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Gasp-Roma, incontro terminato. Ranieri e Ghisolfi rientrati a Termini – FOTO

Intorno alle 18:00 Claudio Ranieri e Florent Ghisolfi sono rientrati a Termini. Terminato dunque il vertice vicino Firenze tra la società giallorossa al completo e Gasperini. Si aspetta la conferma della fumata bianca già nelle prossime ore.

La Roma ha scelto l’allenatore da cui ripartire: Gian Piero Gasperini. Come scrive Fabrizio Romano, La dirigenza giallorossa e il tecnico di Grugliasco sono attualmente impegnati in un incontro per completare l’accordo. Gasperini si appresta a diventare il nuovo allenatore della Roma, dopo aver lasciato l’Atalanta.

🚨🟡🔴 AS Roma management and Gian Piero Gasperini are in a meeting right now to complete the agreement.

He’s on the verge of becoming the new head coach at AS Roma, after leaving Atalanta. pic.twitter.com/sMXmN2cI5v— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) May 29, 2025

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Roma, a Firenze si decide il futuro: summit tra Ranieri, Ghisolfi e Friedkin. Attesa per il confronto con Gasperini

La Roma sta programmando il proprio futuro a Firenze. Come scrive il Corriere dello Sport, stamane, Ranieri e Ghisolfi hanno preso un treno per dirigersi nel capoluogo toscano in cui sono sbarcati anche i Friedkin. La proprietà vuole avere un contatto diretto per discutere del probabile futuro allenatore della Roma, ovvero Gian Piero Gasperini.

Non è escluso che lo stesso tecnico dell’Atalanta possa raggiungere il gruppo giallorosso a Firenze per avere un confronto con tutta l’equipe capitolina, presidente compreso. Un dialogo fondamentale per avere garanzie sia sul mercato che sulla programmazione del progetto triennale. Il contratto è già pronto: triennale da 5-6 milioni, più naturalmente gli accordi con parte dello staff che seguirà Gasperini nella nuova avventura in giallorosso.

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Jovanotti show! In concerto con la maglia della Roma – VIDEO

Uno spettacolo nello spettacolo. E’ il ritorno di Jovanotti in tour dopo il gravissimo incidente di circa un anno fa.

Il cantante durante la tappa romana è apparso sul palco con indosso la maglia ufficiale della Roma, regalatagli dal club con tanto di firme dei calciatori.

Durante il concerto poi c’è stato anche un siparietto con un tifoso biancoceleste: “Tu sei laziale? E che ci possiamo fare… La Roma è magica, Totti, De Rossi… è una bella storia!”

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Gasperini-Roma: domani possibile colloquio con i Friedkin

La Roma è molto vicina al sostituto di Claudio Ranieri, ovvero Gian Piero Gasperini. Come scrive Calciomercato.it, domani potrebbe esserci un colloquio tra l’attuale tecnico dell’Atalanta e i Friedkin.

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Golden Boy 2025, Ranieri: “Ora passo dall’altra parte. Vediamo se sarò capace, c’è tanto da imparare e da fare”

Claudio Ranieri, a Solomeo in occasione del Global Lunch dei 100 migliori giovani giocatori in lizza per l’European Golden Boy, ha rilasciato delle dichiarazioni. Di seguito le sue parole pubblicate da Gianluca Di Marzio.

”Sognavo di fare il calciatore. Se sono andato oltre? Non pensavo di fare l’allenatore. Avevo detto non vengo a fare il corso poi alla fine sono andato anche io e mi sono detto: vediamo se capisco di calcio, se ho delle idee, se so parlare ai giocatori, alla stampa, poi è venuta fuori Cagliari che è stata la spinta per il grande calcio. Ho fatto una carriera con alti e bassi, ma c’è stata la forza della famiglia, di mia moglie che sono 50 anni che mi sopporta, è stata la cosa bella assaporare anche l’amaro che c’è nel calcio e avere la determinazione nel lottare”.

