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Pagamenti Inps settembre 2026, le date da segnare: quando arrivano pensioni, Assegno unico e ADI

(Adnkronos) – Settembre è un mese ricco di appuntamenti per chi riceve una prestazione dall'Inps. Pensioni, Assegno unico e Assegno di inclusione seguono infatti un calendario preciso, mentre per alcune prestazioni, come l'indennità di disoccupazione NASpI, il giorno dell'accredito può cambiare da persona a persona. 
Il primo appuntamento è quello con le pensioni. Il pagamento della mensilità di settembre è previsto da martedì 1° settembre, sia per chi riceve l'accredito sul conto sia per le altre modalità di pagamento. Per l'Assegno unico l'accredito delle mensilità già in corso è previsto nella seconda metà del mese. Le date indicate per settembre sono 21 e 22 settembre, per le prestazioni che non hanno subito variazioni. La situazione può essere diversa per chi ha presentato una nuova domanda o ha comunicato modifiche che devono ancora essere verificate dall'Inps. In questi casi il pagamento può arrivare in una data differente. Anche per l'Assegno di inclusione (ADI) settembre prevede due date da tenere presenti. 
Il 15 settembre è previsto il pagamento per chi attende la prima mensilità e ha completato correttamente l'iter richiesto. Possono essere accreditate anche eventuali somme arretrate. 
Il 25 settembre è invece la data prevista per i rinnovi destinati a chi già percepisce la misura e continua a rispettare i requisiti. Per la NASpI, l'indennità di disoccupazione riconosciuta per un massimo di 24 mesi ai dipendenti che perdono il posto di lavoro, non c'è invece una data unica valida per tutti. L'accredito dipende dalla posizione del beneficiario, dalla decorrenza dell'indennità e dai tempi di lavorazione della domanda. Lo stesso discorso vale per la DIS-COLL. Chi vuole sapere quando arriverà il prossimo pagamento deve quindi controllare la propria posizione personale nei servizi online dell'INPS. Per orientarsi tra i diversi appuntamenti di settembre, le date principali sono dunque il 1° settembre per le pensioni, il 15 settembre per i primi pagamenti dell'ADI, il 21 e 22 settembre per l'Assegno unico e il 25 settembre per i rinnovi dell'Assegno di inclusione. Per NASpI e DIS-COLL, invece, bisogna fare riferimento alla propria posizione individuale: il giorno dell'accredito può variare e non coincide necessariamente con quello di altri beneficiari. 
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Vuelta di Spagna, oggi decima tappa: orario, percorso e dove vederla in tv

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Torna la Vuelta di Spagna. Oggi, martedì 1 settembre, si corre la nona tappa della corsa spagnola – in diretta tv e streaming – dopo il primo giorno di riposo concesso ai ciclisti in gara. La tappa numero 10, lunga 184,7 chilometri, sarà la Alcaraz – Elche de la Sierra. Un appuntamento che arriva dopo il clamoroso ritiro di Tadej Pogacar, il grande favorito caduto durante l'ottava frazione.  La decima tappa della Vuelta partirà da Alcaraz e arriverà a Elche de la Sierra, dopo che i ciclisti avranno attraversato un totale di 184,7 chilometri di percorso. Dopo un breve tratto in pianura i corridori inizieranno a salire fino ad arrivare al passo del Peralejo, una scalata da 5,2 km al 4,3% di pendenza media. Prima dell'80esimo km ci sarà il passo di Ayna, una salita di terza categoria proprio come la precedente, lunga 7,7 km e al 4% di pendenza media. Poi seguiranno circa 40 chilometri di pianura fino allo sprint intermedio di Hellin, che precede la salita di Socovos, 9,7 km al 3,5%. Infine l'arrivo a Elche de la Sierra.  La diretta integrale della Vuelta di Spagna è su Eurosport 1 e in streaming su discovery+ e HBO Max, oltre che sui pacchetti che includono i canali Eurosport (Dazn, Timvision e Prime Video Channels). La nona tappa partirà alle 12.45 per finire alle 17.30.  
