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Genova, 14enne accoltellato su un bus: è grave

(Adnkronos) – Un quattordicenne marocchino è stato ricoverato in codice rosso all'ospedale Villa Scassi di Genova dopo essere stato accoltellato a bordo di un autobus in via Teresa Durazzo Pallavicini. Il giovane, secondo quanto ricostruito, è stato accoltellato a torace e addome riportando profonde ferite. Sul posto il 118, la Croce Bianca di Bolzaneto e la polizia di Stato che avrebbe fermato un coetaneo di nazionalità albanese. 
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Operaio di un cantiere stradale travolto e ucciso da un’auto nel Milanese

(Adnkronos) – Incidente sul lavoro nel Milanese. Un operaio di una ditta, impegnata in lavori per Anas, è morto dopo essere stato investito da un’auto lungo la diramazione per l’aeroporto di Malpensa, all’altezza di Cuggiono. L’uomo, soccorso e trasportato in elicottero all’ospedale Niguarda, è deceduto poco dopo. La strada è rimasta chiusa per ore. Anas ha espresso cordoglio e avviato le procedure per chiarire la dinamica di quanto accaduto. 
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Tram deragliato a Milano, la procura indaga sul sistema frenante: acquisite le immagini delle telecamere

(Adnkronos) – Sono state acquisite le immagini delle telecamere di bordo del tram della linea 9 che nel pomeriggio di ieri, venerdì 27 febbraio, è deragliato a Milano, provocando due vittime e quarantotto feriti di cui tre ancora in terapia intensiva. I filmati, insieme a quelli presenti lungo viale Vittorio Veneto, saranno analizzati dagli investigatori per verificare la versione fornita dall’autista. Il conducente, ascoltato immediatamente dopo l’incidente, ha riferito di aver accusato un malore e di non essere riuscito ad azionare lo scambio, causando la deviazione improvvisa del mezzo. Il tram avrebbe così abbandonato la direzione naturale, curvando a sinistra ad alta velocità e terminando la sua corsa contro un palazzo all’angolo con via Lazzaretto. La pm Elisa Calanducci è in attesa degli atti dell’inchiesta, compreso il verbale dell’autista, la cui posizione è ora al vaglio della Procura di Milano.  Tra i primi accertamenti che verranno disposti figurano le autopsie sui due passeggeri deceduti, sbalzati fuori dal tram a seguito dell’impatto, e una consulenza cinematica per ricostruire con precisione la dinamica del deragliamento. Formalmente il fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose non è stato ancora aperto, così come si attendono gli atti per poter disporre le autopsie per le due vittime, Ferdinando Favia, 59 anni, e Karim Touré, senegalese di 56 anni senza fissa dimora. Restano gravi le condizioni di alcuni feriti, ma nessuno risulterebbe in pericolo di vita.  La pm di Milano Elisa Calanducci valuta di sentire la prossima settimana il conducente del tram. L'uomo, 60 anni, ieri ha fornito dichiarazioni spontanee alla Polizia locale, sostenendo di avere avuto un malore. Un'ipotesi a cui si cerca conferma nei dati oggettivi, come le immagini delle telecamere presenti sul tram della linea 9, ma soprattutto dal sistema di guida che registra diversi dati. La procura sta cercando di raccogliere tutti i dati sull'esatta durata della presunta corsa 'cieca' e saranno necessari più approfondimenti per capire l'esatta dinamica dell'incidente.  Il primo punto da capire è quando il conducente ha avuto un malore e se dunque ha 'saltato' la fermata precedente per quello o perché priva di passeggeri in attesa o in discesa. Resta da capire perché, in caso di malore, non si è attiva il sistema di sicurezza. Il cosiddetto 'uomo morto' è un sistema automatico di monitoraggio che interviene frenando e fermando il mezzo quando il tranviere non risulta vigile o in grado di agire. Il sistema, spiega una fonte vicina all'azienda di trasporti Atm, è sempre attivo a velocità superiori dei 3 chilometri orari. Per dimostrare di essere vigile alla guida, il conducente deve premere il pulsante ogni 2,5 secondi. Se non lo fa, scatta un allarme sonoro. Se dopo altri 2,5 secondi dall’allarme il tranviere non preme il pulsante, il sistema di sicurezza fa scattare la frenata e l'arresto del mezzo in uno spazio adeguato che dipende dalla velocità di marcia. 
