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Dieci ore chiusi in aereo, il volo da incubo a Bologna a Malaga

(Adnkronos) –
Dieci ore chiusi in aereo in attesa di decollare da Bologna per Malaga. E’ "l’assurdo volo di rientro" documentato sui social da Massimo Cedrini, artista riminese. Il volo Ryanair dello scorso 19 agosto sarebbe dovuto decollare alle 17. "Ci hanno imbarcato alle 16.45 e ci hanno fatto rimanere sull’aereo, senza possibilità di scendere e praticamente senza cibo, perché quel poco che c’era a bordo era finito mentre aspettavamo notizie sulla partenza. Ci hanno dato un bicchiere d’acqua a testa, credo, tra l’altro anche quella era quasi finita". "La cosa più assurda è che, a mio parere, sembrava che continuassero a rimandare invece di cancellare il volo, perché in caso di cancellazione avrebbero dovuto affrontare le conseguenze e i rimborsi previsti. Praticamente siamo stati 10 ore chiusi dentro un aereo. Durante questa attesa tre persone sono svenute ed è arrivato il 118. Io una situazione e un comportamento del genere li trovo semplicemente assurdi. Condivido questa esperienza – conclude Cedrini – perché credo che sia giusto far sapere alle persone cosa può succedere e, soprattutto, perché situazioni del genere non dovrebbero essere considerate normali".  Rimanere chiusi per dieci ore a bordo di un aereo può generare "frustrazione, rabbia, panico e un notevole disagio". A fare la differenza, secondo Massimiliano Di Carlo, psicologo dell’Emergenza, è soprattutto la qualità delle informazioni fornite ai passeggeri. "Molto dipende dal motivo per cui si deve partire, se per vacanza o per lavoro, e dall’urgenza del viaggio. Ma in situazioni di questo tipo – spiega Di Carlo all'Adnkronos Salute – la qualità dell’informazione è fondamentale. Se la partenza viene continuamente rimandata senza spiegare il motivo e senza fornire indicazioni chiare, la frustrazione aumenta. Possono verificarsi malori e alcune persone possono arrivare a perdere il controllo".  Secondo Di Carlo, "è fondamentale garantire ai passeggeri anche il necessario sostegno con bevande e viveri, ma l’informazione è decisiva per tranquillizzare le persone e gestire al meglio una situazione di criticità". La situazione può diventare ancora più difficile per chi ha già paura di volare. "Se una persona ha problemi con l’aereo" o soffre di aerofobia, "trovarsi in una condizione simile, soprattutto senza ricevere informazioni, può provocare una reazione molto forte", osserva l’esperto.  "Il problema è che, sul momento, non si sa che si resterà bloccati per nove o dieci ore – fa notare Di Carlo – È diverso rimanere fermi per un periodo definito rispetto a sentirsi dire che l’aereo partirà tra 20 minuti, poi tra 40 e poi tra altri 60 minuti. Il senso di costrizione e l’impossibilità di controllare la situazione possono alimentare l’ansia". Le reazioni, sottolinea Di Carlo, possono essere diverse: "Si va dalle crisi di panico fino agli svenimenti. Quando una persona si trova in una situazione dalla quale non può scendere né può partire, può sentirsi completamente priva di controllo". Per questo, conclude lo psicologo, "l’informazione è tutto. Una cosa è non dire nulla, un’altra è fornire informazioni corrette, chiare e oneste. È questo che permette di gestire meglio la situazione e ridurre l’ansia dei passeggeri" conclude. 
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Bambolina voodoo con amianto, scatta la segnalazione del ministero della Salute: “Pericolosa in caso di rottura”

(Adnkronos) – Il ministero della Salute – nella sezione avvisi di sicurezza del suo sito – segnala un giocattolo a forma di bambolina voodoo (marca Trendhaus, modello 964700, lotti 2026 CH34194 3 e 2025 CH33501) contenente amianto (tremolite), classificato come 'rischio serio'. Nel caso di rottura il pericolo "è di inalazione", recita l'avviso pubblicato nei giorni scorsi.  Si invita, perciò, a non utilizzarlo, non smaltirlo nei rifiuti domestici e a contattare la Asl/Ats in caso di rinvenimento, soprattutto se il prodotto è rotto o la sabbia è fuoriuscita. La raccomandazione per le scuole e strutture educative è quella di "verificare eventuali acquisti 2025–2026 e rimuovere subito il prodotto se presente". A fine luglio un altro giocattolo a forma di carota, marca Trendhaus (modello 967176), è stato ritirato per lo stesso motivo.  
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E’ morta Dolly Parton, la star della musica country aveva 80 anni

