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L’aggressione, soldi spariti e video oscuri: giallo su un giovane chef molisano morto a Nizza

(Adnkronos) – Dubbi e sospetti attorno alla morte di Gianpiero Panichella, giovane chef molisano trovato morto a Nizza lo scorso 25 luglio. Il caso, all'inizio rubricato come suicidio, non ha convinto la famiglia che ha chiesto e ottenuto ulteriori indagini.   E al fianco dei genitori del giovane chef si è schierato anche il sindaco di Riccia, il paese in provincia di Campobasso di cui Panichella era originario e dove sabato 29 agosto si svolgeranno i funerali con il lutto cittadino. "Ci sono molti dubbi sulla morte di Gianpiero – riferisce all'Adnkronos il sindaco Pietro Testa – sul corpo del ragazzo è stata svolta l'autopsia e, a quanto mi hanno riferito i familiari che hanno nominato un loro perito, i lividi trovati sul corpo sarebbero incompatibili con una caduta dal balcone, il ragazzo potrebbe essere stato picchiato. Non solo – prosegue il sindaco – interrogativi restano aperti anche attorno a una serie di bonifici ingiustificati, per un totale di circa 60mila euro, fatti dallo chef pochi giorni prima di morire. E ancora: un'aggressione subita dal giovane una ventina di giorni prima della morte che lo ha portato a essere ricoverato sotto choc in una clinica psichiatrica. In quel periodo ai genitori non è stato consentito vederlo mentre persone a lui vicine in Francia l'avrebbero incontrato". Ultimo mistero "gli strani video, di quelli che fanno pensare alle sette sataniche, postati sui social. Insomma c'è bisogno di fare piena chiarezza – insiste Testa – questa vicenda è passata troppo inosservata".  
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Germania, due persone uccise in una scuola nel Brandeburgo: arrestato sospetto

(Adnkronos) – Due persone sono state uccise in una scuola di Gosen-Neu Zittau, nel Brandeburgo, a sud-est di Berlino. Lo riferiscono i media tedeschi, secondo cui le vittime sono una studentessa di 18 anni e un uomo di 30 anni. L'episodio è avvenuto in una scuola superiore della cittadina, dove è scattato un allarme e sono intervenute numerose forze di polizia e soccorso. La polizia ha confermato che si è verificato "un episodio di violenza" e che un uomo è stato arrestato in relazione ai fatti. Secondo i media locali, il 30enne sarebbe stato ucciso mentre cercava di fermare l'aggressore. Le circostanze dell'accaduto e il movente sono ancora oggetto di indagine. 
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Fabio Canino lascia ‘Ballando’ dopo 17 anni: “Spero che la prossima giuria non sia troppo buonista”

(Adnkronos) – "Dalla giuria mi hanno tolto loro, dal programma me ne sono andato io". Fabio Canino risponde all'Adnkronos dalla Calabria, dove si trova per uno spettacolo e un podcast, all'indomani del video con cui ha annunciato l'addio a 'Ballando con le stelle' dopo 17 anni da giudice. La produzione, racconta, gli aveva proposto di restare come concorrente, per poi tornare in giuria l'anno successivo. Lui ha detto no: "Non potevo passare tutta la settimana a provare balletti". E mentre Ballando prepara una nuova giuria (con l'ingresso ormai atteso ma non ancora ufficializzato di Barbara D'Urso e Alberto Matano al posto di Selvaggia Lucarelli e appunto di Canino), lui avverte: "Se ci metti persone che fanno i buonisti, diventa una roba noiosa". Sul futuro, invece, nessun accordo con Mediaset o Pier Silvio Berlusconi, nonostante la battuta lanciata nel video: "Ma magari ci fosse un contratto". 
Quindi, Fabio, facciamo subito chiarezza: sei tu che hai deciso di lasciare Ballando o, come raccontano i rumors, è stata Milly Carlucci a non riconfermarti?
 "La situazione è un po' diversa. Mi è stato proposto un contratto biennale, cosa che non era mai successa prima: volevano farmi fare il ballerino quest'anno, perché cercavano un ballerino pop, divertente, e poi farmi tornare l'anno successivo al ruolo di giudice. Io ho detto di no. Dopo 17 anni da giudice, fare il concorrente sarebbe stato complicato e, soprattutto, non avevo il tempo per un impegno del genere: sto facendo teatro, radio, serate. Non potevo passare tutta la settimana a provare balletti. Contemporaneamente loro volevano fare dei cambiamenti nella giuria e a quel punto ho detto: ok, allora me ne vado io. In qualche modo, dalla giuria mi hanno mandato via loro, dal programma me ne sono andato io". 
Insomma, non hai vissuto la proposta di fare il concorrente come una diminuzione del tuo ruolo?