Nessun allarme sarebbe stato registrato dal sistema di bordo e, quindi, trasmesso alla centrale che avrebbe potuto far scattare il sistema automatico di monitoraggio (il cosiddetto ‘uomo morto’) che interviene frenando e fermando il mezzo Atm quando il tranviere non risulta vigile o in grado di agire alla guida. L’assenza di questo allarme sonoro, fornito da una fonte qualificata, costituirebbe un dato oggettivo e un elemento neutro rispetto al racconto del conducente. L’uomo, 60 anni, afferma di aver avuto un malore, ma nonostante il malessere potrebbe aver continuato a premere il comando manuale che certifica la presenza umana.  "Mai vista così tanta gente qui di sabato". E' la prima impressione, a cui dà voce un barista di viale Vittorio Veneto a Milano, che si ha, tornando a 24 ore di distanza dall'incidente sul luogo in cui ieri pomeriggio un tram della linea 9 è deragliato. Folle di curiosi, complice il pomeriggio quasi primaverile e la vicinanza ai giardini pubblici, affollano l'angolo con via Lazzaretto, tanto che i vigili sono costretti a presidiare l'incrocio, per evitare che i tanti intenti a scattare foto del luogo del disastro finiscano per bloccare il traffico. Il soggetto più preso di mira è la vetrina del ristorante giapponese Robata Kan, completamente sventrata dal nuovissimo tramlink. Dietro ai cumuli di mattoni s'intravedono i tavoli già apparecchiati per la cena. Per fortuna nel locale, chiuso a pranzo, non c'erano clienti al momento dell'impatto. Incolumi i dipendenti all'interno. "Noi stiamo bene, non siamo le vittime", la rassicurazione pubblicata sui social del ristorante aperto da pochi mesi e ora "chiuso fino a data da destinarsi, a causa di un grave incidente tranviario". Ed è, oltre che alle vittime, al personale del ristorante che offriva – primo in Europa – il vero 'barbecue giapponese' che va il pensiero degli esercenti della zona. "Poverini, avevano aperto due mesi fa. Sono brava gente", dicono. Lo chef questo pomeriggio è tornato in zona. Tempo di un caffè e di uno sguardo ai cumuli di macerie all'ingresso del locale, superato lo choc di vedersi arrivare un tram contro. Nell'impatto devastante sono morte due persone. Per loro l'azienda di trasporto pubblico ha depositato oggi due mazzi di fiori bianchi, accompagnati da biglietti scritti a mano per esprimere 'il cordoglio di Atm', vicino alle rotaie, nel punto in cui il tramlink, che doveva andare dritto, ha invece svoltato a sinistra, deragliando. "Se non avesse saltato la fermata prima…", sussurra una donna. "Ha preso la rincorsa per andare dritto", ipotizza un curioso. "Forse non si è reso conto che doveva azionare lo scambio", improvvisa un altro passante. Conversazioni a mezza bocca, in un silenzio raccolto, interrotto dal rumore dei tram che da oggi hanno ripreso a circolare.  "La sicurezza di passeggeri, conducenti e operatori del trasporto pubblico è una priorità costante dell’amministrazione. È un impegno quotidiano che coinvolge strutture tecniche e azienda di trasporto, con l’obiettivo di garantire standard elevati e la massima attenzione alla tutela delle persone" dichiara sui social l'assessora alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi, all'indomani del deragliamento di un tram della linea 9. "La nostra città è stata colpita da un evento drammatico che ha spezzato due vite e causato numerosi feriti. Alle famiglie delle vittime rivolgo il mio cordoglio più sincero e ai feriti un pensiero di vicinanza e augurio di pronta guarigione, a nome dell’amministrazione comunale di Milano", dice Censi, che ieri pomeriggio è accorsa sul luogo dell'incidente insieme al sindaco Giuseppe Sala "per seguire da vicino la gestione dell’emergenza e coordinare le prime verifiche". Per questo oggi ringrazia "gli operatori sanitari, la Protezione civile, gli agenti della Polizia locale e tutto il personale di Atm intervenuto con tempestività, professionalità e senso del dovere. In una situazione così complessa, il coordinamento dei soccorsi è stato fondamentale per assistere le persone coinvolte e mettere in sicurezza l’area". Ora però "è il momento di consentire agli inquirenti e ai tecnici incaricati di svolgere il proprio lavoro con serenità. Saranno le verifiche e le perizie a ricostruire con precisione la dinamica e le cause. Atm sta collaborando pienamente con l’autorità giudiziaria, fornendo ogni elemento utile agli accertamenti", assicura l'assessora, che in conclusione raccomanda: "In questo momento servono rispetto e senso delle istituzioni. Milano saprà affrontare anche questa prova con serietà e competenza".   
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Firenze, 33enne ucciso: arrestati tre aggressori

