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Tragedia in Sierra Nevada, morto alpinista Jake Whisenant: nel 2024 la sua scalata record su El Capitan

(Adnkronos) –
Jake Whisenant, alpinista californiano di 30 anni noto per aver battuto diversi record nel suo sport, è deceduto la scorsa settimana in seguito a una caduta nella zona della Sierra Nevada. Lo riporta il Guardian. Originario di Mammoth Lakes, in California, Whisenant è morto nella zona selvaggia di Sequoia e Kings Canyon lo scorso 3 agosto, come spiegato dall’ufficio del medico legale della contea di Tulare e dal National Park Service (Nps). L’Nps ha dichiarato anche che il personale è intervenuto in seguito a un “incidente legato all’arrampicata” avvenuto in quell'area il giorno precedente. Le operazioni di soccorso sono durate diverse ore, fino al ritrovamento del corpo di Whisenant da parte dei ranger.  Tra i successi di Whisenant c'è la scalata del 2024 su El Capitan, in cui ha percorso un itinerario di 2.000 piedi in due ore, 55 minuti e 32 secondi insieme al suo compagno di avventure Brant Hysell. Martedì, la sua fidanzata ha ricordato di aver "ricevuto quella telefonata che nessuno vorrebbe mai ricevere riguardo all’amore della sua vita. Jake era caduto, perdendo la vita, in una prima ascensione nel Sequoia Kings Canyon. Mentre il crepuscolo lasciava il posto alla notte, sono stata costretta a dirgli addio".
 Su Instagram è arrivato anche il ricordo dell'amica Bailee Moore: "La nostra famiglia è devastata da questa notizia, ma trova conforto nel fatto che Jake sia morto facendo ciò che amava nella splendida Sierra Nevada". Moore ha poi lanciato una raccolta fondi su GoFundMe a favore di Whisenant, con l’obiettivo di "ricordi significativi nei luoghi che amava". Sulla pagina di GoFundMe si legge: "Jake Whisenant ha vissuto la vita con un raro senso di determinazione. La sua passione per l’arrampicata era solo un piccolo assaggio del tipo di persona che era. Sarà sempre ricordato per il suo incrollabile rispetto per la natura, per gli altri e per ogni momento che gli è stato concesso". 
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Baudo, Conti ricorda il grande conduttore: “Lui è la tv, indimenticabili i suoi abbracci paterni”

(Adnkronos) – "Pippo Baudo è la tv". A parlare all'Adnkronos è Carlo Conti che ricorda il grande conduttore a un anno dalla sua scomparsa, avvenuta il 16 agosto 2025 all'età di 89 anni. Nel primo anniversario della sua morte, il conduttore toscano dice: "È stato un protagonista assoluto della storia della televisione italiana, è stato un maestro ed un punto di riferimento per quella generazione di conduttori televisivi (oggi sessantenni) di cui faccio parte".  Un legame, quello tra i due, che andava oltre il rapporto professionale e che Conti ricorda con profondo affetto. "Tanti sono i ricordi personali che mi legano a Baudo – confida – ma indimenticabili sono i suoi abbracci quasi paterni ad ogni nostro incontro".  L'eredità di Baudo, secondo il conduttore toscano, è più viva che mai, soprattutto sul palco del Festival di Sanremo. "In tutti i festival di Sanremo c'è un po' di Baudo", dice Conti che non a caso ha sempre definito 'baudiani' i suoi Festival. Il conduttore toscano riconosce a Baudo il merito di aver creato la formula moderna dello spettacolo. "Le sue direzioni artistiche hanno creato il festival com'è oggi, con i suoi commenti, le sue polemiche, gli ospiti e la gara delle canzoni al centro di tutto". Un legame così forte che, durante la conferenza stampa del suo ultimo Festival, Conti si è visibilmente commosso nel dedicare l'edizione al suo mentore. "È toccato a me condurre il primo Festival senza Pippo. Era doveroso dedicarlo a lui", aveva dichiarato, aggiungendo con la voce rotta dall'emozione: "Pippo è Pippo, è il maestro, il faro". Ma l'influenza di Baudo, sottolinea Conti, ha rivoluzionato l'intera televisione italiana, trasformando per sempre il ruolo di chi sta davanti alla telecamera. "Baudo ha creato molto per la tv con idee sempre nuove che sono poi rimaste nel tempo", dice. "Ma principalmente ha trasformato il ruolo da semplice presentatore in conduttore. Il conduttore televisivo ha in mano il programma, ne è autore, detta i tempi ed è quasi il regista in scena". Una rivoluzione che, ancora oggi, continua a fare scuola. 
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Alcaraz, il ritorno in campo si allontana? Carlos si allena con il braccio fasciato

