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Ascolti tv, buon debutto per Milo Infante su Canale 5 ma nel pomeriggio vince Manuela Moreno con Vita in Diretta

(Adnkronos) – Bene il doppio debutto di Milo Infante su Mediaset ma nel pomeriggio lo scontro tra 'Verità Nascoste – Il Diario' su Canale 5 e 'Vita in Diretta' su Rai1, ha visto prevalere nettamente quest'ultimo, con un media nel periodo di sovrapposizione che è stata di 1.226.885 spettatori con il 16,72% di share per Infante e di 1.317.340 spettatori con il 17,95% di share per il programma condotto da Manuela Moreno.  Nel dettaglio, al mattino su Rete4 'Ore 11' ha ottenuto 460.000 spettatori e il 9.6% di share, nella prima parte, e 550.000 spettatori con il 6.9%, nella seconda parte, in onda dopo il Tg4.  Nel pomeriggio, 'Verità Nascoste – Il Diario' è stato seguito da una media di 1.225.000 spettatori con il 16.7%. Ma l'andamento della curva degli ascolti è discendente. La soap che ha preceduto Infante, 'Tutto per la mia Famiglia', è stata seguita da 1.779.000 spettatori con il 24.1%.  Il programma di Infante ha ricevuto la linea al 25% di share e nella prima parte ha tenuto al 19.7% mentre nella seconda parte è sceso 14.9%. Percorso opposto per 'Vita in Diretta', che riceve la linea al 12% circa e cresce costantemente ottenendo, il 12,2% con 891.000 spettatori, nella prima mezz'ora chiamata 'Start' (quando ancora ha contro la soap di Canale 5) e sale costantemente nei segmenti successivi, ottenendo 1.161.000 spettatori con il 16.3% nella presentazione e 1.475.000 spettatori con il 19.4% di share nel programma. E infatti la media del periodo di sovrapposizione tra i due programmi vede vincere quello condotto da Manuela Moreno su Rai1.  Nella prima serata, su Rai1 'Il Giovane Montalbano 2' in replica si è aggiudicato la vittoria con 2.209.000 telespettatori e il 18,7% di share. Secondo gradino del podio per la replica di 'Scherzi a Parte' su Canale5, con 1.333.000 telespettatori e il 12,9% di share. Terza posizione per 'Il codice Da Vinci' su Rai 2 che ha ottenuto 691.000 telespettatori con il 5,84% di share.  A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: 'Icefall – Caccia sul ghiaccio' su Italia1 (991.000 telespettatori, share 7,3%), 'Zona Bianca' su Rete4 (520.000 telespettatori, share 5%), 'Filorosso' su Rai3 (495.000 telespettatori, share 4,7%), 'In Viaggio con Barbero' su La7 (335.000 telespettatori, share 2,6%), 'Little Big Italy' sul Nove (301.000 telespettatori, share 3.1%), 'Dinner Club' su Tv8 (257.000 telespettatori, share 2.4%). 
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Venezia 83, con ‘Un po’ di luce’ il futuro incerto dell’Iran nel film del regista Ali Asgari

(Adnkronos) – Un uomo che ha perso la fiducia nel futuro, una famiglia che prova a riportarlo verso la vita e un Paese, l'Iran, nel quale l’incertezza è diventata parte della quotidianità. E' questa la storia di "Un po’ di luce", titolo originale "Kami Nour" e titolo internazionale "A Bit of Light", il nuovo film del regista iraniano Ali Asgari, in concorso alla 83/a Mostra del Cinema di Venezi (2-12 settembre). Il film racconta la giornata di un medico iraniano che, dopo essere stato arrestato e aver visto chiudere il proprio ambulatorio, non riesce più a immaginare un futuro possibile. Ha deciso di togliersi la vita e trascorre quella che considera la sua ultima giornata andando a trovare il fratello, le sorelle e la madre. Vuole preparare i suoi familiari alla scelta che ha preso. Ma quello che dovrebbe essere un ultimo saluto prende lentamente un'altra direzione. La presenza dei familiari, l’affetto e la compassione che emergono durante quelle ore fanno vacillare la sua decisione. Attraverso il rapporto con le persone che ama, il protagonista torna a confrontarsi con la possibilità di continuare a vivere. È qui che Ali Asgari porta il racconto dalla dimensione individuale a quella collettiva. "Un po’ di luce" non è un film sulla guerra, ma un film sull’incertezza, sulla difficoltà di immaginare il futuro e sul modo in cui le condizioni del Paese finiscono per entrare nella vita privata delle persone. "Mi sono spesso chiesto: quando la sofferenza diventa parte integrante della nostra quotidianità, cosa dà valore alla vita?", si domanda il regista Ali Asgari. "Possiamo mai separare la nostra esistenza da quella degli altri? Le nostre scelte sono davvero solo nostre, o lasciano tracce nei cuori e nei ricordi di chi ci circonda? Vivendo in Iran, dove le difficoltà economiche, l'incertezza politica e la costante ombra della guerra sono diventate parte della vita di tutti i