 "No, assolutamente. Non è una questione di sentirsi sminuiti. L'hanno fatto Paolo Belli, l'ha fatto Ivan Zazzaroni: fa parte del gioco. Però secondo me c'è un ordine. Se prima fai il concorrente e poi il giudice, ha un senso. Dopo 17 anni da giudice, invece, tornare concorrente è un'altra cosa. E io avrei rischiato di mettermi nei guai da solo". 
Ti è dispiaciuto dire addio?
 "Molto. Diciassette anni sono diciassette anni. Cresci con le persone, gli vuoi bene, diventa una seconda famiglia. Mi è dispiaciuto soprattutto dire: ragazzi, quello che mi proponete non posso farlo". 
E infatti il tuo post d'addio è sembrato quasi freddo. Non hai nemmeno ringraziato pubblicamente Milly.
 "L'ho fatto di corsa proprio per rendere la cosa indolore. Come quando vai in vacanza e non vuoi salutare le persone perché ti dispiace: fai 'ciao ciao' e te ne vai. Mi sono dimenticato di ringraziare Milly e di salutare tutti. È stata una dimenticanza grossa, soprattutto perché è stata lei, 17 anni fa, a volermi in quel programma. Poi ovviamente ci siamo salutati e ringraziati tutti, autori, produzione, Zazzaroni, Carolyn Smith. Ma pubblicamente non l'avevo fatto. E così ho dato materiale a tutti quelli che adorano i complotti". 
A proposito di Milly: cosa vuoi dirle oggi?
 "Grazie. Grazie perché 17 anni fa mi ha convinto, come solo lei sa fare, a prendere una strada che non avevo mai preso. Io venivo da programmi di seconda serata, con un pubblico diverso, e lei mi disse: “Fidati, in prima serata uno come te ci sta”. E io mi sono fidato. Ci ho messo due o tre anni a trovare la mia chiave, il mio modo di stare lì. Volevo essere un po' come i vecchietti dei Muppets: quelli che guardano lo show e lo commentano. Non volevo fare il fenomeno a tutti i costi". 
Dopo 17 anni, cosa ti porti davvero dietro da Ballando?
 "Le persone, sicuramente. È una macchina da guerra: funziona perché dietro ci sono professionisti veri, persone che non sono lì per caso. Mi porto dietro l'ammirazione per chi lavora dietro le quinte, per i ballerini, gli autori, la produzione. E poi la musica: l'orchestra era la mia colonna sonora". 
E cosa, invece, avresti volentieri evitato?
 "Alcuni personaggi non mi sono piaciuti. Gli ex politici, per esempio, li trovo sgradevoli quando fanno questo washing televisivo. Però mi rendo conto che sono molto funzionali al programma. Io sono talebano su alcune cose, poi negli anni ho imparato che quando mi dicevano 'fidati, vedrai che funziona', spesso avevano ragione". 
Adesso però c'è una nuova giuria. Che Ballando sarà senza di voi?
 "La domanda è da mille dollari. Squadra che vince non si cambia, è vero. Però allora dovevi tenere tutti e cinque, perché la forza della giuria non è il singolo: è la squadra. Eravamo cinque persone con personalità diverse, modi diversi di reagire e di agire. Ci conoscevamo così bene che sapevamo già cosa avrebbe detto l'altro, o quando qualcuno non sarebbe intervenuto per non dare soddisfazione a un concorrente. Era una squadra". 
La nuova giuria rischia di essere troppo buonista?
 "Dipende da che tipo di giuria vogliono fare. Se ci metti persone che non vogliono sporcarsi le mani, che fanno i buonisti, diventa una roba noiosa, come in tanti altri programmi dove le giurie sono lì a dire: 'Come sei bravo, come sei bello, che talento!'. A Ballando c'era qualcuno che poteva dirti: 'No, non sai ballare'. E lì cominciava la guerra: 'Ma tu chi sei per dirmi che non so ballare?'. Questi meccanismi funzionavano. È televisione. Ballando con le stelle è ballo, certo, ma è anche tanto show". 
Quindi non funzionerebbe una giuria più morbida?
 "A me piace più quando c'è qualcuno di battagliero. Poi non so cosa abbiano deciso davvero. Magari si sono rotti le scatole anche loro di stare sempre lì a evitare che i giudici si mangino con i concorrenti e vogliono qualcosa di più tecnico. Non lo so. In questo momento storico è difficile dirlo". 
E cosa pensi di Matano al posto tuo? Potrebbe essere una figura meno 'puntuta'?
 "Forse è proprio quello che vogliono cambiare. Ma non so nemmeno con certezza chi ci sarà. Si parla di Matano, della D'Urso, di altri nomi. Io, sinceramente, quest'anno non mi sono informato. Ero troppo preso dalla domanda: “Che faccio? Che faccio? Che faccio?”". 
