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Ebola, oltre 2mila morti in Congo: epidemia potrebbe superare record 2018-2020

(Adnkronos) – Non si arresta l'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Finora sono morte 2.011 persone su 4.381 casi confermati, secondo l'ultimo bilancio pubblicato dalle autorità congolesi. Il bilancio avvicina l'attuale epidemia, dichiarata a maggio dalle autorità e che si sta diffondendo nelle regioni orientali e nord-orientali afflitte da conflitti, a quella del 2018-2020, la più letale finora nella Repubblica Democratica del Congo, con quasi 2.300 morti su 3.500 malati registrati. 
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Attentato a Ranucci, domani interrogatorio garanzia per Lavitola a Rebibbia

(Adnkronos) – E’ stato fissato per domani, mercoledì 12 agosto, in tarda mattinata l’interrogatorio di garanzia per Valter
Lavitola,
arrestato ieri con l’accusa di essere il mandante dell’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido
Ranucci. Lavitola, al quale viene contestato anche il metodo
mafioso, è recluso nel carcere di Rebibbia dopo che i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Iole Moricca a seguito della richiesta avanzata dalla procura di Roma.  "L'attentato dell'ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci è stato commissionato “da Lavitola esclusivamente per accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti” dell’indagato “in ambito politico”, è emerso dalle carte dell'ordinanza del gip di Roma Iole Moricca, aggiungendo: "Se infatti lo scopo era quello di favorire l'ascesa politica del giornalista Ranucci ed evidentemente assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato – si legge nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo – è indubbio che nella ideazione dell'indagato Lavitola, agli occhi della vittima e dell'opinione pubblica l'evento delittuoso doveva apparire come un atto intimidatorio o ritorsivo, comunque un avvertimento rivolto al giornalista Ranucci per intimorirlo rispetto alla prosecuzione delle sue inchieste, ma mai per porre in effettivo pericolo l'incolumità del giornalista". L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, seguita ora dal pm della Dda Edoardo De Santis, ha già portato a fine giugno all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Destinatario della misura emessa ieri dal gip è anche Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola, che attualmente si troverebbe in Africa. Nei suoi confronti i pm capitolini avvieranno l’iter per l’estradizione.  Intanto, sul futuro della trasmissione condotta da Ranucci su Rai3, Report, è appena intervenuto il ministro Matteo
Salvini. Durante una visita al Polo di interscambio del Pigneto a Roma, alla domanda: "La trasmissione Report dovrebbe continuare senza il conduttore Sigfrido Ranucci?", il leader della Lega ha risposto: "Si, credo che ci dovrebbe essere una pausa. Piena solidarietà" per chi ha subito un attentato ma la situazione "va chiarita", ha concluso.  
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Poste, ‘Camera con Vista’ quando il welfare diventa vacanza

(Adnkronos) – Dopo il successo delle edizioni precedenti, Poste Italiane conferma anche per il 2026 “Camera con Vista” l’iniziativa di welfare aziendale che mette a disposizione dei dipendenti e delle loro famiglie soggiorni gratuiti di una settimana in appartamenti situati in rinomate destinazioni turistiche italiane. Il progetto ideato con l’obiettivo di offrire ai dipendenti di Poste Italiane l’opportunità di vivere esperienze autentiche in alcuni dei luoghi più affascinanti d’Italia, dal 2019 ad oggi ha coinvolto quasi 4.500 persone tra dipendenti e familiari, accompagnandole alla scoperta delle bellezze del nostro Paese. (VIDEO) “Camera con Vista” prende avvio dal recupero e dalla riqualificazione di appartamenti di servizio di proprietà dell’Azienda, trasformati in accoglienti case vacanza moderne e funzionali. Gli alloggi, realizzati con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, rappresentano un esempio concreto di valorizzazione del patrimonio immobiliare aziendale e di utilizzo responsabile delle risorse. Dal mare alla montagna, passando per le località termali, gli appartamenti si trovano in alcune delle destinazioni più suggestive del Paese, tra cui Capri, Favignana, Forte dei Marmi, Lipari, Chianciano Terme, Soverato, Cernobbio. Per l’edizione 2026 l’offerta si amplia ulteriormente con l’introduzione di quattro nuovi alloggi – Aldeno, Ostia Lido, Porto San Giorgio e Vasto Marina – portando a 21 il numero complessivo degli alloggi disponibili.  L’accesso all’iniziativa è semplice e immediato: attraverso la sezione dedicata dell’App aziendale NoidiPoste, riservata ai circa dipendenti del Gruppo, è possibile consultare le caratteristiche degli appartamenti disponibili e accedere alla piattaforma di booking online.  Anno dopo anno, “Camera con Vista” continua a registrare un ampio consenso tra i dipendenti, confermandosi un’iniziativa capace di coniugare welfare, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio aziendale. Un progetto che riflette l’impegno di Poste Italiane nel promuovere il benessere delle proprie persone e che si inserisce nel più ampio modello di welfare sviluppato dall’Azienda per favorire l’equilibrio tra vita privata e lavoro, attraverso opportunità concrete e accessibili. 
