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La Russa: “Qualità nostre laureate è ottima, bisogna aumentare i numeri”

(Adnkronos) – “Ho ascoltato il grido di dolore relativo ai numeri”, ancora bassi sia rispetto al corrispettivo italiano maschile che alla media europea, delle laureate in materie Stem. “È vero, bisogna incrementare il numero, ma quanto a qualità siamo a posto. Secondo me, le donne scienziate sono ormai anche più brave degli uomini, perché si impegnano di più, sono più eclettiche, sanno cogliere non soltanto l'essenza della loro professione, ma anche l'umanità, che non si discosta mai dalla capacità di fare bene il proprio lavoro”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo a Roma durante l’inaugurazione della mostra fotografica “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte” di Fondazione Bracco, collocata nel prestigioso Corridoio dei Busti del Senato.  “Quindi grazie davvero, per quello che fate, per quello che siete, per quello che rappresentate e grazie per avere dato al Senato l'opportunità di poterlo sottolineare e ribadire – aggiunge – Conosco bene la dottoressa Diana Bracco e sono molto orgoglioso di poter ospitare un lavoro che, in qualche modo, è frutto della sua lungimiranza”.  Il presidente del Senato ha voluto infine ringraziare chi “questa mostra l'ha realizzata, Il fotografo, ma soprattutto la ‘materia prima’, le scienziate. Senza di loro non ci sarebbero state le fotografie e non ci sarebbe stata la mostra”. 
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Schifone (FdI): “Competenze Stem sono tema strategico per la nazione”

(Adnkronos) – “Stiamo attraversando una serie di sfide transnazionali, siamo di fronte a un salto tecnologico, con contingenze e contesti geopolitici molto complessi. In questo contesto, il tema delle competenze non è né elitario né voluttuario ma è strategico, per la comunità e per la nazione”. Lo ha detto Marta Schifone, deputata della Repubblica e promotrice della mostra fotografica “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte” di Fondazione Bracco presentata al Senato a Roma.   La mostra fa parte di “100 donne contro gli stereotipi”, un progetto avviato nel 2016 con l’obiettivo di combattere discriminazioni e stereotipi e dare voce alle donne in settori strategici quali la scienza, l’economia, la politica internazionale e le istituzioni culturali. Nata sette anni fa, la galleria fotografica, con gli scatti di Gerald Bruneau, è stata portata in numerose sedi italiane e internazionali, da Washington a Praga, da New York a Città del Messico, da Israele al Brasile.   “Non ci possiamo permettere di perdere talenti – prosegue – anzi, dobbiamo coltivarli. Esiste un profondo divario di genere nella scelta delle materie tecnico scientifiche, le cosiddette materie Stem. Il rafforzamento della partecipazione femminile al mercato del lavoro e a questi ambiti è cruciale. C'è quindi bisogno di far passare questo messaggio: la scienza, oltre ad essere bellissima, è anche carica di opportunità nel mondo del lavoro, per un futuro di soddisfazione anche dal punto di vista reddituale”.  “Queste esperte sono dei simboli che vogliono lanciare un messaggio alle giovani donne, affinché possano sentirsi ispirate a scegliere queste carriere” conclude. 
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Iran, Trump: “Guerra finirà presto, deciderò io quando”

