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Kanter provoca in Wnba: “Sono donna, voglio giocare”. E viene cacciato

(Adnkronos) –
Enes Kanter Freedon cacciato da una partita di Wnba. L'ex cestista Nba è stato scortato fuori dalla Wintrust Arena durante la partita del massimo campionato di basket femminile americano tra Chicago Sky e Indiana Fever. Il motivo? Una maglietta che ha fatto infuriare la giocatrice delle Sky, Natasha Cloud. Kanter si è infatti presentato allo stadio con una maglia nera con scritta: "WOMAN noun. adult human female", una citazione presa direttamente dal vocabolario per indicare il significato della parola 'donna'. La provocazione dell'ex giocatore Nba nasce dal fatto che la lega Wnba, da regolamento, permette sia sufficiente dichiararsi donna per giocare nel campionato femminile. Dopo la partita, ecco il post pubblicato sui social: "È l'intervallo e devo andare in bagno… Le regole sono regole", ha scritto Kanter posando davanti al bagno delle donne. Non è la prima volta che Kanter si espone sul tema. Nelle scorse settimane infatti, sfruttando proprio il regolamento Wnba, l'ex cestista aveva annunciato la sua intenzione di iscriversi al Draft Wnba 2027, sostenendo di sentirsi donna. Una provocazione, ovviamente, in piena regola.  
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Rothko a Firenze chiude con un record, oltre 300.000 visitatori a Palazzo Strozzi

(Adnkronos) – Si chiude con un record di pubblico la mostra “Rothko a Firenze”: nei 162 giorni di apertura, l’esposizione dedicata al maestro americano ha portato 301.730 visitatori a Palazzo Strozzi, diventando la più visitata nella storia ventennale della Fondazione. A questi si aggiungono i 96.665 ingressi al Museo di San Marco e i 32.140 alla Biblioteca Medicea Laurenziana, le due sedi che hanno completato il progetto espositivo, per un totale complessivo di oltre 430 mila visitatori nelle tre sedi. Un successo che, secondo la Fondazione Palazzo Strozzi, ha avuto anche un forte impatto sull’attrattività turistica della città: circa 200 mila visitatori, il 60% del pubblico, sono arrivati da fuori dell’area metropolitana fiorentina. La mostra (aperta dal 14 marzo al 23 agosto), curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, ha costruito un percorso pensato appositamente per Firenze, mettendo in dialogo le opere di Mark Rothko (1903-1970), con alcuni dei luoghi più significativi della città. Un progetto reso possibile da prestiti di eccezionale rilievo, arrivati da importanti musei internazionali e collezioni private, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra e la National Gallery of Art di Washington. Il successo non è stato soltanto numerico. Fin dalle prime settimane, “Rothko a Firenze” ha ottenuto l’attenzione della stampa internazionale, dal New York Times al Wall Street Journal, dal Financial Times a El País, fino a Le Figaro e Apollo Magazine. Al centro dei giudizi, la qualità delle opere, l’importanza dei prestiti e soprattutto la scelta di mettere in relazione la pittura di Rothko con la storia e gli spazi di Firenze.  Particolarmente significativo il risultato delle due sedi satellite. Al Museo di San Marco, l’incontro tra Rothko e gli affreschi di Beato Angelico ha proseguito la linea di dialogo tra antico e contemporaneo già sperimentata dalla Fondazione con la precedente mostra dedicata all’Angelico. La Biblioteca Medicea Laurenziana ha invece accolto le opere dell’artista nel Vestibolo progettato da Michelangelo, in una collaborazione definita dalla direzione della biblioteca un’esperienza di grande successo. «Rothko a Firenze ha rappresentato un progetto di eccezionale importanza per Palazzo Strozzi e per la città, capace di offrire al pubblico un incontro profondo e inedito con uno dei più grandi protagonisti dell’arte del Novecento – dichiara Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi» – «La straordinaria partecipazione dei visitatori e l’attenzione della stampa nazionale e internazionale confermano la qualità di un’esposizione costruita attraverso