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La legge di Lidia Poët, stasera su Ra1: la serie sulla prima vera avvocata d’Italia

(Adnkronos) – Stasera, martedì 1 settembre, per tre prime serate evento, debutta su Rai1 la prima stagione della serie 'La legge di Lidia Poët' con due episodi a settimana fino al finale di stagione del 9 settembre.  Ispirata alla figura della prima donna italiana ad aver ottenuto l'iscrizione all'Ordine degli Avvocati, la serie vede protagonista Matilda De Angelis nel ruolo di Lidia Poët, una donna straordinariamente moderna che, nella Torino di fine Ottocento, sfida convenzioni, pregiudizi e discriminazioni in un'epoca in cui alle donne era negato l'esercizio della professione forense.  Costretta da una sentenza della Corte d'Appello a rinunciare alla toga solo perché donna, Lidia continua a battersi per la giustizia collaborando con lo studio legale del fratello Enrico e trasformando ogni caso in un'occasione per affermare il proprio talento e la propria libertà.  Tra misteri da risolvere, casi giudiziari, ironia e sentimenti, 'La legge di Lidia Poët' intreccia il fascino del crime investigativo con il racconto di una protagonista anticonformista, determinata e brillante, capace di anticipare il proprio tempo.  Ogni episodio propone un'indagine diversa, mentre il percorso personale di Lidia racconta una lunga battaglia per l'emancipazione e il riconoscimento dei diritti. Accanto a Matilda De Angelis, un cast composto da Eduardo Scarpetta, Pier Luigi Pasino, Sara Lazzaro, Sinéad Thornhill e Dario Aita. Girata interamente a Torino e in numerose location piemontesi, la serie restituisce una città elegante e misteriosa, resa contemporanea da una messa in scena dal forte respiro cinematografico. La regia di Matteo Rovere e Letizia Lamartire coniuga rigore storico e linguaggio visivo moderno, dando vita a un racconto capace di parlare al pubblico di oggi attraverso una protagonista che continua a incarnare valori universali come indipendenza, uguaglianza e libertà. Gli altri episodi della prima stagione andranno in onda l'8 e il 9 settembre. 
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Ucraina, Kiev sotto attacco: almeno 8 morti e incendi. Colpita anche la rete ferroviaria

(Adnkronos) – Una nuova pesante ondata di attacchi della Russia sull'Ucraina. Missili balistici e droni hanno preso di mira Kiev e le aree circostanti, provocando esplosioni, incendi e ingenti danni alle infrastrutture. Almeno otto persone sono morte e diverse sono rimaste ferite, tra cui bambini. Tra le strutture colpite c'è anche un deposito ferroviario. L'amministratore delegato delle ferrovie ucraine, Oleksandr Pertsovskyi, ha riferito su Telegram che l'attacco ha provocato sette morti, sei dei quali dipendenti delle ferrovie, mentre un altro lavoratore è stato ricoverato in ospedale per le ferite riportate. Il bilancio complessivo dell'attacco nella capitale è salito ad almeno otto vittime, mentre altre persone sono rimaste ferite. Secondo le autorità, tra i feriti ci sono anche tre bambini. L'attacco più intenso è avvenuto nelle prime ore del 1° settembre. Dopo l'allarme aereo, lanciato intorno alle 2:10, l'aeronautica ucraina ha segnalato la presenza di diversi missili diretti verso Kiev. Tra le 2:23 e le 2:34, decine di esplosioni hanno scosso la capitale. I giornalisti del Kyiv Independent presenti sul posto hanno riferito di una notte caratterizzata da continui attacchi e dall'intervento della difesa aerea ucraina. Secondo le autorità, nel distretto di Darnytskyi almeno sette persone si trovavano in due diverse aree interessate dagli attacchi. Nel distretto di Holosiivskyi una persona è morta dopo che un edificio non residenziale è stato colpito. "Questo è il più grande attacco missilistico a Kiev da un po' di tempo a questa parte", ha dichiarato la direttrice Olga Rudenko mentre le esplosioni continuavano a essere udite in città. Gli attacchi hanno provocato diversi incendi in vari quartieri di Kiev. Il sindaco Vitalii Klitschko ha riferito di un rogo nel distretto di Darnytskyi, causato dalla caduta di un drone, mentre nel quartiere di Solomyanskyi è andata a fuoco un'area boschiva. Nel distretto di Holosiivskyi sono stati inoltre ritrovati detriti di droni in due diverse località. Le autorità ucraine hanno segnalato danni anche a edifici e infrastrutture. Nell'area di Boryspil, nella regione di Kiev, un edificio residenziale di cinque piani e un'azienda sono stati danneggiati. Un'altra persona è rimasta uccisa nell'attacco a Boryspil, secondo quanto riferito dalle autorità militari regionali. 