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Svolta nelle indagini sull'omicidio Gabriele Citrano, 33enne palermitano, residente a Pisa dove lavorava come designer di cucine per una multinazionale, avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 febbraio in un appartamento di via Reginaldo Giuliani zona alla periferia di Firenze. I carabinieri del nucleo radiomobile del comando provinciale hanno arrestato tre persone con le accuse, a vario titolo, di rissa aggravata, lesioni aggravate e omicidio. L'intervento dei militari è scattato poco dopo le 2 della notte scorsa, in seguito a diverse segnalazioni giunte al 112 da parte di residenti che riferivano di una violenta rissa in atto. Giunti al civico 99 di via Reginaldo Giuliani, i carabinieri si sono trovati di fronte a una scena particolarmente cruenta: almeno quattro persone si stavano affrontando all'interno di un appartamento, armate di coltelli e di una mazza da baseball.  Secondo una prima ricostruzione, la lite sarebbe iniziata in strada, nei pressi della stazione di Rifredi, dove tre uomini avrebbero cominciato a fronteggiarsi, per poi spostarsi all'interno dell’abitazione, dove erano presenti altri due individui, uno dei quali avrebbe preso parte attiva agli scontri. La violenza della colluttazione ha reso necessario, da parte dei militari intervenuti, l'uso delle armi a scopo di deterrenza. Solo dopo ripetute intimazioni gli aggressori hanno interrotto l'azione. Al termine della rissa, tre persone sono rimaste a terra in stato di incoscienza e con profonde ferite, mentre una quarta è risultata illesa. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, hanno constatato il decesso di Gabriele Citrano, colpito da numerose e profonde ferite da arma da taglio. Gli altri tre feriti, una volta ricevute le cure necessarie all'ospedale di Careggi, sono stati arrestati e trasferiti nel carcere di Sollicciano. Le indagini, coordinate dalla Procura con la procuratrice Rosa Volpe e il pubblico ministero Andrea Cusani e condotte dai carabinieri del Reparto Operativo, sono tuttora in corso. Secondo quanto emerso nelle prime fasi investigative, all'origine dello scontro vi sarebbe il tentativo di riscuotere con modalità violente un debito non saldato, la cui natura è ancora oggetto di accertamenti. Una spedizione punitiva che si è trasformata in un'aggressione sfociata in un omicidio.  
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Turismo, si chiude Btm Italia 2026: +8% visitatori e 13mila appuntamenti in tre giorni

