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Cervone: “Mirante è un grande uomo. Giù le mani da Olsen”

Giovanni Cervone, storico portiere della Roma, in esclusiva su Retesport analizza il momento di Mirante e Olsen

“Mirante sta facendo bene – sottolinea – sono contento perché non è soltanto un ottimo portiere, ma è soprattutto un grande uomo. Ha atteso il suo momento in disparte e con rispetto. Nei suoi panni, altri avrebbero fatto pressioni per giocare al posto del collega in difficoltà. Ora però non bisogna crocifiggere Olsen. Lo svedese ha commesso degli errori, per carità, ma colpevolizzarlo più di altri non è giusto. Se la Roma ha faticato così tanto non è soltanto per colpa sua, anzi, qualcuno ha sbagliato molto di più”.

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[VIDEO] – Retesport racconta Italo Foschi. Zingarelli: “Ecco come è nata la Roma. Il museo Foschi? Presto nella sede dell’Eur”

Riccardo Zingarelli, presidente del Roma Club "Vittorio Zingarelli" dell'Aquila, ha raccontato ai nostri microfoni come il suo prozio Italo Foschi fondò l'Associazione Sportiva Roma e ne divenne primo sostenitore e presidente.

Nella sede del Roma Club è presente anche la Sala Museo Italo Foschi dedicata alla squadra giallorossa e al suo fondatore, in cui sono raccolti i documenti e gli oggetti d'epoca che diedero vita alla creazione del club che porta con sé i valori, i colori, il simbolo e il nome della Città Eterna

 

Dal nostro inviato

Giorgio De Angelis

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Canovi: “Più responsabilità a Totti e Gasperini in panchina. Campos? La Roma ha già troppi consulenti esterni”

Dario Canovi, in esclusiva a Retesport, indica la strada alla Roma in vista della prossima stagione.

Chi sarà l’allenatore della Roma la prossima stagione? 

“Credo che molto dipenderà dalla scelta del direttore sportivo, mi auguro che rimanga Massara, che conosco di persona. E’ bravissimo, conosce il calcio nazionale e internazionale come pochi, ha la fortuna di parlare alla perfezione tantissime lingue per cui mi auguro che rimanga in carica, magari con la supervisione di Totti che reputo abbia necessità di avere un incarico diretto da un punto di vista tecnico. Per cui dipenderà molto da questo, però mi auguro che il prossimo allenatore sia Gasperini, che è stato un mio calciatore. Lo conosco, l’ho portato prima alla Juventus come allenatore degli Allievi, poi al Genoa come allenatore della prima squadra. Non ha un carattere facile, è indubbio, però è uno dei migliori allenatori non solo nazionali. Non sono solo io a dirlo: Thiago Motta ad esempio, che è stato allenato da Benitez, Mourinho e Ancelotti, dice che l’allenatore migliore che abbia mai avuto è proprio Gasperini”. 

Gasperini si sposerebbe con la politica societaria? Ad esempio con l’esigenza di adattarsi alle tournée estive? 

“Sono convinto di sì, chiaro che quello del precampionato sia un discorso da chiarire prima, ma vale per tutti. Normale che le tournée non sono una manna, non c’è un solo allenatore al mondo che le gradisca. Non credo che Giampaolo o Mourinho amino le tournée ad esempio”

Luis Campos sarebbe l’uomo giusto per la Roma o il suo ruolo si scontrerebbe con quello di Franco Baldini? 

“Credo che la Roma non abbia bisogno di consulenti esterni, forse ne ha già abbastanza. Ritengo che ci sia bisogno di qualcuno che conduca la società e che chiunque esso sia, gli vadano consegnate delle precise responsabilità. Credo che questo sia indispensabile in una società dove già il presidente vive e lavora a 10 mila chilometri di distanza con un consulente come Franco Baldini che non vive a Roma. C’è bisogno di qualcuno che sia sul pezzo, che conosca tutto quanto e che percepisca gli umori quotidiani, diurni e notturni di Roma. Credo che questo sia indispensabile”. 

