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Caso Garlasco, il consulente della Procura di Pavia: “Fatemi incontrare Andrea Sempio”

(Adnkronos) – È arrivata stamattina la richiesta da parte del consulente della Procura di Pavia, il professor Roberto Catanesi, di incontrare Andrea Sempio di persona per poter completare la consulenza personologica di cui è incaricato. La difesa dell’indagato per il delitto di Garlasco ha preso tempo per valutare la richiesta. Ne dà notizia sui social Giammarco Menga, giornalista della redazione di “Quarto Grado”, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero, in onda su Retequattro tutti i venerdì in prima serata. La Procura di Pavia aveva affidato la consulenza a Roberto Catanesi sulla capacità di intendere e volere e la presunta pericolosità sociale dell'indagato per la morte di Chiara Poggi, avvenuta a Garlasco il 13 agosto del 2007. Si ricordi che il 38enne, amico del fratello della vittima, si era rifiutato di sottoporsi in prima persona alla consulenza psichiatrica già nel mese di maggio. Sempre la Procura ha indicato il 28 settembre come la data di scadenza dei termini per le indagini preliminari. 
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Mauro Marin indagato per stupro, ancora guai per il vincitore del Grande Fratello 2010

(Adnkronos) –
Nuovi guai giudiziari in arrivo per Mauro Marin, il quarantaseienne imprenditore di Castelfranco Veneto vincitore dell’edizione 2010 del Grande Fratello. Condannato un anno fa dal Tribunale di Sulmona per percosse ai danni dell’ex compagna, e sotto processo per una vicenda analoga, si ritrova ora a dover fronteggiare un’accusa molto pesante. La Procura di Treviso, riporta 'Il Gazzettino', "l’ha iscritto a piede libero sul registro degli indagati per violenza sessuale ai danni di una ventinovenne di nazionalità romena, residente a Padova".  L’inchiesta "vivrà a breve un momento cruciale. Il pubblico ministero ha infatti chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la fissazione di un incidente probatorio in cui verrà raccolta, in forma protetta e con tutte le garanzie di legge, la testimonianza della parte offesa. La deposizione della giovane approderà quindi direttamente nel fascicolo processuale ed avrà valore di prova. L’appuntamento al tribunale di Treviso, davanti al giudice Gianluigi Zulian, è fissato per il prossimo 23 settembre. La ragazza, che lavora abitualmente come accompagnatrice turistica e nelle discoteche, conosce Marin da circa tre anni. I due erano usciti qualche volta assieme e si erano incontrati in altre occasioni nelle sale da ballo. La ventinovenne sostiene però di non aver mai avuto alcuna relazione con l’imprenditore".  Era il 7 maggio scorso, si legge sul quotidiano, "quando l’ex gieffino l’ha contattata al telefono. L’ha invitata nella sua abitazione di Castelfranco per quella stessa sera. La ventinovenne ha accettato la proposta di vederlo. In tarda serata ha raggiunto Castelfranco in taxi. Marin l’avrebbe fatta accomodare in casa chiedendole se voleva bere qualcosa. Di fronte al rifiuto della giovane, sarebbe subito passato all’azione. Brandendo un coltello da cucina con una lama lunga una trentina di centimetri, le avrebbe ordinato di spogliarsi. La ventinovenne, piccola e con un fisico minuto, non sarebbe stata nelle condizioni di sottrarsi alla morsa dell’ex gieffino. Marin le avrebbe legato le mani dietro la schiena con la cintura dell’accappatoio impedendole in questo modo di reagire. E l’avrebbe costretta a subìre un rapporto sessuale completo. Nel tentativo di cancellare le tracce dell’accaduto avrebbe poi obbligato la ragazza a lavarsi e ripulirsi. É in quel momento che la giovane sarebbe riuscita ad afferrare il suo telefono e a registrare un breve video, già finito tra le carte della Procura". Poche sequenze in cui Marin "ammetterebbe di aver fatto all’amore ma negherebbe, nonostante le insistenze della ragazza, di aver usato qualsiasi forma di violenza. Avrebbe detto di non averlo fatto apposta e, in preda ad una crisi d’ira, avrebbe ordinato alla giovane di allontanarsi da casa sua".  Nel frattempo "la ventinovenne aveva contattato un amico, anch’egli di Castelfranco, affinché venisse a recuperarla a casa di Marin. Quest’ultimo -si legge sul Gazzettino- si era precipitato sul posto ma, prima di potersi allontanare assieme alla ragazza, aveva dovuto subire le minacce e gli improperi del padrone di casa, uscito all’improvviso in cortile con un’accetta tra le mani. Alla fine i due erano comunque riusciti a salire in auto e fuggire. Sconvolta, la ragazza si era fatta riaccompagnare a casa. Dopo una notte insonne, si era recata al pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Padova per una visita ginecologica che avrebbe confermato, oltre alla presenza di alcuni graffi, le tracce della violenza subita. Nell’occasione i medici le avevano diagnosticato un forte stato d’ansia con insonnia prescrivendole alcuni psicofarmaci.  Adesso l’inchiesta sta per entrare nel vivo: la ragazza sarà chiamata a ripercorrere, nel corso dell’incidente probatorio, i drammatici momenti dello stupro in un incubo che sarebbe durato complessivamente circa un’ora".  
