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Roma, 18 errori arbitrali in 10 match da inizio campionato (FOTO)

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Rigori solari non concessi, espulsioni eccessive, l’utilizzo sistematico del cartellino giallo a frenare l’impeto di alcuni calciatori. Ma soprattutto interventi del VAR ad intermittenza, con la sensazione che nel dubbio sarà quasi sempre una chiamata contro la Roma. Nessun complotto, nessuna strategia, ma si può affermare con certezza assoluta che la stagione arbitrale dei giallorossi sia stata funestata fin qui da tanti, troppi episodi controversi. L’ultimo in ordine di tempo all’Olimpico con il Genoa. Sono dieci fin qui gli incontri dell’attuale campionato (su 24 giornate complessive) condizionati da errori arbitrali che hanno più o meno inciso sull’andamento del match. Quantificare i punti realmente persi dai giallorossi è pratica decisamente complicata, ma di certo la Roma tra le big (o presunte tali) del nostro campionato è la squadra che è stata maggiormente danneggiata. Prova ne è lo stop da parte dei vertici arbitrali imposto a diversi fischietti di gara dopo aver arbitrato la Roma. Ma andiamo con ordine:

5° giornata, Roma-Udinese 1-0 – nei minuti finali del match contro i bianconeri, Pellegrini salta a contrasto con un avversario sfiorandolo con il braccio sinistro. Il movimento sembra congruo al salto in alto e al contrasto, da cui l’avversario non subisce contraccolpi particolari ma l’arbitro Rapuano, senza pensarci su, ammonisce per la seconda volta il capitano giallorosso e lo espelle. Pellegrini salterà il derby. Dalle immagini si nota l’eccessiva fiscalità del fischietto di gara, in un intervento che da diversi replay non appare nemmeno falloso.

6° giornata, Lazio-Roma 3-2 – Al 19′ del primo tempo, Nicolò Zaniolo viene affossato in area da Hysaj, l’arbitro Guida lascia correre il gioco, la Lazio riparte e realizza la rete del 2-0 con Pedro. Il VAR Irrati non interviene per segnalare al fischietto di Torre Annunziata il fallo sul 22 giallorosso. Successivamente circolerà l’indiscrezione di un presunto fuorigioco del calciatore della Roma, mai accertato comunque nel corso della gara.

Nella ripresa a circa mezz’ora dalla fine, Lucas Leiva salta a metà campo e colpisce col gomito Mkhitaryan. Già ammonito, viene graziato da Guida.

8° giornata, Juventus-Roma 1-0: a Torino succede veramente di tutto e si arriva sfiorare la rivisitazione completa dei regolamenti. In occasione della rete dell’1-0 bianconero, Cuadrado stoppa con il braccio un pallone a trequarti campo, prima del lancio in diagonale per De Sciglio che produrrà l’assist del vantaggio. L’arbitro Orsato e il guardalinee, così come il VAR non ravvisano l’irregolarità del colombiano.



Al minuto 41′, Pellegrini serve in verticale Abraham, che viene fermato in area da una scivolata di Danilo. La palla poi arriva sulla destra sui piedi di Mkhitaryan, che era più avanti dell’ultimo difensore ma non giudicato in posizione di offside vista la deviazione del difensore bianconero. Szczesny in uscita lo stende, la palla viene respinta ancora da Abraham e carambola in rete, quando però Orsato aveva già fermato il gioco. Nel frattempo il guardalinee Bendoni aveva alzato la bandierina, probabilmente per segnalare la posizione di Mkhitaryan (da non considerare in fuorigioco). Dopo il fischio l’arbitro ammonisce Szczesny e concede il rigore, decisione poi confermata dal silent-check del VAR. Clamorosa la decisione di Orsato di fischiare un istante prima della ribattuta in rete di Abraham.

Da segnalare che nell’azione gli juventini lamentavano un fallo di mano dello stesso Mkhitaryan, nell’istante in cui avviene l’intervento di Szczesny. Dalle immagini non sembra esserci: Mkhitaryan scavalca il portiere avversario, poi cade e il pallone carambola sulla testa di Locatelli prima di finire sui piedi di Abraham. Anche se il tocco di mano ci fosse stato, il gol sarebbe stato comunque regolare. Lo permette la nuova regola introdotta in estate dall’Ifab: se il tocco è accidentale e porta a segnare un compagno di squadra (non lo stesso autore del fallo), non viene considerato come un’infrazione.