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Usa, caro-vita tallone d’Achille per Trump verso midterm: anche carta igienica diventa un caso

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Il costo della vita si preannuncia come uno dei principali problemi per Donald Trump e il Partito repubblicano in vista delle elezioni di midterm, ormai distanti meno di dieci settimane. Dal prezzo di benzina e generi alimentari fino a quello della carta igienica, tornata al centro dell'attenzione per i timori di rincari legati alla guerra commerciale con il Canada, l'aumento dei costi rischia di pesare sulle possibilità del Gop di conservare le proprie maggioranze al Congresso. Secondo l'ultimo All-America Economic Survey di Cnbc, il prezzo di cibo e generi alimentari rappresenta la principale preoccupazione degli elettori e su questo tema i democratici vantano sette punti di margine sui repubblicani. Una vulnerabilità che i vertici del Gop non sembrano voler riconoscere: Trump continua a sostenere che il termine "affordability", inteso come accessibilità economica, sia stato inventato dai democratici per attaccarlo, mentre secondo il vicepresidente JD Vance i generi alimentari "costano quello che costano". A preoccupare i repubblicani è soprattutto il rischio che il malcontento economico si traduca in una sconfitta elettorale ben più ampia del previsto. Secondo Politico, nel Midwest il Gop è in difficoltà soprattutto negli Stati agricoli, dove dazi, caro-diesel e aumento dei costi dei fertilizzanti stanno mettendo sotto pressione gli agricoltori. "E' in guai seri nelle aree rurali – ha ammesso il senatore repubblicano del North Dakota Kevin Cramer – Trump in quanto Trump, e Trump siamo noi. Non sono molto ottimista". I timori si estendono però anche oltre il Midwest, con segnali negativi dal Maine all'Alaska e in alcuni Stati del sud. Tra i timori degli strateghi del partito ci sono proprio l'elevato costo della vita, l'impopolarità di Trump tra gli elettori centristi e il maggiore entusiasmo dell'elettorato democratico. A diventare un simbolo particolarmente concreto delle preoccupazioni degli americani per il caro-vita è ora la carta igienica. Secondo quanto riportato da Ms Now, il prodotto è tornato al centro dell'attenzione per i possibili rincari provocati dalla guerra commerciale con il Canada: Ottawa è il principale fornitore estero degli Stati Uniti e le importazioni canadesi di carta igienica sono ora soggette a dazi del 50%, insieme a fazzoletti, carta da cucina e tovaglioli. Il rischio di una vera e propria carenza appare tuttavia limitato: le importazioni rappresentano appena il 5% del consumo americano grazie alla forte produzione interna, che fa degli Stati Uniti il secondo produttore mondiale dietro la Cina. I prezzi stanno comunque aumentando, soprattutto per effetto dell'inflazione generale e dei maggiori costi di materiali, produzione e trasporto, legati anche alla guerra in Iran. La carta igienica, bene di uso quotidiano praticamente in ogni famiglia, potrebbe così trasformarsi in un indicatore particolarmente immediato del malessere economico degli elettori, facendo riaffiorare anche il ricordo delle corse agli acquisti e degli scaffali vuoti durante la pandemia del 2020. La Casa Bianca ha minimizzato le preoccupazioni: il rappresentante americano per il Commercio Jamieson Greer, riferendosi alla guerra commerciale con il Canada, ha assicurato che "non c'è alcuna possibilità che possa realmente incidere sul benessere degli Stati Uniti". Per i repubblicani, tuttavia, il rischio è che minimizzare il problema alimenti la percezione di una Casa Bianca distante dalle difficoltà quotidiane degli americani, proprio mentre i democratici cercano di trasformare il caro-vita nel principale terreno di scontro della campagna per i midterm. 