Prosegue Ranieri

”Al Watford succedeva l’inverso di Leicester, tutto sempre la negativo, poi è tornato il Cagliari, siamo tornati in Serie B, ci siamo salvati, ed ho detto posso smettere, e giuro di aver detto ‘smetto’, poi molti dirigenti mi hanno chiamato e dentro di me ho detto, se devo tornare solo a Cagliari o con la Roma e pregavo che non mi chiamassero. Quando cambiarono De Rossi con Juric ho pensato, è passata, sto tranquillo e invece mi hanno richiamato, ma questa volta è vero, smetto, passo dall’altra parte, vediamo se sarò capace, c’è tanto da imparare e da fare, io ho tanta voglia di fare”,

Ha aggiunto Ranieri. ”La cosa più facile è entrare in sintonia con i calciatori, dove sono riuscito è andata bene, non do’ mai colpe a nessuno se non a me stesso per cercare di migliorare”.

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Fiorentina: Palladino si è dimesso

Notizia inaspettata in casa Fiorentina. Come scrive Fabrizio Romano, Raffaele Palladino ha deciso di dimettersi, abbandonando immediatamente il suo incarico.

🚨🟣 Raffaele Palladino has decided to resign as Fiorentina head coach, leaving his job immediately. pic.twitter.com/5B7K7nrvMX— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) May 28, 2025

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Baldanzi: ”De Rossi mi ha portato qui. Gol e assist sono stati il mio punto debole quest’anno”

Tommaso Baldanzi ha rilasciato un’intervista a Cronasche di Spogliatoio in cui ha raccontato la sua stagione alla Roma e tanto altro. Di seguito le dichiarazioni del trequartista giallorosso.

”Non so che pillola abbia usato per noi, ma ha toccato i tasti giusti. Ha riportato serenità e gioco: è stata una figura importantissima per noi, per dove eravamo e per come stavamo. Non credo ci sia stata proprio una chiave e forse proprio quella è la cosa bella. Sapevamo di doverci svegliare. Ci dicevamo: ‘Dobbiamo vincere più partite possibili per salvare la stagione’, non avevamo un obiettivo in particolare. E poi siamo arrivati a giocarci la Champions. Prima c’era tanta tristezza e rabbia. In questo spogliatoio ci sono calciatori veramente forti. Se non arrivano i risultati, già inconsciamente sei arrabbiato, figurati quando sei consapevole della tua forza. Ci siamo parlati più volte, era giusto farlo. Dovevamo dare una svolta. Ci siamo riusciti, non so se più per merito del mister, degli allenamenti o del duro lavoro. La cosa più bella è che abbiamo sempre provato ad uscirne da gruppo. Ranieri mi ha dato tante opportunità, ho sempre sentito la sua fiducia: anche non partendo titolare, ho giocato grandi spezzoni di gara, utili per la squadra e per mostrare le mie qualità”.

Sul rapporto con De Rossi:‘Mi è dispiaciuto molto per l’esonero di De Rossi. È stato lui a portarmi qui, mi ha fatto capire subito quanto mi volesse. Ha dato l’opportunità a un ragazzo di passare da Empoli a una grande squadra come la Roma. Lavoravamo tanto insieme, sentivo quanto credesse in me. Si era speso molto per portarmi alla Roma. E poi era stata la prima persona che avevo conosciuto qui. Venendo da un posto piccolo come Empoli, il primo giorno in cui sono entrato a Trigoria, ho detto: ‘Oddio, 400 persone. Lavorano tutte qua?’. Mi è servito un attimo, mi sono sentito spaesato. E lui c’è stato per me”.

Sul rapporto con Paulo Dybala: ”È una persona d’oro, davvero, oltre che il più forte con cui abbia giocato. Vorrei anche vedere…! In passato avevo detto che, paragonato a Dybala, in una scala da 1 a 10 io non c’ero proprio: ora forse qualche passo avanti l’ho fatto, siamo a due forse! Fare l’esordio entrando al suo posto è stato magico: avevo già giocato all’Olimpico contro la Roma, ma quando quella gente è dalla tua parte fa ancora più impressione. A settembre ho segnato il mio primo gol in giallorosso contro l’Udinese: volevo esplodere tutta la mia gioia sotto la curva, ma il momento era un po’ particolare. Ho pensato: ‘Forse è meglio di no’. Però gol e assist sono stati il mio punto debole quest’anno: ho fatto belle prestazioni, ma a livello personale avrei voluto fare di più”.