(Adnkronos) – La guerra in Iran finirà "presto" perché "non è praticamente rimasto niente da colpire". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un'intervista telefonica ad Axios. E' rimasta "qualche piccola cosa qua e là… Quando deciderò che deve finire, finirà", ha affermato Trump, riferendosi alla conclusione del conflitto. Il capo della Casa Bianca ha quindi ribadito che "la guerra sta andando alla grande. Siamo molto in anticipo rispetto al programma. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane". Solo due giorni fa il presidente Usa aveva dichiarato che la campagna militare era "praticamente completata".  Oggi il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha tenuto una valutazione dell'operazione militare israelo-americana contro l'Iran insieme al capo di Stato Maggiore delle Idf, il generale Eyal Zamir, ha detto che "l'operazione guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro Benjamin Netanyahu continuerà senza limiti di tempo".  Le ripetute dichiarazioni di Trump su una prossima fine della guerra in Iran hanno fatto emergere una differenza nelle posizioni di Stati Uniti e Israele su tempi e condizioni per la fine del conflitto e sui timori alla Casa Bianca sulle intenzioni di Israele a questo riguardo. A scriverlo è il Wall Street Journal, sottolineando come Trump e Netanyahu si siano parlati quasi ogni giorno dall'inizio della guerra, a volte più di una volta al giorno. Netanyahu ha anche avuto colloqui con il segretario di Stato Marco Rubio e Jared Kushner, genero del presidente e inviato speciale per l'Iran. Tutti questi colloqui si incentrano sullo stato attuale della guerra e su come porvi fine, hanno spiegato funzionari statunitensi, citati dal quotidiano. 
C'è però una certa preoccupazione tra i funzionari della Casa Bianca sul fatto che Israele voglia che la guerra prosegua dopo che gli Stati Uniti avranno espresso il desiderio di porre fine alla campagna di bombardamenti, hanno affermato le fonti. Funzionari statunitensi e israeliani assicurano che la posizione israeliana prevede la cessazione della campagna in Iran non appena cesserà il coinvolgimento degli Stati Uniti. Trump ha detto ai suoi collaboratori che vuole porre fine alla guerra alle sue condizioni e, dopo aver mediato un cessate il fuoco nella guerra di 12 giorni dell'anno scorso, ritiene di poter porre fine ai combattimenti quando vorrà, spiegano ancora i funzionari statunitensi. "La fine del coinvolgimento americano in questo conflitto sarà in ultima analisi decisa dal comandante in capo, quando riterrà che gli obiettivi militari siano stati pienamente raggiunti e che la minaccia del regime iraniano sia stata completamente annientata", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Nonostante lo stretto coordinamento, stanno emergendo differenze negli approcci israeliano e americano, con Israele che continua a dar la caccia e uccidere alti funzionari iraniani, ampliando al contempo il suo raggio d'azione per includere l'industria petrolifera del Paese, nel tentativo di imporre un cambio di leadership. Lunedì gli Stati Uniti hanno anche fatto presente a Israele che l'amministrazione "non era soddisfatta" degli attacchi alle strutture energetiche iraniane e hanno intimato a Israele di non ripeterli senza l'approvazione di Washington, secondo fonti statunitensi. E poche ore dopo che Trump aveva dichiarato a un giornalista che la campagna militare era "praticamente completata", Netanyahu ha ribadito i suoi obiettivi massimalisti per la guerra. "La nostra aspirazione è quella di permettere al popolo iraniano di liberarsi dal giogo della tirannia; in ultima analisi, la decisione spetta a loro", ha dichiarato il premier israeliano ieri. I Pasdaran hanno rivendicato oggi di aver colpito diverse basi americane in Kuwait e Bahrain nei 12 giorni della guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran. "Infrastrutture chiave della base statunitense nel porto di Mina Salman, il centro nevralgico della Quinta Flotta degli Stati Uniti… sono state colpite da missili e droni iraniani", hanno dichiarato i Guardiani della Rivoluzione sul loro sito web Sepah News, riferendosi alle installazioni statunitensi in Bahrain. "Contemporaneamente Camp Patriot (in Kuwait), inclusi hangar per le attrezzature, alloggi e centri di raccolta per i soldati americani nelle basi navali di Mohammed Al-Ahmad e Ali Al-Salem, ha subito anche pesanti perdite", hanno aggiunto, precisando di aver attaccato anche la base di Camp Buehring in Kuwait. Con il passare delle ore si fa intanto luce sulla sorte di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell'Iran, che ha riportato una frattura a un piede, un ematoma attorno all'occhio sinistro e lacerazioni al viso a causa del raid aereo israelo-americano che lo scorso 28 febbraio ha ucciso suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, e altri cinque membri della sua famiglia. Lo afferma la Cnn citando una propria fonte ben informata. In precedenza una fonte israeliana aveva dichiarato alla Cnn che il secondogenito dell'Ayatollah Khamenei era rimasto ferito la scorsa settimana e da giorni circolano voci sul fatto che sia rimasto ferito. La nuova Guida suprema non è mai apparsa in pubblico, né ha rilasciato dichiarazioni dopo la sua nomina domenica. Il figlio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, Yousef, ha dichiarato stamattina di aver saputo che Khamenei era rimasto ferito, ma che ora è "al sicuro, sano e salvo". 
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Digiuno intermittente, gli esperti avvertono: “Non è adatto a tutti”

