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Perde il controllo sul bagnato e si schianta con la Ferrari da 300mila euro: lui illeso, l’auto a pezzi

(Adnkronos) – Doveva essere una domenica qualunque al volante di una Ferrari da oltre 300mila euro. È finita con una 296 distrutta sul ciglio della M602, a Salford, nel Greater Manchester. Il conducente è rimasto illeso. La Ferrari, invece, decisamente meno. L’incidente è avvenuto domenica 30 agosto, quando il guidatore ha perso il controllo della supercar sull’asfalto bagnato. Il risultato è stato piuttosto impietoso: cofano distrutto, parte dell’anteriore completamente deformata, una ruota anteriore piegata e l’altra addirittura staccata. A diffondere le immagini del disastro è stata la Greater Manchester Police, che ha accompagnato la foto con una frase piuttosto secca: "Purtroppo questa mattina c’è una Ferrari 296 in meno al mondo". Secondo la polizia, il conducente avrebbe perso il controllo della vettura a causa delle condizioni bagnate della strada. Da qui anche il consiglio degli agenti: adeguare la velocità e lo stile di guida alle condizioni dell'asfalto. Un'indicazione banale, forse, ma che vale anche quando si è al volante di una Ferrari da centinaia di migliaia di euro. La 296 è una supercar da oltre 800 CV e non è certo un'auto pensata per andare piano. Sul bagnato, però, potenza e prestazioni richiedono ancora più attenzione. La buona notizia è che nell'incidente non ci sono stati feriti. Per il conducente, quindi, solo un grande spavento.  
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Terremoto nel Palermitano, la scossa di magnitudo 3.3 vicino a Petralia Sottana

(Adnkronos) – Un terremoto si è verificato oggi lunedì, 31 agosto, a 2 km da Petralia Sottana (Palermo). La scossa, di magnitudo 3.3, come riferisce l'Ingv, è avvenuto alle 14.57 a una profondità di 9 km.  
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Mostra del Cinema di Venezia: dall’aula al grande schermo, in arrivo le scuole italiane

(Adnkronos) – Il 4 settembre studenti, docenti, istituzioni e industria audiovisiva saranno protagonisti di “Media Education: il potere trasformativo del cinema breve”, l’evento che porterà alla Mostra del Cinema di Venezia alcune delle esperienze di cinema e media education sviluppate dalle scuole italiane per l’iniziativa “Educare allo sguardo” promossa da Spaggiari. Alla Match Point Arena del Lido di Venezia, dalle ore 11,30 alle 13, cortometraggi, documentari e video nati da progetti didattici saranno presentati e premiati, dando spazio non soltanto alle opere realizzate, ma anche al percorso che le ha generate: dall’ideazione e dalla sceneggiatura alle riprese e al montaggio, fino al lavoro svolto dal gruppo classe. Docenti e dirigenti saliranno sul palco per raccontare le esperienze sviluppate con gli studenti, il valore didattico dei progetti e il modo in cui il linguaggio cinematografico è entrato concretamente nelle attività scolastiche. Seguirà la cerimonia di premiazione in cui Spaggiari, promotore dell’iniziativa, assegnerà ai lavori più significativi i ClasseViva EXTRA Awards 2026, tra cui il riconoscimento al Miglior Cortometraggio Educativo e altri premi speciali dedicati alle opere audiovisive realizzate dalle scuole italiane. Accanto alle esperienze delle scuole, l’evento porterà sul grande schermo anche un esempio concreto del valore educativo che il cinema può assumere nell’affrontare temi complessi e vicini al mondo dei ragazzi. Sarà, infatti, proiettato “Prove tecniche di empatia”, cortometraggio dedicato al tema del bullismo diretto dall’attore, regista ed educatore Jacopo Cullin, presente in sala per introdurre la proiezione e raccontare il lavoro svolto con i ragazzi. Scelto da WeShort e vincitore del WeShort Award al Figari Film Festival 2026, il film è interpretato interamente da giovani studenti sardi senza precedenti esperienze attoriali. Alla proiezione del