(Adnkronos) – Si è conclusa oggi, 27 febbraio, presso la Fiera del Levante di Bari, Btm Italia 2026, fiera internazionale del turismo giunta alla sua XII edizione. Tre giorni di business, formazione, confronto istituzionale e innovazione che hanno scritto una pagina nuova nella storia della manifestazione, con un aumento dell’8% dei visitatori che hanno varcato i cancelli della Fiera del Levante rispetto al 2025, mentre le sessioni di matching B2B hanno fatto registrare il record di quasi 13mila appuntamenti in tre giorni nei tre cluster Trade, Mice e Wedding. Organizzata da 365 Giorni in Puglia con la collaborazione di Regione Puglia e PugliaPromozione, Btm Italia 2026 ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento nazionale per l'intera filiera del turismo, portando a Bari quasi 600 espositori e più di 120 buyer internazionali, coinvolti in attività di fam trip già nei giorni precedenti l'apertura ufficiale. L'edizione 2026 si è aperta martedì 25 febbraio con una cerimonia inaugurale di alto profilo istituzionale. La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha tagliato il nastro della XII edizione, sottolineando la crescita costante della manifestazione e richiamando i temi della destagionalizzazione e della diversificazione dell'offerta turistica come priorità nazionali. La ministra ha evidenziato il ruolo strategico del Sud e della Puglia, citando anche l'opportunità rappresentata dai prossimi Giochi del Mediterraneo di Taranto come leva per il turismo regionale. Presenti all'inaugurazione anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha inquadrato Btm come strumento di posizionamento internazionale e di valorizzazione delle aree interne pugliesi, e l'assessora regionale al Turismo, Graziamaria Starace, che ha ribadito la centralità delle comunità locali nel modello di sviluppo turistico della regione, sintetizzato nel tema dell'edizione: 'ri-genera'. Oltre 110 momenti tra convegni, workshop, masterclass e talk sul tema Ri-genera hanno scandito le tre giornate, confermando Btm Italia come una delle piattaforme formative più dense del panorama fieristico turistico nazionale. Tra i momenti più attesi, la lectio magistralis di Stefano Boeri, che ha offerto una visione originale del rapporto tra architettura, paesaggio e turismo rigenerativo, raccogliendo una platea straordinaria di operatori e appassionati. Grande successo anche per l'intervista a Barbara Carfagna, volto di Rai e voce autorevole del dibattito su tecnologia e società, condotta da Edoardo Colombo.  L'incontro ha esplorato il rapporto tra intelligenza artificiale e industria turistica, con esempi concreti, visti dal vivo, su come all’estero l’Ai è stata usata per rigenerare o creare nuove destinazioni. Non meno sentita la presenza di Ferdinando 'Fefè' De Giorgi, il commissario tecnico che ha portato la nazionale italiana di pallavolo alle vette del mondo: la sua intervista esclusiva ha messo in luce il potere dello sport come motore di narrazione, attrazione e marketing territoriale. Il cuore pulsante di Btm Italia resta la sua piattaforma B2B. Nel 2026 il sistema di matching buyer–seller ha raggiunto il record storico di appuntamenti in tutti e tre i cluster: Btm Trade ha messo in collegamento tour operator, agenzie di viaggio e vettori aerei e marittimi con la destinazione Puglia e le realtà espositrici nazionali: tour operator, network, vettori, treni, traghetti, tecnologia e crociere; Btm Mice al debutto, ha facilitato l'incontro tra venue, destination management company e planner di eventi aziendali e congressuali; Btm Wedding ha consolidato la sua leadership come riferimento nazionale per il wedding tourism, mettendo a sistema celebranti, location, fornitori e buyer internazionali del comparto nozze. Due le aree 'verticali' che hanno confermato il loro peso specifico nell'economia della fiera. Btm Area Gusto ha richiamato un pubblico trasversale, professionisti e appassionati, intorno all'enogastronomia pugliese e italiana come prodotto turistico esperienziale. Btm Say Yes, l'area dedicata al wedding tourism, ha ulteriormente rafforzato una community di operatori ormai strutturata a livello nazionale e internazionale. L'edizione 2026 ha allargato i confini della proposta con due nuovi spazi tematici che hanno riscosso interesse immediato tra gli operatori. Btm Nautica ha portato in fiera il turismo nautico pugliese e mediterraneo, un segmento in forte espansione che guarda con crescente interesse alle marine, alle rotte costiere e al charter velico. L'area Outdoor, dedicata al turismo attivo come glamping, cicloturismo, trekking, esperienze nature-based, ha completato un quadro di offerta che sempre più guarda alla Puglia come destinazione a 360 gradi, non solo balneare. Durante la manifestazione si è tenuta anche l’assemblea nazionale delle agenzie di viaggi aderenti ad Aidit – Federturismo con oltre 600 agenti di viaggio partecipanti, tra quelli online e quelli in presenza. Tra gli espositori grande crescita delle Regioni presenti con Toscana, Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Piemonte e delle destinazioni internazionali con diversi enti del turismo europei e Dmc internazionali. Presenti alcune tra le più importanti compagnie aeree e di navigazione, tra cui Ita Airways, Qantas, FlyDubai, Turkish, Volotea, Costa, Msc, Snav, e tour operator / network di primo piano tra cui Nicolaus Valtur, Glamour, Ares Viaggi, Travel Friends, Blunet e Gattinoni. Nevio D'Arpa, Ceo di Btm Italia e fondatore di 365 Giorni in Puglia, ha dichiarato: "Chiudiamo Btm Italia 2026 con numeri che certificano un salto di scala: non solo un aumento di visitatori, ma anche record di appuntamenti buyer-seller nei cluster Trade, Mice e Wedding. È un risultato di filiera, costruito insieme alle istituzioni, alle imprese e ai professionisti che credono che Bari possa essere un hub nazionale del turismo capace di generare business e competenze. Abbiamo voluto un'edizione che non fosse solo vetrina, ma metodo: formazione autentica, contenuti profondi e networking qualificato. La sfida per il 2027 è alzare ancora l'asticella della qualità degli incontri, della presenza internazionale e della capacità di tradursi in opportunità concrete per i territori". Mary Rossi, Event Manager di Btm Italia, ha aggiunto: "Il successo di questa edizione nasce dalla cura del palinsesto: oltre 110 momenti tra workshop, masterclass e convegni, pensati per rispondere alle domande reali degli operatori. La risposta del pubblico e degli espositori ci conferma che la direzione è quella giusta. Area Gusto e Wedding hanno confermato una community ormai matura e affezionata; Nautica e Outdoor hanno invece dimostrato che c'è fame di nuovi linguaggi e nuovi prodotti turistici in fiera. Btm Italia cresce quando sa intercettare le domande del mercato e trasformarle in relazioni, esperienze e competenze". L'organizzazione annuncia fin da oggi che Btm Italia 2027 è già in fase di progettazione. Le iscrizioni per espositori e buyer apriranno nelle prossime settimane. 
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Roma, sì al ticket di accesso alla ztl per le auto elettriche: al via dal 1° luglio

