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El Shaarawy torna al Genoa 16 anni dopo l’addio

(Adnkronos) –
E' fatta per il ritorno di Stephan El Shaarawy al Genoa, 16 anni dopo l'addio. Dopo la chiusura della sessione estiva di mercato si punta ai giocatori svincolati e l'attaccante esterno era libero dopo aver lasciato la Roma. Per El Sha, a quanto apprende l'Adnkronos, un contratto di un anno più uno opzionale. Si attende solo l'annuncio ufficiale da parte del club rossoblu.  Il giocatore, classe 1992, nativo di Savona, ma cresciuto nel settore giovanile del Genoa, fino a debuttare in prima squadra nel 2008, dove a lanciarlo nel massimo campionato fu Gian Piero Gasperini, allora allenatore dei rossoblù, ha vestito anche le maglie di Padova, Milan, Monaco, Shanghai Shenhua e in ultimo la Roma, collezionando in giallorosso 348 presenze con 66 gol tra le due esperienze. In parallelo, spiccano anche 32 presenze e 7 gol nella Nazionale azzurra, dal 2021 al 2024. Al Genoa El Shaarawy ritroverà Daniele De Rossi, suo ex compagno di squadra e allenatore alla Roma, che sarà ora suo tecnico al Grifone. 
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Euro, il 21 settembre scade il termine per votare le nuove banconote

(Adnkronos) –
Manca sempre meno alla chiusura del sondaggio per le nuove banconote. La Banca centrale europea ha selezionato dieci proposte per la sua 'riforma' agli euro, con le votazioni online che si concluderanno il prossimo 21 settembre. Lo scorso luglio sono state presentati i 'progetti' finali dei disegni finalisti. Il concorso per la scelta delle prossime banconote è ora nella sua fase finale: è stata la stessa presidente Christine Lagarde a lanciare il sondaggio che contribuirà, entro fine anno, al nuovo design che poi sarà sviluppato e testato prima di entrare effettivamente in produzione.  Ludwig van Beethoven sui 10 euro, Marie Curie sui 20 euro, Leonardo da Vinci sui 100 euro, ma anche un picchio muraiolo e un martin pescatore. I design si basano su due diversi temi ('Cultura europea' e 'Fiumi e uccelli') e solo uno di questi due sarà il protagonista della banconote del futuro. Le proposte sono state scelte tra oltre 1.200 candidature da parte di grafici, a 25 dei quali è stato chiesto di elaborare la propria proposta per uno o per i due temi. Una giuria indipendente da 21 esperti di discipline diverse ha selezionato le dieci proposte, che ora saranno al centro del nuovo sondaggio online aperto fino al 21 settembre 2026.  Un altro sondaggio, con le stesse domande, sarà condotto in parallelo da una società di ricerca indipendente presso un campione rappresentativo di cittadini dell’area dell’euro. La Bce pubblicherà un rapporto sui risultati di entrambi i sondaggi una volta selezionato il progetto finale. Le risposte del pubblico costituiscono un elemento fondamentale per assicurare l’inclusività perseguita dall’Eurosistema, consentendo di prestare ascolto alle opinioni dei cittadini di tutta Europa.  Ognuno può scegliere tra cinque opzioni (da "mi piace molto" a "non mi piace per niente") su ogni serie proposta, e non sulla singola banconota. In più viene chiesta la motivazione della propria scelta. Il questionario online è già attivo sul sito della Bce. L’immissione in circolazione delle nuove banconote è prevista negli anni successivi e le precedenti serie di banconote in euro manterranno il proprio valore e continueranno a circolare insieme alla nuova serie.  Sarà la prima riprogettazione completa delle banconote in euro dopo la loro emissione nel 2002. Le nuove banconote saranno dotate di caratteristiche di sicurezza nuove e più avanzate per agevolarne il riconoscimento e l’accessibilità, anche da parte delle persone con problemi visivi. La Bce vuole anche ridurre l’impronta ambientale delle banconote rendendole più resistenti all’usura e ricorrendo a materiali e processi di produzione più sostenibili.  
