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Tesla, problemi per Musk: tre milioni di auto ‘richiamate’ in Cina

(Adnkronos) –
Problemi per la Tesla… in Cina. L'azienda di Elon Musk deve fare i conti un inaspettato numero di 'richiami' da parte del governo cinese a causa delle sue maniglie minimaliste. I design minimalisti tipici delle auto elettriche si stanno scontrando infatti con problemi di sicurezza che hanno portato la Cina a 'etichettare' circa 4 milioni di veicoli. Le maniglie sono considerate difficili da individuare, e quindi da aprire. Un problema che non riguarda soltanto Tesla, ma anche le case automobilistiche cinesi XPeng, Xiaomi e Geely. I veicoli richiamati presenteranno un'etichetta all'interno della portiera e riceveranno un aggiornamento software che permetteranno di abbassare automaticamente i finestrini dell'auto in caso di incidente. A far partire l'iniziativa del governo cinese due incidenti mortali che hanno riguardato due auto elettriche targate Xiaomi, causati da guasti all'impianto elettrico, che avrebbero impedito l'apertura delle portiere. Con un comunicato ufficiale, Tesla ha già fatto sapere di aver richiamato alcuni veicoli dei modelli 3, Y, S e X proprio a causa delle maniglie "difficili da identificare e azionare perché il loro colore è simile a quello delle finiture interne". "In situazioni estreme, come una grave collisione che provoca il guasto del sistema a bassa tensione del veicolo, ciò potrebbe impedire agli occupanti di aprire rapidamente le portiere per mettersi in salvo e ostacolare le operazioni di soccorso da parte di chi si trova all'esterno del veicolo, rappresentando un pericolo per la sicurezza", si legge nel documento. Non è chiaro, in ogni caso, se le contromisure applicate dalle aziende riguarderanno soltanto la produzione di veicoli in Cina o anche nel resto del mondo. Secondo Tu Le, fondatore della società di consulenza Sino Auto Insights, contattato dalla Bbc, l'utilizzo di maniglie a scomparsa ha avuto un'impennata dopo che i marchi cinesi si sono affrettati a copiare l'aspetto elegante della berlina Tesla Model S a partire dal 2014. Secondo lui però l'utilizzo di etichette di avvertimento e un aggiornamento del software rappresentano più un "palliativo" che una soluzione duratura al problema. Lo scorso febbraio le autorità cinesi avevano annunciato il divieto delle maniglie a scomparsa per le portiere delle automobili. Secondo le nuove norme, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2027, le auto potranno essere vendute in Cina solo se dotate di un sistema di apertura meccanica sia all'interno che all'esterno delle portiere. Il 'problema' è stato posto anche negli Stati Uniti. Le maniglie delle portiere delle Tesla sono state oggetto di un'indagine da parte delle autorità di sicurezza statunitensi, in seguito a segnalazioni di malfunzionamenti improvvisi che avrebbero lasciato i bambini intrappolati all'interno delle auto. Nel mese di luglio, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha proposto quindi la creazione di un nuovo standard di sicurezza formale per tutte le case automobilistiche.  