giorni, ho visto come le persone continuino a resistere, a prendersi cura l'una dell'altra e a creare piccoli momenti di speranza. Forse ciò che ci permette di andare avanti non è l'assenza di sofferenza, ma i legami invisibili che ci uniscono, la sensazione che la nostra esistenza sia intrecciata con quella degli altri". Nel film, la risposta alle incertezze arriva attraverso la famiglia. Sono i legami affettivi a interrompere l’isolamento del protagonista e a ricordargli che la sua esistenza non riguarda soltanto se stesso. La speranza non cancella la sofferenza, ma può nascere dalla capacità delle persone di continuare a prendersi cura l’una dell’altra. Anche il titolo, "Un po’ di luce", rimanda a questa idea. Non una luce capace di cancellare le difficoltà, ma un piccolo spiraglio che permette di guardare ancora avanti. Una speranza fragile, quotidiana, costruita attraverso i rapporti umani. La realizzazione del film è avvenuta in condizioni particolarmente difficili. Ali Asgari ha girato mentre iniziava la guerra e con la minaccia continua dei bombardamenti sull’Iran. La guerra, dunque, non è il tema centrale del film, ma è stata una presenza concreta durante la lavorazione e una delle condizioni che hanno accompagnato la nascita dell’opera. Questa esperienza si inserisce nella riflessione di Asgari sulla realtà del suo Paese. Vivendo e lavorando in Iran, il regista ha raccontato spesso persone costrette a confrontarsi con pressioni sociali, politiche e istituzionali, mostrando come la dimensione pubblica finisca per condizionare anche le scelte più private. Regista, sceneggiatore e produttore, Ali Asgari è una delle voci del cinema iraniano contemporaneo più conosciute a livello internazionale. Dopo la laurea a Teheran e gli studi al Dams dell’Università degli Studi Roma Tre, ha iniziato il suo percorso con i cortometraggi. "More Than Two Hours" e "The Silence" sono stati presentati in concorso al Festival di Cannes, mentre "The Baby" è arrivato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014. Nel 2017 Asgari ha presentato "Disappearance" nella sezione Orizzonti di Venezia, il suo debutto nel lungometraggio. Sono seguiti "La bambina segreta", presentato alla Berlinale nel 2022, e "Kafka a Teheran", accolto al Festival di Cannes nel 2023 nella sezione Un Certain Regard. Nel 2025 il regista iraniano è tornato alla Mostra con "Divine Comedy", presentato nella sezione Orizzonti. "Un po' di luce" uscirà al cinema in Italia il 1° ottobre. (di Paolo Martini) 
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Chirurgia su misura, al Bambino Gesù di Roma rimosso complesso neuroblastoma a bimba di 1 anno

(Adnkronos) – Un neuroblastoma particolarmente complesso è stato rimosso con successo all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma grazie a un intervento che ha coinvolto chirurghi oncologici, neurochirurghi, neurofisiologi e anestesisti. L'asportazione del tumore è stata completa e la bambina è stata dimessa sei giorni dopo l'intervento – durato 4 ore – e ha già iniziato il percorso riabilitativo "La paziente, una bambina di poco più di un anno – ricostruisce la nota dell'ospedale del Vaticano – presentava una massa tumorale che si era estesa nel canale vertebrale, lo spazio all’interno delle vertebre che ospita il midollo spinale e le radici nervose, arrivando a comprimere uno dei nervi che controllano il movimento della gamba. Per asportare completamente il tumore – si legge – senza comprometterne la funzione, gli specialisti hanno pianificato l’intervento con simulazioni tridimensionali e scelto un accesso chirurgico dalla schiena invece del tradizionale accesso addominale. Durante l’operazione il sistema nervoso è stato monitorato in tempo reale grazie al monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio e a una strategia anestesiologica specificamente calibrata per mantenere attivi i segnali nervosi".   Dopo la biopsia diagnostica e il trattamento chemioterapico previsto dai protocolli, la riduzione della massa tumorale ha consentito di programmare l'intervento. "Il caso è stato quindi discusso collegialmente da oncologi pediatrici, chirurghi oncologici e neurochirurghi per definire la strategia più sicura. Determinante è stata la pianificazione preoperatoria con ricostruzioni tridimensionali e simulazioni virtuali, che hanno permesso di individuare con precisione i rapporti tra tumore, colonna vertebrale, midollo spinale e nervi e di 'provare' virtualmente l'intervento prima di entrare in sala operatoria", prosegue la nota.   "La posizione del tumore ci ha imposto di ripensare completamente l'approccio chirurgico. Le simulazioni tridimensionali ci hanno permesso di studiare in anticipo ogni fase dell'intervento e di scegliere un accesso dalla schiena, insolito per questo tipo di tumore ma il più adatto in questo caso. L'obiettivo era rimuovere completamente la malattia preservando al tempo stesso le strutture nervose più importanti", spiega Giorgio Persano, dell’Unità operativa semplice di Chirurgia oncologica del Bambino Gesù guidata da Alessandro Crocoli e che fa parte dell’Uoc di Chirurgia Generale Pediatrica e d'Urgenza. L'accesso posteriore – si legge – ha consentito di rimuovere in un'unica procedura sia la parte esterna del tumore sia quella che si era estesa all'interno del canale vertebrale.  L'altro elemento chiave dell'intervento è stato il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, un sistema che permette di controllare in tempo reale l'integrità dei nervi durante l'operazione. Il principio ricorda quello dei sensori di prossimità utilizzati nelle automobili durante il parcheggio, ma è molto più sofisticato: consente al neurofisiologo di identificare la struttura nervosa interessata e di verificarne continuamente il corretto funzionamento. Le informazioni raccolte hanno permesso all’équipe di procedere con la massima precisione, proteggendo il nervo a contatto con il tumore.  Anche la strategia anestesiologica è stata studiata su misura per garantire la massima sicurezza e il controllo del dolore senza interferire con la qualità del segnale neurofisiologico. Alcuni farmaci normalmente utilizzati in anestesia possono infatti alterare o addirittura azzerare le risposte registrate durante il monitoraggio. Per questo è stata adottata una tecnica di anestesia totale endovenosa, calibrando con precisione dosaggi e infusioni dei farmaci in modo da mantenere la bambina in condizioni di completa stabilità clinica e al tempo stesso preservare l'affidabilità dei segnali del monitoraggio neurofisiologico per tutta la durata dell’intervento. È un equilibrio che richiede un dialogo costante e in tempo reale con il neurofisiologo in sala, perché ogni variazione della profondità anestesiologica può riflettersi sui tracciati e va quindi calibrata istante per istante.  "Quando un tumore cresce così vicino ai nervi che controllano il movimento di una gamba – afferma Andrea Carai, responsabile dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia del Bambino Gesù – ogni millimetro conta. Il monitoraggio neurofisiologico ci permette di verificare in tempo reale che queste strutture continuino a funzionare mentre il chirurgo lavora. Integrando neurochirurgia, neurofisiologia, anestesia e chirurgia oncologica possiamo affrontare interventi estremamente delicati con un livello di sicurezza più elevato". L'intervento, "ha richiesto il lavoro simultaneo di professionisti appartenenti a diverse specialità. Un'integrazione di competenze che ha consentito di affrontare una procedura riservata a casi altamente selezionati e realizzabile solo in Centri con una consolidata esperienza multidisciplinare", concludono i sanitari.      
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Italia-Gb, Times: Meloni incontra leader opposizione Badenoch e l’avverte: “Non fare accordi con Farage”

(Adnkronos) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Roma la leader dell'opposizione del Regno Unito, Kemi Badenoch e l'ha avvertita la leader dei Conservatori di non fare accordi con Nigel Farage, esortandola a "essere se stessa e a tenere il punto". E' quanto riferisce 'The Times'. La leader Tory, ricorda il quotidiano britannico, è amica di lunga data di Meloni e lunedì mattina ha incontrato la presidente del Consiglio a Roma per un caffè durato un’ora, durante il quale hanno discusso di temi tra cui l’economia, l’immigrazione e la politica in senso più ampio. 
Meloni e Badenoch, sottolinea 'The Times', "stanno entrambe affrontando sfide provenienti da destra. Mentre Badenoch si confronta con Farage e con Reform Uk, Meloni deve fronteggiare in Italia la sfida della destra più radicale rappresentata da Roberto Vannacci. Durante l’incontro, Meloni ha detto a Badenoch che 'devi essere te stessa' e resistere alle pressioni per stringere accordi. Nel fine settimana, Badenoch aveva definito 'mostruoso' un eventuale accordo tra i Conservatori e Reform Uk. Badenoch ha detto di voler prendere esempio dal successo di Meloni nel rilanciare l’economia italiana. Le due hanno discusso della necessità di impedire che le persone facoltose lascino l’Italia e il Regno Unito, perché sono loro a 'creare posti di lavoro e far crescere l’economia'". 