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Mostra Venezia, George Clooney: “Ho smesso di fare il regista, la famiglia è la mia priorità”

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George Clooney dice addio alla vita da regista. "Ho due bambini di 9 anni e ho smesso di fare il regista per passare più tempo con loro. Un film da attore mi impegna per circa tre mesi; un film da regista, invece, è un lavoro che dura un anno intero e non lo posso più fare. È divertente essere tornato a fare l'attore, mi piace". Così l'attore hollywoodiano durante la conferenza stampa a Venezia 83 dove questa sera riceverà il Leone d'oro alla carriera.  Clooney ha poi spiegato come sono cambiate le sue priorità professionali: "Cosa mi spinge a scegliere un film? Moltissime cose. Il copione resta fondamentale, così come il regista. Oggi, però, la decisione dipende sempre di più dal 'dove' e dal 'quando'. Ho una vita personale e nuove priorità. Quando ero nel pieno della carriera, mi capitava di fare anche tre film all'anno; ora non più. Prenderci cura degli altri e della nostra vita fa parte del percorso, bisogna accettare il cambiamento". Il tema dell'età e del bilancio di una vita riecheggia anche nel suo film presentato lo scorso anno alla Mostra, 'Jay Kelly', in cui Clooney interpretava un attore che, in attesa di ricevere un premio, rifletteva sulle proprie scelte. A questo proposito, ha detto: "Ho 65 anni e a questa età tutto assume un velo di malinconia, persino quando mi lavo i denti. Però, allo stesso tempo, sono anche molto fortunato: ho una moglie che amo e due figli meravigliosi. La vita per me è bella. Nonostante ci siano tante cose che non vanno nel mondo e si abbia la tendenza a sentire il peso dei problemi, dobbiamo sempre ricordarci di festeggiare le tante, tantissime cose belle che abbiamo". Non mancano i progetti futuri, soprattutto con gli amici di sempre. Clooney ha confermato la volontà di tornare a lavorare con i suoi storici colleghi: "Con Brad (Pitt, ndr) e Matt (Damon, ndr) farei qualsiasi cosa. Non appena i nostri impegni lo permetteranno, torneremo a lavorare insieme". Infine, l'attore ha dedicato una riflessione a un tema a lui molto caro, il cambiamento climatico: "Siamo in un momento storico in cui persone potenti negano che la scienza sul cambiamento climatico sia reale. Ma prima o poi le cose dovranno cambiare. Io ho amici in due villaggi nel sud della Francia che hanno perso le loro case. Quest'estate eravamo a Como e anche lì ci sono stati incendi devastanti. Dobbiamo pensare a come aiutare queste persone. Sono ottimista: anche se la situazione è critica, prima o poi avremo governi che decideranno di affrontare seriamente la questione". George Clooney – durante la conferenza stampa a Venezia 83 – si è espresso in merito all'attuale situazione politica degli Stati Uniti: "Abbiamo attraversato altri momenti difficili e questo è uno di quelli. C’è un termine fantastico, 'kakistocracy', che indica un Paese governato dalle persone meno qualificate. Penso che forse in questo momento ci troviamo proprio in una cachistocrazia, ma ce la faremo".  E osserva: "Oggi c'è l’idea che la crudeltà sia alla base di tutto e che essere crudeli e scortesi faccia parte del divertimento. Dov'è finito il senso della decenza? Supereremo anche questo". L'attore, che si dichiara ottimista di natura, confida nelle elezioni di novembre che "dovrebbero ristabilire un sistema di controlli e contrappesi" e ripone le sue speranze nelle presidenziale del 2028: "Se tutto va bene, torneremo in qualche modo alla normalità". "L'intelligenza artificiale diventerà una parte molto importante di questo settore, ma ci danneggerà in molti modi", ha detto Clooney. La star di Hollywood si è detta preoccupata per le complicazioni che l'Ia comporterà per gli attori. La preoccupazione c’è, ma l’ironia non gli manca mai: "Vorrei evitare di finire in una pubblicità di assorbenti vent’anni dopo la mia morte", conclude. 
