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Brignone, nuovo intervento: “La gamba migliora, ma sugli sci ho ancora dolore”

(Adnkronos) – "La mia gamba continua a migliorare, ma purtroppo a fare alcune attività e sugli sci ho ancora dolore. Per questo, con il team medico, abbiamo deciso di intervenire chirurgicamente". Così Federica Brignone ha annunciato, sui social, un nuovo intervento chirurgico alla gamba sinistra dopo il grave infortunio rimediato l'anno scorso. "L'obiettivo principale – ha spiegato la bicampionessa olimpica, oro in supergigante e in slalom gigante a Milano Cortina 2026 – sarà rimuovere la placca e fare una pulizia della zona, con la possibilità di intervenire anche sul menisco. Quest'ultima decisione verrà presa direttamente durante l'operazione di questo pomeriggio. Per ora è tutto. Vi terrò aggiornati". La fuoriclasse azzurra si era infortunata nell’aprile 2025, durante la seconda manche del gigante dei Campionati italiani, riportando una frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone, oltre alla lesione del legamento crociato anteriore e del comparto capsulo-legamentoso mediale della gamba sinistra. A luglio dello stesso anno Brignone era stata sottoposta a un secondo intervento, necessario per verificare le condizioni dell’articolazione a quasi quattro mesi dalla prima operazione. Un lungo percorso di recupero che non le ha comunque impedito di tornare protagonista ai massimi livelli. A febbraio, ecco quindi il ritorno in pista per il grande obiettivo delle Olimpiadi di Milano Cortina, chiuse con due ori scintillanti. Proprio dopo quelle due straordinarie vittorie, Brignone aveva chiarito che sarebbe tornata a gareggiare in Coppa del Mondo solo in caso di assenza di dolore sugli sci.  
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Vaccini, Bassetti chiede di rinviare l’apertura delle scuole: “Coperture in Sicilia basse”

(Adnkronos) – Alla luce della situazione delle coperture vaccinali in Sicilia e dopo il caso di difterite, "sarebbe ragionevole valutare un breve rinvio dell’inizio delle lezioni, almeno nelle scuole primarie, per consentire alle autorità sanitarie di verificare puntualmente lo stato vaccinale degli iscritti e, dove necessario, completare i percorsi di recupero". Così su X l'infettivologo Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. "Non si tratta di una posizione 'contro' qualcuno, ma di una questione di sanità pubblica e prevenzione. La vaccinazione contro la difterite è obbligatoria in Italia e il ministero della Salute indica proprio l’ingresso nella scuola primaria come momento importante per il richiamo contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite".  "Per questo sarebbe importante verificare persona per persona la reale somministrazione dei vaccini previsti, non limitandosi a dati aggregati o autocertificazioni, e attivare rapidamente i recuperi necessari – rimarca Bassetti – Nel 2026, in un Paese con un sistema sanitario evoluto, anche un solo nuovo caso di difterite dovrebbe essere considerato un evento da prevenire con la massima determinazione, non qualcosa a cui rassegnarsi. Prima di riaprire le aule, bisognerebbe fare tutto ciò che è possibile per renderle sicure".  
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Fugge al controllo della polizia in sella al motorino e si schianta contro un palo: 17enne lotta tra la vita e la morte a Napoli

(Adnkronos) – Fermato dai poliziotti perché senza casco in sella al suo motorino, ha accostato davanti alla volante. Quando però gli agenti sono scesi in strada, ha accelerato dandosi alla fuga. E' stato ritrovato a terra, in gravissime condizioni, pochi chilometri più avanti e ora lotta tra la vita e la morte.  E' successo poco prima della mezzanotte di ieri in via Antignana, a Napoli, nei pressi di un ristorante. Il 17enne, un ragazzo del posto incensurato, è stato notato e fermato in via Scarfoglio, ma forse spaventato da una possibile multa, ha accelerato per evitare il controllo. La corsa è finita contro un palo della luce. Trovato dalla stessa volante sulle sue tracce, il ragazzo, che era senza casco, è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Cardarelli in pericolo di vita: la prognosi è riservata.  
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Poste Italiane amplia la rete Postamat, 431 nuove installazioni in primo semestre 2026