Meloni, nel corso dell'incontro, riferisce il quotidiano britannico, "ha parlato anche del suo costante sostegno all’Ucraina, spiegando che lo fa non soltanto per Kiev, ma anche per l’Italia, a causa della minaccia rappresentata dalla Russia. Ha affermato di essere criticata sia dalla sinistra sia dalla destra per la sua posizione. Meloni e Badenoch hanno inoltre discusso della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Meloni ha sottolineato la necessità di riformare la Convenzione, mentre Badenoch si è impegnata a ritirare il Regno Unito dalla Convenzione qualora vincesse le prossime elezioni. Meloni ha inoltre osservato che l’Inghilterra è abituata ad avere donne al vertice, dalla regina Vittoria a Margaret Thatcher, cosa meno comune in Italia". La premier italiana "ha detto di essere ancora oggi attaccata dagli esponenti della sinistra proprio perché è una donna". Meloni e Badenoch si sono incontrate per la prima volta nel 2023, quando l’attuale leader Tory era ministra per le Imprese, e da allora sono rimaste in contatto.  "Un tempo era l’economia italiana a essere in difficoltà. Oggi il costo del debito italiano è inferiore a quello britannico. I mercati e gli investitori hanno più fiducia nell’Italia di Giorgia Meloni che nella Gran Bretagna governata dal Labour", afferma in un post su Instagram Badenoch. Molti, sottolinea ancora la leader dei Conservatori, "avevano dato per spacciata la presidente del Consiglio Meloni, sostenendo che non sarebbe durata più di sei mesi. Tra 10 giorni guiderà il governo più longevo nella storia della Repubblica italiana. È una donna diretta, pragmatica e senza fronzoli, che sa in cosa crede e difende con fermezza le proprie posizioni. Ha restituito fiducia all’Italia, ha riportato nel Paese chi crea posti di lavoro e ha dimostrato cosa può ottenere un serio governo di centrodestra. Volevo capire come ci sia riuscita, perché dopo il Labour la Gran Bretagna avrà bisogno esattamente di questo tipo di determinazione e i Conservatori sapranno offrirla", spiega Badenoch.  
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Bimba morta a Palermo per difterite: i genitori denunciano i tre ospedali che l’hanno curata

(Adnkronos) – Lo avevano detto e lo hanno fatto. E' arrivata una denuncia querela ai tre ospedali palermitani che hanno avuto in cura la piccola Anna Rosa, la bambina di 4 anni morta per difterite, presentata dai genitori alla procura di Palermo.  Si tratta degli ospedali Cervello,
Civico e Ospedale dei bambini che hanno curato la piccola a partire dal 13 agosto, quando si è presentata la prima volta con i sintomi della patologia prima del peggioramento delle sue condizioni.  I genitori sono indagati dalla stessa procura di Palermo per omicidio colposo. All’indomani della morte della bambina la madre di Anna Rosa aveva accusato i medici che hanno avuto in cura la figlia. "Ci sono carte che parlano, non stupide bocche che pur di fare hype stanno sparando minc… e sentenze. Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite, la causa della morte di mia figlia ancora non si conosce perché ancora nulla è confermato. E' un sospetto", aveva scritto la mamma sui social. Ora la decisione di denunciarli. La notizia arriva il giorno dopo l'Istituto Superiore di Sanità ha confermato che "i campioni dell'Arnas Civico di Palermo sono positivi al Corynebacterium diphteriae", il batterio, che causa la difterite, e al "gene della tossina
respiratoria", che ha causato la morte della piccola Anna Rosa. Dal 17 agosto l'Asp ha attivato i protocolli di sanità pubblica: indagine epidemiologica, tracciamento dei contatti, verifica dello stato vaccinale e misure di profilassi. L'Iss ha anche ribadito che l'immunizzazione contro la difterite, contenuta nel vaccino esavalente obbligatorio, è sicura ed efficace. 