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Caso Ranucci, fonti Dap: “Nessuna aggressione a Lavitola in carcere a Rebibbia”

(Adnkronos) – Non risulta alcuna aggressione nel carcere di Rebibbia a Valter Lavitola, mandante reo confesso dell'attentato a Sigfrido
Ranucci dello scorso ottobre. E’ quanto si apprende da fonti del Dap rispetto ad indiscrezioni di stampa su una presunta aggressione da parte di detenuti. Lavitola – secondo le notizie diffuse questa mattina – sarebbe stato aggredito ieri a Rebibbia. “Abbiamo sentito il dottor Lavitola il quale riferisce di stare bene e di non presentare segni di percosse. Stiamo rivolgendo alla Procura della Repubblica una richiesta per ottenere contezza dell’esistenza e del contenuto della nota della polizia penitenziaria presso il carcere di Rebibbia relativa alla presunta aggressione subita. L’attuale detenzione di Lavitola in un reparto di alta sicurezza ove sono ristretti soggetti accusati o condannati per reati di mafia rende evidente che lo stesso è esposto ai medesimi pericoli per la propria incolumità che avrebbero causato la presunta aggressione. Pertanto, l’unico modo di accertare la verità è quello di affidarsi a quanto verificato dai pubblici ufficiali in servizio presso il carcere di Rebibbia”, aevano spiegato in una nota gli avvocati Sergio ed Arturo Cola, difensori di Lavitola. Secondo quanto emerso Lavitola sarebbe stato schiaffeggiato e sul caso la Procura avrebbe anche aperto un'inchiesta.  
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Dermatite atopica, Aifa estende rimborso di upadacitinib dai 12 anni di età

(Adnkronos) – L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità in Italia di upadacitinib, inibitore orale e selettivo di Jak, per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave negli adolescenti a partire dai 12 anni di età candidati alla terapia sistemica. Lo annuncia AbbVie in una nota in cui ricorda che la dermatite atopica “è una malattia infiammatoria cronica della pelle a decorso recidivante, caratterizzata da lesioni eczematose e da prurito persistente. Nell’adolescenza il carico di malattia si esprime ben oltre la dimensione cutanea”: disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, ripercussioni sulla vita scolastica, sportiva e relazionale, con un impatto significativo sulla qualità di vita del ragazzo e dell’intero nucleo familiare. “Ogni ampliamento delle opzioni terapeutiche disponibili è una notizia che riguarda prima di tutto i pazienti e le loro famiglie”, afferma Giovanni Pellacani, presidente Sidemast – Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse. “Oggi la dermatologia italiana dispone di strumenti che consentono di costruire percorsi realmente personalizzati, anche per i pazienti più giovani – continua -.Il messaggio che, come società scientifica, vogliamo far arrivare è che questi percorsi esistono e sono accessibili: rivolgersi ai centri specialistici di riferimento è il primo passo perché la persona giusta riceva la terapia giusta nel momento giusto”.  L’autorizzazione europea si basa su uno dei più ampi programmi registrativi condotti nella dermatite atopica, che ha valutato upadacitinib in monoterapia (Measure Up 1 e Measure Up 2) e in associazione a corticosteroidi topici (Ad Up) rispetto a placebo, in oltre 2.500 pazienti adulti e adolescenti con malattia da moderata a grave. “Con l’ampliamento delle opzioni terapeutiche a farmaci come upadacitinib – osserva Antonio Costanzo, vicepresidente Sidemast – oggi è possibile puntare a raggiungere simultaneamente una risoluzione completa o pressoché completa delle lesioni cutanee e un prurito minimo o nullo. Come per ogni terapia sistemica, il profilo di sicurezza è un aspetto fondamentale e, per upadacitinib, disponiamo di dati pubblicati di sicurezza a 6 anni, oltre che di un’ampia esperienza in real life”. In particolare, “nell’adolescente l’impatto della dermatite atopica non si misura solo sulla pelle”, sottolinea Cataldo Patruno, presidente Sidapa – Società italiana di dermatologia allergologica, professionale e ambientale. “La visibilità delle lesioni impatta molto negativamente sulla vita sociale e sull’immagine di sé in una fase della vita in cui ciò pesa moltissimo. Inoltre, il prurito incide sul sonno e sul rendimento scolastico. Gli obiettivi terapeutici – aggiunge – devono pertanto essere spostati in alto: bisogna puntare all’assenza di prurito e alla scomparsa delle lesioni con rapidità, perché ogni mese di malattia attiva in adolescenza è un mese che non torna”.  Aggiunge Caterina Golotta, direttore medico di AbbVie Italia: “L’innovazione terapeutica ha valore quando riesce a tradursi in un beneficio concreto per le persone. L’estensione della rimborsabilità di upadacitinib agli adolescenti con dermatite atopica da moderata a grave rappresenta un importante passo avanti nella possibilità di rispondere ai bisogni di una popolazione particolarmente delicata, per la quale il controllo della malattia significa anche poter vivere pienamente la scuola, le relazioni e la quotidianità. È questo – conclude – il senso del nostro impegno nella ricerca: sviluppare soluzioni innovative capaci di fare la differenza nella vita dei pazienti”. 