(Adnkronos) – La cantante Dolly Parton, star della musica country, è morta all'età di 80 anni. La notizia del decesso dell'artista è riportata dal New York Times. 
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Milano, focolaio di tubercolosi all’Istituto di Medicina legale: 8 casi conclamati e 7 positivi. Indagini sull’origine del contagio

(Adnkronos) – Focolaio di tubercolosi all'Istituto di Medicina legale di Milano. A denunciare quanto accaduto è stata l'Associazione Liberi specializzandi in Medicina. Il presidente, Massimo Minerva, parla di una situazione preoccupante."La cosa meno grave è che c’è stato un focolaio – dice all'Adnkronos-. Il punto è un altro: è stata fatta la formazione per il trattamento del materiale biologico?". Secondo l'Ats, i casi sarebbero 8 con Tbc conclamata, mentre altri 7 risultano positivi e stanno seguendo una terapia di lunga durata. Per l’Associazione, il nodo riguarda la formazione degli specializzandi e la valutazione del rischio all'interno dell'Istituto. La vicenda risale a inizio luglio e l'Associazione annuncia che l'esposto verrà presentato domani. Minerva spiega perché i giovani medici non hanno denunciato direttamente: "Ci siamo fatti carico noi della segnalazione per evitare problemi ai singoli. Questi ragazzi sono trattati come lavoratori non pagati". L'Associazione non è nuova a interventi sul tema: a inizio anno aveva avuto uno scontro con Matteo Bassetti, direttore della Scuola di specializzazione in Malattie infettive dell'Università di Genova, sulle condizioni di lavoro dei medici in formazione.  Anaao Assomed segnala gravi lacune nella gestione del focolaio di tubercolosi all’Istituto di Medicina legale di Milano e parla di un problema strutturale con assenza di sicurezza e tutela per dirigenti medici e specializzandi. Secondo il sindacato le risposte della Scuola di Specializzazione non sono adeguate alla gravità della situazione e manca un'azione tempestiva a protezione dei medici in formazione. Anaao chiede l'aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi per il rischio biologico, dotazioni impiantistiche adeguate nelle sale autoptiche, attivazione immediata del medico competente e comunicazione trasparente verso tutti gli specializzandi coinvolti. Il caso, sottolineano da Anaao Assomed, conferma le criticità già segnalate alla Regione Lombardia sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro.   
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Roma, stretta su permessi disabili. Patanè: “In 20mila giravano con quelli di parenti morti”

(Adnkronos) – In arrivo una ulteriore stretta sui permessi disabili legati all'accesso alle Ztl di Roma. "Con l'entrata in funzione dei varchi in uscita ci sarà una vera e propria rivoluzione delle politiche della mobilità – afferma all'Adnkronos l'assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patanè – Per quanto riguarda i disabili, dal 22 agosto abbiamo ridotto da tre a due i permessi legati alle targhe eliminandone ben 37.700. C'è poi da ricordare che il permesso è valido solo se hai il disabile in auto e quindi le due targhe non possono essere presenti all'interno della Ztl contemporaneamente. Capita però che dei genitori di un bambino disabile si alternino per andarlo a portare o a riprendere. Ecco allora che con il sistema delle Ztl in ingresso e in uscita noi possiamo verificare che il veicolo A è entrato a una certa ora ed è poi uscito. E a quel punto e solo a quel punto, il veicolo B può entrare. Altrimenti no". Una stretta necessaria anche alla luce del fatto che spesso, per anni, molti se ne sono approfittati. "Basta Ferrari o Smart con il permesso disabili – dice Patanè – Nell'ultimo periodo abbiamo cancellato 19.900 permessi a disabili deceduti che non erano mai stati riconsegnati e ovviamente sono scattate anche le denunce".  La stretta non riguarderà solo i disabili. "Ci sono poi dei permessi rilasciati per i genitori di studenti che frequentano scuole all'interno della Ztl. Una volta erano permessi 'flat', non vincolati all'orario specifico della scuola. Ma con i varchi in uscita saranno legati invece solo alle fasce orarie della scuola – anticipa l'assessore – Non sarà più possibile usare quel permesso per andare magari in centro la sera a fare altro". Una stretta importante considerando che "fino ad oggi solo al Centro storico ogni giorno circolavano 50 mila veicoli a fronte di una sostenibilità stimata di 25 mila".   Novità in arrivo anche per il trasporto merci all'interno delle Ztl. Dal 7 settembre si inizia con un'ordinanza del sindaco che vieterà fino al 7 dicembre la sosta e la circolazione tra le 9.30 e le 18 dei mezzi per i furgoni nell'asse del centro tra largo Chigi, via del Corso e via del Tritone. Solo un 'antipasto' per quello che cambierà a partire dal 2027. "Dal 7 gennaio cambia il mondo – dice Patanè – Grazie alle Ztl in uscita cambieranno le regole: sarà infatti possibile dividere le diverse categorie in fasce orarie. Chi deve consegnare libri – spiega Patanè – non è vincolato a orari specifici mentre chi per esempio trasporta pesce fresco o farmaci sì. E allora si farà una modulazione settore per settore controllando che il servizio di consegna si svolga in quelle fasce orarie rispettando gli orari di ingresso e di uscita, evitando così il congestionamento nell'arco della giornata. Non solo. Per il settore merci entreranno in funzione i sospas (i sensori elettronici installati nell'asfalto o tra i sampietrini per rilevare l'occupazione e i tempi della sosta) che hanno la funzione di prenotazione dei parcheggi attraverso un transponder legato alla targa di ogni veicolo accreditato e che semplificherà il lavoro ai corrieri e contribuirà anche a un controllo capillare degli spazi di carico e scarico, dei tempi di occupazione e che farà scattare sanzioni immediate in caso di abusi". 
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Rai: “Rai Scuola non chiude, evolve: va su RaiPlay, dove sono gli studenti”

