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Alluvione in Nepal, l’italiano tratto in salvo: “In pullman a 20 metri dal disastro, un’onda gigantesca di fango e detriti, poi il boato”

(Adnkronos) – "La morte ci ha bussato al pullman e ci ha detto: scendete, non è il vostro momento". Così Stefano Lotumolo, fotografo toscano tra i turisti italiani tratti in salvo dopo la devastante valanga che ha colpito una valle del Nepal, racconta all'Adnkronos i momenti drammatici vissuti ieri. "Eravamo partiti il giorno prima per un viaggio spirituale verso il monte Kailash, considerato la dimora del dio Shiva", racconta. "Avevamo raggiunto un villaggio che oggi non esiste più, è stato completamente spazzato via. Il luogo dove abbiamo dormito non esiste più. E abbiamo perso documenti, soldi, tutto. È stato un vero incubo. Anche se per noi, alla fine, è stata una benedizione". Il fotografo ricorda i pochi istanti che hanno separato il gruppo, nel quale c'era anche l'italiana Valentina Piccinini di Torino, dalla tragedia: "Eravamo sul pullman, a circa 20 metri da dove è avvenuto il disastro. A dieci metri da noi abbiamo visto arrivare un'onda gigantesca di fango e detriti dalla montagna. C'era un rumore pazzesco. Abbiamo capito subito che stava accadendo qualcosa". Poi "abbiamo sentito un boato pazzesco. La massa di acqua, fango e detriti è passata a circa dieci metri da noi, trascinando via gli altri pullman che erano davanti. Abbiamo avuto venti secondi per uscire dal nostro mezzo e salvarci". Secondo Lotumolo, "di tutta una vallata lunga chilometri sono rimasti in piedi soltanto due pullman, tra cui il nostro. Evidentemente non era ancora arrivato il nostro momento". L'evento è stato di una portata difficile da comprendere: "Ancora non riesco a razionalizzare quello che è successo – dice -. Sono morte tantissime persone, secondo me molte più di quelle che vengono riportate". Dopo la tragedia, il gruppo ha trascorso una notte in una sistemazione di fortuna su una montagna, insieme alla popolazione locale: "Il villaggio era stato cancellato, non era rimasto nulla. Siamo stati aiutati dai residenti e dalle guide, c'è stata un'unione totale in quel momento". Il mattino successivo sono intervenuti i militari nepalesi: "Sono stati molto efficienti. Prima hanno cercato i sopravvissuti e poi, appena il tempo è migliorato, sono arrivati gli elicotteri che ci hanno portato via". Ora Lotumolo e Valentina Piccinini si trovano in albergo, a Kathmandu, in attesa di completare le procedure per il rientro: "Non sappiamo ancora di preciso quando potremo rientrare. Del resto abbiamo perso tutti i documenti e ci sono molte carte da fare, ma in qualche modo torneremo. L'agenzia con la quale stavamo compiendo il viaggio ci sta seguendo, il personale è molto disponibile". Resta il fatto che "eventi del genere, purtroppo, con la crisi climatica, saranno sempre più frequenti. E dobbiamo tenerne conto. Noi -conclude- siamo stati benedetti, ma quello che abbiamo visto è qualcosa di impensabile". 
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Champions, oggi il sorteggio: le avversarie di Inter, Napoli, Roma e Como – Diretta

(Adnkronos) – Pronti, via. Oggi, giovedì 27 agosto, prende forma la nuova edizione della Champions League con il sorteggio di Monaco. La massima competizione europea per club ripartirà con 36 squadre, tutte a caccia della finalissima del 5 giugno 2027 allo stadio Metropolitano di Madrid. Italia allo start con quattro squadre: Inter, Napoli, Roma e Como (alla prima storica partecipazione) aspettano di conoscere il loro destino nella fase campionato. Dove vedere la cerimonia? Il sorteggio della Champions League 2026-27 verrà trasmesso in diretta su Sky Sport e Tv8 (in chiaro), ma anche in streaming su Sky Go, Now, Tv8.it e sul sito ufficiale Uefa. Ogni formazione affronterà due avversarie per ciascuna fascia, disputando otto incontri nella fase campionato. 