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Musiala al Galatasaray è una fake news? Giornalista fermato dalla polizia per scoop di calciomercato

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Un giornalista turco è stato fermato dalla polizia per… una notizia di calciomercato. Il giornalista Burhan Can Terzi ha diffuso la notizia relativa all’imminente passaggio di Jamal Musiala dal Bayern Monaco al Galatasaray. Il club di Istanbul ha smentito categoricamente la trattativa e il giornalista è stato fermato e trattenuto per alcune ore dalla polizia su disposizione del procuratore generale di Bakirkoy. Terzi, come riferisce il quotidiano Haberler, avrebbe “diffuso notizie fuorvianti”. Si tratta del primo provvedimento del genere adottato nei confronti del giornalista. Terzi è stato rilasciato dopo alcune ore e, secondo quanto riferiscono i media locali, è tornato in libertà senza ulteriori restrizioni. La vicenda è stata stigmatizzata dal Galatasaray, che ha acceso i riflettori sulla notizia considerata una fake news totale.  “Le voci secondo cui il calciatore professionista Jamal Musiala si trasferirà al Galatasaray sono false”, la posizione categorica del club. “Mantenere vive queste voci, chiaramente infondate, è un tentativo di creare una percezione fuorviante per il pubblico e screditare le attività di mercato del nostro club. È significativo che le stesse persone e gli stessi media che diffondono queste speculazioni abbiano già diffuso affermazioni infondate simili la scorsa stagione”, prosegue la società. “Il Galatasaray svolge le attività di mercato con grande meticolosità e riservatezza, nell'interesse del club. Notizie infondate e speculazioni non cambieranno i principi e gli obiettivi del nostro club. Chiediamo gentilmente al pubblico e ai grandi tifosi del Galatasaray di basarsi esclusivamente sulle dichiarazioni ufficiali del nostro club e di non dare credito a notizie e speculazioni che non rispecchiano la verità, né alle persone e ai media che le diffondono incessantemente”, conclude il Gala. 
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Maresca: “Inevitabile il paragone con Guardiola ma non mi mette pressione”

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"Il paragone con Guardiola sarà inevitabile ma non mi mette pressione".
Così il tecnico del Manchester City Enzo Maresca chiamato a sostutuire il tecnico catalano che la lasciato la panchina degli 'skyblues' dopo dieci anni di grandi successi. "L'ho detto tante volte che Pep è il miglior allenatore degli ultimi 15-20 anni -sottolinea il 46enne allenatore italiano parlando con la stampa inglese a Seoul-, quando lui ha iniziato la sua carriera al Barcellona tutti volevano giocare come lui e la stessa cosa è accaduta quando è andato al Bayern Monaco e poi al Manchester City. Sostituirlo in panchina può essere ritenuto un lavoro impossibile ma secondo me è un privilegio". "Io e Guardiola abbiamo passato un po' di tempo insieme durante le vacanze estive. A volte mi piace mettermi al lavoro senza preconcetti per vedere le cose con i miei occhi, ma Pep è stato qui a lungo e ha le sue opinioni che sono prezione. Bisogna tenerne conto in parte ma può far anche bene arrivare e vedere le cose di persona, per avere un quadro completo". 