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Pavia, trovato morto in casa il 24enne che pochi giorni fa aveva subito un’aggressione omofoba

(Adnkronos) –
È stato trovato senza vita
il 24enne originario di El Salvador che lo scorso 21 agosto era stato vittima di un’aggressione a sfondo omofobo. Il corpo è stato trovato questa mattina nell’appartamento in cui abitava a Vigevano, in provincia di Pavia. Il 24enne era stato insultato e poi spinto nel Naviglio da due persone. L’episodio aveva suscitato preoccupazione e indignazione. Secondo quanto confermato ad AdnKronos, a dare l’allarme questa mattina è stato un altro giovane residente nello stesso stabile, che ha trovato il corpo nell’abitazione. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato insieme al personale della Scientifica, impegnato nei rilievi. Restano da chiarire le circostanze della morte.  
Il giovane, classe 2002, lo scorso 21 agosto era stato affrontato da due uomini che, secondo la ricostruzione dei carabinieri, lo avrebbero insultato e poi spinto facendolo finire nel canale. L’allarme era scattato con una chiamata al 112 e sul posto erano intervenuti i carabinieri della Stazione di Vigevano. I militari avevano rintracciato i due uomini ancora nelle vicinanze. La situazione, però, sarebbe rapidamente degenerata. I due avrebbero reagito contro i carabinieri, inveendo e opponendo resistenza. Uno degli episodi contestati riguarda anche una bottiglia di vetro integra, che sarebbe stata brandita nei confronti dei militari. I carabinieri sono comunque riusciti a contenere i due e a identificarli. Per l’aggressione al giovane i due sono stati denunciati alla Procura di Pavia, entrambi già noti alle forze dell’ordine: il primo, classe 1998, già destinatario di un foglio di via obbligatorio dal Comune di Vigevano, il secondo, classe 1993. Le contestazioni comprendono la discriminazione legata all’orientamento sessuale, le lesioni personali, la minaccia e la resistenza a pubblico ufficiale.  
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Esiste la dipendenza da energy drink? “Possono fare male alla salute”

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Esiste la dipendenza da enery drink? Le bevande energetiche sono tra le più vendute e consumate, nonostante numerose ricerche dimostrino effetti negativi che il loro consumo regolare può causare alla salute. Una conferma, in questo senso, arriva dal dottor Aniello Maiese, medico dell'Università La Sapienza di Roma che, interpellato dal Daily Mail, ha confermato come possano "aumentare la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e influenzare l'eccitabilità cardiaca". Oltre a motivi prettamente di salute, le bevande energetiche possono creare una vera e propria dipendenza. Il media inglese riporta l'esperienza di un uomo che, quando arrivano le 16, deve per forza cercare "la prima lattina di energy drink zuccherata e piena di caffeina che trovo". Non tutte le bevande energetiche però, secondo Maiese, sono pericolose in questo senso. Il rischio dipende piuttosto dalla quantità consumata, dalla concentrazione di caffeina e dalla presenza di altri stimolanti. Molte delle bevande energetiche dichiarano di contenere "caffeina naturale", ma, secondo il dottor Maiese, si tratta di un termine da usare con una certa cautela: "La caffeina di per sé non diventa più sicura solo perché proviene da una fonte naturale", ha affermato, sostenendo che, dal punto di vista farmacologico, la caffeina è la stessa molecola indipendentemente dal fatto che provenga dal caffè o dal tè verde. "Ciò che conta molto di più è la quantità totale di caffeina, gli altri ingredienti presenti e la quantità di prodotto effettivamente consumata", ha spiegato. Inoltre, la "caffeina naturale" non garantisce necessariamente energia senza il successivo calo della stessa. Sebbene il dottor Maiese affermi che probabilmente non sia molto preciso definire "salutare" qualsiasi bevanda energetica, ammette che alcune possono essere "più o meno favorevoli dal punto di vista nutrizionale e cardiovascolare".  