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Cure mediche non urgenti, da oggi nel Lazio attivo H24 il numero 116117

(Adnkronos) – Da oggi il Numero europeo armonizzato 116117 sarà attivo su tutto il territorio del Lazio. Con il completamento della copertura nelle Province di Viterbo, Frosinone e Latina si conclude l’estensione del servizio avviata nei mesi scorsi a Roma e Rieti, portando l’intera regione ad avere un unico punto di accesso, gratuito e attivo H24 per sette giorni su sette, per le prestazioni sanitarie a bassa intensità e priorità di cura. Il servizio, rivolto a cittadini residenti, non residenti e turisti, è gestito da operatori sanitari dell'Ares 118; offre assistenza multilingue ed è organizzato su 3 livelli di risposta (infermieristica, medica e psicologica) a seconda delle esigenze. È pensato per le situazioni in cui il cittadino ha bisogno di un consiglio medico o di un orientamento verso la struttura più adatta, senza ricorrere al pronto soccorso. Il 116117 non sostituisce i numeri di emergenza 112 e 118, che restano il riferimento per le urgenze: se durante la chiamata emerge una condizione di emergenza, la conversazione viene trasferita automaticamente al 118. Chiamando il 116117 sarà possibile ricevere informazioni sui servizi sanitari regionali, ottenere consigli sanitari per situazioni non urgenti e, negli orari in cui il servizio è attivo, entrare in contatto con la Continuità Assistenziale, l’ex guardia medica. È opportuno chiamare il 116117, ad esempio, in caso di: febbre, malesseri o sintomi che richiedono un consiglio medico fuori dall’orario di apertura degli studi dei medici di famiglia, nelle ore notturne, nei fine settimana e nei giorni festivi; dubbi sull’assunzione di farmaci o sulla gestione di una terapia in corso; richiesta di informazioni sui servizi sanitari territoriali attivi e su come accedervi; necessità di assistenza medica per turisti e persone non residenti nella zona in cui si trovano; situazioni in cui non è chiaro se rivolgersi al medico di famiglia, alla guardia medica o al pronto soccorso. Il servizio garantisce la geolocalizzazione del chiamante e prevede supporto dedicato per le persone con difficoltà di ascolto. Un sistema di risposta articolato su più livelli: gli operatori sanitari potranno fornire una prima assistenza infermieristica e, quando necessario, attivare il secondo livello di risposta medica per un approfondimento del caso e per orientare il cittadino verso il servizio sanitario più appropriato. Il 116117 potrà inoltre fornire indicazioni sulle modalità di accesso ai servizi sanitari, tra cui Servizio Sanitario Nazionale, Tessera sanitaria, Fascicolo Sanitario Elettronico, esenzioni dal ticket, scelta e revoca del medico di medicina generale o del pediatra, prescrizioni di farmaci e ausili e vaccinazioni. Particolare attenzione sarà dedicata anche alle persone non residenti nel Lazio e ai turisti, che potranno ricevere informazioni sull'assistenza sanitaria durante un soggiorno temporaneo nella regione e sulla guardia medica turistica.  "Con l’attivazione del numero 116117 anche nelle province di Latina, Frosinone e Viterbo, completiamo un percorso importante e mettiamo a disposizione di tutto il Lazio un unico punto di accesso, semplice, gratuito e attivo 24 ore su 24, per i bisogni sanitari non urgenti. È un servizio che avvicina concretamente la sanità ai cittadini, perché consente di ricevere un primo orientamento, un consiglio sanitario e, quando necessario, di essere indirizzati verso la risposta più appropriata, evitando accessi impropri ai Pronto soccorso e contribuendo, così, a riservare l’emergenza-urgenza a chi ne ha davvero bisogno. L'116117 rappresenta anche un tassello fondamentale della sanità territoriale che stiamo costruendo nel Lazio: una rete capace di prendere in carico le persone, di accompagnarle e di offrire risposte accessibili anche nelle ore notturne, nei fine settimana e nei giorni festivi. Penso, in particolare, agli anziani, a chi vive lontano dai grandi centri, ma anche ai turisti e a chi si trova temporaneamente nella nostra regione. Voglio ringraziare Ares 118, gli operatori sanitari e tutti i professionisti che renderanno possibile questo servizio, ogni giorno. Il nostro obiettivo è chiaro: fare in modo che il cittadino sappia sempre a chi rivolgersi e possa trovare la risposta giusta, nel luogo giusto e nel momento giusto. È questa la sanità di prossimità che continueremo a costruire nel Lazio», dichiara il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca 
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Rientro a scuola, 5 buoni propositi per sopravvivere al ritorno in classe a settembre

(Adnkronos) – Settembre segna il ritorno tra i banchi e, puntuale come la prima campanella, si rinnova il rito dei buoni propositi. Dallo studio quotidiano alla lotta contro i ritardi, le promesse di inizio anno abbondano, cariche di entusiasmo. Eppure, l'esperienza insegna che l'impatto con la routine e i ritmi serrati trasforma presto queste ambizioni in lettere
morte. Per evitare di arrivare a giugno con l'affanno, più che l'utopia della perfezione servono pragmatismo, costanza e un metodo strutturato. Skuola.net ha elaborato una guida pratica, con 5 propositi essenziali per affrontare il nuovo anno scolastico e i trucchi quotidiani per trasformare le promesse di settembre in risultati concreti. 
