(Adnkronos) – "L’intelligenza artificiale non è più soltanto uno strumento in mano ai cybercriminali. Sta diventando essa stessa parte della superficie d’attacco delle nostre organizzazioni. Il vero cambio di prospettiva è capire che l’intelligenza artificiale non è un semplice tool, ma un attore operativo inserito nei nostri sistemi: se un avversario riesce a orientarlo, non ha più bisogno di bucare un server perché può direttamente pilotare un processo". Sono le parole di Diego Fasano, Ceo di Ermetix, partecipando oggi a Roma alla Cybersec 2026, la conferenza internazionale promossa e organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia presso la Scuola Superiore di Polizia a Roma, in collaborazione con la Polizia di Stato per discutere di ‘Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una Difesa comune’.
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(Adnkronos) – "La cybersecurity è un’infrastruttura strategica per la competitività del Paese. I dati più aggiornati mostrano un’Italia particolarmente esposta: nel 2024 si sono registrati 357 attacchi gravi (+15,2% sul 2023) e nel primo semestre 2025 si rilevano 280 incidenti critici, pari a oltre il 10% degli attacchi mondiali". Lo ha detto Andrea Boggio, Director, Security Customer Technical Advisor di Kyndryl, in una nota prodotta in occasione del Cybersec 2026, la due giorni organizzata presso la Scuola Superiore di Polizia a Roma dal quotidiano Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato. Temi di questa edizione: ‘Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una Difesa comune’. Boggio si sofferma poi sui dati diffusi da Acn, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale: “Nel 2025 gli incidenti gestiti dalla Polizia Postale hanno superato quota 55mila e il 54% degli attacchi è attribuito all’hacktivism, contro l’8% del resto del mondo. Un fenomeno che colpisce infrastrutture, pubblica amministrazione e industria italiana in modo unico nel panorama europeo. Quando un attacco blocca un’azienda il costo si misura in milioni di euro al giorno: produzione ferma, servizi paralizzati, dati esfiltrati. Con il nuovo Security Briefing Center, integrato con il nostro Soc (Security operation center), offriamo alle aziende italiane un hub dove confrontarsi su scenari reali e co-progettare strategie di resilienza seguendo un approccio strutturato e pienamente allineato alle normative nazionali ed europee. In Italia – conclude – non basta più parlare di sicurezza, serve costruirla con competenze, metodo e trasparenza”.
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(Adnkronos) – "Oggi la priorità è creare un ecosistema nazionale della cyber resilienza, mirato a proteggere le infrastrutture critiche, quali i settori energy, health, finanza e trasporti. Stiamo infatti vivendo un contesto geopolitico sempre più teso e instabile, caratterizzato da attacchi ogni giorno più frequenti e sofisticati. Le minacce non colpiscono solo il singolo operatore, ma l’intera supply chain, con effetti sistemici su servizi essenziali e continuità operativa del Paese". Così Alessio Aceti, Chief Executive Officer di Hwg Sababa, partecipando oggi a Roma alla quinta edizione di Cybersec, la conferenza internazionale promossa dal quotidiano Cybersecurity Italia presso la Scuola Superiore di Polizia a Roma, in collaborazione con la Polizia di Stato che, attraverso il Servizio della Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica, è in prima linea nel contrasto al cybercrime e nella protezione delle infrastrutture critiche informatiche nazionali. Aceti indica poi la via per fronteggiare i rischi legati ai cyber attacchi: "Creare allarmismi e panico è inutile e controproducente: è necessario far fronte comune tra attori della cybersecurity, istituzioni e aziende per saper prevenire i danni e rispondere in maniera efficace. Questo garantirebbe la resilienza strutturale delle infrastrutture critiche, tutelando la sicurezza, l’economia e la stabilità sociale del Paese", conclude.