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All’Arena di Verona la plastica riciclata diventa un costume di alta sartoria

(Adnkronos) – Bottiglie, cannucce e imballaggi che, tra le sapienti mani delle sarte areniane, prendono nuova vita. Nasce il primo costume di plastica interamente riciclata dell’Opera Festival dell'Arena di Verona. A indossarlo è la gonghista che entra in scena per scandire il tempo prima dell’inizio di tutte le recite di Turandot. Un manufatto 100% sostenibile frutto della sinergia tra due eccellenze che celebrano un unico anniversario. Era il 1926 quando tra le Alpi Marittime nasceva Acqua San Bernardo, mentre al Teatro alla Scala di Milano il pubblico affluiva numeroso per assistere alla prima rappresentazione della Turandot di Puccini. Un secolo di storia, due cammini che si intrecciano in Arena. San Bernardo, che dallo scorso anno è l’acqua del Festival, ha rinnovato la sua partnership e affidato alle maestranze di Fondazione Arena di Verona una sfida creativa: trasformare materiali plastici riciclati in un elemento di scena unico, capace di lasciare agli spettatori un messaggio di sostenibilità e rispetto per l’ambiente, così come per la bellezza e la storia di un monumento che si fa teatro ogni estate. Un’opera di dettaglio, realizzata dal Reparto sartoria della Fondazione Arena di Verona, e in particolare dalle mani di Silvia Bonetti ed Eleonora Nascimbeni. Il costume prende forma a partire da una base in tela di cotone e raso, impreziosita da una ricercata trama: il packaging esterno delle bottiglie è stato trasformato in eleganti cordoncini, mentre dalle cannucce e dalle bottiglie dalla forma elicoidale, prima ritagliate e modellate e poi colorate a mano, ha preso vita il motivo floreale ricamato sulla stoffa, perfetto omaggio al fiabesco mondo cinese della corte di Turandot.  “Siamo felici di cogliere nuove sfide grazie alle aziende che ci supportano e che ci spingono ad andare sempre oltre e a dar vita a progetti nuovi – afferma Stefano Trespidi, direttore Marketing ad interim -. Ricordiamo che le bottiglie d’acqua distribuite e vendute durante il Festival sono in plastica 100% riciclata e riciclabile e che tutta l’energia elettrica utilizzata in Arena proviene da fonti sostenibili di origine certificata, grazie a Magis, green energy partner dell’Opera Festival. Facciamo la nostra parte per contribuire al rispetto dell’ambiente”. “La collaborazione con l’Arena di Verona assume quest’anno un significato ancora più speciale – aggiunge Antonio Biella, direttore generale di S.Bernardo – perché unisce due importanti ricorrenze che raccontano la storia, la tradizione e la capacità di innovare: il centenario di Acqua S.Bernardo e il centenario della prima rappresentazione della Turandot. È una coincidenza straordinaria che abbiamo voluto celebrare attraverso un progetto capace di coniugare sostenibilità, creatività e cultura. La realizzazione di un accessorio esclusivo ottenuto dal recupero delle nostre bottiglie Gocce rappresenta infatti un ulteriore tassello nel percorso di riutilizzo artistico e sartoriale che da anni portiamo avanti. Trasformare un oggetto iconico del nostro brand in un elemento di design legato a uno dei simboli più prestigiosi dell’opera italiana significa dare nuova vita ai materiali, valorizzando al tempo stesso il talento creativo e l’impegno verso un modello sempre più circolare e responsabile”. San Bernardo porta all’Arena la leggerezza della sua acqua minimamente mineralizzata e che sgorga pura dalle Alpi Marittime racchiusa in “Gocce” iconica bottiglia in vetro disegnata dal genio del design Giorgetto Giugiaro, che con S.Bernardo condivide i natali: entrambi infatti nascono a Garessio, in provincia di Cuneo. S.Bernardo è anche presente nella suggestiva bottiglia “Ely”, dalla forma tortile che presenta delle gocce tattili, contraddistinta da etichetta in carta e realizzata in plastica 100% riciclata e riciclabile; ispirata alla “Successione di Fibonacci” e alla sua sezione aurea è simbolo della filosofia perseguita da S.Bernardo, secondo cui ogni aspetto non sprecato, ma valorizzato, può portare una crescita costante. 