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Gb, attacco informatico a tre aeroporti: rubati i dati di quasi 9 milioni di passeggeri

(Adnkronos) – Tre aeroporti britannici, quello di London Stansted, di Manchester e di East Midlands sono stati oggetto di un ''attacco informatico'' che ha portato al ''furto dei dati di circa 8,7 milioni di passeggeri''. Lo ha reso noto il Manchester Airports Group, l'operatore aeroportuale britannico che possiede e gestisce i tre aeroporti, spiegando che gli hacker hanno avuto accesso alle informazioni dei clienti, tra cui dati di contatto, codici postali e targhe dei veicoli. Gran parte dei dati compromessi si riferisce ai passeggeri che si sono registrati per il Wi-Fi gratuito nei terminal aeroportuali. Il gruppo aeroportuale ha precisato che non sono state compromesse informazioni bancarie o di pagamento dei clienti e che la sicurezza dei passeggeri e la sicurezza aerea non sono state messe a rischio. "Il Manchester Airports Group è stato oggetto di un incidente di sicurezza informatica da parte di terzi non autorizzati", ha affermato un portavoce del Mag. "Abbiamo immediatamente contenuto il rischio e stiamo collaborando con consulenti specializzati, adottando le misure appropriate per proteggere i nostri clienti e i nostri sistemi. Abbiamo informato le autorità competenti e stiamo collaborando con loro", ha aggiunto. 
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L’aggressione, soldi spariti e video oscuri: giallo su un giovane chef molisano morto a Nizza

(Adnkronos) – Dubbi e sospetti attorno alla morte di Gianpiero Panichella, giovane chef molisano trovato morto a Nizza lo scorso 25 luglio. Il caso, all'inizio rubricato come suicidio, non ha convinto la famiglia che ha chiesto e ottenuto ulteriori indagini.   E al fianco dei genitori del giovane chef si è schierato anche il sindaco di Riccia, il paese in provincia di Campobasso di cui Panichella era originario e dove sabato 29 agosto si svolgeranno i funerali con il lutto cittadino. "Ci sono molti dubbi sulla morte di Gianpiero – riferisce all'Adnkronos il sindaco Pietro Testa – sul corpo del ragazzo è stata svolta l'autopsia e, a quanto mi hanno riferito i familiari che hanno nominato un loro perito, i lividi trovati sul corpo sarebbero incompatibili con una caduta dal balcone, il ragazzo potrebbe essere stato picchiato. Non solo – prosegue il sindaco – interrogativi restano aperti anche attorno a una serie di bonifici ingiustificati, per un totale di circa 60mila euro, fatti dallo chef pochi giorni prima di morire. E ancora: un'aggressione subita dal giovane una ventina di giorni prima della morte che lo ha portato a essere ricoverato sotto choc in una clinica psichiatrica. In quel periodo ai genitori non è stato consentito vederlo mentre persone a lui vicine in Francia l'avrebbero incontrato". Ultimo mistero "gli strani video, di quelli che fanno pensare alle sette sataniche, postati sui social. Insomma c'è bisogno di fare piena chiarezza – insiste Testa – questa vicenda è passata troppo inosservata".  
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Germania, due persone uccise in una scuola nel Brandeburgo: arrestato sospetto

(Adnkronos) – Due persone sono state uccise in una scuola di Gosen-Neu Zittau, nel Brandeburgo, a sud-est di Berlino. Lo riferiscono i media tedeschi, secondo cui le vittime sono una studentessa di 18 anni e un uomo di 30 anni. L'episodio è avvenuto in una scuola superiore della cittadina, dove è scattato un allarme e sono intervenute numerose forze di polizia e soccorso. La polizia ha confermato che si è verificato "un episodio di violenza" e che un uomo è stato arrestato in relazione ai fatti. Secondo i media locali, il 30enne sarebbe stato ucciso mentre cercava di fermare l'aggressore. Le circostanze dell'accaduto e il movente sono ancora oggetto di indagine. 