(Adnkronos) – Via libera al ticket di accesso alla Ztl per le auto elettriche a partire dal 1° luglio a Roma. La giunta di Roma Capitale ha infatti approvato l’introduzione del permesso annuale a pagamento per l’accesso negli orari di funzionamento della Zona a traffico limitato del centro storico e delle altre Ztl dei veicoli a trazione esclusivamente elettrica, superando l’attuale regime di accesso gratuito per tutte le auto elettriche. Previste, però, alcune eccezioni. Per mantenere un regime di favore verso questo tipo di veicoli, il permesso costerà il 50% in meno di quello per i veicoli equivalenti a benzina o diesel, e sarà disponibile per tutti i possessori di auto elettriche e non solo per quelli abilitati a richiedere il permesso per il centro storico.  Il permesso, spiega il Campidoglio, continuerà a essere gratuito per i possessori di auto elettriche che rientrano in alcune tipologie come residenti, artigiani con laboratorio in Ztl, genitori che accompagnano figli nelle scuole del centro storico, medici convenzionati, aziende ed enti che svolgono servizi di interesse pubblico o di emergenza con mezzi identificabili, nonché per i servizi di car sharing.   Per le altre categorie che utilizzano veicoli elettrici o a idrogeno, il nuovo permesso annuale costerà poco meno del 50% di quello per veicoli ordinari. Per fare alcuni esempi, costerà 1.000 euro per le tipologie di utenti che con un veicolo a alimentazione tradizionale pagherebbero 2.016, e 500 euro per quanti con un’auto non elettrica pagherebbero 1016 euro e 781 con un’auto ibrida. Gli attuali titolari di autorizzazione riceveranno una comunicazione da Roma Servizi per la Mobilità con modalità e termini per richiedere il nuovo permesso, qualora intendano mantenere l’accesso alle Ztl, mentre per quanto riguarda le nuove immatricolazioni il permesso a pagamento entrerà in vigore non appena sarà operativo il nuovo sistema di rilascio, dal 1° luglio 2026.  "La misura – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè – deriva dal forte aumento dei veicoli elettrici in circolazione e, di conseguenza, dal numero sempre più elevato di permessi per l’accesso alle Ztl. Sebbene si tratti di mezzi a emissioni zero, la loro crescita sta comunque contribuendo in maniera significativa alla congestione del traffico e alla riduzione degli spazi di sosta disponibili, in particolare nel centro storico. Il provvedimento rappresenta dunque una misura di regolamentazione della mobilità cittadina, in linea con quanto già deciso da molte grandi capitali europee che hanno aggiornato le agevolazioni per i veicoli elettrici nelle aree centrali, tutelando i centri storici e garantendo un equilibrio tra sostenibilità ambientale e gestione dei flussi di traffico". Secondo il Campidoglio infatti il numero delle immatricolazioni dei veicoli elettrici è cresciuto del 350% in quattro anni e in continuo aumento ogni mese. Un andamento che si è riflesso anche sull’impennata delle richieste di accesso alle Ztl presentate a Roma Servizi per la Mobilità, portando il numero complessivo degli autorizzati a circa 75mila, in costante crescita.  
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri conferma che questo "non è l’unico intervento per decongestionare il centro: stiamo intervenendo colpire le truffe legate ai falsi permessi per invalidi, e abbiano convocato un tavolo con le categorie per migliorare la modalità di consegna delle merci. Un centro storico liberato dal traffico e dal congestionamento e più vivibile è interesse di tutti: di chi ci vive, di chi ci lavora e di chi lo visita. Chi amministra Roma ha il dovere di tutelare questo patrimonio dell’umanità". Roma Capitale conferma comunque il mantenimento di tutte le altre misure di sostegno alla mobilità elettrica, come le agevolazioni legate alle domeniche ecologiche e la gratuità della sosta sulle strisce blu, oltre al costo dimezzato per il permesso per il centro.  
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Roma, protesta anti mini-market e ‘Torpigna’ apre quello della legalità