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Legge elettorale, nodo ballottaggio. FdI prende tempo: “Lo votiamo solo con ok alleati”

(Adnkronos) –
Ballottaggio sì o no? La data cerchiata di rosso è il 9 settembre, quando la riforma della legge elettorale approderà in aula al Senato e si aprirà la partita vera sul secondo turno. L'emendamento firmato dal senatore di FdI Marcello Pera, che prevede il ballottaggio se nessuna coalizione raggiunge il 48% in entrambe le Camere e almeno due superano il 38%, resta per ora un'iniziativa a titolo personale. Ma in Fratelli d'Italia non viene considerato un capitolo chiuso: il testo può essere modificato, discusso e, eventualmente, votato, ma solo dentro un'intesa con gli alleati. "Non facciamo la fuga solitaria", è il ragionamento affidato all'Adnkronos da fonti parlamentari di Fdi. La linea, dunque, è quella della prudenza. L'emendamento Pera "è a titolo personale, non è la posizione ufficiale di FdI ma non è detto che non lo diventi". Prima del voto c'è ancora tempo per lavorare a una soluzione condivisa: "Potremmo votarlo ma se lo votiamo lo facciamo in accordo con le altre forze di maggioranza". In casa FdI, spiegano le fonti, il doppio turno presenta infatti "lati positivi e negativi", come ha osservato anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. Il vantaggio sarebbe quello di aumentare le possibilità di ottenere il premio di maggioranza e, di conseguenza, una maggiore stabilità di governo. Ma c'è anche un rovescio della medaglia: la soglia del 48% prevista dall'emendamento Pera potrebbe determinare un secondo turno anche in situazioni nelle quali l'attuale testo consentirebbe invece di assegnare direttamente il premio. E poi c'è l'incognita dell'affluenza al secondo turno, "un grande punto interrogativo". Il nodo resta quindi tutto politico, oltre che tecnico. La Lega, viene osservato, "è fortemente contraria" al ballottaggio, ma nelle file di FdI non si esclude che anche all'interno del partito di Matteo Salvini possano esserci sensibilità diverse: "È piuttosto noto che la Lega non la pensa tutta allo stesso modo". In ogni caso, "queste sono cose che vengono gestite a livello di vertice". Per questo, viene sottolineato, la partita non si chiude con il deposito dell'emendamento. La proposta Pera è stata presentata per l'esame direttamente in Aula e non in commissione, lasciando quindi spazio a un confronto politico prima dell'approdo del provvedimento in Assemblea. "C'è ancora tempo", ribadiscono le fonti. Sul tavolo c'è anche un altro emendamento che FdI invita a valutare: quello firmato dal senatore Sigismondi sulla questione dei sindaci, con l'obiettivo di ridurre i tempi entro i quali un sindaco deve dimettersi per candidarsi. Anche in questo caso, però, la cautela è d'obbligo: "Va valutato: è firmato solo da un senatore e va visto con gli alleati. Anche quello è strumento di riflessione". 
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Drone russo su Lipsia, Von der Leyen e Rutte: “Non tollereremo attacchi, pronti a proteggerci”

(Adnkronos) – Il drone carico di esplosivi rinvenuto all'aeroporto di Lipsia, in Germania, è stato "un attacco condotto con materiale di livello militare da agenti russi sul territorio dell’Unione europea". Lo dichiara la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso di una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. "Non lo tollereremo", aggiunge, sottolineando che se l'attacco fosse riuscito, "avrebbe causato danni enormi e forse anche perdita di vite umane". La leader dell'esecutivo Ue esprime "piena solidarietà" alla Germania, che ieri ha indicato Mosca come responsabile ultimo dell'attacco. "Se l’intenzione era farci riflettere due volte prima di sostenere l’Ucraina, posso dire che ha solo rafforzato la mia determinazione", prosegue von der Leyen. "L’intimidazione non funzionerà, ed è per questo che oggi incontro il segretario generale della Nato: siamo uniti". 
