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E’ morto Frank Beard, storico batterista degli ZZ Top

(Adnkronos) – Frank Beard, storico batterista degli ZZ Top e per oltre mezzo secolo cuore ritmico del celebre trio texano, è morto oggi all’età di 77 anni. La band ha annunciato la scomparsa sui social con un messaggio firmato da Billy F. Gibbons, compagno di palco e di vita musicale: "Oggi, Elwood (Elwood Francis, il bassista che si era unito a Gibbons e Beard, dopo la morte di Dusty Hill nel 2021, ndr.) ed io abbiamo perso un grande amico e collaboratore, e il mondo ha perso uno dei batteristi più naturalmente innovativi e un grande e vero figlio del Texas. Il suo backbeat inconfondibile è stato la chiave per tenere gli ZZ sempre al top". A seguito della morte di Beard, gli ZZ Top hanno cancellato i concerti previsti a Salt Lake City e Colorado Springs. Il tour "The Big One!" riprenderà nel weekend con due date ad Austin City Limits, uno dei luoghi preferiti dal batterista e in una città che per lui era diventata una seconda casa. Frank Lee Beard era nato l’11 giugno 1949 a Frankston, Texas. Entrato negli ZZ Top fin dagli esordi, nel 1969, è stato per decenni l’unico membro del trio a non portare la lunga barba che ha reso iconica l’immagine della band: un dettaglio paradossale, visto che il suo cognome significa proprio "barba". Con gli ZZ Top ha venduto 50 milioni di album (25 milioni negli Stati Uniti), ottenuto 8 successi nella Top 40, 6 primi posti nella Mainstream Rock Songs e 3 MTV Video Music Awards. Il 15 marzo 2004 è stato inserito, insieme a Billy Gibbons e Dusty Hill, nella Rock and Roll Hall of Fame. Gli ZZ Top si erano formati a Houston nel 1969, mantenendo per oltre cinquant’anni la stessa formazione: Billy Gibbons alla voce e chitarra, Dusty Hill al basso e Frank Beard alla batteria. Prima di unirsi, i tre avevano suonato in diverse band texane, dai Moving Sidewalks agli American Blues. Il loro sound, nato dall’incrocio tra psichedelia, blues e rock, si era definito negli anni ’70 con album come "Tres Hombres" e brani diventati cult come "La Grange". Negli anni ’80, con l’introduzione dei sintetizzatori e videoclip entrati nell’immaginario collettivo, il trio aveva raggiunto una nuova vetta di popolarità con "Eliminator" (1983), ancora oggi uno dei dischi rock più venduti di sempre. Beard era considerato uno dei batteristi più solidi e riconoscibili del rock americano: essenziale, preciso, con un groove asciutto che ha definito il suono degli ZZ Top. Apparentemente semplice, il suo stile era una macchina perfetta che teneva insieme il blues texano e la modernità degli anni ’80.  
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Corigliano-Rossano, 72enne trovata morta in un terreno: indagini in corso

(Adnkronos) – Una donna di 72 anni è stata trovata senza vita nel tardo pomeriggio di oggi in un terreno a Corigliano Rossano. Sul posto i poliziotti impegnati nelle indagini. Al momento non è esclusa alcuna ipotesi, nemmeno quella del femminicidio. 
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SuperEnalotto, combinazione vincente oggi 18 agosto

(Adnkronos) – Estratta la combinazione del SuperEnalotto di oggi 18 agosto 2026: 10, 16, 24, 25, 39, 66; Numero Jolly 70; SuperStar 6. Nessun 6 né 5+1, mentre in 4 hanno centrato il montepremi a disposizione dei punti 5, incassando rispettivamente 40.905,70 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 vola quindi a 211.700.000,00 euro. 
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Palio di Siena, Tittia fa 13: ecco chi è il fantino che ha fatto trionfare il Nicchio