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(Adnkronos) – La Cia sta lavorando per armare le forze curde con l'obiettivo di fomentare una rivolta popolare in Iran. Lo rivela la Cnn citando varie fonti a conoscenza del piano, secondo le quali l'amministrazione Trump ha aperto un dialogo con i gruppi dell'opposizione iraniana e i leader curdi in Iraq per fornire loro supporto militare. I gruppi armati curdi iraniani hanno migliaia di forze operative lungo il confine tra Iraq e Iran, principalmente nella regione del Kurdistan iracheno. All'inizio dell'operazione militare israelo-americana contro l'Iran, gruppi di curdi iraniani hanno chiesto alle forze militari iraniane di disertare. Per contro, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica dell'Iran ha attaccato i gruppi curdi affermando di aver lanciato decine di droni contro di loro. Un alto funzionario curdo iraniano ha detto ieri che il presidente americano Donald Trump ha parlato con il leader del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (Kdpi), Mustafa Hijri. Alla Cnn un alto funzionario curdo iraniano ha detto che nei prossimi giorni le forze di opposizione curde iraniane dovrebbero prendere parte a un'operazione di terra nell'Iran occidentale. "Crediamo di avere una grande possibilità ora", ha detto la fonte, spiegando la tempistica dell'operazione e dicendo di aspettarsi il sostegno di Stati Uniti e Israele. Axios ha inoltre riferito che Trump domenica ha chiamato i leader curdi iracheni per discutere dell'operazione militare statunitense in Iran e di come si potesse collaborare. Il tentativo di armare i gruppi curdi iraniani ha infatti bisogno del sostegno dei curdi iracheni per consentire il transito delle armi e per utilizzare il Kurdistan iracheno come base di lancio. Una fonte informata ha detto alla Cnn che l'idea è far sì che le forze armate curde blocchino i militari iraniani, rendendo più facile per la popolazione iraniana evitare il massacro subito durante i disordini di gennaio. Un altro funzionario statunitense ha affermato alla Cnn che i curdi potrebbero contribuire a seminare il caos nella regione e a esaurire le risorse militari del regime iraniano. Possibile anche che i curdi conquistino e mantengano il territorio nella parte settentrionale dell'Iran, creando una zona cuscinetto per Israele. Alex Plitsas, analista della Cnn sulla sicurezza nazionale ed ex alto funzionario del Pentagono sotto l'ex presidente Barack Obama, ha affermato che gli Stati Uniti "stanno chiaramente cercando di dare il via" al processo di rovesciamento del regime da parte degli iraniani armando i curdi, storico alleato regionale degli Stati Uniti. "Il popolo iraniano è generalmente disarmato e, a meno che i servizi di sicurezza non collassino, sarà difficile per loro prendere il potere se qualcuno non li arma", ha detto Plitsas alla Cnn. "Credo che gli Stati Uniti sperino che questo ispiri altri sul campo in Iran a fare lo stesso", ha aggiunto. Jen Gavito, ex alta funzionaria del Dipartimento di Stato specializzata in Medio Oriente sotto l'ex presidente Joe Biden, si è detta preoccupata sulle armi americane ai curdi, mettendo in dubbio che siano state valutate attentamente le conseguenze. "Stiamo già affrontando una situazione di sicurezza instabile, su entrambi i lati del confine", ha detto Gavito alla Cnn. "Questo ha il potenziale di minare la sovranità irachena e di fatto di dare potere a milizie armate senza alcuna responsabilità e con scarsa comprensione di ciò che potrebbe innescare", ha aggiunto. Una fonte della Cnn ha spiegato che negli ultimi giorni l'esercito israeliano ha colpito avamposti militari e di polizia iraniani lungo il confine con l'Iraq, anche per preparare il terreno al possibile afflusso di forze armate curde nel nord-ovest dell'Iran. In ogni caso qualsiasi sostegno statunitense e israeliano a una forza di terra curda incaricata di contribuire a rovesciare il regime iraniano dovrebbe essere massiccio, hanno affermato fonti informate. Per l'intelligence Usa i curdi iraniani non hanno le risorse per sostenere una rivolta contro il governo e i partiti curdi iraniani stanno cercando garanzie politiche dall'amministrazione Trump prima di impegnarsi in qualsiasi sforzo di resistenza, secondo una fonte vicina alla questione.
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(Adnkronos) –
Aryna Sabalenka verso le nozze. Per la numero uno del ranking Wta è arrivata una scenografica proposta di matrimonio a Indian Wells. Il futuro marito? Georgios Frangulis, noto imprenditore brasiliano, fondatore di Oakberry, colosso mondiale dei fast food salutari, che su uno degli iconici campi della California si è inginocchiato di fronte alla fuoriclasse bielorussa porgendole l'anello, in un contorno iconico di fiori. Sabalenka ha subito accettato, con grande emozione e senza titubanze, postando il momento sui social: "Io e te, per sempre". I due si frequentano ormai dall'aprile del 2024 (periodo a cui risale la prima apparizione in pubblico). Da lì, Frangulis l'ha seguita ovunque in giro per il mondo, accompagnandola tra i tornei più importanti del circuito.