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Unione europea e la Nato aumenteranno la pressione sulla Russia in seguito al tentato attacco, ha aggiunto von der Leyen. Ue e Nato "non si limiteranno a mantenere la pressione sulla Russia: la aumenteranno. E non ci fermeremo finché la Russia non smetterà di bombardare e uccidere bambini, uomini e donne innocenti in Ucraina", afferma la leader dell'esecutivo Ue. E ancora. Il tentato attacco "segna una nuova escalation sul territorio dell’Unione europea direttamente attribuita alla Russia, ma fa parte di un modello più ampio di incidenti sempre più pericolosi: ripetute incursioni nel nostro spazio aereo, droni che paralizzano i nostri aeroporti, interferenze con le nostre infrastrutture critiche".  "Gli europei devono affrontare la dura realtà che questa è la nuova normalità", prosegue la leader dell'esecutivo europeo. "Dobbiamo fare di più, e questo significa essere pronti a rispondere alla sconsideratezza della Russia in modo più rapido ed efficace. Dobbiamo considerare le nostre infrastrutture quotidiane come possibili obiettivi in prima linea e proteggerle di conseguenza", continua, affermando che l'Ue sosterrà qualsiasi Stato membro preso di mira da Mosca. Il blocco "dispone già di squadre di risposta rapida in grado di reagire a questo tipo di attacchi, sia all’interno sia all’esterno dell’Unione: la nostra forza, la nostra preparazione e la nostra determinazione sono quindi il nostro deterrente", sottolinea von der Leyen. In parallelo, le sanzioni Ue "hanno indebolito l’economia russa: possiamo fare di più, utilizzare ulteriori sanzioni e averle pronte da imporre non appena atti tanto pericolosi e potenzialmente letali saranno attribuiti", prosegue, sottolineando che i ministri degli Esteri Ue riuniti in Irlanda stanno discutendo di nuove designazioni, mentre la stessa Commissione sta "valutando come intaccare ulteriormente le casse di guerra della Russia". "La Russia è diventata sempre più sconsiderata" e le sue azioni stanno "creando rischi maggiori", le fa eco Rutte. Mentre il Cremlino prosegue la sua "terribile guerra contro l’Ucraina, abbiamo visto un numero crescente di droni e missili attraversare il nostro spazio aereo lungo il fianco orientale, creando rischi maggiori", rileva il numero uno Nato. "Abbiamo inoltre assistito a un aumento delle attività ostili che prendono direttamente di mira il nostro territorio, dagli incendi appiccati in fabbriche che producono equipaggiamenti di difesa per l’Ucraina fino all’attacco ibrido russo a Lipsia". Il leader dell'Alleanza esprime "piena solidarietà alla Germania, a tutta l’Alleanza e all’Unione europea. Gli esempi sono molti. I pericoli posti dalla Russia sono evidenti e lavoriamo senza sosta per garantire di essere pronti a proteggere la nostra popolazione", continua. "Se la Russia pensa che le minacce ci divideranno, o che ci dissuaderanno dal sostenere l’Ucraina, si sbaglia". Lo dichiara il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso di una conferenza stampa congiunta con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "La nostra unità resta incrollabile. Il nostro sostegno all’Ucraina è chiaro", aggiunge. I due leader si sono incontrati per discutere del tentato attacco all'aeroporto di Lipsia/Halle, che ieri il governo tedesco ha attribuito a Mosca. 