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Fabio Canino lascia ‘Ballando’ dopo 17 anni: “Spero che la prossima giuria non sia troppo buonista”

(Adnkronos) – "Dalla giuria mi hanno tolto loro, dal programma me ne sono andato io". Fabio Canino risponde all'Adnkronos dalla Calabria, dove si trova per uno spettacolo e un podcast, all'indomani del video con cui ha annunciato l'addio a 'Ballando con le stelle' dopo 17 anni da giudice. La produzione, racconta, gli aveva proposto di restare come concorrente, per poi tornare in giuria l'anno successivo. Lui ha detto no: "Non potevo passare tutta la settimana a provare balletti". E mentre Ballando prepara una nuova giuria (con l'ingresso ormai atteso ma non ancora ufficializzato di Barbara D'Urso e Alberto Matano al posto di Selvaggia Lucarelli e appunto di Canino), lui avverte: "Se ci metti persone che fanno i buonisti, diventa una roba noiosa". Sul futuro, invece, nessun accordo con Mediaset o Pier Silvio Berlusconi, nonostante la battuta lanciata nel video: "Ma magari ci fosse un contratto". 
Quindi, Fabio, facciamo subito chiarezza: sei tu che hai deciso di lasciare Ballando o, come raccontano i rumors, è stata Milly Carlucci a non riconfermarti?
 "La situazione è un po' diversa. Mi è stato proposto un contratto biennale, cosa che non era mai successa prima: volevano farmi fare il ballerino quest'anno, perché cercavano un ballerino pop, divertente, e poi farmi tornare l'anno successivo al ruolo di giudice. Io ho detto di no. Dopo 17 anni da giudice, fare il concorrente sarebbe stato complicato e, soprattutto, non avevo il tempo per un impegno del genere: sto facendo teatro, radio, serate. Non potevo passare tutta la settimana a provare balletti. Contemporaneamente loro volevano fare dei cambiamenti nella giuria e a quel punto ho detto: ok, allora me ne vado io. In qualche modo, dalla giuria mi hanno mandato via loro, dal programma me ne sono andato io". 
Insomma, non hai vissuto la proposta di fare il concorrente come una diminuzione del tuo ruolo?
 "No, assolutamente. Non è una questione di sentirsi sminuiti. L'hanno fatto Paolo Belli, l'ha fatto Ivan Zazzaroni: fa parte del gioco. Però secondo me c'è un ordine. Se prima fai il concorrente e poi il giudice, ha un senso. Dopo 17 anni da giudice, invece, tornare concorrente è un'altra cosa. E io avrei rischiato di mettermi nei guai da solo". 
Ti è dispiaciuto dire addio?
 "Molto. Diciassette anni sono diciassette anni. Cresci con le persone, gli vuoi bene, diventa una seconda famiglia. Mi è dispiaciuto soprattutto dire: ragazzi, quello che mi proponete non posso farlo". 
E infatti il tuo post d'addio è sembrato quasi freddo. Non hai nemmeno ringraziato pubblicamente Milly.
 "L'ho fatto di corsa proprio per rendere la cosa indolore. Come quando vai in vacanza e non vuoi salutare le persone perché ti dispiace: fai 'ciao ciao' e te ne vai. Mi sono dimenticato di ringraziare Milly e di salutare tutti. È stata una dimenticanza grossa, soprattutto perché è stata lei, 17 anni fa, a volermi in quel programma. Poi ovviamente ci siamo salutati e ringraziati tutti, autori, produzione, Zazzaroni, Carolyn Smith. Ma pubblicamente non l'avevo fatto. E così ho dato materiale a tutti quelli che adorano i complotti". 
A proposito di Milly: cosa vuoi dirle oggi?
 "Grazie. Grazie perché 17 anni fa mi ha convinto, come solo lei sa fare, a prendere una strada che non avevo mai preso. Io venivo da programmi di seconda serata, con un pubblico diverso, e lei mi disse: “Fidati, in prima serata uno come te ci sta”. E io mi sono fidato. Ci ho messo due o tre anni a trovare la mia chiave, il mio modo di stare lì. Volevo essere un po' come i vecchietti dei Muppets: quelli che guardano lo show e lo commentano. Non volevo fare il fenomeno a tutti i costi". 
Dopo 17 anni, cosa ti porti davvero dietro da Ballando?
 "Le persone, sicuramente. È una macchina da guerra: funziona perché dietro ci sono professionisti veri, persone che non sono lì per caso. Mi porto dietro l'ammirazione per chi lavora dietro le quinte, per i ballerini, gli autori, la produzione. E poi la musica: l'orchestra era la mia colonna sonora". 
E cosa, invece, avresti volentieri evitato?
