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Vasco Rossi furioso con un fan: “Non sono infame, è una fake vergognosa”

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Vasco Rossi si infuria con un fan e torna a parlare del suo arresto per droga. Oggi, lunedì 17 agosto, il cantante ha reagito con forza all'ennesimo post che lo accusava di aver fatto i nomi di altre persone così da ottenere uno sconto sulla detenzione, non digerendo quindi l'appellativo di "infame". "Ti rispondo con chiarezza perché questa storia, oltre a essere falsa, ribalta completamente la realtà", ha scritto Vasco Rossi in una storia su Instagram, "io non ho fatto arrestare nessuno. Sono stato invece denunciato da un infame che raccontò al pubblico ministero di avermi venduto 30 grammi di cocaina. Sulla base di quelle dichiarazioni vennero emessi mandato di cattura e perquisizione e fui portato direttamente in carcere. Ho passato cinque giorni in totale isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione, prima che venisse chiarito che non avevo niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale ero stato associato".  "Quindi no: non sono uscito prima perché avrei fatto nomi o accusato qualcuno per risparmiarmi il carcere. È successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera", ha concluso il rocker, che ora passerà al contrattacco: "Giro il tuo commento ai miei avvocati perché procedano nei tuoi confronti, trattandosi di una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa. L’oro ricavato dal risarcimento, non loro, lo lascerò a chi soffre ingiustamente in carcere".  
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Gatto scompare per 10 anni, poi si presenta… al compleanno della padrona

(Adnkronos) –
Un gatto scomparsa è tornata a casa… per il 30esimo compleanno della padrona. È successo in Galles, dove un felino scomparso dieci anni fa ha ritrovato la via di casa riabbracciando le sue due proprietarie. Lucy e Hannah Robertson, due sorelle che abitano a Newbridge, nella contea di Caerphilly, rimasero "con il cuore spezzato" nel 2013 quando Charlie, il loro gatto che all'epoca aveva tre anni, scomparve. A raccontarlo è la Bbc, che riporta come il gatto fosse solito vivere all'aperto vagando spesso per le strade, salvo poi non fare più ritorno a casa. La famiglia Robertson aveva trascorso mesi a cercarlo, ma senza successo, fino allo scorso luglio, quando Charlie è stato ritrovato proprio il giorno in cui Lucy compiva 30 anni. A comunicarlo alle sorelle una chiamata del veterinario che ha lasciato le due donne "sbalordite". Una persona che viveva nelle vicinanze aveva trovato Charlie nascosta tra i cespugli, nutrendola per settimane prima di portarla dal veterinario, che ha contattato Hannah al numero di telefono riportato sul microchip. Hannah ha raccontato che anche il veterinario è rimasto "davvero scioccato" nello scoprire che il gatto era scomparso da dieci anni. La gatta tigrata, molto socievole, godeva di ottima salute, il suo pelo era folto e non appariva trasandata. È stata la stessa Hannah a raccontare come il veterinario sia rimasto "davvero scioccato" nello scoprire che il gatto era scomparso da dieci anni. Il gatto, molto socievole, godeva di ottima salute, il suo pelo era folto e non appariva trasandata. "Non abbiamo mai perso la speranza. Ma purtroppo non riuscivamo a trovarla", ha dichiarato Hannah a Bbc Radio Wales Drive. Per Lucy, che aveva pubblicato anche un annuncio su Facebook, "è stato straziante. Temevamo che fosse stata investita o che non ci fosse più".  