(Adnkronos) – A Piazza Malatesta, quartiere Prenestino di Roma, apre il mini-market della legalità. Ma è una provocazione, lanciata da un gruppo di cittadini del quartiere di Torpignattara esasperati dal proliferare dei cosiddetti mini-market che negli anni hanno progressivamente soppiantato i negozi di quartiere. È il nuovo capitolo di una protesta che va avanti già da tempo. Oggi, dal loro ‘mini-market della legalità’, i cittadini chiedono al Municipio V di creare, in accordo con il Comune di Roma, un piano sul commercio a Torpignattara per una differenziazione dell’offerta commerciale, "perché oggi c’è un’area, da via di Acqua Bullicante a Torpignattara, monopolizzata da negozi ortofrutta, mini-market, money transfer e riparazioni telefonia", denunciano i cittadini. “Su questa vicenda – dice all’Adnkronos Federico Rocca, consigliere comunale in quota FdI – l’amministrazione non può far finta di non vedere, ha il dovere di scrivere e far rispettare le regole che qui non si rispettano più. Tra concorrenza sleale e desertificazione commerciale si è alzata bandiera bianca e creata una zona franca. Ora riportare la situazione entro i confini della legalità è complicato ma va fatto”. “Il V municipio dovrebbe intervenire con una normativa sulla limitazione delle licenze come è stato fatto a Firenze e Milano”, spiega Luca Mancini, che abita a Torpignattara e si è mobilitato per una raccolta firme che ha dato vita a un atto portato, dal consigliere Fabio Piattoni (FdI), tra i banchi del consiglio del V municipio, rigettato con la motivazione “che non si possono limitare le licenze. C’è la candidatura dell’area a patrimonio Unesco, se la candidatura andrà a buon fine allora, dicono, si potrà intervenire. Eppure Milano e Firenze sono già intervenute sul tema. Ma la legge 214/2023 portata in consiglio da Piattoni, consentirebbe di intervenire”, spiega Mancini. Nel frattempo, chiedono i cittadini, si dovrebbero almeno intensificare i controlli sul rispetto, da parte di questi esercizi commerciali, delle normative vigenti su vetrine, occupazione del suolo pubblico, conservazione del cibo, barriere architettoniche, vendita di alcol. I cittadini di ‘Torpigna’ chiedono anche “una convenzione anti degrado perché molti di questi negozi somministrano alcol a go-go senza nessuna limitazione oraria”. E si dovrebbe, aggiunge il consigliere municipale Fabio Piattoni, “adottare in fase transitoria un regolamento ad hoc per le zone sensibili – dice all’Adnkronos – E comunque, questa è la seconda puntata della nostra battaglia e non sarà l’ultima”.  Secondo un censimento effettuato dai promotori della raccolta firme, di minimarket nei 2,27 kmq di Torpignattara ce ne sarebbero oltre 80, praticamente uno ogni 12,5 metri. Numero che sale a 311 considerando anche 22 Caf, 30 call center, 32 casalinghi e poi money transfer e negozi di telefonia. Un dato di concentrazione che, rapportato all'estensione del quartiere, "supera di 16 volte la media nazionale, di tre volte quella di Roma, ed è il 62% in più rispetto al dato di municipio", denunciano. Peggio a via della Maranella, via di Torpignattara, via Eratostene e via Francesco Baracca. 
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Gianni Berengo Gardin, la Venezia del maestro del bianco e nero

