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Monchi: “La Roma ha qualità e mentalità per fare come la Juve. Alisson? Non inseriremo nessuna clausola”

Monchi a Premium Sport nel prepartita di Roma-Torino: 

"La Juventus come esempio? Per me la Roma ha la qualità e la mentalità per fare risultati come quelli della Juventus, penso che possiamo riuscirci. Schick? Non ha margine zero di errori questa sera, è un giocatore importante per noi, lui sta facendo un percorso logico, è arrivato in una squadra importante dove il livello si è alzato, come ha detto ieri il mister Schick si sta allenando bene ogni giorno e siamo convinti che stia tornando il giocatore che tutti conosciamo. Alisson? Il tifoso della Roma deve essere contento di avere un portiere del livello di Alisson, noi siamo molto soddisfatti di avere con noi Alisson, speriamo possa restare tanti anni. Rinnovo con Alisson a fine stagione? Lui ha ancora 4 anni e non ha alcuna clausola e non la inseriremo, ora dobbiamo concentrarci sulle partite che abbiamo, non è il momento di parlare di niente".

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Schick: “Devo ancora dimostrare molto. Ora mi sento meglio”

Schick a Premium Sport nel prepartita di Roma-Torino

“Devo ancora dimostrare molto, ma adesso mi sento molto meglio, mi sono allenato bene senza fastidi e stasera farò di tutto per segnare. Responsabilità? Sì, abbiamo vinto contro il Napoli, vittoria importante e ora siamo un po’ più tranquilli, stasera sarà difficile ma vogliamo vincere. La tranquillità potrebbe essere la chiave per vincere, dobbiamo lavorare ancora tanto”.

Schick a Sky Sport:

“Adesso mi sento molto bene. Mi sono allenato bene. Ci siamo preparati per la gara e io non ho avuto fastidi. Mi sento preparato. Infastidito di non aver ancora segnato in campionato? Sì, devo dimostrare ancora. Devo fare tanti gol. Ora sono felice di giocare senza dolore, come prima. Condizionato dalla tattica? Non è facile tornare dopo l'infortunio. Poi mi sono dovuto fermare di nuovo. Adesso mi sono allenato bene per un mese, adesso sono preparato”.

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Bovo: “Roma forte ma non continua”

Cesare Bovo, ex giocatore di Roma e Torino, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento delle due squadre: “La Roma ha avuto qualche passo falso ma ha dimostrato di essere squadra forte ma non continua. Ha un’identità precisa, la mano dell’allenatore si vede. La dimostrazione è anche il risultato di Napoli, fargli 4 gol non è facile. Manca l’equilibrio e la continuità che hanno ora Juve e Napoli”. L’ex difensore giallorosso prosegue sull’avversario di stasera ai microfoni di RMC: “Il Torino è ottima squadra, magari si credeva di lottare per posizioni diverse. Qualche risultato non è arrivato e ha creato malumore, ma ripeto, è una squadra che può lottare per l’Europa”.

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Twitter, Iago Falque: “Concentrati per vincere”

Iago Falque, ex di turno di Roma-Torino, tramite il suo profilo ufficiale su Twitter ha voluto spronare i suoi per la partita di questa sera allo Stadio Olimpico di Roma, che vedrà affrontarsi gli uomini di Di Francesco con il Torino. Queste le sue parole: "Concentrati per la partita di stasera all’Olimpico. Vogliamo vincere! Concentrados en el partido de esta noche en el Olímpico! A por la victoria! Forza Toro!"

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Sapienza, Gandini ospite alla facoltà di Economia