Conosce bene Schick, cosa manca al ragazzo per esplodere in giallorosso? 

“Conosco tecnicamente il calciatore e non la persona, per cui posso limitarmi a un giudizio tecnico: per me è un grande campione e prima o dopo scopriremo che questi primi due anni non sono andati come dovevano. Ritengo che la Roma farebbe bene a tenerlo, perché in questo momento il valore commerciale di non è sicuramente elevato. Con Gasperini Schick sarebbe un giocatore fondamentale. Mi auguro che non vada via, sono convinto che il prossimo anno sarà come la seconda stagione di Dzeko alla Roma, dove tutti si sono ricreduti. Probabilmente succederà la stessa cosa con Schick”. 

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[AUDIO] – Colantuono a Retesport: “Sbagliato esonerare Di Francesco. Gasperini è un grande allenatore”

Stefano Colantuono, ex allenatore di Serie A (Atalanta, Torino, Palermo e Udinese)  è intervenuto in diretta su Retesport per parlare della stagione della Roma e delle prospettive future sulla panchina giallorossa.

Che stagione è stata per la Roma?

"Gli infortuni purtroppo hanno condizionato la stagione della Roma. Il motivo dei guai muscolari andrebbe capito dall'interno, da fuori è difficile sbilanciarsi su qualsiasi analisi. Non credo che il problema siano i viaggi estivi, le tournée ormai hanno preso il posto del mese in montagna. Ci sono esigenze diverse, le rose sono più larghe e i metodi sono cambiati rispetto a qualcha anno fa".

Cosa pensa dell'esonero di Eusebio Di Francesco?

"Per me Di Francesco non andava esonerato, ma una volta che la società ha preso questa decisione ha scelto il miglio sostituto possibile: Claudio Ranieri. Ora è difficile stabilire chi riuscirà a raggiungere il quarto posto, anche se l'Atalanta sembra la più in forma".

Che piazza è Bergamo?

"Bergamo è una piazza attrezzata e ha una società solida. Ora si sta dando continuità al lavoro, ci sono idee e Gasperini è un allenatore preparato. All'Inter non gli diedero modo di lavorare. Ci vuole pazienza e in Italiana non c'è. Gasperini ha un sistema particolare di gioco, per cui chi lascia Bergamo poi ha bisogno di un po' di tempo per adattarsi ai nuovi allenatori. È stato così per tutti quelli che hanno lasciato l'Atalanta".

Roma è una piazza impaziente, come valuta l'esperienza degli Americani?

"Roma è una piazza difficile, ma vincere qui è speciale. Negli ultimi 7 anni la Juventus è stata troppo forte, ha fatto un campionato a parte e spesso la Roma ha vinto il campionato delle "altre". Quest'anno la stagione dei giallorossi è stato negativa, perché ha lasciato troppi punti con le medio-piccole".

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[PODCAST] – Dal Portogallo ci raccontano perché Mourinho alla Roma è una possibilità

"Mourinho alla Roma è una possibilità". Ai microfoni di Rete Sport, è intervenuta Claudia Garcia, giornalista portoghese che in Italia collabora con numerose testate tra cui Rai Sport e che per prima ha riportato delle voci che vorrebbero l'ex United in corsa per il dopo-Ranieri. "In base al nome scelto per la guida dell'aspetto sportivo del club, i contatti potrebbero diventare più intensi. Sappiamo che Campos è uno dei candidati per la successione a Monchi: ha un'offerta anche del Chelsea, è un ds particolare, con metodi di lavoro tutti suoi e bisognerà capire se Pallotta vorrà affidarsi ad un professionista così, ma Campos e Mourinho hanno già lavorato insieme e lo stesso tecnico vorrebbe allenare il prossimo anno ritrovandolo. Anche Ronaldo alla Juventus sembrava un'operazione impossibile, ma ci si è potuto lavorare. Ripeto, la pista Mourinho è difficile ma al momento è una pista che non viene smentita. Tra l'altro tutta l'operazione, Campos più Mourinho, si inquadra bene con la visione che ha il presidente giallorosso di una squadra che si trasformi in un brand mondiale. Ovviamente con acquisti mirati e di spessore e senza la cessione dei pezzi pregiati nel prossimo mercato, quindi con un deciso cambio di marcia rispetto al passato".