cortometraggio, seguirà un momento di confronto sul ruolo del cinema nella formazione delle nuove generazioni che riunirà rappresentanti del mondo della scuola, delle istituzioni, dell’industria audiovisiva e dell’innovazione educativa. Le riflessioni prenderanno il via con l'intervento di Bruno Zambardino, Direzione generale Cinema e Audiovisivo. Al panel, moderato da Carlo Migotto – Direttore di Lago Film Fest, parteciperanno Nicola de Cesare, ceo di Spaggiari; Alex Loprieno, Founder di WeShort; Angela Mencarelli, ceo della Fabbrica Società Benefit di Spaggiari; Nunzio Lella, Presidente di Aief e Alessandro Inchingolo, Presidente di Eqia. Al centro del dialogo, esperienze e casi concreti per riflettere su come il linguaggio cinematografico possa integrarsi con la didattica tradizionale e contribuire allo sviluppo di creatività, partecipazione, inclusione e competenze trasversali. “Educare allo Sguardo” si inserisce nel percorso sulla media education avviato da tempo da Spaggiari, azienda EdTech che quest’anno celebra cento anni al fianco della scuola italiana. Tra gli appuntamenti che hanno scandito questo impegno, la partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2025 con l’incontro “Media Education: il potere didattico del cinema breve” e, nel 2026, diverse altre iniziative, tra cui “ClasseViva Extra, la scuola oltre l’aula”, l’evento organizzato lo scorso luglio in occasione del Giffoni Film Festival. “Con questo nuovo evento alla Mostra del Cinema il progetto compie un ulteriore passo avanti – spiega Andrea Pizzola, Chief Marketing & Digital Officer di Spaggiari “La riflessione sul valore educativo del cinema si arricchisce con le opere realizzate dalle scuole italiane che hanno accolto il nostro invito. Potremo così raccontare le esperienze maturate direttamente nelle classi e valorizzare in un prestigioso palcoscenico i risultati del lavoro svolto dagli studenti attraverso il linguaggio audiovisivo”. Docenti, dirigenti scolastici, studenti e tutti gli interessati che non potranno essere presenti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, potranno partecipare gratuitamente all’evento in live streaming, previa registrazione. Informazioni e modulo di iscrizione al seguente link: Le scuole protagoniste a Venezia Media Education con ClasseViva Extra. 
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Frank Matano è diventato papà: “Tanto grato di averti nella mia vita”

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Frank Matano è diventato papà per la prima volta. A raccontarlo è lo stesso attore comico che sui social ha condiviso un tenero scatto mentre tiene tra le braccia il figlio primogenito, Marcello, nato solo quattro giorni fa.    Una dolce dedica in cui Matano ringrazia anche la compagna Ylenia Azzurretti: "Tanto grato di averti nella mia vita e di poter essere al fianco della mia amata Ylenia Azzurretti. Marcello ha solo quattro giorni ma si comporta già come se ne avesse otto", ha scritto il comico nel messaggio pieno d'amore, dove non manca la sua solita ironia.  
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Tommaso Paradiso ha il Toscana virus: “Mi ha punto un pappatacio”

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Tommaso Paradiso ha il 'Toscana virus'. Il cantautore romano è stato costretto a rinunciare a due appuntamento estivi a causa di un'infezione trasmessa dalla puntura di pappatacio. A raccontarlo è stato lo stesso cantautore romano attraverso i social, spiegando di essere ora in fase di recupero.  "Una decina di giorni fa un pappatacio ha deciso di pungermi trasmettendomi il Toscana virus. Sono in via di guarigione ma non ancora al massimo", ha scritto il cantautore sulle Instagram stories. Paradiso non potrà partecipare agli appuntamenti di 'RTL Power Hits' e 'Radio Zeta Future Hits', previsti rispettivamente domani e dopodomani. "Ci vediamo prestissimo, vi abbraccio", ha scritto infine salutando i fan.  