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Una nonna cura un giardino per 20 anni, ma il Comune vuole smantellarlo

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Una nonna di 89 anni è stata costretta a rinunciare al suo amato giardino. Il Consiglio comunale ha ordinato a Katharine Hoskyns, che vive nel nord-ovest di Londra, di non curare più quello che era diventato un vero e proprio parco pubblico di cui la donna si prendeva cura da oltre 20 anni, dopo aver ricevuto lamentale da parte dei vicini per "comportamenti antisociali". La donna aveva creato, nel corso degli anni, una piccola 'oasi' fuori casa a St John's Wood, dopo che il comune aveva installato dei parcheggi dove prima c'era uno spazio verde. Da allora Hoskyns, un'insegnante ormai in pensione, aveva riempito l'area di vasi di pomodori, gerani ed erbe aromatiche, aggiungendo anche una panchina: "Avevo delle macchine parcheggiate fuori casa, dove prima avevo un bello spazio. Ho deciso che invece di essere infelice per questo, avrei reso di nuovo piacevole quello spazio", ha raccontato al Daily Mail. "Mi piace perché posso andare in giro a lavorare i miei vasi e la gente si avvicina e chiacchiera con me. È un'attività piacevole e sociale", ha spiegato. Peccato però che il mese scorso il Ma il Consiglio comunale di Westminster abbia inviato alla signora Hoskyns una diffida formale, intimandole di rimuovere la panchina e le piante, citando una "serie di lamentele da parte dei residenti". Il consiglio ha aggiunto di essere stato costretto "a malincuore" ad avviare un procedimento dopo numerosi tentativi di risolvere la controversia in via informale nel corso degli anni. Secondo la signora Hoskyns però, c'è solo un vicino che "si oppone" al suo giardino e insiste sul fatto che non vi siano mai stati episodi di inciviltà: "Sono rimasta molto turbata quando ho ricevuto la lettera. Non crea intralcio, c'è spazio a sufficienza per una sedia a rotelle. C'è solo una persona a cui non piace. Pensava che ci fossero stati comportamenti antisociali sulla panchina, ma non è vero". Nella lettera inviata dal Comune, si affermava che le piante e la panchina avrebbero potuto creare potenzialmente dei problemi di sicurezza, specificando come la caduta dei vasi avrebbe potuto portare delle lesioni e la panchina non fosse "strutturalmente sicura". La donna però si rifiuta di rinunciare al suo giardino e, con l'aiuto della sua famiglia, ha risposto all'ingiunzione di esecuzione.  La famiglia inoltre ha lanciato una petizione per chiedere che le piante e la panchina rimangano, che ha già raccolto 190 firme, tutte di persona, con il 'vecchio' metodo porta a porta: "I vicini si offrono volontari e danno un grande aiuto. È un'iniziativa che coinvolge tutta la comunità, oltre che me", ha spiegato Hoskyns, "il Consiglio probabilmente si metterà di nuovo in contatto, ma noi continueremo a rispondere. Non sono più solo io, ora tantissime persone sono coinvolte e danno una mano in questa lotta".  
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Emergenza sangue in Italia, chi può donarlo e ogni quanto

(Adnkronos) – Dopo l'estate, il periodo di calo delle donazioni, c'è la necessità di sacche di sangue negli ospedali. Sono tre i requisiti fondamentali per iniziare a donare: un'età compresa tra i 18 e 60 anni; un peso corporeo superiore a 50 chilogrammi e uno stile di vita sano. Lo ricorda l'Avis Roma che poi smentisce il falso mito della donazione a digiuno completo e raccomanda una corretta preparazione alimentare. Ma ogni quanto si può donare?  
Cosa fare e cosa non fare prima della donazione: È consigliato fare colazione prima della donazione. La colazione deve essere leggera e può essere a base di: thè, caffè, succo di frutta o spremuta poco zuccherata, 2 fette biscottate con marmellata poco zuccherata, qualche biscotto secco. È invece assolutamente vietata l’assunzione di latte e derivati. È sconsigliato il digiuno completo.
 
Dopo la donazione: una buona colazione, che può andare dal mangiare cornetti, dolci o anche salato (nessun divieto). Altri suggerimenti: non portare pesi con il braccio della donazione per evitare un potenziale ematoma. 
Cosa non fare durante la giornata: nessuna attività fisica (o sport intenso), nessuno sforzo (no lavori particolarmente pesanti); Non fumare nelle due ore successive; non è necessario nutrirsi più del solito. È preferibile un pasto leggero, facilmente digeribile e assumere molti liquidi (non alcolici). 
Ogni quanto si può donare: l'intervallo di tempo minimo fra due donazioni di sangue intero è di 90 giorni; uomini e donne non in età fertile: fino a 4 volte all'anno; donne in età fertile: fino a 2 volte all'anno (con un intervallo minimo di 180 giorni consigliato o 90 giorni a seconda delle valutazioni mediche locali. Per la donazione di soli componenti (plasma o piastrine), gli intervalli e i limiti annuali variano in base al protocollo medico e al tipo di aferesi, ma consentono una maggiore frequenza (fino a 6 volte o più all'anno in base al giudizio clinico).  
