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Granchi divorano vongole, l’Emilia-Romagna si affida a 40mila… polpi

(Adnkronos) –
Le vongole sono in pericolo, e per salvarle l'Italia si affida… ai polpi. Nel mare Adriatico sono stati liberati infatti circa 40mila paralarve di polpi, ovvero giovanissimi esemplari di appena pochi giorni, con la speranza che possa aiutare a contrastare la diffusione del granchio blu, sempre più endemica nella regione, ma anche nelle acque del Veneto, e un pericolo per le vongole. Tutto è avvenuto nell'ambito di un progetto, chiamato Octo-Blu e partito nel 2024 e portato avanti dalla regione Emilia-Romagna e dall’università di Bologna. Nel corso degli anni gli studiosi hanno verificato come il polpo ami cibarsi di crostacei, in particolare di granchi, e questa sua propensione potrebbe aiutare a combattere la specie che sta divorando gli allevamenti di vongole. “Il granchio blu non è soltanto una specie invasiva: è una delle emergenze più gravi che negli ultimi anni hanno colpito il nostro mare, mettendo in difficoltà un settore strategico per l'economia dell'Emilia-Romagna. Salvare il settore della pesca, degli allevamenti dell'acquacoltura e delle vongole rappresenta per noi una priorità assoluta", ha affermato l'assessore Alessio Mammi, "per questo abbiamo scelto di affiancare alla gestione dell'emergenza una strategia più ampia, fatta di interventi immediati e di una visione di lungo periodo. Dal 2023 abbiamo destinato 3,5 milioni di euro di risorse regionali al sostegno delle imprese della pesca e dell'acquacoltura colpite dalla proliferazione del granchio blu, che ha distrutto il novellame e, in alcune aree, ridotto di oltre il 70% la produzione di vongole di taglia commerciale".  "A queste risorse si aggiungono gli ulteriori 1,5 milioni di euro nel 2026 e il bando aperto quest'anno per le calamità, per compensare le perdite di reddito causate dalla distruzione del novellame e dalla drastica riduzione della produzione di vongole. Risorse che in questi tre anni sono servite anche a sostenere la raccolta, lo smaltimento e la commercializzazione del granchio blu", ha spiegato Mammi.  
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Ramazzotti operato alle corde vocali, l’esperto: “Rischi del mestiere”

(Adnkronos) – "L’intervento alle corde vocali a cui si è sottoposto Eros Ramazzotti non è un evento insolito per chi canta. I cantanti, infatti, possono andare incontro con una certa frequenza a problemi alle corde vocali, soprattutto a causa dell’uso intensivo della voce". Così all'Adnkronos Salute Francesco Mozzanica, direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Giuseppe – Gruppo MultiMedica e professore all’Università degli Studi di Milano La Statale, esperto di disturbi della voce nei cantanti. I problemi alle corde vocali "possono essere diversi: dai noduli ai piccoli edemi, fino ad alcune formazioni benigne che possono comparire proprio a causa dell’uso intenso e prolungato della voce. Nella maggior parte dei casi – spiega l’esperto – il trattamento consiste nel riposo vocale e, quando necessario, nella logopedia, che aiuta a recuperare un corretto utilizzo della voce. In alcuni casi, però, in base al problema riscontrato, può essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico". 
Ramazzotti ha annunciato sui social la sospensione del tour e della tappa nordamericana del suo 'Una Storia Importante World Tour', che sarebbe dovuta partire da Toronto il 16 ottobre. Il programma prevedeva concerti anche a Boston, New York, Chicago, Miami e Los Angeles, prima di proseguire in America Latina, con tappe in Messico, Colombia, Cile e Brasile. Dopo l'operazione, il cantante ha rassicurato i suoi fan: "L’intervento alle corde vocali è andato bene. Vi ringrazio tutti per i messaggi di affetto e vicinanza". "Non so a quale tipo di intervento si sia sottoposto Ramazzotti – precisa Mozzanica – ma sicuramente dovrà affrontare un periodo di riabilitazione della voce. Il cantante ha dato appuntamento ai suoi fan al 2027. Da qui alla fine dell’anno mancano poco più di tre mesi: il tempo per recuperare, quindi, c’è" conclude.  
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Ranucci, al via a Rebibbia interrogatori esecutori attentato: “Risponderanno a pm”