L'organizzazione è l'unico antidoto al caos: se volete che il vostro impegno sui libri porti a risultati concreti, la motivazione da sola non basta, serve un'infrastruttura solida. Non basta studiare tanto, bisogna farlo in modo strategico. Il primo passo è centralizzare la pianificazione, no a foglietti volanti ma un unico strumento, che sia una classica agenda cartacea o un'applicazione digitale, per avere sempre una visuale chiara del mese. Per rendere l'organizzazione davvero efficace, si possono provare queste tecniche, come il metodo del "Timeboxing": non limitarsi a segnare le date di verifiche e interrogazioni. Bloccare in anticipo degli slot di tempo specifici sul vostro calendario da dedicare esclusivamente allo studio di quella materia, esattamente come se fosse un allenamento sportivo. La regola del 20%: quando si pianificano le ore di studio pomeridiano, sarebbe bene lasciare sempre un 20% di tempo vuoto per gli imprevisti. Un mal di testa o un argomento più ostico del previsto non devono far crollare l'intera settimana. La revisione domenicale: dedicare 15 minuti ogni domenica sera per mappare il carico di lavoro dei giorni successivi. Sapere con esattezza cosa vi aspetta al lunedì dimezza l'ansia da rientro. Smettere di procrastinare (ora, non domani): tra i propositi più ardui da mantenere c’è sicuramente quello di smettere di rimandare. Quante volte si dice “lo faccio nel weekend”? La procrastinazione si nutre della paura di fallire o della noia verso compiti che sembrano montagne insormontabili. La strategia vincente, in questo caso, non è affidarsi alla pura forza di volontà, ma abbassare la barriera d'ingresso. Per passare all'azione senza stress c'è la regola dei 2 minuti: se un'incombenza scolastica richiede meno di due minuti per essere completata (riordinare gli appunti del giorno, sistemare lo zaino, stampare una ricerca), fatela immediatamente. Non merita di occupare spazio mentale nella vostra to-do list. Il 'Micro-tasking': trasformare 'Studiare Storia' (un macigno) in azioni minuscole e iper-specifiche: 'Leggere le prime due pagine del capitolo' o 'Sottolineare le date chiave'. Più l'azione è piccola, meno il cervello opporrà resistenza per iniziarla. Ingoia il rospo: affrontare il compito più difficile, o la materia che detestate di più, per primi. Una volta tolto di mezzo il rospo quando le energie mentali sono ancora al massimo, il resto del pomeriggio vi sembrerà una passeggiata in discesa.  Prendere appunti in modo intelligente (non da amanuensi): un altro proposito condiviso a settembre è quello di avere quaderni perfetti. Eppure, già a ottobre, gli appunti si trasformano spesso in geroglifici incomprensibili. Il problema di fondo è che molti studenti credono di dover agire da stenografi, trascrivendo ogni singola parola pronunciata dall'insegnante. Questo approccio passivo esaurisce le energie, non aiuta la memorizzazione e distrae dalla vera comprensione del discorso. Prendere appunti in modo efficace vuol dire invece ascoltare, filtrare e rielaborare in tempo reale. Qualche trucco: dividere idealmente la pagina in due sezioni, una più ampia per le nozioni centrali e una colonna laterale stretta per le parole chiave o per le domande; sviluppare un codice visivo personale: utilizzate frecce per i rapporti di causa-effetto, acronimi per le parole ricorrenti e limitate l'uso degli evidenziatori. In questo modo, il momento del ripasso pomeridiano partirà da una base solida e già parzialmente assimilata. 
