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Alluvione Emilia Romagna, Mattarella nelle zone colpite: “Italia è con voi”

(Adnkronos) – "L'Italia vi è vicino e non sarete soli". Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita in Emilia Romagna per esprimere vicinanza alle popolazioni colpite dall'alluvione. Il Capo dello Stato, dopo aver sorvolato le aree dove si sono verificate le frane, è giunto a Modigliana, accolto dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e dal sindaco Giancarlo Jader Dardi.  A Forlì il presidente Mattarella ha poi incontrato una rappresentanza dei soccoritori per esprimere il ringraziamento ai volontari che si sono prodigati in queste giornate per sostenere i cittadini: "Non ho parole per ringraziarvi adeguatamente. Quello che avete fatto e continuate a fare – ha detto il Capo dello Stato – è di straordinaria importanza. È un esempio di solidarietà e di impegno comune e di generosa disponibilità straordinario. Grazie per quello che fate". "Questa è una piazza che ha visto tanti momenti importanti nella storia della città. Questo è un momento impegnativo, difficile, ho visto tante ferite nel territorio, per quanto riguarda molte abitazioni, molte aziende, le strade, quanto ci sia da riprendere con coraggio e decisione per rilanciare la vita comune. So che ce la farete con l'aiuto dello Stato, del Governo, so che ce la farete perché questa è la volontà di queste contrade", ha quindi sottolineato il presidente della Repubblica parlando a Forlì. "Il sindaco ha bene espresso questa volontà determinata di ripresa e di rilancio – ha proseguito il Capo dello Stato -. Quello che vorrei dirvi che tutta l'Italia vi è vicino e non sarete soli in questa opera importante che deve essere veloce. Questo territorio è un elemento importantissimo, fondamentale per la vita dell'Italia: lo è per la sua economia, per la sua storia".  "Quindi l'esigenza che si rilanci non è un'esigenza soltanto vostra, è un'esigenza nazionale e in questo, potete esser certi, vi sarà tutto il consenso e l'appoggio costante non soltanto in questi giorni, ma anche nel prosieguo, perché – ha ribadito Mattarella – questo è un lavoro da fare velocemente. Richiederà molto sforzo, richiederà impegno, ma non sarete soli in questo. Complimenti per la vostra resistenza e auguri".  Il presidente Mattarella ha poi incontrato a Cesena i volontari che, presso la scuola 'don Milani', hanno allestito un centro di raccolta di beni di prima necessità per i cittadini colpiti dall'alluvione.
 Mattarella ha quindi continuato il suo giro recandosi a a Ravenna e Lugo. “Questo è un territorio per il nostro Paese di grande importanza, Ravenna lo è per la sua storia, non soltanto per le sue dimensioni, i suoi abitanti, ma per la storia di cui sono portatori, per i patrimoni di arte che conserva, per la vivacità del tessuto urbano e produttivo, per la vivacità delle contrade agricole che intorno a Ravenna contribuiscono al nostro Paese, alla sua vita e alla sua forza economica. Tutto questo richiede una ripartenza veloce, immediata, senza pause, naturalmente con l’aiuto di tutte le Istituzioni”, ha detto durante gli incontri a Ravenna. “Anzi tutto -ha ricordato il Capo dello Stato- occorre un aiuto come è stato programmato e avviato dal Governo, impegnativo e importante, bisogna fare in modo che non vi siano non dico tentazioni ma sentimenti di resa, di abbandono. Al contrario, occorre, come è sempre stato nella storia di questa regione, nella storia della Romagna, nella storia di questa città, della sua provincia, una reazione immediata per riprendere con forza il cammino produttivo, di vita sociale, su tutti gli aspetti che sono stati colpiti e interrotti da questo straordinario evento così pesante e pericoloso”.  “Naturalmente -ha ricordato il Capo dello Stato- vi è un pensiero alle vittime che in tutta la Romagna sono state tolte alla vita da quanto avvenuto. Un pensiero di solidarietà in questo momento a chi ha la propria abitazione devastata, i ricordi di una vita perduti, ai luoghi di lavoro commerciali, agricoli, professionali, industriali che sono inagibili. Tutto questo richiede un grande sforzo ma in questo Ravenna e tutta la Romagna non saranno soli, vi sarà una costante e non momentanea attenzione ininterrotta da parte di tutte le pubbliche Istituzioni nazionali e anch’io parteciperò a questa attenzione piena, costante, che a fari spenti, a riflettori appannati, dopo l’emergenza che ha occupato le pagine dei giornali e delle tv, continui con la medesima attenzione. Ma intanto oggi -ha concluso Mattarella- il mio sentimento incontrandovi è di ringraziarvi. È stata una grande testimonianza di senso civico, di senso di solidarietà, di generosità, di impegno anche oltre i doveri di istituto, ma è stato il frutto di una dimostrazione di cittadinanza piena che avete espresso”. A Lugo il Capo dello Stato si è informato delle condizioni delle abitazioni, quindi ha incontrato un cittadino novantenne che ha permesso di far abbattere la sua casa, contribuendo a far abbassare il livello delle acque. Mattarella è stato accolto da centinaia di persone che lo hanno applaudito, alle quali il Capo dello Stato ha rivolto l’incoraggiamento per la ripartenza. Un ragazzo si è avvicinato al Presidente e ha chiesto, come ormai accade di frequente, di autografare una copia della Costituzione.
 
Ultimo appuntamento della giornata a Faenza, con l'incontro con i sindaci attraverso i quali ha abbracciato idealmente le popolazioni colpite dalla calamità. "Non dovete avere paura di essere soli, non lo sarete", ha detto Mattarella, aggiungendo: "Il governo ha stanziato somme rilevanti, ne avrete altre, avrete la solidarietà di tutto il Paese". "Vi siete trovati in una condizione imprevista, a dover prendere decisioni, rispondere all'interesse della comunità, cercando di farle comprendere", ha spiegato,. "Una azione preziosa, non l'unica. Siete stati un punto di riferimento per non perdersi d'animo, non crollare nella fiducia, nello smarrimento -ha aggiunto il capo dello Stato-. I vostri cittadini hanno guardato a voi per orientarsi, per sapere cosa fare e adesso sarete punto di riferimento per una ricostruzione piena". "Tutte le istituzioni e il governo hanno questo obiettivo, anche a riflettori spenti, non ci saranno pause di attenzione. Il pericolo in questi casi è la tentazione di abbandonare, non è tipico della gente di Romagna e il modo per evitare questa tentazione è ripartire senza soste", ha detto ancora. "Non sarete soli, le istituzioni nazionali vi saranno accanto e io sarò al vostro fianco", ha sottolineato il presidente della Repubblica. "Il primo pensiero è per le vittime", le prime parole del presidente Mattarella. Il capo dello Stato ha poi ricordando il lavoro dei volontari: "Tanti giovani che, trasmettendo entusiasmo a tutti, sono venuti qui a impegnarsi, un'opera preziosa: chi ha salvato persone, chi ha aiutato a pulire, a spalare, chi ha aiutato chi era in condizioni di smarrimento", ha spiegato Mattarella aggiungendo: "La presenza dei volontari ha portato a tutti speranza e fiducia, un prezioso elemento che ha consentito a tutti di non perdersi d'animo". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Siticibo, in 20 anni recuperato l’equivalente di oltre 200 mln di pasti

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In 20 anni sono stati raccolti oltre 13 milioni di pasti dalla ristorazione e sono state recuperate 95mila tonnellate di alimenti, equivalenti a 190 milioni di pasti dai punti vendita della Gdo. Sono i risultati di Siticibo, programma di Banco Alimentare, e prima applicazione della Legge 155/2003, cosiddetta 'del Buon Samaritano'. Un’ulteriore opportunità di sviluppo è stata l’entrata in vigore della Legge 166 nel 2016, la cosiddetta legge Gadda 'Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi', che ha dato un forte impulso al programma Siticibo.  