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Pagamenti digitali e finanza locale: così la piattaforma pagoPA genera fino a 469 milioni di euro per i Comuni italiani

(Adnkronos) – I pagamenti digitali nella Pubblica Amministrazione rappresentano una leva strategica per l'efficienza finanziaria delle comunità locali. Lo studio econometrico “Effetti dell’adozione dei servizi pagoPA sulla capacità di riscossione dei Comuni” analizza proprio l'impatto della digitalizzazione sui bilanci degli enti territoriali, dimostrando come l'innovazione tecnologica si converta in risorse concrete.  Realizzata da un gruppo di ricerca multidisciplinare promosso dall'Unità di Missione Next Generation EU e dall'Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni (IGEPA) della Ragioneria Generale dello Stato insieme a PagoPA, l'analisi evidenzia un miglioramento nei tassi di incasso e una marcata riduzione dei divari territoriali. In questa intervista, Riccardo Fusari, Responsabile dell'Area Strategic Coordination & Data all'interno del Dipartimento Data Strategy & Program Governance guidato dal Chief Data Officer Michelangelo Quaglia, approfondisce le evidenze emerse dal lavoro congiunto, delineando l'evoluzione dei servizi pubblici tra risorse del PNRR, automazione contabile e sinergie con l'App IO e le notifiche digitali di SEND. 
Dallo studio "Effetti dell’adozione dei servizi pagoPA sulla capacità di riscossione dei Comuni" emerge che pagoPA ha portato nelle casse dei Comuni italiani tra i 243 e i 469 milioni di euro di entrate aggiuntive. Come si spiegano questi numeri così importanti e perché la digitalizzazione dei pagamenti si trasforma in risorse concrete per i bilanci locali?
 
La gestione dei processi di pagamento e dei sistemi di incasso è uno dei pilastri fondamentali per l’amministrazione di ogni ente pubblico; per digitalizzarla non ci si può limitare ad una semplice integrazione tecnologica, ma è necessario ripensare in logica digitale anche diversi processi “a valle” che dipendono dal pagamento, come la riconciliazione e la rendicontazione. Lo studio econometrico che abbiamo condotto con la Ragioneria Generale dello Stato (attraverso l’Unità di Missione Next Generation EU e l’Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni – IGEPA) isola l'impatto causale della piattaforma di pagamenti pagoPA da trend macroeconomici generali. La stima prudenziale tra 243 e 469 milioni di euro di maggior riscosso nel quadriennio 2021-2024 dimostra che la transizione tecnologica non è solo sostenibile per i Comuni, ma sblocca risorse reali che prima non avrebbero incassato senza pagoPA, convertendole in liquidità per finanziare i servizi ai cittadini.
 

 

Riccardo Fusari, Responsabile dell'Area Strategic Coordination & Data pagoPA

 

 

 

 
Gli incrementi di incasso più significativi riguardano la TARI, le sanzioni stradali e le mense scolastiche. Quali sono i fattori che rendono questi servizi così reattivi al canale digitale rispetto ad altre entrate comunali?
 
La reattività differenziata emersa dallo studio (+3,3 p.p. per mense e asili, +2,4 p.p. per le sanzioni stradali, +0,9 p.p. per la TARI) dipende dalla frequenza della transazione e dalla natura del servizio. TARI e sanzioni stradali rappresentano le voci portanti dei bilanci locali (la TARI da sola rappresenta oltre il 31% degli accertamenti tributari comunali, le sanzioni stradali oltre il 17% delle entrate extratributarie). Sui servizi a domanda individuale come le mense, dove il pagamento è ricorrente e direttamente legato a una prestazione essenziale per la famiglia, la drastica riduzione dell'attrito e la chiarezza dell'importo stimolano un adempimento spontaneo immediato.
 
L'analisi mostra un chiaro miglioramento della capacità di incasso su entrate ad alta frequenza di interazione diretta, come TARI, sanzioni e servizi scolastici. In che misura la riduzione dell'attrito nei pagamenti (multicanalità, trasparenza immediata del dovuto, integrazione con App IO) ha modificato la propensione all'adempimento spontaneo dei cittadini, trasformando la digitalizzazione da mero obbligo normativo a un beneficio percepito in termini di tempo e facilità d'uso?
 
