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Monchi: “Vogliamo andare avanti. I giocatori sanno cosa si giocano”

Il ds della Roma Monchi a Premium Sport nel prepartita di Roma-Shakhtar Donetsk

"Io attivo sui social? Sì mi piace. Quarti di finale? È un traguardo importante per la Roma, sarebbe bello dopo tanti anni. è una possibilità importante per tutti, vogliamo andare al sorteggio di Nyon venerdì. Anche vedendo i giocatori che si allenano ho capito che la Roma sa cosa si gioca oggi, lo Shakhtar è una squadra forte ma noi abbiamo la mentalità giusta per affrontare la partita. Cosa serve per vincere? Fare un gol (ride, ndr). Non so, dobbiamo giocare con testa e cuore, soprattutto con un ritmo alto, come ho detto prima, se il ritmo si alza loro faticano, penso che dobbiamo mettere un ritmo alto per la partita. Cosa hanno regalato i giocatori a Pallotta? Il miglior regalo sarà la qualificazione, James non vuole altro regalo che questo. Se la qualificazione può contribuire a ricostruire il feeling tra Pallotta e i tifosi? Il risultato sportivo aiuta sempre, ma penso che il lavoro non debba essere giudicato per una partita ma per un periodo più lungo, se ci qualifichiamo è chiaro che saranno tutti più contenti".

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Strootman: “Questa è la partita più importante della stagione”

Kevin Strootman a Premium Sport prima di Roma-Shakhtar:

“Questa è la più importante partita della stagione in questo momento, dobbiamo finire bene e daremo tutto per passare il turno. Pressioni? Queste partite sono fatte per giocare a calcio, bisogna dimostrare di essere importanti per la squadra, abbiamo tutti lo stesso obiettivo. Dzeko? Spero sia l’uomo decisivo, lui ha più occasioni per segnare ma l’importante è passare il turno. Shakhtar? Non so come giocheranno, vediamo in campo”.

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Roma-Shakhtar, Gandini: “Speriamo di arrivare fino in fondo” (VIDEO)

In vista della partita tra Roma e Shakhtar, l’ad della Roma, Gandini, ha parlato a margine del pranzo dirigenziale con la società ucraina. Queste le sue parole:

“È una partita molto importante, aperta a tutti i pronostici. Siamo preparati, ci auguriamo di riuscire a passare. L’importante è vincere, non entro negli aspetti tecnico tattici. La squadra è cresciuta e consapevole dell’importanza del momento. La stagione della Roma è ancora aperta, abbiamo degli obiettivi da raggiungere, questo è uno di quelli, speriamo di arrivare in fondo a questo obiettivo“.

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Monchi: “Contro lo Shakhtar motivati e concentrati. Under? Può essere il futuro della Roma”

Monchi, direttore sportivo della Roma, è stato intervistato dalla trasmissione Play Futbol in onda sulla radio Cadena Ser ed ha parlato anche della partita contro lo Shakhtar. Queste le sue parole:

Ormai è quasi un anno che è alla Roma. Si è adattato al nuovo ambiente?
“Mi sto adattando al calcio italiano e alla Roma sempre di più. Ogni giorno conosco qualcosa in più di questo mondo. Ovviamente seguivo già il calcio italiano essendo un direttore sportivo, ma nel momento in cui ci si entra dentro lo si conosce meglio. Ora va meglio sia con la lingua che con le abitudini, conosco meglio la mia squadra. Questo è un club speciale, che ha una grande ripercussione mediatica. In generale sono contento”.

Una settimana fa la Serie A si è fermata per la tragica morte di Astori…
“Sì, è stata una settimana molto difficile per tutti. Davide ha giocato un anno qui a Roma, alcuni degli attuali calciatori sono stati suoi compagni. Sono stati giorni difficili, il calcio italiano si è unito attorno alla figura di Davide. Io non lo conoscevo personalmente, ma ho sentito tante cose belle su di lui, non solo come giocatore ma come persona. Deve essere così, tutte le dimostrazioni di affetto che ha ricevuto dimostrano che Davide era una gran persona. È stata una disgrazia dolorosa, speriamo soltanto che aiuti il calcio italiano ad unirsi”.

Come affronta la Roma questa gara di ritorno degli ottavi di Champions contro lo Shakhtar? Dovete recuperare dall’1-2 dell’andata…
“Dobbiamo affrontare questa partita sapendo che è una delle più importanti dell’ultimo periodo. Ci giochiamo la possibilità di arrivare ai quarti contro un avversario difficile. Passare il turno sarebbe importante per la società, per la crescita del club. Ci approcciamo alla gara con motivazione e con concentrazione. Non è facile, ma non è nemmeno impossibile”.