Ritardi cronici, come riprendere il controllo della sveglia: arrivare puntuali a scuola è una sfida che per molti rasenta l'impossibile. Tra il sonno arretrato e la difficoltà fisiologica a carburare al mattino, la tentazione di infilarsi in classe a lezione già iniziata è sempre forte. Tuttavia, le entrate in ritardo irritano i docenti e costringono a iniziare la giornata rincorrendo il ritmo della classe. Il segreto per disinnescare questo circolo vizioso non sta nel puntare tre sveglie diverse, ma nel preparare il terreno in anticipo, lavorando su due fronti: il riposo serale, limitare quindi l'esposizione alla luce blu degli schermi prima di chiudere gli occhi garantisce un sonno più profondo; l'attrito mattutino, preparare lo zaino e i vestiti la sera prima regala minuti preziosi per uscire di casa senza ansia. Un risveglio meno frenetico si traduce quasi sempre in una giornata scolastica più lucida. Il budget delle assenze e l'arte del recupero immediato: ogni settembre ci si autoconvince che le assenze rasenteranno lo zero. La realtà, però, è che malanni di stagione o semplici crolli di stanchezza ci porteranno fatalmente a saltare qualche giorno. Il problema non è l'assenza in sé, ma l'effetto domino che genera: perdere le spiegazioni di una materia ostica può compromettere l'intero quadrimestre se non si interviene tempestivamente. Per evitare brutte sorprese, serve trattare le assenze come un vero e proprio budget limitato da amministrare con parsimonia. Tenere traccia personale dei giorni saltati vi aiuterà a non superare la soglia di guardia, ma la vera regola d'oro riguarda il momento del rientro: vietato tornare in classe impreparati. Bisogna stabilire un patto di mutuo soccorso con un compagno per farvi mandare subito gli appunti: recuperare i concetti persi lo stesso pomeriggio vi eviterà voragini insormontabili a ridosso delle verifiche. 
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Venezia 83, Orlando Bloom riceverà il Filming Italy Venice Award

(Adnkronos) – Tra gli attori più amati e riconoscibili del panorama cinematografico internazionale, Orlando Bloom riceverà il Filming Italy International Award nell’ambito della VIII edizione del Filming Italy Venice Award, ideato e diretto da Tiziana Rocca. In programma domenica 6 settembre al Lido di Venezia, il premio viene conferito a personalità che, con il loro talento e il loro percorso artistico, hanno contribuito in modo significativo alla crescita e alla diffusione del cinema e dell’audiovisivo a livello internazionale.  Tiziana Rocca, direttore generale e artistico del Premio, ha dichiarato: «È per noi un grande onore accogliere Orlando Bloom alla nuova edizione del Filming Italy Venice Award. È un interprete di straordinario carisma, capace di conquistare il pubblico di tutto il mondo con eleganza, talento e versatilità. Nel corso della sua carriera ha dato vita a personaggi iconici entrati nell’immaginario collettivo, contribuendo al successo di alcune delle saghe cinematografiche più amate di sempre. Siamo orgogliosi di celebrarne il percorso artistico e il costante impegno nel promuovere il valore del cinema internazionale».  Orlando Bloom ha raggiunto la notorietà internazionale grazie alla sua partecipazione a due delle più grandi saghe cinematografiche di tutti i tempi: Il Signore degli Anelli e Pirati dei Caraibi. Recentemente è apparso in The Cut – Sfida estrema, film che lo vede protagonista e che ha prodotto attraverso la sua società di produzione Amazing Owl, e ha ricevuto recensioni entusiastiche per la sua interpretazione nella commedia d’azione Deep Cover – Attori sotto copertura. La sua prossima apparizione sarà in Bucking Fastard di Werner Herzog, che sarà presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno.  
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Milo Infante debutta su Rete 4 con ‘Ore 11’: “Inizio con spirito di una scommessa importante”

(Adnkronos) –
Milo Infante, dopo oltre vent’anni in Rai, debutta su Rete 4 con 'Ore 11'. La prima puntata si è aperta con un approfondimento sul femminicidio di Tania Terrin: "Una donna che non siamo stati in grado di salvare, nonostante il suo assassino sia stato più volte denunciato da altre donne per violenza", ha detto il conduttore.  In scaletta anche la storia della dodicenne che è riuscita a sottrarsi agli abusi del compagno della madre facendo il segnale antiviolenza, oltre a un aggiornamento sul caso Garlasco. Spazio poi all’arresto del rapper Tony Boy, fermato dopo la perquisizione della sua abitazione, dove gli agenti hanno trovato cocaina, marijuana e hashish, una pistola con matricola abrasa e una cinquantina di munizioni. 