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Italia sempre più vuota e con meno famiglie con figli: la previsione dell’Istat per il 2050

(Adnkronos) – L'Italia è destinata a diventare sempre più 'vuota' e più anziana. Secondo le nuove previsioni demografiche dell'Istat, la popolazione residente passerà dai 58,9 milioni del 2025 ai 55 milioni nel 2050, fino a scendere a 45,8 milioni nel 2080. Ma non è solo il numero degli abitanti a cambiare: nei prossimi decenni aumenteranno le persone che vivono sole, diminuiranno le coppie con figli e nel 2047 le coppie senza figli potrebbero diventare più numerose di quelle con figli. È il quadro che emerge dal nuovo report dell'Istat sulle prospettive demografiche dell'Italia, con base al 1° gennaio 2025. Le previsioni delineano un percorso di progressiva riduzione della popolazione residente che, secondo lo scenario mediano, porterà il Paese a perdere oltre 13 milioni di abitanti nell'arco di 55 anni. Circa 4 milioni di residenti in meno si registreranno già entro il 2050. Nel periodo 2025-2030 la diminuzione sarà ancora contenuta, con un tasso medio annuo di variazione dello 0,1% in meno. Tra il 2030 e il 2050 il ritmo del calo salirà allo 0,3% annuo, mentre nel lungo termine, dal 2050 al 2080, il declino si rafforza ulteriormente, a un ritmo di -0,6% in media annua Lo scenario mediano dell'Istat prevede quindi il passaggio dai 58,9 milioni di residenti del 2025 a 58,7 milioni nel 2030, 55 milioni nel 2050 e appena 45,8 milioni nel 2080. Nel complesso, nell’arco dei 55 anni di previsione l’Italia perderà oltre 13 milioni di residenti, 4 dei quali entro il 2050.  Il calo, sottolinea l'Istat, appare particolarmente solido anche considerando l'incertezza delle previsioni. Gli intervalli di confidenza al 90% indicano infatti che una diminuzione della popolazione è praticamente certa: già nel medio periodo nessuno degli scenari considerati ipotizza un ritorno ai livelli attuali e, nel lungo periodo, il calo è confermato in tutte le possibili evoluzioni demografiche. Le prospettive non sono però uguali in tutta Italia. Il Nord è l'unica ripartizione che potrebbe registrare una crescita della popolazione nel breve periodo: dai 27,5 milioni di residenti del 2025 si passerebbe a 27,7 milioni nel 2030, con un incremento medio annuo dello 0,1%. 
Dal 2030 anche il Nord inizierà però a perdere popolazione. Nel 2050 i residenti scenderebbero a 27,2 milioni, con una variazione media annua del -0,1%, per arrivare a 24,2 milioni nel 2080 (-0,4% annuo). Nonostante il calo, il Nord manterrebbe comunque una dinamica più favorevole rispetto al resto del Paese. Nel Centro la diminuzione è già prevista nel breve periodo, anche se in misura molto contenuta. Tra il 2025 e il 2030 si perderanno circa 40mila residenti, con un calo medio annuo dello 0,1%. Tra il 2030 e il 2050 la contrazione salirà allo 0,3% annuo e la popolazione scenderà a 11 milioni. Nel lungo periodo, tra il 2050 e il 2080, il calo arriverà allo 0,6% annuo, fino a 9,3 milioni di residenti.  La situazione più critica riguarda il Mezzogiorno. La popolazione passerà dai 19,7 milioni del 2025 ai 19,4 milioni del 2030, con una diminuzione media annua dello 0,4%. Tra il 2030 e il 2050 il ritmo del calo salirà allo 0,7% annuo, portando i residenti a 16,7 milioni. Tra il 2050 e il 2080 la contrazione raggiungerà l'1% medio annuo e la popolazione scenderà a 12,3 milioni: oltre un terzo in meno rispetto al livello del 2025. Nel complesso, quindi, il processo di contrazione demografica interesserà tutto il Paese, ma con intensità molto diverse. Nel Centro e soprattutto nel Mezzogiorno la diminuzione della popolazione è confermata in tutte le traiettorie considerate. Al Nord, invece, gli scenari più favorevoli lasciano aperta la possibilità di una crescita.   