Lo Shakhtar ha tanti giocatori brasiliani. Ce n’è qualcuno che le piace particolarmente o che comunque le sembra più pericoloso degli altri?
“Hanno costruito una buona squadra. Lo zoccolo duro della squadra è formato dai brasiliani, da Taison, Marlos, Bernard e soprattutto Fred, che per me è il giocatore più importante che hanno. A livello offensivo sono molto forti, hanno un buon allenatore portoghese. Dobbiamo conoscere le loro qualità, che già abbiamo sofferto nella gara di andata”.

In Champions avete fatto un girone eccezionale, in campionato non siete in lotta per il titolo ma per i posti Champions sì. Siete dove pensavate di poter stare? Come vede la squadra?
“In linea generale, siamo contenti del girone di Champions, ora speriamo di esserlo ancora di più. Per quanto riguarda il campionato va fatta un po’ di chiarezza. Credo sia un anno speciale, sono cambiati sia l’allenatore che il direttore sportivo. C’erano alcune incognite e credo che, a poco a poco, stiano andando via. Non siamo al top, lo direi se fossimo vicini a Napoli e Juventus, ma stiamo costruendo una Roma con un futuro ambizioso e con un presente esigente. E poi credo che questa stagione abbia ancora molto da dire. Credo che la Roma debba guardare avanti, il futuro inizia sempre nel presente. Dobbiamo stare concentrati con l’ambizione di continuare a crescere”.

Vedendo la campagna acquisti estiva della Roma, ho avuto la sensazione di una rosa ben assortita. Avete avuto infortuni importanti, che penso si siano notati un po’ di meno per la buona pianificazione, avevate tutti i ruoli coperti. Era il vostro obiettivo?
“Sì, certo. La base che c’era era abbastanza importante. La squadra dell’anno scorso è arrivata seconda, ed è rimasta l’80% di quella rosa. Sono andati via Salah, Paredes, Ruediger e Mario Rui, però sono rimasti Dzeko, Nainggolan, Strootman, Manolas, De Rossi, Perotti, El Shaarawy… Il lavoro era complicato per provare a completare la rosa. Abbiamo provato a trovare alternative a questi giocatori. In linea generale io sono soddisfatto, però dico anche che non esiste una pianificazione perfetta. Sicuramente si può migliorare e, come ho detto prima, stiamo vivendo il presente, ma allo stesso tempo stiamo costruendo il futuro”.

Parliamo di Under, la stellina turca. Ho un dubbio: la decisione finale l’ha presa lei?
“Sì, su tutti i calciatori che sono arrivati quest’anno. Sono arrivato a Roma a fine aprile dello scorso anno, tutto quello che è stato fatto dopo è stato deciso dal mio gruppo di lavoro. Cercando profili nei ruoli in cui avevamo bisogno, sapevamo che c’era questo ragazzo giovane che uscendo dalla Turchia avrebbe avuto problemi di adattamento per la lingua e per altre cose che avrebbero avuto bisogno di tempo, però sapevamo anche che aveva qualità. Dopo i primi mesi, in cui il mister ha gestito molto bene il suo ingresso nella squadra dandogli i minuti necessari, a partire da gennaio ha avuto una continuità maggiore e i risultati sono arrivati. Negli ultimi mesi è stato in grado di fare gol importanti. Siamo contenti, ma credo che ci siano ampi margini di crescita, è comunque un ragazzo di 20 anni appena arrivato nel calcio italiano. Siamo convinti delle sue qualità tecniche e fisiche. Può essere un giocatore importante per il futuro della Roma”.

Alisson è uno dei migliori portieri del mondo?
“Ora che ho la fortuna di vederlo giorno dopo giorno, posso dire che è in una condizione incredibile, sta ottenendo risultati fantastici. Non so se è il miglior portiere del mondo, però è sicuramente un portiere di altissimo livello, non a caso è il titolare della nazionale brasiliana e della Roma. Sono contento che sia qui con noi”.

Si è parlato molto di una possibile cessione di Dzeko a gennaio…
“L’offerta del Chelsea c’è stata, è vero, ma è anche vero che l’unica cosa che ha fatto la Roma è stato ascoltare l’offerta, valutarla e studiarla, e poi, conoscendo un po’ anche l’idea del giocatore, l’operazione non ci ha soddisfatto. Per noi Edin è un giocatore importante, che ci ha dato tanto in passato e che ci sta dando tanto nel presente. Come ho detto in Italia, il direttore sportivo durante il mercato deve ascoltare le offerte, valutarle e poi accettarle o rifiutarle, e in questo caso non c’erano le condizioni che potessero soddisfare tutte le parti”.

È andato a Roma senza il suo gruppo di lavoro di Siviglia, ha dovuto lavorare con gente nuova. Come è stato? Si è dovuto adattare?
“È stato più facile di quello che pensavo. Sono stato appoggiato dalla società e dai miei compagni di lavoro giorno dopo giorno. È stato facile costruire un gruppo e iniziare a lavorare insieme. Nuova squadra, nuova città, nuova lingua… tutte cose che richiedono tempo di adattamento. È stato difficile, non posso negarlo, ma gli aiuti ricevuti mi hanno reso le cose più facili di quello che pensavo”.