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Sport dopo le vacanze, il cardiologo: “Ripartire gradualmente, attenzione a caldo e sintomi”

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Dopo un lungo periodo di inattività legato alle vacanze, la ripresa dell'attività fisica deve avvenire con gradualità. "Normalmente, quando si ricomincia a fare attività fisica, il suggerimento è quello di prepararsi adeguatamente attraverso un allenamento progressivo, aumentando poco alla volta l'intensità degli esercizi e passando solo successivamente ad attività più impegnative", spiega all'Adnkronos Salute Massimo Volpe, professore emerito di Cardiologia dell'università di Roma La Sapienza e presidente della Siprec, Società italiana di prevenzione cardiovascolare, a margine del Congresso europeo di cardiologia Esc 2026 in corso a Monaco di Baviera. Secondo Volpe a richiedere particolare cautela sono anche le condizioni climatiche. "L'attività fisica va intrapresa con attenzione quando ci si espone a temperature elevate e a un clima caldo e umido. Consigliamo quindi di svolgerla nelle ore più fresche della giornata, al mattino presto o alla sera tardi", raccomanda il presidente della Siprec. "Oggi i rischi vengono in parte contenuti perché, banalmente, per frequentare una palestra viene spesso richiesto un certificato medico con un controllo della pressione arteriosa. I rischi principali sono legati soprattutto alla decisione di intraprendere un'attività fisica impegnativa senza un'adeguata preparazione e senza aver effettuato un controllo medico. Questo può comportare rischi anche molto seri, che possono andare dalle aritmie fino a episodi di cardiopatia ischemica. Nei soggetti che non sanno di avere una patologia cardiaca possono verificarsi anche problematiche più gravi, persino durante la pratica sportiva agonistica". 
Durante l'allenamento ci sono alcuni segnali che non dovrebbero mai essere trascurati. "Un aumento eccessivo della frequenza cardiaca, con una tachicardia sproporzionata rispetto all'esercizio che si sta praticando, è un campanello d'allarme – mette in guardia l'esperto – Anche il dolore al petto è sempre un segnale da prendere sul serio, soprattutto se compare durante l'attività fisica". Attenzione anche ai sintomi legati a un abbassamento della pressione: "Vertigini, senso di vuoto nella testa e mancamento sono segnali che consigliano di fermarsi, interrompere l'attività, assumere una posizione di riposo e cercare di contrastare il possibile collasso". Per chi vuole tornare a praticare sport a livello non agonistico, "sicuramente l'elettrocardiogramma e la visita cardiologica sono tra i principali strumenti di valutazione", prosegue Volpe. Nel caso di attività sportiva agonistica, invece, "è necessario anche un vero test da sforzo e, in alcuni casi, un ecocardiogramma". Per Volpe non esistono sport completamente privi di impegno per il cuore. "Tutti gli sport – sottolinea – sia quelli anaerobici sia quelli aerobici, possono sottoporre il cuore a uno sforzo importante. Anche gli sport isometrici, come il sollevamento pesi, possono impegnare significativamente l’apparato cardiovascolare". Tra le attività aerobiche, come corsa, nuoto e bicicletta, particolare attenzione va riservata soprattutto alla risposta individuale allo sforzo e all'imprevedibilità dell'attività. "Sono discipline che possono richiedere un aumento della richiesta di lavoro da parte del cuore anche in maniera improvvisa e imprevedibile". Secondo Volpe, uno degli errori più frequenti tra i giovani è "non essere consapevoli dei rischi che si corrono. Se conoscessero questi rischi, probabilmente si rivolgerebbero prima a un cardiologo". E come distinguere il normale affanno da un segnale di allarme? "Il fiato corto durante l'allenamento è normale, soprattutto se non si è preparati a quel tipo di attività. Se però la difficoltà respiratoria compare improvvisamente e dopo uno sforzo lieve, allora è un sintomo che deve preoccupare e che non va sottovalutato", conclude. 
