Categorie
APPROFONDIMENTI

10 cose da sapere su Sampdoria-Roma

SAMPDORIA – ROMA La Roma torna in campo contro la Sampdoria di Claudio Ranieri. Appuntamento domenica alle ore 15 a Genova, ecco per voi alcune statistiche e curiosità sul match.

BESTIA NERA – La Roma è la squadra contro cui la Sampdoria ha vinto più incontri (39 su 122) nella sua storia in Serie A, anche se i blucerchiati hanno ottenuto appena due successi nelle ultime sette sfide contro i giallorossi nella competizione (1N, 4P).

A SECCO DI GOL – La Sampdoria non ha segnato nell'ultimo match di Serie A contro la Roma: la squadra ligure non resta a secco per due gare di fila contro i giallorossi nel massimo campionato dall’ottobre 2014.

IMBATTIBILITÀ – La Roma è imbattuta da due trasferte consecutive contro la Sampdoria in Serie A; i giallorossi non registrano una striscia più lunga dal 2009 (cinque nell’occasione).

PARTENZA IN SALITA – Sei sconfitte su sette per la Sampdoria in questa Serie A (non è mai partita peggio nel massimo campionato); quella blucerchiata potrebbe diventare la terza squadra non neopromossa nel XXI secolo a perdere sette delle prime otto, dopo la Reggina (2000/01) e il Parma (2014/15).

VIETATO IL PAREGGIO  – La Sampdoria è l’unica squadra, tra quelle presenti sia nello scorso che in questo campionato, a non aver pareggiato alcuna partita interna nel 2019 (6V, 7P).

TERZO POSTO – 12 punti per la Roma in questo inizio di campionato: dal 2000/01 in avanti, tutte le volte che la squadra giallorossa ha ottenuto almeno 12 punti a questo punto della stagione, ha poi terminato il campionato nelle prime tre posizioni.

ROMA CORSARA – Dopo una serie di quattro pareggi esterni consecutivi, la Roma ha vinto le ultime due trasferte di campionato: in una singola stagione di Serie A, i giallorossi non ottengono tre successi consecutivi da maggio 2018.

L'EX TESTACCINO – Claudio Ranieri, nuovo tecnico della Sampdoria, ha allenato la Roma in 73 gare di Serie A, collezionando 41 successi e 18 pareggi; 14 sconfitte completano il quadro.

EKDAL – L’unico giocatore della Sampdoria a essere già stato allenato da Claudio Ranieri in Serie A è Albin Ekdal che ha esordito nel massimo campionato nella stagione 2008/09 proprio sotto la guida del neotecnico dei blucerchiati: tre partite con la maglia della Juventus.

SERBO GOLEADOR – La prossima sarà la 100ª presenza con la maglia della Roma in tutte le competizioni per Kolarov – il terzino serbo ha realizzato il 50% dei gol in trasferta dei giallorossi in questa Serie A (2/4), uno su rigore e uno su punizione diretta.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Falcao, l’ottavo Re di Roma con lo scudetto sul petto

FALCAO – Falcao il 10 agosto 1980 venne acquistato dalla Roma per la cifra di un milione e mezzo di dollari, e la sua acquisizione fu inizialmente accompagnata da un leggero scetticismo, poiché la tifoseria aspettava l'approdo in maglia giallorossa di Zico. Considerato uno dei più forti centrocampisti della storia del calcio, nel 2004 figurò nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori giocatori viventi, selezionata da Pelè e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della federazione. Oggi l'Ottavo Re di Roma, compie compie 66 anni. Il brasiliano ha vestito la maglia del club della capitale dal 1980 al 1985, collezionando 107 presenze e realizzando 22 gol, ed è stato uno dei protagonisti dello scudetto vinto dai giallorossi nella stagione 1982-1983 con Nils Liedholm in panchina. 