Infante sarà in onda con 'Ore 11' ogni mattina alle 10:50 circa su Rete 4 e con 'Verità Nascoste – Il Diario' alle 16:45 su Canale 5 per due settimane, fino al 4 settembre: una fascia che farà da lancio a 'Verità Nascoste', il nuovo programma di approfondimento dedicato alla cronaca, in partenza il primo settembre in prime time ogni martedì su Rete 4. Un debutto che, ha spiegato in un'intervista rilasciata all’Adnkronos alla vigilia dell'avvio della trasmissione, parte "con lo spirito di una scommessa importante". Sarà "un lavoro lungo, che si svilupperà negli anni, non nei giorni o nelle settimane". La mattina è "una sperimentazione", mentre la prima serata è "il programma su cui contiamo di investire tanto, nel senso di lavoro, di concentrazione, di obiettivo. Perché il martedì è un giorno molto complicato per l’informazione". 
Sul suo arrivo a Mediaset, Infante ha sottolineato di aver trovato un ambiente dove "al centro c'è il prodotto": "Se hai un'esigenza, c’è una squadra che lavora per il prodotto, cosa che ultimamente ho faticato a trovare in Rai. Non c’è tutta la burocrazia che c’è lì: la Rai oggi è divisa in comparti che spesso non si parlano, e l’esigenza della produzione a volte non trova riscontro in una pronta reazione". Quanto alla libertà nel fare informazione, ha detto: "La libertà che c’è a Mediaset è nota. Più che di libertà parlerei di coraggio di sperimentare. Sono entrato in un grande gruppo che ha il coraggio di esserci, perché è un’informazione che non si spegne mai, presente d’estate, d’inverno, a Natale, a Capodanno. È una macchina organizzativa impressionante, e lo dico venendo dalla Rai. Il fatto di restare accesi con tutti i programmi anche ad agosto è uno sforzo produttivo imponente". Infine, non teme l’effetto "volto Rai": "Se dovesse andare male la prima serata, il problema è mio. Non credo nel fatto di dire: eri troppo Rai, quindi a Mediaset non funzioni. Il fallimento sarebbe mio: avrò sbagliato temi, ospiti, argomenti, narrazione". 
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A Latina tornano i Pediatric Simulation Games, oltre 300 specializzandi in sfida per gestione dell’emergenza

(Adnkronos) – Sulla scia del successo delle precedenti edizioni, tornano anche quest’anno a Latina, dal 2 al 5 settembre, i Pediatric Simulation Games, “la più importante competizione internazionale per la gestione delle emergenze pediatriche aperta agli specializzandi in pediatria, con l’obiettivo di acquisire e consolidare conoscenze e competenze aggiornate nella medicina d'emergenza pediatrica attraverso una competizione sana e formativa, di alto profilo tecnico e scientifico”, riporta una nota. La rassegna, ideata da Riccardo Lubrano, direttore della Pediatria e neonatologia dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e professore all’Università Sapienza di Roma, quest’anno, nell’ottava edizione, ospiterà 41 squadre in gara e oltre 300 partecipanti, provenienti dagli Atenei di tutta Italia e dalle Università di Francia, Portogallo, Spagna e Ungheria. Lo spirito dei Giochi, organizzati con il supporto della Asl di Latina, è riassunto nel motto ‘Learn to Play, Play to Learn’ (Impara per giocare, gioca per imparare), si legge nella nota. Prima della manifestazione, tutte le squadre seguono un programma di preparazione intensivo. Durante la kermesse, l'apprendimento prosegue attraverso una competizione amichevole ad alto livello tecnico, basata su complessi scenari clinici e debriefing formativi strutturati. Il ventaglio delle oltre 30 emergenze in cui operare e ‘sfidarsi’ comprende: l’arresto cardiaco, l’insufficienza respiratoria, la polmonite, l’ostruzione delle alte vie aeree, lo shock settico, il trauma cranico e le malattie rare in pronto soccorso.  Come nelle scorse edizioni, “l'evento vede la partecipazione attiva di autorevoli giudici e formatori tra i più eminenti esperti in medicina d'emergenza pediatrica, che guidano i partecipanti verso i comportamenti clinici più efficaci. In giuria quest’anno ci saranno medici provenienti da alcuni dei più importanti ospedali pediatrici al mondo, come il Boston Children's Hospital, lo Stollery Children's Hospital di Edmonton, lo Stanford University e il Children Hospital of Philadelphia”. Teatro delle ‘Olimpiadi della Pediatria d’emergenza’ sarà l’Istituto di istruzione superiore San Benedetto-Einaudi-Mattei di Latina. 