prestiti eccezionali e un percorso pensato per creare un dialogo intenso tra l’opera di Rothko, gli spazi di Palazzo Strozzi e la storia artistica di Firenze. Questo risultato rafforza la nostra missione: realizzare mostre ambiziose e accessibili, capaci di unire ricerca e partecipazione, consolidando il ruolo di Palazzo Strozzi come centro culturale di riferimento a livello internazionale». «Siamo felici di aver dato vita insieme a Palazzo Strozzi a un confronto irripetibile al Museo di San Marco tra due artisti lontani nel tempo ma sorprendentemente vicini nella capacità di affidare alla pittura una dimensione di meditazione, spiritualità e introspezione» sottolinea Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura. «L’esperienza straordinaria dell’incontro tra gli affreschi dell’Angelico e la pittura di Rothko si è trasformata in una suggestione unica per il pubblico confermando il valore della collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi, che si è consolidata nel tempo e che continua a dimostrare quanto sia fecondo costruire progetti capaci di mettere in relazione l’antico e il contemporaneo, valorizzando il patrimonio storico e artistico e la sua capacità di parlare al pubblico di oggi».  «Talvolta la valorizzazione e la rilettura di uno spazio così iconico come il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana di Michelangelo hanno bisogno di percorrere strade audaci e coraggiose» dichiara Francesca Gallori, direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana (Ministero della Cultura) «e l’accostamento di questo spazio con le opere di Rothko lo è stato, permettendo al pubblico di vedere in parallelo l’ispirazione e la sua resa artistica. Per la biblioteca è stata la prima collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi: lo straordinario successo di pubblico e di critica conferma la giustezza della scelta». Ma a raccontare il successo della mostra sono anche i numeri della comunicazione digitale. I contenuti pubblicati sui canali social della Fondazione hanno raggiunto oltre 6,1 milioni di persone, generando più di 470 mila interazioni. Nello stesso periodo il sito di Palazzo Strozzi ha superato i 538 mila utenti, per oltre 1,9 milioni di pagine visualizzate. Archiviato Rothko, Palazzo Strozzi è già pronto a cambiare completamente registro. Il prossimo appuntamento è con “Broken. Il potere del frammento”, in programma dal 25 settembre al 24 gennaio 2027. La mostra, organizzata insieme alla National Gallery of Art di Washington, porterà nelle sale fiorentine oltre 80 opere provenienti da importanti musei internazionali, attraversando epoche e culture diverse, dall’antico Egitto alla Grecia classica, dalla Cambogia al Messico fino all’arte contemporanea. Il filo conduttore sarà il frammento, inteso non soltanto come ciò che resta di un’opera distrutta o danneggiata, ma come una forma autonoma capace di raccontare guerre, rivoluzioni, catastrofi, iconoclastie e trasformazioni culturali. Nel percorso compariranno opere di Giovanni Pisano, Michelangelo, Antonio Canova e Auguste Rodin, accanto a lavori di Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo. Per il Cortile rinascimentale è prevista inoltre una nuova installazione dell’artista olandese Mark Manders.  La programmazione di Palazzo Strozzi guarda già anche al 2027. Dal 20 marzo al 18 luglio arriverà “California Dreaming”, mostra dedicata alla California e ai suoi molteplici immaginari, dal mito del successo alla cultura popolare, dalle nuove tecnologie ai grandi paesaggi urbani e naturali. Tra gli artisti coinvolti David Hockney, James Turrell, Judy Chicago, John Baldessari, Ed Ruscha e Catherine Opie, insieme a protagonisti della scena contemporanea come Sadie Barnette, Alex Israel, Patrick Martinez, Lauren Halsey e Refik Anadol. A settembre 2027 sarà invece la volta di “Basquiat. In Italian”, dedicata a Jean-Michel Basquiat e al suo rapporto con la storia e la cultura italiana. Oltre 60 opere saranno riunite a Palazzo Strozzi per una rilettura dell'artista attraverso i riferimenti alla Roma antica, al Rinascimento, a Leonardo, all’antico Egitto e a Galileo Galilei. (di Paolo Martini) 