In molti si domandano perché un tecnico dello spesso di Mourinho debba decidere di allenare una società non di primissima fascia: "Roma è una piazza con grande fascino, anche all'estero, -risponde la Garcia- nonostante abbia vinto poco a livello internazionale. Mourinho potrebbe essere spinto dalla motivazione di vincere qualcosa di importante in un club comunque conosciuto ed ammirato. Anche ieri persone molto vicine al portoghese mi hanno confermato che lui vorrebbe tornare in Italia, all'Inter o alla Roma, anche se per lui restano aperte altre strade: c'è la pista Bayern Monaco, per esempio, con Xabi Alonso come vice, o quella che porterebbe al Tottenham se dovesse salutare Pochettino. Lo ripeto: la figura di Mourinho è legata a quella di Campos e, se non dovesse arrivare la chiamata irrinunciabile di qualche società di spessore, la sfida Roma potrebbe stimolarlo".

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Rongoni: “I campi di Trigoria creano problemi ai polpacci. Pallotta mi cacciò per indebolire Garcia”

Ai microfoni di Retesport è intervenuto Paolo Rongoni, preparatore atletico del Marsiglia di Rudi Garcia ed ex preparatore della Roma ai tempi delle stagioni in cui i giallorossi erano guidati dall'allenatore francese.

Cosa pensa del problema infortuni nella Roma?

"Il problema degli infortuni è globale. Difficile giudicare ciò che succede alla Roma. Mi hanno parlato di una preparazione molto leggera. Forse ci sono problemi anche legati ai campi di Trigoria perché sono un po' duri e questo può creare problemi al polpaccio. Kevin Strootman quando è arrivato qui all'Olimpique Marsiglia stava benissimo, quindi la preparazione sembrava corretta".

Anche ai suoi tempi ci furono infortuni a Trigoria…

"Quando arrivai alla Roma cambiai i metodi di allenamento e questo causò alcuni problemi ai calciatori".

Quanto conta l'attenzione dei giocatori all'alimentazione e al lavoro quotidiano?

"Se ci si allena poco, si prepara poco il fisico allo stress e quando arrivano i momenti duri della stagione ci sono dei crolli e si verificano infortuni".

Cosa può fare Ranieri in questa situazione?

"Ranieri sta cercando di ricondizionare i giocatori, alleggerendo i crichi di lavoro per cercare di recuperare lo smalto migliore".

Quanto influiscono le tournée estive?

"Le tournée sono importanti, soprattutto la International Champions Cup, che certifica che un club è a un certo livello. Sono i preparatori che devono adattare il loro lavoro agli impegni della squadra".

Qui a Roma i tifosi ricordano con affetto Rudi Garcia…

"Rudi Garcia ha il cuore giallorosso non è un mistero quanto sia attaccato alla Roma, a Roma e ai suoi tifosi". 

Pallotta la incolpò degli infortuni e la mandò via…

"Tra me e i giocatori c'era un rapporto di fiducia, anche se qualcuno faceva uscire notizie diverse. Pallotta fece saltare me per depotenziare Rudi Garcia. Però è lui che decide e che paga, quindi la presi con filosofia. certo ero dispiaciuto quando un calciatore si faceva male".

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Il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi: “Gli studenti sono il vero motore della città”

Il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, è intervenuto ai microfoni di Retesport a 10 anni di distanza dal dal sisma che ha colpito la città. 