Se da un lato pagoPA ha mantenuto attivi i canali tradizionali senza imporre l’adozione di strumenti digitali da parte dei cittadini, dall’altro ha contribuito a introdurre tutte le principali innovazioni del mondo dei pagamenti e fintech all’interno del settore pubblico, prioritizzando la facilità d’uso e innalzando il livello di soddisfazione nell’esperienza degli utenti. L'impatto si misura soprattutto nel recupero di ritardi territoriali: tra il 2020 e il 2024 abbiamo registrato un incremento dei pagamenti digitali nei Comuni del Mezzogiorno e delle Isole di ben 12 punti percentuali, con una contestuale riduzione del contante che ha riallineato il Sud ai livelli medi nazionali. Quando il dovuto è trasparente e facilmente saldabile, il pagamento smette di essere un ostacolo burocratico e diventa un aspetto integrante del servizio percepito come utile.
 
I dati mostrano che quasi l'80% dei Comuni ha aderito agli avvisi del PNRR, arrivando a una media di 39 servizi attivi per ente. In che modo queste risorse hanno accelerato un processo che altrimenti avrebbe richiesto molto più tempo?
 
Il PNRR ha impresso un'accelerazione strutturale a tutto l'ecosistema pubblico. Per la misura 1.4.3 gestita dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le risorse (pari a circa 135 milioni di euro erogati direttamente ai Comuni tramite avvisi) sono state ancorate al raggiungimento di target tecnologici certificati. Questo ha portato oltre il 77% dei Comuni italiani (6.123 enti) a finanziare l'integrazione dei propri sistemi alla piattaforma pagoPA, superando l'obiettivo di 35 servizi attivi per Comune e raggiungendo una media di oltre 39 servizi integrati. Il quadro che ne deriva è un'eredità non solo di software, ma di vera e propria maturità organizzativa e capacità di gestione dei progetti su scala capillare.
 
Gli esperti sottolineano come la piattaforma permetta ai Comuni di sapere in tempo reale chi ha pagato cosa. Quanto incide questa automatizzazione sui costi operativi, sui tempi di lavoro del personale e sulla riduzione degli errori manuali?
 
L'automazione garantita da pagoPA incide in modo profondo sulla quotidianità della macchina amministrativa locale, intervenendo su una delle fasi storicamente più onerose: la riconciliazione e la classificazione contabile dei flussi. L'associazione univoca tra la transazione e la posizione debitoria elimina alla radice la necessità di incrociare manualmente estratti conto e registri, riducendo il rischio di errore umano e l'insorgere di contenziosi con i cittadini. Naturalmente, si tratta di un percorso di trasformazione ancora in corso. Fino a quando persisteranno canali di incasso tradizionali e non integrati (come ad esempio i bonifici bancari diretti con causali generiche), il lavoro manuale rimarrà inevitabile per gli uffici tributi. Proprio per questo, la progressiva convergenza dell'intero perimetro delle entrate comunali verso pagoPA rappresenta la chiave per esprimere al 100% il potenziale di efficienza della piattaforma, consentendo ai Comuni di riallocare risorse umane preziose su attività a maggior valore aggiunto.
 
L'adozione di pagoPA sta aiutando a ridurre le differenze storiche di riscossione tra i grandi centri e le realtà più piccole o territorialmente svantaggiate, oppure le performance dipendono ancora dal contesto di partenza?
 
Questo è uno degli esiti più significativi e incoraggianti emersi dalla nostra analisi econometrica: le Digital Public Infrastructure (DPI) centralizzate a livello statale agiscono come veri e propri fattori di perequazione e compensazione delle fragilità locali. Sollevando le amministrazioni minori dagli oneri finanziari e tecnici legati allo sviluppo di portali proprietari, l'infrastruttura nazionale garantisce una linea di base tecnologica omogenea su tutto il territorio. I dati sulla riscossione dei servizi a domanda individuale – come mense e asili nido – lo dimostrano in modo tangibile. Stratificando il campione in base alla capacità di incasso iniziale del 2019, i Comuni che partivano dalle condizioni di maggiore fragilità (primo quartile, Q1) hanno fatto segnare un balzo straordinario del +10,2 punti percentuali nel tasso di riscossione, a fronte di un incremento più contenuto (+2,8 p.p.) per gli enti storicamente già avanzati (Q4). L'innovazione tecnologica condivisa non amplifica le distanze, ma porta a tutti le stesse opportunità offrendo ai Comuni più piccoli o meno strutturati la leva per recuperare efficienza in modo accelerato.
 