L'ad della Roma Umberto Gandini oggi è ospite dell'Università La Sapienza dove alle 11 è programmata una lezione sul Fair Play finanziario, alla Facoltà di Economia della prima università di Roma. Al fianco di Gandini, nell'evento organizzato dal professor Pastore, ci sarà anche Claudio Sottoriva, esponente del FFP e professore all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Gandini in aperura ha detto, tra le altre cose: "Il calcio è emozione ma oggi non può fare a meno dell’aspetto aziendale". Sui ricavi ha poi detto: "La cosa principale è fare una grandissima distinzione all’inizio. La torta dei ricavi si divide per ricavi da gare, ricavi da diritti tv e una parte generale conosciuta come area commerciale. Tra i ricavi vanno messe anche in considerazione anche le attività da calciomercato. Una cosa sempre più ordinaria, non sono più le squadre che vendono per fare il pareggio di bilancio, ma comprando e vendono per diventare più competitivi. Le società che possono fare l’attività di marketing e commerciale sono i global brand. Non si rivolgono solo al mercato domestico, ma anche a quello globale. Tutte le parti patologiche delle gestioni sono state considerate al fine di evitare che ci fossero i cosiddetti furbetti che portassero valori di riferimento più elevati rispetto a quelli del mercato. Saltano agli occhi le varie proprietà riconducibili a fondi sovrani o governi. Solo per fare un esempio, il caso di Etihad col Manchester City che sponsorizza lo stadio e la maglia, è intuitivo che Etihad è la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi ed altrettanto intuitivo che se la sponsorizzazione di Etihad è 3 o 4 volte superiore alla media degli altri stadi europei, questo è un campanello d'allarme".

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Di Francesco: “In testa solo il Torino. Schick sarà titolare, è cresciuto molto a livello mentale”

Alla vigilia del match di campionato contro il Torino, l’allenatore della Roma, Eusebio Di Francesco, ha parlato in conferenza stamparispondendo alle domande dei cronisti. Queste le sue parole: “Due parole in ricordo di Davide Astori. Oggi ho visto la cerimonia solenne e devo dire che è stata una grande emozione, grandissima, legata ad un ragazzo che ricordo da avversario, pulito, bello ed esemplare. Voglio abbracciare forte la sua famiglia con il ricordo di Davide che è stato veramente emozionante”.

Sarà l’occasione per vedere Schick dal primo minuto? 
Sicuramente sarà titolare della partita anche perché Defrel ha qualche problemino da smaltire e speriamo di recuperarlo per la partita contro lo Shakhtar. Non sarà nemmeno convocato per la gara contro il Torino. Patrik è l’unico attaccante a disposizione, giocherà dall’inizio.

Come è cambiato il Torino da Mihajlovic a Mazzarri? 
Non ha cambiato tantissimo il sistema di gioco, durante la gara ha proposto sia il 433 che il 4231 a seconda della situazione della partita. Devo dire che Mazzarri è molto più attento alla fase difensiva, il Torino con Mihajlovic era un po’ più aggressivo, veniva a prendere gli avversari ma devo dire che ha alternato un po’ le cose. Walter è un amico, con lui sono cresciuto tantissimo. Non ho bellissimi ricordi contro di lui, mi auguro di poterli sfatare in questa gara.

Che significato ha per il calcio italiano l’impresa della Juventus? Può essere un esempio o una motivazione in più per voi?
Noi ci dobbiamo ricordare che domani abbiamo una partita importantissima da non sbagliare. Vedo la testa e sento parlare già troppo di Shakhtar. Ti rispondo a questa domanda solo per la Juve ma per dire della mentalità. Sono duri a morire, è un po’ lo slogan della Juve di ieri, nella sofferenza ne sono venuti fuori. La resilienza di questa squadra è impressionante. Mi auguro che piano piano questa mentalità si diffonda in tutto il calcio italiano, a partire dalla mia squadra.

Come spiega la differenza di rendimento tra casa e trasferta? 
Ci sono numeri importanti a nostro sfavore in casa, dobbiamo cercare di cambiare rotta e sfatare il tabù Olimpico che adesso è diventato anche a livello mentale una preoccupazione andare ad affrontare delle partite in casa. Dipende da tanti fattori, non tutte le partite sono state uguali. Se prendiamo l’ultima col Milan abbiamo meritato di perdere, per l’approccio, nell’insieme generale per come abbiamo affrontato la gara. In altri casi avremmo meritato qualcosina in più. Quello che conta in questo momento è tornare alla vittoria. Facciamo tante valutazioni ma dobbiamo lavorare sulla testa, dobbiamo affrontare questa gara con la determinazione, la cattiveria e la determinazione che abbiamo avuto a Napoli.