“Parlando con la rigida logica dei numeri siamo al 70 per cento della ricostruzione privata e al 30 di quella pubblica. Se siamo avanti o indietro non possiamo dirlo perché non abbiamo parametri di riferimento per la realtà aquilana con tutta la sua complessità. Qui sono state danneggiate funzioni centrali per la vita quotidiana, dall’ospedale alle scuole, dal Municipio alla Prefettura, dalla Questura al Tribunale. Nulla di quello che fa parte alle nostre abitudini è stato risparmiato dal sisma. Diciamo comunque che in questi anni è stato fatto molto. Una città che ha un centro storico cosi grande ha fatto uno sforzo importante. Qui si sono sperimentate tecniche di restauro che non hanno pari in epoca recente”. 

Come procede la ricostruzione sociale? 

"E’ difficile ragionare su questo, perché non ci sono termini di riferimento, però ho visto dei dati che ci dicono qualcosa. I numeri ci dicono che il popolo aquilano non è messo peggio di altre realtà. Credo che lo sforzo da fare sia quello di ricostruire dei legami comunitari intorno ai dei messaggi positivi. Troppo spesso L’Aquila viene descritta soltanto dal punto di vista di ciò che non va. Sarebbe sbagliato anche il contrario, ma bisogna dire che è una città viva, che ha ritrovato dei suoi punti fermi, che è una città con un’identità marcata, poi è evidente che ci sono i problemi del commercio del centro storico, che scontano i problemi del post sisma, che manca ancora la piena fruibilità del centro storico, che scuole ricostruite ancora non ce ne sono, soprattutto per negligenza della politica locale. Detto questo credo che se uno gira per L’Aquila in un giorno normale trova gente che passeggia, persone che vanno a mangiare o a far compere, famiglie che portano i propri figli a giocare al Parco del Castello, c’è una città che si sta riappropriando della sua normalità”. 

I giovani?

“I veri pessimisti siamo noi adulti. Credo che i giovani abbiano uno sguardo più sorridente in merito al futuro. Credo che necessariamente la salvezza della città de L’Aquila passa attraverso gli investimenti sui giovani. L’Aquila ha un Ateneo in cui il 40 per centro degli iscritti proviene da fuori regione, abbiamo il Gran Sasso Science Institute (istituto di formazione post-universitaria),  abbiamo il Conservatorio, l’Accademia delle Belle Arti, dove il 70 degli iscritti non è residente a L’Aquila. Questo per dire che in città ci sono circa 10 mila giovani che hanno scelto di studiare e di formarsi  qui nonostante le difficoltà. Questo significa che questa città rappresenta ancora un punto di riferimento. La sfida è garantire a questi ragazzi i posti di lavoro necessari a rimanere con noi. Dobbiamo sfruttare la modernità, usare i droni, migliorare le comunicazioni e le connessioni, qui si fa molta Ricerca pura ed applicata, potrebbero generarsi delle opportunità di lavoro che consentiranno al tessuto economico di poggiare su queste basi solide. E’ normale che si tratta di investimenti i cui frutti si vedranno nel medio periodo. L’importante è avere una strategia e perseguirla con costanza”. 

Qual è il rapporto con la Regione? 

“L’Abruzzo è fatto di due aree: quella lineare della costa e quella montuosa dell’interno. Non si deve vivere in competizione, ma di complementarità. Esistono delle cose che hanno una logica per alcune aree e viceversa. Se si riescono a saldare queste due anime questa la Regione avrà grandissime prospettive, perché qui si scia e si va al mare, ci sono città d’arte straordinarie i Trabocchi di D’Annunzio, aree archeologiche, chiese meravigliose. Ce’è tutto quello che è possibile desiderare in una zona abitata da 1,2 milioni di persone”. 

Sono state mantenute le promesse del G8? 

“Alcuni Paesi hanno fatto solidarietà concreta, faccio l’esempio del governo francese, della Russia, della Germania, del Giappone e del Kazakistan”. 