Con oltre 450 milioni di transazioni e 46 milioni di utenti a fine 2025, pagoPA intermedia oggi una quota enorme delle entrate comunali. Che cosa significa gestire questa massa critica di dati per orientare le future politiche pubbliche?
 
Incrociare oltre 64 milioni di transazioni per un controvalore di 11,6 miliardi di euro sul solo comparto comunale significa gestire una risorsa informativa di rilevanza strategica per l'intero Paese. È una responsabilità che affrontiamo ponendo al primo posto la tutela della riservatezza: i dati appartengono ai cittadini e ogni analisi rispetta i più severi protocolli di privacy, anonimizzazione e aggregazione avanzata. Al tempo stesso, la collaborazione scientifica avviata con la Ragioneria Generale dello Stato dimostra l’efficacia di un approccio guidato dalle evidenze (data-driven policy making). Stiamo lavorando per integrare i nostri dati all'interno di Data Spaces pubblici e interoperabili per monitorare in tempo reale lo stato di salute della finanza locale e valutare l'efficacia concreta delle riforme sul territorio, garantendo maggiore trasparenza e servizi pubblici disegnati sui reali bisogni delle comunità.
 
Lo studio richiama la sinergia con altri strumenti come le notifiche digitali di SEND e l'App IO. Qual è il prossimo passo per rendere la gestione amministrativa ancora più semplice, integrata e trasparente per i cittadini?
 
Il prossimo passo fondamentale consiste nel compiere un salto di qualità culturale: passare dalla fase di "adesione tecnica" agli strumenti a una vera e propria progettazione sinergica e strategica dell'ecosistema digitale. Se la spinta del PNRR è stata determinante per mettere a terra le singole infrastrutture, la sfida di oggi è farle dialogare come un'unica filiera al servizio del cittadino. Le esperienze più virtuose già presenti sul territorio testimoniano che l'efficienza massima si ottiene eliminando ogni discontinuità procedurale: l'atto a valore legale viene recapitato con certezza e a costi ridotti tramite il Servizio di Notifica Digitale SEND, il promemoria proattivo viene visualizzato su IO, l’app dei servizi pubblici, e il saldo si perfeziona in pochi secondi sulla piattaforma di pagamenti pagoPA. Nei prossimi mesi estenderemo i nostri modelli econometrici proprio per quantificare il valore economico generato da questa integrazione. Rendere sistematici questi schemi operativi su scala nazionale significa ridurre i tempi di incasso per i Comuni e, soprattutto, restituire ai cittadini un rapporto con la Pubblica Amministrazione sempre più semplice, efficace e trasparente.
 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Morto Guido De Maria, femettista e inventore di Gulp e SuperGulp: aveva 93 anni

(Adnkronos) –
Guido De Maria, umorista, sceneggiatore e regista modenese, è morto oggi all’età di 93 anni. La notizia è stata resa nota dal Resto del Carlino. Nato a Lama Mocogno nel 1932, De Maria è stato disegnatore, pubblicitario e autore televisivo, tra i protagonisti della stagione dei Caroselli, lavorando a Bologna e collaborando con Bonvi e Francesco Guccini. Nel 1972 ideò il format televisivo ‘Gulp, fumetti in Tv’ e contribuì alla creazione del personaggio di Nick Carter, disegnato da Bonvi. Dalla sua immaginazione sono nati numerosi spot e personaggi entrati nell’immaginario pop, dai Brutos fino a Giumbolo per ‘SuperGulp’. In un’intervista al Carlino nel 2024 ricordava: “Sono stato l’autore di Nick Carter insieme a Bonvi… negli anni ’70 ho avuto la regia per la Rai di Gulp! e di SuperGulp!”. 
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Potenza, Baragiano investe sul turismo con ‘Il Volo di Icaro’