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Gaza, Netanyahu: “Ritiro dopo disarmo Hamas”. Inviato Usa: “Israele non ostacoli piano per cessate il fuoco”

(Adnkronos) – Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha concordato con l'inviato e genero del presidente Trump, Jared Kushner, che il disarmo di Hamas a Gaza dovrà avvenire sotto la supervisione di un "generale americano". Lo ha riferito un funzionario israeliano all'Afp. Secondo la fonte, Netanyahu e Kushner hanno "concordato che il primo passo verso la demilitarizzazione della Striscia sarà la consegna delle armi da parte di Hamas, che dovranno essere dismesse sotto la supervisione di un generale statunitense", ha affermato il funzionario israeliano. Netanyahu ha inoltre ribadito che Israele non ritirerà le proprie truppe da Gaza fino a quando questo passaggio non sarà completato. "Tutti sono d'accordo sull'obiettivo ultimo, quello di smantellare completamente Hamas, privandolo di armamenti e potere e della completa smilitarizzazione di Gaza per poi procedere solo successivamente con il ritiro completo di Israele", ha detto al sito di notizie israeliano Ynet una fonte del Board of Peace parlando del colloquio tra Netanyahu, rappresentanti dell'organismo e Kushner. "Israele ha presentato in modo professionale i propri timori in materia di sicurezza – ha detto la fonte – Il Consiglio ne tiene conto, tiene tutto questo in grande considerazione". "Si può dire – ha concluso – che l'orientamento emerso durante l'incontro è stato positivo". All'incontro con Netanyahu, ha riferito il Times of Israel, c'erano anche il bulgaro Nikolay Mladenov, nominato "alto rappresentante" del Board of Peace, e l'ex premier britannico Tony Blair.  Alla Cnn una fonte israeliana ha parlato di un incontro andato avanti per oltre quattro ore. Durante l'incontro Kushner ha esortato Netanyahu ad andare avanti con il piano per il cessate il fuoco a Gaza sostenuto dal presidente Donald Trump e a "non creare ostacoli", ha riferito la fonte alla Cnn. Netanyahu, che a inizio mese ha respinto il piano in 15 punti, avrebbe spiegato che compiere progressi sulla proposta è "problematico" a causa delle elezioni isrealiane previste per la fine di ottobre e della necessità di non perdere il sostegno dell'elettorato di destra. 
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Sinner si allena a Torino per testare il ginocchio, in programma altri controlli al JMedical

(Adnkronos) – All'indomani del suo 25° compleanno, festeggiato a Montecalo, Jannik Sinner si è allenato oggi allo Stampa Sporting di Torino per fare un test sulla condizione del ginocchio destro che lo tiene fuori dai tornei dal trionfo dello scorso 12 luglio a Wimbledon e lo ha costretto a saltare i torneo Atp Masters 1000 di Montreal e di Cincinnati. Il numero uno del mondo in questi giorni si sottoporrà ad altri controlli clinici al JMedical che saranno decisivi per capire se l'altoatesino ha recuperato al 100% e potrà volare a New York dove dal 30 agosto al 13 settembre si disputeranno gli Us Open, ultima prova stagionale del Grande Slam.  
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Caso Ranucci, scontro Travaglio-Maria Falcone: “Parole indegne su mio fratello, Giovanni non lavorava per Andreotti”

(Adnkronos) – "Lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti". E' polemica per quanto scritto oggi da Marco Travaglio nella rubrica 'Ma mi faccia il piacere' del Fatto Quotidiano. Travaglio, commentando un articolo del Foglio che riportava le dichiarazioni di Luciano Violante, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala secondo cui Giovanni "Falcone non avrebbe cenato con Lavitola", ha replicato con una battuta riferita all'incarico assunto da Falcone al ministero della Giustizia nel 1991: "Lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti". Giorni fa era stato già Sigfrido Ranucci in un post intitolato 'La voce che spaventa', a fare riferimento a Falcone: "Ho imparato – aveva scritto Ranucci – seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza". A stretto giro la reazione sui social di Maria Falcone, sorella del giudice ucciso nella strage di Capaci. "Ho letto oggi sul Fatto Quotidiano, nella rubrica di Marco Travaglio 'Ma mi faccia il piacere', un passaggio dedicato a mio fratello Giovanni che mi ha profondamente amareggiata. Commentando l’articolo del Foglio del 14 agosto, nel quale Luciano Violante, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala affermano che 'Falcone non avrebbe cenato con Lavitola', Travaglio liquida la questione con una battuta: 'Lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti'. È una frase che trovo indegna, un esempio di cattivo giornalismo, costruito sulla battuta anziché sulla verità dei fatti. Mio fratello non lavorava per il governo di Giulio Andreotti. Giovanni Falcone lavorava per lo Stato italiano", le parole di Maria Falcone. "Quando, nel 1991, Giovanni accettò l’incarico di Direttore generale degli Affari penali al Ministero della Giustizia, non lasciò Palermo per avvicinarsi alla politica: fu Palermo, in qualche modo, a costringerlo ad andare via. Era stato progressivamente isolato, delegittimato e ostacolato oltreché per timori delle loro connivenze anche per una certa ampia invidia, proprio mentre conduceva la battaglia più difficile contro Cosa nostra", dice la sorella del giudice ucciso. "A delegittimarlo contribuirono una certa politica, un cattivo giornalismo che anche allora come ora preferiva il sospetto alla verità dei fatti e, dolorosamente, anche una parte della stessa magistratura e diversi suoi colleghi – aggiunge Maria Falcone – Giovanni non abbandonò la lotta alla mafia: la portò nel cuore dello Stato. Portò con sé l’esperienza enorme e la consapevolezza che, per sconfiggere Cosa nostra, non bastavano il coraggio e la capacità dei singoli magistrati: bisognava cambiare gli strumenti, le strutture e il modo stesso con cui lo Stato organizzava la propria risposta alla criminalità mafiosa. E i risultati di quei quindici mesi parlano più di qualsiasi polemica". E ancora: "Giovanni realizzò in maniera determinante la costruzione di una nuova architettura dell’antimafia italiana: la Direzione nazionale antimafia, le Direzioni distrettuali antimafia, la Direzione investigativa antimafia, un più efficace coordinamento delle indagini e il rafforzamento degli strumenti legislativi contro la criminalità organizzata e della collaborazione con la giustizia. Quello che qualcuno oggi maldestramente tenta di rappresentare con una battuta come una vicinanza a un Governo fu, in realtà, uno dei periodi più importanti della sua vita istituzionale, un anno e mezzo o poco meno nel quale riuscì a trasformare anni di esperienza nella lotta alla mafia in strumenti concreti dello Stato contro Cosa nostra. Giovanni non apparteneva a un Governo. Non apparteneva a un partito, mentre oggi molti rincorrono seggi e poltrone. Non apparteneva a una parte politica. Giovanni Falcone apparteneva e appartiene allo Stato, alla Repubblica e a tutti gli italiani. Ed è proprio per questo che considero ancora più doloroso vedere il suo nome utilizzato, trentaquattro anni dopo la strage di Capaci, come argomento di una polemica politica". Maria Falcone conclude: "Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini delle loro scorte sono tra i morti che più onorano l’Italia e se non si riesce ad avere rispetto della loro storia, qualche volta il silenzio è la scelta più dignitosa". "Sono stata in silenzio fino ad oggi, ma adesso basta, si è raggiunto il limite – scrive su X la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo – Ma davvero si può permettere al 'più puro tra i direttori di un giornale' di insultare Falcone e la sua memoria in maniera così spudorata, solo per difendere un sodale giornalista utilizzando, tra l'altro, il suo stesso metodo?". "Non perdo tempo nemmeno ad entrare nel merito", aggiunge Colosimo concludendo: "Travaglio chieda scusa immediatamente". A intervenire è anche senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, capogruppo Fdi in Commissione parlamentare Antimafia: “Marco Travaglio insiste dalle colonne del suo quotidiano ad infangare la memoria di Giovanni Falcone, dimenticando di ricordare che il suo ‘santone spirituale’ si sia fatto difendere dallo stesso avvocato del vituperato Andreotti. E tutto questo solo per difendere un sodale giornalista utilizzando, tra l'altro, il suo stesso metodo. Travaglio chieda scusa subito perché i suoi commenti su Falcone travalicano ogni limite di tolleranza anche perché, da giornalista, non dovrebbe dimenticare che Falcone fu anche isolato e delegittimato da un certo cattivo giornalismo. Per questo motivo Travaglio dovrebbe tenere conto dello sfogo odierno di Maria Falcone e chiedere pertanto scusa a tutti i familiari del giudice assassinato a Capaci e a tutti i familiari delle vittime di mafia, indebitamente accostati a personaggi come Lavitola e Ranucci”. "Pur di difendere Ranucci e il suo metodo giornalistico, il suo gemello diverso Travaglio arriva a infangare e insultare, senza vergogna, la storia e la memoria di Falcone", scrive sui social Stefano Esposito, ex senatore del Pd. 