Qual è la situazione se paragonata a quella di altre regioni colpite dal sisma in questi anni? 

“Non credo si possano fare paragoni con le ricostruzioni riguardanti altre zone d’Italia. Possiamo dire che L’Aquila rispetto a prima è sicuramente una città più sicura e più bella e dove le risorse economiche sono state spese con oculatezza e dove il sistema di controllo su fenomeni di malaffare ha funzionato correttamente. Poi ci sono anche dei buchi neri naturalmente, ma a fronte dei 18 miliardi stanziati e dei 16 impegnati direi che i risultati sono più che soddisfacenti”. 

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Igor Zaniolo: “Il rinnovo non arriverà oggi, ma sarà una formalità. Il servizio de Le Iene su mia moglie mi ha dato un po’ fastidio”

Ai microfoni di Retesport è intervenuto Igor Zaniolo, papà di Nicolò, per parlare del futuro del numero 22 giallorosso e del suo imminente rinnovo.  

Ieri le parole di Nicolò hanno fatto molto discutere

“È un ragazzo giovane, non è abituato alle interviste. Ha detto una cosa che non voleva dire. Ciò che ha detto è stato male interpretato, stamattina era molto scosso e la sua preoccupazione era che il suo rapporto con la tifoseria si potesse incrinare”.

Il rinnovo avverrà a breve e sarà una formalità?

“Assolutamente sì, Nicolò è molto grato alla Roma, alla città e a tutto l’ambiente. L'intenzione è continuare con questa società, con un giusto adeguamento, meritato sul campo”.

Oggi può essere un giorno importante per un accordo?

“La volontà delle parti è continuare insieme, è normale che ci sia il gioco delle parti perché comunque è una trattativa. Non credo che stasera si caverà un ragno dal buco, ma credo che la cosa verrà risolta in breve tempo”.

Interviene Marco Delvecchio: “Sono sempre molto critico coi giovani, però guardando Nicolò mi sembra un ragazzo con la testa sulle spalle. Non dò consigli, ma continuate a stargli dietro così perché ha ottime potenzialità e può fare grandi cose”.

Ringrazio marco per i complimenti, speriamo che tutto vada bene. Io posso dargli consigli in campo, ma sono orgoglioso perché è un ragazzo che non ha grossi vizi e ha la testa sulle spalle”.

Le sensazioni sulla stagione della Roma?

“Una stagione nata male, che ti dà la possibilità di rimediare. La squadra è forte, poteva ambire al terzo posto, ma molte cose non sono andate per il verso giusto”.

In quale ruolo preferisce giocare?

“Secondo me deve avere spazio davanti perché ha molta corsa e forza, quando gioca laterale forse si perde un po' ed è più limitato. Lo vedo terzo di centrocampo oppure trequartista dietro le punte”.

Quanto ti ha dato fastidio il servizio de “Le Iene”

“Mia moglie non è abituata alle telecamere, mi ha dato un po' fastidio, ma col tempo si dimentica tutto. È chiaro che mi abbia dato fastidio, ma conosciamo Le iene”.

Molti tifosi temono che il rinnovo non basti ad evitare la cessione

“Quello devi dirlo alla società, ma la sua priorità è la Roma. Lui ha un debito morale con la città e la società. Penso che se rinnova resta al 100%”.