(Adnkronos) – Nei primi sei mesi del 2026 Poste Italiane ha installato 431 nuovi sportelli automatici Atm Postamat, portando il totale a 9.668 su tutto il territorio nazionale. Gli Atm Postamat, operativi 24 ore su 24, offrono la possibilità di accedere a diverse operazioni, dalla consultazione di saldo e movimenti alle ricariche telefoniche e di carte Postepay, dal pagamento di bollettini al ritiro del contante anche senza avere con sé la carta fisica con l’App Poste Italiane. Un'espansione, dunque, che "contribuisce a compensare la progressiva desertificazione bancaria del Paese", sottolinea Poste Italiane in una nota. Secondo le ultime rilevazioni della Banca d’Italia sul Sistema dei pagamenti, gli Atm degli istituti di credito sono infatti diminuiti dagli oltre 40mila del 2018 a poco più di 36mila nel 2025. Inoltre le banche hanno chiuso, nello stesso periodo, quasi un quarto delle filiali, mentre Poste Italiane ha mantenuto pressoché stabile la propria rete, preservando la presenza anche nei territori meno serviti. Oggi Poste Italiane si caratterizza come l'unica infrastruttura fisica nazionale che continua a garantire un presidio capillare di servizi finanziari, postali e della Pubblica Amministrazione, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli Comuni. Dal 2018 il numero dei Postamat è aumentato di 2.386 unità. Una crescita dei presidi che sfiora il 33% e sono ormai ben cinque le Regioni in cui il numero degli sportelli di Poste Italiane supera quello dell’intero sistema bancario: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Valle d’Aosta. Una scelta precisa, quella di mantenere la capillarità sul territorio, rafforzata anche dal Progetto Polis, che coinvolge quasi 7.000 uffici postali con meno di 15mila abitanti con l’obiettivo di trasformarli in avamposti della Pubblica Amministrazione, coniugando così digitalizzazione, inclusione sociale e lotta allo spopolamento dei piccoli centri. Il progetto è finanziato per 800 milioni con risorse provenienti dal piano complementare al PNRR e per oltre 400 milioni da Poste Italiane. 
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Sinner, il ginocchio preoccupa: controlli al JMedical

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Jannik Sinner torna in ospedale. Nella mattina di oggi, martedì 25 agosto, il tennista azzurro è volato a Torino per sottoporsi a nuovi controlli al JMedical, la struttura di proprietà della Juventus e ormai riferimento anche per il numero 1 del mondo, costretto a saltare gli Us Open a causa dell'infortunio al ginocchio che già lo aveva messo fuorigioco a Cincinnati. Un video, diventato rapidamente virale su X, mostra Sinner entrare nella struttura, piuttosto scuro in volto, fermarsi rapidamente per qualche selfie con i tifosi assiepati lì fuori per poi scomparire all'interno delle porte del JMedical. L'obiettivo dichiarato di Sinner, calendario alla mano, è quello di tornare in campo nello swing asiatico. Nel mirino c'è quindi il China Open di Pechino, torneo in cui ha trionfato lo scorso anno e che si disputerà dal 30 settembre al prossimo 6 ottobre. Subito dopo ad attendere l'azzurro ci sarà il Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 7 al 18 ottobre. A novembre invece lo attende il Masters 1000 di Parigi, a cui arriva da campione in carica, mentre l'ultimo torneo della stagione saranno le Atp Finals di Torino, in cui aveva trionfato lo scorso anno battendo Alcaraz in finale. Nel mezzo ci sarebbero anche la fase finale di Coppa Davis di scena a Bologna, ma Sinner non ha però ancora annunciato la sua presenza.  
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Gerardina Trovato prima del delicato intervento, il sostegno di Nek: “Dobbiamo starle vicini”

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Gerardina Trovato dovrà sottoporsi presto a un delicato intervento chirurgico. In un video condiviso sui social, la cantante è apparsa al fianco di Nek che le mostrato tutto il suo sostegno: "È venuta a trovarmi Gerardina, perché sono nella sua Sicilia", ha esordito il cantante, "a Marina di Modica per un'esibizione".  La cantautrice aveva annunciato lo stop al suo tour estivo lo scorso 22 luglio spiegando di doversi sottoporre a un'operazione d'urgenza alla gola, che la costringerà a un periodo di fermo. "Ti facciamo i nostri più grandi auguri, dobbiamo starle vicino. Ti abbraccio Gerardina", continua Nek nel video con affetto.   Gerardina Trovato aveva spiegato: "Durante le prove, ho sentito un dolorino. Pensavo fosse solo stanchezza e che sarebbe bastato un po' di riposo, invece dopo una visita e una Tac con contrasto è emerso che ho una cisti alla gola, che preme sulle corde vocali. Per questo, dovrò essere operata d'urgenza". La diagnosi comporterà un doppio intervento. "Le parole dell'otorino sono che la cisti 'non dovrebbe essere maligna', ma dovrò comunque subire il dovuto intervento: uno alla cisti e l'altro alle corde vocali".   
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Harry Potter, Kit Harington sarà Gilderoy Allock: la star di ‘Game of Thrones’ nella serie HBO