(Adnkronos) – Tittia fa 13. Giovanni Atzeni, 'in arte' Tittia, trionfa nel Palio dell'Assunta di oggi, 18 agosto 2026 e riporta la contrada del Nicchio alla vittoria dopo un digiuno di 28 anni. Tittia centra il 13esimo successo personale nel Palio, confermandosi il fantino più vincente in attività e arrivando ad un solo passo dal leggendario Andrea Degortes detto Aceto, re di Siena in 14 occasioni. Atzeni ha compiuto l'impresa dominando i tre giri di piazza del Campo con Anda e Bola, castrone baio che si è rivelato superiore alla concorrenza: per il cavallo di dieci anni, secondo successo al Palio. Tittia, 41 anni, aggiunge un'altra perla ad una carriera da record. Nato in Germania, a Nagold, il 13 aprile 1985 da papà sardo e madre tedesca, il fantino costruisce il suo rapporto con il Palio a partire dal 2003, quando a luglio debuttò con la Contrada del Nicchio. Nella sua parabola, ha portato al trionfo una serie di contrade dominando anche altre corse storiche, da Asti a Legnano. La vittoria di questa sera con il Nicchio è finita per lui però malamente: è caduto da cavallo dopo aver superato il bandierino. Con un'ambulanza è stato portato all'ospedale di Santa Maria alle Scotte di Siena per accertamenti. "E' cosciente", hanno fatto sapere i sanitari. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazione. 
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West Nile, Asl Teramo registra primo caso 2026 in Abruzzo: 85enne in buone condizioni