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Violenza su 13enne in minimarket a Torino, gip: “Uomo ha difficoltà a contenere impulsi, ma obbligo firma è sufficiente”

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"Ha difficoltà a contenere gli impulsi, ma l'obbligo di firma è sufficiente". E' quanto scrive il gip di Torino nell'ordinanza di non convalida del fermo del 42enne bengalese, indagato per violenza sessuale ai danni di una 13enne, caso finito ieri al centro delle polemiche politiche. Si è in presenza di un "quadro gravemente indiziario a carico dell'indagato, avendo lo stesso, in modo repentino e improvviso, cercato un approccio con la persona offesa abbracciandola più volte e toccandole il seno, approfittando della minore età della ragazza di cui era consapevole" e "pochi minuti prima aveva attuato un comportamento del medesimo tenore ai danni di un'altra donna che evidenzia la difficoltà dell'indagato a contenere i suoi impulsi". Detto questo però "le esigenze cautelari descritte possono essere fronteggiate con la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, atta a imporre un contatto diretto e persistente con le Istituzioni, suscettibile di sensibilizzare l'indagato in merito alle violazioni delle norme commesse".  Il 28 agosto scorso, la vittima si presenta nel minimarket in via Breglio, a Torino, per acquistare dei succhi di frutta. Al momento di pagare, viene avvicinata dall'indagato, dipendente del negozio. L'uomo, le chiede se fosse fidanzata, la abbraccia e le chiede l'età, prima di palpeggiarle il seno. Gli agenti, dopo la denuncia presentata in questura dal compagno della madre, si presentano nel minimarket e identificano il 42enne, che però non ha alcun documento d'identità. Su loro richiesta l'uomo contatta un collega affinché fornisca le credenziali per visionare le telecamere nel locale. Le immagini confermano la versione della 13enne, che ai poliziotti ha poi raccontato il disgusto per quanto subito, e immortalano la violenza. Sono proprio le stesse telecamere a immortalare, pochi minuti prima, una donna più grande subire gli stessi abusi. "Ho sbagliato, non ho mai commesso reati, è la prima volta che mi succede e sono molto dispiaciuto per l'accaduto", ha poi detto l'uomo durante l'interrogatorio all'udienza di convalida.  Nell'ordinanza il gip sottolinea inoltre che "non pare sussistano elementi specifici e concreti che inducano a ritenere sussistente il fondato pericolo di fuga dell'indagato, ravvisato nel provvedimento di fermo nella circostanza che si tratti di soggetto sprovvisto di una residenza ufficiale, dimorante in un appartamento non dallo stesso locato e dalla circostanza che sia munito di un documento valido per l'espatrio – si legge nell'ordinanza – Ne consegue che il fermo non può essere convalidato".  "Si ritengono sussistenti nel caso di specie le esigenze cautelari" e "precisamente un concreto e attuale pericolo di commissioni di reati della stessa specie di quello per cui si procede, in ragione delle modalità di condotta, attuata ai danni di una ragazza di minore età e considerato altresì che pochi minuti prima aveva attuato un comportamento del medesimo tenore ai danni di un'altra donna che seppur di gravità contenuta evidenzia la difficoltà dell'indagato a contenere i suoi impulsi", si sottolinea nel provvedimento. "Quanto alla scelta della misura si osserva che, a fronte dell'incensuratezza dell'indagato, del comportamento collaborativo tenuto nell'immediatezza dei fatti (essendosi lo stesso attivato per recuperare le credenziali per visionare le telecamere interne del locale), dell'effetto deterrente cagionato dal trauma dell'arresto e dalla prima esperienza detentiva e della resipiscenza dimostrata nel corso dell'interrogatorio di garanzia, le esigenze cautelari descritte possono essere fronteggiate con la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, atta a imporre un contatto diretto e persistente con le istituzioni, suscettibile di sensibilizzare l'indagato in merito alle violazioni delle norme commesse'', si legge ancora nell'ordinanza. "Qui si discute della misura cautelare, il giudice non sta