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(Adnkronos) – Meno di un mese al passaggio dall'ora solare all'ora legale 2026. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo dovremo spostare le lancette avanti di un'ora e questo consentirà di guadagnare un'ora in più di luce al giorno. Come ogni anno questo passaggio avverrà l'ultima domenica di marzo, dunque nessun anticipo rispetto a quanto previsto. Quindi, alla domanda di molti utenti sul web "l'ora legale quest'anno arriva prima?", la risposta è no. A 'confondere' il fatto che l'ultima domenica di marzo l'anno scorso coincideva con il giorno 30, un giorno prima rispetto a quest'anno. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo le lancette verranno spostate un'ora avanti (sulla gran parte dei dispositivi il passaggio avverrà in automatico): le 2 diventeranno le 3. Nella notte del cambio si dormirà dunque un'ora in meno (ma solo quella notte, superfluo sottolinearlo però la credenza popolare racconta altro). Questo significa che le giornate si allungheranno e diminuiranno di conseguenza le spese energetiche, con la riduzione dell'illuminazione artificiale, a beneficio di quella naturale, e un effetto diretto sulle bollette. L'ora legale sarà in vigore fino all'ultima domenica di ottobre, che quest'anno coinciderà con la giornata del 25, quando tornerà l'ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un'ora indietro.
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(Adnkronos) – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Manageritalia commenta gli ultimi dati sull’andamento della dirigenza privata in Italia, che confermano un trend strutturale di crescita della componente femminile ai vertici delle imprese italiane. Secondo il Report Donne elaborato da Manageritalia partendo dagli ultimi dati ufficiali Inps (2024), i dirigenti privati sono aumentati del 2,6% rispetto all’anno precedente, consolidando la crescita già registrata nel 2023 (+2,6%) e nel 2022 (+3,8%). A trainare l’incremento sono soprattutto le donne, cresciute del 6,2% a fronte dell’1,5% degli uomini. Dal 2008 ad oggi le donne dirigenti sono più che raddoppiate (+114%), mentre nello stesso periodo gli uomini hanno registrato un calo dell’1,3%. L’aumento complessivo dei dirigenti privati (+12,4%) è dunque interamente attribuibile alla crescita della componente femminile. “L’8 marzo – commenta Cristina Mezzanotte, coordinatrice area Deia di Manageritalia – è l’occasione per valorizzare un cambiamento concreto: le donne manager non solo crescono in numero, ma stanno contribuendo in modo determinante all’evoluzione qualitativa della classe dirigente del Paese. Abbiamo bisogno del lavoro delle donne e le aziende sono più consapevoli che non possono rinunciare ai loro talenti e le più illuminate stanno attuando dei sistemi Welfare che consentano alle persone di poter continuare la propria carriera senza rinunciare alla genitorialità. Le nuove Generazioni di Manager chiedono lo stesso periodo di congedo ad entrambi i genitori. Insomma, qualcosa sta cambiando e Manageritalia Deia (gruppo Diversity Inclusion Accessibility) sentiamo la responsabilità di tenere un faro acceso su questa trasformazione. Con l'attuazione della Normativa 2023/970 i Manager avranno la responsabilità in azienda della trasparenza retributiva: pari lavoro pari retribuzione. Le aziende dovranno fornire informazioni chiare sulla retribuzione iniziale nelle offerte di lavoro. Se i dati evidenzieranno un divario retributivo di genere superiore al 5% non giustificato, l'azienda dovrà intervenire con le rappresentanze sindacali (i dati indicano che le Donne nell'EU guadagnano in media il 13%in meno dei colleghi uomini)”. Per Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, “La crescita delle donne manager non è solo un segnale positivo sul piano dell’equità, ma un indicatore concreto di evoluzione del nostro sistema produttivo. I numeri dimostrano che la managerialità femminile sta contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle imprese, soprattutto nei settori più dinamici. Ora è fondamentale consolidare questo trend, investendo su competenze, merito e ricambio generazionale, perché una leadership più inclusiva significa aziende più competitive e un Paese più forte”. Oggi le donne rappresentano il 22,7% del totale dei dirigenti privati (erano il 19,1% nel 2020). Le proiezioni 2025 indicano un ulteriore avanzamento: le donne superano il 23% e i dirigenti privati raggiungono per la prima volta il massimo storico di oltre 134mila unità. Nel solo terziario privato, nel 2025 la crescita è pari al +3,2% complessivo, con un incremento del +6,5% per le donne e del +2,2% per gli uomini, confermando un rafforzamento strutturale della leadership femminile. La crescita della dirigenza è particolarmente significativa nel terziario, che negli ultimi otto anni ha registrato un +20% (contro il +4% dell’industria) in un settore in cui le donne sono maggiormente presenti (25,8% rispetto al 16,5% dell’industria). Tornando ai dati, la prospettiva è sempre più rosea: la componente femminile pesa per il 40% tra gli under 35 e per il 32% tra gli under 40, a fronte del 22,7% sul totale. Anche tra i quadri la