 "Alcuni personaggi non mi sono piaciuti. Gli ex politici, per esempio, li trovo sgradevoli quando fanno questo washing televisivo. Però mi rendo conto che sono molto funzionali al programma. Io sono talebano su alcune cose, poi negli anni ho imparato che quando mi dicevano 'fidati, vedrai che funziona', spesso avevano ragione". 
Adesso però c'è una nuova giuria. Che Ballando sarà senza di voi?
 "La domanda è da mille dollari. Squadra che vince non si cambia, è vero. Però allora dovevi tenere tutti e cinque, perché la forza della giuria non è il singolo: è la squadra. Eravamo cinque persone con personalità diverse, modi diversi di reagire e di agire. Ci conoscevamo così bene che sapevamo già cosa avrebbe detto l'altro, o quando qualcuno non sarebbe intervenuto per non dare soddisfazione a un concorrente. Era una squadra". 
La nuova giuria rischia di essere troppo buonista?
 "Dipende da che tipo di giuria vogliono fare. Se ci metti persone che non vogliono sporcarsi le mani, che fanno i buonisti, diventa una roba noiosa, come in tanti altri programmi dove le giurie sono lì a dire: 'Come sei bravo, come sei bello, che talento!'. A Ballando c'era qualcuno che poteva dirti: 'No, non sai ballare'. E lì cominciava la guerra: 'Ma tu chi sei per dirmi che non so ballare?'. Questi meccanismi funzionavano. È televisione. Ballando con le stelle è ballo, certo, ma è anche tanto show". 
Quindi non funzionerebbe una giuria più morbida?
 "A me piace più quando c'è qualcuno di battagliero. Poi non so cosa abbiano deciso davvero. Magari si sono rotti le scatole anche loro di stare sempre lì a evitare che i giudici si mangino con i concorrenti e vogliono qualcosa di più tecnico. Non lo so. In questo momento storico è difficile dirlo". 
E cosa pensi di Matano al posto tuo? Potrebbe essere una figura meno 'puntuta'?
 "Forse è proprio quello che vogliono cambiare. Ma non so nemmeno con certezza chi ci sarà. Si parla di Matano, della D'Urso, di altri nomi. Io, sinceramente, quest'anno non mi sono informato. Ero troppo preso dalla domanda: “Che faccio? Che faccio? Che faccio?”". 
Che reazioni hai avuto dopo il tuo annuncio di ieri?
 "Questa è stata una sorpresa enorme. A un certo punto ho pensato: forse sono morto e non lo so! C'erano messaggi del tipo 'era tanto bravo', 'ci mancherà', tutto al passato. Ho detto: cazzo, forse sono morto. Poi ho toccato una parte del mio corpo e ho capito che ero ancora vivo. Mi ha fatto capire quanto la gente si affezioni, cosa che a volte noi, facendo televisione, non ci rendiamo conto. È stato come chiudere un capitolo. Tanti mi hanno scritto: 'Noi siamo cresciuti con voi'. E capisco che se cambiate voi, cambia anche un pezzo della loro vita". 
E adesso veniamo a Pier Silvio Berlusconi. Hai lanciato un appello in video: 'Pier Silvio, se ci sei, vengo'. C'è qualcosa che bolle in pentola?
 "No, assolutamente. Era una battuta. Stavo parlando di Cronache Marziane, che ho fatto a Mediaset, quindi è chiaro che mi rivolgevo a chi oggi è a Mediaset. Ho detto la frase ridendo e poi ho anche aggiunto che c'era già un contratto. Ma magari ci fosse! Non c'è nessun contratto e non c'è nessun accordo". 
Però, se Pier Silvio chiamasse, ti farebbe piacere?
 "Fare Cronache Marziane? Sì, magari. Magari! Ma costa tanto, figurati. Anzi, non facciamo un altro appello, perché sennò veramente mi prendono di nuovo!". 
Quindi nessun accordo con Mediaset, ma la porta è aperta.
 "La porta è aperta, certo. Ma in questo momento non sto pensando a un programma televisivo preciso. Voglio dedicarmi alle cose che veramente mi piacciono. Sono in giro con 'Il brutto anatroccolo', uno spettacolo teatrale molto nuovo per me, con sei musicisti, un leggio e io che leggo questa fiaba modernizzata. Ne sono molto fiero. E voglio continuare con la radio. Poi, se arriva un lavoro interessante, ci penso. Se mi dicono di presentare la messa della domenica, magari mi affaccio anch'io". 