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US Open, Berrettini al secondo turno

(Adnkronos) – Matteo Berrettini al secondo turno dell'US Open 2026. L'azzurro, nel match del primo turno dello Slam di New York, ha battuto lo svizzero Stan Wawrinka, all'ultima apparizione a Flushing Meadows, per 7-6 (7-4), 7-6 (7-3), 6-0 in 2h54'. Berrettini ora affronterà l'argentino Mariano Navone che all'esordio ha sconfitto a sorpresa Novak Djokovic, testa di serie numero 4, aprendo una 'voragine' nella parte bassa del tabellone del singolare maschile. 
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Correre pianissimo fa bene al cervello, lo studio a sorpresa

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Chi va piano, va sano e va lontano. E migliora la salute del cervello. L'esercizio fisico, come dimostrano moltissimi studi, ha effetti benefici sulla salute: aiuta il cuore, contribuisce ad abbassare la pressione, favorisce il controllo dei valori della glicemia. Una recentissima ricerca pubblicata su Imaging Neuroscience aggiunge un ulteriore tassello al quadro. Bastano 10 minuti di una corsetta 'ultralenta', ad una velocità lievemente superiore a quella di una normale camminata, per produrre effetti positivi immediati sull'attività del cervello, aiutare la funzionalità cerebrale e, come bonus, migliorare l'umore. Si può andare piano, pianissimo. Ma bisogna comunque 'correre': i ricercatori, infatti, hanno evidenziato l'effetto biomeccanico del running sull'organismo e in particolare sul cervello. Altre attività non sono in grado di produrre le stesse conseguenze. "Ho sempre avuto interesse per la natura specifica della corsa", spiega il professor Hideaki Soya, docente all'università di Tsukuba in Giappone e coordinatore dello studio. "Abbiamo scoperto che la corsa non deve essere 'tosta' per avere un effetto positivo sul cervello", aggiunge, come riferisce il Washington Post, per sintetizzare la ricerca. Il legame tra esercizio fisico e salute cognitiva è stato indagato da numerosi studi, che spesso si sono concentrati sulla quantità di esercizio necessario e sugli effetti a lungo termine. La ricerca guidata dal professor Soya accende i riflettori su ciò che accade mentre si svolge l'attività e sulla soglia minima di attività richiesta. Nello studio, in Giappone sono stati selezionati 11 uomini e 13 donne sani che in laboratorio hanno compilato questionari sull'umore e si sono sottoposti a test cognitivi. Prima del test, i volontari hanno indossato speciali cuffie con dispositivi che monitoravano l'attività cerebrale. Successivamente, si sono seduti su un tapis roulant per 10 minuti. Oppure, in un altro giorno, hanno corso il più lentamente possibile per lo stesso intervallo di tempo. Tecnicamente, la corsa si differenzia dalla camminata perché prevede un movimento in aria. Quando si cammina, uno dei piedi è sempre a contatto con il suolo. Nella corsa, invece, entrambi i piedi si staccano da terra a ogni passo.