17.10.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mourinho Orsato (Foto Gino Mancini)

L’errore di Orsato è da matita rossa, ma diventa da matita blu quando spiega – dimostrando di non conoscere il regolamento – nel sottopassaggio dello Stadium l’accaduto a Cristante: “Io fischio il rigore, si fermano tutti e poi segni… Il vantaggio sul rigore non si dà mai. E poi dai la colpa a me se lo sbagli…”. Giustificazione che però non regge. La norma del vantaggio, concessa a discrezione dell’arbitro in base alla fase di gioco e alla zona del campo in cui il potenziale fallo avviene, non ha infatti nessuna limitazione legata a un fallo da rigore.

La follia di quei minuti si conclude con un calcio di rigore, sbagliato da Veretout, che andava ripetuto per l’ingresso in area prima della battuta di Chiellini che tra l’altro ostacola Mancini nella possibile deviazione in rete dopo la respinta di Szczesny.

10° giornata, Cagliari-Roma 1-2 – Nel finale convulso, dopo la rimonta giallorossa, l’arbitro Pezzuto di Lecce non ravvisa un calcio di rigore solare a favore dei giallorossi, per un netto fallo di mano di Carboni su Felix.

11° giornata, Roma-Milan 1-2 – Dopo Torino, l’Olimpico diventa teatro di un’altra serata parossistica. La direzione di gara di Maresca è provocatoria sin dal sesto minuto, quando ammonisce Zaniolo per una protesta giusta per un calcio d’angolo non concesso. La distribuzione dei fischi e dei cartellini è a senso unico, quello rossonero. Nella ripresa il primo fattaccio: al 56′ Ibanez va a contrasto con Ibra in area, ma con il destro arpiona e devia il pallone evitando la conclusione dello svedese. Maresca dopo qualche istante fischia correndo verso il dischetto il penalty a favore del Milan. Si accendono le proteste della panchina e dei calciatori in campo, il VAR Mazzoleni richiama Maresca al monitor e le immagini confermano la bontà dell’intervento del brasiliano, rispetto ad una dinamica di gioco e di contatto in area che non è mai o quasi rigore. Maresca non si convince e conferma la sua decisione.

Al 92′ Kalulu viene superato in area da Felix, dopo un contrasto il ghanese si rialza e viene sgambettato vistosamente dal difensore rossonero. L’arbitro non ravissa gli estremi per il rigore e il VAR non interviene. Stessa dinamica per il netto fallo di Kjaer su Pellegrini al 95′, che con un acrobazia anticipa il difensore danese che a sua volta lo colpisce con il collo del piede destro. Maresca non concede neanche qui un rigore, più chiaro di quello dato al Milan, sconfessando se stesso e la linea arbitrale della giornata precedente (Dumfries in Inter-Juventus).

12° giornata di Serie A, Venezia-Roma 3-2 – Torna in scena l’arbitro Aureliano, che pronti via distribuisce malamente fischi e cartellini. Concede un rigore alla Roma, giusto, per il fallo su Abraham, ma il VAR Fabbri interviene e cancella il penalty per un fuorigioco di Pellegrini. Dalle immagini però si noterà successivamente che dopo l’offside di Pellegrini (pochi centimetri), nel prosieguo dell’azione, Ampadu interviene sul 7 giallorosso direzionando lui il pallone in area e dando vita di fatto ad una nuova azione, da cui scaturisce il fallo di Abraham. In questa fattispecie il VAR da regolamento non sarebbe potuto intervenire.

Nella ripresa, sul risultato di 2-1 per i giallorossi, prima non ravvisa un netto calcio di rigore su Ibanez nell’area veneta poi intorno al 60′, Aureliano concede un calcio di rigore al Venezia per un presunto fallo di Cristante su Caldara: dalle immagini si nota un precedente spintone di Kiyine su Ibanez e un tocco lieve del 4 giallorosso, che voleva rinviare il pallone. Fattispecie assimilabile a quella di Pellegrini-Kjaer, Ibanez-Ibra, Dumfries-Dybala, comunque sempre a danno della Roma.