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Ordine medici Roma: “12 ore di attesa in Ps non siano la normalità”

(Adnkronos) – L’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri "esprime forte preoccupazione per i tempi di presa in carico, cura e assistenza che emergono dal nuovo 'Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero' approvato dalla Regione Lazio". Così in una nota il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi. "Il Piano – spiega Magi – contiene indicazioni organizzative importanti e correttamente riconosce che il sovraffollamento non è un problema esclusivo del Pronto soccorso, ma riguarda, come in passato, l’intero ospedale e il rapporto tra ospedale e territorio. Tuttavia, gli stessi obiettivi temporali indicati nel documento descrivono una situazione che non può lasciarci tranquilli". Il documento – riporta la nota Omceo – "prevede una permanenza media fino a 480 minuti dalla visita alla dimissione o alla decisione di ricovero, fino a 720 minuti per il ricovero in Terapia intensiva e Psichiatria e una permanenza media che, per il ricovero, può arrivare a 1.000 minuti. Inoltre, soltanto dopo il superamento delle 12 ore dall’accesso è prevista la presa in carico del paziente da parte del personale dell’unità operativa di destinazione". "Parliamo di persone malate, spesso anziane – osserva Magi – fragili e con più patologie, molte di queste croniche o multi toniche e che possono rimanere per molte ore in ambienti sovraffollati, in attesa di un posto letto. Il tempo trascorso in Pronto soccorso non è un semplice dato organizzativo: è tempo di cura e di assistenza e può incidere sulla sicurezza, sulla dignità e sugli esiti clinici del paziente. Bisogna potenziare urgentemente la medicina specialistica territoriale per ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorsi".  I dati riportati nel Piano – dettaglia la nota – "confermano la dimensione del problema: nel 2025 i Pronto soccorso del Lazio hanno registrato oltre 1,8 milioni di accessi; quasi 260 mila hanno determinato un ricovero e oltre 61 mila un trasferimento presso un’altra struttura. Quasi la metà dei ricoveri ordinari per acuti riguarda persone con almeno 65 anni". "Accogliamo positivamente l'obiettivo di superare il cosiddetto boarding", cioè la permanenza dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di un posto letto, "e di coinvolgere maggiormente tutti i reparti ospedalieri. Ma nessun modello organizzativo – avverte Magi – può funzionare senza un numero adeguato di professionisti, sia in ospedale sia sul territorio, a partire da medici specialisti e infermieri. Servono inoltre posti letto realmente disponibili, diagnosi tempestive, trasporti efficienti e servizi territoriali in grado di garantire un’assistenza continua e accompagnare in sicurezza i pazienti al momento della dimissione. Non è possibile affrontare il problema affidandosi soltanto alla medicina generale o aumentando le ore di lavoro in ospedale".   L’Omceo Roma chiede pertanto – riferisce la nota – che l’attuazione del Piano "sia accompagnata da risorse professionali e strutturali ospedaliere e territoriali adeguate, da indicatori pubblici e verificabili e da un monitoraggio costante dei tempi effettivi di visita, diagnosi, ricovero, trasferimento e dimissione in ogni struttura". "Non basta trasferire formalmente la responsabilità del paziente dopo 12 ore. Bisogna fare in modo che nessun cittadino debba attendere così a lungo prima di ricevere il livello di cura e assistenza di cui ha bisogno. Occorre intervenire sulle carenze strutturali e di personale, tutelando contemporaneamente i pazienti e i professionisti, che non possono continuare a sostenere da soli il peso delle inefficienze organizzative. Il Piano rappresenta un punto di partenza, ma ora servono prima di tutto confronto con gli operatori dell’ospedale e del territorio, tempi certi, risorse e risultati concreti" conclude Magi. 