Ora sei anche Cavaliere del Lavoro, nominato da Sergio Mattarella. Come l'hai vissuto?
 Venti giorni fa è arrivata la lettera del Presidente della Repubblica e puoi immaginare l'emozione. Io Mattarella lo stimo moltissimo, è il mio superpresidente. Il fatto che abbia pensato anche solo una volta a me, che abbia detto il mio nome, per il mio impegno sui diritti, mi ha reso molto felice e orgoglioso". 
Dopo 17 anni, insomma, sembra davvero un nuovo inizio.
 "Sì. E il mio oroscopo del Leone, quest'anno, diceva proprio: grandi cambiamenti, devi dedicarti alle cose che veramente ti piacciono. Per una volta gli do retta".  
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Donna si risveglia con un pipistrello in faccia: “Voleva infilarsi in bocca”

(Adnkronos) –
Una dottoressa si è svegliata con un pipistello che cercava di entrarle in bocca. È successo in Virginia, negli Stati Uniti, dove una donna ha avuto un risveglio a dir poco choc: "Stamattina stavo dormendo e ho sognato un topolino che cercava di entrare nella mia bocca", ha raccontato Krista Edelman, gastroenterologa che vive in una casa centenaria a Richmond, in un video pubblicato su Instagram, "ero mezza addormentata. Ho portato la mano alla bocca, pensando ancora che fosse un sogno, e ho toccato qualcosa di viscido, un po' peloso e fresco, e ho capito subito che si trattava di un pipistrello". Il racconto poi prosegue: "Questo pipistrello stava davvero cercando di infilarsi tra le mie labbra, nella mia bocca", ha dett Edelman, aggiungendo di aver poi afferrato il pipistrello e di averlo lanciato dall'altra parte della stanza prima di dire al marito che c'era un pipistrello "che cercava di entrare nella mia bocca". "Da medico, sapevo che avremmo dovuto cercare di catturare questo pipistrello per poterlo analizzare e verificare la presenza di rabbia nel cervello, dato che la rabbia è relativamente diffusa nei pipistrelli", ha raccontato, aggiungendo come poi il marito sia effettivamente riuscito a catturare l'animale. I casi di rabbia sono infatti in aumento e, negli Stati Uniti, la via di trasmissione più comune sono proprio i morsi di pipistrello, stando a quanto riporta la Cleveland Clinic. I morsi di pipistrello sono molto piccoli e possono non essere riconosciuti immediatamente, ma ogni contatto con l'animale andrebbe trattato con attenzione. contatto con un pipistrello dovrebbe essere trattato come un morso. "Se ti svegli in una stanza con un pipistrello, che sia la tua, quella di tuo figlio, devi presumere il peggio", ha avvertito a WTVR il dottor Adam Landsee, vicedirettore medico del pronto soccorso del St. Mary's Hospital, dove Edelman lavora e si è recata per le cure. "Mi sono sentita in dovere di raccontarlo perché mi sono sentita un po' umiliata. Dopotutto, sono cresciuta nella zona rurale di Hanover, pensavo di conoscere le basi, ma mi sono sentita umiliata dal fatto di non sapere davvero cosa fare in quella situazione", ha detto Edelman a WTVR, che, nonostante il test abbia dato risultato negativo, ha iniziato comunque, insieme al marito, la terapia contro la rabbia.  