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Il verdetto del Processo a San Mauro Pascoli: ‘Repubblica Italiana colpevole di non avere mantenuto le promesse’

(Adnkronos) – Repubblica Italiana colpevole di non avere mantenuto le promesse dei padri fondatori. È un verdetto popolare netto quello pronunciato alla Torre-Villa Torlonia a San Mauro Pascoli nel tradizionale Processo del 10 agosto promosso da Sammauroindustria. Davanti a un pubblico di oltre 700 persone questo l’esito del contendere che ha messo a confronto quattro storici: 323 voti per la condanna, 282 per l’assoluzione; 79 gli astenuti. A comunicare il verdetto, il presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori, ideatore del Processo. A lanciate le prime bordate sulla Repubblica è stato lo storico Davide Conti: “La Repubblica nasce dal collasso della monarchia e dal passaggio da una guerra calda (contro l’invasore, guerra civile e conflitto di classe, secondo quanto detto da Claudio Pavone) a una fredda nel contesto internazionale. La Costituzione è figlia di questo solo che diviene un atto incompiuto”. Conti elenca i ritardi nella sua applicazione: nascita della corte Costituzionale nel 1956; Csm nel 1959; riforma della scuola nel 1968; riforma del diritto del lavoro e nascita della Regioni nel 1970; 1974 istituto del referendum; 1978 il servizio sanitario nazionale; 1981 riforma organica del diritto di famiglia; 2014 introduzione del reato di tortura. “In Italia non avviene una Norimberga e così la nostra democrazia nasce senza un processo al fascismo. E questo alimenta una cultura dello stragismo che si afferma già all’alba nella strage di Portella della Ginestra”. Il finale: “Chiedo di condannare non la Repubblica ma di fare i conti con una storia che difficilmente abbiamo saputo guardare negli occhi”. In difesa della Repubblica lo storico Roberto Balzani. “La Repubblica diventa plausibile quando diviene strumento per abbattere una tirannia. Lo stesso era capitato negli Stati Uniti contro gli inglesi e in Francia con i rivoluzionari. In Italia si afferma quando la Monarchia crolla insieme al regime fascista. Appena pochi anni prima l’idea di una Repubblica nel nostro Paese era di pochi malinconici, tanto che nell’Ottocento l’unica presente era quella di San Marino in un panorama generale di sole monarchie. Questo è fondamentale sottolinearlo, per comprendere il quadro nel quale nasce la nostra Repubblica. Pensare che i costituenti avrebbero subito applicato i dettami della carta dopo una sanguinosa guerra civile, in un paese che veniva da 20 anni di dittatura e che per la maggior parte era a-democratico ed a-repubblicano, era molto complicato. La forza della Repubblica sta nella sua scommessa e nella sua visione sul futuro del Paese. Questo si vede soprattutto nel periodo 1948-1978 quando l’Italia conosce un cambiamento epocale che non aveva mai conosciuto con un consenso che non era così scontato nelle premesse della sua nascita”. Per il politologo Marco Valbruzzi, secondo accusatore, due sono i capi di imputazione alla Repubblica: “alto tradimento e attentato alla Costituzione. La distanza tra le promesse di 80 anni fa e le realizzazioni quotidiane è sotto i nostri occhi”. Valbruzzi chiama in causa cinque testimonianze da fatti quotidiani a conferma della distanza tra la Costituzione e la sua applicazione: la morte sul lavoro nel gennaio 2022 dello stagista Lorenzo Parelli (“muoiono sul lavoro tre persone al giorno, altro che Repubblica fondata sul lavoro”); la storia di Giulia, laurea in Economia, Erasmus, un curriculum perfetto costretta a emigrare all’estero per trovare lavoro; la storia di Marina ed Emanuele di Taranto, tre figli, lui si ammala e nonostante la malattia la sua paura è la perdita del lavoro per la famiglia (“a Taranto dal 2004 a 2010 quasi 12 mila persone hanno perso la vita in buona parte per cause dovute all’acciaieria”); la storia del bracciante indiano Satnam Singh morto sul lavoro nell’agro pontino e abbandonato dal datore di lavoro; Bruno di Gatteo che lavora ma non arriva alla fine del mese per la bassa retribuzione. “Davanti a tutto questo chiedo una condanna che miri a rieducare la Repubblica per portarla nei binari giusti”. Infine, la difesa dello storico Maurizio Ridolfi. “Valbruzzi cita casi di promesse mancate ma altrettanti fatti potrei citarne al contrario. Anche a livello personale: vengo da una famiglia di contadini e ho avuto la possibilità di studiare e fare una carriera accademica grazie anche a un contesto che me l’ha permesso”. Lo storico passa all’analisi: “La Repubblica siamo noi. È più forte degli stessi partiti che l’hanno plasmata; i partiti sono andati in crisi dopo il 1989 ma non l’hanno affossata trovando