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È morto Alessandro Filippi, direttore generale di Ama. Il ricordo di Gualtieri: “Competenza e passione”

(Adnkronos) – "Ho appreso con profondo dolore della scomparsa di Alessandro Filippi. Roma perde un grande manager, che con competenza, passione e straordinaria dedizione ha guidato Ama in anni decisivi, contribuendo in modo fondamentale al cambiamento e al rilancio dell’azienda". Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri esprime il suo dolore per la morte del direttore generale di Ama.  "Alessandro ha lavorato senza mai risparmiarsi, con un impegno e un attaccamento al servizio pubblico che non sono mai venuti meno, fino agli ultimi mesi. In questi anni ho avuto modo di apprezzarne, oltre alle grandi qualità professionali, la serietà, la generosità e il forte senso di responsabilità con cui ha affrontato ogni sfida. La sua scomparsa rappresenta una perdita dolorosa per Roma e – sottolinea – per tutti noi. Alla sua famiglia rivolgo il mio abbraccio più affettuoso e il cordoglio di tutta la città, insieme a una particolare vicinanza a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Ama che hanno condiviso con lui questi anni di intenso lavoro”. 
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Caro carburanti, Marsiglia (FederPetroli): “Tassa su extraprofitti è mediatica, come Don Chisciotte contro i mulini a vento”

(Adnkronos) – "I Paesi volenterosi che hanno proposto la tassa sugli extraprofitti, tra cui l'Italia, stanno lottando contro i mulini a vento, come faceva Don Chisciotte". A dirlo è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che in un'intervista ad Adnkronos spiega "come quella sugli extraprofitti può tranquillamente essere chiamata tassa mediatica: quando c'è un aumento dei carburanti serve solo per consentire alle forze politiche di far vedere che si colpiscono i petrolieri, ma poi alla fine, nell'immediato, non fa niente. Dicono 'togliamo ai ricchi per dare ai poveri' ma non sanno quello di cui stanno parlando".  
Presidente, ci sono altri stati tentativi nel passato.
 "Si chiamava Robin Hood Tax, introdotta nel 2008 dal ministro Tremonti, che è stata poi dichiarata incostituzionale: non esiste un extraprofitto, stiamo acquistando a prezzi più alti e stiamo vendendo a prezzi più alti. Non solo. Quando qualche mese fa è stata introdotta questo tipo di tassazione, molte compagnie e le aziende dell'indotto hanno fatto ricorsi al Tar e li hanno pure vinti".  
Può spiegare quale è il problema di una tassa sugli extraprofitti?
 "Semplicemente in economia aziendale non esiste il concetto di extraprofitto: esistono utili, fatturato, il rendimento più alto. Peraltro quest'ultimo non c'è in questo momento, basta prendere i bilanci delle compagnie petrolifere. Si tratta poi di una tassa molto complessa e che non risolve assolutamente il problema per i consumatori".  
Cioè?
 "In primo luogo si tratta di un processo molto lungo: ci vogliono sia un decreto che l'analisi dei bilanci, non si non va ad influire subito sul risparmio del consumatore: invece oggi ci vuole qualcosa che influisca a distanza di ore. Con l'andare del tempo poi questi soldi potranno essere di nuovo spalmati sul consumatore. Infine, andare a incidere sulla gran parte delle capitalizzazioni di borsa comporta un prelievo di fatto sul premio ai risparmiatori che hanno investito sul titolo delle compagnie petrolifere. In breve, danno per i risparmiatori e nessun vantaggio per i consumatori".  
A proposito di consumatori, qualcuno chiede un sussidio per far fronte al rincaro dei carburanti. Che ne pensa?
 "In questo momento tutti chiedono i sussidi, ma bisogna fare qualcosa che sia omogeneo, non andare sulle semplici categorie. Se si interviene sulle singole categorie, quello che viene dato oggi viene preso da una parte e messo da un'altra: rischiamo di fare il gioco delle tre carte, ma alla fine qualcuno deve farne le spese e poi ovviamente l'indotto si blocca. Non solo. Quando si parla di sussidi per clienti vulnerabili, anche i criteri sono articolati ma poco lineari. Oggi abbiamo non solamente una categoria con poco reddito che ha bisogno di aiuto, abbiamo anche chi ha tanto reddito che ha bisogno di aiuto, cioè tutti in proporzione subiscono un caro gasolio, quindi bisogna intervenire in modo più strutturato".  
Che fare?