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Kit Harington vestirà i panni di Gilderoy Allock nella seconda stagione della nuova serie televisiva di Harry Potter targata Hbo. L'attore britannico, celebre per il ruolo di Jon Snow in "Game of Thrones – Il trono di spade", subentra a Nicholas Hoult, inizialmente scelto per interpretare il personaggio ma costretto a lasciare la produzione per impegni di calendario lavorativo. "Sono un grande fan di Potter, devo essere sincero. È uno dei miei personaggi preferiti", ha dichiarato Harington a Collider, definendo l'opportunità di interpretare Gilderoy "un vero sogno". L'attore aveva già avuto modo di confrontarsi con il personaggio prestando la voce a Lockhart in un'edizione audio di Harry Potter. La seconda stagione della serie sarà tratta da "Harry Potter e la Camera dei Segreti", il secondo romanzo della saga di J.K. Rowling, e racconterà il ritorno di Harry a Hogwarts per il suo secondo anno. Gilderoy Allock è uno dei personaggi centrali della storia: mago vanitoso e celebrità del mondo magico, autore di libri nei quali racconta presunte imprese contro creature oscure, viene nominato nuovo professore di Difesa contro le Arti Oscure. A interpretare il protagonista Harry Potter è il giovane Dominic McLaughlin, mentre Alastair Stout veste i panni di Ron Weasley e Arabella Stanton quelli di Hermione Granger. Nel cast figurano inoltre Jon Lithgow nel ruolo del preside Albus Silente e Nick Frost in quello del guardiacaccia Rubeus Hagrid. L'ingresso di Harington potrebbe inoltre favorire una reunion con il regista e produttore Mark Mylod, con cui l'attore ha lavorato in "Game of Thrones". Mylod dirigerà alcuni episodi della nuova serie ed è anche produttore esecutivo, insieme a J.K. Rowling. Nei film originali, Gilderoy Allock era stato interpretato da Kenneth Branagh. Nella storia è un mago che ama ostentare le proprie imprese e che cerca di presentarsi come una sorta di mentore per Harry, nonostante le sue reali capacità siano molto meno straordinarie di quanto sostiene. La sostituzione di Hoult arriva inoltre in un contesto segnato dalle discussioni sulle posizioni di J.K. Rowling in materia di identità di genere e diritti delle persone transgender. L'ingresso dell'attore nella serie aveva suscitato critiche da parte di alcuni oppositori delle posizioni della scrittrice. Gli agenti di Harington e Hoult non hanno rilasciato nell'immediato dichiarazioni sulla vicenda. La nuova serie di Harry Potter è concepita come un progetto di lunga durata: Hbo prevede un arco produttivo di circa dieci anni, con più stagioni dedicate ai sette romanzi della saga. La produzione punta così a sviluppare con maggiore ampiezza la storia rispetto agli otto film cinematografici che hanno portato originariamente sul grande schermo le avventure del giovane mago. La prima stagione, ispirata a "Harry Potter e la Pietra Filosofale", è attesa su Hbo Max nel periodo natalizio. La seconda stagione seguirà invece le vicende della "Camera dei Segreti", con Harington nei panni dell'eccentrico e vanitoso professor Allock. (di Paolo Martini) 
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Bologna, incendio in palazzo di quattro piani: 7 adulti e due bambini in ospedale

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Fiamme ieri sera in un condominio di Bologna, a Castel Maggiore, con 9 persone finite in ospedale. Intorno alle 22.50 di ieri, infatti, carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Radiomobile Bologna sono intervenuti per un incendio in un palazzo di quattro piani. Sette adulti e due bambini sono stati soccorsi dai sanitari del 118 e trasportati rispettivamente all'ospedale Maggiore, al Policlinico di Sant’Orsola di Bologna e all'ospedale di Bentivoglio.  Le fiamme sono state spente dai Vigili del Fuoco, arrivati sul posto con otto squadre. Accertamenti sono in corso per capire la natura delle fiamme, che si sarebbero sviluppate dai locali adibiti a cantine.  
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Don Milani, chiesta rimozione della targa dalla statua: “Quella frase anticomunista non è sua”