Sul vivaio dell’Empoli: ”Noi ci scherziamo, ma il vivaio di Empoli è come un forno: ogni anno escono ragazzi fortissimi. Anche lì, non so quale sia la pillola giusta, ma il lavoro che fanno con il settore giovanile è incredibile. Ci sono persone, anche anziane, che curano tutto in maniera maniacale e il presidente Corsi è fantastico per questi aspetti. Empoli è una piazza perfetta per un giovane: ti danno la possibilità di crescere, di sbagliare. Altrove sarebbe molto più difficile emergere e alla lunga potrebbe penalizzarti. È stato un onore crescere in quel vivaio: mi hanno insegnato a stare al mondo. Sono stati 13 anni di pura gioia. Alcuni sono stati come dei secondi padri per me, li ringrazierò per sempre”.

E ancora il soprannome che gli aveva dato Buscé, ‘il piccolo Buddah’, fino alle vittorie e ad Asllani: ”A Empoli mi chiamavano ‘il Piccolo Buddha’. Era un soprannome che mi aveva dato mister Buscé in Primavera. Non sono mai riuscito a darmi una spiegazione. Me lo continuo a chiedere anch’io. In realtà, un motivo c’è, ma non l’ho mai capito. Con il mister ho avuto sempre un rapporto bellissimo, ci sentiamo ancora molto spesso. Insieme abbiamo vinto due Scudetti: il primo con l’U16. Ricordo ancora un suo discorso: ‘Tommy, devi credere di più in te e nei tuoi mezzi perché sei veramente forte’. Da lì, sono esploso, quelle parole mi hanno aiutato molto. E poi anche con la Primavera dove ho fatto in finale una doppietta all’Atalanta: si è chiuso un ciclo. Era un gruppo bellissimo, molto unito. Ci divertivamo davvero tanto. Nessuno avrebbe mai scommesso un euro su di noi, è stata una cavalcata stupenda. È stato bello finire in quel modo, prima che ognuno prendesse la sua strada. A Empoli condividevo la stanza con Asllani: abbiamo un bellissimo rapporto, ci sentiamo spesso, ma ancora non gli ho scritto per la finale di Champions. Non volevo rompergli. Gli voglio davvero bene, ma aveva un grande difetto: non sentiva le sveglie. Le fissava un’ora e mezza prima, così un giorno non ce l’ho fatta più e gli ho detto: ‘Fermati, fermati! Le metto io e ti chiamo’. Me lo ricordo ancora”.

Il gol a San Siro contro l’Inter e la scelta del 35 come numero di maglia: ”Quando ho segnato a San Siro contro l’Inter non ci ho capito davvero più niente. Fare gol in uno stadio del genere è il sogno di ogni ragazzino. E poi non ha prezzo: quel gol ci ha fatto vincere la partita avvicinandoci al nostro obiettivo. La maglia numero 35? Ci sono molto legato adesso, ma all’inizio non c’era un vero e proprio motivo. Ero con i magazzinieri dell’Empoli, dovevamo sbrigarci e scegliere velocemente il numero perché dovevo andare in panchina. C’erano il 32, il 33 e il 35. Ero indeciso: ‘Non lo so, boh’. E uno di loro: ‘Dai, metto il 35’. L’anno dopo, quando ero in pianta stabile in prima squadra, gli ho detto: ‘Eh ormai avete deciso, mettete il 35’. C’era libero anche il 10, il mio numero preferito da bambino, ma ero sicuro: ‘No, abbiamo deciso il 35. Andiamo avanti con quello’. E quindi a Roma è venuto da sé prenderlo”.

Dall’infanzia al tatuaggio per il nonno: ”Sul braccio sinistro ho tatuato mio nonno e la scritta ‘You’ll never walk alone’. Non c’entra nulla il Liverpool, ma è una dedica a lui. Era l’unico un po’ appassionato di calcio. Mio padre ha giocato a basket, mia mamma non ci ha mai capito nulla. Ogni giorno mi portava a giocare, poi purtroppo se n’è andato. Ho dei ricordi incredibili con lui, per questo ho deciso di tatuarmelo. Ero un bambino difficile da gestire, un po’ agitato. Non mi piaceva la scuola. Ma non avevo neanche un idolo, un modello da emulare: sognavo semplicemente di riuscire a giocare a calcio. Non avrei mai immaginato di arrivare in una squadra del genere. Al massimo speravo di fare qualche presenza in Serie A. So di aver raggiunto un obiettivo molto difficile, che in tanti sognano. Ma non ‘ce l’ho fatta’ ancora”.