 

 

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Cristiana Dell’Anna: “Vi racconto la Patrizia di Gomorra. Nella vita reale tifo Napoli”

Cristiana Dell'Anna, attrice che interpreta il personaggio di Patrizia nella serie tv 'Gomorra', è intervenuta nella mattina di ReteSport durante la trasmissione condotta da Francesca Ferrazza e Chiara Zucchelli

"Gomorra era un successo già dopo la prima stagione e vedere il mio personaggio crescere sempre di più, vederlo sempre più inserito nei meccanismi delle serie, è un qualcosa che si riflette anche su di me come attrice. Ognuno di noi ha dentro di sé un sentimento represso di cattiveria e interpretare un ruolo che si evolve da questo punto di vista permette di tenerlo un po' a bada: il poter affrontare questo sentimento anche solo sul set, così per finta, è materia importante per poterlo capire e riconoscere. Poi se un personaggio femminile cattivo sorprende e risulta più antipatico del suo equivalente maschile, è ancora meglio. Tutto ciò che infastidisce è in un certo senso anche rivoluzionario. L'idealizzazione del male in serie come Gomorra? Non esiste alcuna polemica, ogni tanto qualcuno ci prova a sollevare dubbi ma non ne esistono le basi. Sul mio futuro ora non posso dire gran ché, posso soltanto dire che sono in un'opera prima di Giovanni Aloi il cui titolo di lavorazione è al momento 'Tensione superficiale', una bellissima storia che non so ancora però quando uscirà. Nella vita reale sono una tifosa del Napoli, anche se non ero allo stadio in occasione della gara contro la Roma, e supporto soprattutto Milik che mio marito ha al fantacalcio (ride, ndr). Gioco anche a calcetto di tanto in tanto. E segno parecchio devo dire (ride, ndr)".

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Roma, senti il Sindaco di Fiumicino: “Se salta Tor di Valle, per lo Stadio qui tempi più brevi e collegamenti già presenti”

"Costruite lo stadio a Fiumicino”. Torna a ribadire con forza il proprio appello alla Roma il sindaco del comune limitrofo alla Capitale, Esterino Montino. Ai microfoni di ReteSport, durante la trasmissione condotta da Alessandro Cristofori e Massimiliano Magni con in studio anche Fernando Magliaro de Il Tempo, il primo cittadino chiarisce la propria posizione: "E' la seconda volta che lancio questa proposta. Da parte della Roma però non c’è stata mai risposta, nonostante il risalto mediatico. Mai avuti contatti con la società. Le procedure sarebbero sempre le stesse, chiaro, sia per Roma che per Fiumicino. Ma l’area in questione per un'infrastruttura di quella natura non ha problemi particolari, non è soggetta ad esondazioni, non è destinata ad uso agricolo, è fuori dalla riserva naturale, è senza vincoli ed è destinata alla logistica. Quando è stata pensata anni fa, sono andati avanti piccoli insediamenti e basta. Ci sono circa 200 ettari suscettibili alla trasformazione. E noi potremmo garantire tempi più brevi se si decidesse di non costruire più a Tor di Valle, la nostra procedura sarebbe molto più rapida di quella del Comune di Roma nel caso si dovesse individuare un’altra area”.

Zona quella che, al netto della presenza già di un parco commerciale come il Da Vinci, è servita da infrastrutture valide: "Avere lì uno stadio, con tutto quello che comporta in termini di commerciale ed accoglienza, qualificherebbe meglio il territorio. I terreni sono di proprietà privata, con vari proprietari. Il grosso di quella proprietà tra l’altro ce l’ha in mano il Tribunale di Civitavecchia, c’è in corso una procedura fallimentare in mano ad un commissario con aste già attive, quindi la strada sarebbe già spianata. Tra l’altro lì passano già due tratte ferroviarie e due autostrade, la A12 e quella che va all’aeroporto. Le infrastrutture quindi ci sarebbero già di base per quanto riguarda la viabilità”. 

Ostacoli, infine, non ci sarebbero neanche in merito a una possibile ingerenza del Comune di Roma nel nuovo iter, secondo il Sindaco Montino: "No, di conferenze dei servizi ne facciamo spesso, quando si fa un intervento all’interno di un territorio la competenza resta del Comune di riferimento nonostante il movimento di tifosi e mezzi possa interessare aree di altra appartenenza. La palla per questioni del genere passa alla Città Metropolitana e alla Regione, dove le situazioni sono più snelle".