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Scuola tra Ai, metal detector, psicologo gratis e latino alle medie: le novità per il 2026/27

(Adnkronos) –
Dal debutto ufficiale dell’intelligenza artificiale a quello delle nuove indicazioni nazionali, ovvero i programmi, nel primo ciclo di istruzione passando per lo psicologo gratis on-demand, ai controlli con il metal detector nei contesti più a rischio e il consenso informato per le attività di educazione sessuale: queste sono solo alcune delle novità che il mondo della scuola si prepara a veder applicate nei prossimi mesi.  E ancora: divieto dell’uso degli smartphone in ogni ordine e grado, anche per attività didattiche, la stretta sulla condotta alle scuole medie e superiori, dove una insufficienza è più facile da comminare rispetto al passato e fa rima con bocciatura, mentre una sospensione di lunga durata porta gli studenti a svolgere attività di volontariato e non a restarsene a casa. A fare il punto della situazione sulle principali cose da tenere a mente in vista del ritorno sui banchi è il portale Skuola.net, che ha riassunto le novità dell’anno scolastico 2026/2027 in una guida per studenti e famiglie.  L’aggiornamento più atteso e di maggiore impatto didattico per il primo ciclo di istruzione è sicuramente l'entrata in vigore delle Nuove Indicazioni Nazionali (varate con il Decreto Ministeriale 221/2025), che mandano definitivamente in pensione quelle del 2012. In termini pratici, da questi documenti di indirizzo derivano poi programmi di studio e metodologie didattiche che vengono proposte, nell’ambito dell’autonomia scolastica e dei docenti, agli studenti. La loro applicazione sarà graduale: a partire da settembre riguarderà esclusivamente la scuola dell’Infanzia, le classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado (medie), mentre le classi già avviate proseguiranno con i vecchi programmi fino alla fine del ciclo. Ci sarà, tuttavia, la possibilità di anticipare il debutto del LEL – Latino per l’Educazione Linguistica – già in seconda e terza media, in maniera opzionale: non si tratterà solo di iniziare a prendere la mano con le declinazioni, ma di impiegare il latino per comprendere meglio il contesto in cui viviamo e l’eredità che ci ha lasciato in termini di strutture linguistiche e di vocabolario. Nel corso di quest’anno scolastico verranno poi messi a punto i nuovi programmi anche per le scuole superiori, per una attuazione prevista a partire da quello successivo.  Da settembre, l'Intelligenza Artificiale cessa di essere una 'sperimentazione isolata' ed entra stabilmente nel sistema scolastico italiano. Il 2 agosto scorso l'AI Act europeo è diventato pienamente operativo e il 4 agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto legislativo di adeguamento nazionale. Tra le novità più sostanziali, in questo ambito, figura l'obbligo di un Regolamento d'Istituto per ogni scuola, volto a disciplinare l'uso etico e sicuro dell'IA per studenti e personale. Verranno inoltre istituiti dei Comitati Tecnico-Etici Territoriali per guidare la sperimentazione didattica, vigilare sulla tutela della privacy e assicurare che l'uso della tecnologia sia sicuro e verificabile. Allo stesso tempo, lo studio dell'IA e delle sue implicazioni etiche entra ufficialmente nei programmi di Educazione Civica. Per sostenere questa transizione, il ministero dell'Istruzione e del Merito ha stanziato un piano da 200 milioni di euro (di cui 100 milioni destinati alla formazione continua dei docenti), volto a promuovere l'uso pedagogico delle tecnologie digitali e a prevenire rischi di dipendenza da social media e abusi digitali nei minori.  Per rispondere alle crescenti situazioni di fragilità, ansia e disagio vissute dagli studenti in età adolescenziale, il Mim, in stretta collaborazione con il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, con l’anno 2026/27 lancia le attività del servizio 'AscoltaMI'. Finanziato con 18,5 milioni di euro, il progetto si rivolge specificamente agli studenti dell'ultimo anno delle medie e del primo biennio delle superiori. Il funzionamento è interamente digitalizzato: attraverso il portale Unica, i genitori dei ragazzi che ne avranno bisogno possono richiedere un voucher gratuito che dà diritto a un ciclo di cinque incontri di consulenza psicologica, individuale e in videoconferenza. L’educazione affettivo-sessuale a scuola è stata oggetto di una legge ad hoc varata dal Parlamento, con al centro il cosiddetto consenso informato. In buona sostanza, temi fondamentali come l’educazione al rispetto e la conoscenza delle nozioni di base di educazione sessuale, incluse le malattie sessualmente trasmissibili, continuano a far parte dei programmi scolastici curricolari – in maniera congrua all’età degli studenti – e la scuola non dovrà informare preventivamente i genitori sul contenuto delle lezioni. Qualora, però, alle medie o alle superiori si decida di ampliare il raggio d’azione rispetto a quanto contenuto nei programmi, bisognerà informare i genitori (e ottenere l’autorizzazione) condividendo preventivamente il materiale didattico. Anche il coinvolgimento di esperti esterni e associazioni richiederà la deliberazione del collegio dei docenti e l’approvazione del Consiglio di istituto.  