(Adnkronos) – Continua il recupero di Carlos Alcaraz, ma le immagini che arrivano dal Real Sociedad Club de Campo (e che in queste ore stanno facendo il giro dei social) lasciano qualche interrogativo sul ritorno in campo del campione spagnolo, alle prese con un infortunio al polso. Lo spagnolo è tornato ad allenarsi da qualche settimana, ma negli ultimi filmati il suo avambraccio destro è apparso fasciato, con gomito protetto da un manicotto. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto considerando l’attesa dei tifosi, che aspettano di rivederlo in campo agli Us Open.  Alcaraz sta lavorando per recuperare la condizione e ritrovare pian piano il feeling con il campo, ma il braccio resta sotto osservazione e desta ancora preoccupazione. Il rischio, dunque, è che il rientro in campo possa essere ancora posticipato rispetto alle attese. Al momento, intanto, Carlos sta lavorando per tornare a colpire senza forzare e abituarsi alle condizioni estreme del cemento, facendo i conti in primis con il caldo.  
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Caso Garlasco, i genitori di Chiara Poggi: “Vogliamo ricordarla da soli e in silenzio”

(Adnkronos) – "In questi giorni vogliamo solo ricordarla da soli e in silenzio". Giuseppe Poggi – interpellato dall'Adnkronos – parla anche a nome della moglie Rita Preda e a poche ore dall'anniversario della morte della figlia Chiara Poggi – uccisa 19 anni fa nella loro abitazione a Garlasco (Pavia) – chiede tranquillità. L'augurio è che si spenga quel rumore di fondo, riacceso con la
nuova inchiesta sul delitto
, che ha trasformato un dolore privato in uno show, in un racconto costante del delitto capace di indugiare anche sulle foto del corpo senza vita della ventiseienne. Una telecronaca dove, dietro alle poche comunicazioni ufficiali della Procura di Pavia, c'è un frastuono costante di illazioni contro i genitori o sospetti infondati su Marco, fratello della vittima.  I Poggi hanno riaperto la loro villetta per consentire a chi indaga di svolgere nuove misurazioni, hanno scoperto nell'indagine sul nuovo indagato Andrea Sempio di essere stati intercettati dai carabinieri, hanno letto che il figlio Marco viene definito "ostile" dai militari perché continua a credere alla colpevolezza di Alberto Stasi, l'allora fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere dai giudici della Cassazione. Lo scorso giugno, l'ex bocconiano ha ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali e mentre manca poco al suo fine pena – la richiesta della revisione della difesa non arriverà prima dell'autunno – il dolore della famiglia non conosce pause.  In attesa di nuove consulenze e di una chiusura 'bis' della Procura pavese (a fine settembre) nei confronti di Sempio – le indagini difensive hanno portato i pm a chiedere ulteriori approfondimenti sull'impronta, sul profilo psicologico su quello genetico – domani si terrà una messa in memoria di Chiara Poggi.  
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Deas, cade l’accusa per tentato peculato

(Adnkronos) – Cade definitivamente l’ipotesi di tentato peculato nei confronti di Deas, società di cybersicurezza fondata da Stefania Ranzato e guidata dal generale Enzo Vecciarelli. La Procura di Roma, all’esito delle indagini, ha escluso ogni contestazione a carico della società nell’ambito dell’inchiesta Sogei. Deas, inizialmente coinvolta quale persona giuridica ai sensi del d.lgs. 231/2001, risulta pertanto oggi completamente estranea a qualsiasi ipotesi di reato oggetto dell’indagine. Con riferimento alle posizioni delle persone fisiche, è opportuno precisare che l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415-bis c.p.p. non costituisce una richiesta di rinvio a giudizio, né tantomeno implica alcun accertamento di responsabilità. Si tratta, al contrario, di una fase nella quale la difesa, dopo aver preso piena conoscenza degli atti di indagine, può esercitare tutte le proprie prerogative: presentare memorie, produrre documentazione, chiedere il compimento di ulteriori atti investigativi e rendere interrogatorio, offrendo così ogni elemento utile a chiarire definitivamente la posizione degli interessati. Siamo pienamente fiduciosi che, all’esito di questo confronto e dell’esame complessivo degli atti, potrà emergere l’assoluta estraneità delle persone coinvolte ai fatti contestati e che la vicenda possa chiarirsi in tempi brevi. 
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Napoli-Aris Salonicco, oggi ultima amichevole per gli azzurri: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) – Il Napoli torna in campo in amichevole. Oggi, mercoledì 12 agosto, gli azzurri affrontano l'Aris Salonicco, a poco meno di due settimane dall'inizio della Serie A. Dopo la vittoria contro l'Osasuna e il pareggio contro il Celta Vigo, la squadra di Allegri affronta i greci nell'ultimo test del precampionato a Castel di Sangro, prima dell'esordio contro il Genoa sabato 22 agosto a Marassi. Ecco orario, probabili formazioni dell'amichevole e dove vederla in tv e streaming.  Ecco la probabile formazione del Napoli nell'amichevole contro l'Aris Salonicco di stasera alle 21:  
Napoli (4-3-3): Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Marin, Spinazzola, Anguissa, Lobotka, McTominay, Politano, Hojlund, Alisson Santos. All. Allegri L'amichevole tra Napoli e Aris Salonicco verrà trasmessa in diretta in pay per view su Dazn e Sky Primafila (canale 251) al costo di 9,99€. La partita sarà visibile in streaming sull'app di Dazn, Sky Go e Now allo stesso prezzo.   
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Eruzione Etna, Ingv: “Impossibile stimare quanto durerà”