(Adnkronos) – Un dialogo silenzioso tra due visionari separati da cinque secoli di storia, ma uniti dalla stessa, identica meraviglia: quella per "la più gioconda veduta del mondo". È questa la suggestione che introduce alla mostra "Gianni Berengo Gardin. La Venezia del maestro del bianco e nero", realizzata dalla Fondazione di Venezia in collaborazione con la Fondazione Le Stanze della Fotografia. Curata da Denis Curti, è la prima esposizione organizzata dalla Fondazione nella nuova sede di Palazzo Flangini a Venezia, dove sarà visitabile a ingresso gratuito fino al 30 giugno 2026: un momento simbolico, in cui la Fondazione di Venezia apre le porte della sua nuova casa alla città mettendo in mostra le opere di Gianni Berengo Gardin, che ha intessuto con la Fondazione un legame di profonda intesa artistica culminato con la donazione, nel 2021, di trentasei stampe fotografiche in bianco e nero, parte del progetto "La più gioconda veduta del mondo" ed entrate a fare parte della collezione fotografica permanente della Fondazione di Venezia. Al cuore del percorso espositivo, che si compone di trentaquattro opere veneziane di Berengo Gardin, è una serie di immagini, mai esposta fino ad ora, nata da una straordinaria coincidenza biografica e letteraria. Ospite dell’amico Renato Padoan a Palazzo Bollani, Berengo Gardin scoprì che proprio in quelle stanze aveva vissuto Pietro Aretino, l’intellettuale rinascimentale che nel 1537 descriveva il transito sul Canal Grande. Posizionandosi davanti alla stessa finestra, il fotografo decide di guardare con i propri occhi ciò che Aretino vedeva secoli prima, come se la presenza del poeta lo guidasse, suggerendogli in quali angoli posare l’obiettivo, quali gesti cogliere, quali silenzi rispettare. Nelle opere esposte convivono dunque gli sguardi di due personalità appartenenti a epoche diverse, ma poste in dialogo, attraverso i secoli che le separano, dall’immutata meraviglia di ciò che si staglia al di fuori di quella finestra: le architetture, invariate, lasciano che a cambiare siano i mezzi e i gesti della vita quotidiana. I motoscafi al posto delle barche a remi, la Regata storica, i matrimoni, la Pescheria e il Ponte di Rialto all’epoca di legno. Ogni immagine del fotografo è un pezzo di storia che dialoga con la voce dello scrittore rinascimentale, restituendo Venezia come luogo vivo, stratificato, capace ancora di sorprendere chi sa guardare. Ciò che rimane è l’essenza di una veduta che continua a raccontare persone, mestieri e bellezza. A sei mesi dalla sua scomparsa, "Gianni Berengo Gardin. La Venezia del maestro del bianco e nero" omaggia uno dei protagonisti della fotografia italiana del Novecento, celebrandone l’impegno, civile e artistico allo stesso tempo, nel restituire l’attualità di Venezia con le sue criticità e i suoi paradossi, consapevole di affrontare il rischio di incorrere nella più immediata retorica della bellezza. Una fotografia, quella di Berengo Gardin, che è stata anche di denuncia e da cui traspare, allo stesso tempo, la poesia dell’atto fotografico che coglie la bellezza dei momenti ordinari, come nello scatto del “bacio rubato” sotto i portici di Piazza San Marco, presente in mostra, insieme ad altre immagini che mostrano Venezia attraverso lo sguardo unico del fotografo. A raccontare questo sguardo, infine, sarà “Gianni Berengo Gardin”, un film di Giampiero D'Angeli proiettato nella sala espositiva per tutta la durata della mostra. “Questa esposizione è prima di tutto un omaggio a Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi interpreti della fotografia italiana e internazionale, capace di raccontare senza stereotipi l’anima dei luoghi e delle persone. Ma è una mostra che, attraverso il suo sguardo, vuol essere anche un omaggio a Venezia, a questa città all’interno della quale Palazzo Flangini si rivela sempre di più spazio aperto e condiviso”, sottolinea Giovanni Dell’Olivo, Direttore Generale della Fondazione di Venezia. “Attraverso lo sguardo di Berengo Gardin osserviamo Venezia nella sua interezza, con le sue sfide e i suoi problemi, ma anche nella sua straordinaria unicità, da cui sfociano le grandi opportunità che la città ha davanti e che dovrà saper cogliere. È una sfida che riguarda tutti, e che si può vincere in un solo modo: lavorando in sinergia e facendo rete. In questa nuova stagione che celebriamo oggi, la Fondazione si candida a essere sempre di più il perno strategico di questa rete”. “Mostrare le immagini di Gianni Berengo Gardin”, dichiara Denis Curti, curatore della mostra “significa occuparsi di disciplina dello sguardo. Lunghi e approfonditi reportage, come morire di classe o dentro le case, collaborazioni con istituzioni prestigiose come il Touring Club e aziende come Olivetti. La sua lunga carriera è costruita sui temi dell’impegno sociale ed etico. Alle sue spalle quasi 300 libri e oltre 200 mostre. Numeri che ben restituiscono il peso specifico di uno dei più noti e rappresentativi personaggi della fotografia italiana”. 
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Europa League, Roma in piena corsa per la Top8: calendario e scenari