L'escalation di violenza a scuola, culminata lo scorso anno con diversi casi di accoltellamento, con esiti anche mortali, ha portato il Ministero dell’Interno e quello dell’Istruzione a varare in sinergia, lo scorso gennaio, una circolare che consente ai dirigenti scolastici di richiedere controlli da parte delle forze dell’ordine, se necessario anche con l’ausilio di metal detector. Una misura, questa, che si aggiunge ai provvedimenti già previsti dal Decreto Sicurezza per limitare la circolazione di armi bianche e improprie tra i minorenni.  Il 2026/2027 segna anche una svolta storica per l'istruzione tecnica e professionale, con l'avvio della riforma ordinamentale che punta a colmare il divario tra scuola e mondo del lavoro. La riforma dei tecnici si applicherà da settembre alle classi prime, per poi estendersi progressivamente negli anni successivi, potenziando le competenze Stem, le attività di laboratorio e le sinergie con le imprese, le università e gli Its Academy. In questo scenario, l'offerta formativa viene riorganizzata attorno a due grandi macro-indirizzi: Economico – Con gli indirizzi Amministrazione, Finanza e Marketing e Turismo, beni ambientali e culturali. Tecnologico-Ambientale – Con specializzazioni come Meccanica, meccatronica ed energia, Trasporti e logistica, Elettronica ed elettrotecnica, Informatica e telecomunicazioni, Grafica e comunicazione, Chimica, materiali e biotecnologie, Sistema moda, Agraria, agroalimentare e agroindustria, e Costruzioni, ambiente e territorio. Inoltre, entra stabilmente a regime il modello della filiera tecnologico-professionale "4+2". Un percorso, questo, che consente di ottenere il diploma di scuola superiore in soli quattro anni anziché cinque, dando accesso diretto sia all'università che al lavoro, oppure offrendo la scelta di frequentare un biennio di specializzazione tecnica superiore presso un Its Academy. La riforma prevede, inoltre, la nascita di campus formativi integrati per mettere in rete scuole, ITS, università e aziende.  Per gli appassionati di numeri e scienza (e non solo), parte in via sperimentale – in 100 scuole secondarie di secondo grado individuate sul territorio nazionale – il Liceo Matematico. Il progetto non costituisce un indirizzo a sé stante, ma si inserisce all'interno di percorsi già esistenti, come il liceo Scientifico e il liceo Classico. La grande novità, in questo ambito, è l'introduzione del Laboratorio Matematico: un'ora o più di insegnamento aggiuntivo finalizzato all'applicazione pratica della matematica e a percorsi interdisciplinari con arte, filosofia e letteratura. Il che comporterà un aumento dell'orario scolastico, quantificabile in due ore settimanali in più per il primo e il secondo anno, e in un'ora settimanale in più per terzo, quarto e quinto anno.  
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È morto Fabio Grossi, addio all’attore e compagno di vita di Leo Gullotta

(Adnkronos) –
E' morto all'età di 68 anni Fabio Grossi, attore, regista e drammaturgo romano. La scomparsa è avvenuta lunedì 24 agosto a Roma. La famiglia ha confermato la notizia dopo che l'annuncio aveva iniziato a circolare sui social. Grossi era il compagno di vita e di palcoscenico di Leo Gullotta, con il quale ha condiviso oltre quattro decenni di vita privata e professionale. I due si erano uniti civilmente nel 2019. Nato a Roma il 29 gennaio 1958, Grossi aveva esordito giovanissimo in teatro. Nel 1977 aveva debuttato ne "L'uomo, la bestia e la virtù" di Luigi Pirandello, diretto da Edmo Fenoglio, regista con il quale sarebbe tornato a lavorare anche l'anno successivo ne "Le pillole di Ercole". Nel 1979 era stato diretto da Luca Ronconi ne "L'uccellino azzurro". Il debutto sul grande schermo era arrivato nel 1981 con "Mia moglie torna a scuola". Negli anni successivi Grossi prese parte a numerosi titoli della commedia italiana, tra cui "I fichissimi" di Carlo Vanzina, "Pierino contro tutti", "W la foca", "I carabbimatti" e "L'onorevole con l'amante sotto il letto", lavorando con registi come Mariano Laurenti, Nando Cicero, Giorgio Capitani, Giuliano Carnimeo e Marino Girolami. Nel 1988 aveva recitato in "Scugnizzi2 di Nanni Loy, avviando anche un percorso nel cinema più impegnato. Tra i suoi lavori figurano "Vajont", "Fatti della banda della Magliana" e "L'amico di famiglia" di Paolo Sorrentino. Nel 2014 aveva partecipato a "Più buio di mezzanotte" di Sebastiano Riso, presentato al Festival di Cannes nella sezione Semaine de la Critique. Grossi aveva inoltre prestato la voce al personaggio di Carluccio, genero di Lino Banfi, nel film "Occhio malocchio, prezzemolo e finocchio". Parallelamente al cinema, Grossi aveva sviluppato una lunga attività televisiva. Negli anni Ottanta ha lavorato in programmi come "Black Out", "Signori si parte", "Happy Circus", "Che fai… ridi?!", "Sotto le stelle", "Crazy Boat" e "Candid Camera Show", collaborando, tra gli altri, con Nanni Loy e Renzo Arbore. Era poi apparso in