Da un’analisi dei due canali di approvvigionamento, nel 2022 emerge una leggera ripresa nel comparto della ristorazione collettiva, dopo la significativa riduzione del 2020 e 2021 legata al periodo della pandemia. Questo canale consente di recuperare piatti pronti, oltre a pane, frutta e dessert, eccellenti dal punto di vista nutrizionale, con elementi spesso carenti nelle diete di chi chiede aiuto alimentare (proteine, omega 3, vitamine, fibre, ecc…). Il recuperato dalla Gdo nell’ultimo anno è rimasto sostanzialmente invariato, nonostante siano aumentati i punti vendita coinvolti (ad oggi 1.900 contro i 1.700 del 2021).  Sul tema si è svolto un tavolo di confronto a Milano per sviluppare il sistema di raccolta e lotta allo spreco. “Raccogliere e distribuire gratuitamente cibo fresco e cucinato non è questione semplice. Banco alimentare lo fa da 20 anni attraverso una complessa e puntuale rete logistica – afferma Giovanni Bruno, presidente di Fondazione Banco Alimentare – Oggi raccogliamo da 1.900 punti vendita localizzati in circa 900 Comuni in Italia e da numerose realtà della ristorazione e vogliamo guardare tutti insieme alle nuove opportunità di sviluppo e alle sinergie da mettere in campo per migliorare costantemente l’accesso al cibo a sempre più persone in difficoltà, riducendo lo spreco”.  “La Legge antispreco è nata, e continua a dare i suoi frutti, grazie a realtà come Banco Alimentare. Per questo sono particolarmente contenta di festeggiare insieme questi 20 anni di Siticibo. Dall’osservazione fatta sul campo e dal confronto con imprese e terzo settore, si sono individuati ed eliminati gli ostacoli burocratici e fiscali che in passato rendevano onerosa la donazione”, afferma Maria Chiara Gadda, prima firmataria della Legge 166/2016 e vicepresidente della Commissione Agricoltura.  “L’obiettivo della norma era potenziare il recupero per solidarietà sociale di alimenti dall’altissimo valore nutrizionale, come i cibi freschi, freschissimi e cotti. La legge 166 fornisce la cornice legislativa e suggerisce un modello gestionale efficiente, per rendere la donazione non un atto episodico ma strutturale, ogni qualvolta si genera l’eccedenza. È l’esperienza di Siticibo che ha plasmato fin dall’inizio la legge antispreco, e la fa vivere ogni giorno”, conclude Gadda.  “Siamo felici di partecipare al ventennale del programma Siticibo di Fondazione Banco Alimentare Onlus, con cui affrontiamo insieme da tanti anni la sfida della lotta allo spreco alimentare. Un tema cruciale, che è diventato ancora più importante in questo periodo di forte incertezza economica e che è da tempo al centro del percorso di sostenibilità delle aziende associate a Federdistribuzione. Come fotografa il recente Report di Sostenibilità di Settore della Distribuzione Moderna 2023, tutte le imprese distributive del comparto food sono attive nella donazione o redistribuzione di eccedenze alimentari, collaborando a livello locale con associazioni caritatevoli e il 92% con Banco Alimentare, 3 aziende su 4 applicano sconti speciali sui prodotti alimentari prossimi alla scadenza e 1 su 3 mette in campo delle azioni per sensibilizzare i più giovani sui temi legati allo spreco alimentare. L’impegno delle nostre aziende su questo fronte è cresciuto nel tempo e ha come obiettivi principali da una parte la riduzione degli sprechi lungo tutta la filiera alimentare coinvolgendo attivamente tutti gli attori, dall’altra una sempre maggiore sensibilizzazione dei consumatori verso questi temi tramite campagne specifiche”, dichiara Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione.  "Siamo lieti di partecipare a questo evento, che rafforza ancora di più il nostro legame con il Banco Alimentare – dice Carlo Scarsciotti, presidente di Angem – Parliamo di un rapporto basato su una profonda condivisione di valori che le imprese affiliate alla nostra associazione da sempre perseguono, pur facendo fronte alle grandi criticità che si sono abbattute sulla ristorazione collettiva. Il nostro è un settore che non si è mai fermato, nemmeno durante la pandemia e che si trova ad affrontare un aumento dei costi di preparazione del 55%, mentre il prezzo di vendita è rimasto invariato a causa dei contratti a prezzi fissi stipulati per la grande maggioranza nel 2019. Auspichiamo che dalle istituzioni possano arrivare misure concrete per sostenere un settore che ricopre una funzione sociale estremamente importante".  