Per proteggere la salute pubblica e garantire la sicurezza dei prodotti trasfusionali, sono previsti periodi di sospensione dal prelievo; 48 ore per cure odontoiatriche minori; vaccinazioni asintomatiche (Covid, influenza, tetano); 5 – 7 giorni: assunzione di antinfiammatori/aspirina; estrazioni dentarie o interventi chirurgici minori; 14 giorni guarigione da stati febbrili o terapie antibiotiche; 4 mesi per tatuaggi, piercing, agopuntura; rapporti sessuali occasionali o a rischio; endoscopie o interventi chirurgici maggiori; 6 mesi – 1 anno per: gravidanza e parto (rinvio di 6 mesi dal parto/interruzione); soggiorni o viaggi in zone endemiche per malaria o malattie tropicali. 
Esclusione definitiva: positività ad epatiti B/C, Hiv, sifilide; patologie croniche severe (malattie cardiovascolari, tumori, diabete insulino dipendente, epilessia, malattie autoimmuni); alcolismo cronico o uso di sostanze stupefacenti. L'Avis Roma sottolinea infine "che la legge tutela il donatore dipendente garantendo il diritto a una giornata di riposo dal lavoro normalmente retribuita (la retribuzione viene rimborsata al datore di lavoro dal Fondo sanitario nazionale tramite Inps)". 
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Vibo Valentia, esplosione nel B&b: morta anche la bimba di 10 anni dopo il papà e la mamma

(Adnkronos) – E' morta – nel reparto Grandi ustioni del Policlinico di Bari – la bambina di 10 anni, di nazionalità slovena gravemente ferita nell'esplosione avvenuta a Mileto, in provincia di Vibo Valentia, il 25 agosto scorso in un b&b e a causa del quale il 27 agosto successivo a Palermo è morto il padre,
Yamnik Cobolt Petra

, 48 anni.
 
Ieri è deceduta anche la moglie 44enne dell'uomo e madre della piccola, ricoverata a Catania. La famiglia era in vacanza in Italia. La deflagrazione è stata provocata probabilmente da una bombola di gas. Nella struttura era divampato un incendio con il crollo parziale del pianoterra.   Anche il sindaco di Mileto si è stretto al dolore per la morte della madre e del padre condividendo ieri una nota: "Esprimo il mio cordoglio più profondo per il decesso della signora Petra, moglie e madre della piccola Ema, rimasta gravemente ferita nell’esplosione verificatasi a Mileto. Purtroppo il bilancio si aggrava e la situazione diventa sempre più tragica", ha scritto Salvatore Fortunato Giordano. "Il fatto ci addolora ma purtroppo le lesioni riportate nello scoppio erano evidentemente tanto gravi che i medici nulla hanno potuto", ha aggiunto. 
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Governo, tutto pronto per la festa di Fdi a Bari con Meloni: al porto l’omaggio a Pinuccio Tatarella

(Adnkronos) – La presenza all'ingresso principale del porto di Bari della targa dedicata a Pinuccio Tatarella, esponente storico del Movimento Sociale e fondatore di Alleanza Nazionale, davanti alla quale viene ricordato ogni anno in occasione dell'anniversario della sua morte, assume un significato simbolico della manifestazione che si terrà venerdì 4 settembre nel capoluogo pugliese proprio nell'area del Terminal Crociere dello scalo marittimo per celebrare il record del governo più longevo della storia della Repubblica, quello guidato da Giorgia Meloni.  Infatti prima della manifestazione, intorno alle 16.30, il presidente del Senato Ignazio La Russa, insieme a rappresentanti della classe dirigente barese, in particolare il senatore Filippo Melchiorre e il sottosegretario alla salute, il deputato Marcello Gemmato, molto legati al cosiddetto ministro dell'Armonia del primo governo Berlusconi, renderà omaggio a un'altra targa (non quella in prossimità dell'uscita del varco doganale) dedicata a uno dei padri ispiratori di Fratelli d'Italia, sempre nella stessa area portuale. Del resto la Puglia è stata spesso la destinazione delle vacanze estive del presidente del Consiglio come è avvenuto di nuovo nelle settimane passate. Inoltre due anni fa Giorgia Meloni ha deciso di svolgere il G7 a Borgo Egnazia, nel brindisino. La scelta del porto è stata obbligata poiché venerdì l'area della Fiera del Levante, deputata naturale a sede di una kermesse che si prevede molto affollata, era già stata individuata da tempo per una delle tappe del tour del cantante Caparezza. La destra e il centrodestra non guidano da tempo la città di Bari, né la Regione Puglia e anche nelle elezioni politiche non sempre hanno riportato successi ma Fratelli d'Italia Puglia è ben rappresentata al governo con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, figura chiave dell'esecutivo, e con il sottosegretario alla Salute Gemmato, coordinatore regionale di Fdi. Senza dimenticare Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ex presidente della Regione, già ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr nei primi due anni del governo Meloni. 