L'ADDIO – La sua ultima partita la disputa il 16 dicembre 1984 contro il Napoli segnando peraltro la rete decisiva. Le ragioni del divorzio dalla compagine giallorossa sono da attribuirsi ai contrasti con l'allora presidente Dino Viola in merito a dissidi contrattuali; nell'ultima stagione lo stipendio di Falcão era il più elevato nel campionato italiano, oltre un miliardo di lire all'anno. Inoltre, il giocatore si era rifiutato di sottoporsi a una visita medica da parte della società, e anche tale situazione contribuì a minare ulteriormente il rapporto tra le due parti. Il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori a essere inserito nella Hall of fame  ufficiale della Roma.

Categorie
APPROFONDIMENTI

10 cose da sapere su Roma-Cagliari

ROMA-CAGLIARI – La Roma, archiviata l'Europa League, si troverà di fronte il Cagliari di Maran. Appuntamento domenica all'Olimpico alle ore 15.00, ecco per voi alcune statistiche e curiosità sul match.

STRISCIA POSITIVA – La Roma è imbattuta da 10 sfide di Serie A contro il Cagliari (7V, 3N) – l'ultimo successo sardo risale al febbraio 2013 (4-2 sotto la gestione Ivo Pulga).

CAGLIARI IN GOL – L'ultimo gol del Cagliari all'Olimpico contro la Roma in Serie A risale al febbraio 2013: da allora i giallorossi hanno tenuto la porta inviolata per cinque gare di fila.

BUONI PROPOSITI – In tutte le ultime otto stagioni in cui la Roma ha vinto almeno tre delle prime sei partite di Serie A, ha terminato la stagione nelle prime tre posizioni.

OLIMPICO 'QUASI' AMICO – La Roma ha perso l’ultima partita interna di Serie A, dopo una serie di cinque successi e due pareggi nelle precedenti sette gare casalinghe.

SARDI IN FORMA – Il Cagliari è rimasto imbattuto nelle ultime quattro partite di Serie A (3V, 1N), striscia più lunga da dicembre 2018 per i rossoblù: i sardi non fanno meglio dal 2014 quando arrivarono a quota sette.

CAGLIARI CORSARO – Per la prima volta dal 2013 il Cagliari ha vinto due trasferte di Serie A consecutive e non arriva a quota tre dal 1992.

PRIMO TEMPO PROLIFICO – Nessuna squadra ha segnato più gol della Roma nel primo tempo in questo campionato (sette), mentre solo l’Inter ne ha subiti meno del Cagliari (uno) nello stesso intervallo.

TESTATA SARDA – Il Cagliari ha segnato quattro gol di testa in questo campionato, nessuna squadra ha fatto meglio nella Serie A 2019/20.

L'ULTIMO FLACO – L’ultimo gol di Javier Pastore in Serie A è arrivato proprio contro il Cagliari nello scorso aprile: il giocatore della Roma ha segnato due reti contro i sardi, uno nel 2011 con la maglia del Palermo.

LUCAS RECORD – Per la terza volta in Serie A il centrocampista del Cagliari Lucas Castro ha segnato in due partite consecutive: non è mai arrivato a quota tre.

Categorie
APPROFONDIMENTI

10 cose da sapere su Lecce-Roma

LECCE-ROMA, La Roma, che deve cancellare la brutta prestazione andata in scena mercoledì nel turno infrasettimanale contro l'Atalanta di Gasperini, domenica sarà ospite in casa del Lecce. Andiamo a scoprire, attraverso i numeri, il match che andrà in scena al 'Via del Mare'.

I PRECEDENTI – La Roma ha perso solo due delle 30 sfide di Serie A contro il Lecce (20V, 8N), trovando una delle due sconfitte proprio nell'incrocio più recente, 2-4 nell'aprile 2012.

SUCCESSO ALL'ULTIMA – Nell'ultima gara contro la Roma al Via del Mare in Serie A, il Lecce ha trovato il suo primo successo interno con i giallorossi: in precedenza otto sconfitte e sei pareggi.

PUGLIA PORTA FORTUNA – La Roma ha perso solo una delle ultime 23 trasferte in Puglia in Serie A, con 14 successi e otto pareggi nel bilancio.

LE MURA NEMICHE – Il Lecce ha perso le prime due partite casalinghe di questo campionato: già in due occasioni i salentini hanno perso le prime tre gare interne (nel 2011/12 e nel 1997/98).