17° giornata – Roma-Spezia 2-0: All’Olimpico c’è l’esordiente Prontera che non dà mai la sensazione di avere in mano le redini del match. Troppe le chiamate errate, i falli invertiti e eccesiva fiscalità su Felix che dopo esser subentrato nella ripresa, colpisce con una spallata un avversario all’altezza della linea laterale. Un normale contrasto di gioco, che Prontera sanziona però con il giallo per l’attaccante che poi sarà espulso nel finale per aver propiziato la sua rete del 3-0 (annullata) con un fallo di braccio.

20° giornata – Milan-Roma 3-1: Per un mese fino alle festività natalizie la Roma riesce ad evitare arbitraggi controversi – al netto di qualche cartellino di troppo, ma è tendenza costante da inizio stagione. Dopo le vacanze natalizie si torna in campo a San Siro. E’ Chiffi il direttore di gara, al VAR c’è nuovamente Aureliano che dopo pochi minuti identifica una leggera deviazione di braccio di Abraham su una conclusione di Theo Hernandez. La traiettoria del pallone non cambia, ma Aureliano richiama Chiffi al monitor e viene concesso un calcio di rigore ai rossoneri. Verso la fine del primo tempo, clamorosa la spinta di Tonali su Zaniolo all’interno dell’area di rigore rossonera, Chiffi sorvola e non concede un penalty evidente, nessun intervento al VAR. Nella ripresa poi altro giallo in area di rigore milanista: Ibanez viene palesemente sgambettato da Ibra, ma l’arbitro fa segno di rialzarsi. Chiffi poi espellerà Karsdorp per doppia ammonizione e concederà ai rossoneri un rigore sul 3-1 per un presunto fallo di Mancini su Ibra, che lo stesso svedese però sbaglierà.

21° giornata Roma-Juventus 3-4 – Big match diretto da Massa, con la Roma che domina per 70 minuti portandosi sul 3-1. Poi il noto ribaltone bianconero. Dopo la rete del vantaggio di Abraham, Massa non ravvisa gli estremi di un calcio di rigore a seguito di un netto fallo di mano di De Ligt. Il fischietto dice subito a Pellegrini – autore della conclusione diretta verso lo specchio della porta avversaria – che il tocco col braccio è avvenuto dopo una deviazione del pallone sul corpo del difensore olandese. In realtà il regolamento è chiaro e parla solo di ‘posizione innaturale del braccio’. Il VAR non interviene per rivedere l’indicazione di Massa. Nella ripresa concesso invece il penalty (poi sbagliato da Pellegrini) per il netto fallo di mano dello stesso De Ligt che verrà espulso.

24° giornata Roma-Genoa 0-0 – L’arbitro del match è Abisso. La direzione di gara scivola via correttamente, anche se stona il numero di falli commessi dalle due squadre in proporzione ai cartellini sventolati (23 falli del Genoa contro gli 8 della Roma, due gialli per ciascuna squadra). Al 54′ Oliveira entra in area sotto tribuna Tevere, Vasquez scivola per terra e tentando di rialzarsi sposta nettamente col braccio il pallone. Nasca verifica al VAR ma non richiama Abisso per visionare le immagini. Minuto 68′, espulso Östigard che blocca Afena-Gyan lanciato a rete. Il giocatore del Genoa lo cintura al collo ed è una chiara occasione da gol: giusto il rosso. Al 91′ Nicolò Zaniolo realizza la rete del vantaggio, corre sotto la Sud per esultare e si sfila la maglia (sarà ammonito), intanto Abisso dice ai calciatori del Genoa di non aver ravvisato alcuna irregolarità. Nel frattempo, trascorsi due minuti, inizia la revisione del VAR: possibile fallo in attacco. Nasca considera falloso l’intervento di Abraham su Vasquez, sullo sviluppo dell’azione che porterà alla rete di Zaniolo. Il centrale messicano anticipa l’inglese in un contrasto di gioco, che in presa diretta appare tale e Abisso per questo aveva giustamente fatto proseguire, ma al fermo immagine viene ravvisato il pestone dell’inglese, che sarà ammonito. Abisso richiamato al monitor annulla il gol di Zaniolo, che successivamente verrà espulso per aver chiesto in maniera veemente ma non insultante all’arbitro che cosa avesse fischiato.