(Adnkronos) – L'attività dell'Etna è "sostenuta e abbanza stabile" e non consente di fare previsioni su eventuali evoluzioni. A parlare con l'Adnkronos è il direttore dell'Osservatorio etneo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Gambino. "Siamo arrivati al settimo giorno di attività vulcanica ed è un'attività abbastanza sostenuta e complessa – spiega -. Abbiamo sia un'attività al cratere sommitale di voragine, con fuoriuscita di cenere e attività stromboliana molto forte che volge a fontana, sia un complesso campo lavico che viene fuori da ben quattro bocche attive che si trovano nella valle del Bove". Una attività complessa che, sottolinea il direttore, "in questi ultimi giorni non ha dato indicazione di regressione ed è abbastanza stabile. Quanto può durare, non è facile saperlo".  Profanamente possiamo dire che non avanza nè arretra. "Noi diamo una comunicazione sulla presenza della cenere in atmosfera, ma è soprattutto la direzione dei venti a determinare le problematiche in aeroporto – spiega Gambino -. In questo momento spirano da sud- sud ovest e questo crea problemi al traffico aereo". Per oggi non sono previsti cambiamenti nè nella portata dell'attività del vulcano né sulla direzione dei venti, quindi le possibilità che lo scalo catanese di Fontanarossa possa tornare operative sono davvero minime, anticipa. Ieri si sono aperte altre due bocche, una a quota 1900 metri e una a 2090 metri, sempre all'interno della Valle del Bove. Entrambe partecipano all'attività del 'campo largo' che attualmente è a quota 1360 ma "comunque – precisano dall'Osservatorio etneo – sempre lontano dai centri urbani per cui non si registrano pericoli". Insomma l'Etna alza la voce ma per l'Ingv rientra in quello che ci si può aspettare da un vulcano attivo. "Quello a cui stiamo assistendo fa parte delle caratteristiche dell'Etna – conclude Gambino -. E' un po' più complessa di quelle che abbiamo registrato negli ultimi anni, ma qualcosa di simile era già avvenuta negli anni '70. Non è un'attività che desta preoccupazione".  
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Inflazione, Noci: “Dato confortante ma la domanda preoccupa. Sulla manovra servono scelte radicali”