(Adnkronos) – “Ci aspettiamo tante domande, le risposte vedremo. Certamente risponderanno in merito alle accuse. È un interrogatorio che abbiamo chiesto noi, il pubblico ministero farà le domande e noi ovviamente daremo la nostra versione difensiva”. Così gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori di tre dei quattro arrestati lo scorso 30 giugno con l'accusa di essere gli esecutori materiali dell'attentato davanti all'abitazione del conduttore di Report Sigfrido Ranucci, entrando nel carcere di Rebibbia per l’interrogatorio davanti al pm. Oggi verranno sentiti due dei quattro arrestati, Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello.  
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Incidente con un’acquasantiera in chiesa, bimba di 6 anni operata d’urgenza all’aorta a Bari

(Adnkronos) –
Una bambina di 6 anni con una rarissima e grave rottura traumatica della biforcazione aortica è stata operata d’urgenza al Policlinico di Bari nella notte tra il 25 e il 26 agosto a seguito di un incidente con un’acquasantiera avvenuto all’interno di una chiesa di Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani.  La piccola è attualmente ricoverata in Chirurgia vascolare e la prognosi resta riservata. La bambina è stata trasportata inizialmente al Pronto soccorso dell’ospedale di Barletta. Il direttore dell’unità operativa dell’Asl Bt, Giuseppe Di Paola, ha diagnosticato subito il grave trauma e la necessità di un trattamento specialistico di chirurgia vascolare, possibile nel polo pediatrico dell’azienda ospedaliero universitaria Policlinico di Bari. Quindi è stata presa in carico dal team di emergenza pediatrica ad alta complessità del Policlinico e dell'ospedale Giovanni XXIII, di cui fanno parte i direttori dei dipartimenti di Emergenza e dell’Unità operativa di Rianimazione I; dei Percorsi chirurgici del Policlinico di Bari; del Pediatrico; del Trauma Center Asclepios; delle unità operative di emergenza-urgenza e della chirurgia pediatrica del Giovanni XXIII. Trattandosi di un trauma vascolare, è stato inoltre coinvolto il direttore dell’unità operativa di Chirurgia vascolare.  “La macchina dell’emergenza – spiega il direttore sanitario Danny Sivo, che ieri sera ha presieduto la riunione del team multidisciplinare – si è attivata prima ancora dell’arrivo della paziente a Bari. Quando la bambina è giunta al nostro Pronto soccorso, intorno alle 23, il percorso assistenziale era già stato definito e tutte le équipe coinvolte erano state allertate e pronte a intervenire. In emergenze di questa gravità, la tempestività e il coordinamento tra le diverse competenze specialistiche sono determinanti. È stata una risposta multidisciplinare e interpresidio, che ha consentito di mettere immediatamente a disposizione della piccola paziente tutte le professionalità necessarie”.  Gli accertamenti diagnostici hanno confermato la lacerazione in corrispondenza della biforcazione aortica che coinvolgeva le arterie iliache comuni, una lesione grave ed estremamente rara in età pediatrica. Il direttore della Chirurgia vascolare ha indicato l’approccio mininvasivo. La bambina è stata quindi trasferita nella sala ibrida di Asclepios 3, dotata di tecnologie avanzate che consentono di eseguire procedure endovascolari e, qualora necessario, di procedere immediatamente con un intervento chirurgico a cielo aperto. Qui è stata sottoposta a un intervento endovascolare con il posizionamento di tre endoprotesi (stentgraft), uno a livello dell’aorta e gli altri due a livello iliaco, evitando così il ricorso alla chirurgia a cielo aperto. L’intervento, durato circa due ore, si è concluso intorno alle 3.30 e ha visto impegnata l’équipe di Chirurgia vascolare. Al termine della procedura, la bambina è stata trasferita in Rianimazione.  “La gestione di questa emergenza – conclude il direttore generale Antonio Sanguedolce – dimostra concretamente l’importanza imprescindibile dell’integrazione tra i professionisti afferenti a unità operative di diverse specialità e sedi. Di fronte a un trauma pediatrico di altissima complessità, professionisti e competenze specialistiche dei due presidi hanno operato come un’unica squadra, garantendo continuità e tempestività in ogni fase del percorso assistenziale. È questo il modello organizzativo che stiamo consolidando: mettere al centro il paziente pediatrico, superando le barriere tra strutture e specialità e garantendo tutte le competenze necessarie nel momento in cui servono”.   
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Ossa umane e teschi in un secchio per rifiuti, orrore al cimitero di Marsala