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Lutto nel mondo dei rally, muore a 61 anni l’ex campione del mondo Alex Fiorio

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Il mondo dell'automobilismo piange la scomparsa a soli 61 anni di Alex Fiorio, ex pilota di rally e vice campione del mondo con la Lancia nel 1989, stroncato da un tumore allo stomaco. A dare il triste annuncio l'Aci con una nota. "L'Automobile Club d'Italia ed il suo Presidente Geronimo La Russa esprimono cordoglio per la scomparsa di Alex Fiorio, si stringono con affetto attorno alla sua famiglia e ai suoi cari in segno di lutto. Alex é tra i personaggi più amati nel mondo dei rally, figura di riferimento per una generazione di appassionati e simbolo dell’automobilismo italiano. Nato a Torino il 10 marzo 1965, Alessandro “Alex” Fiorio, figlio di Cesare, è stato un pilota di grande talento e protagonista di una brillante carriera. Nel 1987 campione del mondo Gruppo N, per poi conquistare il terzo posto assoluto nel 1988 e il secondo nel 1989. Alex Fiorio si è spento all’età di 61 anni, dopo aver lottato con coraggio contro la malattia comunicata di recente attraverso i suoi profili social". 
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Belgio, operai trovano un tesoro durante uno scavo: monete e lingotti da 9 milioni di euro

(Adnkronos) – Colpo di fortuna straordinario per otto operai edili in Belgio. Mentre stavano lavorando hanno trovato monete e lingotti d'oro per un valore di 9 milioni di euro. Il ritrovamento è avvenuto martedì scorso sotto un edificio in ristrutturazione a Dendermonde, circa 30 chilometri a nord‑ovest di Bruxelles. Gli operai stavano lavorando alle fondamenta quando hanno scoperto il tesoro nascosto. Circa 40 lingotti d'oro e 4mila monete, secondo quanto riferito alla Cnn da Patrick Feys, capo del distretto di polizia di Dendermonde. Il prezioso bottino era nascosto nelle fondamenta di un'antica birreria, rimasta inutilizzata per anni.  Il ritrovamento è stato fatto da Kobe Phillips, uno studente che lavora part‑time in un cantiere. È stato lui a notare per primo le monete. "Le abbiamo tirate fuori e poi abbiamo visto un piccolo lingotto d'oro attaccato al martello da scavo. In realtà ce n'erano più di quanti immaginassimo" ha raccontato Phillips all'emittente belga Vtm. Dopo la scoperta, gli operai hanno avvisato il proprietario dell’edificio, che a sua volta ha chiamato la polizia, ha spiegato Feys, capo del distretto di Dendermonde, sempre a Vtm. L'oro, riferisce la Cnn, è stato trasferito in un "luogo sicuro e sorvegliato".  Feys ha spiegato alla Cnn che alcuni lingotti riportano timbri risalenti agli anni Sessanta, mentre le monete sono di epoche diverse. La scoperta ha già attirato potenziali eredi. "Alcuni cittadini si sono già presentati con documenti per dimostrare di essere discendenti", ha detto Feys. La polizia ha avviato un'indagine sul ritrovamento. 