(Adnkronos) – Con l’inaugurazione dell’altalena gigante 'Il Volo di Icaro', Baragiano compie un nuovo passo nella strategia di valorizzazione turistica e culturale avviata negli ultimi anni. "Il nuovo attrattore non nasce come iniziativa isolata – si legge in una nota -, ma si inserisce in un progetto più ampio che punta a costruire a Baragiano una vera e propria destinazione turistica, attraverso l’integrazione tra patrimonio archeologico, cultura, innovazione, gioco, paesaggio ed esperienze emozionali". Il 'Volo di Icaro' si affianca all’Archeoparco del Basileus, nato per valorizzare il patrimonio archeologico del territorio, e ad ArcheoXcape, l’esperienza dedicata alla cultura classica che utilizza il linguaggio del gioco, degli enigmi e dell’interattività per avvicinare soprattutto bambini, ragazzi, famiglie e scuole alla storia e all’archeologia. Tre attrattori differenti, dunque, ma concepiti come parti di un’unica esperienza di visita. "La nostra sfida – sottolinea l’Amministrazione comunale – è fare in modo che chi arriva a Baragiano per uno dei nostri attrattori abbia poi il desiderio e l’opportunità di scoprirne gli altri, di visitare il paese, di fermarsi più a lungo e di conoscere il territorio che ci circonda. Non vogliamo semplicemente aumentare il numero dei visitatori: vogliamo aumentare il tempo che trascorrono sul territorio e trasformare il visitatore in ospite". Alla base del progetto vi è una precisa idea di sviluppo delle aree interne: partire dalle risorse già presenti sul territorio e trasformarle in occasioni di attrazione, conoscenza e crescita economica. L’Archeoparco del Basileus rappresenta le radici e la memoria storica di Baragiano. ArcheoXcape trasforma la cultura classica in un’esperienza immersiva, nella quale conoscenza e divertimento si incontrano. Il Volo di Icaro aggiunge una nuova dimensione: quella del paesaggio, dell’avventura e dell’emozione. Il visitatore viene così accompagnato attraverso esperienze differenti ma complementari, capaci di rivolgersi a pubblici diversi e, soprattutto, di creare più motivazioni per scegliere Baragiano come destinazione. "Il turismo contemporaneo non cerca più soltanto luoghi da visitare, ma esperienze da vivere e da ricordare. La nostra ambizione è proprio questa: offrire, in uno spazio relativamente piccolo, archeologia, storia, mito, gioco, tecnologia, natura, paesaggio ed emozione", spiegano dall'Amministrazione comunale. La realizzazione del Volo di Icaro risponde anche a un obiettivo economico preciso. L’incremento dei flussi turistici può produrre benefici reali per il territorio soltanto se riesce a generare permanenza e, quindi, opportunità per le attività economiche locali. L’obiettivo è passare dalla semplice visita a una fruizione più ampia: chi arriva a Baragiano deve poter trascorrere diverse ore sul territorio, utilizzare i servizi, frequentare bar e ristoranti, acquistare prodotti locali, partecipare agli eventi e conoscere il centro abitato e i comuni circostanti. "Ogni ora in più trascorsa da un visitatore sul nostro territorio può diventare un’opportunità per chi qui vive, lavora e investe. Per questo non stiamo costruendo singole attrazioni, ma cerchiamo di creare un sistema capace di generare una vera economia dell’accoglienza".  La strategia non si esaurisce entro i confini comunali. L’obiettivo è fare di Baragiano anche una delle porte di accesso alla scoperta del Marmo Platano e delle aree interne della Basilicata. I visitatori intercettati dagli attrattori di Baragiano devono poter essere indirizzati verso i borghi, i paesaggi, il patrimonio storico e religioso, le tradizioni, la natura e l’enogastronomia dell’intero comprensorio. "I piccoli Comuni non possono pensare di affrontare individualmente la sfida del turismo – prosegue in una nota l'Amministrazione comunale -. Dobbiamo superare la logica dei confini amministrativi e costruire una destinazione territoriale. Chi arriva a Baragiano deve essere invitato a scoprire il Marmo Platano e chi visita il Marmo Platano deve trovare in Baragiano una delle ragioni per prolungare il proprio soggiorno". È una strategia che punta sulla collaborazione tra territori e sulla capacità di mettere in rete le rispettive risorse, trasformando la dimensione dei piccoli centri da apparente limite in elemento di autenticità e attrattività.  Anche la scelta del nome 'Il Volo di Icaro' si inserisce nel percorso culturale costruito negli anni. Icaro appartiene al mondo del mito e della cultura classica, ma rappresenta anche uno dei desideri più antichi dell’uomo: volare, superare i propri limiti e osservare il mondo da una prospettiva differente. Un’immagine che diventa metafora della sfida delle piccole comunità delle aree interne. "Essere piccoli non significa necessariamente essere marginali. Una piccola comunità può innovare, sperimentare e diventare attrattiva se riesce a riconoscere il valore delle proprie risorse e ha il coraggio di investire su di esse". Il filo conduttore dell’intero progetto può essere sintetizzato nell’espressione 'Il passato diventa futuro'. L’Archeoparco custodisce e racconta le radici. ArcheoXcape le trasforma in esperienza e conoscenza. Il Volo di Icaro apre lo sguardo sul paesaggio e sul futuro. Un percorso attraverso il quale Baragiano punta a costruire una proposta turistica riconoscibile e originale, capace di inserirsi nell’offerta complessiva della Basilicata. "Il Volo di Icaro rappresenta bene l’ambizione che abbiamo per Baragiano: avere radici profonde e, allo stesso tempo, il coraggio di guardare lontano – conclude l''Amministrazione comunale -. Vogliamo che questa nuova attrazione diventi una ragione in più per venire a Baragiano, ma soprattutto un punto di partenza per scoprire il nostro territorio e questa parte della Basilicata. Non inauguriamo soltanto un’altalena. Aggiungiamo un nuovo tassello alla costruzione del futuro turistico di Baragiano e del Marmo Platano". 
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Incidente sul lavoro a Varese, operaio morto schiacciato da struttura di cemento