un nuovo punto di equilibrio grazie al ruolo del Presidente della Repubblica. Oggi in tanti non si fidano nei partiti ma c’è un tessuto sociale vivo con ben 8 milioni di italiani che si muovono nel mondo cooperativo, sociale, del volontariato: sono loro il cuore della Repubblica. La scommessa oggi non è assolvere 80 anni di Repubblica, ma la consapevolezza che solo attraverso una Repubblica dei cittadini può avere futuro. Tocca a noi cittadini essere protagonisti di questa storia consapevoli di ereditare un patrimonio di valori che hanno dato forza alla Repubblica”. A seguire le votazioni del pubblico presente per alzata di paletta con il verdetto nettamente favorevole per la condanna con 323 vori contro i 282 per l’assoluzione. (di Paolo Martini) 
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Crisi migranti Ceuta, medici lanciano allarme: “In corso catastrofe sanitaria”

(Adnkronos) – Il presidente dell'Associazione Medica di Ceuta, Enrique Roviralta, ha chiesto alla ministra della Salute spagnola, Mónica García, di visitare la città autonoma per constatare di persona la "vera e propria catastrofe sanitaria" in corso. "Ci viene segnalato che ci sono già casi di diarrea con febbre e che potrebbero verificarsi focolai epidemici, che non colpiranno solo chi ne è affetto", ha dichiarato in un'intervista a "La hora de la 1" su Tve, riportata da Europa Press. Ha aggiunto di aver inviato una lettera alla ministra, chiedendo che venga a visitare la zona. Secondo Roviralta, "quello che è inaccettabile è la mancanza di protocolli, la mancanza di rinforzi esterni e il fatto che il Ministero della Salute e il Ministero della Difesa non abbiano ancora predisposto un adeguato supporto logistico per affrontare questa vera e propria catastrofe sanitaria". Dopo l'arrivo in massa di migranti a Ceuta, Roviralta ha dichiarato che coloro che sono ancora presenti sono "persone senza assistenza sanitaria. Non conosciamo il loro stato vaccinale, né se siano in cura per qualche malattia", ha sottolineato, aggiungendo che "se si verificasse un'epidemia di qualsiasi tipo, come tubercolosi, dissenteria, colera, qualsiasi cosa, o anche un semplice focolaio di morbillo, il sistema sanitario attuale verrebbe ulteriormente messo a dura prova". Tuttavia, dopo aver spiegato che questo sistema è già "molto precario", ha insistito sul fatto che la situazione attuale viene affrontata con l'aiuto di "volontari del Collegio dei Medici". Ci sono "ragazze e donne sdraiate per terra sotto il sole" che ricevono "cure assolutamente da Terzo mondo, che sembrano più medicina di guerra che altro", ha affermato. In risposta, Roviralta ha sottolineato che "quello che non può accadere è che la volontà dei medici, la vocazione dei medici, la dedizione al servizio professionale siano alla base di questa gestione". 
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Fiamme da un aereo American Airlines dopo il decollo e atterraggio d’emergenza: “Uccelli hanno colpito il motore”

(Adnkronos) – Paura per i 181 passeggeri a bordo di un aereo American Airlines in partenza da Myrtle
Beach, nella Carolina del Sud e diretto originariamente a Charlotte, in Carolina del Nord: ieri, poco dopo il decollo, il vettore ha colpito degli uccelli, mandando in fiamme uno dei motori, ed è stato costretto a un atterraggio d'emergenza. "Mayday, mayday. Abbiamo un problema al motore. Ho visto degli uccelli colpire quello a sinistra", ha comunicato il pilota alla sala di controllo del traffico aereo, secondo una registrazione di LiveATC.net riportata dalla Cnn. Mentre l'aereo volteggiava e si preparava a ritornare all'aeroporto di Myrtle Beach e le squadre di emergenza si radunavano, gli addetti alle operazioni hanno trovato i resti degli uccelli sulla pista. "L'aereo è atterrato in sicurezza ed è stato messo fuori servizio per essere ispezionato dal nostro team di manutenzione", ha fatto sapere American Airlines in un comunicato alla Cnn, aggiungendo che "il nostro team sta lavorando per far sì che i clienti possano ripartire per Charlotte il prima possibile". Non sono stati segnalati feriti.  Generalmente, i resti di uccelli trovati sulle piste aeroportuali – noti in gergo tecnico come "snarge" – vengono inviati al laboratorio dello Smithsonian Institution di Washington DC, dove vengono analizzati per determinarne la specie. I dati raccolti possono aiutare a capire quali animali vengono colpiti e a prevenire future situazioni simili, comunemente note come "bird strike". Nel 2025, solo negli Stati Uniti sono stati segnalati oltre 24.000 impatti con animali selvatici, secondo il database della Federal Aviation Administration, che ha fatto sapere che avvierà una indagine anche su quest'ultimo incidente.   