presenza femminile è pari al 33,4%, segnale di un ricambio generazionale che vede progressivamente crescere la rappresentanza delle donne nei ruoli apicali. I dirigenti crescono in maniera diffusa sul territorio nazionale con le sole eccezioni di Piemonte (-2%) e Trentino-Alto Adige (-0,5%). Le crescite più marcate si registrano in Calabria (+15,4%), Basilicata (+14,8%), anche se con bassi numeri assoluti. Ottimi tassi di crescita anche in Sardegna (+5,7% ma -30,2% dal 2008) Umbria (+4,9%) e Toscana (+4,1%) e si confermano Lombardia (+3,4%) Lazio (+2,6) ed Emilia-Romagna (+2,9%) che in assoluto sono nell’ordine le prime tre regioni per dirigenti. Permane tuttavia un significativo divario manageriale: il rapporto tra dirigenti e lavoratori dipendenti è pari allo 0,9% a livello nazionale, con punte dell’1,8% in Lombardia e dell’1,4% nel Lazio, ma valori compresi tra lo 0,2% e lo 0,3% nel Mezzogiorno, ben al di sotto del 3% dei principali Paesi competitor. Quanto alla presenza femminile, il Lazio guida la classifica con il 29% di donne dirigenti, seguito da Sicilia (27%), Puglia (26,3%), Molise (26,2%) e Lombardia (24,8%). In coda Marche (14,2%), Umbria (14,2%) e Trentino-Alto Adige (11,5%). In conclusione, i dati dimostrano che le imprese hanno compreso che la managerialità è condizione necessaria per crescere e competere. In questo scenario, la leadership femminile rappresenta un fattore strutturale di sviluppo e competitività del sistema produttivo italiano.
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(Adnkronos) – Siglato questa mattina l'accordo tra FederCusi e One Health Foundation per promuovere la cultura della prevenzione negli atenei italiani, a partire dall'università Politecnica delle Marche. "L'intesa punta a formare i giovani secondo il paradigma One Health che integra salute umana, ambiente ed ecosistemi, con l'obiettivo di diffondere corretti stili di vita e rafforzare la consapevolezza sui temi della salute globale". Così Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e presidente eletto di Aiom (Associazione italiana oncologia medica), in occasione della firma del protocollo d'intesa, oggi a Roma. Fulcro del progetto "sarà la creazione dei primi ‘Ambasciatori della salute': studenti universitari e sportivi formati per promuovere buone pratiche tra i coetanei e nella popolazione – spiega Berardi – con particolare attenzione anche alle fasce d'età più giovani. Un modello comunicativo 'peer to peer', in cui sono i giovani stessi a parlare ai giovani, per rendere più efficace la divulgazione scientifica e preventiva". Il protocollo prevede inoltre "la realizzazione di progettualità condivise, tra cui i 'Villaggi della salute', iniziative territoriali dedicate a screening e informazione sanitaria. Nei 3 anni dalla sua nascita, One Health Foundation ha già erogato oltre 7mila visite gratuite su tutto il territorio nazionale. L’accordo con FederCusi rappresenta un ulteriore passo per intercettare la popolazione universitaria, considerata una fascia strategica su cui intervenire precocemente per incidere in modo significativo sugli stili di vita e sulla prevenzione", conclude la presidente.
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(Adnkronos) – Il Libano è oggi profondamente coinvolto nella guerra in Medio Oriente soprattutto a causa della presenza di Hezbollah, il movimento sciita libanese sostenuto dall'Iran, che funge da principale 'proxy' di Teheran nella regione. Il 'Partito di Dio' guidato da Naim Qassem è nato con il sostegno politico, economico e militare iraniano e continua ad essere considerato dagli israeliani e dagli Stati Uniti un braccio operativo della Repubblica islamica. La guida storica del gruppo Hassan Nasrallah, ucciso il 27 settembre del 2024 in un raid israeliano su Beirut sud, ha più volte rivendicato l'alleanza con Teheran e sostenuto la strategia dell' 'Asse della resistenza', la rete di alleanze che unisce l'Iran ad attori armati attivi contro Israele e che è composta, oltre Hezbollah, anche dagli Houthi nello Yemen e dalle milizie sciite in Iraq. Negli ultimi anni Hezbollah è intervenuto più volte a sostegno degli interessi iraniani nella regione, lanciando razzi e droni contro Israele con l'obiettivo dichiarato di esercitare pressione militare su Tel Aviv e proteggere l'influenza iraniana nel Medio Oriente. L'escalation più recente è legata agli attacchi aerei israeliani e statunitensi iniziati sabato scorso contro l'Iran. L'uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei, ha spinto Hezbollah nella notte tra il primo ed il 2 marzo a scatenare una rappresaglia tramite lanci di razzi contro il suo 'nemico storico'. Le Idf hanno risposto bombardando Beirut e altre zone del sud, con decine di morti. Nelle ultime ore le forze israeliane hanno effettuato raid contro obiettivi di Hezbollah e dispiegato truppe nel sud del Libano per ampliare la cosiddetta 'zona cuscinetto' al confine. Il portavoce delle Idf ha chiesto agli abitanti delle zone di spostarsi a nord del fiume Litani per motivi di sicurezza, segno che la minaccia di un ulteriore allargamento del conflitto resta alta, anche se al momento una nuova invasione terrestre su larga scala appare incerta.