 "Palazzo Chigi ha tutti i dati, tutti gli strumenti e tutte le osservazioni necessarie per poter intervenire, anche attraverso le compagnie energetiche di Stato, e riuscire a farsi carico di alcuni costi, almeno momentaneamente, per portare un valore aggiunto al consumatore. Se non lo fanno, vuol dire che non c'è la volontà politica di farlo. Quindi, andare a incasinarsi tra accise sì e accise no, 17 centesimi, 14 o 25, non risolve il problema. Anzi, sono misure completamente ininfluenti. Devono intervenire in maniera molto più massiccia, conoscendo la politica energetica e mettendo in campo strumenti realmente efficaci".  
Senta presidente, che ne pensa del ribasso del costo del petrolio?
 "No, questi ribassi sono solamente momentanei: non bisogna abbandonarsi a facili entusiasmi perché riflettono una stabilità delle decisioni tra Usa ed Iran. Noi vediamo queste poche oscillazioni quando comunque c'è uno stallo, cioè si continua a dire che il Golfo è chiuso. C'è anche un'altra componente fondamentale, vale a dire che il mercato gioca su una speculazione di borsa, quindi per fare ovviamente quello che è il margine di guadagno comunque ci deve essere una flessione.  
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Auto contromano in autostrada si schianta contro volante della poliza: 7 morti, tra cui due agenti, in Inghilterra

(Adnkronos) – Un maxi incidente stradale ha causato la morte di 7 persone, tra cui 5 giovanissimi, di età compresa tra 16 e 23 anni, e due agenti di polizia. E' successo nei pressi di Middlesbrough, nel nord-est dell’Inghilterra, sabato scorso intorno alle 3.39 ma le vittime sono state identificate solo nelle scorse ore. Stando a quanto ricostruito finora, l'incidente è avvenuto dopo che la polizia di Cleveland ha ricevuto informazioni riguardanti numerosi episodi collegati a una Volkswagen Passat, ha dichiarato l'Independent Office for Police Conduct (IOPC) che ha aperto una indagine indipendente su quanto successo, che pare utilizzasse targhe clonate. La polizia, con un gruppo di tre volanti – una volta identificato il veicolo – ha cominciato un inseguimento, durato 7 minuti prima che la vettura si immettesse sulla A66 a South Bank, contromano. A questo punto, l'inseguimento è stato interrotto dagli agenti, che hanno continuato a viaggiare sulla corsia corretta. Appena 10 secondi dopo, però, la Passat si è scontrata con la volante su cui viaggiavano gli agenti Tom Clough, 38 anni, e Matthew Blades, 37 anni, che non erano coinvolti nell'inseguimento, ma che si trovavano nella zona per collaborare alle ricerche. Sono morti sul colpo.  Sono stati inoltre identificati i cinque giovani deceduti che occupavano la Volkswagen Passat che viaggiava contromano: Cole Robert Worthy, 17 anni, Theo Rae, 17 anni, Makai Saddington, 18 anni, e Michael Robert Cahill e Jacob Matusiak, entrambi di 23 anni.  Sotto choc le famiglie dei due agenti. La moglie di Blades ha reso omaggio al suo "amato marito, il mio migliore amico e il padre più devoto". In una dichiarazione rilasciata tramite la polizia di Cleveland, ha affermato che il dolore per la perdita è "indescrivibile", ma che i loro figli cresceranno sapendo sempre che "padre incredibile fosse: ha dato la vita facendo il suo dovere, proteggendo e servendo gli altri con coraggio, dedizione e altruismo."  