(Adnkronos) – La Rai precisa che "non è prevista alcuna cancellazione dell’offerta editoriale di Rai Scuola" e che la funzione educativa del canale viene "preservata e valorizzata" con una presenza più forte su RaiPlay. La scelta rientra nel progetto di revisione dei canali specializzati, atteso da anni, per adeguare il Servizio Pubblico alle modalità di fruizione delle nuove generazioni. I dati di ascolto del canale lineare sono minimi: "Nel 2024 0,14%, nel 2025 0,13% e nei primi mesi del 2026 circa 0,09-0,10%". Da qui la decisione di portare i contenuti "laddove sono gli studenti".  Nasce, quindi, scrivono da Viale Mazzini in una nota, il progetto 'RaiPlay Scuola e Learning', piattaforma digitale integrata con produzioni Rai Cultura, Teche Rai e contenuti educativi. Il digitale permette di usare i materiali "quando servono agli studenti, non soltanto quando vengono trasmessi". La Rai ribadisce che "Rai Scuola non chiude: evolve" e che il Servizio Pubblico "va dove sono gli studenti". Prima della comunicazione della Rai, il tema ha acceso il dibattito politico.   Fratelli d’Italia attacca la sinistra definendo “fake news” l’allarme sulla presunta chiusura di Rai Scuola. I componenti FdI in Vigilanza ricordano che “il canale non chiude, ma evolve” con il trasferimento dei contenuti su RaiPlay, scelta “di buon senso” approvata all’unanimità dal CdA, “anche dal consigliere 5 Stelle”. Per FdI, le polemiche dell’opposizione dimostrano “una sinistra scollegata dalla realtà, ferma alla mentalità del tubo catodico”. Critiche anche all’ex ministro Speranza, accusato di “marketing politico” e “assenza di visione”. FdI rivendica il lavoro del governo Meloni per modernizzare il Servizio Pubblico e cita l’iniziativa sul canale, dedicato all’identità italiana, “in linea con il contratto di servizio”, per raccontare storia, cultura e radici del Paese. Barbara Floridia (M5S), prima della nota di viale Mazzini, denuncia che la chiusura di Rai Scuola “non è un episodio isolato” ma parte di "un'occupazione del servizio pubblico" da parte del centrodestra, che “decide palinsesti, conduzioni e bersagli” mentre la Vigilanza Rai è “paralizzata”. Cita il caso Report, definito “bersaglio della maggioranza”: dati richiesti dal Parlamento non sarebbero stati forniti, mentre quelli su Report sarebbero finiti a un quotidiano “vicino al governo”, alimentando attacchi a Ranucci. Floridia parla poi della riforma della governance Rai: il governo vorrebbe cambiare le regole per nominare un nuovo Cda prima delle elezioni, creando “una Rai monocolore”. In questo quadro rientra anche Rai Scuola, “presidio fondamentale” per famiglie senza dispositivi o connessioni adeguate. Spostare tutto su RaiPlay, sostiene Floridia, ignora chi non può accedere al digitale e contrasta con il divieto degli smartphone nelle scuole.  La vicepresidente della Camera e deputata Pd Anna Ascani e la deputata Pd e capogruppo in Commissione Cultura e Istruzione Irene Manzi, prima della nota della Rai, hanno criticato in una nota congiunta la scelta di chiudere Rai Scuola sul digitale terrestre. Valorizzare territori e tradizioni è legittimo, hanno affermato, ma “non può avvenire sacrificando Rai Scuola”. In un contesto segnato da disinformazione, Intelligenza artificiale e nuove disuguaglianze nell’accesso al sapere, sottolineano, la Rai dovrebbe “investire di più in educazione e pensiero critico”. Per le deputate, ridurre Rai Scuola a contenuto di RaiPlay significa non cogliere il cambiamento sociale e rinunciare a una parte della missione del servizio pubblico.  
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Idrogeno, Mele: “Idrobiometano soluzione concreta per transizione trasporti”