Tra i cambiamenti più significativi riguarda la struttura delle famiglie. Nel 2047, secondo lo scenario mediano dell'Istat, in Italia le coppie senza figli potrebbero diventare più numerose delle coppie con figli. Oggi le coppie con figli sono circa 7,5 milioni e rappresentano il 28,1% del totale delle famiglie, meno di tre su dieci. Nel 2050 scenderanno a 5,8 milioni, con una diminuzione del 22,3%, e rappresenteranno appena il 21,1% delle famiglie. La riduzione interesserà sia le coppie con almeno un figlio fino a 19 anni, che perderanno oltre un milione di unità (-22%), sia quelle in cui tutti i figli hanno almeno 20 anni, in calo del 22,8%. Alla base di questa trasformazione non ci sono soltanto i livelli di fecondità previsti per il futuro. A pesare sono anche fattori strutturali, come la progressiva riduzione delle generazioni in età riproduttiva – spiega l'Istat – conseguenza della bassa natalità del passato, e il rinvio della formazione della famiglia e della nascita dei figli a età più avanzate. Si crea così un meccanismo cumulativo: generazioni meno numerose danno origine a un numero più basso di nuove famiglie con figli, anche nel caso in cui il numero medio di figli per donna non dovesse diminuire ulteriormente. 
Le coppie senza figli, al contrario, registrano un aumento, passando da 5,4 milioni nel 2025 a 5,9 milioni nel 2050 (+8,8%). La loro incidenza sul totale delle famiglie sale così al 21,4%. Un andamento che riflette "sia la maggiore frequenza di coppie che non hanno figli o ne posticipano la nascita, sia l’invecchiamento della popolazione: con l’uscita dei figli dalla famiglia di origine, infatti, molte coppie anziane vanno a costituire il cosiddetto 'nido vuoto'". Il sorpasso delle coppie senza figli è previsto nel 2047 a livello nazionale. Nel Nord potrebbe arrivare già nel 2038 e nel Centro nel 2044. Nel Mezzogiorno, invece, le coppie con figli dovrebbero mantenere il primato per tutto il periodo considerato, nonostante il progressivo avvicinamento tra i due gruppi. Un altro effetto delle trasformazioni demografiche riguarda i nuclei monogenitoriali. Se l'instabilità delle unioni continuerà ad aumentare nei prossimi anni, le famiglie formate da un solo genitore potrebbero passare dai 2,8 milioni del 2025 ai 3,3 milioni del 2050. La loro quota sul totale delle famiglie salirebbe così dal 10,6% al 12%. Come già accade oggi, la maggioranza dei nuclei monogenitoriali continuerà a essere composta da madri sole. A crescere sarà però anche la componente dei padri soli: la loro quota sul totale dei monogenitori passerebbe dal 19,3% al 24,1%. Secondo l'Istat, se questa evoluzione dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe anche un'ulteriore trasformazione dei ruoli familiari, legata a una maggiore partecipazione dei padri all'accudimento dei figli dopo la fine della relazione.  