(Adnkronos) –
Il digiuno intermittente, molto diffuso tra chi vuole dimagrire rapidamente, potrebbe comportare rischi per la salute del cuore. Alcuni ricercatori hanno scoperto che chi che limitava il consumo di cibo a meno di otto ore al giorno presentava un rischio del 135% più elevato di morire di malattie cardiovascolari (problemi al cuore e ai vasi sanguigni) rispetto alle persone che mangiavano per più di 12-14 ore nell'arco di una giornata.  Sul tema è intervenuto Yari Rossi, dottore in scienze della nutrizione umana, ospite oggi a La volta buona, dove ha analizzato le diverse strategie legate al digiuno intermittente. "La base, innanzitutto, è scegliere quanto e cosa mangiare, e poi quando farlo", ha spiegato.  Tra i metodi più diffusi c'è quello 16/8: "Dove si digiuna per 16 ore e si concentra l'alimentazione nelle rimanenti 8, nelle quali possiamo inserire due piccoli spuntini e un pasto principale", ha chiarito Rossi.  Esistono però altre varianti: il digiuno a giorni alterni, oppure lo schema 5/2, in cui per 5 giorni si mangia normalmente, negli altri 2 si riduce l'apporto delle calorie. "Esiste poi la strategia di un solo pasto al giorno, che considero pericolosa per l'organismo", ha aggiunto l'esperto.   Ospite in studio anche il professor Giorgio Calabrese che ha invitato alla prudenza: "Bisogna trovare un equilibrio, dobbiamo educare all'alimentazione".  Il digiuno intermittente non è adatto a tutti e dovrebbe essere valutato caso per caso: "Serve sempre il parere del clinico che faccia una diagnosi", ha sottolineato.  Tra i possibili effetti collaterali, ci sono anche problemi come la "deplezione potassica", oltre al rischio di squilibri nutrizionali se la dieta non viene pianificata correttamente. Inoltre l'organismo ha bisogno di cibi ricchi di antiossidanti: senza un corretto bilanciamento si rischia di eccedere con troppi grassi o troppe proteine ed è "sbagliato". 
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Lavoro, Nisini: “Aumentare occupazione di qualità, flessibilità non vuol dire precarietà”

(Adnkronos) – “È importante aumentare l’occupazione, ma soprattutto aumentare un’occupazione di qualità. La politica deve trovare un equilibrio tra lavoratori e aziende e focalizzarsi anche sulla flessibilità del lavoro. Flessibilità non vuol dire precarietà: se regolata può portare ad un aumento dell’occupazione e ad una migliore qualità del lavoro, consentendo alle imprese di aumentare la richiesta di capitale umano qualificato”.  Lo ha detto Tiziana Nisini, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, intervenendo a Verona alla quinta edizione di LetExpo, la fiera dedicata a logistica, trasporti e servizi alle imprese che riunisce istituzioni, aziende e operatori del settore. “La manifestazione rappresenta una sorta di fotografia del paese racchiusa nei padiglioni, con aziende e realtà che sono determinanti per l’economia e la produttività italiana”, ha sottolineato Nisini, e costituisce quindi un luogo di confronto diretto tra politica e mondo produttivo sulle esigenze del mercato del lavoro. Tra i temi centrali anche quello della formazione e del capitale umano che “rimane il cuore pulsante del nostro Paese. Oggi corre insieme all’intelligenza artificiale, ma ha qualcosa in più: l’intelligenza artificiale deve essere un supporto alla persona, al lavoratore e all’azienda, per migliorare la produttività e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Nisini ha inoltre sottolineato come uno dei nodi emersi dal confronto con imprese e istituzioni sia la difficoltà di reperire manodopera specializzata. “Nonostante le previsioni di assunzioni, molte aziende faticano a trovare competenze adeguate. Per questo tutti gli attori stanno lavorando per passare da una formazione ‘a catalogo’ ad una formazione costruita sulla persona, valorizzando le competenze che ciascun lavoratore sviluppa nel proprio percorso”. In questo quadro il governo ha avviato interventi di riforma del sistema formativo. “Con il ministro Valditara è stato avviato un ammodernamento del sistema scolastico, con il rafforzamento degli Istituti tecnici superiori e nuovi percorsi come il modello ‘4+2’, che mette insieme scuola superiore e formazione tecnica. Sono sperimentazioni che mirano a creare una sinergia più forte tra scuola e imprese e a far emergere le competenze richieste dal mercato del lavoro”, ha concluso.  
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Aurigemma: “Difensore civico riduce distanza fra cittadino e istituzioni”