(Adnkronos) – Inflazione sotto controllo in Italia a luglio ma con un’incognita sulla tenuta della domanda interna. E un’economia italiana che, per rafforzare la crescita, deve puntare sempre di più sull’export, diversificando i mercati di sbocco oltre i confini europei. È il quadro tracciato da Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, che, intervistato dall'Adnkronos, invita alla cautela sul rallentamento dei prezzi al 2,9% di luglio: un dato positivo, che potrebbe però riflettere anche una domanda debole.  
L’inflazione italiana a luglio rallenta leggermente, al 2,9% dal 3% di giugno. Possiamo davvero vedere il bicchiere mezzo pieno o dietro il dato si nasconde una domanda interna debole?
 "È certamente positivo il fatto che, nonostante l’aumento dei prezzi dell’energia e l’incertezza complessiva, l’inflazione non sia cresciuta. Da questo punto di vista possiamo in parte vedere il bicchiere mezzo pieno. Tuttavia, l’assenza di variazioni significative può essere anche il segnale di una domanda interna che non tira a sufficienza. In questo momento, quindi, esprimerei cautela. Il rischio che vedo è quello di un andamento non favorevole della domanda e che parte degli effetti innescati dalle guerre non sia ancora emersa pienamente, anche sul fronte delle ricadute occupazionali.La nota positiva, dunque, è che non abbiamo un ulteriore fattore di penalizzazione sul fronte dei prezzi. Resta però una certa preoccupazione per l’andamento atteso della domanda: in prospettiva, quella italiana potrebbe incontrare qualche difficoltà". 
Per l’intero 2026 l’inflazione è invece prevista al 2,7%. È un livello ancora compatibile con la stabilità dei prezzi o deve cominciare a preoccupare?
 "Se guardiamo soltanto al parametro inflattivo, è un dato che tutto sommato deve confortarci. Il 2% è il target delle banche centrali ed è un livello fisiologico di inflazione, utile anche a sostenere la domanda. Un’inflazione al 2,7%, considerando le enormi complessità che abbiamo registrato nel corso di questi mesi e che inevitabilmente, credo, continueremo a registrare nei prossimi, è un dato che, con grande franchezza, avrei sottoscritto a inizio anno.L’export resta uno dei motori dell’economia italiana".  
Ma quanto della sua tenuta è strutturale e quanto, invece, dipende dalla congiuntura eccezionale creata dalle guerre?
 "Credo che l’export sia un motore fondamentale del prodotto interno lordo italiano e che dobbiamo assolutamente orientare le nostre catene del valore in modo da aumentarne ulteriormente il peso. Quanto alle guerre, paradossalmente una delle componenti sulle quali stanno incidendo è quella dell’export inteso come spesa effettuata dagli stranieri per il turismo in Italia. Stiamo certamente beneficiando, dal punto di vista turistico, di una parte di quei flussi che si sarebbero diretti verso il Golfo e che invece hanno cambiato destinazione a causa del rischio percepito. Sul resto non credo che, al momento, ci siano effetti particolarmente significativi. La vera sfida prospettica per l’Italia sul fronte dell’export è però aumentare il livello di diversificazione dei Paesi target. Siamo, a mio avviso, troppo esposti verso i Paesi europei, mentre dobbiamo spingerci sempre di più verso l’Asia e, in prospettiva, verso l’Africa". 
La Cina reagisce alla debolezza della domanda interna riversando sempre più produzione sui mercati esteri. L’Europa in primis e l’Italia rischiano di diventare la valvola di sfogo della sovraccapacità cinese?
 "Per l’Europa è un grosso problema. L’eccesso di capacità produttiva cinese tende infatti a riversarsi in larga parte sul mercato europeo. Gli ultimi dati sull’export di luglio ci dicono che le esportazioni cinesi verso l’Unione europea sono cresciute ulteriormente del 16%. Il tema di fondo è che si sta creando una sorta di “monarchia industriale”, nella quale la Cina utilizza i mercati degli altri Paesi per compensare la debolezza della propria domanda interna. L’Europa dovrà necessariamente reagire. Ma non deve limitarsi a misure esclusivamente difensive: servono interventi strutturali capaci di aumentare la competitività dell’industria europea. Quindi non soltanto dazi e tariffe, ma vere politiche di sostegno. E le politiche sull’intelligenza artificiale sono certamente tra queste". 
Si è aperto il cantiere della manovra. A cosa darebbe maggiore priorità con margini di spesa limitati?
 "Le priorità devono necessariamente intervenire sui punti di debolezza che l’Italia presenta in questo momento. A mio avviso sono essenzialmente tre: la dipendenza energetica, l’ibridazione digitale del sistema manifatturiero e la riorganizzazione della macchina pubblica. Non possiamo pensare di continuare ad avere circa 8 mila enti locali e 8 mila centri di spesa in un mondo trasformato dalle tecnologie digitali. Queste sono alcune delle direzioni da seguire e richiedono non approcci incrementali, ma vere e proprie discontinuità, a partire dal cambiamento dell’architettura istituzionale del Paese. Così il sistema non regge più. Anche perché nei prossimi cinque anni andrà in pensione circa un milione di dipendenti pubblici, che difficilmente potranno essere tutti rimpiazzati. Mancheranno materialmente le persone". 
Il problema, però, resta sempre lo stesso: dove trovare i soldi? Tagliare agevolazioni e inefficienze può davvero liberare risorse sufficienti?
 "Il reperimento delle risorse passa innanzitutto attraverso una razionalizzazione di una serie di questioni che non si sono mai volute affrontare fino in fondo e che tutti conosciamo. Pensiamo, ad esempio, alla giungla fiscale, con tutte le agevolazioni esistenti, oppure alla duplicazione dei centri di spesa. Esistono sacche enormi di inefficienza che possono diventare una fonte di risorse finanziarie. C’è poi un secondo ambito: non vedo alternative alla creazione di debito comune a livello europeo. Mi spingerei verso una politica che faciliti la creazione di debito comune europeo, perché abbiamo bisogno di quelle risorse. Infine, credo si possa lavorare alla creazione di meccanismi capaci di innescare operazioni di finanza straordinaria a sostegno del cambiamento industriale. Lo Stato dispone di leve che possono produrre un effetto moltiplicatore, mobilitando fondi privati, private equity e venture capital. Queste sono, tra le tante, alcune delle possibilità che possono essere portate avanti". 
E veniamo alla difesa. Safe divide la politica, come può trasformarsi da spesa per la sicurezza a leva per industria, tecnologia e di crescita?
 "Safe è denaro che costa zero. Mi sembra che si sia creato un grande dibattito politico basato su alcuni principi che, francamente, faccio fatica a comprendere fino in fondo. Credo che Safe sia assolutamente un’opportunità che va considerata, anche perché stiamo comprendendo che senza una capacità di difesa non abbiamo voce. Il rischio, altrimenti, è quello di diventare colonia di qualcun altro. Finire nelle braccia dello zar di San Pietroburgo non mi farebbe piacere". 
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Latina, anziani coniugi trovati morti fuori dall’auto: indagini in corso