diverse fiction e produzioni televisive, tra cui "Le ragazze di Piazza di Spagna", "La dottoressa Giò", "Commesse 2", "La tassista" e "Un ciclone in famiglia". Nel 2005 aveva preso parte anche alla produzione spagnola "I Borgia", nel ruolo del cardinale Riario. A partire dai primi anni Duemila aveva progressivamente concentrato la propria attività sulla regia e sulla drammaturgia teatrale. Nel 2000 aveva scritto e diretto al Piccolo Eliseo di Roma "Figlio di madre vedova", rilettura della vicenda di Edipo e Giocasta. Tra i suoi lavori figurano inoltre "Ecce Homo", "Lapilli – Suoni e voci dall'isola", "Prima della guerra" e "Gadda 70 anni dopo in Abruzzo". Una parte significativa della carriera di Grossi è stata legata al rapporto artistico con Leo Gullotta. Per lui e con lui aveva firmato diversi spettacoli, tra cui "L'uomo, la bestia e la virtù", "Il piacere dell'onestà", "Minnazza", "Le allegre comari di Windsor" e "Sogno di una notte di mezza estate". Nel 2010 aveva diretto "Le allegre comari di Windsor", con Gullotta nel ruolo di Falstaff, mentre nel 2012, prodotto con il Teatro Stabile di Catania, aveva curato la regia di "Sogno di una notte di mezza estate". Nella stagione 2013-2014 aveva portato al Teatro Eliseo "Prima del silenzio" di Giuseppe Patroni Griffi e "L'enigma dell'amore", dedicato alla figura di Karl Heinrich Ulrichs. Grossi e Gullotta erano legati sentimentalmente dal 1980. Dopo più di quarant'anni insieme, avevano scelto di formalizzare la loro unione nel 2019. (di Paolo Martini) 
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A Venezia è in vendita un’isola privata con un fortino di epoca napoleonica

(Adnkronos) – Un’intera isola privata nel cuore più riservato della Laguna di Venezia, con vedute su Burano e Torcello, è sul mercato con Lionard Luxury Real Estate. È l’Isola di Crevan: 5.700 metri quadrati di natura e silenzio con un fortino di epoca napoleonica di 215 metri quadrati trasformato in residenza, un canale interno e due approdi privati. A pochi chilometri dalla Serenissima, offre il privilegio di possedere non soltanto una dimora, ma un intero frammento di laguna. Il prezzo stimato, secondo quanto risulta all'Adnkronos, è intorno ai 5,5 milioni di euro. L’isola appare come un grande giardino sospeso sull’acqua, con vegetazione ad alto fusto, essenze ornamentali, prati e alberi da frutto. Sentieri immersi nel verde conducono alla dimora e agli approdi, rendendo l’arrivo in barca parte integrante dell’esperienza del luogo. A soli 7 chilometri da Venezia, Crevan è facilmente raggiungibile via acqua e via aerea, ma sufficientemente distante da offrire silenzio, autonomia e una dimensione privata difficilmente replicabile in un altro contesto internazionale. Durante il dominio napoleonico, Crevan fu inserita nel sistema difensivo realizzato per proteggere la laguna veneziana. Al 1806 risale la costruzione del ridotto militare, successivamente ampliato e rafforzato durante la dominazione austriaca. Nel 1866, insieme al resto del Veneto, l’isola passò al Regno d’Italia, mantenendo la propria funzione fino al periodo successivo alla Prima guerra mondiale. Divenuta in seguito proprietà privata, fu convertita a uso residenziale. A partire dal 1996, un accurato intervento di recupero ha restituito nuova vita al complesso, integrando i comfort contemporanei nel rispetto dell’antica architettura militare e del paesaggio lagunare. Anche il nome conserva una memoria legata alla cultura del luogo. Crevan prende il nome dall’omonimo canale che la costeggia; secondo una tradizione orale tramandata sull’isola, il toponimo sarebbe a sua volta legato a un frate francescano che contribuì alla ricostruzione del vicino convento di San Francesco del Deserto. Il fortino, restaurato nel rispetto dell’impianto originario, si sviluppa su 215 metri quadrati e comprende quattro ambienti principali e due bagni. Acqua corrente, elettricità, riscaldamento e climatizzazione consentono di vivere l’isola in ogni stagione, una dotazione distintiva per una proprietà di questa natura. Gli interni offrono libertà di reinterpretazione. La disciplina urbanistica di Crevan consente inoltre di accorpare le volumetrie accessorie esistenti, compreso l’alloggio del custode, ampliando il potenziale residenziale e aprendo alla creazione di una dimora più ampia e contemporanea. Dai giardini lo sguardo raggiunge le isole di Burano e Torcello, nel cuore più intimo della Laguna Nord. Proprio Torcello, a pochi minuti di navigazione, ospita la storica Locanda Cipriani, riaperta nel giugno 2026 dopo un importante intervento di restauro e da decenni legata alla cultura e all'ospitalità veneziana. «Nel real estate ultra-prime, un’isola privata rappresenta una delle forme più assolute di proprietà: il suo confine non è un muro, ma l’orizzonte», dichiara Dimitri Corti, fondatore e amministratore delegato di Lionard Luxury Real Estate. «Crevan offre il privilegio di sottrarsi al mondo senza allontanarsi dall’immaginario universale di Venezia. Non si acquistano soltanto una residenza e un terreno, ma spazio, riservatezza e un intero paesaggio da custodire». 