Che reazioni hai avuto dopo il tuo annuncio di ieri?
 "Questa è stata una sorpresa enorme. A un certo punto ho pensato: forse sono morto e non lo so! C'erano messaggi del tipo 'era tanto bravo', 'ci mancherà', tutto al passato. Ho detto: cazzo, forse sono morto. Poi ho toccato una parte del mio corpo e ho capito che ero ancora vivo. Mi ha fatto capire quanto la gente si affezioni, cosa che a volte noi, facendo televisione, non ci rendiamo conto. È stato come chiudere un capitolo. Tanti mi hanno scritto: 'Noi siamo cresciuti con voi'. E capisco che se cambiate voi, cambia anche un pezzo della loro vita". 
E adesso veniamo a Pier Silvio Berlusconi. Hai lanciato un appello in video: 'Pier Silvio, se ci sei, vengo'. C'è qualcosa che bolle in pentola?
 "No, assolutamente. Era una battuta. Stavo parlando di Cronache Marziane, che ho fatto a Mediaset, quindi è chiaro che mi rivolgevo a chi oggi è a Mediaset. Ho detto la frase ridendo e poi ho anche aggiunto che c'era già un contratto. Ma magari ci fosse! Non c'è nessun contratto e non c'è nessun accordo". 
Però, se Pier Silvio chiamasse, ti farebbe piacere?
 "Fare Cronache Marziane? Sì, magari. Magari! Ma costa tanto, figurati. Anzi, non facciamo un altro appello, perché sennò veramente mi prendono di nuovo!". 
Quindi nessun accordo con Mediaset, ma la porta è aperta.
 "La porta è aperta, certo. Ma in questo momento non sto pensando a un programma televisivo preciso. Voglio dedicarmi alle cose che veramente mi piacciono. Sono in giro con 'Il brutto anatroccolo', uno spettacolo teatrale molto nuovo per me, con sei musicisti, un leggio e io che leggo questa fiaba modernizzata. Ne sono molto fiero. E voglio continuare con la radio. Poi, se arriva un lavoro interessante, ci penso. Se mi dicono di presentare la messa della domenica, magari mi affaccio anch'io". 
Ora sei anche Cavaliere del Lavoro, nominato da Sergio Mattarella. Come l'hai vissuto?
 Venti giorni fa è arrivata la lettera del Presidente della Repubblica e puoi immaginare l'emozione. Io Mattarella lo stimo moltissimo, è il mio superpresidente. Il fatto che abbia pensato anche solo una volta a me, che abbia detto il mio nome, per il mio impegno sui diritti, mi ha reso molto felice e orgoglioso". 
Dopo 17 anni, insomma, sembra davvero un nuovo inizio.
 "Sì. E il mio oroscopo del Leone, quest'anno, diceva proprio: grandi cambiamenti, devi dedicarti alle cose che veramente ti piacciono. Per una volta gli do retta".  
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Donna si risveglia con un pipistrello in faccia: “Voleva infilarsi in bocca”

(Adnkronos) –
Una dottoressa si è svegliata con un pipistello che cercava di entrarle in bocca. È successo in Virginia, negli Stati Uniti, dove una donna ha avuto un risveglio a dir poco choc: "Stamattina stavo dormendo e ho sognato un topolino che cercava di entrare nella mia bocca", ha raccontato Krista Edelman, gastroenterologa che vive in una casa centenaria a Richmond, in un video pubblicato su Instagram, "ero mezza addormentata. Ho portato la mano alla bocca, pensando ancora che fosse un sogno, e ho toccato qualcosa di viscido, un po' peloso e fresco, e ho capito subito che si trattava di un pipistrello". Il racconto poi prosegue: "Questo pipistrello stava davvero cercando di infilarsi tra le mie labbra, nella mia bocca", ha dett Edelman, aggiungendo di aver poi afferrato il pipistrello e di averlo lanciato dall'altra parte della stanza prima di dire al marito che c'era un pipistrello "che cercava di entrare nella mia bocca". "Da medico, sapevo che avremmo dovuto cercare di catturare questo pipistrello per poterlo analizzare e verificare la presenza di rabbia nel cervello, dato che la rabbia è relativamente diffusa nei pipistrelli", ha raccontato, aggiungendo come poi il marito sia effettivamente riuscito a catturare l'animale. I casi di rabbia sono infatti in aumento e, negli Stati Uniti, la via di trasmissione più comune sono proprio i morsi di pipistrello, stando a quanto riporta la Cleveland Clinic. I morsi di pipistrello sono molto piccoli e possono non essere riconosciuti immediatamente, ma ogni contatto con l'animale andrebbe trattato con attenzione. contatto con un pipistrello dovrebbe essere trattato come un morso. "Se ti svegli in una stanza con un pipistrello, che sia la tua, quella di tuo figlio, devi presumere il peggio", ha avvertito a WTVR il dottor Adam Landsee, vicedirettore medico del pronto soccorso del St. Mary's Hospital, dove Edelman lavora e si è recata per le cure. "Mi sono sentita in dovere di raccontarlo perché mi sono sentita un po' umiliata. Dopotutto, sono cresciuta nella zona rurale di Hanover, pensavo di conoscere le basi, ma mi sono sentita umiliata dal fatto di non sapere davvero cosa fare in quella situazione", ha detto Edelman a WTVR, che, nonostante il test abbia dato risultato negativo, ha iniziato comunque, insieme al marito, la terapia contro la rabbia.  