(Adnkronos) – La Asl di Teramo fa registrare il primo caso del 2026 in Abruzzo di infezione da West Nile nell'uomo. Lo si legge in una nota, nella quale si evidenzia che alla fine dello scorso mese di luglio è stata individuata la circolazione del virus West Nile (Wnv) tra le zanzare. Il paziente è un 85enne che si è recato ieri al pronto soccorso dell'ospedale di Teramo lamentando febbre e dolori osteoarticolari. Oggi nel primo pomeriggio il risultato delle analisi del sangue ha confermato che si tratta di West Nile. Adesso il paziente è ricoverato nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Teramo, diretto da Antonella D'Alonzo: è in buone condizioni e la sintomatologia si sta risolvendo. Intanto il servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica (Siesp) della Asl di Teramo ha immediatamente avviato l'indagine epidemiologica prevista dal piano operativo regionale per la prevenzione, sorveglianza e controllo delle Arbovirosi nella Regione Abruzzo. L'indagine è stata orientata a ricostruire i luoghi frequentati dal paziente e a individuare il possibile luogo di esposizione al vettore. Sulla base delle risultanze dell'indagine epidemiologica e della valutazione entomologica, saranno concordate con le competenti autorità le ulteriori misure di prevenzione e controllo del vettore previste dal Piano, come ad esempio le procedure per il controllo del vettore (disinfestazioni).  La West Nile, ricorda la Asl, è un'infezione virale trasmessa all’uomo e ad altre specie animali dalla puntura della Culex pipiens, la comune zanzara che punge prevalentemente dal tramonto all'alba: "È importante rassicurare la popolazione: la presenza del virus West Nile nelle zanzare non significa automaticamente che vi siano persone malate -sottolinea il direttore del Siesp della Asl di Teramo, Maurizio Belfiglio-. Nell'uomo, in circa l'80% dei casi, l'infezione decorre in forma assolutamente asintomatica. Circa il 20% delle persone infette può sviluppare una sindrome simil-influenzale. In una percentuale inferiore all'1%, soprattutto negli anziani, negli immunodepressi o nelle persone affette da patologie croniche, l’infezione può evolvere verso forme neuro-invasive più gravi, che richiedono un tempestivo ricovero ospedaliero".  La situazione in provincia è tenuta sotto controllo, come spiega il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Teramo Mario Di Domenicantonio, grazie alla costante attività di monitoraggio regionale svolta sul territorio provinciale anche dal servizio veterinario di sanità animale della Asl di Teramo, diretto da Andrea Di Provvido. In provincia di Teramo i controlli dei servizi veterinari previsti dal piano regionale comprendono l'esame delle carcasse di uccelli selvatici rinvenuti morti e il controllo delle specie sensibili, la sorveglianza entomologica, attraverso la ricerca del virus nelle zanzare effettuata nei laboratori dell'Istituto zooprofilattico di Teramo, e i controlli sugli equidi, soprattutto in presenza di sintomatologia neurologica. La tempestività nell'aver rilevato zanzare positive al virus, spiega Belfiglio, dimostra l'efficacia del sistema di sorveglianza attivo su tutto il territorio regionale, consentendo l'immediata attivazione delle misure precauzionali previste. Si raccomanda, quindi, al fine di evitare punture di zanzare, l'utilizzo di repellenti cutanei, preferire abiti chiari e a maniche lunghe nelle ore serali e notturne, l'uso di zanzariere alle finestre/porte ed evitare i ristagni d'acqua in sottovasi, secchi, contenitori o in altri luoghi nei quali le zanzare possono riprodursi. Belfiglio invita infine la popolazione, soprattutto anziani e soggetti più fragili, a rivolgersi al proprio medico curante qualora a seguito di punture di zanzara, dovessero comparire febbre elevata e cefalea intensa associate a sintomi neurologici. I servizi competenti del dipartimento di prevenzione della Asl di Teramo operano in stretta collaborazione con il dipartimento sanità della Regione Abruzzo, con i Comuni interessati e la Regione, con il supporto dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, riferimento tecnico scientifico e analitico necessario sul rischio Arbovirosi. La Asl di Teramo, peraltro, ha approntato, d’intesa con la Regione, e in linea con il piano regionale Arbovirosi approvato dalla Regione con Dgr del 31 dicembre 2025, un protocollo per la gestione ospedaliera di eventuali casi ed è stato creato un gruppo di lavoro di cui fanno parte il direttore sanitario aziendale Francesco Delle Monache, quello dell'ospedale di Teramo Guido Angeli, la responsabile delle malattie infettive Antonella D'Alonzo, il direttore del Siesp Maurizio Belfiglio, quella del dipartimento di emergenza e urgenza Anna Rita Gabriele e quella della patologia clinica Sofia Chiatamone Ranieri. "L'attività di sorveglianza e di prevenzione che stiamo portando avanti -dichiara il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia- conferma l'impegno quotidiano della Asl di Teramo nella tutela della salute della comunità, attraverso il lavoro dei nostri professionisti e la collaborazione con le istituzioni del territorio". 
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Ex Ilva, Federacciai presenta manifestazione di interesse

(Adnkronos) – Come preannunciato nei giorni scorsi, Federacciai – Federazione Imprese Siderurgiche Italiane ha presentato la manifestazione di interesse per gli stabilimenti ex Ilva. La manifestazione è stata sottoscritta, oltre che da Federacciai, da 14 imprese associate: Abs Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions (Gruppo Asonext), Afv Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding, Marcegaglia Carbon Steel, O.R.I. Martin e Rubiera Special Steel. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Idf marchia con numeri in fronte i palestinesi fermati in Cisgiordania

