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Ucraina, l’ex funzionario Usa Sullivan: “Spirito di Anchorage è crollato, ora per Trump priorità è il Medio Oriente”

(Adnkronos) – Un anno dopo il vertice di Anchorage, in Alaska, ad 15 agosto 2025 tra il presidente americano Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, la breve apertura diplomatica, nota come "spirito di Anchorage", è completamente crollata. Il panorama geopolitico tra Stati Uniti e Russia si è deteriorato in modo significativo, tanto che gli accordi segreti non rispettati e i negoziati informali del summit hanno ora innescato un profondo congelamento diplomatico. Lo assicura all'Adnkronos John Sullivan, ex ambasciatore statunitense in Russia dal 2019 al 2022 e vicesegretario di Stato dal 2017 al 2019. "La mediazione tra Stati Uniti e Russia è in uno stallo; l'ultimo importante accordo sul controllo degli armamenti nucleari (New Start) è scaduto ed entrambe le nazioni assistono a una brutale escalation del conflitto in Ucraina".  Secondo Sullivan, il quadro iniziale e le grandi speranze di una soluzione negoziata, promossa in Alaska, non si sono tradotti in un trattato formale. I funzionari russi inizialmente avevano pubblicizzato un clima di distensione, ma a metà del 2026 la stessa Mosca ha riconosciuto che lo "spirito di Anchorage" era evaporato. "L'attenzione diplomatica di Washington si è spostata drasticamente a seguito di nuovi conflitti geopolitici, come la guerra con l'Iran. Il Senato degli Stati Uniti ha appoggiato nuove misure sanzionatorie aggressive contro Mosca, mentre le restanti strutture bilaterali di controllo degli armamenti sono ufficialmente scadute. È chiaro che la priorità di Donald Trump ora è il Medio Oriente, non la Russia e l’Ucraina", afferma Sullivan.  L’ex ambasciatore precisa che invece di vedere l'allentamento delle sanzioni discusso ad Anchorage, la Russia si è trovata ad affrontare nuove e aggressive pressioni economiche. Il Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act, approvato all'inizio di agosto, prende di mira l'economia di guerra russa, le entrate energetiche e i paesi terzi che acquistano carburante russo. Inoltre, il trattato New Start, l'ultimo importante accordo sul controllo degli armamenti nucleari rimasto tra Stati Uniti e Russia, è stato ufficialmente lasciato scadere. Ciò lascia le due maggiori potenze nucleari del mondo senza garanzie istituzionali né strutture bilaterali di ispezione. Nel frattempo, la guerra tra Mosca e Kiev ha registrato negli ultimi mesi un'escalation militare, mentre le condizioni per una possibile pace tra i due nemici restano del tutto inconciliabili.  “La Russia continua le offensive di logoramento nel Donbass, Kiev ha attivamente respinto la premessa dell'amministrazione Trump secondo cui ‘non hanno carte da giocare’ ”, afferma l’ex vicesegretario. "La Russia esige ampie concessioni territoriali e la revoca delle sanzioni, richieste che l'Ucraina e i suoi alleati occidentali respingono. Le vittime civili e gli attacchi missilistici hanno raggiunto tra i livelli più alti dall'inizio della guerra. L'Ucraina ha utilizzato campagne di attacchi a lungo raggio per mettere sotto pressione le infrastrutture russe, mentre le forze russe continuano le manovre offensive nella regione del Donbass". Durante il summit in Alaska, la Russia aveva presentato una proposta di 28 punti (successivamente ridotta a 19 dagli Stati Uniti) che prevedeva di limitare le proprie rivendicazioni territoriali alla regione orientale del Donbass. Ciò era subordinato alla revoca delle sanzioni da parte di Washington e al riconoscimento dei nuovi confini russi. Tuttavia, l'accordo è crollato all'inizio del 2026 perché l'Ucraina si è rifiutata di cedere territori e l'Unione Europea ha respinto le proposte. Da allora, i funzionari ucraini hanno ufficialmente dichiarato "sepolti" gli accordi di Anchorage. Da parte sua, Mosca ha annunciato di aver del tutto abbandonato le aspettative riguardo agli "accordi segreti", accusando l'amministrazione Trump di non essere in grado di adempiere ai propri obblighi.  "La Russia è stata chiara: ora si concentrerà esclusivamente su una vittoria militare anziché attendere la conformità degli Stati Uniti", afferma John Sullivan. "L'attenzione diplomatica e militare degli Stati Uniti è stata fortemente assorbita dallo scoppio della guerra che coinvolge l'Iran. Questo cambiamento ha bloccato gli sforzi di mediazione di Washington nell'Europa orientale". In tutto ciò, il Polo Nord si è rapidamente trasformato in un teatro di scontro militare e territoriale tra Stati Uniti e Russia, a seguito del fallimento dell'iniziativa di pace di Anchorage del 2025. In risposta al netto vantaggio della Russia – che detiene un rapporto di 20 a 1 per quanto riguarda le installazioni militari nell'Artico – gli Stati Uniti e il Norad hanno rafforzato in modo deciso la base spaziale di Pituffik, nella Groenlandia nord-occidentale, dotandola di avanzati sistemi radar di allerta precoce e di aerei da caccia. A questa iniziativa Mosca ha replicato schierando in modo permanente l'incrociatore a propulsione nucleare “Admiral Nakhimov”, armato di missili ipersonici Zirkon, per pattugliare le acque gelide che si estendono verso il Polo Nord. (Di Iacopo Luzi) 
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Francia, Corte Costituzionale boccia divieto uso social per i minori under 15

(Adnkronos) – Il Consiglio Costituzionale francese ha bocciato il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni in Francia, ritenendo che la misura costituisca una "limitazione sproporzionata" della loro libertà di espressione. I giudici costituzionali hanno stabilito che l'articolo 1 della legge volta a proteggere i minori dai rischi legati all'utilizzo dei social network comporta una limitazione della libertà di espressione e comunicazione degli under 15 che "non è adeguata, necessaria e proporzionata". Essendo stato chiamato a pronunciarsi esclusivamente sull'articolo 1, il Consiglio Costituzionale non si è espresso sul divieto di utilizzare il telefono cellulare nelle scuole superiori a partire dal 1° settembre, previsto dalla stessa legge. Pur riconoscendo "l'esigenza costituzionale di tutela del superiore interesse del minore", i giudici sottolineano che questo divieto molto ampio "può applicarsi a servizi di comunicazione online per i quali non è stato dimostrato che sussistano rischi per la salute e la sicurezza dei minori". Il provvedimento puntava a vietare agli under 15 l'accesso ai social network come TikTok, Snapchat, X, Instagram ma anche di accedere a delle funzionalità social (canali di condivisione, commenti…) di siti molto popolari come YouTube, dalle app di messaggistica (WhatsApp, Messenger…) e ad app di alcuni videogiochi online. Il divieto previsto dall'articolo 1 della legge approvata il 21 luglio avrebbe dovuto applicarsi dopo l'estate, alla ripresa delle lezioni, il primo settembre, per i nuovi account, mentre per gli account già esistenti il divieto sarebbe entrato in vigore il primo gennaio 2027. Il presidente francese Emmanuel Macron aveva fatto di questa misura uno dei suoi principali obiettivi e aveva ipotizzato la chiusura degli account già a settembre 2026. La decisione del Consiglio Costituzionale rappresenta quindi una battuta d'arresto per il capo dello Stato. Il Consiglio ha sostenuto, in particolare, che le eccezioni previste al principio del divieto fossero troppo limitate. Riguardavano soltanto le enciclopedie collaborative, come Wikipedia, i siti open source – nei quali il codice è accessibile a tutti – e i siti di carattere scolastico o universitario. La decisione comunque lascia aperta la possibilità di una modifica al provvedimento, introducendo ulteriori eccezioni al divieto. Il Consiglio Costituzionale era stato chiamato a pronunciarsi alla fine di luglio sull'articolo 1 su richiesta di alcuni deputati socialisti e del partito di estrema sinistra La France insoumise. 
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Gattuso carica la Lazio: “In campo con l’elmetto, ci teniamo alla Coppa Italia, Frattesi ci darà una mano”

(Adnkronos) – "Devo dire che sono molto contento di quello che abbiamo fatto in ritiro. Ha fatto molto caldo ma sinceramente siamo stati bene a casa nostra, a parte il caldo, le comodità ci hanno aiutato. Abbiamo lavorato molto bene, sono soddisfatto, abbiamo fatto un po’ di amichevoli e la squadra è cresciuta partita dopo partita. Domenica con il Mantova in Coppa Italia abbiamo la prima partita ufficiale e speriamo di scendere in campo con la mentalità che abbiamo visto finora". Così l'allenatore della Lazio Rino Gattuso a due giorni dal match con il Mantova in Coppa Italia.  