(Adnkronos) –
Due anziani coniugi sono stati trovati senza vita nel tardo pomeriggio di ieri vicino alla loro auto, una Peugeot 106, in una strada di campagna vicino a un terreno a Prato Cesarino, a Cisterna di Latina.  A dare l'allarme era stato il figlio della coppia, che aveva presentato la denuncia di scomparsa, preoccupato per le mancate risposte al telefono.  Sul posto i carabinieri della Compagnia di Latina, impegnati nelle indagini per ricostruire la dinamica. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi. 
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Rod Stewart annulla le date del tour negli Stati Uniti dopo un intervento al cuore

(Adnkronos) – Rod Stewart ha annullato le date del tour negli Stati Uniti dopo un intervento al cuore. La popstar si è sottoposto a una procedura coronarica definita dai suoi rappresentanti "di routine". Il cantante britannico, 81 anni, dovrà osservare un periodo di recupero di quattro settimane prima di poter tornare a esibirsi. Stewart è stato sottoposto all'inserimento di uno stent coronarico, un piccolo dispositivo a forma di tubo che viene utilizzato per mantenere aperte le arterie coronarie quando risultano ristrette o ostruite.  "Mi sento già meglio e sono sulla via della completa ripresa", ha fatto sapere il cantante in un messaggio pubblicato sui social. Stewart ha ringraziato medici, infermieri e tutto il personale sanitario che si è preso cura di lui, dicendosi però "profondamente deluso" per la cancellazione degli spettacoli. "Mi dispiace deludere i miei fan, ma non vedo l'ora di tornare sul palco e divertirmi di nuovo con tutti voi", ha aggiunto. Prima dell'intervento, Stewart aveva già cancellato due concerti, a Cincinnati e Cleveland, inizialmente attribuendo lo stop a una "imprevista ma lieve procedura medica". Il successivo aggiornamento ha chiarito che il cantante aveva completato con successo l'intervento di posizionamento dello stent. Secondo quanto comunicato dal suo staff, i medici sono soddisfatti dell'andamento della convalescenza e Stewart ha già ripreso le normali attività quotidiane.   La decisione di interrompere il tour riguarda 11 concerti previsti nelle prossime settimane negli Stati Uniti, compresi sei appuntamenti programmati a Las Vegas. Le informazioni sulle singole date cancellate saranno comunicate direttamente dai promoter e dai locali interessati. Il tour di Stewart prevede inoltre tre concerti in Messico a settembre. Al momento, i biglietti per queste date risultano ancora in vendita, anche se il ritorno del cantante sul palco dipenderà dall'evoluzione del recupero e dal successivo via libera dei medici. Tra i suoi brani più celebri figurano Maggie May, Sailing e Do Ya Think I'm Sexy?. Dopo oltre cinque decenni di carriera, Stewart resta una delle figure più riconoscibili della musica pop britannica.  
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