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Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno contrassegnato con dei numeri, scritti in fronte, i palestinesi fermati durante un raid in Cisgiordania. Lo scrive il sito di Haaretz diffondendo la foto di un palestinese con il numero ''44'' scritto in fronte e spiegando che l'esercito israeliano ha confermato che i sospettati interrogati dalle truppe venivano numerati. Le Idf hanno anche dichiarato di aver effettuato raid in 100 edifici a Qabatiyah, in Cisgiordania a sud di Jenin, e di aver arrestato due sospetti che, secondo l'esercito, erano coinvolti nella pianificazione di attentati. Fonti palestinesi e locali hanno però parlato di un numero maggiore di persone arrestate. 
Secondo quanto riportato dai fonti locali, alcuni degli arrestati sarebbero stati picchiati dalle forze israeliane. Diversi palestinesi che erano stati fermati per essere interrogati sono stati poi rilasciati con dei numeri scritti con un pennarello sul viso o sul corpo, per identificarli. In un comunicato delle Idf si legge che "i comandanti hanno sottolineato la gravità dell'accaduto". Il deputato di Ta'al, Ahmad Tibi, ha scritto su X che si tratta di un fatto "scioccante e ripugnante: soldati e ufficiali scrivono numeri di identificazione sulla fronte dei palestinesi a Qabatiyah prima di interrogarli. Ecco come si presenta la disumanizzazione: cancellare la persona e trasformarla in un numero. Un'immagine che ricorda periodi bui e che dovrebbe sconvolgere tutti". 
"Mi è stato assegnato il numero 44", siamo stati trattati "come se fossimo animali o bestie", ha confermato Ahmed Al-Hatnawi, palestinese residente a Qabatiyah vicino a Jenin in Cisgiordania, che ha raccontato a radio Al-Shams del suo fermo da parte dei soldati delle Idf. Soldati che gli hanno scritto un numero sulla fronte per identificarlo, ''per umiliarmi''. Lo stesso numero gli è stato scritto con un pennarello anche sul braccio, ha proseguito Al-Hatnawi all'emittente di Nazareth, prima di farlo salire a bordo di una jeep e di trasferirlo in una struttura improvvisata per interrogarlo. "Sono stato interrogato per circa due ore. L'agente di sicurezza mi ha parlato con tono minaccioso", ha affermato. Al-Hatnawi ha spiegato di aver detto ai soldati israeliani che non stava cercando lo scontro, ma che loro non potevano trasformare i palestinesi in "sacchi da boxe per i coloni". Le Idf hanno confermato di aver effettuato un raid in 100 edifici a Qabatiyah e di aver arrestato due sospetti che, secondo i militari, erano coinvolti nella pianificazione di attentati. 
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Esplosione Colleferro, procuratore di Velletri: “Accertamenti in corso, no elementi per cause diverse da quelle accidentali”

(Adnkronos) – "Tutti gli accertamenti sono in corso e non possiamo escludere nessuna ipotesi anche se allo stato attuale non ci sono elementi per ipotizzare cause diverse da quelle accidentali". Lo sottolinea il procuratore di Velletri, Carlo Villani, in merito all'esplosione nella fabbrica di munizioni avvenuta il 13 agosto scorso nell'area industriale di Colleferro.  "I carabinieri del Ris che hanno eseguito i rilievi non hanno ancora depositato la relazione tecnica conclusiva data la complessità della situazione generata dall'esplosione. L'area dove è avvenuto l'incidente è stata sequestrata – spiega il procuratore – e il sequestro è stato poi esteso ad altre zone sia per evitare il rischio di nuovi incidenti sia per poter svolgere tutti gli accertamenti necessari ad accertare le cause. Le indagini proseguono a 360 gradi perché non ci sia alcun dubbio che le cause siano state di natura accidentale". Il fascicolo è coordinato dal procuratore Villani con i pm Federica Mattiotti e Giuseppe Travaglini. Il governo italiano, almeno per il momento, non sembra dare credito alla pista russa dietro l'esplosione nella fabbrica di munizioni di Colleferro. "Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno", ha dichiarato ieri all'Adnkronos il ministro della Difesa, Guido Crosetto. 
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Donna uccisa a coltellate a Colleferro, fermato il marito

(Adnkronos) – Una donna di 50 anni, polacca, è stata uccisa a coltellate nel pomeriggio a Colleferro, in provincia di Roma. I poliziotti del commissariato, intervenuti nell'abitazione in via Cristoforo Colombo, hanno fermato il marito, un 69enne tunisino, che è stato portato in commissariato. Sarebbe stato lui, secondo una prima ricostruzione, ad accoltellare la moglie. La chiamata al 112 è arrivata intorno alle 15.30 e nonostante i tentativi dei soccorritori per rianimarla la donna è deceduta.  
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Attentato Ranucci, Cdr Tg3: “Giù le mani da ‘Report’, inchiesta non sia pretesto per distruggere il programma”