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Grande musica ed effetti speciali in Arena, Paganini Paradise e Viva Vivaldi il 18 e 19 agosto

(Adnkronos) – Dalle Cerimonie Olimpiche all’Arena di Verona. La musica classica si fa immersiva e tridimensionale con Marco Balich. Domani, martedì 18, e mercoledì 19 agosto, all’Opera Festival 2026, due concerti prodotti da Balich Wonder Studio insieme a Fondazione Arena. Martedì 18 agosto debutta in anteprima assoluta Paganini Paradise. Superlive Immersive Concert, un omaggio sonoro e visivo al talento del musicista più rivoluzionario del suo tempo, con giovani solisti d’eccellenza e un’antologia di pagine virtuosistiche spettacolari. Mercoledì 19 agosto, sempre alle ore 21.30, torna Viva Vivaldi. The Four Season Immersive Concert, pluripremiato format che coniuga ascolto e visione tridimensionale. Nell’anno dei record, dopo aver diretto la Cerimonia d’Apertura di Milano Cortina e le Cerimonie dei Mondiali di Calcio Fifa, Balich Wonder Studio crea un nuovo spettacolo per l’Arena di Verona Paganini Paradise. L’intreccio della meraviglia virtuosistica delle composizioni di Niccolò Paganini, affiancata da brani indimenticabili di autori come Pachelbel, Albinoni, Handel, Tartini, Fauré e Barber, per raccontare un viaggio musicale e spettacolare dalla luce al buio. Tre atti che narrano il paradisiaco e l’infernale, reinterpretando una delle rappresentazioni più note dell’arte, attraverso un viaggio interiore nel profondo di ognuno di noi, fino al caos dell’universo infinito che ci circonda. Una celebrazione degli opposti che governano in equilibrio la realtà in cui viviamo e che rendono meravigliosa e speciale, complessa e onirica, ma anche emozionante e spaventosa la nostra vita. L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona sarà diretta da Enrico Fagone e affiancata dal violinista Giovanni Andrea Zanon, dal violoncellista Ettore Pagano e dal flautista Federico Altare, tra i più brillanti talenti della nuova generazione, già protagonisti nei principali teatri e festival internazionali.  Acclamato per le sue interpretazioni e protagonista di prestigiose sale internazionali come la Carnegie Hall di New York, il Teatro alla Scala di Milano e la Philharmonie di Parigi, Giovanni Andra Zanon torna a calcare il palcoscenico dell’Arena di Verona dopo il successo delle prime due edizioni sold out di Viva Vivaldi e la recente partecipazione alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Ettore Pagano è stato premiato nel 2025 con il Premio Abbiati e il Classeek Award agli ICMA e recentemente, ad un anno e mezzo di distanza dal suo debutto al Teatro Filarmonico con il Secondo Concerto per violoncello di Šostakovič, è risultato vincitore del primo premio al prestigioso “Queen Elisabeth Cello Competition” di Bruxelles, unico italiano nella storia del premio ad ottenere un tale risultato. Federico Altare si è invece imposto sulla scena internazionale nel 2026 conquistando il Primo Premio e l’Orchestra Prize al prestigioso Carl Nielsen International Competition di Odense. Apprezzato per una personalità artistica che coniuga virtuosismo, versatilità e una profonda conoscenza del repertorio, collabora con alcune delle più importanti istituzioni musicali europee, dall’Ensemble Intercontemporain a Les Arts Florissants, distinguendosi per un percorso che spazia dalla musica antica alla creazione contemporanea.  