 I soggetti monitorati hanno corso a ritmo lentissimo, percorrendo un miglio (1600 metri) in un tempo compreso tra 17 e 21 minuti: "Si tratta di velocità paragonabili a quelle di una camminata", hanno evidenziato gli scienziati. La velocità, però, non ha snaturato il gesto. I volontari stavano effettivamente correndo, come hanno dimostrato i dati relativi ai movimenti del cranio, che si sollevava ad ogni passo a differenza di quanto avviene quando si cammina. Dopo ogni sessione sul tapis roulant, i i volontari hanno ripetuto i test sull'umore e sulle funzioni cognitive, indossando nuovamente le cuffie per la scansione cerebrale. Gli scienziati non hanno riscontrato cambiamenti prodotti dalla posizione seduta sul tapis roulant. Quasi tutti i partecipanti, però, hanno ottenuto risultati migliori nel test cognitivo e hanno riferito di sentirsi più allegri dopo la corsa a velocità ridotta. In particolare, alcune aree della corteccia prefrontale – il settore del cervello coinvolto nel pensiero di alto livello e nel processo decisionale – risultavano molto più attive rispetto a prima. Forse l'aspetto più sorprendente è stata la correlazione riscontrata tra l'entità dei movimenti verticali della testa durante la corsa e il miglioramento dell'umore. "I nostri risultati offrono una buona notizia", ha evidenziato il professor Soya. "Correre al ritmo più blando possibile, per soli 10 minuti, è sufficiente a migliorare l'umore e ad affinare le funzioni cognitive". 
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Usa-Iran, il nuovo piano di Trump: ‘mini attacchi’ nello Stretto di Hormuz

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Mini attacchi nello Stretto di Hormuz. E' la nuova strategia che Donald Trump e i suoi consiglieri più stretti stanno valutando per colpire l'Iran e per impedire a Teheran di ricostituire le proprie capacità radar e missilistiche. L'obiettivo degli Stati Uniti, secondo il quadro delineato da Axios, è impedire che la Repubblica islamica prenda di mira le petroliere in transito nello Stretto. Il piano è stato elaborato nell'ultima settimana dal Comando centrale statunitense e ha ricevuto il sostegno del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, spiega la testata, aggiungendo che non era stato approvato da Trump prima dello scambio di attacchi tra Washington e Teheran nel fine settimana. Secondo i funzionari, adesso il presidente potrebbe dare il via libera proprio alla luce della nuova escalation. 
Obiettivo, ha spiegato un funzionario citato da Axios, è ridurre il rischio di attacchi iraniani contro petroliere, navi della Marina Usa e aerei dell'Aeronautica: si tratterebbe, secondo la fonte, di "mow the lawn" ("falciare il prato"), un'espressione che indica interventi periodici di contenimento. "Il presidente mantiene tutte le opzioni a sua disposizione", ha detto ad Axios un portavoce della Casa Bianca, aggiungendo che gli iraniani "vogliono fare un accordo", ma sono "sempre in ritardo" e possono contare su meno risorse finanziarie. Non è allo studio, insomma, un'offensiva su larga scala. Lo lascia intendere lo stesso Trump rispondendo alle domande sui raid condotti nella notte tra domenica e lunedì contro l'isola di Larak, con il primo attacco americano dopo un mese di 'silenzio'. "E' stata un'azione molto limitata", dice nello Studio Ovale. "L'Iran è una nazione fallita, hanno un'inflazione al 350% e non hanno moneta. Non riescono a pagare le forze armate, non sanno nemmeno chi sia il leader. Lo Stretto di Hormuz è in ottime condizioni, passano circa 30 navi ogni notte: sono tante", dice descrivendo un quadro estremamente positivo. La strategia dei 'piccoli passi' non sarebbe legata alla scarsità di munizioni. Trump, per l'ennesima volta, smentisce le voci relative a scorte ridotte: "Abbiamo così tante munizioni in tutto il mondo, possiamo prenderle quando vogliamo. Questa è una guerra relativamente piccola…". L'umore peggiora solo quando una giornalista chiede se gli Stati Uniti considerino l'uso di armi nucleari contro l'Iran: "Li abbiamo sconfitti militarmente e dovrei usare l'arma nucleare? Che domanda stupida…". 