ANOMALIE – Sconfitta per 0-2 contro l’Atalanta nell’ultimo turno di campionato per la Roma: i giallorossi non restano a secco di gol per due gare di fila nella competizione da aprile 2018.

ROMA DA TRASFERTA – La Roma è imbattuta da sei partite esterne di Serie A (2V, 4N): in questo parziale non ha mai subito più di un solo gol a partita (quattro reti subite).

PARTENZE SPRINT – La Roma è la squadra che ha segnato più gol nei primi 30 minuti di gioco in questa Serie A (sei) – dall'altra parte nessuna ne ha incassati più del Lecce (quattro) nello stesso parziale di gara.

GOLEADOR – Marco Mancosu ha trovato la rete nelle ultime tre partite di Serie A: l’ultimo giocatore del Lecce ad aver segnato per più presenze di fila nella massima serie è stato Javier Chevantón nella stagione 2003/04 (sette di fila).

L'EX – Il centrocampista del Lecce Panagiotis Tachtsidis ha giocato 21 partite di Serie A con la maglia della Roma nel 2012/13 – inoltre il suo ultimo gol nel massimo campionato è stato nel maggio 2016 proprio contro i capitolini.

50 DA CAPITANO – La prossima sarà la 50ª presenza da capitano dal primo minuto per Alessandro Florenzi in tutte le competizioni con la maglia della Roma – il Lecce potrebbe diventare la 30ª squadra affrontata dall’esterno giallorosso nella massima serie.

Categorie
APPROFONDIMENTI

10 cose da sapere su Roma-Atalanta

ROMA-ATALANTA, DIECI COSE DA SAPERE – La Roma contro l'Atalanta per dare continuità al suo percorso di crescita. Andiamo a scoprire, attraverso dieci curiosità, il match che andrà in scena allo stadio Olimpico.

STRISCIA POSITIVA – L'Atalanta ha perso solo una delle ultime nove sfide di campionato contro la Roma (3V, 5N) dopo aver trovato la sconfitta in sette delle precedenti nove (1V, 1N).

BESTIA NERA – La Roma non ha vinto nessuna delle ultime cinque partite contro l'Atalanta all'Olimpico in Serie A (3N, 2P), nelle otto precedenti i giallorossi avevano sempre trovato il successo.

PORTA FORTUNA – L’Atalanta è rimasta imbattuta nelle ultime sei trasferte nel Lazio in Serie A: 12 punti, frutto di tre vittorie e tre pareggi, uno in più di quelli ottenuti nelle precedenti 22 partite in questa regione.

GOL ALL'OLIMPICO – La Roma ha segnato in tutte le ultime 16 partite casalinghe in Serie A, la striscia più lunga per i giallorossi da settembre 2017 (34).

BERGAMASCHI CORSARI – L’Atalanta è rimasta imbattuta nelle ultime otto trasferte in Serie A, grazie a sei vittorie e due pareggi: al momento i bergamaschi hanno eguagliato la propria miglior striscia di imbattibilità esterna nella massima serie, risalente al 1992.

IN GOL NEI PRIMI TEMPI – Sette delle 10 reti della Roma in questo campionato sono state segnate nel corso della prima frazione di gioco: una media di 1.8 gol a incontro, meno solo di Manchester City (2.2) e Liverpool (2.0) nei cinque maggiori campionati europei 2019/20.

TERZINO GOLEADOR – Aleksandar Kolarov (tre reti e un assist in A nel 2019/20) può diventare il terzo giocatore della Roma negli ultimi 15 campionati a prendere parte attiva ad un gol in ciascuna delle prime cinque presenze stagionali in Serie A, dopo Pablo Daniel Osvaldo (nel 2012/13) e Francesco Totti (nel 2013/14).

EDIN NEL DESTINO – L’attaccante della Roma Edin Dzeko ha segnato quattro reti nelle ultime cinque gare di Serie A contro l’Atalanta, dopo essere rimasto a secco di gol nelle precedenti tre: a nessuna squadra ha realizzato più reti nella competizione da inizio 2017.