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(Adnkronos) – In occasione della Giornata internazionale della donna, gardenie e ortensie tornano dal 6 all'8 marzo in 5mila piazze d'Italia con la storica campagna di informazione e raccolta fondi 'Gardensia', promossa dall'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) come simbolo concreto di impegno per la ricerca scientifica, i servizi e l'affermazione dei diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate. L'iniziativa si svolge sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica, a conferma del valore civile e sociale di una mobilitazione che ogni anno coinvolge 14mila volontarie e volontari. La sclerosi multipla – ricorda l'Aism in una nota – colpisce le donne con una frequenza doppia rispetto agli uomini. In Italia coinvolge oltre 144mila persone ed è una malattia neurologica cronica, imprevedibile e spesso invalidante, che si manifesta soprattutto in età giovane, nel pieno della vita personale e professionale. Per molte donne alla complessità della malattia si sommano ostacoli legati a stereotipi, discriminazioni e, in alcuni casi, a forme di violenza che colpiscono più duramente chi vive una condizione di disabilità. E' in questa prospettiva che Gardensia si inserisce nel significato più profondo dell'8 marzo: non solo una ricorrenza, ma un richiamo al diritto alla salute, all'autonomia e alla piena partecipazione sociale. Nel tempo Aism ha promosso progetti specifici per contrastare discriminazione e violenza contro le donne con disabilità, attraverso protocolli d'intesa e strumenti informativi e formativi. Tra questi #Cambiailfinale! e Led – Laboratori empowerment donna. Con Gardensia la solidarietà si traduce in interventi concreti, sottolinea Aism. I fondi raccolti finanziano progetti di ricerca scientifica e rafforzano i servizi sociosanitari promossi dall'associazione su tutto il territorio nazionale. In un Paese in cui l'allungamento della vita rende la cronicità una sfida sempre più centrale, garantire continuità delle cure e assistenza significa investire nel futuro. "Gardensia è partecipazione collettiva a un impegno quotidiano fatto di ricerca e diritti – afferma Francesco Vacca, presidente di Aism – Ogni fiore contribuisce a costruire risposte concrete e sostenibili per le persone con sclerosi multipla". Anche nel 2026 l'attrice e scrittrice Chiara Francini è al fianco dell'Aism come volto della campagna Gardensia, rinnovando il suo impegno a sostegno della ricerca scientifica e della solidarietà. Accanto a lei la madrina dell'associazione, Antonella Ferrari, attrice, scrittrice e persona con sclerosi multipla, rappresenta la voce diretta di chi convive con la malattia, trasformando l'esperienza personale in impegno per la ricerca e i diritti. Dal 6 all'8 marzo sarà dunque possibile recarsi nelle piazze dove sono presenti i volontari Aism, oppure prenotare le piante contattando la sezione provinciale dell'associazione della propria città (info su aism.it/gardensia). A sostegno della campagna è attivo anche il numero solidale 45512, che consente di contribuire al finanziamento di progetti di ricerca e innovazione, tra cui il centro di eccellenza per la neuroriabilitazione NeuroBrite Research Center. I fondi raccolti saranno utilizzati per creare laboratori all'avanguardia, sviluppare dispositivi tecnologici per la riabilitazione e validare nuove linee guida. Le donazioni al numero solidale sono di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa Tim, Fastweb + Vodafone, Windtre, Tiscali e Geny; 5 euro da chiamata da rete fissa Convergenze e PosteMobile; 2 euro con Sms da cellulare Fastweb + Vodafone, Windtre, Tim, Iliad, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali. All'iniziativa Gardensia di Aism, conclude la nota, hanno aderito anche Aeroporti 2030 – insieme agli aeroporti di Roma, Treviso, Venezia, Verona e agli Aeroporti di Puglia – e Uber per promuovere il diritto alla libertà di movimento e valorizzare il ruolo delle donne.
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