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Scuola, i sindacati: “Oltre 200mila supplenti, manca più della metà dei prof di sostegno”

(Adnkronos) –
La campanella per l'inizio del nuovo anno scolastico sta per suonare, con i soliti problemi di precariato, assegnazioni di cattedre e insegnanti di sostegno. E sono i sindacati a denunciare l''impreparazione' della scuola.  Secondo Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, non c'è nulla di pronto: ''La precarietà è la normalità – dice all'Adnkronos – Alla vigilia dell'avvio del nuovo anno scolastico, il Governo continua con la consueta narrazione di una scuola pronta a ripartire. I numeri, però, restituiscono una realtà molto diversa: il sistema scolastico pubblico si regge ancora una volta con oltre 200 mila supplenze complessive tra docenti e personale Ata, una cifra che conferma come la precarietà non sia più un fenomeno emergenziale, ma un vero e proprio modello di gestione della scuola italiana. Le assunzioni autorizzate a tempo indeterminato coprono infatti solo una parte dei posti realmente disponibili. Emblematica la situazione del personale Ata: a fronte di quasi 34 mila posti vacanti, il Mim ha autorizzato appena 12.284 assunzioni, lasciando migliaia di lavoratrici e lavoratori in una condizione di incertezza e costringendo le scuole a garantire servizi essenziali con organici insufficienti". "Ancora più grave la situazione del sostegno. Oltre la metà dei posti, circa 140 mila nell'ultimo anno scolastico, continua a essere collocata nell'organico di fatto e coperta con supplenze annuali. Decine di migliaia di cattedre vengono così affidate a personale non specializzato, a causa della mancata stabilizzazione dei posti e del cronico disallineamento tra il numero dei percorsi di specializzazione attivati e il reale fabbisogno delle scuole. – precisa Fracassi – Una scelta che colpisce direttamente il diritto all'inclusione e alla continuità didattica delle alunne e degli alunni con disabilità. Anche la stagione dei concorsi straordinari e ordinari degli ultimi anni non ha prodotto le risposte necessarie. In molte regioni le graduatorie risultano già esaurite o incapienti per diverse classi di concorso, mentre in altre migliaia di docenti in possesso di tutti i requisiti richiesti continuano a non avere alcuna prospettiva di stabilizzazione a causa dell'insufficienza delle autorizzazioni alle assunzioni". "A tutto questo si aggiunge la questione salariale. Il personale della scuola continua a essere tra i meno retribuiti d'Europa e registra un divario che sfiora il 20% rispetto a gran parte del resto della pubblica amministrazione. Per questa ragione la Flc Cgil chiede che la prossima legge di bilancio stanzi risorse aggiuntive per valorizzare il lavoro nella scuola e recuperare un ritardo che non è più sostenibile. – conclude Fracassi – Non servono annunci di facciata né concorsi a ripetizione. Occorre affrontare alla radice i problemi del sistema scolastico: trasformare tutti i posti liberi e disponibili in organico stabile, superare definitivamente il precariato storico, garantire continuità didattica agli studenti e riconoscere, anche sul piano salariale, il valore del lavoro svolto da docenti e personale Ata. Senza investimenti strutturali e senza assunzioni stabili, la scuola italiana continuerà a ripartire ogni anno sulle spalle dei lavoratori precari". Alla segretaria generale della Flc Cgil fa eco Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda Insegnanti evidenziando che "i problemi della scuola sono quelli di sempre che si aggravano e si incancreniscono. In questi giorni sono in corso ancora le nomine dei docenti prima di ruolo e poi precari. La scuola italiana è precaria – sottolinea Castellana – soprattutto nel sostegno, anche se il ministro vanta un 70% di continuità nei posti di sostegno, in realtà parliamo sempre di posti precari, quindi non c'è nessuna garanzia, e poi quella continuità ci sarebbe stata anche senza questo ulteriore passaggio burocratico, ideato negli ultimi anni perché chi sta nelle posizioni utili in graduatoria tende a confermare la scuola dell'anno precedente. Il sistema di reclutamento sia molto confusionario. Il precariato è endemico