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Juventus, Yildiz si opera? Tutte le piste per sostituirlo

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Kenan Yildiz si opera? L'infortunio dell'attaccante turco mette in ansia la Juventus, che può tornare sul mercato per regalare a Spalletti non nuovo esterno offensivo, visto che il problema al piede accusato da Yildiz a Frosinone, nella partita valida per la prima giornata di Serie A e vinta dai bianconeri 1-0, potrebbe tenerlo fuori per diversi mesi. Il giocatore già nella giornata di ieri si è sottoposto ad accertamenti al piede sinistro con esito preoccupante: Yildiz rischia un lungo stop. Secondo quanto emerso dal JMedical infatti, il calciatore turco potrebbe essere costretto a restare fuori dal campo per diversi mesi, con i tempi di recupero che si dovrebbero stimare in 2-3 mesi. Il club sta valutando il percorso migliore per il suo recupero, non escludendo l'opzione operazione per provare ad accelerare il rientro. Intanto si riapre il fronte mercato, con la dirigenza bianconera che potrebbe decidere di tornare a fare acquisti nel reparto offensivo, dopo aver accolto Kolo Muani e Alajbegovic, per ovviare al ko di Yildiz: un nome sul taccuino è quello di Mateta del Crystal Palace, più centravanti che esterno con Spalletti che, in caso di sbarco a Torino, potrebbe cambiare modulo. Un'altra opzione può essere il rilancio di Nico Gonzalez, tornato dal prestito all'Atletico Madrid e finora considerato in uscita.  
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Brignone, nuovo intervento: “La gamba migliora, ma sugli sci ho ancora dolore”

(Adnkronos) – "La mia gamba continua a migliorare, ma purtroppo a fare alcune attività e sugli sci ho ancora dolore. Per questo, con il team medico, abbiamo deciso di intervenire chirurgicamente". Così Federica Brignone ha annunciato, sui social, un nuovo intervento chirurgico alla gamba sinistra dopo il grave infortunio rimediato l'anno scorso. "L'obiettivo principale – ha spiegato la bicampionessa olimpica, oro in supergigante e in slalom gigante a Milano Cortina 2026 – sarà rimuovere la placca e fare una pulizia della zona, con la possibilità di intervenire anche sul menisco. Quest'ultima decisione verrà presa direttamente durante l'operazione di questo pomeriggio. Per ora è tutto. Vi terrò aggiornati". La fuoriclasse azzurra si era infortunata nell’aprile 2025, durante la seconda manche del gigante dei Campionati italiani, riportando una frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone, oltre alla lesione del legamento crociato anteriore e del comparto capsulo-legamentoso mediale della gamba sinistra. A luglio dello stesso anno Brignone era stata sottoposta a un secondo intervento, necessario per verificare le condizioni dell’articolazione a quasi quattro mesi dalla prima operazione. Un lungo percorso di recupero che non le ha comunque impedito di tornare protagonista ai massimi livelli. A febbraio, ecco quindi il ritorno in pista per il grande obiettivo delle Olimpiadi di Milano Cortina, chiuse con due ori scintillanti. Proprio dopo quelle due straordinarie vittorie, Brignone aveva chiarito che sarebbe tornata a gareggiare in Coppa del Mondo solo in caso di assenza di dolore sugli sci.  
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