Tra i cambiamenti più evidenti c'è anche la crescita delle persone che vivono da sole. Tra il 2025 e il 2050 passeranno da 10 milioni a 11,6 milioni, con un aumento del 16%. La loro quota sul totale delle famiglie salirà dal 37,5% al 42%. In altre parole, nel 2050 più di quattro famiglie su dieci saranno composte da una sola persona. La crescita sarà particolarmente forte tra le donne, che passeranno da 5,3 a 6,3 milioni (+20,3%). Più contenuto sarà invece l'aumento degli uomini che vivono soli, da 4,7 a 5,2 milioni (+11,3%). Il fenomeno riguarda soprattutto le fasce di età più avanzate. Nel 2025, su 10 milioni di persone sole, 4,6 milioni hanno almeno 65 anni, pari al 46,3%. Nel 2050 potrebbero diventare 6,6 milioni su 11,6, arrivando a rappresentare il 57% delle persone che vivono sole. Tra le donne con almeno 65 anni che vivono sole si passerebbe da 3,2 a 4,5 milioni. La loro quota sul totale delle donne sole salirebbe dal 60,2% al 71%. Gli uomini ultrasessantacinquenni che vivono soli aumenterebbero invece da 1,4 a 2,1 milioni, dal 30,7% al 40% degli uomini soli. Particolarmente rilevante è il dato sugli over 75. Nel 2050 gli ultrasettantacinquenni che vivono soli potrebbero raggiungere quota 4,7 milioni, 1,7 milioni in più rispetto al 2025. Di questi, 3,4 milioni saranno donne. La loro incidenza sul totale delle persone sole passerebbe dal 29,5% del 2025 al 40,3% del 2050. Un fenomeno che, osserva l'Istat, può avere conseguenze sulla qualità della vita degli anziani, soprattutto dopo i 75 anni, quando aumentano fragilità e bisogni assistenziali. Il numero complessivo delle famiglie continuerà a crescere ancora per alcuni anni, nonostante la diminuzione della popolazione. Secondo l'Istat, dalle 26,7 milioni di famiglie del 2025 si passerà a un massimo di 27,9 milioni nel 2043. Successivamente il numero inizierà a diminuire, fino a raggiungere 27,6 milioni nel 2050. L'aumento complessivo previsto nell'intero periodo è del 3,5% e sarà sostenuto soprattutto dalle famiglie senza nucleo, cioè quelle in cui non sono presenti relazioni di coppia o rapporti genitore-figlio. Queste famiglie passeranno dai 10,7 milioni del 2025 ai 12,3 milioni del 2050, con una crescita del 15,8%. La loro incidenza sul totale salirà quindi dal 40% al 44,7%. Al contrario, le famiglie con almeno un nucleo diminuiranno del 4,6%, passando da 16 milioni nel 2025 a 15,3 milioni nel 2050. La loro quota sul totale scenderà dal 60% al 55,3%. Il risultato sarà anche una progressiva riduzione della dimensione media delle famiglie: dai 2,20 componenti del 2025 si passerà a 1,98 nel 2050. Considerando soltanto le famiglie con nucleo, la media scenderà da 2,90 a 2,66 componenti.  Le previsioni dell'Istat fotografano quindi una trasformazione profonda della società italiana. Il calo della natalità, l'invecchiamento della popolazione, l'aumento della speranza di vita e la maggiore instabilità delle unioni stanno modificando non soltanto il numero degli abitanti, ma anche il modo in cui gli italiani vivono e formano le proprie famiglie. L'Italia del 2050, secondo lo scenario mediano, avrà meno residenti, più persone sole, meno coppie con figli e famiglie mediamente più piccole. Una trasformazione destinata a proseguire anche nel lungo periodo, con una popolazione che nel 2080 potrebbe scendere a 45,8 milioni di abitanti. 
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Di Battista ricoverato a Cuba, Scanzi: “Piango da due giorni”. E ringrazia Meloni

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Andrea Scanzi interviene sulla vicenda di Alessandro Di Battista, ricoverato a Cuba in seguito a un malore, e lo fa con un lungo post sui social in cui dice di voler mettere alcuni punti "puntini sulle 'i', visto che sto leggendo di tutto, e visto che sono due giorni che piango e mi sento sotto un treno".