da sempre. Più volte siamo stati richiamati dall'Ue proprio per questo. La soluzione non sono i continui concorsi che si accavallano e le varie fasi di reclutamento che creano confusione e creano contenziosi. Forse è il momento di investire di più nella scuola italiana, nei docenti italiani''. "Un altro problema è quello della burocrazia nella scuola dove in questi giorni i docenti sono assediati da scartoffie da compilare, griglie di valutazione, programmi: carte che nessuno mai leggerà. Aggiungiamo poi il male storico contrattuale. E' vero che ci sono stati tre rinnovi contrattuali negli ultimi tempi, – continua Castellana – ma il mondo della scuola continua a essere sottopagato rispetto al resto del pubblico impiego, circa un 30-40% in meno a parità di titolo di studio, ricordiamo che sono tutti laureati nella scuola, ed è molto sottopagato rispetto al resto d'Europa, considerando che i docenti italiani lavorano molto di più in numero di ore rispetto ai colleghi europei. E poi non dimentichiamo il personale Ata, che soffre sia sul fronte dei collaboratori scolastici, con un enorme taglio del personale, che mette a rischio l'apertura dei plessi più piccoli, sia sul fronte del precariato, visto che per ogni 3 posti che si sono liberati con i pensionamenti solo uno è stato coperto con personale di ruolo. E anche, le segreterie sono assediate dalla burocrazia, con incombenze che prima non c'erano, la tanto decantata autonomia scolastica è servita semplicemente a disimpegnare lo stato centrale e a scaricare tutto sul personale della scuola che è sempre meno e si deve occupare di pratiche e adempimenti sui quali non solo non c'è stata un'adeguata formazione ma che probabilmente non gli competono, penso per esempio a tutte le pratiche delle pensioni che ogni singola scuola deve affrontare pratiche che prima venivano svolte dagli uffici scolastici provinciali". "A tutto ciò aggiungiamo anche il pericolo delle aule roventi. A pochi giorni dall'inizio delle lezioni ci sono zone d'Italia dove le temperature sono sempre ampiamente sopra i 30 gradi e le nostre scuole non sono adeguatamente climatizzate. conclude Castellana – Per non parlare delle segnalazioni, in alcune zone d'Italia, di problemi di edilizia scolastica".  Un aspetto positivo viene evidenziato da Ivana Barbacci, segretaria generale della Cisl Scuola, che afferma come ''la copertura posti disponibili sarà nettamente superiore a quella anni precedenti. Siamo ancora in attesa di dati definitivi, perché le operazioni di nomina sono ancora in corso in diverse regioni: al momento, – spiega Barbacci, – si può dire che la copertura dei posti disponibili sarà nettamente superiore a quella degli anni precedenti. Restano scoperti, come ci si attendeva, molti posti di sostegno nelle regioni del nord, in particolare nella primaria, per carenza di personale specializzato".  "Sul sostegno incide pesantemente, su tutti i gradi di scuola, il fatto che i posti effettivamente necessari sono il doppio di quelli previsti in organico: lo scorso anno ne funzionavano quasi 275.000 con un organico di circa 130.000. Ciò significa ricorso obbligato a una mole enorme di contratti precari. Un fenomeno analogo, anche se di entità più ridotta, avviene col personale Ata, dove per legge si può assumere solo per rimpiazzare i pensionamenti, non per coprire tutti i posti effettivamente disponibili. Una norma che chiediamo da tempo di abrogare, anch’essa fonte di un precariato che ci espone peraltro a procedure di infrazione in ambito europeo", conclude Barbacci.  
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È morto Ratko Mladic, chi era il ‘macellaio di Srebrenica’: condannato per crimini contro l’umanità

(Adnkronos) –
Ratko Mladic, ex comandante militare dei serbi di Bosnia condannato all'ergastolo per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra,
è morto in un ospedale dell'Aja all'età di 84 anni e da tempo era malato
.  Generale dell'esercito jugoslavo, durante la dissoluzione della Jugoslavia comandò inizialmente unità impegnate in Croazia e nel maggio 1992 divenne comandante dell'Esercito della Republika Srpska, braccio militare della leadership serbo-bosniaca guidata politicamente da Radovan Karadzic.  