Come sta De Rossi? Sia fisicamente che moralmente… 
Moralmente era un ragazzo, non dico distrutto, ma molto giù per quello che è accaduto a Davide con cui lui era molto legato. Dal punto di vista fisico invece è tornato ieri completamente a disposizione, può giocare dall’inizio. Non sto pensando allo Shakhtar, ve lo assicuro. E’ ok fisicamente.

Si è pentito dei troppi cambi fatti nella partita contro il Torino in Coppa? Domani che aria tira sotto quel punto di vista? 
Sicuramente ho cambiato un po’ troppo in quella gara lì, anche se la gara è stata fatta bene. Siamo andati in svantaggio, abbiamo preso gol su palla inattiva con troppa facilità con alcune disattenzioni dei miei calciatori. Effettivamente Il cambiare troppo non li ha aiutati e in questo senso mi sono pentito, la responsabilità è solo mia. Per questa gara ci saranno dei cambiamenti ma non in questo modo qua, valuterò, ci potranno essere cambi o magari cambierò solo i due squalificati. Stiamo facendo delle valutazioni, adesso abbiamo l’ultimo allenamento che per me è sempre importante per me perché mi dà la sensazione anche dell’aspetto fisico, delle risposte che mi danno i calciatori.

Dopo il Napoli è scattato qualcosa nella testa dei giocatori? 
Per me non è scattato niente, è solo un punto di partenza. Quella che ci è sempre mancata nell’ultimo periodo è la continuità, domani mi aspetto una risposta. Non mi accontento, non sono contento, col Napoli ero arrabbiato per il secondo gol subito. Figuriamoci se sto pensando ad una squadra che è già guarita, dobbiamo dare continuità di risultati e di prestazioni perché è attraverso le prestazioni, l’atteggiamento avuto a Napoli nei 90 o 85 minuti, ci possiamo togliere tante altre soddisfazioni.

Come ha visto El Shaarawy questa settimana? 
El Shaarawy è uno di quei calciatori che ha avuto un periodo un pochino particolare, non dico buio ma come lo hanno avuto tanti altri. Si sta allenando con tanta continuità e bene, potrebbe essere della partita. Domani se la giocherà con Perotti. E’ un di quelli che potrebbe giocare dall’inizio.

La Roma è meno solida difensivamente nell’ultimo periodo, è cambiato qualcosa? 
Sicuramente abbiamo concesso di più del solito nell’ultimo periodo. A Napoli abbiamo ribattuto colpo su colpo. Sono contento che riusciamo a segnare con maggiore continuità. Posso dare qualcosa di più agli avversari in fase difensiva, ma dobbiamo dare di più in fase offensiva. A Napoli ci sono stati errori, ma anche tante giocate di alta qualità del Napoli.

Pellegrini come sta? 
E’ recuperato, ieri si è allenato con la squadra e sarà a disposizione.

Quante volte abbiamo visto la Roma che gioca il suo calcio?
Io credo in una tipologia di calcio, bisogna essere aggressivi e non bisogna abbassarsi. Però non sempre ti puoi permettere di esprimere il tuo calcio. La mia squadra l’ha fatto non con continuità, l’ha fatto poche volte. A me piacerebbe spiegarvi realmente quello che è il mio calcio e le mie idee, non sempre riesci a trasmettere totalmente il tuo pensiero. Dobbiamo lavorare ancora tanto, sul campo e negli allenamenti. Dobbiamo condividere di più le mie idee. Non siamo arrivati al calcio che vorrei.

C’è la possibilità di vedere Jonathan Silva? 
Sicuramente non è pronto per giocare dall’inizio. Si sta allenando con continuità, viene da un infortunio lungo, il ginocchio è particolare, ci vuole un periodo di adattamento. Magari poterlo schierare a partita acquisita, vorrebbe dire aver fatto risultato.

Uno fra Strootman e Nainggolan può riposare? 
Non lo so, sto pensando al Torino, seriamente e sinceramente. Farò le mie valutazioni in base a quella che sarà la strada più opportuna per il Torino. Giochiamo venerdì e poi martedì, ci sono quattro giorni e si può recuperare. Le valutazioni saranno fatte dal punto di vista tecnico-tattico.