condannando o liberando l'indagato. Piuttosto bisogna seguire il processo. Ma, se uno legge l'ordinanza, non c'è nessuno stupro. C'è un atto di violenza sessuale, così qualificato dalla legge, che è un palpeggiamento fugace, che io non sminuisco minimamente". A parlare all'Adnkronos è Gian Domenico Caiazza, già presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane. "Quando ho letto la notizia, mi sono chiesto come sia possibile che un giudice possa prendere un provvedimento simile – spiega – E ovviamente non è possibile. Quindi è una cosa che è completamente diversa da uno stupro. Non è che se la legge usa un'unica locuzione, violenza sessuale, dobbiamo dire che è stupro anche la famosa pacca sul sedere. Questo è uno dei casi classici fatti 'di minima gravità', pur essendo invece contestate le aggravanti della minore età della ragazza. È chiaro che il giudice nella fase cautelare non sta dando la pena, deve semplicemente stabilire se metterlo o meno in carcere in questa fase. Capisco che il pm chieda la misura in carcere, perché c'era quel precedente di 40 minuti prima. Si può discutere, ma partendo da una premessa: qui non c'è uno stupro di una minorenne. La rappresentazione del fatto è alterata. Riconduciamo le cose al loro preciso valore. Il giudice ha valorizzato il fatto, lo descrive molto bene. La ragazza conosce l'uomo, perché va a fare spesso la spesa lì. C'è un rapporto di cordialità, lui le regala le cose, lei chiacchiera con lui, povera ragazza. A un certo punto lui le dice 'abbracciami', lei l'abbraccia. Le ripete 'abbracciami un'altra volta', e si abbracciano un'altra volta. Al secondo abbraccio le mette le mani sul seno e dice: 'bello'. Ontologicamente, il fatto è questo qui. In più, l'uomo ha dato il suo contributo, il giudice lo valorizza. Gli si potevano dare i domiciliari e non l'obbligo di firma. Qui la discussione è liberissima, ma non è che è accaduta una mostruosità inspiegabile". "Un magistrato, il sostituto procuratore di Torino, davanti a un’odiosa violenza sessuale, ovvero il palpeggiamento di una ragazzina di 13 anni, ha chiesto il carcere per un uomo accusato di aver commesso il fatto. Un altro magistrato, il giudice per le indagini preliminari, ha disposto invece un’altra misura cautelare, ovvero l’obbligo di firma. Un provvedimento che ovviamente si può criticare, ma soprattutto si può contestare secondo quanto previsto dalle stesse regole procedurali, ricorrendo al tribunale del Riesame ed eventualmente in Cassazione. Non è una decisione definitiva. Non è neanche una sentenza, oltre a non essere né una condanna né un’assoluzione. Davanti a questo quadro sono stati diversi gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del governo, che sono andati oltre la critica. Ed è questo che stigmatizziamo con forza, così come riteniamo del tutto non ortodosso l’invio degli ispettori che non hanno il compito di valutare il merito dei singoli procedimenti”. Lo dichiara il presidente dell’Anm Giuseppe Tango. 
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Caso Garlasco, il consulente della Procura di Pavia: “Fatemi incontrare Andrea Sempio”

(Adnkronos) – È arrivata stamattina la richiesta da parte del consulente della Procura di Pavia, il professor Roberto Catanesi, di incontrare Andrea Sempio di persona per poter completare la consulenza personologica di cui è incaricato. La difesa dell’indagato per il delitto di Garlasco ha preso tempo per valutare la richiesta. Ne dà notizia sui social Giammarco Menga, giornalista della redazione di “Quarto Grado”, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero, in onda su Retequattro tutti i venerdì in prima serata. La Procura di Pavia aveva affidato la consulenza a Roberto Catanesi sulla capacità di intendere e volere e la presunta pericolosità sociale dell'indagato per la morte di Chiara Poggi, avvenuta a Garlasco il 13 agosto del 2007. Si ricordi che il 38enne, amico del fratello della vittima, si era rifiutato di sottoporsi in prima persona alla consulenza psichiatrica già nel mese di maggio. Sempre la Procura ha indicato il 28 settembre come la data di scadenza dei termini per le indagini preliminari. 