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Kanter provoca in Wnba: “Sono donna, voglio giocare”. E viene cacciato

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Enes Kanter Freedon cacciato da una partita di Wnba. L'ex cestista Nba è stato scortato fuori dalla Wintrust Arena durante la partita del massimo campionato di basket femminile americano tra Chicago Sky e Indiana Fever. Il motivo? Una maglietta che ha fatto infuriare la giocatrice delle Sky, Natasha Cloud. Kanter si è infatti presentato allo stadio con una maglia nera con scritta: "WOMAN noun. adult human female", una citazione presa direttamente dal vocabolario per indicare il significato della parola 'donna'. La provocazione dell'ex giocatore Nba nasce dal fatto che la lega Wnba, da regolamento, permette sia sufficiente dichiararsi donna per giocare nel campionato femminile. Dopo la partita, ecco il post pubblicato sui social: "È l'intervallo e devo andare in bagno… Le regole sono regole", ha scritto Kanter posando davanti al bagno delle donne. Non è la prima volta che Kanter si espone sul tema. Nelle scorse settimane infatti, sfruttando proprio il regolamento Wnba, l'ex cestista aveva annunciato la sua intenzione di iscriversi al Draft Wnba 2027, sostenendo di sentirsi donna. Una provocazione, ovviamente, in piena regola.  
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Rothko a Firenze chiude con un record, oltre 300.000 visitatori a Palazzo Strozzi

(Adnkronos) – Si chiude con un record di pubblico la mostra “Rothko a Firenze”: nei 162 giorni di apertura, l’esposizione dedicata al maestro americano ha portato 301.730 visitatori a Palazzo Strozzi, diventando la più visitata nella storia ventennale della Fondazione. A questi si aggiungono i 96.665 ingressi al Museo di San Marco e i 32.140 alla Biblioteca Medicea Laurenziana, le due sedi che hanno completato il progetto espositivo, per un totale complessivo di oltre 430 mila visitatori nelle tre sedi. Un successo che, secondo la Fondazione Palazzo Strozzi, ha avuto anche un forte impatto sull’attrattività turistica della città: circa 200 mila visitatori, il 60% del pubblico, sono arrivati da fuori dell’area metropolitana fiorentina. La mostra (aperta dal 14 marzo al 23 agosto), curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, ha costruito un percorso pensato appositamente per Firenze, mettendo in dialogo le opere di Mark Rothko (1903-1970), con alcuni dei luoghi più significativi della città. Un progetto reso possibile da prestiti di eccezionale rilievo, arrivati da importanti musei internazionali e collezioni private, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra e la National Gallery of Art di Washington. Il successo non è stato soltanto numerico. Fin dalle prime settimane, “Rothko a Firenze” ha ottenuto l’attenzione della stampa internazionale, dal New York Times al Wall Street Journal, dal Financial Times a El País, fino a Le Figaro e Apollo Magazine. Al centro dei giudizi, la qualità delle opere, l’importanza dei prestiti e soprattutto la scelta di mettere in relazione la pittura di Rothko con la storia e gli spazi di Firenze.  Particolarmente significativo il risultato delle due sedi satellite. Al Museo di San Marco, l’incontro tra Rothko e gli affreschi di Beato Angelico ha proseguito la linea di dialogo tra antico e contemporaneo già sperimentata dalla Fondazione con la precedente mostra dedicata all’Angelico. La Biblioteca Medicea Laurenziana ha invece accolto le opere dell’artista nel Vestibolo progettato da Michelangelo, in una collaborazione definita dalla direzione della biblioteca un’esperienza di grande successo. «Rothko a Firenze ha rappresentato un progetto di eccezionale importanza per Palazzo Strozzi e per la città, capace di offrire al pubblico un incontro profondo e inedito con uno dei più grandi protagonisti dell’arte del Novecento – dichiara Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi» – «La straordinaria partecipazione dei visitatori e l’attenzione della stampa nazionale e internazionale confermano la qualità di un’esposizione costruita attraverso prestiti eccezionali e un percorso pensato per creare un dialogo intenso tra l’opera di Rothko, gli spazi di Palazzo Strozzi e la storia artistica di Firenze. Questo risultato rafforza la nostra missione: realizzare mostre ambiziose e accessibili, capaci di unire ricerca e partecipazione, consolidando il ruolo di Palazzo Strozzi come centro culturale di riferimento a livello internazionale». «Siamo