Sul podio areniano debutta il maestro Enrico Fagone, già contrabbassista virtuoso, recentemente direttore presso prestigiose istituzioni in Italia e all’estero, da New York a Gottinga, dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai alla London Symphony Orchestra. Mercoledì 19 agosto farà il suo ritorno, per la terza stagione consecutiva, il pluripremiato Viva Vivaldi. Il format che ha rivoluzionato la musica sinfonica riporterà le note immortali di Antonio Vivaldi all’Arena di Verona con lo spettacolo che mette in scena la magica alchimia tra i 29 elementi dell’orchestra della Fondazione Arena di Verona, diretta da Giovanni Andrea Zanon, rigorosamente fedele alla partitura originale di Vivaldi, e il linguaggio contemporaneo della tecnologia immersiva applicata ai codici della musica classica. L’arte visiva sarà protagonista insieme alla musica in entrambe le serate. Grazie ad un sofisticato sistema tecnologico che combina schermi a led trasparenti, ciascun atto sarà accompagnato da spettacolari proiezioni, suggestivi effetti visivi e contenuti video con effetti tridimensionali che emergeranno dal palcoscenico al di sopra del pubblico, mostrando la forza travolgente della musica. Una dimensione emotiva che trascende i confini dello spazio e del tempo permetterà agli spettatori di percepire davanti ai loro occhi la sublime bellezza della musica e la straordinaria potenza degli elementi di natura.   Ideati da Marco Balich e coprodotti da Fondazione Arena di Verona, gli spettacoli vedono la partecipazione di grandi talenti, tra cui i direttori creativi Stefania Opipari e Claudio Sbragion. Karmachina cura la Direzione Artistica e la produzione dei contenuti video per Paganini Paradise, mentre i video di Viva Vivaldi sono prodotti da Moving Dots sotto la direzione artistica di Rino Stefano Tagliafierro. Le due date, tra le più innovative nel ricco programma di Arena di Verona Opera Festival, sono letture immaginifiche dal vivo dei due più grandi pilastri della storia del violino, capaci di sorprendere il pubblico più esperto e affascinare le nuove generazioni. 
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Coppia va in pensione e decide… di comprare una chiesa: oggi vale una fortuna

(Adnkronos) –
Una coppia in pensione ha deciso di comprare… una chiesa, che oggi vale una fortuna. È successo in Inghilterra, dove Geoff Bolam, designer di 70 anni, e sua moglie, una volta raggiunta la pensione, hanno deciso di cambiare radicalmente vita e lanciarsi in un nuovo progetto. I due acquistarono la 'Old Mission Church, una chiesa fatiscente di 160 anni, all'asta per un totale di 175mila sterline e l'hanno trasformata ben presto in un immobile moderno, che oggi vale circa 700mila sterline. La chiesa si trova nel villaggio di Paxford, nella regione delle Cotswolds del Gloucestershire, e fu inaugurata nel lontano 1866 come scuola per bambini. Ben presto divenne un luogo di culto che però venne poi abbandonato e versava, fino a poco tempo fa, in condizioni disastrose. Oggi invece l'ex chiesa si presenta come un'abitazione con due camere da letto con pareti verde acqua e blue notte, caratterizzata da una navata imponente, due lussuosi bagni, una cucina moderna, una camera da letto soppalcata sospesa e dettagli vittoriani restaurati. Un design moderno studiato e propiziato della professione di Bolam, che si è assicurato, insieme alla moglie, l'immobile nel 2018. L'uomo vanta decenni di esperienza, avendo gestito una propria attività a Londra e ha deciso di investire una notevole quantità di denaro e tempo nel progetto, per una restrutturazione costata in totale 370mila sterline. Durante il percorso la coppia ha dovuto affrontare numerosi problemi lungo il percorso tra cui l'età, lo status e le cattive condizioni dell'edificio.  "Un fine settimana sono andato a dare un'occhiata in giro, ho visto la chiesa e ho pensato che poteva essere un investimento interessante e che forse avrebbe potuto funzionare", ha rivelato Bolam al Daily Mail, "in pratica, l'opera era in vendita tramite offerte sigillate, quindi ho fatto degli schizzi, ho scritto qualche idea sul retro di una busta e ho presentato la nostra offerta. Poi abbiamo ricevuto una telefonata in cui ci comunicavano che eravamo i migliori offerenti". Ma la restrutturazione è stata più difficile del previsto. La chiesa non aveva ottenuto il permesso di costruire per poter essere trasformata in abitazione, e il suo status di bene storico non vincolato significava che la coppia doveva procedere con cautela: "Una delle cose che abbiamo dovuto fare è stata richiedere il cambio di destinazione d'uso da chiesa ad abitazione. Questo di per sé comporta un certo rischio, perché non si sa mai chi potrebbe sollevare obiezioni. Ma penso che la chiesa avesse esaurito tutte le opzioni per mantenerla come chiesa, non veniva più utilizzata. Veniva usata per brevi funzioni durante Pasqua e Natale, e si spendevano molti soldi per la sua manutenzione". In alternativa, qualora l'iter non fosse andato a buon fine, la coppia aveva già pensato a un piano B, trasformando la chiesa in una galleria d'arte. Alla fine però i lavori sono stati ultimati e dalla sua inaugurazione, nel 2021, la struttura ha registrato 276 prenotazioni e 750 ospiti, tra cui 213 cani, ricevendo recensioni a cinque stelle. In bassa stagione, il prezzo per un soggiorno nel fine settimana è di 850 sterline, mentre in alta stagione il costo si aggira intorno alle 1100 sterline.  
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Malore in mare, ragazza rischia di annegare a Gaeta: salvata da due agenti

(Adnkronos) – Momenti di paura sulla spiaggia di Piana di Sant’Agostino a Gaeta in provincia di Latina, dove una giovane bagnante è stata colta da un malore improvviso, mentre si trovava in acqua. La ragazza, originaria di Caserta, ha perso i sensi tra le onde nel giorno di Ferragosto ed è stata salvata grazie al tempestivo intervento di due appartenenti alle forze dell'ordine che si trovavano in spiaggia con le rispettive famiglie. A notare subito la gravità della situazione è stato Nicola Scala, poliziotto penitenziario in servizio alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. La giovane gli aveva appena detto di sentirsi male. Scala l'ha accompagnata verso la riva, ma prima di raggiungere la spiaggia lei è svenuta. In suo aiuto è arrivato anche un altro agente, originario di Lusciano e in servizio al commissariato di Afragola. I due poliziotti hanno adagiato la ragazza su un lettino e avviato le prime manovre di soccorso, liberando le vie respiratorie e stabilizzandola. Poco dopo sono intervenuti alcuni medici presenti in spiaggia, che hanno proseguito le operazioni d'emergenza praticando anche il massaggio cardiaco, mentre veniva richiesto l’arrivo dell'eliambulanza. La giovane è stata trasportata all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina.  "Esprimiamo il nostro apprezzamento e il nostro orgoglio per il comportamento di Nicola Scala e del collega (di Lusciano) intervenuto con lui", dichiarano Vincenzo Berrini, segretario provinciale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) e Donato Capece, segretario generale. "Ancora una volta due poliziotti penitenziari, pur liberi dal servizio, hanno messo a disposizione della comunità professionalità, coraggio e senso del dovere". Per i rappresentanti del sindacato, l'episodio "racconta perfettamente il ruolo sociale della polizia penitenziaria: l'uniforme si toglie a fine turno, ma non vengono meno valori, preparazione e responsabilità. Hanno fatto ciò che ogni appartenente al Corpo sente di dover fare: intervenire davanti a un pericolo e aiutare chi ha bisogno".  Berrini e Capece ribadiscono anche la necessità di un riconoscimento concreto del lavoro svolto quotidianamente dagli agenti. "Non sono soltanto operatori negli istituti penitenziari: sono cittadini al servizio dei cittadini, un presidio di sicurezza e umanità anche fuori dall’orario di lavoro – concludono – . Alla ragazza coinvolta rivolgiamo l’augurio di una pronta e completa ripresa". 
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