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Di Livio a RS: “Contatto Abraham-Vasquez? contrasto di gioco, non un fallo”

“La VAR è utile, ma solo sui casi oggettivi, come il fuorigioco o i calci di rigore. L’utilizzo che invece si sta facendo di questo strumento sta modificando il calcio. Quello tra Abraham e Vasquez è un contrasto di gioco, mai un fallo”. Questo il pensiero di Angelo Di Livio ai microfoni di Retesport.

“Sulla partita penso che Mourinho abbia commesso degli errori: Oliveira non andava tolto e in 11 vs 10 si potevano fare scelte diverse. La Roma ha perso un’altra grande occasione”

Riascolta qui l’intervento integrale:

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Inter-Roma, la probabile formazione giallorossa

A Milano per cercare l’impresa. Contro l’Inter, in Coppa Italia, i giallorossi devono riscattare il brutto passo falso con tanto di veleni maturato col Genoa, ma troveranno un avversario ferito e arrabbiato dopo la sconfitta nel derby. Contro i nerazzurri, Mourinho ritrova Pellegrini ma il capitano partirà dalla panchina.

Rui Patricio ovviamente difenderà i pali della porta giallorossa, nella linea a tre giocheranno Mancini-Smalling-Ibanez. Torna Vina a sinistra con Karsdorp a destra. Probabile ritrovi una maglia da titolare Veretout in mezzo al campo, con Mkhitaryan e Oliveira. Davanti Abraham-Zaniolo, che cercherà di tramutare in energia positiva l’episodio dell’espulsione successiva al gol annullato contro i rossoblu sabato scorso.

ROMA 3-4-1-2 Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Veretout, Oliveira, Vina; Mkhitaryan, Zaniolo, Abraham.

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Graziani a RS: “Abraham ha commesso fallo, giusto annullare la rete di Zaniolo”

La Roma nel primo tempo ha fatto ridere, sonnecchiando e regalando un’intera frazione al Genoa. Poi Mou ha svegliato con la squadra e grazie ai cambi ha cambiato l’inerzia del match, ma ci siamo divorati 4-5 occasioni clamorose”. Così Ciccio Graziani a Retesport, nel corso di 1927.

“Il fallo di Abraham a mio giudizio è netto. Nell’immediatezza dell’azione non credevo ci fosse nulla, poi rivedendolo è evidente il pestone dell’inglese. Discuto la tempistica: non possono passare 4-5 minuti dal gol alla decisione”.

“Ritengo che anche l’espulsione di Zaniolo sia giusta: capisco la tensione del momento e magari una prima frase fuori dai termini, ma se reiteri in faccia all’arbitro 4-5 volte quel tipo di frase, ci sta che l’arbitro ti espella. La Roma al netto della sfida di sabato è comunque in credito con la classe arbitrale, perché quest’anno sono tanti gli episodi negativi nei confronti dei giallorossi”. Ha concluso Graziani.

Riascolta qui l’intervento integrale

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Petruzzi a RS: “Mi fa schifo il calcio di oggi! VAR solo per i casi oggettivi” (AUDIO)

“Mi fa schifo questo calcio, non è più calcio, non c’è più emozione per un gol segnato. La rete limpida non c’è più. Sai sempre che da un momento all’altro ci potrà essere il controllo VAR”. Così Fabio Petruzzi ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927. “In questo calcio, con il replay, con il fermo immagine, il fallo di Abraham c’è, ma a velocità normale è un contrasto di gioco come altri 1000 che l’arbitro può fischiare oppure no. E’ giusto che ci sia la tecnologia, la VAR è un ausilio fondamentale ma solo per le situazioni oggettive, per il fuorigioco, per i contrasti in area che possono portare al rigore“.