Se la sente di dire che Schick è al 100%? 
Al livello fisico sicuramente sì, è cresciuto moltissimo a livello mentale. Gli manca qualcosa durante la partita. Ha la dedizione nei confronti della squadra. Ricordiamoci che lui viene dalla Sampdoria, non ha fatto 38 partite su 40 con grande continuità. Si sta adattando a questa squadra, a questo ambiente. Vi assicuro che ha qualità importanti.

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Astori, folla e commozione al funerale. Badelj: “Eri la nostra luce” (VIDEO)

GAZZETTA.IT – Una folla infinita e distrutta dal dolore ha reso l'ultimo saluto a Davide Astori a Firenze. Prima il passaggio del feretro davanti allo stadio Franchi, poi l'arrivo nella basilica di Santa Croce, che non poteva contenere tutte le persone arrivate sul posto e che hanno assistito alla cerimonia fuori dalla chiesa.

L'OMELIA — Molto toccante l'omelia del cardinale Betori: "La vita ci è tolta dalla morte come una rapina, in tempi e modi imprevedibili. La fragilità della vita ci pesa in modo insopportabile, a noi uomini e donne che vorremmo avere tutto sotto controllo, essere padroni assoluti di noi stessi, delle nostre scelte, delle nostre possibilità. Davide era un fiorentino, da sempre e per sempre. Questo affetto e questa sofferenza corali ci dicono di Davide la saldezza dei suoi legami familiari; la profondità dell'amore e del progetto di vita che lo ha legato per sempre a Francesca e, grazie a lei, la tenerezza del suo affetto paterno per la piccola Vittoria. Poi quel ruolo di capitano nella Viola che lo consacra per sempre alla storia di questa società".

IL SALUTO DI BADELJ — Spetta a Milan Badelj il compito di leggere il messaggio della Fiorentina: "Sei il fratello o il figlio che tutti avrebbero voluto avere. I tuoi genitori non hanno sbagliato nulla con te, neanche una virgola. Tu non sei come gli altri, tu sei il calcio, quello vero, quello puro dei bambini. Il nostro pensiero va a tua mamma e tuo papà, ai tuoi fratelli, a Francesca e alla Principessa Vichy. Sei stato un uomo con la u maiuscola e noi dovremo dirlo a lei. Tu sei luce per tutti noi"

IL FRATELLO — Ha preso la parola anche Marco Astori, fratello di Davide. "Non ci sono tante parole: dicevo sempre a lui che quando facevano le interviste diceva sempre le stesse cose, quindi faccio la stessa cosa anche io. In questi giorni ci avete dimostrato quanto volevate bene al mio Davide".

MEZZA SERIE A PRESENTE — Alla cerimonia, che si è conclusa intorno alle 12.30, erano presenti il ministro dello Sport Luca Lotti, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini e il suo vice Alessandro Costacurta e l'ex commissario tecnico Gian Piero Ventura. Arrivate poi le delegazioni delle squadre, tra queste l'Inter, rappresentata da Zanetti, il tecnico Spalletti, Ranocchia, Borja Valero e Vecino. Molto toccante l'arrivo della delegazione della Juventus, rappresentata da Chiellini, Rugani, Barzagli, Buffon, Benatia, Pjanic, De Sciglio e Allegri, arrivati direttamente da Londra e applauditi dalla folla.

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Astori, a Firenze l’ultimo saluto. Presente la delegazione della Roma

Oggi è il giorno dell'ultimo saluto a Davide Astori. Dopo l’affetto e la grande commozione manifestate dalla gente alla camera ardente, Astori riceve oggi gli elogi funebri nella Basilica di Santa Croce a Firenze. Oltre a dirigenti, calciatori e staff della Fiorentina, sono presenti molti tifosi e rappresentanti di società di calcio. Tutti nella città viola per stringersi attorno alla famiglia del difensore. Da Roma sono partiti Totti, De Rossi, Florenzi, Pellegrini, Nainggolan, Bruno Conti e Balzaretti.