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Scuola, i sindacati: “Oltre 200mila supplenti, manca più della metà dei prof di sostegno”

(Adnkronos) –
La campanella per l'inizio del nuovo anno scolastico sta per suonare, con i soliti problemi di precariato, assegnazioni di cattedre e insegnanti di sostegno. E sono i sindacati a denunciare l''impreparazione' della scuola.  Secondo Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, non c'è nulla di pronto: ''La precarietà è la normalità – dice all'Adnkronos – Alla vigilia dell'avvio del nuovo anno scolastico, il Governo continua con la consueta narrazione di una scuola pronta a ripartire. I numeri, però, restituiscono una realtà molto diversa: il sistema scolastico pubblico si regge ancora una volta con oltre 200 mila supplenze complessive tra docenti e personale Ata, una cifra che conferma come la precarietà non sia più un fenomeno emergenziale, ma un vero e proprio modello di gestione della scuola italiana. Le assunzioni autorizzate a tempo indeterminato coprono infatti solo una parte dei posti realmente disponibili. Emblematica la situazione del personale Ata: a fronte di quasi 34 mila posti vacanti, il Mim ha autorizzato appena 12.284 assunzioni, lasciando migliaia di lavoratrici e lavoratori in una condizione di incertezza e costringendo le scuole a garantire servizi essenziali con organici insufficienti". "Ancora più grave la situazione del sostegno. Oltre la metà dei posti, circa 140 mila nell'ultimo anno scolastico, continua a essere collocata nell'organico di fatto e coperta con supplenze annuali. Decine di migliaia di cattedre vengono così affidate a personale non specializzato, a causa della mancata stabilizzazione dei posti e del cronico disallineamento tra il numero dei percorsi di specializzazione attivati e il reale fabbisogno delle scuole. – precisa Fracassi – Una scelta che colpisce direttamente il diritto all'inclusione e alla continuità didattica delle alunne e degli alunni con disabilità. Anche la stagione dei concorsi straordinari e ordinari degli ultimi anni non ha prodotto le risposte necessarie. In molte regioni le graduatorie risultano già esaurite o incapienti per diverse classi di concorso, mentre in altre migliaia di docenti in possesso di tutti i requisiti richiesti continuano a non avere alcuna prospettiva di stabilizzazione a causa dell'insufficienza delle autorizzazioni alle assunzioni". "A tutto questo si aggiunge la questione salariale. Il personale della scuola continua a essere tra i meno retribuiti d'Europa e registra un divario che sfiora il 20% rispetto a gran parte del resto della pubblica amministrazione. Per questa ragione la Flc Cgil chiede che la prossima legge di bilancio stanzi risorse aggiuntive per valorizzare il lavoro nella scuola e recuperare un ritardo che non è più sostenibile. – conclude Fracassi – Non servono annunci di facciata né concorsi a ripetizione. Occorre affrontare alla radice i problemi del sistema scolastico: trasformare tutti i posti liberi e disponibili in organico stabile, superare definitivamente il precariato storico, garantire continuità didattica agli studenti e riconoscere, anche sul piano salariale, il valore del lavoro svolto da docenti e personale Ata. Senza investimenti strutturali e senza assunzioni stabili, la scuola italiana continuerà a ripartire ogni anno sulle spalle dei lavoratori precari". Alla segretaria generale della Flc Cgil fa eco Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda Insegnanti evidenziando che "i problemi della scuola sono quelli di sempre che si aggravano e si incancreniscono. In questi giorni sono in corso ancora le nomine dei docenti prima di ruolo e poi precari. La scuola italiana è precaria – sottolinea Castellana – soprattutto nel sostegno, anche se il ministro vanta un 70% di continuità nei posti di sostegno, in realtà parliamo sempre di posti precari, quindi non c'è nessuna garanzia, e poi quella continuità ci sarebbe stata anche senza questo ulteriore passaggio burocratico, ideato negli ultimi anni perché chi sta nelle posizioni utili in graduatoria tende a confermare la scuola dell'anno precedente. Il sistema di reclutamento sia molto confusionario. Il precariato è endemico da sempre. Più volte siamo stati richiamati dall'Ue proprio per questo. La soluzione non sono i continui concorsi che si accavallano e le varie fasi di reclutamento che creano confusione e creano contenziosi. Forse è il momento di investire di più nella scuola italiana, nei docenti italiani''. "Un altro problema è quello della burocrazia nella scuola dove in questi giorni i docenti sono assediati da scartoffie da compilare, griglie di valutazione, programmi: carte che nessuno mai leggerà. Aggiungiamo poi il male storico contrattuale. E' vero che ci sono stati tre rinnovi contrattuali negli ultimi tempi, – continua Castellana – ma il mondo della scuola continua a essere sottopagato rispetto al resto del pubblico impiego, circa un 30-40% in meno a parità di titolo di studio, ricordiamo che sono tutti laureati nella scuola, ed è molto sottopagato rispetto al resto d'Europa, considerando che i docenti italiani lavorano molto di più in numero di ore rispetto ai colleghi europei. E poi non dimentichiamo il personale Ata, che soffre sia sul fronte