(Adnkronos) – Un muratore di 55 anni è morto oggi in un cantiere a Origgio (Varese) in seguito alla caduta di una soletta di cemento che lo ha schiacciato. I soccorsi intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sul posto automedica, ambulanza, personale dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine. 
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Di Battista ricoverato e le polemiche sul volo di Stato, Ricciardi: “Non è trattamento di favore, racconta la polvere del mondo”

(Adnkronos) – "Era prevedibile, nella sua infamità, il dibattito sul 'cittadino Di Battista che usufruirà del volo di Stato. La casta che salva l’anticasta'. Innanzitutto traspare evidente un godimento nel vedere un uomo in difficoltà che, in un momento drammatico, sarebbe costretto sulla sua pelle a ripudiare una delle sue battaglie, secondo la schifosa propaganda di queste persone. Nel 2026 sono già stati effettuati 57 voli per cittadini italiani all’estero, con un protocollo che si attiva con diversi criteri che comprendono la gravità clinica. Quindi non ci sarebbe nessun trattamento di favore. Nessuno".  Lo scrive in un post su Facebook il capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera, Riccardo Ricciardi rispondendo alle polemiche seguite nelle scorse ore alla vicenda del'ex parlamentare del M5s, Alessandro Di Battista, ricoverato in gravi condizioni a Cuba dopo un malore.  "La seconda infamità -aggiunge- è: Alessandro Di Battista è andato a Cuba per documentare la situazione del popolo cubano che resiste, oltre ogni umana comprensione, ai soprusi degli Stati Uniti da decenni. Molti scrivono: ora ti curano i tuoi amici cubani e non la sanità occidentale che tanto disprezzi. Peccato che fanno finta di non sapere che il problema non è nella professionalità, ma nella mancanza di materie prime, anche banali, non solo mediche, che non arrivano a Cuba a causa dell’embargo. Con questa infamità micidiale, non vi rendete neanche conto che state dando ragione a chi, come Di Battista e molti di noi, non sopporta l’idea di un mondo dove ci siano popoli che costruiscono il proprio benessere sulla pelle di altri, non tollera che lo strapotere e la prepotenza degli Stati Uniti affami un popolo perché c’è da combattere un nemico politico". "Le sento già le risposte: dai la colpa agli Stati Uniti e non ai tuoi amici comunisti che sono al regime. Vedete, senza entrare nel giudizio di più di mezzo secolo di Cuba, in tutte le statistiche mondiali la sanità cubana è sempre stata un’eccellenza e le sue carenze non dipendono dalla competenza, ma dai mezzi. Alessandro stava e sta facendo proprio questo: raccontare 'la polvere del mondo'. Per raccontare invece la polvere che tenete costantemente sotto i vostri tappeti, non basterebbe un volume enciclopedico. Tutta la comunità del Movimento 5 Stelle -conclude Ricciardi- continua a essere vicino ad Alessandro e alla sua famiglia, in tutti i modi. Perché non dimentichiamo chi ha fatto la storia del Movimento". 
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Tir in fiamme sulla Tangenziale ovest di Milano all’altezza di Rozzano, carreggiata chiusa