La Roma con la vittoria in trasferta contro i Rangers ha rimesso in piedi un percorso che pericolosamente l’aveva avvicinata ai bassi fondi della classifica della prima fase in Europa League.

I giallorossi, come un anno fa, anche in questa stagione dovranno tentare la rincorsa ai primi posti, per evitare un turno aggiuntivo, quello dei play-off a febbraio.

Per farlo servirà vincere quasi tutte le prossime partite, anche se oggi la classifica è ancora molto densa e poco delineata. La prossima avversaria, all’Olimpico, sarà il Midtjylland, sorprendente capolista a punteggio pieno con 12 punti. La formazione danese andrà affrontata con la miglior versione di Roma possibile, perchè sta mettendo in difficoltà chiunque. Poi arriverà la seconda trasferta in Scozia (l’11 dicembre) contro il Celtic, per finire a gennaio con le sfide contro Stoccarda (22/1) e Panathinaikos in Grecia (29/1) nel giro di una settimana. Queste ultime tre formazioni stanno avendo più di qualche problema in termini di risultati, quindi si prospettano gare complicate ma non impossibili.

I giochi finali quasi certamente si faranno lì, in quell’ultima settimana, ma rispetto ad un anno fa i giallorossi hanno 1 punto in più che alla fine della fiera potrebbe risultare decisivo per la qualificazione nelle prime 8.

Considerando anche che dopo 4 giornate nella scorsa stagione c’era una capolista a punteggio pieno come oggi (allora la Lazio di Baroni) ma poi ben 5 formazioni a 10 punti mentre oggi a quota 10 sono solo due (Ferencvaros e Friburgo).

La quota per raggiungere la top8 è 14 punti per avere certezze di proseguire direttamente agli ottavi. Servirebbero dunque 8 punti nelle prossime quattro sfide, poco meno della media che i giallorossi hanno in campionato da inizio 2025 e in questa stagione con Gasp. Bisognerà verificare anche la differenza reti, dettaglio non da poco per una formazione che finora segna con il contagocce.

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“Gravina cambi spacciatore”, Bandecchi corregge il tiro e precisa

(Adnkronos) – Da "con tutto il rispetto per Gravina penso che debba cambiare spacciatore" alla precisazione con la manifestazione di "totale stima" per il presidente della Figc. Il presidente della Ternana calcio e neo sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, con una nota precisa le dichiarazioni rilasciate su Gabriele Gravina, presidente della Figc, e oggetto di un fascicolo aperto dalla procura della federcalcio. "Con riguardo all’intervento audiovisivo del 30 maggio 2023 su TVPlay, ai sensi e per gli effetti della Legge sulla stampa, intendo precisare di non aver mai avuto intenzione di offendere il Presidente Federale Dott. Gabriele Gravina, rinnovando nel contempo la totale stima verso l’operato del Presidente Federale da sempre sostenuto anche nelle sedi e nelle assemblee istituzionali", dice Bandecchi.  "Il sottoscritto ha in realtà risposto ad una affermazione di un giornalista che attribuiva alle parole del Presidente federale sul patteggiamento della Juventus dinanzi al Tribunale Federale un significato per il quale era più importante salvaguardare un asset economico piuttosto che le normative nella specifica materia", la precisazione di Bandecchi. "Non condividevo tale affermazione e precisavo nel prosieguo dell’intervento che 'se quelle erano effettivamente le parole pronunciate dal Presidente Gravina', quest'ultimo avrebbe male espresso un concetto basilare, non essendo possibile anteporre l’interesse di un singolo soggetto alla giustizia che deve essere equa ed eguale per tutti", ha aggiunto nella nota Bandecchi. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)