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Pellegrini: “Abbiamo ritrovato la strada che avevamo smarrito”

Lorenzo Pellegrini ha esordito in serie A con la maglia giallorossa, era il 22 marzo 2015, Cesena-Roma. In campo al centro della difesa giocava Davide Astori. Per Lorenzo era il primo anno in cui dalla Primavera cominciava ad affacciarsi alla prima squadra fino al debutto nella massima serie e Astori “era uno di quelli che mi stava più dietro”.

Che ricordo ha di lui?

“È molto semplice parlare di Davide, era un ragazzo talmente eccezionale. Un ragazzo solare che metteva tutte le sue energie in quello che faceva. Aveva sempre una parola buona per tirarti su il morale. L’anno in cui abbiamo giocato insieme alla Roma io ero un ragazzo ancora della Primavera e lui mi è stato molto vicino con consigli e supporto. È stato l’anno del mio esordio in A. Poi l’ho incontrato molte volte da avversario quando ero a Sassuolo, era sempre il primo a venirmi incontro per salutare, darmi un abbraccio e chiedere come stavo. Sono rimasto senza parole, e per me che lo ho conosciuto il dolore è tanto. Oggi il mio pensiero è per la compagna e la bambina di Davide…”.  

Anche se è difficile proviamo a voltare pagina e pensare al calcio. Quanto è importante la vittoria contro il Napoli? Una prova di carattere?

“Una partita importantissima, oltre al risultato. Per molti è stato un risultato inaspettato, ma non per noi. Una prestazione incredibile sotto ogni punto di vista, fisico, mentale… Il campo ha detto questo, la Roma ha vinto ed in campo è stata molto più presente dell’avversario”.

Quanta sicurezza vi ha trasmesso questa vittoria?

“Moltissima. Ma noi sapevano che continuando a lavorare come stiamo facendo, dando tutto quello che abbiamo, il nostro 110%, saremmo riusciti prima o poi ad avere qualche risultato importante che aspettavamo da tanto. Questa vittoria non deve essere un punto di arrivo, ma di partenza, a seguire già dalle prossime partite, per darci un po’ di morale e vincere più gare possibili da qui alla fine”.

Dopo la vittoria di Napoli, sentite di aver trovato definitivamente la strada giusta?

“Più che individuata la strada giusta direi ritrovata, perché ad inizio anno questa strada l'abbiamo percorsa molto bene. Poi abbiamo avuto un momento in cui abbiamo un po’ sbandato, ma oggi non è importante pensare a quello che abbiamo fatto o meno, ma quello che conta è continuare a giocare in questa maniera perché solo così possiamo ottenere risultati positivi, proprio come è successo a Napoli sabato”.

Nell’ultimo periodo, forti delusioni e grandi vittorie. Qual è la vera Roma?

“Secondo me la vera Roma è una squadra umile che entra in campo tutte le partite per vincere al di là di chi abbia di fronte. Più che concentrarsi sugli avversari si concentra su sé stessa. Questo è il segreto di tutte le squadre più forti del mondo. Concentrarsi sul proprio, cercando di fare il massimo. Noi abbiamo comunque provato a dare tutto anche quando le cose non andavano bene, ma è sotto gli occhi di tutti che qualcosa non andava. Comunque siamo stati bravi a non buttare all’aria quanto di buono fatto prima e adesso siamo ancora in tempo per cercare di recuperare tutto”. 

Il Torino è reduce da due sconfitte consecutive, nel derby e contro il Verona. Che squadra troverete di fronte?

“Il Toro sicuramente venerdì avrà voglia di rivalsa, vorrà fare punti perché in questo momento non sta facendo bene. Ma anche noi cerchiamo la stessa cosa, per più motivi: primo sono un po’ di partite che in casa non facciamo tre punti e poi è importante per il nostro morale, non vogliamo fermarci ad una vittoria importante quale è stata quella con il Napoli, ma fare un bel filotto di vittorie per poter stare sereni. Si sa che quando un giocatore è sereno rende il cinquanta per cento in più".

Insomma è importante tornare a vincere in casa, continuare a vincere in campionato e tirarci su il morale del tutto.

"Abbiamo già iniziato sabato scorso, ma dobbiamo continuare a farlo nelle prossime tre partite”.