Per implementare l’attività del programma Siticibo e riuscire a raggiungere sempre più persone in difficoltà, gli obiettivi a tre anni prevedono interventi in più direzioni: Fondazione Banco Alimentare avvia un progetto per lo sviluppo di Siticibo da parte dei 21 Banchi Alimentari in tutta Italia; inoltre, si sta realizzando un percorso di transizione digitale col miglioramento e ampliamento dell’applicazione web Bring The Food, per semplificare gli aspetti amministrativi e logistici relativi ai recuperi Siticibo; infine, poiché la capillarità dell’intervento è consentita grazie al coinvolgimento operativo delle Organizzazioni partner territoriali, anch’esse saranno destinatarie di supporto con formazione, attrezzature e materiali per il recupero e la distribuzione del cibo.  Per il recupero delle eccedenze dalla Gdo l’obiettivo è incrementare il numero dei punti vendita (+24%) coinvolti, in termini numerici e di diffusione territoriale, con una conseguente crescita degli alimenti recuperati (+20%). Per il canale della Ristorazione si punta al consolidamento e alla stabilizzazione dell’attività attuale, che risente ancora degli effetti negativi legati al periodo pandemico.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Milano, 32enne paralizzata torna a camminare dopo 5 anni

(Adnkronos) – In un video la si vede alzarsi dalla sedia e camminare in maniera abbastanza rapida e sicura con l'aiuto di un deambulatore. Con le sue gambe collegate a degli elettrodi, in meno di una ventina di secondi attraversa la stanza e il video si interrompe qui. Quella che sembra un'operazione normale, di tutti i giorni, è in realtà un'impresa straordinaria per la 32enne protagonista delle immagini. Per via di un particolare: la donna è paralizzata agli arti inferiori da 5 anni, da quando è stata vittima di un incidente sportivo che le ha causato una lesione midollare.  Oggi grazie a un neurostimolatore che le è stato impiantato all'ospedale San Raffaele di Milano (Gruppo San Donato) è tornata a camminare, recuperando le funzioni motorie. Si tratta, spiegano dall'Irccs di via Olgettina, del "primo intervento in Italia" di questo tipo. Un intervento che porta la firma del team di neurochirurghi guidato da Pietro Mortini, primario di neurochirurgia e professore ordinario all'università Vita-Salute San Raffaele.  La giovane paziente ora è in grado di mantenere la stazione eretta e di camminare con l'ausilio del deambulatore. Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione con il gruppo di ingegneri dell'Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, diretto da Silvestro Micera, esperto di fama internazionale in questo campo. La paziente sta ancora eseguendo "con ottimi risultati", dicono dall'ospedale, un complesso percorso riabilitativo definito da Sandro Iannaccone, primario dell'Unità di riabilitazione Disturbi neurologici cognitivi motori. "Il prossimo passo – chiarisce Mortini – sarà trattare anche lesioni del midollo spinale determinate da malattie neurodegenerative, come la sclerosi multipla, nei pazienti che verranno reclutati dall'Unità di neurologia dell'ospedale San Raffaele, diretta dal professor Massimo Filippi". Quello che è in corso in questo momento, spiega Mortini, è "un protocollo di ricerca clinica avanzata, coordinato dal mio collaboratore, Luigi Albano, al termine del quale questo intervento potrebbe entrare nella pratica clinica corrente, offrendo una soluzione terapeutica ai pazienti con lesioni midollari". Questo protocollo è parte di un programma di ricerca avanzata che università Vita-Salute San Raffaele e Irccs San Raffaele hanno attivato per sviluppare terapie innovative che si avvalgono di un'interfaccia tra dispositivi elettronici e sistema nervoso centrale per vicariarne le deficienze funzionali.  