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Università, Medicina: al via da oggi attività didattiche Semestre aperto

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Al via da oggi martedì 1 settembre le attività didattiche del Semestre aperto, il nuovo percorso di accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria. Le attività si dovranno concludere non oltre dieci giorni prima del primo appello d'esame, fissato per il 10 dicembre. Gli esiti saranno pubblicati il 23 dicembre. Il secondo appello si svolgerà l'11 gennaio, con pubblicazione dei risultati il 20 gennaio. Rispetto allo scorso anno, quindi, è stato allungato il periodo di lezioni e sono state posticipate le date dei due appelli. Gli studenti hanno avuto tempo fino al 3 agosto per presentare la domanda sul portale universitaly.it e fino al 6 agosto per pagare il contributo di iscrizione. La ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto per l'anno accademico 2026/2027 che ha confermato l'impianto del Semestre aperto – accesso libero ai corsi con il superamento degli esami, Fisica, Chimica e Propedeutica Biochimica e Biologia per la definitiva immatricolazione – e introduce alcune novità frutto anche del confronto con gli studenti. In fase di iscrizione gli studenti hanno dovuto indicare almeno 10 sedi dove procedere alla successiva immatricolazione e indicare anche un corso affine su cui intendono concorrere per l'ipotesi di mancata collocazione in posizione utile nella graduatoria di merito e almeno 5 sedi dello stesso (l'obbligo non riguarda chi è già iscritto a uno dei corsi affini).  Novità anche per le prove d'esame. Le domande rimangono 31: 10 a completamento e 21 a risposta multipla, consentendo agli studenti di conseguire una valutazione fino a 30 e lode. Ogni risposta corretta assegnerà 1 punto, quella errata comporterà una penalizzazione di 0,1 punti. Le risposte non date saranno valutate con un punteggio pari a 0. Rispetto allo scorso anno viene aumentato il tempo a disposizione degli studenti per sostenere le prove d'esame. I minuti a disposizione saranno 50 (5 in più rispetto allo scorso anno). Al termine di ognuna delle tre prove è prevista una pausa di 30 minuti (lo scorso anno era di 15).  La graduatoria nazionale sarà composta da tre sezioni: nella prima sarà inserito chi avrà superato 3 esami; nella seconda gli studenti che avranno conseguito almeno due 18/30; nella terza coloro che avranno superato un solo esame. Gli studenti saranno inseriti nelle rispettive sezioni secondo l'ordine del punteggio conseguito. Una novità rispetto allo scorso anno riguarda il voto utile ai fini della graduatoria: sarà considerato automaticamente il risultato migliore, che comunque deve essere superiore a 18/30, tra i due ottenuti nella stessa prova. Come lo scorso anno, gli studenti che non hanno superato uno o due esami di profitto nel corso della sessione, che risultino collocati in posizione utile in graduatoria, potranno conseguire i crediti formativi mancanti nella sede di assegnazione in tempo utile per l'immatricolazione al secondo semestre.  Per accompagnare gli studenti nella preparazione è online la piattaforma gratuita www.semestreaperto-medodovet.it, promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) in collaborazione con il Ministero dell'Università e della Ricerca e realizzata dal Consorzio interuniversitario CISIA. Il portale mette a disposizione contenuti didattici, esercitazioni, strumenti di autovalutazione e, progressivamente, moduli formativi e simulazioni degli esami, affiancando le attività organizzate dagli atenei. 
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