 Nel lungo post, il giornalista racconta il suo stato d'animo, chiede soprattutto rispetto per la privacy dell'ex parlamentare e chiarisce di voler riportare esclusivamente informazioni già pubblicate dal Fatto Quotidiano: "Se volete sapere di più su Alessandro, leggete solo e soltanto Il Fatto, perché ovviamente siamo i soli a sapere tutto e raccontare il vero, conoscendo come nessuno da dentro la vicenda".  Scanzi invita quindi a non chiedere dettagli sulle condizioni di salute di Di Battista: "Esiste una cosa che si chiama privacy e tutti noi scriviamo solo e soltanto quello che Alessandro e la sua famiglia vogliono che venga scritto". E aggiunge: "Abbiate, una volta tanto, rispetto per un ragazzo che sta combattendo una battaglia importante". Nel post non mancano parole molto dure nei confronti di chi ha insultato Di Battista durante questi giorni. "Tutti quelli che stanno insultando (o peggio) Alessandro, per come la vedo io, meriterebbero con agio la pena capitale. E meriterebbero pure di non votare, tanto sono persone che non servono a nulla. Sanno solo odiare, rosicare e spargere bile. Non sono dotate di alcuna forma di pietà, empatia e decoro", scrive Scanzi, precisando subito dopo di rimettere comunque la questione alle istituzioni e alla legge.  Tra i passaggi più significativi del lungo messaggio c'è però quello dedicato al governo e, in particolare, a Giorgia Meloni. Un ringraziamento che Scanzi sottolinea essere tutt'altro che ironico. "Esprimo tutto il mio ringraziamento, e non c’è nulla di ironico nelle mie parole, nei confronti di Meloni, Tajani, Crosetto, Giorgetti e tutte quelle persone che si stanno adoperando affinché Alessandro sia curato nel migliore dei modi e senta l’affetto del suo Paese", scrive. Scanzi aggiunge: "Non ho mai pensato che Meloni fosse una cattiva persona, come non ho mai pensato che tutti quelli della maggioranza lo fossero e, in questi casi, emerge infatti il lato umano di chi ce l’ha (e di chi non ce l’ha)". E ancora: "Chi non capisce che in certi momenti si debbano mettere alle spalle le frizioni, non è un essere umano». Poi un'ipotesi ribaltata: «Se un giorno (spero mai) Meloni si sentisse male, sarei il primo ad adoperarmi perché ricevesse tutto l’affetto e il migliore aiuto sanitario del mondo. Come sta facendo ora Meloni per Ale".  Nel finale del post Scanzi torna soprattutto all'amicizia con Di Battista e al momento difficile che sta vivendo. "Ale è lucido, ci/vi legge e non molla. Non molla mai". E poi il messaggio personale: "Ti voglio bene. Sei un amico, sei un fratello e ti voglio un bene dell’anima. C’è bisogno di te come il pane. Non fare cazzate". Infine, l'appello ai tanti che in queste ore stanno seguendo la vicenda: "Stategli tutti vicino. Con rispetto, con discrezione, con tutto il vostro cuore. Ale lo merita. È un combattente. È un ragazzo d’oro. È un fiore prezioso. Ti aspetto, ti aspettiamo amico mio", conclude. 
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Noemi Bocchi compie 38 anni, la dedica di Francesco Totti: “Ti amo”

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Noemi Bocchi compie oggi, lunedì 31 agosto, 38 anni. La compagna di Francesco Totti ha ricevuto degli auguri speciali sui social. L'ex capitano della Roma per l'occasione ha condiviso un selfie con una dolce e semplice dedica: "Ti amo", ha scritto a corredo di un cuore rosso. E ha accompagnato lo scatto con 'Buon compleanno, bambina', il celebre brano di Edoardo Bennato.  La flower design, dal 3 ottobre in diretta su Rai1 come concorrente di Ballando con le stelle, ha ricondiviso la storia sul suo profilo Instagram, insieme agli auguri speciali della figlia Sofia e Tommaso, nati dal precedente matrimonio con Mario Caucci. 