L'esecutivo, in carica dal 2022, taglierà venerdì il traguardo di 1413 giorni, 'battendo' così il secondo governo Berlusconi (2001-2005, XIV legislatura). "Il governo più stabile, l'Italia più forte". Questo lo slogan della manifestazione. La premier Meloni interverrà alle 19.20 sul palco allestito da una società romana e sistemato proprio di fronte al mare, verso Oriente. Alla kermesse sono attese migliaia di persone. Già oltre 5000 quelle che si sono accreditate sul sito di Fratelli d'Italia e oltre 70 i bus prenotati da diverse parti d'Italia. Il coordinatore regionale Marcello Gemmato nei giorni scorsi ha riferito che la capienza dell'area è di circa 10 mila persone. Dalla Campania “saranno oltre 1500 i militanti di Fratelli d’Italia e 21 i pullman organizzati che partiranno da tutte le province della regione, più tanti militanti che con auto e mezzi pubblici saranno a Bari", assicura il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, commissario regionale del partito in Campania e sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Per la Puglia dalla provincia di Lecce sono già pronti 12 pullman. "Undici dalla Bat e non meno di 600 persone", ha annunciato l'europarlamentare Francesco Ventola, coordinatore provinciale Fdi di Barletta-Andria-Trani. Cinque i bus in partenza da Foggia e provincia. Sulle presenze complessive dall'entourage di Fdi non si sbilanciano. All'Adnkronos il senatore Melchiorre, che ha partecipato a quasi tutti i comitati per la sicurezza e l'ordine pubblico (ieri l'ultimo insieme a Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell'organizzazione e deputato, e allo stesso Gemmato) spiega: "Non siamo abituati a dare numeri o a fare previsioni ma consuntivi. Non siamo in grado di poter dire quante persone verranno", continua. "Al di là della capienza, secondo me parteciperà tanta gente. Nella provincia di Bari stiamo riscontrando molto entusiasmo, in città molti si muoveranno a piedi. Quelli che non dovesse contenere l'area, rimarranno fuori", afferma Melchiorre. Ad accogliere i partecipanti e a fare da sfondo alla festa politica le luminarie della storica ditta Paulicelli di Bari che allestisce cornici di luci delle feste religiose, laiche e popolari in tutta Italia, ad esempio la festa patronale di San Nicola nel capoluogo pugliese. 
L'organizzazione conta su circa 300 volontari, una squadra costituita soprattutto da militanti pugliesi di Gioventù nazionale. Non mancheranno l'area ristoro, dove la parte del leone nei food truck la faranno gli spaghetti all'assassina, piatto diventato tipico a Bari, e i più tradizionali panzerotti, e lo show musicale di Tommy Moretti, dj della discoteca Praja di Gallipoli, prima, durante e dopo la manifestazione.  "Saranno presenti diverse decine di giornalisti da tutto il mondo, sicuramente oltre cento", aggiunge Melchiorre che è anche vicecoordinatore regionale di Fdi e sta curando molti aspetti organizzativi. Imponenti le misure di sicurezza. Interdetto ai partecipanti il Varco principale al porto, quello doganale, sono due gli accessi prestabiliti: Varco Caracciolo e Varco della Vittoria. Per chi arriva a piedi prevista la possibilità di entrare da Varco Caracciolo, salire su un bus navetta e, dopo un brevissimo tratto, raggiungere la zona del palco. I bus accreditati entreranno da Varco della Vittoria. Chi arriva a Bari in auto potrà lasciare la vettura al parcheggio dello stadio San Nicola oppure di Pane e Pomodoro e di lì prendere le navette fino al Varco Caracciolo. Il corteo organizzato da movimenti e associazioni di sinistra, che scendono in piazza "per ribadire a Meloni la netta distanza tra le priorità del suo governo e i bisogni reali della popolazione", non è stato autorizzato dalla questura. Più probabilmente si tramuterà in una manifestazione in piazza del Ferrarese. Misure di protezione sono state predisposte in via Calefati sede del consolato di Israele. I vertici regionali del partito di Fratelli d'Italia, che in questi giorni stanno girando le strade e i mercati cittadini (stamane a quello di Santa Scolastica Donzelli, Melchiorre e Gemmato) per promuovere la manifestazione, hanno annunciato la presenza di tutti i parlamentari (italiani ed europei), ministri e sottosegretari del partito ma anche di esponenti dei partiti e dei ministri della coalizione (Lega, Forza Italia Noi Moderati). Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a quanto si apprende, interverrà in video collegamento. Non viene ancora confermata la presenza di Raffaele Fitto (che durante l'incarico europeo si è astenuto da manifestazioni di partito), né quella dell'altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. L’evento partirà già dalle 16, con apertura dei varchi alle 15.30.  