dei collaboratori scolastici, con un enorme taglio del personale, che mette a rischio l'apertura dei plessi più piccoli, sia sul fronte del precariato, visto che per ogni 3 posti che si sono liberati con i pensionamenti solo uno è stato coperto con personale di ruolo. E anche, le segreterie sono assediate dalla burocrazia, con incombenze che prima non c'erano, la tanto decantata autonomia scolastica è servita semplicemente a disimpegnare lo stato centrale e a scaricare tutto sul personale della scuola che è sempre meno e si deve occupare di pratiche e adempimenti sui quali non solo non c'è stata un'adeguata formazione ma che probabilmente non gli competono, penso per esempio a tutte le pratiche delle pensioni che ogni singola scuola deve affrontare pratiche che prima venivano svolte dagli uffici scolastici provinciali". "A tutto ciò aggiungiamo anche il pericolo delle aule roventi. A pochi giorni dall'inizio delle lezioni ci sono zone d'Italia dove le temperature sono sempre ampiamente sopra i 30 gradi e le nostre scuole non sono adeguatamente climatizzate. conclude Castellana – Per non parlare delle segnalazioni, in alcune zone d'Italia, di problemi di edilizia scolastica".  Un aspetto positivo viene evidenziato da Ivana Barbacci, segretaria generale della Cisl Scuola, che afferma come ''la copertura posti disponibili sarà nettamente superiore a quella anni precedenti. Siamo ancora in attesa di dati definitivi, perché le operazioni di nomina sono ancora in corso in diverse regioni: al momento, – spiega Barbacci, – si può dire che la copertura dei posti disponibili sarà nettamente superiore a quella degli anni precedenti. Restano scoperti, come ci si attendeva, molti posti di sostegno nelle regioni del nord, in particolare nella primaria, per carenza di personale specializzato".  "Sul sostegno incide pesantemente, su tutti i gradi di scuola, il fatto che i posti effettivamente necessari sono il doppio di quelli previsti in organico: lo scorso anno ne funzionavano quasi 275.000 con un organico di circa 130.000. Ciò significa ricorso obbligato a una mole enorme di contratti precari. Un fenomeno analogo, anche se di entità più ridotta, avviene col personale Ata, dove per legge si può assumere solo per rimpiazzare i pensionamenti, non per coprire tutti i posti effettivamente disponibili. Una norma che chiediamo da tempo di abrogare, anch’essa fonte di un precariato che ci espone peraltro a procedure di infrazione in ambito europeo", conclude Barbacci.  
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È morto Ratko Mladic, chi era il ‘macellaio di Srebrenica’: condannato per crimini contro l’umanità

(Adnkronos) –
Ratko Mladic, ex comandante militare dei serbi di Bosnia condannato all'ergastolo per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra,
è morto in un ospedale dell'Aja all'età di 84 anni e da tempo era malato
.  Generale dell'esercito jugoslavo, durante la dissoluzione della Jugoslavia comandò inizialmente unità impegnate in Croazia e nel maggio 1992 divenne comandante dell'Esercito della Republika Srpska, braccio militare della leadership serbo-bosniaca guidata politicamente da Radovan Karadzic.  
Conosciuto come il "Macellaio di Bosnia", il suo nome resta indissolubilmente legato all'assedio di Sarajevo e soprattutto al massacro di Srebrenica del luglio 1995, quando le sue forze conquistarono l'enclave dichiarata "zona sicura" dall'Onu e uccisero più di 8mila uomini e ragazzi bosgnacchi, in quello che la giustizia internazionale ha riconosciuto come genocidio. "Eccoci qui, l'11 luglio dell'anno 1995, nella Srebrenica serba", dichiarò Mladic entrando nella città, affermando di offrirla "in dono alla nazione serba" e che era arrivato il momento di "vendicarci dei turchi in questo luogo". A favore di telecamera, mentre distribuiva caramelle ai bambini, rassicurò invece i civili: "Non abbiate paura di nulla, state tranquilli.  Lasciate andare prima le donne e i bambini… Nessuno vi farà niente". Poco dopo, donne e bambini furono separati dagli uomini e dai ragazzi destinati alle esecuzioni di massa. Mladic fu riconosciuto colpevole di genocidio per Srebrenica, mentre venne assolto da quella specifica accusa per i crimini commessi in altre municipalità bosniache nel 1992, per i quali fu comunque condannato per crimini contro l'umanità. Tra le altre responsabilità accertate figurano la campagna di terrore contro i civili di Sarajevo, condotta attraverso bombardamenti e cecchini, e la presa in ostaggio di caschi blu dell'Onu nel 1995 per ostacolare gli attacchi della Nato. Incriminato nel 1995 dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, Mladic rimase latitante per 16 anni, protetto per parte di quel periodo da una rete di fedelissimi, fino all'arresto in Serbia nel 2011 e alla successiva estradizione all'Aja. Nel 2017 fu condannato all'ergastolo, sentenza confermata definitivamente in appello nel 2021. Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute erano gravemente peggiorate: ad aprile il figlio aveva riferito di un ictus e a maggio la difesa aveva chiesto con urgenza il trasferimento in Serbia per cure mediche, descrivendo uno stato di deterioramento fisico "avanzato e irreversibile", una condizione "terminale" e un "alto rischio di morte imminente". 