Il neurostimolatore midollare impiantato sulla 32enne si compone di due parti: un supporto biocompatibile per 32 elettrodi che viene inserito nello spazio epidurale della colonna vertebrale, e un generatore di impulsi – una sorta di pacemaker – simile a quelli utilizzati nei pazienti con aritmie cardiache, inserito sotto la pelle a livello dell'anca. Gli impulsi vengono erogati al midollo spinale da dove poi transitano ai nervi e ai muscoli.  L'impianto del dispositivo è avvenuto in circa 3 ore, attraverso un delicato intervento neurochirurgico mininvasivo, eseguito in monitoraggio neurofisiologico continuo. Il pacemaker è stato poi programmato per garantire l'attivazione coordinata di tutti i muscoli necessari alla deambulazione. Il controllo delle funzioni dello stimolatore è possibile grazie a una serie di opzioni funzionali che possono essere scelte dalla paziente in base alle necessità 'locomotorie' della vita quotidiana.  —salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Comunali 2023 Sicilia, 4 capoluoghi al voto: news sui risultati

(Adnkronos) – E' l'unico dei quattro capoluoghi di provincia siciliani chiamati al voto che andrà al ballottaggio. A Siracusa, alle elezioni comunali 2023, si profila un duello tra il candidato del centrodestra Ferdinando Messina e il sindaco uscente Francesco Italia, appoggiato da quattro liste civiche. Quando sono state scrutinate 82 sezioni su 123, infatti, Messina è in netto vantaggio con 11.244 voti (32,55%). Italia si ferma al momento al 23,41% dei consensi (8.086). Solo terza Renata Giunta, la donna su cui puntavano Pd e M5S: per lei 6.678 preferenze (19,33%).  Vittoria schiacciante invece di Peppe Cassì a Ragusa. Il sindaco uscente fa il bis e a scrutinio completato incassa il 62,9% delle preferenze (21.673 voti). Il candidato del Pd, Riccardo Schininà, non va oltre il 19,4% con 6.705 voti, mentre l'uomo su cui avevano puntato FdI e FI, Giovanni Cultrera, si ferma al 9,7% (3.345 preferenze). Ultimo Sergio Firrincielli (M5S) col 7,9% (2.721 voti). “Non è tempo di festa, ma di responsabilità. Essere sindaco non è un titolo, fregio o mostrina. Deve essere impegno a favore di una comunità. Perché ricominci a credere in se stessa e a nutrire la speranza di un cambiamento". Lo afferma, su Facebook, Enrico Trantino, candidato del centrodestra che si appresta ad avere l'ufficialità della vittoria nell'elezione a primo cittadino a Catania. Quando sono state scrutinate poco più della metà delle sezioni, 179 su 336, l'esponente di Fratelli d'Italia ha ottenuto 44.579 preferenze, pari al 67.16%, seguito dal candidato a sindaco del centrosinistra e M5S, Maurizio Caserta, che ha avuto 15.129 voti, pari al 22.79%.  Giacomo Tranchida, sostenuto da liste civiche, è stato rieletto sindaco di Trapani. "Sarò il sindaco di tutta la città, che deve adesso rimettersi in moto. Abbiamo un mare di finanziamenti con scadenze, non possiamo perdere un giorno", ha detto Tranchida. I primi impegni? "Il 30 giugno abbiamo la prima scadenza del Pnrr, poi dobbiamo accelerare sul porto e portare avanti con il governo regionale un ragionamento perché si possa andare verso un hub aeroportuale Palermo-Trapani: il futuro è questo, dobbiamo uscire dall'isolamento della Sicilia occidentale".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Lombardia, accordo pubblico-privato di 1.5 milioni di euro per la ricollocazione delle figure manageriali

(Adnkronos) – È stato presentato a Milano, presso gli spazi IBM Studios Milano in piazza Gae Aulenti, il protocollo dell'intesa tra Regione Lombardia, le organizzazioni regionali Manageritalia Lombardia, Federmanager Lombardia e le aziende Confindustria Lombardia e Confcommercio Lombardia. L'accordo prevede lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per la ricollocazione di ex dirigenti e manager tra i 50 e 62 anni e delle donne dirigenti. "https://cms.retesport.dev.toyou.it/wp-content/uploads/2023/05/Servizio_Manageritalia_Graficato.mp4"—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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‘Ndrangheta, sgominato traffico internazionale di droga: 41 arresti