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Emergenza sangue in Italia, appelli per la donazione. Cns: “Senza non si opera”

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E' allarme sangue in Italia dopo l'estate. Dalla Croce rossa all'Umberto I di Roma fino al Policlinico Gemelli, sono diversi i centri che hanno lanciano appelli ai donatori al rientro dalle vacanze. "Siamo in emergenza sangue come ogni anno, la temuta carenza di sangue negli ospedali durante il periodo estivo si sta verificando. Questo potrebbe comportare il rinvio di interventi chirurgici programmati e mettere a rischio le trasfusioni urgenti", scrive la Croce rossa italiana di Roma Capitale sui social. Ma anche il Policlinico Umberto I di Roma ha rilanciato l'appello, "con le partenze e il caldo le donazioni diminuiscono, ma interventi, terapie ed emergenze continuano tutto l'anno".  L'Adnkronos ha deciso di scendere in campo con una giornata – organizzata in collaborazione con l'Avis Roma – in cui i romani potranno donare il sangue. L'evento è in programma giovedì 10 settembre dalle ore 8.30 in Piazza Mastai, nel cuore di Trastevere.  
I mesi estivi, quest'anno particolarmente caldi, sono il momento peggiore per la raccolta del sangue? "E' un po' presto per fare il bilancio" per le donazioni. "In linea di massima ad agosto abbiamo avuto qualche carenza che siamo riusciti comunque a compensare tra Regioni. Dobbiamo però vedere effettivamente i dati finali per poter dire che siamo riusciti a garantire tutto quello che era richiesto. Ci sono state diverse regioni che hanno chiesto aiuto e altre che hanno dato disponibilità a compensare. Quindi la compensazione ha funzionato, mi sentirei di dire all'80%, e vediamo se diventerà il 100%. Deve arrivare un messaggio: dalle liste d'attesa all'attività chirurgica, senza sangue non si opera. Dovremmo impegnarci, prendere sempre più consapevolezza e capire tra l'altro che se non supportiamo il Servizio sanitario nazionale e – ovviamente la raccolta associativa – in questi aspetti, si produce anche tutto un rallentamento che si ripercuote su tanti settori". Così all'Adnkronos Salute Luciana Teofili, direttrice del Centro nazionale sangue, che fa il punto sulle necessità dopo il periodo estivo. Il sistema sangue italiano, che a differenza di altri paesi si basa totalmente sulla donazione volontaria e non remunerata, conta al momento (2025) circa 1,66 milioni di donatori, di cui 1,41 mln periodici e circa 250mila alla prima donazione. Il numero di donazioni è stato di circa 3 milioni con un'incidenza sulla popolazione di circa 7,5 ogni cento abitanti. 
Il Centro nazionale sangue si occupa proprio di coordinare queste procedure per evitare carenze che possano danneggiare il lavoro dei medici e l'assistenza ai pazienti. Un lavoro che mette insieme 'domanda' e 'offerta'. "Si pianificano già durante l'anno delle azioni di supporto. Sappiamo che la Sardegna tipicamente è una regione che avendo tanti talassemici – tanti soggetti che non possono donare – ma un alto fabbisogno di sangue ha necessità stabile di un supporto da altre regioni. Quindi ci sono le cosiddette compensazioni programmate. Al di là di questo c'è comunque, nei periodi in cui ci può essere una maggior richiesta così come ci può essere una minore offerta perché la donazione si riduce, il momento in cui alcune regioni che normalmente ce la fanno da sole hanno bisogno di un supporto. E il Centro nazionale sangue si occupa proprio di questo".  
