittore, architetto e poeta, Michelangelo rappresenta una delle figure più emblematiche del Rinascimento italiano e un punto di riferimento imprescindibile per la cultura occidentale. L’autrice, Cristina Acidini – tra le maggiori studiose del Rinascimento e già soprintendente del Polo Museale della città di Firenze e dell'Opificio delle Pietre dure – guida il lettore in un percorso cronologico che segue le tappe principali della vita dell’artista. Attualmente presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, di Casa Buonarroti e della Fondazione Roberto Longhi, Acidini propone nel volume una sintesi aggiornata delle ricerche su Michelangelo, con particolare attenzione al contesto storico e culturale in cui maturarono le sue opere.  La monografia prende avvio dagli anni giovanili trascorsi a Firenze, città nella quale Michelangelo compì la propria formazione artistica all’ombra della corte dei Medici. In questo periodo nascono alcune opere che già rivelano il talento straordinario del giovane artista, come il Crocifisso ligneo realizzato per la basilica di Basilica di Santo Spirito, la celebre Madonna della Scala e il rilievo marmoreo della Battaglia dei Centauri, considerati tra i primi esempi della sua ricerca formale. Il volume dedica ampio spazio anche ai primi successi romani, quando il giovane artista si affermò sulla scena artistica della capitale pontificia grazie a una delle sue opere più celebri: la Pietà, realizzata per la basilica di Basilica di San Pietro. La scultura, eseguita alla fine del Quattrocento, colpì immediatamente contemporanei e committenti per la perfezione tecnica e per l’intensa carica emotiva, segnando l’inizio della consacrazione di Michelangelo tra i grandi maestri del suo tempo. Tra i capolavori del primo Cinquecento analizzati nel libro figurano anche il monumentale David, simbolo della Repubblica fiorentina e oggi conservato presso la Galleria dell'Accademia, e il Tondo Doni, una delle poche opere pittoriche su tavola realizzate dall’artista, attualmente custodita alla Galleria degli Uffizi.  Il racconto prosegue con le grandi imprese romane che hanno segnato in modo definitivo la storia dell’arte occidentale. Tra queste spicca la decorazione della volta della Cappella Sistina, realizzata tra il 1508 e il 1512 su incarico di papa Giulio II, un ciclo pittorico monumentale che comprende alcune delle immagini più celebri della tradizione artistica europea. Più di vent’anni dopo Michelangelo tornò nello stesso luogo per dipingere il Giudizio Universale (Michelangelo), imponente affresco realizzato tra il 1536 e il 1541 che rappresenta uno dei vertici della pittura del Cinquecento. L’ultima fase della vita dell’artista si svolse prevalentemente a Roma, dove Michelangelo fu impegnato anche in importanti progetti architettonici. Tra questi spicca la progettazione della grande cupola della basilica di San Pietro, uno degli elementi più iconici dello skyline della città e simbolo della monumentalità dell’architettura rinascimentale. Nello stesso periodo l’artista continuò a lavorare alla scultura, realizzando opere di intensa spiritualità come la Pietà Bandini, oggi conservata al Museo dell'Opera del Duomo di Frenze. Attraverso l’analisi delle opere e delle fonti storiche, il volume firmato da Cristina Acidini mette in luce anche la complessa personalità dell’artista, capace di dialogare con i protagonisti politici e religiosi del suo tempo – dalle famiglie principesche come i Medici ai pontefici romani – mantenendo tuttavia una forte autonomia creativa. Michelangelo attraversò quasi novant’anni di storia, assistendo ai profondi mutamenti culturali e religiosi del suo tempo senza perdere la propria straordinaria capacità inventiva.  Alla morte dell’artista, avvenuta a Roma nel 1564, si diffuse una celebre espressione simbolica che sintetizza l’eccezionalità della sua figura: si disse infatti che non fosse morto un solo uomo, ma quattro, riuniti in un’unica personalità. Michelangelo, infatti, fu insieme scultore, pittore, architetto e poeta, incarnando in modo esemplare l’ideale rinascimentale dell’artista universale. La presentazione fiorentina della monografia ha visto l’intervento della storica dell’arte Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, che ha sottolineato "il valore scientifico e divulgativo dell’opera". Il volume rappresenta infatti non solo un contributo aggiornato agli studi su Michelangelo, ma anche uno strumento destinato a un pubblico ampio, con l’obiettivo di avvicinare lettori e appassionati alla grande tradizione artistica italiana. Con questa nuova pubblicazione la collana d’arte del Gruppo Menarini conferma dunque la propria vocazione originaria: raccontare, attraverso studi autorevoli e accessibili, la grande stagione della bellezza italiana e i suoi protagonisti, offrendo al pubblico una chiave di lettura per comprendere l’eredità culturale che continua ancora oggi a influenzare l’arte e la cultura contemporanea. L’iniziativa si inserisce nel programma di celebrazioni per i settant’anni della collana editoriale promossa dal gruppo farmaceutico italiano, nata nel 1956 con l’obiettivo di valorizzare e diffondere la conoscenza dei grandi maestri della tradizione artistica nazionale. Nel corso dei decenni la serie ha raccontato figure fondamentali del Rinascimento e della pittura italiana, da Raffaello Sanzio a Leonardo da Vinci, da Sandro Botticelli a Cimabue, fino ad artisti come Giambattista Tiepolo, Jacopo Pontormo e Agnolo Bronzino. Con il nuovo volume la collana torna a confrontarsi con uno dei protagonisti assoluti della storia dell’arte universale. A proposito della collana d'arte, Lucia Aleotti ha detto: "Pensiamo che l’attenzione di un’azienda farmaceutica, che è sempre finalizzata a mettere la persona al centro e cercare terapie, si sposi veramente bene con chi la persona la guarda da un altro punto di vista, cioè quella della bellezza. Questa capacità artistica di Michelangelo, oggi, celebra degnamente i nostri 140 anni come azienda farmaceutica". (di Paolo Martini) 
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