(Adnkronos) – Giù le mani da 'Report'. Il messaggio arriva dal Cdr del Tg3 che interviene con una nota per sottolineare che "le giornaliste e i giornalisti del Tg3 assistono basiti e preoccupati dall’operazione di attacco portato contro un intero programma di punta di Rai3. La vicenda giudiziaria di Ranucci farà il suo corso, la magistratura accerterà ogni aspetto di un’inchiesta che lo vede attualmente solo vittima. A prescindere da questo, è inaccettabile che ciò diventi il pretesto per distruggere un programma che è una parte fondamentale della storia del servizio pubblico in Italia. 'Report' è le sue inchieste: conta solo se quello che ha rivelato è vero o falso. E quello che ha rivelato ha resistito sempre al vaglio di ogni querela di parte, oltre a ottenere enormi ascolti a fronte di budget limitati. Crediamo quindi che sia proprio questo a dare fastidio". "La pubblicazione di costi lordi di produzione (comprensivi di spese di trasferte, hotel, troupe ecc) spacciati per compensi degli inviati è l’ennesima prova di malafede – continua la nota – Colpisce infine, ma non stupisce, che la campagna più accanita contro 'Report' venga portata avanti da una testata appartenente al gruppo editoriale direttamente concorrente di Rai3, che da mesi erode il pubblico della nostra rete, cioè anche il nostro. A noi il disegno pare fin troppo chiaro. Allora diciamo ancora una volta ai dirigenti della nostra azienda, a prescindere da Ranucci: salviamo Rai3, non muoia Rai3, viva Rai3". Interviene anche la Fnsi. "Ci sono momenti in cui è meglio ascoltare che parlare. Questa infinita polemica ferragostana sul caso Lavitola – Ranucci – Report è uno di quelli. La segreteria della Federazione nazionale della stampa ha deciso di non entrare nel lavoro della magistratura che sta ricostruendo la trama dell’attentato a Ranucci, così come è stato deciso di non commentare i rapporti tra Ranucci e Lavitola. Ci saranno tempo e modo per fare le necessarie valutazioni, anche sul piano deontologico. Il giorno dopo l’attentato, Fnsi era in via Teulada, insieme a tanti altri, per portare la solidarietà a Ranucci e alla redazione di Report. Ma nessuno della Fnsi salì, qualche giorno dopo, sul palco organizzato in piazza Santi Apostoli dalla politica, quella stessa politica che, quando ne ebbe la possibilità, non mosse un dito per liberare l’informazione italiana dalle querele temerarie. Bisogna mantenere la giusta distanza, per parafrasare Saviano". Così, in un lungo post sui social, la segretaria nazionale dell'Fnsi, Alessandra Costante. "Serve obiettività – prosegue Costante – Fnsi è il sindacato dei giornalisti, non una tifoseria da curva: difende i diritti dei colleghi tutti e la libertà di informazione; difende Report, straordinario programma di informazione che deve essere patrimonio di ogni cittadino italiano, così come difende i cronisti da 5 euro al pezzo. Partendo da questo presupposto non possono esserci notizie o documenti che abbiano più dignità di altri di essere pubblicati. Ogni giornalista fa il proprio mestiere e se ne assume la responsabilità e, in nome della libertà di informazione che difendiamo ovunque, non possono esserci zone franche: per Fnsi la battaglia contro i bavagli vale sempre, non a corrente alternata". "E bene fa l’Usigrai a chiedere con insistenza i dati sui costi e sui numeri dei programmi: la Rai è un’azienda pubblica e come tale deve essere tenuta alla trasparenza totale. Ovviamente tutti possono parlare (a titolo personale) di ciò che vogliono, ma la posizione di Fnsi è questa. Ne va della nostra indipendenza di giornalisti, della reputazione del giornalismo di inchiesta e della sua sopravvivenza", conclude Costante. 
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