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Macabra scoperta al cimitero di Marsala (Trapani), dove sono stati trovati dei teschi, insieme con ossa umane, all'interno di un secchio per la raccolta differenziata. A scoprirlo è stato un cittadino che poi ha postato la foto sui social.  "Di fronte a questa immagine sono rimasta ferma. E da cittadina prima e da consigliera non posso e non voglio far finta di non vedere. Quello che è accaduto al nostro cimitero è un fatto gravissimo e inaccettabile", dice la consigliera comunale Eleonora Milazzo. "Chi si reca in quel luogo lo fa per portare un fiore, una preghiera, per cercare un momento di raccoglimento e di pace con i propri familiari scomparsi. Una scena del genere è dolore vivo. Il rispetto verso i defunti viene prima di ogni cosa. Sono certa che l’Amministrazione farà tutto quanto necessario per fare piena luce su quanto accaduto. I nostri defunti meritano dignità". 
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Alaska, piccolo aereo precipita nelle acque vicino Seldovia: quattro morti

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Quattro persone sono morte dopo che un piccolo aereo, un Piper Pa-24, si è schiantato nelle acque vicino alla città costiera di Seldovia, in Alaska.  Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza dell'Alaska l'aereo stava volando da Anchorage a Seldovia quando si è schiantato in acqua ed è affondato. Gli agenti hanno inviato un elicottero da Anchorage e personale in barca da Anchor Point per raggiungere il luogo dell'incidente.  Dopo che la marea si è ritirata, gli agenti sono riusciti a recuperare i corpi delle quattro vittime. Le cause dell'incidente restano da accertare. Il National Transportation Safety Board sta indagando sull'accaduto.  
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Guendouzi contro i tifosi del Lione: maxi rissa in Champions

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Caos in Champions League. La massima competizione europea, che oggi vedrà il sorteggio della fase campionato (con Inter, Napoli, Roma e Como interessate), ha vissuto momenti di tensione durante il ritorno dell'ultimo turno preliminare tra Lione e Fenerbahce, con Matteo Guendouzi che ha scatenato una maxi rissa al fischio finale. L'ex centrocampista della Lazio, oggi in Turchia, è stato bersagliato dai tifosi di casa in virtù del suo passato al Marsiglia, acerrima rivale proprio del Lione in Ligue 1. Dopo l'1-1 dell'andata, il Fenerbahce si è imposto per 2-1 grazie ai gol di Muriqi e Brown, che hanno reso vana la rete di Fofana, conquistando così la qualificazione. Proprio al fischio finale, Guendouzi ha scatenato la sua gioia rivolgendosi direttamente alle tribune e urlando, tra le altre cose: "Allez OM", provocando i fan di casa ricordando proprio il suo recente passato al Marsiglia. Un gesto che ha generato il caos: i giocatori del Lione si sono scagliati contro di lui, mentre un tifoso è entrato in campo ma è stato malmenato, letteralmente, dai giocatori turchi nel tunnel degli spogliatoi, come mostrato da diversi video diventati virali sui social. A fine partita è stato proprio Guendouzi a spiegare tutto: "Prima ancora che la partita iniziasse, 60mila persone insultavano la tua famiglia, tua madre, i tuoi figli, e nessuno, tra gli arbitri o le altre autorità nello stadio, diceva una parola", ha raccontato l'ex Lazio in zona mista, "in Francia, quando accadono cose del genere, si parla con i tifosi per porre fine alla situazione, altrimenti fermerebbero la partita. Ma qui, per più di 90 minuti, inclusi i riscaldamento, hanno insultato me, mia moglie, i miei figli. È stata una situazione che mi ha toccato profondamente, che mi ha ferito. Per me è stata una totale mancanza di rispetto. E se poi non possiamo nemmeno festeggiare come vogliamo… per me è del tutto ingiusto. Una situazione davvero triste"  
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Stupravano il nipote minorenne e filmavano gli abusi: arrestata coppia ad Aosta