(Adnkronos) – Biometano e idrogeno possono rappresentare una strada concreta per accompagnare la transizione energetica dei trasporti. È la posizione espressa al Meeting di Rimini dal professor Marco Mele, Amministratore unico di Servizi Fondo Bombole Metano (SFBM), società a controllo pubblico del gruppo GSE acquisita da Acquirente Unico. SFBM ha avviato una sperimentazione con l’Università di Pisa, il Politecnico di Milano e il coordinamento del CNR, testando una miscela di biometano con percentuali crescenti di idrogeno fino al 60%. “I test hanno dato esito positivo: nel perimetro delle prove effettuate, le bombole non sono risultate minimamente danneggiate”, ha spiegato Mele. Per l’Amministratore unico, la miscela di idrobiometano è “una soluzione concreta, percorribile, sicura” che consente di procedere gradualmente verso una mobilità più pulita. “Non è possibile farsi guidare dalle ideologie, ma occorre muoversi tenendo in considerazione più aspetti”, ha aggiunto, ricordando anche il progetto H-DUAL, sperimentato su un trattore stradale a gasolio. Mele ha infine evidenziato il ruolo della tecnologia anche sul fronte della sicurezza: il QR code sviluppato da SFBM consente di tracciare il ciclo di vita delle bombole e potrà essere integrato, insieme a sensori e strumenti di AI, anche nei futuri sistemi a idrogeno. 
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Acquirente Unico, Moles: “Supporto a consumatori a centro nostra missione”

(Adnkronos) – "La tutela rappresenta la storia di Acquirente Unico, ma continua a costituirne anche il presente e, sotto alcuni profili, il futuro”. Lo ha detto Giuseppe Moles, amministratore delegato di Acquirente Unico, intervistato al Meeting di Rimini. Moles ha sottolineato come, con il passaggio al mercato libero, la tutela abbia assunto un significato ancora più ampio, soprattutto nei confronti dei clienti vulnerabili, tra cui anziani, persone con disabilità e famiglie in condizioni di disagio economico. “Significa anche offrire ai cittadini un sistema integrato di supporto, informazione e assistenza”, ha spiegato. 
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Energia, Moles: “Informazione chiara è strumento tutela consumatori”

(Adnkronos) – “In un mercato complesso e in continua evoluzione come quello dell’energia, garantire ai cittadini informazioni chiare, corrette e accessibili è una responsabilità che Acquirente Unico considera parte fondamentale della propria missione istituzionale”. Lo ha detto Giuseppe Moles, amministratore delegato di Acquirente Unico, al Meeting di Rimini. Secondo Moles, il consumatore è passato da soggetto sostanzialmente passivo a protagonista delle proprie scelte, ma una maggiore libertà richiede anche maggiori strumenti di orientamento. “Il vero obiettivo non è soltanto fornire informazioni, ma renderle comprensibili, accessibili e concretamente utilizzabili”, ha spiegato. L’esperienza di #Facciamoluce, campagna realizzata in occasione del superamento del mercato tutelato, ha confermato l’importanza di una comunicazione autorevole e semplice: “Solo sui canali RAI la campagna è stata vista da 3 milioni di telespettatori”. Una necessità che, ha aggiunto Moles, resta centrale anche in vista dei prossimi cambiamenti del mercato energetico. 
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Acquirente unico, Moles: “Sfida trasformare dati in conoscenza utile per scelte più consapevoli”

(Adnkronos) – Dal confronto delle offerte alla conoscenza dei propri consumi: sono strumenti, alcuni sviluppati secondo le direttive dell'Arera, messi a disposizione da Acquirente Unico per rafforzare la consapevolezza dei consumatori.  Lo ha spiegato Giuseppe Moles, amministratore delegato della società, intervistato al Meeting di Rimini. “Ad esempio il Portale Offerte è lo strumento pubblico e ufficiale attraverso il quale cittadini e imprese possono consultare e confrontare in modo trasparente tutte le offerte di energia elettrica e gas disponibili sul mercato”, ha detto Moles. Accanto a questo c’è il Portale Consumi, accessibile tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica, che permette di consultare lo storico dei consumi di energia elettrica e gas. “Disporre di queste informazioni significa poter comprendere meglio le proprie abitudini energetiche, valutare l’adeguatezza delle offerte e individuare opportunità di risparmio”, ha sottolineato Moles. La sfida, ha concluso, è “trasformare i dati e le informazioni in conoscenza utile”, continuando a investire in informazione, digitalizzazione e servizi sempre più vicini ai cittadini. 
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