(Adnkronos) – E' in corso un'operazione del comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, dello Scico e di altri reparti del Corpo, che stanno eseguendo 41 ordinanze di custodia cautelare, adottate dal gip del Tribunale felsineo, in Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata e Calabria, nei confronti di appartenenti a un'associazione a delinquere, composta da italiani affiliati o contigui alla ‘ndrangheta reggina e crotonese e dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Nel blitz sono impegnati oltre 160 militari. Le complesse indagini, durate oltre due anni dirette dalla Dda di Bologna e coordinate dalla procura nazionale antimafia e antiterrorismo alla luce di convergenze emerse con altri filoni investigativi delle procure di Firenze, Potenza e Trento, hanno anche permesso di riscontrare il coinvolgimento di una fitta rete di cinesi dediti, professionalmente e con carattere di sistematicità, al riciclaggio degli ingenti proventi illeciti accumulati dall'organizzazione criminale. Sono stati ricostruiti approvvigionamenti e cessioni per quantitativi che sfiorano i 1.200 kg di cocaina, i 450 kg di hashish e i 95 kg di marijuana: ingenti quantitativi di stupefacente hanno fruttato all’associazione decine di milioni di euro, parzialmente reimpiegati in 14 società intestate a prestanome e utilizzate anche per “mascherare”, in pieno periodo di lockdown pandemico, i trasporti di droga attraverso false bolle di accompagnamento. Secondo quanto emerso dalle indagini, il leader dell’associazione è stato identificato in un soggetto, già noto alle cronache, ai vertici della ‘ndrina “Staccu” di San Luca (Reggio Calabria), latitante in Spagna dal 2018 e arrestato a marzo 2021. Secondo quanto ricostruito dalla Gdf, nel periodo di latitanza, il boss ha tirato le fila di una vastissima rete di narcotraffico internazionale in grado di gestire carichi di stupefacente nell’ordine delle centinaia di chilogrammi al mese, in affari con i potentissimi cartelli sudamericani (fra cui il Primeiro Comando da Capital brasiliano e organizzazioni criminali colombiane, peruviane, messicane e boliviane) e alcuni dei più noti e pericolosi latitanti italiani.  Grazie all’incessante brokeraggio del boss, lo stupefacente, proveniente dai Paesi di produzione Sud-Americani, arrivava nei porti dell’Europa settentrionale, in particolare Anversa e Rotterdam, per essere subito dopo distribuito in tutto il vecchio continente. Il boss aveva affidato la gestione del mercato italiano ai promotori dell’associazione, soggetti calabresi da anni residenti nel Parmense e nel Reggiano che, avvalendosi di basi logistiche dislocate in varie regioni (Calabria, Lazio e Lombardia), di corrieri e di imprese compiacenti, erano in grado di occuparsi dei traffici illeciti della cosca in tutta la penisola.  Un ruolo attivo e prezioso nella sistematica opera di riciclaggio dei proventi illeciti del sodalizio criminale è stato ricoperto da una vera e propria rete di soggetti di nazionalità cinese attraverso il 'fei ch’ien', sistema “informale” di trasferimento di denaro. Secondo la ricostruzione dei finanzieri, dopo aver prelevato ingenti somme di contanti, i cittadini sinici provvedevano a inviarlo, attraverso una lunga catena di bonifici, ad aziende commerciali in Cina e Hong Kong. Queste ultime, attraverso articolati meccanismi di “compensazione”, erano in grado di recapitare il denaro ai broker del narcotraffico e agli stessi cartelli sudamericani attraverso “agenti” residenti all’estero. Dalle indagini è emerso che, grazie al meccanismo dei fei ch’ien, l’associazione è stata in grado di ripulire più di 5 milioni di euro; due “riciclatori” cinesi sono stati colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Nel blitz contro il traffico internazionale di droga, oltre alle 41 ordinanze di custodia cautelare, le fiamme gialle bolognesi hanno eseguito il sequestro di 44 immobili e terreni, 17 autoveicoli/motocicli, 354 rapporti bancari e 80 fra società, attività commerciali e partecipazioni sociali, per un valore complessivo stimato di oltre 50 milioni di euro. Sono state effettuate anche numerose perquisizioni personali e locali, tuttora in corso. Durante le indagini sono stati inoltre arrestati, in flagranza di reato, tre italiani e sequestrati 43 kg di cocaina, 44 kg di hashish, sostanze da taglio e frullatori utilizzati per preparare il narcotico, poco meno di 140mila euro in contanti (trovati nella disponibilità di uno soggetti ritenuti “riciclatori” cinesi) e 10.000 prodotti contraffatti, di cui 3.200 articoli di abbigliamento recanti i marchi di famosi brand e svariate confezioni di farmaci contro la disfunzione erettile per un totale di 6.800 blister.  “Le mafie non si fermano di fronte a nulla. Non si sono fatte intimorire dal Covid e nemmeno le alluvioni sono riuscite a bloccarle – afferma il generale di divisione Ivano Maccani, comandante regionale dell'Emilia Romagna della Guardia di finanza – Mentre migliaia di volontari erano e sono impegnati nelle operazioni di soccorso, i criminali hanno continuato a contaminare il territorio tessendo la tela dei loro affari illeciti. Per loro il business e il profitto prevalgono su tutto e tutti. Con l’operazione odierna, incentrata su affiliati e contigui a note 'ndrine calabresi, abbiamo bonificato il territorio emiliano- romagnolo da 41 soggetti colpiti da altrettante misure cautelari personali, soggetti ai quali abbiamo sottratto, per restituirli alla società civile, beni per oltre 50 milioni di euro". "Sono stati sequestrati oltre 90 kg di droga, per lo più coca, migliaia di capi di abbigliamento e medicinali contraffatti, e denaro contante per importi rilevanti. Non solo 'ndrine ma anche organizzazioni criminali cinesi che le rifornivano del denaro contante necessario per pagare quintali di coca ai narcotrafficanti colombiani, denaro che veniva restituito su conti correnti in Cina e a Hong Kong – continua – Se da un lato nelle operazioni di soccorso alle popolazioni alluvionate abbiamo quotidianamente impiegato 4 mezzi aerei e 180 finanzieri che hanno tratto in salvo 986 persone, all’operazione odierna hanno contribuito 160 militari con un mezzo aereo". "A fronte di pochi imprenditori affiliati alle 'ndrine, indifferenti e sordi alle richieste di aiuto degli alluvionati, permettetemi un ringraziamento speciale ai tantissimi imprenditori che sin dai primi istanti, quelli più critici, hanno preteso, con grande spirito di solidarietà, di contribuire ai soccorsi spalancando i cancelli dei loro magazzini per offrire spontaneamente medicinali, stivali, gommoni, torce”, conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Bergamo, preparava attentato incendiario: fermato minore sostenitore Isis

(Adnkronos) – Era pronto a passare all’azione e stava elaborando il progetto di un attentato incendiario nella zona in cui vive. E' quanto emerso dalle indagini che hanno portato al fermo, eseguito dalla polizia, di un minore italiano di origine straniera, residente in provincia di Bergamo, indagato per associazione con finalità di terrorismo, addestramento, apologia e istigazione a delinquere aggravate. Il minore, secondo le indagini, giovane sostenitore dell'Isis, è stato inoltre trovato in possesso di numerosissimi contenuti riconducibili allo Stato Islamico, tra cui video di esecuzioni e manuali relativi alle armi e al confezionamento di ordigni, che diffondeva anche in rete, esortando gli altri giovani internauti a passare all’azione. Il fermo è stato disposto dalla procura per i minorenni di Brescia e convalidato dal gip del Tribunale per i minorenni il 29 maggio. Il monitoraggio del giovane, da parte dei poliziotti della Digos di Bergamo e di Brescia e del Servizio per il Contrasto all’Estremismo e al Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, è iniziato a seguito del suo rapido processo di radicalizzazione violenta e della pubblicazione sui social di video di propaganda jihadista riconducibili all’Isis: l’attività investigativa, svolta anche con i contribuiti del comparto Intelligence, e delle forze di polizia straniere, ha fatto emergere l’appartenenza del minore a una rete di giovani internauti sostenitori del Daesh, presenti in diversi Paesi d’Europa e d’America, molti dei quali arrestati nelle scorse settimane. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Trapani, neonato abbandonato in campagna a Paceco: arrestati baby genitori