(Adnkronos) – Avrebbero filmato gli abusi sessuali commessi sul nipote. Una coppia residente in provincia di Aosta è stata arrestata dalla Polizia di Stato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torino al culmine di un'indagine condotta dalla Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Aosta, sotto l’egida della Procura di Torino, e andata avanti per sei mesi.  A far scattare l’attività investigativa era stata una segnalazione internazionale giunta al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica su circa 45 file contenenti contenuti pedopornografici sincronizzati in rete all’interno di un account web.  "I contenuti multimediali oggetto della segnalazione hanno presentato sin dalle prime verifiche caratteristiche tali da far ritenere – spiegano gli investigatori – che non si trattasse di materiale semplicemente reperito in rete, facendo emergere l’ipotesi di una produzione diretta dei contenuti". L’analisi delle tracce informatiche ha consentito ai poliziotti della Sosc di ricostruire le connessioni internet riconducibili agli indagati e di acquisire ulteriori elementi investigativi, sulla base dei quali l’autorità giudiziaria ha emesso un decreto di perquisizione locale, personale e informatica nei confronti dei due cittadini. Dall’esame dei loro dispositivi è emersa la detenzione di numerosi file con materiale pedopornografico, alcuni dei quali sarebbero stati prodotti direttamente dalla coppia e vedrebbero coinvolto il nipote, in età preadolescenziale. "Si è accertato – spiegano gli investigatori – come il minore venisse spesso affidato alla coppia per ragioni di carattere familiare e tale circostanza avrebbe favorito il suo coinvolgimento in pratiche sessuali, oggetto anche di registrazione mediante smartphone da parte degli indagati". Agli indagati, condotti in carcere, vengono contestati la produzione di atti sessuali con minorenne, la detenzione di materiale pedopornografico, il compimento di atti sessuali con minorenni, fatti aggravati dall’aver commesso gli atti in danno di vittime infra-sedicenni affidate alla loro custodia. 
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Ucraina-Russia, negoziati per la pace in stallo: Putin pronto a intensificare gli attacchi