(Adnkronos) – Flavia Milani Comparetti, erede in quanto nipote del priore di Barbiana, e la Fondazione Don Milani hanno presentato un ricorso cautelare al Tribunale di Lucca per chiedere la rimozione della targa ai piedi della statua di don Lorenzo Milani a Vagli di Sotto. La targa ha destato scalpore e rabbia, soprattutto tra gli ex allievi del sacerdote, alcuni dei quali hanno firmato l’atto giudiziario. La targa recita: «Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi». La notizia è riportata oggi dal "Corriere Fiorentino" con un articolo a firma di Mario Lancisi, giornalista e scriittore, biografo di don Milani. Nel ricorso, presentato, tra gli altri, dall’avvocato e giurista Piero Ichino, la cui famiglia fu molto amica di don Milani, si sostiene che la frase incisa sulla lapide contestata non può essere considerata «come una sintesi, neppure approssimativa, neppure parziale, del suo pensiero e del suo insegnamento. Ne consegue che quella frase — anche se potesse dimostrarsi (ma non lo si può) che essa sia stata effettivamente da lui pronunciata — non potrebbe mai essere proposta come rappresentativa, né tantomeno emblematica, dell’eredità culturale e spirituale del priore di Barbiana». Il ricorso riporta in maniera dettagliata le parole e le posizioni di don Milani che contraddicono quanto riportato sulla targa, la cui frase è tratta dai libri sul priore di Barbiana scritti da Alessandro Mazzerelli, ex attivista socialista ed ex esponente del centrodestra, che il 31 luglio 1966 incontrò effettivamente don Milani a Barbiana. Nel libro "Il segreto di don Milani" (Piemme, 2002), Oliviero Toscani, che è stato il fotografo del priore di Barbiana, ricorda una frase che, dice, lo colpì particolarmente: «Forse noi preti non dovremmo andare d’accordo con i comunisti ma i comunisti sono gli unici che mi capiscono». Quella frase, insomma, non rappresenta il pensiero di don Milani, e secondo i ricorrenti, va tolta. O, in subordine, chiedono che la frase della discordia venga oscurata.  Ora la parola passa al giudice che in tempi brevi dovrà decidere se accogliere o la richiesta delle misure cautelari. Ha fatto scalpore che la statua sia stata benedetta nel quadro di un’iniziativa organizzata dalla Fiamma Tricolore di Vagli, cioè dall’estrema destra. Quando, sessant’anni fa, nel 1966, in seguito alla lettera di don Milani ai cappellani militari contro la guerra, i nemici più agguerriti e feroci del priore di Barbiana furono proprio i neofascisti. A questo rovesciamento della verità storica si oppongono i ricorrenti: «Ed è un bene che su questa brutta storia il tribunale metta la parola fine con una sentenza incontrovertibile», sostiene Antonio Foti Valenti, presidente dell’Istituzione don Milani di Vicchio.  
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Belen, le foto di Luna Marì diventano un caso: la polemica sullo ‘sharenting’

(Adnkronos) –
Belen è finita al centro di una polemica social dopo aver condiviso alcuni scatti della figlia Luna Marì, la secondogenita nata dalla relazione con Antonino Spinalbese. La bambina, che ha compiuto 5 anni lo scorso mese, si trova attualmenre in vacanza con la mamma in Grecia.  In un post pubblicato su Instagram, accompagnato da una dedica dolcissima, la showgirl argentina ha condiviso alcune immagini della piccola in cui Luna Marì appare senza maglietta. Gli scatti hanno riacceso sui social il dibattito dello 'sharenting', ossia la tendenza dei genitori a pubblicare contenuti dei propri figli sui social media spesso ancora minorenni e dunque non pienamente consapevoli delle conseguenze legate alla loro esposizione sui social.  Alcuni utenti sono intervenuti sotto al post precisando di non voler giudicare le scelte della showgirl, ma invitandola a riflettere. "Quando vengono pubblicate foto di una bambina in determinate pose o momenti della sua quotidianità, il problema non è necessariamente la fotografia né l’intenzione del genitore. Per una mamma può essere una foto bellissima, tenera e completamente innocente. Il problema è ciò che può accadere dopo la pubblicazione", ha esordito un utente spiegando che una volta aver condiviso online le foto non si ha più il "controllo". La foto, infatti, può subire modifiche e può essere fatta circolare altrove.  "Purtroppo esistono gruppi – ha spiegato l'utente – e spazi online in cui anche fotografie assolutamente innocenti di minori vengono raccolte e sessualizzate da adulti. Una foto non deve contenere nudità per essere guardata con intenzioni sbagliate".  
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