(Adnkronos) – Dovranno rispondere di tentato omicidio in concorso i presunti genitori del neonato, abbandonato lo scorso anno, in un terreno in contrada Sciarrotta a Paceco nel trapanese. I due sono stati arrestati oggi dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Trapani e della Stazione di Paceco, coordinati dalle Procure di Trapani e per i Minorenni di Palermo. A ritrovare il piccolo l'anno scorso, avvolto in una coperta, erano stati i proprietari di un terreno poco distante dal luogo dell'abbandono, che avevano sentito i vagiti del bimbo. Da quel momento, i militari di Trapani, coordinati dalle competenti autorità giudiziarie, hanno cercato i responsabili dell'abbandono e del tentato omicidio. "L'indagine è stata scrupolosa, sono state visionate ore e ore di immagini dei sistemi di video sorveglianza – spiegano gli investigatori dell'Arma -. Sono stati ascoltati i residenti della zona, i proprietari dei veicoli passati in quell'area. Sono stati svolti accertamenti presso ospedali, pronto soccorso, consultori provinciali, medici di base, guardie mediche, nonché presso gli istituti scolastici della provincia per acquisire ogni possibile elemento utile alle indagini". In particolare, le attenzioni si sono concentrate inizialmente su una minore che già da diversi giorni non frequentava le lezioni. La conferma dell'ipotesi investigativa c'è stata, poi, con l'esame del Dna svolto dai carabinieri del Ris di Messina che ha dato esito positivo. Quello estratto dalla placenta e quello acquisito dai campioni biologici della giovane erano perfettamente sovrapponibili con una probabilità che i carabinieri del Ris definiscono "di un milione di miliardi rispetto all'opzione contraria".  Secondo la ricostruzione degli investigatori, la ragazza avrebbe deciso di abbandonare il neonato insieme al giovane fidanzato. Entrambi, infatti, avevano nascosto a familiari e amici la gravidanza. La notte del parto lo avrebbero così abbandonato in un terreno, con la piena consapevolezza, secondo quanto ricostruito dai magistrati, "di esporre il loro figlio non soltanto ad astratti ed eventuali pericoli conseguenti al suo stato di incapacità di difesa, bensì al rischio di una morte pressoché certa, evitata per fattori del tutto indipendenti dalla loro volontà". I due sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio. La minore è stata condotta presso un istituto penale per i minorenni, mentre il giovane nel carcere di Trapani. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Lavoro, Scarpa (Manageritalia): “Accordo frutto di collaborazione fra pubblico e privato”

(Adnkronos) – È stato presentato a Milano, presso gli spazi IBM Studios Milano in piazza Gae Aulenti, il protocollo d'intesa tra Regione Lombardia, le organizzazioni regionali Manageritalia Lombardia, Federmanager Lombardia e le aziende Confindustria Lombardia e Confcommercio Lombardia. Un accordo volto a valorizzare la componente manageriale del capitale umano lombardo per incentivare la competitività delle imprese nella Regione. È intervenuto anche il presidente di Manageritalia Lombardia Paolo Scarpa. "https://cms.retesport.dev.toyou.it/wp-content/uploads/2023/05/PILLOLA4_SCARPA.mp4"—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Lavoro, Tironi : “Questa misura destinata a manager ennesima testimonianza che Regione Lombardia non lascia indietro nessuno”

(Adnkronos) – Lunedì 29 maggio a Milano, si è tenuta la presentazione del protocollo di intesa tra Regione Lombardia e le organizzazioni regionali dei manager Manageritalia Lombardia, Federmanager Lombardia e delle aziende Confindustria Lombardia e Confcommercio Lombardia. A margine, è intervenuta Simona Tironi, assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. "https://cms.retesport.dev.toyou.it/wp-content/uploads/2023/05/PILLOLA3_TIRONI.mp4"—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)