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Mauro Marin indagato per stupro, ancora guai per il vincitore del Grande Fratello 2010

(Adnkronos) –
Nuovi guai giudiziari in arrivo per Mauro Marin, il quarantaseienne imprenditore di Castelfranco Veneto vincitore dell’edizione 2010 del Grande Fratello. Condannato un anno fa dal Tribunale di Sulmona per percosse ai danni dell’ex compagna, e sotto processo per una vicenda analoga, si ritrova ora a dover fronteggiare un’accusa molto pesante. La Procura di Treviso, riporta 'Il Gazzettino', "l’ha iscritto a piede libero sul registro degli indagati per violenza sessuale ai danni di una ventinovenne di nazionalità romena, residente a Padova".  L’inchiesta "vivrà a breve un momento cruciale. Il pubblico ministero ha infatti chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la fissazione di un incidente probatorio in cui verrà raccolta, in forma protetta e con tutte le garanzie di legge, la testimonianza della parte offesa. La deposizione della giovane approderà quindi direttamente nel fascicolo processuale ed avrà valore di prova. L’appuntamento al tribunale di Treviso, davanti al giudice Gianluigi Zulian, è fissato per il prossimo 23 settembre. La ragazza, che lavora abitualmente come accompagnatrice turistica e nelle discoteche, conosce Marin da circa tre anni. I due erano usciti qualche volta assieme e si erano incontrati in altre occasioni nelle sale da ballo. La ventinovenne sostiene però di non aver mai avuto alcuna relazione con l’imprenditore".  Era il 7 maggio scorso, si legge sul quotidiano, "quando l’ex gieffino l’ha contattata al telefono. L’ha invitata nella sua abitazione di Castelfranco per quella stessa sera. La ventinovenne ha accettato la proposta di vederlo. In tarda serata ha raggiunto Castelfranco in taxi. Marin l’avrebbe fatta accomodare in casa chiedendole se voleva bere qualcosa. Di fronte al rifiuto della giovane, sarebbe subito passato all’azione. Brandendo un coltello da cucina con una lama lunga una trentina di centimetri, le avrebbe ordinato di spogliarsi. La ventinovenne, piccola e con un fisico minuto, non sarebbe stata nelle condizioni di sottrarsi alla morsa dell’ex gieffino. Marin le avrebbe legato le mani dietro la schiena con la cintura dell’accappatoio impedendole in questo modo di reagire. E l’avrebbe costretta a subìre un rapporto sessuale completo. Nel tentativo di cancellare le tracce dell’accaduto avrebbe poi obbligato la ragazza a lavarsi e ripulirsi. É in quel momento che la giovane sarebbe riuscita ad afferrare il suo telefono e a registrare un breve video, già finito tra le carte della Procura". Poche sequenze in cui Marin "ammetterebbe di aver fatto all’amore ma negherebbe, nonostante le insistenze della ragazza, di aver usato qualsiasi forma di violenza. Avrebbe detto di non averlo fatto apposta e, in preda ad una crisi d’ira, avrebbe ordinato alla giovane di allontanarsi da casa sua".  Nel frattempo "la ventinovenne aveva contattato un amico, anch’egli di Castelfranco, affinché venisse a recuperarla a casa di Marin. Quest’ultimo -si legge sul Gazzettino- si era precipitato sul posto ma, prima di potersi allontanare assieme alla ragazza, aveva dovuto subire le minacce e gli improperi del padrone di casa, uscito all’improvviso in cortile con un’accetta tra le mani. Alla fine i due erano comunque riusciti a salire in auto e fuggire. Sconvolta, la ragazza si era fatta riaccompagnare a casa. Dopo una notte insonne, si era recata al pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Padova per una visita ginecologica che avrebbe confermato, oltre alla presenza di alcuni graffi, le tracce della violenza subita. Nell’occasione i medici le avevano diagnosticato un forte stato d’ansia con insonnia prescrivendole alcuni psicofarmaci.  Adesso l’inchiesta sta per entrare nel vivo: la ragazza sarà chiamata a ripercorrere, nel corso dell’incidente probatorio, i drammatici momenti dello stupro in un incubo che sarebbe durato complessivamente circa un’ora".  
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