OCCHIO A LUIS  – La Roma è la vittima preferita in Serie A dell’attaccante dell’Atalanta Luis Muriel: sei reti messe a segno con tre maglie diverse, compresa la sua prima doppietta nella competizione (aprile 2012 con il Lecce).

ALTI E BASSI PER GASP – Gian Piero Gasperini ha perso ben 12 delle 21 sfide di Serie A da allenatore contro la Roma, contro nessuna avversaria ha fatto peggio (12 sconfitte anche contro la Juventus) – tuttavia sulla panchina dell’Atalanta ha perso solo uno dei sei match contro i giallorossi nella competizione (2V, 3N).

Categorie
APPROFONDIMENTI

10 cose da sapere su Bologna-Roma

BOLOGNA-ROMA, LE STATISTICHE – La Roma domenica scenderà in campo contro il Bologna al Dall'Ara. L'obiettivo degli uomini di Fonseca è quello di dare continuità ai risultati positivi dell'ultima settimana. Ecco per voi qualche interessante statistica sul match.

BESTIA NERA – Dal ritorno in Serie A, nel 2008/09, il Bologna ha vinto soltanto due partite contro la Roma, con sette pareggi e 11 sconfitte nel parziale: nello stesso periodo, tra le squadre affrontate almeno otto volte, i rossoblù hanno ottenuto meno successi solo con la Juventus (uno).

L'ULTIMA AL DALL'ARA – Il Bologna ha vinto (2-0) l'ultima partita al Dall'Ara contro la Roma in Serie A: i rossoblù non ottengono due successi interni consecutivi contro i giallorossi nel massimo campionato dagli anni '70 – inoltre, gli emiliani hanno mantenuto la porta inviolata in casa con i giallorossi per la prima volta dopo 14 gare consecutive con gol subiti.

OTTIMO INIZIO – Il Bologna ha ottenuto sette punti nelle prime tre partite di questo campionato: i rossoblù non partivano così bene in Serie A dalla stagione 2002/03.

FILOTTO – Il Bologna ha vinto otto partite casalinghe consecutive: i rossoblù non toccano quota nove successi interni di fila nel massimo campionato dal 1941.

GOL – La Roma è una delle cinque squadre che ha sia realizzato che subito gol in tutte le tre partite di questo campionato, insieme ad Atalanta Genoa, Torino e Sassuolo.

X FACTOR – La Roma ha pareggiato le ultime quattro trasferte in campionato: i giallorossi non ottengono più pareggi esterni consecutivi in Serie A da febbraio 1994.

CAMPO OSTICO – La Roma ha vinto soltanto una delle ultime quattro trasferte in Emilia-Romagna (1N, 2P): i giallorossi erano rimasti imbattuti nelle precedenti 15 trasferte in questa regione (12V, 3N).

PRIMATI – Il Bologna è la squadra che finora ha registrato il possesso palla medio più alto (67%), quella che ha subito meno tiri (23) e la seconda per tiri effettuati (60) dietro la sola Atalanta (65).

INDISPENSABILI – Da inizio maggio ad oggi, solo due giocatori hanno segnato almeno tre gol e fornito almeno tre assist in Serie A: Riccardo Orsolini ed Dzeko

ESORDIO FORTUNATO – Il nuovo acquisto della Roma, Henrikh Mkhitaryan, ha già segnato il suo primo gol in Serie A, nella gara d’esordio: sia con il Manchester United  che con l’Arsenal non era andato a segno nelle prime cinque presenze in campionato.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Baldini: ecco chi è il “Keyser Söze” della Roma USA

Baldini: chi è e cosa ha vinto il Keyser Söze della Roma USA

Deus ex machina, Keyser Söze, Imperatore oscuro, uomo ombra, testa grigia, fumo di Londra, e chi più ne ha ne metta.

L’immagine che ha trasmesso di sé Franco Baldini negli ultimi tempi è in ogni caso inquietante, come lo sono le situazioni poco chiare, border line, al limite tra l’oscurità e la luce, in quella zona d’ombra che non permette di distinguere colori e contorni di una figura quanto mai pesante nelle strategie e nelle decisioni della Roma americana.