Quali le Regioni che fanno da 'motore' nella raccolta di sangue e plasmaderivati. Le più virtuose? "Quelle delle Nord", risponde la direttrice generale. Ma questo è legato alla presenza di una cultura del dono più radicata sul territorio? "Questo è il vero elemento centrale di tutto. Possiamo citare il Veneto, le province autonome, il Piemonte che supporta regolarmente la Sardegna, la Lombardia e il Fvg, che hanno dato disponibilità. Quindi queste regioni hanno sicuramente fatto egregiamente la loro parte. Il problema della Sardegna è la presenza di tanti pazienti talassemici, quindi c'è un'esigenza cronica, ma significa anche un'esigenza correlata per esempio a tutte le attività trapiantologiche. Quando un paziente talassemico viene trapiantato c'è un incremento del suo fabbisogno di sangue durante la fase del trapianto". 
In futuro ci sono nuovi progetti o priorità che affronterete? "Innanzitutto, c'è bisogno di parlare più di plasma, perché la nostra idea di donazione è legata al sangue che poi alla fine porta alla produzione di globuli rossi e di piccole quantità di plasma. Quello che per cui l'Italia non è autosufficiente sicuramente è la produzione dei plasmaderivati. Possiamo e dobbiamo fare meglio. Negli anni c'è stato un progressivo aumento della donazione di plasma, anche nel 2025 abbiamo registrato un piccolo incremento e abbiamo registrato anche un buon rialzo della donazione di plasma in aferesi, ossia quella donazione in cui si dona solo il plasma oppure plasma e piastrine, in cui però si dona un quantitativo più importante. Sono le donazioni – aggiunge la Dg – che sostengono questo sistema di plasma derivazione, ossia di utilizzo del plasma raccolto per produrre farmaci salvavita. Pensiamo solo alle immunoglobuline, con categorie di pazienti che non riescono a farne a meno perché è la loro terapia di sostegno regolare. O, ad esempio, le persone con immunodeficienze primitive ma anche fattori della coagulazione. Le chirurgie complesse come la cardiochirurgia, la chirurgia addominale importante, necessitano di questi farmaci regolarmente, dei concentrati protrombinici o del fibrinogeno. Noi non siamo autosufficienti e questo punto dovrebbe dare una maggior consapevolezza al Paese. Perché effettivamente se manca questa consapevolezza, si pensa sempre a qualcosa che riguarda piccoli numeri di pazienti, ma non è così: i plasmaderivati sono entrati nell'uso comune". 
Secondo i dati Cns, la fascia di donatori più numerosa è quella dei 46-55enni e quella meno numerosa e che tende a ridursi è la fascia 18-25. Come si può lavorare sui giovani e avvicinarli alla donazione? "Fermo restando che ci sono anche strategie a livello europeo che puntano a rivedere i limiti di età per la donazione, sia nella fascia più giovane che in quella più anziana, nel nostro Paese credo che manchi una capacità di guardare alla Medicina trasfusionale in generale come a una risorsa strategica per la quale bisogna fare non solo informazione, ma cultura – chiosa Teofili – Significa parlare già ai bambini di donazione. Non solo di sangue o di plasma, ma anche di donazione di organi. La scuola dovrebbe inserire questi argomenti nel percorso di formazione, per evitare che poi piombino dall'esterno su un ragazzo 18enne che sa poco o nulla e che è in un momento della sua vita in cui pensa ad altro. Vediamo – conclude – che la donazione sui social è spesso associata a qualcosa che si tinge di eroico, e invece no, deve essere la quotidianità, deve essere un qualcosa che fa parte delle relazioni tra cittadini". 
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Chiara Ferragni, il viaggio continua in Colombia per conoscere i genitori di Jose Hernandez

(Adnkronos) –
Chiara Ferragni ha conosciuto la famiglia del fidanzato Jose Hernandez. L'imprenditrice digitale in vacanza in America Latina, si è spostata dal Perù in Colombia per conoscere i parenti del manager.  Come la stessa Ferragni ha raccontato sui social, Hernandez è colombiano ma vive a Milano da 12 anni ormai. "Tutta la sua famiglia vive a Barraquilla". Negli scatti, l'influencer ha mostrato la mamma e i parenti di Jose, e anche una lettera che ha ricevuto al suo arrivo: "Benvenuta nella nostra famiglia. Speriamo che ti senta come a casa tua", si legge.  "In questi giorni sono diventata una quillera provando tutti i piatti locali, i posti e la chiva. Grazie a tutti per avermi fatto sentire parte della famiglia", ha scritto ancora l'imprenditrice, grata dei giorni trascorsi al fianco della famiglia del manager. Jose Hernandez lavora infatti come 'Global Business Manager' presso 'Yokohama TWS'. 
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