(Adnkronos) – Un mezzo pesante che trasportava alimentari in transito sulla A50, in direzione Bologna, ha preso fuoco oggi lunedì 31 agosto in mattinata all'altezza di Rozzano. L'incendio ha richiesto l'attivazione dei vigili del fuoco di Milano, che sono intervenuti con tre mezzi del nucleo Nbcr. Una parte della carreggiata è stata chiusa per permettere ai soccorritori di svolgere le operazioni, i vigili del fuoco hanno messo in sicurezza il mezzo che aveva un'alimentazione mista Gpl e metano. Nessuna persona è rimasta coinvolta. 
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Russia, Lavrov: “Piani Nato per l’Artico aumentano rischio conflitto armato”

(Adnkronos) – La Nato sta tentando di trasformare l'Artico in un nuovo fronte per contenere la Russia e i suoi alleati. Ne è convinto il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, che in un articolo per Arctic.ru ha dichiarato che "nelle immediate vicinanze dei nostri confini settentrionali sono in corso intensi preparativi militari. Si stanno conducendo esercitazioni aggressive su larga scala, che coinvolgono Paesi al di fuori della regione, e stanno emergendo nuovi elementi della struttura di comando e stato maggiore della Nato".  Lavrov ha ricordato che a febbraio l'Alleanza Atlantica ha lanciato l'Operazione Arctic Sentinel, volta a espandere la propria presenza militare alle alte latitudini. Tale attività minaccia direttamente la Russia e aumenta il rischio di un conflitto armato, ha rimarcato. Mosca, da parte sua, si impegna a mantenere una zona di pace nella regione, ha sottolineato il ministro. "Siamo aperti alla cooperazione con tutti i Paesi stranieri che dimostrano un atteggiamento costruttivo e la volontà di ricambiare. Di questi Paesi ce ne sono molti", ha aggiunto, citando fra questi India e Cina. Esistono prospettive di cooperazione nell'Estremo Nord – ha concluso – con Brasile, Indonesia, Iran e altri Paesi Brics. La Russia è inoltre pronta a sviluppare un dialogo con la Bielorussia e altri partner della Csi. "Ho avuto buoni colloqui con Putin. Non attaccherà un territorio della Nato", ha dichiarato giorni fa Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Il presidente americano ha detto ad Axios di "non essere preoccupato, per niente" rispetto a un possibile attacco della Russia contro la Nato. "Non sono preoccupato. Per niente. Non c'è nessun problema", ha risposto Trump al telefono con il giornalista Barak Ravid, che gli chiedeva di una possibile provocazione russa contro i Paesi della Nato.  Le parole di Trump sono arrivate dopo che martedì il direttore della Cia, John Ratcliffe, si era recato a Mosca, dove ha incontrato il suo omologo russo, Sergey Naryshkin. Secondo diversi media, obiettivo della visita era avvertire Mosca di non attaccare un Paese della Nato. Ma Trump ha smentito, dichiarando ad Axios che Ratcliffe non aveva dato alcun avvertimento di questo tipo. Il viaggio di Ratcliffe era "un normale impegno di lavoro", ha affermato Trump, dicendosi perplesso riguardo alla copertura mediatica dell'accaduto. "Ratcliffe incontra la sua controparte russa una volta ogni sei mesi o una volta all'anno. Hanno un ottimo rapporto. Non c'è stato alcun messaggio e non c'era nulla di insolito", ha messo in chiaro il presidente. 
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Scuole aperte in Emilia-Romagna due settimane prima per chi vuole: parte la sperimentazione alle primarie