Ma chi è Franco Baldini? Da dove viene? Cosa ha fatto negli ultimi anni? Quale risultati ha raggiunto?

 

CALCIATORE

Da calciatore 23 presenze e 0 gol in Serie A come centrocampista del Bologna nella stagione 1981-1982, ricordata per essere la prima retrocessione del club.

In Serie B sono 142 le apparizioni distribuite con le maglie di Varese, Bari, Pescara, Campobasso e Casertana, condite da 7 reti.

DIRIGENTE

ROMA

Nel 1998 il presidente della Roma Franco Sensi decide di inserirlo nella sua squadra dirigenziale, prima con il ruolo di consulente esterno, poi di mercato e nell'ultimo periodo come direttore sportivo.

Resta in giallorosso fino al 2005, partecipando attivamente alla conquista del terzo scudetto romanista nel 2001, con Fabio Capello in panchina.

Tra i suoi colpi Konsel, Paulo Sergio (era il procuratore), Emerson, Samuel, Batistuta, Mexes, Chivu solo per citarne alcuni. Una Supercoppa Italiana l’altro trofeo vinto con la Roma nella stagione 2001-2002.

Nel 2004 Capello va via (all’odiata Juventus) e Baldini sceglie un allenatore dal futuro promettente: Cesare Prandelli. In quello sciagurato anno, privo del carisma di Capello, nulla può la cultura del dirigente toscano, che vedrà succedersi sulla panchina della “sua” squadra Voeller. Delneri e Conti.

La Roma chiude ottava, perdendo una finale di Coppa Italia contro l’Inter.

REAL MADRID

Nel 2006-2007 Capello lo vuole con sé (dopo aver ricucito lo strappo romano) a Madrid.

I blancos vincono la Liga. Baldini, col ruolo di segretario tecnico, porta Marcelo, terzino formidabile, Gago e Higuain,  poi costretti a cercare fortuna altrove.

INGHILTERRA

Dal 2007 al 2011 segue sempre il carismatico Fabio Capello: è il suo assistant manager della Nazionale Inglese. In questo percorso l’Inghilterra si presenta al Mondiale 2010 con grandi premesse. Uscirà agli ottavi (4-1 contro la Germania) dopo aver passato a stento il girone dopo due pareggi con Algeria e Stati Uniti nelle prime due partite e la vittoria con la Slovenia nell’ultima gara.

ROMA

Torna alla Roma nel 2011 col progetto USA, frontman di una rivoluzione culturale che avrebbe dovuto portare la Roma tra i top club mondiali.

Nel biennio da direttore generale la Roma colleziona un 7° posto (56PT 16V 8N 14P con Luis Enrique) e un’eliminazione contro lo Slovan Bratislava nei preliminari di Europa League e un 6° posto (62PT 18V 8N 12P con Zeman/Andreazzoli) condito dalla sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio.

TOTTENHAM

Nel 2013 Baldini si dimette dalla Roma, e va al Tottenham con la carica di direttore tecnico.

Gli Spurs nella prima stagione si piazzano sesti (69 PT 21V 6N 11P) e perdono la finale di Coppa di Lega col Chelsea (2-0). L’anno successivo arriva il 5° posto (64PT 19V 7N 12P).

ROMA

Nel 2016 torna alla Roma da consulente esterno. Prende una Roma al secondo posto col record di punti (2016-2017) e dice addio al ds Sabatni.

Porta la squadra al 3° posto scegliendo il direttore sportivo più sbagliato della storia romanista (Monchi) conquistando anche una semifinale di Champions.

Questa stagione è storia nota: sesto posto, due allenatori, fuori agli ottavi di Champions ed ennesima ripartenza/rivoluzione dai preliminari di Europa League.

SINTESI

Da dirigente Franco Baldini ha vinto 1 Scudetto, 1 Supercoppa Italiana (con la Roma) e 1 Liga Spagnola (Real Madrid), sempre accompagnato da Fabio Capello in panchina.