Conosciuto come il "Macellaio di Bosnia", il suo nome resta indissolubilmente legato all'assedio di Sarajevo e soprattutto al massacro di Srebrenica del luglio 1995, quando le sue forze conquistarono l'enclave dichiarata "zona sicura" dall'Onu e uccisero più di 8mila uomini e ragazzi bosgnacchi, in quello che la giustizia internazionale ha riconosciuto come genocidio. "Eccoci qui, l'11 luglio dell'anno 1995, nella Srebrenica serba", dichiarò Mladic entrando nella città, affermando di offrirla "in dono alla nazione serba" e che era arrivato il momento di "vendicarci dei turchi in questo luogo". A favore di telecamera, mentre distribuiva caramelle ai bambini, rassicurò invece i civili: "Non abbiate paura di nulla, state tranquilli.  Lasciate andare prima le donne e i bambini… Nessuno vi farà niente". Poco dopo, donne e bambini furono separati dagli uomini e dai ragazzi destinati alle esecuzioni di massa. Mladic fu riconosciuto colpevole di genocidio per Srebrenica, mentre venne assolto da quella specifica accusa per i crimini commessi in altre municipalità bosniache nel 1992, per i quali fu comunque condannato per crimini contro l'umanità. Tra le altre responsabilità accertate figurano la campagna di terrore contro i civili di Sarajevo, condotta attraverso bombardamenti e cecchini, e la presa in ostaggio di caschi blu dell'Onu nel 1995 per ostacolare gli attacchi della Nato. Incriminato nel 1995 dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, Mladic rimase latitante per 16 anni, protetto per parte di quel periodo da una rete di fedelissimi, fino all'arresto in Serbia nel 2011 e alla successiva estradizione all'Aja. Nel 2017 fu condannato all'ergastolo, sentenza confermata definitivamente in appello nel 2021. Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute erano gravemente peggiorate: ad aprile il figlio aveva riferito di un ictus e a maggio la difesa aveva chiesto con urgenza il trasferimento in Serbia per cure mediche, descrivendo uno stato di deterioramento fisico "avanzato e irreversibile", una condizione "terminale" e un "alto rischio di morte imminente". 
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Torna la rassegna cinematografica ‘Arena 11 – Cinema e Comunità’

(Adnkronos) – Arena 11 – Cinema e Comunità è la rassegna di cinema transculturale curata da Cultural Pro ETS, in programma dal 31 agosto al 6 settembre al Parco Tevere, nel Municipio XI di Roma. L’ingresso è gratuito e sono disponibili 150 posti senza prenotazione, con punto ristoro e vista sul fiume. Il progetto è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Giunta alla seconda edizione, la rassegna propone film italiani e internazionali che raccontano Viale Marconi, Roma e le loro comunità attraverso prospettive interculturali. Il tema di quest’anno è l’alienazione, intesa come distanza tra le persone prodotta da disuguaglianze sociali e di genere, razzismo, sfruttamento e violenza. Il cinema diventa così uno strumento per riscoprire il quartiere e le relazioni che lo attraversano, immaginando una comunità più ospitale, solidale e inclusiva. L’evento vuole inoltre essere uno spazio di incontro e socialità, dove condividere la visione dei film e il tempo insieme. 31 agosto – La commare secca di Bernardo Bertolucci (Italia, 1962). La prima opera di Bertolucci, ambientata sulle rive del Tevere e con scene girate tra Parco Schuster e Ponte Marconi, racconta un misterioso omicidio e una serie di personaggi marginali. Il fiume emerge come luogo di confine e di fuga dalla città, ma anche come spazio di solitudine e indifferenza verso chi vive ai margini. 1° settembre – Adam di Maryam Touzani (Marocco, 2019). La storia di Samia, giovane incinta ed emarginata, accolta dalla panettiera Abla. Il loro rapporto mette in discussione norme sociali e gerarchie patriarcali, mostrando come famiglia e comunità possano nascere dalla solidarietà e dal sostegno reciproco. 2 settembre – Fiume o morte! di Igor Bezinović (Croazia, Italia, Slovenia, 2025). Attraverso archivi e ricostruzioni amatoriali, il film rilegge l’occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio nel 1919, interrogando la memoria collettiva e il legame tra nazionalismo, mascolinità, colonialismo e violenza. 3 settembre – R.M.N. (Animali selvatici) di Cristian Mungiu (Romania, 2022). Un villaggio multietnico della Transilvania diventa metafora delle tensioni europee contemporanee. L’arrivo di lavoratori cingalesi fa emergere paure, razzismo e xenofobia, mostrando i rischi di un’identità nazionale concepita come chiusa ed esclusiva. 4 settembre – Souad di Ayten Amin (Egitto, 2021). Il film riflette sull’impatto dei social media sulle relazioni, sulle aspettative personali e sulle disuguaglianze di genere, contrapponendo alle relazioni virtuali la necessità di recuperare rapporti autentici e diretti. 5 settembre – All We Imagine as Light (Amore a Mumbai) di Payal Kapadia (India, 2024). Due infermiere affrontano solitudine, differenze di classe, genere e religione nella metropoli di Mumbai. L’amicizia diventa una forma di resistenza e una fonte di conforto di fronte alle disuguaglianze e all’incertezza del futuro. 6 settembre – Medusa di Anita Rocha da Silveira (Brasile, 2021). Una setta religiosa impone rigidi modelli di comportamento alle donne. Il film affronta la costruzione sociale dei ruoli di genere e racconta la ribellione come possibilità di liberazione dall’oppressione. 