"Tutti insieme dobbiamo mettere l’elmetto -aggiunge il tecnico biancoceleste-. Sappiamo le problematiche che abbiamo, ne siamo consapevoli. Rispetto i tifosi per la coerenza che hanno, di non venire alle gare in casa e sappiamo bene cosa comporta giocare con i tifosi o senza. Ma è troppo facile cercare alibi. Lo sappiamo e dobbiamo mettere tutti noi qualcosa in più. Ci teniamo alla Coppa Italia. Sappiamo che il Mantova si giocherà la sua partita, ha i suoi riferimenti e il suo entusiasmo. Abbiamo bisogno di una grande Lazio per poter portare la partita a casa. Le partite così non sono facili. Io penso che questa squadra ha avuto un allenatore che era un maestro del 4-3-3 però abbiamo smontato tutto, stiamo provando a fare qualcosa di diverso. Vogliamo essere più aggressivi, l’anno scorso questa difesa giocava di reparto e quest’anno stiamo cercando di andare sui riferimenti. Vogliamo portare tanti uomini negli ultimi 25 metri e poi è chiaro che qualcosa così all’avversario devi concedere. Stiamo lavorando su questo". Gattuso parla poi di mercato con l'arrivo imminenste di Frattesi e il sogno Icardi: "Davide è un giocatore che ho avuto, che secondo me può fare bene con noi. Ha caratteristiche ben precise, poi io faccio l’allenatore e non il contabile e spero che arrivi. Dopo vedremo, se arriva o no poi parleremo. Sicuramente è un giocatore che ci può dare una grandissima mano. Mauro è un giocatore che ha scritto la storia del calcio, è un bomber. Anche lì dobbiamo vedere se è funzionale ma non ho voglia di parlarne oggi. Abbiamo bisogno di un giocatore che ha gamba, veemenza e che giustamente la butta dentro. Però deve essere completo, non andiamo alla ricerca di un bomber e basta. Vogliamo un giocatore che ci fa salire e che attacca la profondità”. 
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Ballando con le Stelle, spunta l’incognita Lucio Presta

(Adnkronos) – Nonostante il "cast chiuso" annunciato da Milly Carlucci, un nuovo retroscena agita le acque di 'Ballando con le Stelle'. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, la conduttrice starebbe insistendo per avere nel programma l'agente televisivo Lucio Presta. L'idea sarebbe quella di affidargli il ruolo di giudice 'a latere', custode del 'tesoretto' che può ribaltare la gara. Presta, che vanta un passato da ballerino, avrebbe però rifiutato la proposta. Un "no" che non avrebbe fermato Milly, la quale pare abbia chiesto all'agente di prendersi ancora qualche giorno per riflettere. Il rebus Presta è la prova che la formazione della nuova edizione è ancora 'work in progress'. Mentre il programma inizia a svelare i primi nomi ufficiali, sono ancora molti i nodi da sciogliere, a partire da una vera e propria rivoluzione in giuria. L'addio di Selvaggia Lucarelli, passata a Mediaset, sembra aver innescato un effetto domino. Stando a rumors sempre più insistenti, a lasciare la poltrona da giudice potrebbe essere anche Fabio Canino. Per sostituirli, sarebbero in arrivo due nomi di peso: Barbara D'Urso, protagonista come concorrente lo scorso anno, e Alberto Matano, che lascerebbe così il suo ruolo a bordocampo per un posto al tavolo principale. A garantire la continuità sarebbero i confermatissimi Carolyn Smith, Guillermo Mariotto e Ivan Zazzaroni. Proprio il futuro di Fabio Canino è un'altra incognita: se lasciasse la giuria, Milly lo vorrebbe in pista come concorrente. Ma il dubbio più grande aleggia su Paolo Belli. Dopo la parentesi da ballerino, dovrebbe tornare al suo ruolo di spalla della conduttrice. Tuttavia, la cancellazione di tutti i suoi impegni professionali dopo il tragico incidente stradale di luglio ha generato forti dubbi sulla sua presenza nello show di Rai1. Sul fronte della gara, le prime certezze portano i nomi di Noemi Bocchi, Eugenio Finardi, Aurora Ramazzotti e Alessandro Matri. Ma la lista è destinata ad allungarsi: si attende la conferma per l'attrice Anna Safroncik, per il modello Simone Susinna e per l'ex 'prete influencer' Alberto Ravagnani. Tra i maestri, annunciati la new entry Gioia Giovanatti e il ritorno di Nikita Perotti, vincitore della scorsa edizione.  