 

Giorgio De Angelis

 

Categorie
APPROFONDIMENTI

La mail avvelenata

“Ed Lippie in qualche modo è sempre stato vicino alla Roma”. La rivelazione arriva direttamente da Trigoria, ed è vecchia di qualche mese. Nulla di straordinario apparentemente, ma oggi assume i crismi della notizia importante. Perché? Perché il preparatore atletico personale di James Pallotta, spedito a Trigoria la prima volta nel 2015 insieme a Darcy Norman per avviare una nuova era dopo la disastrata esperienza di Paolo Rongoni (voluto fortemente da Rudi Garcia) fu da subito usato più come forma di potere che come esperto muscolare. Il preparatore atletico americano (scelto come capo dei fisioterapisti) fu il primo elemento utile al depotenziamento del tecnico francese, che di lì a breve fu costretto a togliersi la divisa sociale. Era il gennaio del 2016 e la Roma decise di riportare a Trigoria Spalletti. Il tecnico toscano, però, non ci mise molto a chiarire i ruoli: “Norman e Lippie sono bravi, ma sulla preparazione e sui sistemi di allenamento decido io”. 

IL TOPOLINO – 

Poco dopo, il tecnico di Certaldo parlò di una talpa, più precisamente di un topolino: “C’è qualcuno che si diverte a raccontare le cose, ma credo di aver individuato il topolino”. Spalletti non rivelò mai di chi si trattasse, ma fece arrivare a Trigoria Marcello Iaia, esautorando di fatto lo staff americano. La fine della stagione generò un vento di totale rinnovamento. L’estate del 2017 fu quella di Eusebio Di Francesco che, nella lunga trattativa per liberarsi dal Sassuolo, riuscì ad imporre la presenza nello staff del fidato Maurizio Fanchini e Nicandro Vizoco

Il 22 marzo di quest’anno, a fronte dell’ennesima emergenza infortuni, Pallotta ‘richiama alle armi’ il fedele Ed Lippi. Ed è proprio lui, stando all’inchiesta di Repubblica, ad inviare la mail al presidente e a relazionarlo su quanto accade a Trigoria. Un punto di raccordo con Boston, tanto che da Trigoria, fonti più che accreditate, già qualche mese fa testimoniavano la cosa senza mezzi termini. Era il 29 marzo quando, a domanda specifica sul ritorno del preparatore atletico, veniva chiarito come “ogni volta che si trova in Europa, Lippie fa un passaggio a Trigoria”. Non per operare direttamente sui muscoli dei calciatori, ovviamente, ma per guardare, capire, confrontarsi, dedurre e riferire, evidentemente. Più di una volta, ad esempio, si è confrontato sul campo d’allenamento con Mauro Baldissoni, e non soltanto con l’allenatore di turno. 

Tutto apparentemente normale, ma perché affidarsi ad un fisioterapista per la gestione dei rapporti interni? 

 

Marco Madeddu

Categorie
APPROFONDIMENTI

L’Ultimo Cesare

L’hanno ammazzato! Perché di omicidio sportivo si tratta. La carriera da calciatore della Roma, per Daniele De Rossi, non finisce per ragioni naturali, anagrafiche, fisiche, ambientali, ma per un atto intenzionale! Ce l’hanno ammazzato come calciatore, e in parte come uomo, ma la cosa peggiore è che hanno vestito da sicario l’ultimo dei dirigenti salito sul trono di Trigoria. Neppure la dignità di guardarlo negli occhi hanno avuto Pallotta e Baldini…l’hanno accoltellato alle spalle come Giulio Cesare!

Hanno individuato il nuovo Bruto, Guido Fienga, e hanno fatto in modo che fosse lui ad annientarlo, indicandogli il cancello, e imponendogli di togliersi la maglia e di svuotare l’armadietto. Roba dell’altro mondo, roba di un’altra Roma, parecchio americana e certamente poco romana, per niente romanista

Ci avevano detto che sarebbero stati “non i padroni, ma i custodi di un sentimento”, invece prima hanno cancellato il logo, con tanto di acronimo storico ASR, poi hanno scelto il boia che doveva decapitare Totti e adesso, per completare il lavoro, dopo 8 anni di insuccessi, dopo averci propinato il campionato del possesso palla, delle plusvalenze, del trading, dopo averci convinto e chiesto di tifare più per lo stadio che per la squadra, ci tolgono pure l’ultimo vessillo, Daniele De Rossi! Maledetto il giorno…! 