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La Russia si prepara a una possibile escalation della guerra in Ucraina, dopo il fallimento dei tentativi diplomatici di arrivare a un accordo di pace. Lo riferiscono a Bloomberg fonti vicine al Cremlino, rilanciate dai media ucraini, secondo cui Mosca starebbe valutando di intensificare gli attacchi con potenti missili balistici convenzionali contro Kiev, compreso il centro della capitale, e contro infrastrutture in altre città ucraine. I negoziati per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina sarebbero di fatto arrivati a un vicolo cieco. Le posizioni di Mosca e Kiev restano lontane e, secondo fonti vicine al Cremlino, il processo diplomatico avrebbe riportato le due parti alla situazione di partenza. Le fonti, citate da Bloomberg e rimaste anonime per la delicatezza della questione, sostengono che il presidente russo Vladimir Putin non sarebbe disposto a interrompere la guerra a causa della pressione esercitata dalle sanzioni occidentali o dagli attacchi ucraini contro raffinerie e reti logistiche russe.  A Mosca, inoltre, cresce la convinzione che gli attacchi ucraini siano sostenuti direttamente dagli Stati membri della Nato, dal momento che l'Alleanza fornisce a Kiev armi, intelligence e altri tipi di assistenza militare.  Lo stesso Putin avrebbe lasciato intendere la possibilità di una risposta più dura durante alcune dichiarazioni rilasciate nel fine settimana a un giornalista della televisione di Stato russa. Il presidente russo ha minimizzato l'impatto degli attacchi ucraini sull'economia nazionale e ha accusato Kiev di aver aperto una situazione destinata a provocare conseguenze. "L'Ucraina ha aperto questo vaso di Pandora", ha affermato Putin, aggiungendo che Mosca sarebbe pronta a colpire i settori più sensibili dell'economia ucraina. Gli sforzi degli Stati Uniti per favorire la fine della guerra non hanno finora prodotto una svolta. I negoziati risultano sostanzialmente bloccati, mentre l'amministrazione del presidente Donald Trump è impegnata anche sul fronte del conflitto con l'Iran. Il Cremlino avrebbe inoltre smesso di fare affidamento su quello che considerava un possibile accordo raggiunto tra Putin e Trump durante il vertice di Anchorage dello scorso agosto. L'ipotesi avrebbe previsto pressioni statunitensi sull'Ucraina affinché cedesse la regione orientale di Donetsk nell'ambito di un accordo per porre fine alla guerra. Kyiv ha però respinto costantemente la richiesta russa di trasferire a Mosca il controllo di una fascia fortificata di città nel Donetsk, area che le forze russe non sono riuscite a conquistare completamente nonostante anni di combattimenti. Il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva già chiarito a giugno che Washington non condivideva la lettura russa degli accordi. Dopo un incontro con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nelle Filippine, a luglio, Rubio aveva parlato della necessità di elaborare "nuovi concetti" per sbloccare la situazione. Martedì il direttore della Cia John Ratcliffe si è recato a Mosca per un incontro con esponenti russi. Non sono stati resi noti i dettagli dei colloqui. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la missione avrebbe avuto anche lo scopo di mettere in guardia il Cremlino dal rischio di un eventuale attacco contro Paesi membri della NATO. Nel frattempo, gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero tornare a Mosca dopo una pausa di otto mesi e potrebbero recarsi per la prima volta anche a Kiev. Al momento, tuttavia, non è stata fissata una data ufficiale per le missioni. In assenza di progressi, Mosca considera "molto basse" le possibilità di una svolta diplomatica e ritiene di avere poche alternative a un'ulteriore escalation per perseguire i propri obiettivi militari. Già negli ultimi mesi Russia e Ucraina hanno intensificato gli attacchi aerei sui rispettivi territori.  La recente spirale di attacchi avrebbe inoltre riacceso a Mosca il dibattito sull'eventuale impiego, come extrema ratio, di armi nucleari tattiche. Secondo le fonti, tra i falchi russi sono aumentate le discussioni su questa possibilità, ma al momento non esiste alcun segnale che la Russia si stia preparando concretamente a utilizzare armi nucleari in Ucraina. Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center, giudica il rischio "estremamente basso": finché Mosca avrà margini per intensificare gli attacchi con armi convenzionali, sostiene, avrà "pochi incentivi a oltrepassare la soglia nucleare". 
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Pellegrini e Giunta, quarto anniversario di matrimonio: “Quante vite abbiamo vissuto?”

(Adnkronos) – "Quattro anni e quante vite abbiamo vissuto?", Federica Pellegrini celebra con queste parole e con un post sui social il quarto anniversario di matrimonio con Matteo Giunta. La campionessa olimpica e l'allenatore di nuoto si sono sposati il 27 agosto del 2022 a Venezia. Poi, due anni dopo, il 3 gennaio del 2024 è nata Matilde che li ha resi mamma e papà per la prima volta. E pochi mesi fa sono diventati genitori bis, quando il 2 aprile del 2026 è nata la seconda figlia, Rachele.  "Poi incontri quegli occhi che sanno resistere ai tuoi. E comincia la sfida più bella che è a metà tra la voglia e la tortura. Auguri Tato mio", questo il post condiviso dalla Divina sui social a corredo di uno scatto in bianco e nero che ritrae un momento della cerimonia in Chiesa.    Giunta ha risposto tra i commenti: "As long as you love me", "Finché mi ami". E nel suo profilo Instagram, l'allenatore di nuoto ha condiviso una foto scattata durante il giorno del loro matrimonio su una gondola: "4 anni e 2 meraviglie, buon anniversario amore mio", ha scritto con un cuore rosso.  
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