Il rapporto con Edoardo Bove: ”Io ed Edoardo siamo amici anche fuori dal campo. Mi ha aiutato tantissimo dal primo istante in cui ho messo piede a Roma. Ha pensato a tutto lui. Mi diceva: ‘Ti serve uno per trovare casa? Chiama qui. Oppure vuoi un ristorante? Vai qui, fidati’. Io venivo da un paesino piccolo, con due ristoranti. Figuriamoci”.

Sulla Nazionale e sugli Europei in arrivo: ”EURO2025 Sarà un torneo difficile, dopo un’annata pesante e contro squadre molto preparate. Anche qui, siamo a fine ciclo: dal prossimo anno non ci saremo più. A patto che ovviamente non ci chiami la Nazionale maggiore: sono stato convocato dal CT Mancini per lo stage, è stato molto bello ed emozionante. Ci teniamo a far bene: abbiamo sempre disputato delle grandi amichevoli o ottime partite nella fase di qualificazione. Ora vogliamo arrivare il più lontano possibile, non dico altro. Con l’U20 siamo arrivati in finale nel Mondiale del 2023 contro l’Uruguay: vorrei cancellare quella partita dalla mia testa. È stato un peccato, perché eravamo un gruppo in cui nessuno credeva: con il campionato ancora in corso, molti non erano potuti venire. Eppure abbiamo fatto benissimo, ci divertivamo, eravamo molto uniti perché siamo cresciuti insieme. È mancata davvero solo la finale”.

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Zaniolo era ‘alterato, ha mandato all’ospedale due ragazzi della Roma’: il nuovo comunicato del club

La Roma ieri sera ha emesso un nuovo comunicato sulla scabrosa vicenda che ha visto protagonista, in negativo, Nicolò Zaniolo. L’ex giallorosso, alterato, è entrato nello spogliatoio della Roma Primavera al Viola Park e dopo un gesto irriverente, ha colpito al volto un ragazzo della squadra di Falsini.

 «Zaniolo ha fatto irruzione illegalmente nell’area degli spogliatoi della Roma, accompagnato da un conoscente, nonostante fosse privo di accredito e visibilmente alterato ha urinato nelle strutture riservate alla Roma – scrive il club sul proprio sito – Poi ha provocato i giocatori e, senza alcun scambio verbale, ha colpito fisicamente Mattia Almaviva e ha spinto con violenza Marco Litti contro una panchina. Litti era reduce da un intervento chirurgico alla spalla. Entrambi i giocatori sono stati ricoverati in ospedale: Almaviva ha ricevuto una prognosi di 10 giorni, Litti di 21 giorni».

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Roma, contatti positivi con Gasperini: si può arrivare a un accordo definitivo

La Roma è molto vicina a Gasperini. Come riporta Gianluca Di Marzio, il club giallorosso ha avuto de contatti positivi con l’attuale tecnico dell’Atalanta. Si può arrivare a un accordo definitivo. I segnali sono infatti incoraggianti, c’è un grande feeling tra la società e l’allenatore: sul tavolo c’è un contratto triennale.

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Ranieri: ”L’allenatore sarà valido, dateci fiducia. Gasperini? Non faccio nomi”

Ranieri, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, in cui è in corso la 52esima edizione del Premio Simpatia con la conduzione di Paola Saluzzi e Pino Strabioli, ha parlato del futuro allenatore della Roma. Di seguito le sue parole.

Sarà sicuramente una scelta valida, ma la cosa più importante è perché ho smesso: per dare al nuovo allenatore una possibilità di progetto. Con me non ci sarebbe stato futuro, tanto vale iniziare prima e dargli l’opportunità di conoscere tutto del sistema Roma, i tifosi della Roma. Dobbiamo fare bene e dobbiamo sapere che c’è da lavorare: vogliamo arrivare il più in alto possibile e ci vuole tempo.
Sono qui dentro la casa di Roma, gli inglesi dicevano “Roma non è stata costruita in una notta”. Dateci fiducia, vedrete che alla fine avremo ragione.


Gasperini? Non voglio fare nomi, non mi piace farli. Andiamo avanti, lottiamo e vediamo quando il presidente vorrà dire il nome del nuovo allenatore.