“Gli errori arbitrali in assoluto non devono però far passare sotto traccia le difficoltà di questa squadra, che fatica a costruire gioco soprattutto contro avversari che si difendono nella propria metà campo. Ritengo che Mourinho abbia commesso degli errori nella gestione dei cambi, soprattutto tenendo in campo tre difensori centrali contro un Genoa che aveva davanti solo un centravanti”

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VAR, polemiche e tifosi infuriati: fallo di Lobotka-Fiordalino identico a Abraham-Vasquez, ma il gol del Napoli è stato convalidato

Discrezionalità e uso del VAR ad intermittenza. E’ questo il tema di fondo che sta agitando l’andamento di tutto il campionato e che non coinvolge solo la Roma. Da sabato pomeriggio ad oggi sono tanti gli episodi che sono stati messi a confronto e tanti tifosi, soprattutto sui social, hanno evidenziato la nessità (eufemismo) di una maggiore uniformità di giudizio.

Esempio? Se all’Olimpico per un fallo di Abraham su Vasquez, così detto ‘step on foot’ (tipologia di fallo che nel gergo calcistico si rifà al pestone), l’arbitro Abisso ha annullato la rete di Zaniolo su chiamata del VAR Nasca, l’azione che ha portato ieri allo 0-2 definitivo siglato da Petagna per il Napoli, nasce da un recupero del pallone da parte di Lobotka su Fiordilino che ricorda, e molto, quello di Abraham in Roma-Genoa. In questa occasione però al ‘Penzo’ nessuna ‘chiamata’ all’arbitro e gol convalidato senza necessità di verifiche televisive.

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Coppa Italia, Inter-Roma: arbitra Di Bello. Pairetto al Var

La Lega Serie A e l’AIA hanno designato gli arbitri per i quarti di finale della Coppa Italia Frecciarossa 2021/22. La sfida di San Siro tra Inter Roma sarà diretta dal direttore di gara Di Bello. I due guardalinee saranno Galetto Vecchi con Pairetto al Var e Preti all’Avar. La sfida si giocherà martedì 8 febbraio alle ore 21 e sarà trasmessa da Canale 5.

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Roma-Genoa, le pagelle del Prof. Moroni

Due punti persi, perché il Genoa ha saputo difendersi per 60′; perché abbiamo fallito un paio di grosse occasioni (Smalling di testa e Zaniolo di piede); perché il palazzo non può rischiare il fatto che la Roma tolga un posto Champions al Milan o alla Juve. Il gol lo annulla il Var, non l’arbitro.

Rui Patricio 7: Non lo devo ripetere: la sicurezza e la tranquillità.

Karsdorp 5,5: Gode di molta libertà, specie nel secondo tempo, ma non ne sa approfittare.

Mancini 6,5: Un cartellino come da tradizione, ma la prestazione è buona.

Smalling 6,5: Non ha un compito impossibile, però dirige la difesa, controllando Destro & C.

Ibanez 7: Il migliore del reparto difensivo: puntuale, deciso, duro quanto basta.

Maitland 5: Peggio di Karsdorp: ha spazio, non lo sfrutta e sbaglia tanto.

Cristante 5,5: Male al primo tempo; poi, essendo un diesel dà il suo onesto contributo.

Oliveira 5: Dal suo arrivo è la prestazione meno brillante; è poco presente e sbaglia facili appoggi.

Mkhitaryan 7,5: E’ sempre il migliore in campo, anche spostato sul finale all’ala dx. Quando sento dire che non gli rinnovano il contratto, mi indigno.

Abraham 6: Parte male; poi si mostra pericoloso e si rende utile.

Zaniolo 6: Insieme a Miky è il migliore nel primo tempo; si mangia un bel gol, ne segna uno fantastico al 90°. Glielo annullano; ma lui non doveva farsi espellere.

Mourinho 8: Indovina la formazione base. Fa cambi impeccabili perché vede la partita come pochi. Cerca di assistere Tammy e Nicolò nel momento più caotico.

El Shaarawy 6,5. Entra benissimo. Tira troppo? Lo ha fatto anche Zaniolo e quando ha segnato abbiamo esultato, dunque…

Felix 6: entra bene e si destreggia nel traffico. 6. Veretout: Come Felix, fa il suo.