Qual è il pericolo maggiore dei granata?

“Del Torino potremmo soffrire quello che abbiamo patito in generale con tutte le squadre, siamo andati in difficoltà quando abbiamo trovato un'avversaria chiusa che poi riparte. Dobbiamo essere bravi a trovare la soluzione migliore, andare in verticale, cercare di bucare le difese avversarie e stare attenti a non finire in difficoltà con le loro ripartenze”.

L’obiettivo terzo posto è vicino ma mancano ancora undici partite. In che modo si affronta questo finale di campionato?

“Il terzo posto è il nostro obiettivo, non dobbiamo pensare troppo agli altri ma molto a quello che noi facciamo. La Roma che si è vista sabato sera può mettere in difficoltà molte squadre. Da qui alla fine del campionato non dobbiamo pensare tanto ai punti, a quello che c’è indietro. Dobbiamo fare un campionato a parte, affrontare ogni partita come se fosse l’ultima e cercare di vincerle tutte”. 

Si è parlato molto di questo gruppo e del rapporto tra squadra e Di Francesco. Ci racconta come il gruppo ha vissuto questo periodo?

“Non è stato un periodo semplice, per la mancanza di risultati soprattutto. Il calcio è fatto anche fatto di episodi e in questo periodo non sono andati a nostro favore o comunque non siamo stati bravi noi a farli andare come volevamo. In alcune gare un episodio negativo ha rovinato la partita e la prestazione. Questo gruppo è  pieno di giocatori forti, un allenatore che sa bene quello che vuole e grazie a questo siamo riusciti ad uscirne. Abbiamo vinto una partita importantissima ma non dobbiamo assolutamente fermarci qui, è importante battere il Toro e provare a vincere con la Shakhtar per passare il turno. Partita dopo partita fino alla fine dal campionato”.

Come giudica la sua stagione fino a qui?

“Obiettivamente fin qui la mia è stata una stagione normalissima, iniziata bene e ultimamente potevo fare molto meglio. Cerco di essere obiettivo e anche critico nei miei confronti, avrei potuto fare sicuramente meglio per cercare di dare una mano alla mia squadra. È un momento così, devo continuare a lavorare, non ci sono alternative. Mettere giù la testa, stare zitto e concentrarmi pienamente sul lavoro. Insomma un buon inizio e adesso speriamo nel finale. Mi auguro di fare bene come all’inizio e anche di più”.

Nell’ultimo periodo è cresciuto molto CENGIZ Under. Se lo aspettava?

“Si parlava molto di lui ad inizio anno anche perché in allenamento si vedeva che aveva questi spunti, ma gli mancava un po’ di continuità. Ha lavorato duro accanto allo staff che ha saputo aspettarlo, e adesso ha trovato continuità nelle scelte che fa, nelle giocate. È in una forma incredibile, adesso ce lo godiamo e speriamo continui così a segnare e a fare bene per la squadra”.

Di Francesco, dopo Napoli-Roma, ha detto: “Dobbiamo avere consapevolezza della nostra forza”. Questa squadra è consapevole dei propri mezzi?

“La consapevolezza deriva molto dai risultati, abbiamo fatto un inizio di stagione esaltante, sotto tanti aspetti. Nonostante la qualificazione Champions e le tante partite vinte sapevamo che c’era qualcosina ancora da fare. Abbiamo passato questo momento un po’ discontinuo e adesso è il momento di essere consapevoli di quello che stiamo facendo, di chi siamo. Siamo nel finale di stagione, abbiamo incontrato tutte le nostre avversarie e proprio adesso la consapevolezza dei nostri mezzi può fare la differenza per una squadra che deve puntare in alto. È fondamentale”.

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Coverciano, De Rossi presente alla camera ardente di Davide Astori

Distrutto dal dolore, tanto da convincere la compagna Sarah Felberbaum ad assentarsi dalla notte degli Oscar a Los Angeles. Daniele De Rossi, capitano della Roma, è arrivato nel pomeriggio a Coverciano per la camera ardente di Davide Astori, suo ex compagno di Nazionale e in giallorosso. Domattina i funerali dell'ex capitano viola.