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Torna la rassegna cinematografica ‘Arena 11 – Cinema e Comunità’

(Adnkronos) – Arena 11 – Cinema e Comunità è la rassegna di cinema transculturale curata da Cultural Pro ETS, in programma dal 31 agosto al 6 settembre al Parco Tevere, nel Municipio XI di Roma. L’ingresso è gratuito e sono disponibili 150 posti senza prenotazione, con punto ristoro e vista sul fiume. Il progetto è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Giunta alla seconda edizione, la rassegna propone film italiani e internazionali che raccontano Viale Marconi, Roma e le loro comunità attraverso prospettive interculturali. Il tema di quest’anno è l’alienazione, intesa come distanza tra le persone prodotta da disuguaglianze sociali e di genere, razzismo, sfruttamento e violenza. Il cinema diventa così uno strumento per riscoprire il quartiere e le relazioni che lo attraversano, immaginando una comunità più ospitale, solidale e inclusiva. L’evento vuole inoltre essere uno spazio di incontro e socialità, dove condividere la visione dei film e il tempo insieme. 31 agosto – La commare secca di Bernardo Bertolucci (Italia, 1962). La prima opera di Bertolucci, ambientata sulle rive del Tevere e con scene girate tra Parco Schuster e Ponte Marconi, racconta un misterioso omicidio e una serie di personaggi marginali. Il fiume emerge come luogo di confine e di fuga dalla città, ma anche come spazio di solitudine e indifferenza verso chi vive ai margini. 1° settembre – Adam di Maryam Touzani (Marocco, 2019). La storia di Samia, giovane incinta ed emarginata, accolta dalla panettiera Abla. Il loro rapporto mette in discussione norme sociali e gerarchie patriarcali, mostrando come famiglia e comunità possano nascere dalla solidarietà e dal sostegno reciproco. 2 settembre – Fiume o morte! di Igor Bezinović (Croazia, Italia, Slovenia, 2025). Attraverso archivi e ricostruzioni amatoriali, il film rilegge l’occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio nel 1919, interrogando la memoria collettiva e il legame tra nazionalismo, mascolinità, colonialismo e violenza. 3 settembre – R.M.N. (Animali selvatici) di Cristian Mungiu (Romania, 2022). Un villaggio multietnico della Transilvania diventa metafora delle tensioni europee contemporanee. L’arrivo di lavoratori cingalesi fa emergere paure, razzismo e xenofobia, mostrando i rischi di un’identità nazionale concepita come chiusa ed esclusiva. 4 settembre – Souad di Ayten Amin (Egitto, 2021). Il film riflette sull’impatto dei social media sulle relazioni, sulle aspettative personali e sulle disuguaglianze di genere, contrapponendo alle relazioni virtuali la necessità di recuperare rapporti autentici e diretti. 5 settembre – All We Imagine as Light (Amore a Mumbai) di Payal Kapadia (India, 2024). Due infermiere affrontano solitudine, differenze di classe, genere e religione nella metropoli di Mumbai. L’amicizia diventa una forma di resistenza e una fonte di conforto di fronte alle disuguaglianze e all’incertezza del futuro. 6 settembre – Medusa di Anita Rocha da Silveira (Brasile, 2021). Una setta religiosa impone rigidi modelli di comportamento alle donne. Il film affronta la costruzione sociale dei ruoli di genere e racconta la ribellione come possibilità di liberazione dall’oppressione. 
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