(Adnkronos) – A scuola ma senza libri e quaderni. È un ’suono della campanella’ atipico quello che stamattina ha accolto, in 150 istituti scolastici da Piacenza a Rimini, oltre ottomila bambine e bambine delle primarie i cui genitori, su base
volontaria, hanno aderito al progetto 'Settembre insieme' voluto dalla Regione Emilia-Romagna.
 
La sperimentazione ha preso il via oggi nei 42 Comuni dell’Emilia-Romagna coinvolti nelle Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile (Atuss), diventando una opportunità concreta per le famiglie che hanno potuto scegliere una offerta educativa e di socialità nelle due settimane che precedono l’avvio dell’anno scolastico, fissato per il prossimo 15 settembre. Niente zaini pesanti: in questo periodo le bambine e i bambini saranno coinvolti da personale educante extrascolastico, in attività formative, ricreative, percorsi multisportivi ma anche laboratori Stem, corsi di lingue e tante altre opportunità di apprendimento informale. Stamattina, a Bologna, ad accogliere quelli iscritti alla scuola primaria ‘Scandellara’ di San Donato-San Vitale erano presenti il presidente della Regione, Michele de Pascale, l'assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti, il sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, e l’assessore del Comune di Bologna, Daniele Ara. “Oggi – hanno affermato il presidente de Pascale e l’assessora Conti – è una giornata molto importante per l’Emilia-Romagna. L’avvio di questa misura è il frutto di una visione che si inserisce nella migliore tradizione educativa della nostra regione, mettendo insieme Comuni, scuole, associazioni e territori. È dal lavoro
condiviso che si è realizzata questa proposta, pensata per aiutare genitori e famiglie a organizzarsi in autonomia, favorendo la conciliazione tra lavoro e cura, senza rinunciare alla qualità educativa del servizio offerto".  "La sperimentazione di queste due settimane – hanno proseguito – sarà per noi fondamentale. Non ci limiteremo a osservare i numeri della partecipazione, ma ascolteremo ciò che accadrà concretamente nei territori per migliorare ulteriormente il progetto, soprattutto in vista del prossimo anno, quando la misura diventerà strutturale ed estesa in tutti i comuni dell’Emilia-Romagna. Vogliamo cogliere le indicazioni che ci arriveranno per rispondere al meglio ai bisogni delle bambine e dei bambini e delle loro famiglie, valorizzare le esperienze più efficaci e individuare ciò che dovremo migliorare, insieme ai Comuni”. Presidente e assessora hanno poi anticipato che il prossimo 10 settembre si terrà una conferenza stampa per presentare i dati aggiornati e definitivi sulla partecipazione e l’andamento della sperimentazione. “Un ringraziamento davvero sentito – hanno concluso de Pascale e Conti – va alle sindache e ai sindaci, alle assessore e agli assessori comunali, alle educatrici e agli educatori, alle dirigenti e ai dirigenti scolastici e a tutti gli operatori della scuola che hanno scelto di mettersi a disposizione di questo progetto. Insieme stiamo dimostrando che è possibile costruire risposte nuove, creando spazi e opportunità di socialità, crescita e inclusione perché il futuro comincia dalle bambine e dai bambini e dalla capacità di una comunità di prendersene cura”. “Con l’apertura anticipata delle scuole primarie – ha sottolineato il sindaco Lepore – diamo una risposta concreta a un’esigenza che riguarda tante famiglie: conciliare i tempi del lavoro e quelli della vita familiare, soprattutto nelle settimane in cui l’estate finisce ma la scuola non è ancora iniziata. A Bologna 22 plessi accoglieranno gratuitamente circa 1.700 bambine e bambini, con attività sportive, educative e creative, e con una particolare attenzione all’inclusione. Insieme all'assessore Ara, abbiamo fatto dell'anticipazione del calendario scolastico una nostra battaglia per essere accanto alle famiglie e ai loro bisogni. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna, il presidente Michele de Pascale, l’assessora Isabella Conti e tutte le persone che rendono possibile questo progetto. A Bologna la scuola riparte prima, e riparte insieme”.  Sono stati i singoli Comuni, in collaborazione con enti e associazioni dei territori, a curare l'organizzazione delle iniziative, definendo le modalità in collaborazione con gli istituti scolastici aderenti. Ogni progetto comunale e territoriale è stato quindi studiato ad hoc, interpretato in base alle singole esigenze e caratteristiche, con personale arruolato in proprio, compreso anche il personale per le pulizie degli spazi della scuola utilizzati. La Regione ha stanziato 3 milioni di euro di risorse regionali. Il progetto riguarda i 42 Comuni delle Atuss e le risorse hanno permesso, in questa fase, di offrire gratuitamente il servizio a tutti gli iscritti. I posti sono quindi stati assegnati gratuitamente dai Comuni sulla base dell'ordine cronologico di presentazione delle domande dando priorità a bambini con disabilità certificata. Questi i
42 Comuni delle Atuss-Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile, che sono stati coinvolti nella sperimentazione: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna, Rimini, Cesena con Mercato Saraceno, Montiano Sarsina Nuovo Circondario Imolese (Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola Mordano Castel Guelfo di Bologna, Castel San Pietro Terme e Medicina. Unione Terre d’Argine (Comuni di Campogalliano, Carpi, Novi di Modena, Soliera). Unione Bassa Romagna (Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno). Unione Romagna Faentina (Comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme e Solarolo).  
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Trovare l’anima gemella su Whatsapp? Il prete-tinder che fa incontrare i single cattolici