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Ucraina, Russia: “Tregua Mar Nero? Non ci sono presupposti”

(Adnkronos) – "Oggi ci troviamo regolarmente di fronte a sfacciati atti di terrorismo compiuti da droni ucraini nel Mar Nero contro navi civili dei Paesi costieri, diverse volte al mese. Consideriamo questi attacchi una politica deliberata volta a destabilizzare la navigazione civile nella regione del Mar Nero, ad aggravare ulteriormente le tensioni e a prolungare il conflitto, con il tacito assenso di alcuni Paesi vicini della regione. Allo stesso tempo, non vediamo alcun presupposto per un miglioramento della situazione e, di conseguenza, non vediamo alcuna ragione per adottare soluzioni parziali che si limiterebbero a concedere al regime di Kiev una tregua temporanea". Ad affermarlo è la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, a una domanda dei media sulla dichiarazione del ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, relativa alla proposta di introdurre una moratoria sulle attività militari nel Mar Nero tra Russia e Ucraina. Secondo quanto riferito dal 'The Guardian', che ha citato Reuters, l'Ucraina ha proposto alla Russia un accordo che prevedrebbe che entrambe le parti interrompano gli attacchi contro le navi civili nel Mar Nero in quello che sembra come un tentativo di riaprire un’importante rotta per il trasporto di cereali. L'Ucraina avrebbe presentato la proposta attraverso un Paese terzo.  "Recentemente abbiamo assistito a un numero crescente di appelli internazionali per un cessate il fuoco e per la soluzione della situazione relativa all’Ucraina attraverso accordi temporanei già sperimentati in passato. La nostra posizione su queste proposte e sulla questione nel suo complesso rimane invariata. Una soluzione sostenibile e duratura della crisi ucraina è possibile soltanto se ne vengono eliminate le cause profonde", ha detto Zakharova, spiegando che questo innanzitutto significa "eliminare le minacce alla sicurezza create dall’espansione verso est della Nato e dai tentativi di portare Kiev all’interno dell'Alleanza. È altrettanto importante garantire il ripristino e il rispetto dei diritti legittimi della popolazione russa e russofona nei territori che rimangono sotto il controllo del regime di Kiev". La Russia ha intanto chiesto chiarimenti agli Stati Uniti in merito al presunto coinvolgimento di Washington negli attacchi ucraini sul territorio russo. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, infatti, in un'intervista alla tv pubblica 'Vgtrk', ha dichiarato di essere convinto che gli Stati Uniti siano sempre più coinvolti nella guerra in Ucraina e ha chiesto a Washington di spiegare questo comportamento, che contraddirebbe gli sforzi di avvicinamento tra i presidenti russo e statunitense, Vladimir Putin e Donald Trump. "Gli Stati Uniti sono molto più coinvolti nell’organizzazione e nell’esecuzione di attacchi sul territorio russo contro obiettivi civili", ha affermato Lavrov. Per questo motivo, il ministro degli Esteri ha rivolto "diverse domande" al Dipartimento di Stato americano, chiedendo a Washington di condividere informazioni di intelligence sulle sue più recenti attività relative all’Ucraina. "Aspetteremo una risposta", ha aggiunto, cercando tuttavia di moderare i toni della sua richiesta, che a suo dire non intende in alcun modo compromettere il corso dei negoziati che sta conducendo con i due inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. "Noi non lanciamo ultimatum", ha precisato. "Non rifiutiamo di dialogare con gli inviati del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff e Jared Kushner. Se verranno, sanno che il presidente della Federazione russa Vladimir Putin è pronto a riceverli ancora una volta. La questione è che cosa porteranno con sé", ha aggiunto. Per Lavrov è impossibile prendere in considerazione l’ipotesi di porre fine al conflitto in Ucraina lungo l'attuale linea di contatto tra le forze, perché ciò significherebbe "cancellare il sacrificio dei nostri nonni e bisnonni". Il ministro russo, in un’intervista all’agenzia Vesti, ha sottolineato che il conflitto dovrebbe essere fermato solo quando sarà raggiunta una soluzione a lungo termine, affidabile e stabile. "Se adesso improvvisamente ci fermassimo sulla linea di contatto, in sostanza permetteremmo che venga cancellato il sacrificio dei nostri nonni e bisnonni, che sconfissero il nazismo. È impossibile prendere in considerazione una cosa del genere", ha detto Lavrov. 