(Adnkronos) – Il protocollo firmato fra Difensore civico della Regione Lazio e Anci Lazio “va a rafforzare ancora di più, qualora ce ne fosse bisogno, l'importanza del ruolo del Difensore civico.  Noi crediamo molto in questo ruolo, anche perché spesso riduce le distanze che si creano tra i cittadini e istituzioni”. Così all’Adnkronos il presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma a margine della firma del protocollo d’intesa, siglato stamane al Consiglio Regionale di via della Pisana. “Soprattutto – prosegue Aurigemma – questo protocollo con Anci Lazio ne va a rafforzare il ruolo, soprattutto nelle nostre aree interne, in una Regione che è composta da 378 comuni di cui oltre il 60% sono comuni al di sotto dei 10mila abitanti. E questo serve per dare possibilità anche alle strutture amministrative dei comuni della nostra Regione di avere quel giusto supporto che spesso è carente per mancanza di personale”. 
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Fardelli: “Difensore civico non è nemico della Pa ma ponte per cittadini”

(Adnkronos) – “Questo protocollo significa essere a disposizione dei cittadini che si rivolgono ai comuni, e noi vogliamo essere quel ponte che accorcia la distanza tra cittadino e pubblica amministrazione.  In questo, il dialogo con i comuni è fondamentale, è il nostro pane quotidiano, e vorremmo instaurare un nuovo tipo di rapporto dove il difensore civico viene visto non come un nemico della pubblica amministrazione all'interno degli uffici comunali, ma come colui che cerca di aiutare il cittadino quando ha un problema nei confronti della pubblica amministrazione”. Così all’Adnkronos il Difensore civico della Regione Lazio è presidente del coordinamento nazionale dei Difensori civici Marino Fardelli, a margine della firma del protocollo d’intesa fra Difensore civico del Lazio e Anci Lazio, siglato stamane al Consiglio Regionale di via della Pisana. “La firma di questo protocollo – prosegue Fardelli – serve anche a farci conoscere ulteriormente dai cittadini e a far conoscere loro i progetti che stiamo portando avanti. Il lavoro con il consiglio regionale del Lazio e con il suo presidente Antonello Aurigemma testimoniano che c'è attenzione sui temi che riguardano la costruzione di una cittadinanza attiva, a cui vorremmo far arrivare il nostro messaggio di essere vicini in maniera gratuita a beneficio dei cittadini”. 
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Sinibaldi (Anci): “Protocollo con Difensore civico per ridurre differenze fra cittadini”

(Adnkronos) – “La battaglia principale di Anci è quella di limitare le distanze”, fra cittadino e istituzioni.  “Le distanze ovviamente ci sono perché il Lazio è una Regione complessa: ci sono aree montane, molte aree rurali, aree interne, e ci sono inevitabilmente delle differenze di qualità della vita e di accesso anche ai servizi della pubblica amministrazione”. Così all’Adnkronos il presidente di Anci Lazio e sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi a margine della firma del protocollo fra difensore civico della Regione Lazio e Anci Lazio. 
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Lazio, al consiglio regionale siglato accordo Difensore civico-Anci

(Adnkronos) – È stato siglato questa mattina al consiglio regionale del Lazio, il protocollo di intesa fra il difensore civico regionale e Anci Lazio, con l’obiettivo di ridurre le distanze fra cittadini e la pubblica amministrazione. Fra i presenti il presidente del consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, il sindaco di Rieti e presidente di Anci Lazio Daniele Sinibaldi, il Difensore civico della Regione Lazio e presidente del coordinamento nazionale dei Difensori civici Marino Fardelli: “I comuni sono il primo posto della democrazia, a cui i cittadini si rivolgono in primis per essere ascoltati. Con questo accordo rafforziamo questo ponte – spiega Fardelli – per costruire dialogo più diretto con comuni del Lazio, favorendo la difesa civica come strumento per tutti”. Un lavoro, quello del difensore civico, che è “di prossimità, vicino ai territori, utile per risolvere le questioni che i cittadini ci sottopongono”. Nel solo 2025, il difensore civico “ha superato le 1.200 istanze”. “Come Anci Lazio – spiega il presidente Sinibaldi – non potevamo non sottoscrivere questo protocollo e abbiamo accolto subito con grande felicità l’iniziativa del difensore civico: è un segnale di maturità rispetto al ruolo della difesa civica e alla sua percezione rispetto agli amministratori del Lazio. L’obiettivo è lavorare affinché tutti cittadini del Lazio abbiano pari accesso alla pubblica amministrazione. La Difesa civica – conclude – è un istituto che va portato sui territori e alla consapevolezza dei cittadini, per far conoscere una opportunità concreta”. 
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Procaccini (Fdi): “Per noi ecologia è cura del Creato’

(Adnkronos) – Intervista all'eurodeputato e responsabile Ambiente di Fratelli d'Italia 
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