 

Marco Madeddu

Categorie
APPROFONDIMENTI

Molina a Retesport: “Vi racconto Luis Campos, il potente ds non stipendiato dal Lille. Pastore? Non è stato Monchi a volerlo”

Romain Molina, giornalista e autore, esperto di calcio francese internazionale, collaboratore della CNN, traccia ai microfoni di Retesport il profilo di Luis Campos, uno dei maggiori candidati alla successione di Monchi per il ruolo di direttore sportivo alla Roma.

Secondo i giornali italiani la Roma è interessata a Luis Campos. Che tipo di dirigente è? Anche lui, come Sabatini e Monchi ama muovere molti calciatori? Come giudichi il suo modo di lavorare?

“Ogni direttore sportivo varia il suo modo di lavorare a seconda del club e del Paese nei quali opera. Ad esempio fino agli anni 2000 in Inghilterra praticamente non esisteva la figura del direttore sportivo, poi hanno seguito il modello italiano dove il ruolo del ds è centrale, ma i primi a copiarla sono stati gli spagnoli e i portoghesi. Campos, prendendo spunto dal modello italiano ha creato una griglia in cui ha inserito molti calciatori. È uno molto conflittuale perché ama comandare. Per esempio al Monaco ha avuto molti problemi con Makelele e tutte le persone che parlavano con Makelele sono state emarginate da Campos. Ha avuto problemi anche con Bielsa perché non è il tipo a cui puoi imporre di fare questo o quello, ma deve decidere lui su tutto. È uno che utilizza tantissimo la stampa, ha un’eccellente reputazione internazionale. 

Bisogna sapere che in Francia la maggior parte delle cose che escono su di lui le fa uscire lui stesso. Non ti nascondo che ho molti problemi a relazionarmi con Campos, ma gli riconosco un enorme talento, quello di essere un lavoratore instancabile ed è un vero conoscitore di calcio, ma sui modi e tempi d’azione che utilizza non sono per niente fan. Ès tato molto bravo a servirsi della stampa per diventare quello che è adesso. Per lui è stata fondamentale l’amicizia con Jorge Mendes (l’agente, tra gli altri, di José Mourinho e Cristiano Ronaldo). Però non si può negare che è un grande lavoratore, conosce benissimo il calcio e guarda tantissime partite. In effetti, in Francia lavora molto di più di tutti gli altri direttori sportivi. Il suo metodo è mettere la mano sul club con dei suoi collaboratori e non vuole nessun tipo di contestazione. Se c’è un problema va subito in contrasto con l’allenatore, l’ha fatto diverse volte, Bielsa lo potrà confermare”.

Se non sbaglio ha fatto un ottimo lavoro a Montecarlo, come possiamo giudicare i calciatori portati da lui in questi anni? Quali sono le aree geografiche in cui preferisce ricercare i calciatori?  Sabatini per esempio agiva spesso in Argentina. Quali sono le sue migliori operazioni di mercato? 

“Per quanto riguarda la sua rete di conoscenze è uno che va più o meno ovunque, partendo dal Sudamerica, ma anche nei Balcani. È uno che comunque se la cava molto bene e ha buonissimi rapporti con tantissimi procuratori. Sono d’accordo che ha lavorato abbastanza bene a Montecarlo, ma ha avuto parecchi problemi ed era già successo al Lille. Per esempio due grandi colpi come Pepè e Thiago Mendes sono opera di Bielsa, non di Campos. E’ stato il tecnico ad insistere per farglieli prendere, ma come è solito fare Campos si è preso i meriti di queste due operazioni come del resto ha fatto per quella riguardante Mbappè: ti assicuro che lui non lo conosceva affatto, ne ho testimonianze dirette.  Questo modo di distorcere la realtà è la cosa che mi fa essere un po’ in difficoltà nel giudicarlo, però in effetti ha talmente un’ottima rete di agenti che spesso riesce ad anticipare la concorrenza ed è bravissimo a prendersi dei rischi. Questo gli va riconosciuto, è uno molto audace. Inoltre, piazza dei suoi calciatori a prescindere dalla reale necessità del club, per cui ci si domanda se a volte gli interessa più costruire la squadra o far emergere i calciatori”. 