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È fan di Star Wars e costruisce un’astronave… in giardino

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Un'astronave costruita… in giardino. Un appassionato di fantascienza ha dedicato gli ultimi mesi a un hobby decisamente non convenzionale, e dispendioso: costruire una vera e propria astronave di fronte casa sua, impiegando tempo e considerevoli risorse economiche, con l'opera che è infatti costata oltre 9mila sterline, circa 10mila euro. Chester Walsh, 29 anni, abita nel Northamptonshire, e negli ultimi tre mesi si è dedicato a progettare e costruire nel proprio giardino un'astronave che comprende bar, una panca curva che funge da letto e una finestra. Il tutto condividendo i propri lavori sul proprio account social @chaptersofchester: "Ho avuto l'idea di costruire una struttura in stile 'casa estiva', ma che assomigliasse a un'astronave, e che fosse al contempo uno spazio sociale funzionale con bar", ha raccontato a People, "sono sempre stato un grande appassionato di fantascienza e fumetti". L'astronave, in ogni caso, non era il suo primo tentativo di trasformare un normale spazio esterno in qualcosa di più fantasioso. Nella sua precedente abitazione, l'uomo aveva modificato parte di un vecchio capanno trasformandolo in un bar improvvisato e aveva modificato una casetta da giardino che fungeva da ufficio e palestra con pannelli a parete ispirati a Star Wars. Walsh ha quindi iniziato a raccogliere informazioni e a creare modelli 3D prima di cominciare effettivamente a costruire l'astronave. La sua struttura trae ispirazione dall'universo di Star Wars e, più in generale, dal mondo della fantascienza: "Mi sono reso conto di avere spazio a sufficienza per un divano semicircolare, proprio come lo desideravo, mentre prima pensavo di dover mettere delle panche su entrambi i lati, quindi ne sono stato contento", ha raccontato.  La struttura poggia su circa 100 supporti a piedistallo, che, secondo Walsh, non solo consentono la circolazione dell'aria, ma contribuiscono anche a creare l'impressione che la struttura fluttui sopra il terreno. Ha rivestito la struttura con compensato da 6 mm e gomma per impermeabilizzarla, quindi ha utilizzato schiuma per modellare i pannelli esterni prima di aggiungere fibra di vetro per rinforzare la struttura e proteggerla dagli agenti atmosferici. Nonostante le dimensioni dell'opera, Walsh ha svolto quasi tutto il lavoro da solo, se non garantendosi l'aiuto, necessario, di un elettricista. Per il resto a servirgli è stata soprattutto la sua esperienza come costruttore, maturata in gioventù quando ha lavorato al fianco del padre nel settore edile.  
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Alluvione in Nepal, l’alpinista Da Polenza: “Il crollo del ghiacciaio mi ha ricordato la forza del Vajont”

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Una massa di ghiaccio e detriti immensa che ha spazzato via ciò che ha incontrato a valle con una forza che "ricorda il Vajont". Così all'Adnkronos l'alpinista, esperto di alta quota, Agostino Da Polenza, dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet provocando centinaia di morti e dispersi.  "Sto seguendo quanto accade in queste ore assieme ai ricercatori che lavorano con l'ente EvK2Cnr – racconta – Noi abbiamo un Laboratorio-Osservatorio Piramide in Nepal, un laboratorio di ricerca scientifica sotto l'Everest che è a 150 km di distanza dal punto in cui è successo questo grande disastro, dove tra l'altro c'è un sismografo che ha registrato quanto accaduto". "Stiamo cercando di capire cosa è successo ed è chiarissimo ormai che questo ghiacciaio che si stava ritirando, molto in evoluzione, a un certo punto è crollato nel suo fronte, è precipitato e ha provocato tra l'altro un'onda sismica di 5,2 gradi. Stiamo anche verificando se nel contempo non ci sia stato anche un terremoto, tettonico, quindi  classico", spiega.  Sotto osservazione le temperature elevate, le infiltrazioni di acqua e i movimenti sismici. Stando alle immagini degli ultimi anni, il ghiacciaio "era  in forte arretramento. Dopodiché a un certo punto c'è stato questo collasso con una massa detritica immensa; il che giustifica la forza violentissima con l'acqua che ha spazzato via tutta la valle. Una forza enorme: a me ricordava tanto la forza del Vajont". "Il ghiacciaio è venuto giù per collasso – prosegue – Anche a causa evidentemente di infiltrazioni di acqua – c'era stato cattivo tempo nei giorni precedenti – quindi neve e, poi, caldo. Alla Piramide, oltre alla parte sismica, abbiamo registrato anche le temperature: a 5500 metri ieri mattina c'erano 8-10 gradi".  Dunque "scioglimento di neve, abbondanza di acqua che si è infiltrata sotto e tutta una serie di concomitanze. Bisogna capire ancora se c'è stata anche una piccola scossa di terremoto – che è stata registrata ma si sta ancora interpretando – che ha provocato il collasso di questa grande massa, una prima massa glaciale con una sottostante enorme massa di detriti".  