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“Carlo? Padre affettuoso con Harry”, l’ex fidanzata reale smentisce il duca di Sussex

(Adnkronos) – Sfogliando le pagine di 'Spare', il libro autobiografico del principe Harry, si ha l'impressione che Re Carlo sia stato un padre inadeguato. Il ritratto che ne fa il duca di Sussex, infatti, è quello di un genitore distante e anaffettivo, sempre un po' "assente" e che aveva "difficoltà ad ascoltare", per nulla empatico. Tuttavia, con la percezione che Harry ha avuto di suo padre, non è d'accordo Ruthie Henshall, per 5 anni fidanzata del principe Edoardo, fratello dell'attuale sovrano e quartogenito della Regina Elisabetta. Per quanto posso valere il racconto dell'ex compagna del duca di Edimburgo rispetto all'intimo sentire di un figlio, leggendo il suo nuovo libro 'The Showgirl And The Prince', emerge un rapporto diametralmente opposto da quello descritto da Harry. E cioè, quello di un papà molto presente e affettuoso. "Ho visto Carlo giocare con William e Harry (che all'epoca avevano dieci e otto anni) nei corridoi di Balmoral. Era evidente che volesse molto bene a quei bambini, che strillavano di gioia mentre papà li inseguiva", racconta la Henshall. Invece, nella sua biografia, il duca di Sussex afferma che "papà non mi ha mai abbracciato". E inoltre, che fosse sempre stato "un po' distaccato. Aveva sempre dato l'impressione di non essere del tutto pronto per la paternità: le responsabilità, la pazienza, il tempo". Un altro passaggio recita: "Io e papà, per lo più convivevamo. Aveva difficoltà a comunicare, ad ascoltare, ad avere rapporti intimi faccia a faccia". "A volte, dopo una lunga cena con diverse portate, salivo al piano di sopra e trovavo una lettera sul cuscino, nella quale aveva scritto quanto fosse orgoglioso di me per qualcosa che avevo fatto o realizzato. Ne ero contento, ma mi domandavo perché non me l'avesse detto prima, mentre era seduto proprio di fronte a me". 
La Henshall non è l'unica persona a fornire una versione alternativa di Charles rispetto a quella descritta dal figlio minore. Nel romanzo 'Charles: Victim Or Villain?', la giornalista britannica Penny Junor sostiene che il monarca si ritrovava spesso con i pantaloni infangati dopo essersi divertito a giocare e a scatenarsi con i figli. "Ogni volta che Carlo arrivava a casa a Highgrove in elicottero – racconta – questo atterrava nel campo antistante, dove pascolano le pecore. Non appena William e Harry lo sentivano dall'alto, correvano fuori ad accoglierlo. Una volta atterrato sano e salvo, attraversavano di corsa il campo e gli saltavano tra le braccia, imbrattando un vestito dopo l'altro con gli escrementi di pecora che avevano calpestato lungo il percorso".  In un altra parte del libro, l'autrice spiega: "La personalità privata del principe è completamente diversa da quella pubblica. Si diverte con i ragazzi, si prendono in giro, ridono, scherzano, giocano e si azzuffano, e si abbracciano e si baciano, persino". E secondo la giornalista, l'amore era ricambiato: "L'ultima sera della loro vacanza sulla neve a Klosters nel 1997, ci fu una grande cena d'addio nel ristorante del loro hotel. "Nel bel mezzo della cena, Harry si alzò in piedi e, davanti a un tavolo pieno di gente, fece un breve discorso per ringraziare papà, come lo chiamano entrambi i ragazzi, per avergli regalato una vacanza così meravigliosa. Poi si avvicinò al padre e gli ricoprì il viso di baci finché, fingendo imbarazzo, Charles implorò pietà. Fu una scena commovente".  L'autore reale Christopher Andersen è di un'opinione simile a quella della Junor, scrivendo in 'Brothers And Wives: Inside The Private Lives Of William, Kate, Harry, And Meghan': "Il pubblico semplicemente non ha mai avuto modo di vedere le interazioni di Carlo con William e Harry, ovvero l'indiscutibile profondità dell'affetto tra padre e figli. Il gioco del lupo cattivo che mandava i ragazzi in preda all'isteria mentre cercavano freneticamente di sfuggire al loro papà ansimante, le feroci battaglie di cuscini che sollevavano enormi nuvole di piume, gli incontri di wrestling e le lotte a base di solletico. Persino le giornate trascorse a pescare nella campagna scozzese e le lunghe passeggiate a Sandringham con Tigger e Roo si sono svolte lontano dagli obiettivi indiscreti degli instancabili paparazzi".  
—internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)