felici di aver dato vita insieme a Palazzo Strozzi a un confronto irripetibile al Museo di San Marco tra due artisti lontani nel tempo ma sorprendentemente vicini nella capacità di affidare alla pittura una dimensione di meditazione, spiritualità e introspezione» sottolinea Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura. «L’esperienza straordinaria dell’incontro tra gli affreschi dell’Angelico e la pittura di Rothko si è trasformata in una suggestione unica per il pubblico confermando il valore della collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi, che si è consolidata nel tempo e che continua a dimostrare quanto sia fecondo costruire progetti capaci di mettere in relazione l’antico e il contemporaneo, valorizzando il patrimonio storico e artistico e la sua capacità di parlare al pubblico di oggi».  «Talvolta la valorizzazione e la rilettura di uno spazio così iconico come il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana di Michelangelo hanno bisogno di percorrere strade audaci e coraggiose» dichiara Francesca Gallori, direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana (Ministero della Cultura) «e l’accostamento di questo spazio con le opere di Rothko lo è stato, permettendo al pubblico di vedere in parallelo l’ispirazione e la sua resa artistica. Per la biblioteca è stata la prima collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi: lo straordinario successo di pubblico e di critica conferma la giustezza della scelta». Ma a raccontare il successo della mostra sono anche i numeri della comunicazione digitale. I contenuti pubblicati sui canali social della Fondazione hanno raggiunto oltre 6,1 milioni di persone, generando più di 470 mila interazioni. Nello stesso periodo il sito di Palazzo Strozzi ha superato i 538 mila utenti, per oltre 1,9 milioni di pagine visualizzate. Archiviato Rothko, Palazzo Strozzi è già pronto a cambiare completamente registro. Il prossimo appuntamento è con “Broken. Il potere del frammento”, in programma dal 25 settembre al 24 gennaio 2027. La mostra, organizzata insieme alla National Gallery of Art di Washington, porterà nelle sale fiorentine oltre 80 opere provenienti da importanti musei internazionali, attraversando epoche e culture diverse, dall’antico Egitto alla Grecia classica, dalla Cambogia al Messico fino all’arte contemporanea. Il filo conduttore sarà il frammento, inteso non soltanto come ciò che resta di un’opera distrutta o danneggiata, ma come una forma autonoma capace di raccontare guerre, rivoluzioni, catastrofi, iconoclastie e trasformazioni culturali. Nel percorso compariranno opere di Giovanni Pisano, Michelangelo, Antonio Canova e Auguste Rodin, accanto a lavori di Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo. Per il Cortile rinascimentale è prevista inoltre una nuova installazione dell’artista olandese Mark Manders.  La programmazione di Palazzo Strozzi guarda già anche al 2027. Dal 20 marzo al 18 luglio arriverà “California Dreaming”, mostra dedicata alla California e ai suoi molteplici immaginari, dal mito del successo alla cultura popolare, dalle nuove tecnologie ai grandi paesaggi urbani e naturali. Tra gli artisti coinvolti David Hockney, James Turrell, Judy Chicago, John Baldessari, Ed Ruscha e Catherine Opie, insieme a protagonisti della scena contemporanea come Sadie Barnette, Alex Israel, Patrick Martinez, Lauren Halsey e Refik Anadol. A settembre 2027 sarà invece la volta di “Basquiat. In Italian”, dedicata a Jean-Michel Basquiat e al suo rapporto con la storia e la cultura italiana. Oltre 60 opere saranno riunite a Palazzo Strozzi per una rilettura dell'artista attraverso i riferimenti alla Roma antica, al Rinascimento, a Leonardo, all’antico Egitto e a Galileo Galilei. (di Paolo Martini) 
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Ordine medici Roma: “12 ore di attesa in Ps non siano la normalità”