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Kyrgios, l’ex tennista lo difende in lacrime: “Io ti perdono”

(Adnkronos) –
José Luis Clerc difende Nick Kyrgios. Il tennista australiano è stato trovato positivo alla cocaina durante un controllo antidoping all'Atp di Maiorca, venendo immediatamente sospeso dall'Itia e scatenenando le critiche da parte di chi non ha dimenticato la vera e propria crociata intrapresa contro Jannik Sinner allo scoppio del caso Clostebol. Dopo i tanti attacchi ricevuti, da Halep fino a Roddick, Kyrgios può però contare, a sorpresa, sulla solidarietà mostrata da Clerc, ex tennista argentino: "Nick, voglio dirti che ti voglio abbracciare, che voglio stare con te in questo momento così difficile della tua vita. È stata una cosa durissima quella che hai fatto, ma ti stai assumendo la responsabilità, stai affrontando il mondo intero", ha detto 'Batata' a Espn Tennis, lanciando una frecciata ai tifosi di Jannik Sinner, che hanno 'goduto' del caso. "So cosa stai passando perché anch'io ho avuto problemi quando ho smesso di giocare…", ha detto l'ex tennista argentino, che ha trattenuto a fatica le lacrime, "la voce mi si sta già incrinando. L'unica cosa che voglio dirti è che ti voglio abbracciare, caro Nick". "Dai che la vita è bella. Esci da tutto questo, stai con i tuoi cari, con la gente che ti ama", ha continuato, "io ti perdono. Ti mando un grande bacio e un grande abbraccio, come tennista e come padre di famiglia".  
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Cambiano le ordinazioni e le pizze arrivano in ritardo, titolare preso a schiaffi a Correggio

(Adnkronos) –
A scatenare la rabbia sarebbe stato il ritardo con cui è arrivata la pizza. Con l'accusa di lesioni personali i carabinieri hanno denunciato a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, un 48enne che, durante una festa all'interno di un ristorante, avrebbe aggredito il titolare, colpendolo con uno schiaffo al volto e provocandogli lesioni con una prognosi di 20 giorni.  Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nei mesi scorsi – ma la notizia è stata resa nota solo oggi – nel locale si trovava una numerosa comitiva giunta per festeggiare una ricorrenza privata dopo aver prenotato con alcune settimane di anticipo un menu concordato a base di pizza al metro. All'arrivo in sala, però, una parte dei clienti ha chiesto di modificare i gusti delle pizze rispetto a quanto pattuito in precedenza. Nonostante la sala fosse al completo e la cucina stesse gestendo una mole elevata di ordinazioni, il personale si è adoperato per venire incontro alle esigenze del gruppo, servendo anche una pizza d'attesa per limitare il disagio.  Dal tavolo, però, hanno iniziato a sollevarsi proteste e lamentele per i tempi di attesa. Nel momento in cui le pizze modificate sono state finalmente servite, è nato un alterco verbale: i clienti hanno contestato al titolare un atteggiamento arrogante, mentre il ristoratore ha cercato di far comprendere la complessità della gestione del servizio a fronte di variazioni dell'ultimo minuto.  A quel punto uno dei commensali ha rivolto minacce fisiche all'uomo, che dopo essersi avvicinato per stemperare gli animi è stato colpito con violenza al volto con uno schiaffo, finendo a terra. Immediatamente soccorso dai sanitari del 118, è stato condotto al pronto soccorso dell'ospedale di Reggio Emilia, dove gli sono state riscontrate varie contusioni con una prima prognosi di 7 giorni.  Successivamente, a seguito di una visita specialistica ortopedica effettuata nei giorni successivi, i medici hanno disposto un prolungamento della prognosi, portando i giorni complessivi di guarigione a 20. Per l'aggressore è scattata la denuncia per lesioni personali. 
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Alcaraz ritorna in campo con… Serena Williams: ecco quando gioca in doppio

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Quando gioca Carlos Alcaraz agli Us Open? Cresce l'attesa per vedere in campo il tennista spagnolo, al rientro dopo l'infortunio al polso rimediato a Barcellona, che lo ha costretto a quattro mesi di stop, saltando il Roland Garros e Wimbledon. Alcaraz, che a New York non potrà incrociare Jannik Sinner, fermato da un problema fisico al ginocchio per cui già aveva saltato il Masters 1000 di Cincinnati, partirà però con il torneo di doppio misto, che giocherà in coppia con Serena Williams. Un vero e proprio dream team quello formato dall'ex numero 1, oggi scivolato al terzo posto del ranking Atp, e dalla Regina, ritornata in campo dopo il ritiro lo scorso luglio. Il primo match della coppia è in programma martedì 25 agosto, alle 20 ora italiana, quando a New York saranno le 14. Ancora non si conoscono i nomi degli avversari al primo turno del tabellone del torneo di doppio misto, ma l'attesa è tanta per vedere in campo insieme Alcaraz e Williams.  