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Roma, incendio a ridosso della linea ferroviaria: circolazione rallentata tra Ponte Galeria e Fiumicino

(Adnkronos) – Un incendio di sterpaglie è divampato oggi a ridosso della linea ferroviaria Fiumicino-Ponte Galeria (Roma). Sul posto, in via Gaetano Rosselli Lorenzini, non lontano dalla Fiera di Roma, sono intervenuti i vigili del fuoco.  Dalle ore 13.50 sulla linea Roma-Fiumicino la circolazione ferroviaria, precedentemente sospesa, è rallentata tra Ponte Galeria e Fiumicino dopo il rogo in prossimità dei binari, con ritardi fino a 20 minuti, limitazioni di percorso e cancellazioni, comunica Rfi. 
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Ranucci, il legale: “Sempre tutelata indipendenza ‘Report’, sostituzione chiesta dalla politica paradosso morale”

(Adnkronos) – "Nella lunga audizione davanti al Comitato Etico della Rai Sigfrido Ranucci ha risposto in modo puntuale ed approfondito a tutte le domande rivolte, offrendo elementi fattuali che hanno fugato ogni possibile dubbio in ordine ad infondate e pretestuose ricostruzioni politiche e giornalistiche sul modo in cui in questi anni sono state svolte le inchieste ed è stata guidata la trasmissione". Lo afferma Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, in una nota affidata all'Adnkronos. Proprio ieri è stata consegnata all'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, la relazione del Comitato etico sul conduttore di 'Report' e tra i piani alti della Rai trapela un forte malcontento per il danno reputazionale che la vicenda sta arrecando all'immagine dell'azienda. "Come già in precedenti Audit conclusi con conferma della correttezza dell’operato di Report – dice il legale – Ranucci ha sempre difeso il valore dei giornalisti della redazione tutelandone autonomia ed indipendenza, ben consapevole di come il giornalismo di inchiesta esponga costantemente a critiche ed attacchi. Come quello che sta avvenendo adesso dove alla vittima (scomoda) di un grave attentato (che diventa pretesto) viene imputata la responsabilità di un danno all’immagine e ne viene chiesta dalla politica la sostituzione, un paradosso morale con conseguenze gravi per la democrazia". 
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Migranti, -37% arrivi in Ue tra gennaio e luglio: sale la Spagna

(Adnkronos) – Gli attraversamenti irregolari della frontiera verso l'Ue sono calati del 37% nei primi sette mesi del 2026, rispetto al corrispondente periodo del 2025, secondo dati Frontex che non includono gli spostamenti eccezionali verso Ceuta, avvenuti alla fine di luglio.  
Tra le varie rotte in ingresso, la prima è quella del Mediterraneo Orientale, con 20.232 arrivi, in calo del 28%; segue il Mediterraneo Centrale, cioè verso l'Italia, con 16.454 (-55%), e poi, terza, quella del Mediterraneo Occidentale (verso la Spagna), a 11.217 (+37%, l'unica in aumento ma ancora inferiore di oltre 5mila unità rispetto a quella che porta alle coste italiane). La rotta più trafficata resta quella in uscita dall'Ue verso il Regno Unito, a 22.469 (-46%). Calano quella verso le Canarie (4.682, -60%) e anche la rotta balcanica (4.910, -26%), che interessa in parte l'Italia.   