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Trovare l'anima gemella su Whatsapp? È possibile. A riuscirci è Fernando Cuevas, un prete spagnolo dell'Opus Dei che mette in contatto i cattolici single, alla ricerca di una relazione, attraverso un questionario e l'app di messaggistica istantanea.  Secondo quanto riferito dallo stesso Cuevas all'agenzia di stampa cattolica spagnola 'ACI Prensa', grazie al suo sistema di dating si sono sposate 1280 persone, numero inteso ai singoli individui coinvolti. Il sacerdote ha raccontato di ricevere oltre 50 messaggi al giorno in cui gli viene di partecipare. Per farlo bisogna avere più di 25 anni e frequentare la messa della domenica.  
Il metodo? È piuttosto semplice. Cuevas raccoglie le informazioni degli utenti, tra cui età, città, professione, interessi e caratteristiche desiderate nel partner. Poi confronta i profili e suggerisci i possibili match considerando diversi fattori, come l'età e la distanza geografica. Il progetto in poco tempo è cresciuto e dopo la Spagna, ha raggiunto l'America Latina tra cui Argentina, Colombia e Perù.  
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Schengen, Italia prolunga stop con Spagna per altri 15 giorni

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L'Italia proroga di 15 giorni i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. Il Viminale fa sapere che è in corso di notifica la nota con cui il governo sta comunicando alla Ue il prolungamento. La decisione è stata assunta, in linea con "l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1 agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all’Unione europea, affinché in quell’area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione". Le valutazioni alla base del provvedimento di proroga sono state comunicate dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un "costruttivo confronto telefonico". I media spagnoli avevano parlato del fatto che che l'Italia fosse orientata a prorogare la sospensione dell'accordo di Schengen introdotta dopo la crisi migratoria di Ceuta. Piantedosi nei giorni scorsi ha spiegato che la situazione nell’exclave spagnola è ancora critica, con 5-10mila migranti presenti – dopo l'arrivo di almeno 60mila persone a fine luglio – e forti tensioni con i residenti, e che la decisione definitiva verrà presa oggi. "La situazione è tutt'altro che migliorata a Ceuta. Faremo una valutazione serena e sulla decisione definitiva ragioneremo il giorno stesso della chiusura, che sarà il 31 agosto", le parole del responsabile del Viminale intervistato dal direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci all'evento 'La Piazza' di Affari Italiani a Ceglie Messapica il 28 agosto. 
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