(Adnkronos) – L’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri "esprime forte preoccupazione per i tempi di presa in carico, cura e assistenza che emergono dal nuovo 'Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero' approvato dalla Regione Lazio". Così in una nota il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi. "Il Piano – spiega Magi – contiene indicazioni organizzative importanti e correttamente riconosce che il sovraffollamento non è un problema esclusivo del Pronto soccorso, ma riguarda, come in passato, l’intero ospedale e il rapporto tra ospedale e territorio. Tuttavia, gli stessi obiettivi temporali indicati nel documento descrivono una situazione che non può lasciarci tranquilli". Il documento – riporta la nota Omceo – "prevede una permanenza media fino a 480 minuti dalla visita alla dimissione o alla decisione di ricovero, fino a 720 minuti per il ricovero in Terapia intensiva e Psichiatria e una permanenza media che, per il ricovero, può arrivare a 1.000 minuti. Inoltre, soltanto dopo il superamento delle 12 ore dall’accesso è prevista la presa in carico del paziente da parte del personale dell’unità operativa di destinazione". "Parliamo di persone malate, spesso anziane – osserva Magi – fragili e con più patologie, molte di queste croniche o multi toniche e che possono rimanere per molte ore in ambienti sovraffollati, in attesa di un posto letto. Il tempo trascorso in Pronto soccorso non è un semplice dato organizzativo: è tempo di cura e di assistenza e può incidere sulla sicurezza, sulla dignità e sugli esiti clinici del paziente. Bisogna potenziare urgentemente la medicina specialistica territoriale per ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorsi".  I dati riportati nel Piano – dettaglia la nota – "confermano la dimensione del problema: nel 2025 i Pronto soccorso del Lazio hanno registrato oltre 1,8 milioni di accessi; quasi 260 mila hanno determinato un ricovero e oltre 61 mila un trasferimento presso un’altra struttura. Quasi la metà dei ricoveri ordinari per acuti riguarda persone con almeno 65 anni". "Accogliamo positivamente l'obiettivo di superare il cosiddetto boarding", cioè la permanenza dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di un posto letto, "e di coinvolgere maggiormente tutti i reparti ospedalieri. Ma nessun modello organizzativo – avverte Magi – può funzionare senza un numero adeguato di professionisti, sia in ospedale sia sul territorio, a partire da medici specialisti e infermieri. Servono inoltre posti letto realmente disponibili, diagnosi tempestive, trasporti efficienti e servizi territoriali in grado di garantire un’assistenza continua e accompagnare in sicurezza i pazienti al momento della dimissione. Non è possibile affrontare il problema affidandosi soltanto alla medicina generale o aumentando le ore di lavoro in ospedale".   L’Omceo Roma chiede pertanto – riferisce la nota – che l’attuazione del Piano "sia accompagnata da risorse professionali e strutturali ospedaliere e territoriali adeguate, da indicatori pubblici e verificabili e da un monitoraggio costante dei tempi effettivi di visita, diagnosi, ricovero, trasferimento e dimissione in ogni struttura". "Non basta trasferire formalmente la responsabilità del paziente dopo 12 ore. Bisogna fare in modo che nessun cittadino debba attendere così a lungo prima di ricevere il livello di cura e assistenza di cui ha bisogno. Occorre intervenire sulle carenze strutturali e di personale, tutelando contemporaneamente i pazienti e i professionisti, che non possono continuare a sostenere da soli il peso delle inefficienze organizzative. Il Piano rappresenta un punto di partenza, ma ora servono prima di tutto confronto con gli operatori dell’ospedale e del territorio, tempi certi, risorse e risultati concreti" conclude Magi. 
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È morto Alessandro Filippi, direttore generale di Ama. Il ricordo di Gualtieri: “Competenza e passione”

(Adnkronos) – "Ho appreso con profondo dolore della scomparsa di Alessandro Filippi. Roma perde un grande manager, che con competenza, passione e straordinaria dedizione ha guidato Ama in anni decisivi, contribuendo in modo fondamentale al cambiamento e al rilancio dell’azienda". Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri esprime il suo dolore per la morte del direttore generale di Ama.  "Alessandro ha lavorato senza mai risparmiarsi, con un impegno e un attaccamento al servizio pubblico che non sono mai venuti meno, fino agli ultimi mesi. In questi anni ho avuto modo di apprezzarne, oltre alle grandi qualità professionali, la serietà, la generosità e il forte senso di responsabilità con cui ha affrontato ogni sfida. La sua scomparsa rappresenta una perdita dolorosa per Roma e – sottolinea – per tutti noi. Alla sua famiglia rivolgo il mio abbraccio più affettuoso e il cordoglio di tutta la città, insieme a una particolare vicinanza a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Ama che hanno condiviso con lui questi anni di intenso lavoro”. 
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