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Diventa mamma a 62 anni: “La mia famiglia non ci credeva”

(Adnkronos) –
"Ho 62 anni e sono diventata mamma. La mia famiglia non mi credeva…". Mabel Frias ha dato alla luce il suo primo figlio, David, nato mercoledì 12 agosto. La donna argentina è una neomamma particolare: ha 62 anni ed è pensionata. Il suo volto campeggia su giornali, siti e tg. La notizia si diffonde e il dibattito si accende. "E' un atto di egoismo? La mia vita era vuota, nulla la riempiva. 'Viaggia, scrivi un libro, pianta un albero, trova un compagno': nulla", racconta al Clarin. "Volevo diventare madre. Quando l'età avanza si avverte un vuoto, sai che ti manca la maternità. Ho sempre avuto il desiderio di diventare madre", dice prima della svolta che risale ad un anno fa.  La donna si è sottoposta a controlli in una clinica specializzata: "Il mio utero era sano. Mi sono detta: 'Perché no? Chi dice che è tardi?'. Non ho mai cercato l'approvazione di nessuno in vita mia", dice spiegando la decisione di ricorrere alla fecondazione in vitro. I medici "non mi hanno messo alcun ostacolo, mi hanno trattata come una donna di 35 anni. Il mio utero era sano e tutto è andato alla perfezione. L'embrione si è formato, ho avuto una bellissima gravidanza e David è arrivato", spiega. "Sì, ho 62 anni, sono in pensione e sono diventata mamma. Ho una forte personalità. Ecco perché sono riuscita ad avere un figlio", aggiunge. Il parto è avvenuto mercoledì all'ospedale San Felipe di San Nicolas, Il bimbo pesava 2,75 chili alla nascita. "Ho sempre saputo che sarebbe stato un maschietto. Lo sentivo. È un tesoro, un bambino da sogno. Ha i capelli ricci", dice. Famiglia e amici, racconta, non sono stati un sostegno costante. C'è chi ha bocciato la scelta 'folle', chi ha contrastato la decisione giudicandola un atto di egoismo. "Nessuno mi credeva. 'Che faccia tosta, perché non adotti un bambino?', mi dicevano", racconta. In molti, tra parenti e amici, hanno cercato di dissuaderla a causa dell'età. "Chi ha detto che le opportunità capitano una sola volta? Si presentano sempre. Bisogna volerle: molti non osano perché hanno paura, la paura ti paralizza e ti impedisce di fare qualcosa. Io ho un carattere forte e non mi sono mai interessata all'opinione degli altri perché è sempre negativa. Non cerco approvazione, né affetto", ribadisce. "Ho fatto tutto in silenzio. L'unica a saperlo era mia sorella, ma non mi ha preso sul serio, come se fosse tutto frutto della mia immaginazione. Non mi credeva nemmeno", confessa.   
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Iran, “tre nodi” bloccano l’accordo per la riapertura di Hormuz

(Adnkronos) – “Tre questioni principali” continuano ad ostacolare un’intesa sulle modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz, nonostante i contatti in corso e la mediazione del Pakistan tra Iran e Usa. Lo riferisce il quotidiano kuwaitiano Al-Jarida, citando una fonte del ministero degli Esteri iraniano. Secondo la fonte, “il primo nodo riguarda la sequenza dei passi da compiere. Gli Stati Uniti chiedono che Teheran annunci per prima la riapertura dello Stretto; solo in seguito Washington sarebbe disposta a revocare il blocco navale imposto all’Iran e a sbloccare una parte dei beni iraniani congelati”. “Il secondo punto critico -scrive Al-Jarida – è la richiesta di Teheran di ottenere la revoca delle sanzioni statunitensi. Il terzo riguarda invece la tregua: l’Iran chiede un cessate il fuoco permanente, mentre Washington preferisce prorogare quello attuale, che dovrebbe scadere la prossima settimana”. La stessa fonte, sottolinea il quotidiano kuwaitiano, ha riferito inoltre che Teheran ha informato il mediatore pakistano dell’esistenza di un accordo temporaneo con l’Oman per regolare la navigazione nello Stretto di Hormuz. L’intesa sarebbe già pronta, ma non verrebbe annunciata finché Washington non avrà revocato il blocco dei porti iraniani e sbloccato una parte dei beni congelati. L’intesa tra Iran e Oman, secondo la fonte iraniana, prevede “l’apertura di due corsie di navigazione nello Stretto: le navi entrerebbero nel Golfo attraverso la corsia più vicina al lato iraniano e uscirebbero da quella più vicina al lato omanita”. L’accordo prevede inoltre “la creazione di un organismo congiunto iraniano-omanita incaricato di gestire lo Stretto e di rilasciare i permessi di transito, senza pedaggio”, ma, sottolinea la fonte “potrebbero però essere applicate tariffe facoltative per servizi aggiuntivi, come la protezione ambientale e l’assistenza alla navigazione durante il transito”.  
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