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La storia di Vittoria, una diagnosi a 17 giorni e un trapianto che le salva la vita

(Adnkronos) – Vittoria non aveva sintomi. Aveva appena 17 giorni di vita quando la medicina ha visto ciò che ancora non era visibile: una grave immunodeficienza combinata, la Scid, patologia rara che compromette profondamente il sistema immunitario e può trasformare anche un’infezione comune in un pericolo per la vita. Oggi Vittoria ha quasi un anno e può guardare al futuro grazie a una catena straordinariamente rapida di diagnosi e cura, screening neonatale super esteso, analisi genomica e trapianto di cellule staminali emopoietiche, donate dalla sorellina. È la storia che Fabiano Amati, promotore della legge Genoma-Puglia, porta oggi all’attenzione nazionale come dimostrazione concreta di ciò che la diagnosi precoce può significare nella vita di un bambino. Vittoria è nata a Martina Franca all’inizio di settembre 2025. I suoi genitori hanno aderito sia allo screening neonatale super esteso sia al programma Genoma-Puglia. Il laboratorio di Patologia clinica dell’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, diretto da Simonetta Simonetti, e successivamente il laboratorio di Genetica dell’Ospedale Di Venere, diretto da Mattia Gentile, hanno permesso di arrivare alla diagnosi di Scid quando la bambina aveva appena 17 giorni.  Presa in carico dalla Pediatria del Giovanni XXIII, diretta da Fabio Cardinale, Vittoria è stata quindi indirizzata all’Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, diretta da Franco Locatelli, dove è stata sottoposta tempestivamente al trapianto, prima che un’infezione potesse compromettere gravemente le sue condizioni e le possibilità di cura. “La storia di Vittoria contiene in pochi mesi tutto il senso di una rivoluzione della medicina: conoscere prima per poter curare prima – afferma Amati – Non celebriamo soltanto un risultato della Puglia. Celebriamo ciò che oggi la scienza rende possibile e che proprio per questo pone una responsabilità nuova alle istituzioni”.   Il programma pugliese consente di indagare centinaia di patologie (597) per le quali riconoscere la malattia prima della comparsa dei sintomi può modificare radicalmente il percorso clinico. In Puglia sono già circa 500 i bambini che hanno ricevuto una diagnosi tempestiva attraverso questi programmi. Ed è proprio da questo risultato che Amati lancia un invito alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alle Regioni italiane.  “Vorrei che la storia di Vittoria diventasse una questione nazionale, non per rivendicare un primato pugliese. Un bambino che nasce a Bari, Milano, Roma, Palermo o in qualunque altro luogo d’Italia dovrebbe poter incontrare le stesse possibilità offerte dalla scienza. Se una diagnosi effettuata nei primi giorni di vita può cambiare il destino di una persona, dobbiamo interrogarci su come rendere questa possibilità accessibile al maggior numero possibile di neonati. Guardiamo insieme ai risultati raggiunti in Puglia e – conclude Amati – valutiamo come trasformare questa esperienza in un patrimonio del Paese. Siamo pronti a mettere a disposizione competenze, dati ed esperienza maturata, perché su una materia come questa essere imitati o, meglio ancora, superati sarebbe il risultato più bello. La vera vittoria non sarà avere bambini più fortunati perché nati in una determinata Regione. Sarà non dover più affidare alla geografia la possibilità di arrivare in tempo”. 
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Spari a Roma, omicidio-suicidio a Pietralata: morti padre, madre e figlia

(Adnkronos) – Spari nel quartiere di Pietralata oggi a Roma. Dalle prime informazioni ci sarebbero tre morti: padre, madre e figlia. Si tratterebbe di un omicidio-suicidio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno cercando di ricostruire quanto accaduto. 
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