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Manovra d’autunno: lavoro, taglio tasse e caro-energia in ‘lista spesa’ della maggioranza

(Adnkronos) – Lavoro, taglio tasse al ceto medio, misure contro il caro-energia: le vacanze sono appena finite e dicasteri e maggioranza lavorano già alle proposte da presentare al Mef per la manovra d'autunno.  La ministra del Lavoro Marina Calderone ha già avuto un incontro interlocutorio al Tesoro con il titolare dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Il lavoro per definire il perimetro delle proposte del fascicolo Occupazione che – a quanto apprende l'Adnkronos – dovrebbe superare i 2 miliardi di euro, entrerà nel vivo a settembre, per essere poi trasmesso al Mef. Alla riconferma delle misure dello scorso anno – pari appunto a quella cifra – andrebbe infatti aggiunto lo stanziamento per il Fondo Nuove competenze. Ma si tratta di proposte che dovranno passare al vaglio di via XX Settembre sulla base delle risorse disponibili.  Tra queste, la riconferma delle decontribuzioni per le assunzioni stabili di giovani e donne, nella Zes e per stabilizzare i precari; la detassazione al 5% sui rinnovi contrattuali, notturno e straordinari; l'imposta ridotta all'1% per i contratti di produttività.  Tra gli altri progetti in cantiere, risorse permettendo, il salvadanaio previdenziale per i neonati; un rafforzamento dell'attuale bonus da 60 euro al mese per le mamme lavoratrici con due figli e un reddito entro i 40mila euro annui. Fari puntati anche sulla formazione con il Fondo nuove competenze. Dal deputato FdI Marco Osnato (FdI) arriva poi la proposta di un taglio al 15% o al 10% della tassazione sulle tredicesime per i redditi fino a 15mila euro, con un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito. 
FISCO. Sul fronte fiscale invece resta l'obiettivo di estendere ai redditi fino a 60mila euro il taglio dell’Irpef dal 35 al 33%. Costo dell'operazione 2,7 miliardi. 
MARGINI RISTRETTI SUI CONTI. Ma i margini sui conti sono ristretti. Se anche l'Istat il 22 settembre, con la pubblicazione dei conti 2025, dovesse ribassare il deficit sotto l'asticella del 3% (dal 3,1% di marzo) consentendo lo stop della procedura Ue, la coperta resterebbe comunque corta visto che Roma dovrebbe in ogni caso garantire un disavanzo comunque sotto il 3% e rispettare il vincolo di crescita della spesa primaria netta. Il tutto accanto a un debito che per i Paesi con un livello sopra la soglia di riferimento del 90% (l'Italia stima 138,6% nel 2026) andrebbe tagliato di un punto percentuale ogni anno.  
FLESSIBILITA' ENERGIA E DIFESA. L’Italia potrà infatti beneficiare però della flessibilità per le misure strutturali per l'efficienza energia pari allo 0,3% del pil l’anno (6,8 miliardi di euro ) con un tetto massimo dello 0,6% nel triennio fino al 2029. Né tagli delle accise, né bonus per combustibili fossili potranno essere quindi finanziati con queste risorse ma bensì incentivi per il green, dall’acquisto di veicoli elettrici alle batterie e pannelli solari o investimenti nelle reti elettriche e nelle fonti rinnovabili. Parallelamente nella maggioranza si ragiona a misure mirate contro il caro-energia per le fasce più vulnerabili: decaduta la proposta di accreditare il bonus nella social card, si affaccia l'ipotesi di un voucher nel quadro dei fringe esentasse percepiti da lavoratore. In manovra attesi anche gli investimenti per la Difesa ammessi dalla flessibilità Ue per una cifra pari allo 0,9% del pil nel biennio 2027-28, a beneficio, ove possibile, dei big player nazionali come Leonardo e Fincantieri. (di Luana Cimino) 
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