Di Campos si parla anche in orbita Chesea e Arsenal. E’ già pronto per un tipo di salto del genere ed è sicuro che lascerà il Lille a fine stagione? 

“La storia di Arsenal e Chelsea mi fa un po’ ridere, perché non so come funziona in Italia, ma in Francia i giornalisti sportivi non sono capaci di citarti più di 10 direttori sportivi nel mondo intero. Dovreste fare un’esperienza in una radio francese per rendervi conto di quanti ascoltatori non abbiano idea della figura del direttore sportivo. Il caso Monchi è embleatico: da diversi anni lo abbiamo visto accostato a tutti i club e questo succede perché la maggior parte dei giornalisti conosce soltanto lui. In Francia Sabatini è conosciuto e anche Foschi, quando stava a Palermo. Per farti un esempio qui non si conosce Leonardo e quindi il nome di Leonardo non gira, ma chi conosce veramente i direttori sportivi? Cito uno come Antonio Cordonne, che ha fatto un lavoro assolutamente affascinante al Villarreal e adesso lavora per un gruppo cinese internazionale insieme ad Alberto Benito, che è stato il direttore sportivo dell’Almeria dove ha portato Felipe Melo, Negredo e altri calciatori importanti. È pieno di bravissimi direttori sportivi nel mondo intero. Non sanno come funzionano i trasferimenti e cosa c’è dietro le esigenze di un club. Per questo mi fa ridere l’accostamento di Campos con Arsenal e Chelsea. Quindi Campos è molto mediatico non perché parla tanto con la stampa, ma perché ha concluso dei grossi trasferimenti e ha fatto delle ottime cose. Il suo nome esce molto anche per questa amicizia con Mendes. Campos è Mourinho, per cui è normale che il suo nome giri più degli altri. 

Adesso ti racconto una storia assurda, ma vera. Campos non è stipendiato dal Lille. Il club l’anno scorso aveva  fatto registrare un deficit 142 milioni, motivo per cui oggi è controllato da Elliott (il fondo proprietario anche del Milan, ndr). Campos non è un dipendente, fattura le singole operazioni, sia in entrata sia in uscita, quindi non lavora unicamente con il Lille. Vive a Montecarlo e questa cosa è magnifica. Non ha bisogno di essere fisicamente presente a Lille. Spesso per esempio collabora anche con il Cardiff, e non solo. 

Quindi, in sintesi, fa una vita bellissima. Controlla tutto, decide chi far uscire e chi far entrare. È magnifico il calcio oggi, decide lui in piena libertà senza dover essere a Lille e potendo lavorare anche con altri club allo stesso momento. Quindi quale dovrebbe essere il suo interesse di lasciare il Lille? Un club dovrebbe essere molto convincente per convincerlo a lavorare in esclusiva. Potrebbe farlo per il prestigio, ma oggi al Lille ha tutto ciò che vuole e non si può negare che sta facendo un ottimo lavoro, anche se ogni tanto, nei ristoranti bisogna guardare com’è la cucina. Se guardi la sua non è ordinatissima e questo la gente lo deve sapere”. 

Lo stile sembra quello di Sabatini e Monchi.

Sono stupito che Monchi non abbia funzionato alla Roma. La programmazione era giusta, la maggior parte delle operazioni Monchi le ha fatte per tempo, non ha aspettato gli ultimi giorni di mercato. Anche Campos ama costruire la squadra in fretta. Ha la grande capacità di giocare d’anticipo, su tutto e tutti: non farà mai la squadra sul finire del mercato. Su Pastore posso dirti che chi ha lavorato al trasferimento e che ha insistito enormemente per portarlo a Roma è Federico Balzaretti. Mi è arrivata la voce riguardo la possibile influenza della Qatar Airways nell’operazione, ma smentisco categoricamente. È stata una scelta tecnica e basta. Dietro non c’è nulla”.