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Roma-Genoa, le pagelle dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Rui Patricio 6; Mancini 5,5, Smalling 6,5, Ibanez 6; Karsdorp 5,5 (26′ st Veretout 5), Cristante 5,5, S. Oliveira 6 (12′ st El Shaarawi 5,5), Mkhitaryan 6,5, Maitland-Niles 4,5 (12′ st Felix 5,5); Zaniolo 5,5, Abraham 5,5.  All.: Mourinho 5

CORRIERE DELLO SPORT
Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6,5, Ibanez 6,5; Karsdorp 6 (26′ st Veretout s.v.), Cristante 6, S. Oliveira 5,5 (12′ st El Shaarawi 6), Mkhitaryan 6,5, Maitland-Niles 5,5 (12′ st Felix 6); Zaniolo 5,5, Abraham 5. All.: Mourinho 5

IL MESSAGGERO
Rui Patricio 6; Mancini 5,5, Smalling 6,5, Ibanez 5,5; Karsdorp 5,5 (26′ st Veretout ng), Cristante 5,5, S. Oliveira 6 (11′ st Felix 5), Mkhitaryan 6, Maitland-Niles 5 (12′ st El Shaarawy 5,5); Zaniolo 5, Abraham 5,5.  All.: Mourinho 5,5

IL CORRIERE DELLA SERA
Rui Patricio 6, Mancini 5,5, Smalling 6, Ibanez 6, Karsdorp 5,5 (26′ st Veretout 5), Mkhitaryan 5,5, Sergio Oliveira 6 (12′ st Felix 5), Cristante 5, Maitland-Niles 4,5 (12′ st El Sharaawy 5,5), Abraham 5, Zaniolo 5. All.: Mourinho 5

LA REPUBBLICA
Rui Patricio sv, Mancini 5,5, Smalling 7, Ibanez 6,5, Karsdorp 6 (26′ st Veretout 6), Mkhitaryan 6, Sergio Oliveira 5,5 (12′ st Felix 6), Cristante 5, Maitland-Niles 5,5 (12′ st El Sharaawy 6), Abraham 5, Zaniolo 6,5. All.: Mourinho 5

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Roma-Genoa, le probabili formazioni

‘Squadra che vince non si cambia’. Mourinho probabilmente non è un tecnico scaramantico, ma in questo quasi certamente applicherà questo antico proverbio calcistico. Contro il Genoa, dopo la sosta per le nazionali e le polemiche post mercato, si torna a fare sul serio. Lo Special One non avrà a disposizione il miglior Pellegrini, ulteriore motivo per spingerlo a schierare il 3-4-2-1 visto al Castellani due settimane fa, complice anche la resa offensiva dei giallorossi con 4 reti nel giro di quindici minuti.

Davanti a Rui Patricio, tornerà titolare il trio difensivo composto da Mancini-Smalling-Ibanez, con Rick Karsdorp a destra e la conferma di Maitland-Niles a sinistra. In mediana Cristante favorito su Veretout, con Mkhitaryan e Oliveira ad ispirare il gioco offensivo. L’armeno se schierato di partenza in questo modulo, giostrerà qualche metro più avanti a sostegno di Zaniolo e Tammy Abraham, alla ricerca del 18° sigillo stagionale.

Nel Genoa, a seguito della rivoluzione tecnica operata sul mercato, Blessin potrebbe optare per un 4-2-3-1 con Sirigu tra i pali, la conferma di Sturaro-Badelj in mediana (out Rovella oltre a Criscito e Cambiaso squalificato), Piccoli favorito su Destro in attacco. Poi una serie di giovani arrivati dall’estero. Occhio ad Amiri in avanti, ex Bayer Leverkusen.

Roma 3-4-2-1 – Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Oliveira, Cristante, Maitland-Niles; Mkhitaryan, Zaniolo, Abraham

Genoa 4-2-3-1  –  Sirigu, Hefti, Ostegard, Vanheusden, Vasquez; Badelj, Sturaro; Gudmundsson, Amiri, Yeboah, Piccoli