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Truffa della bottiglietta nella ruota: come funziona il trucco dei ladri e come difendersi

(Adnkronos) – Il furto dell'auto o degli oggetti alll'interno grazie a una semplice bottiglia di plastica vuota. È la cosiddetta 'truffa della bottiglietta', una tecnica tornata recentemente al centro dell’attenzione dopo nuove segnalazioni diffuse online. La dinamica è semplice: una bottiglia vuota viene incastrata tra lo pneumatico e il passaruota, generalmente in una posizione poco visibile dal posto di guida. Quando l’automobilista parte, la ruota comprime la plastica e genera un rumore improvviso. Il conducente, pensando a un possibile problema meccanico, potrebbe fermarsi e scendere dalla vettura. Ed è proprio questo il momento che i ladri cercano di sfruttare. È importante, però, evitare allarmismi: la presenza di una bottiglia vicino a una ruota non significa automaticamente che sia in corso un tentativo di furto. Le segnalazioni sulla tecnica circolano da anni e non tutte sono accompagnate da una verifica indipendente del singolo episodio. La prudenza, quindi, è la risposta più utile. Il metodo sfrutta soprattutto la distrazione e la reazione istintiva dell'automobilista. La bottiglia viene sistemata mentre l'auto è parcheggiata, spesso sul lato passeggero e, secondo le segnalazioni più recenti, in particolare in corrispondenza di una ruota posteriore. Questa posizione rende l'oggetto difficile da vedere per chi raggiunge la vettura dal lato del conducente. 
Il meccanismo può essere riassunto in quattro passaggi: – il ladro individua un'auto parcheggiata e attende che il proprietario si allontani. – la bottiglietta viene incastrata tra pneumatico e passaruota, in un punto poco visibile. – il conducente sale in macchina e parte senza accorgersi dell'oggetto. – la ruota schiaccia la plastica, producendo un rumore anomalo che può sembrare quello di una gomma danneggiata o di un guasto. A quel punto l'automobilista potrebbe fermarsi e scendere per controllare. 
Il punto di forza del trucco non è la bottiglia in sé, ma la distrazione che provoca. Chi sente improvvisamente un rumore provenire da una ruota tende naturalmente a pensare che qualcosa non funzioni. La reazione più spontanea è fermarsi e controllare. Se il conducente lascia la portiera aperta, le chiavi nell'auto o il motore acceso, però, crea una situazione favorevole a un eventuale malintenzionato. Il rischio può riguardare innanzitutto borse, zaini, smartphone e altri oggetti lasciati nell'abitacolo, ma nei casi più gravi l'obiettivo può essere direttamente la vettura. Alcune ricostruzioni della tecnica descrivono infatti il possibile intervento di un complice che approfitta dei pochi secondi di distrazione per salire sull'auto e allontanarsi. Le segnalazioni riguardano soprattutto luoghi in cui le persone parcheggiano, fanno acquisti e si muovono rapidamente: supermercati, centri commerciali, parcheggi molto grandi, ospedali e aree di sosta. Sono ambienti particolarmente favorevoli a questo tipo di raggiro perché il proprietario dell'auto può essere distratto da borse, spesa, bagagli o dalla fretta di ripartire. Il trucco, inoltre, non richiede strumenti particolari e punta proprio sull'effetto sorpresa: l'automobilista non deve riconoscere una persona sospetta o un tentativo evidente di effrazione. La bottiglia è soltanto un possibile strumento di distrazione. Il principio alla base di molti furti nei parcheggi è sempre lo stesso: indurre l'automobilista ad abbassare la guardia per pochi secondi. Controllare l'auto prima di partire, non lasciare oggetti di valore in vista e, soprattutto, non abbandonare mai una vettura con motore acceso e chiavi a bordo sono accorgimenti semplici che riducono le opportunità per i ladri. 
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