Mi domandavo come funziona il processo di un acquisto. Se fossi interessato all’acquisto di un calciatore che gioca in Croazia, come funziona? Ci sono persone divise in base ai diversi Paesi che segnalano nomi interessanti?
“Come ho detto ho un gruppo di lavoro, siamo in 14. Lavoriamo con una base di dati nostri. Soprattutto nei primi sei mesi facciamo più lavoro di campo, e a partire da gennaio con queste informazioni facciamo una selezione. Come hai detto, ogni campionato è assegnato a una persona incaricata di analizzarlo”.

Le statistiche nel calcio: cosa ne pensa?
“La Roma è uno dei club che li utilizza di più per la filosofia della società. La proprietà americana crede molto nei dati in tutti gli aspetti del lavoro sportivo. Io sono un ds a cui piacciono le statistiche, e ho trovato un club perfetto. I dati aiutano, ma solo quelli buoni. La cosa fondamentale è quella di trovare i dati che ti aiutano ad accorciare il tempo di selezione. L’obiettivo è quello di mettere davanti a un ds 50 giocatori invece di 1000, fare un po’ la sintesi. I numeri non possono sostituire gli umani, ma possono aiutare a ridurre il numero i giocatori da valutare in base delle caratteristiche che stai cercando per rinforzare la rosa”.

Avere giocatori che siano romani e romanisti è molto importante per i tifosi giallorossi…
“Sì. Nel calcio italiano ci sono diversi calciatori che giocano nelle squadre in cui sono cresciuti. Qui ho trovato un processo di lavoro molto interessante, ma uno degli obiettivi del futuro della Roma è proprio quello di continuare a potenziare lo spirito romanista della società”.

Sono stati spesi 220 milioni per Neymar, 160 per Coutinho, 180 per Mbappé. Dove sta arrivando il mercato? Monchi sa dare una risposta chiara?
“No (ride, ndr). Non lo so. Situazioni impensabili fino a qualche anno fa. Ripeto, non lo so. Speriamo che arrivi ad un punto comunque sopportabile”.

Cosa chiede Monchi alla Roma? Vincere titoli?
“L’ho già detto: aspiro ad ottenere risultati sportivi che si adeguino alle aspettative della tifoseria. Abbiamo una tifoseria molto importante, il nostro club ha una grande ripercussione mediatica, quindi dobbiamo adeguare i risultati sportivi a tutto questo”.

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Ancelotti: “Mi auguro che la Roma possa passare. Nazionale? Non è un’ipotesi lontana”

Carlo Ancelotti, ex allenatore del Bayern Monaco, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Rai. L’ex tecnico di bavaresi ha parlato di Roma-Shakhtar e del suo possibile sbarco sulla panchina dell‘Italia. Queste le sue parole:

“La Roma gioca una partita difficile, contro una squadra complicata, ma negli ultimi due match ha dato risposte importanti. Sembrava in difficoltà ma con Napoli e Torino ha ritrovato fiducia: mi auguro possa passare, il risultato non è facile, ma abbordabileFuturo? Quello che deciderò ancora non lo so, l’anno sabbatico ad ogni modo sta andando bene. Sto guardando partite, osservando campionati. Non ci sono sostanziali novità dal punto di vista tattico, ma il calcio resta sempre interessante per me. Chiamate da club o nazionale? Diciamo di no! (ride, ndr) E’ ancora un po’ presto per tutti per prendere decisioni definitive. La panchina dell’Italia non è un’ipotesi lontana. Vorrei allenare tutti i giorni e questo è il mio dubbio“.

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Totti, “cucchiaio” sotto gli occhi di Malagò (VIDEO)

Non si ferma mai la classe di Francesco Totti . Nonostante il ritiro dal calcio giocato, l'ex capitano della Roma ha dato spettacolo con il suo marchio di fabbrica, il "cucchiaio". Sotto gli occhi del numero uno del Coni Malagò ecco il tocca sopraffino della legenda giallorossa durante una partita di calcetto al Circolo Canottieri Aniene. 

 

 

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Fiorentina-Benevento nel ricordo di Astori. Si ferma il gioco al 13′ (VIDEO)

Mentre al Franchi è in corso la partita tra Fiorentina e Benevento, la prima per i viola dopo la scomparsa di Davide Astori, l'intero stadio ha omaggiato il suo capitano prima della partita con un video che ha preceduto il minuto di raccoglimento osservato prima dell'inizio della partita. Al termine del minuto 13 (suo numero di maglia), inoltre, i giocatori hanno fermato le ostilità e la Curva Fiesole ha esposto una coreografia a lui dedicata, con giocatori, staff, arbitro e resto del pubblico che hanno applaudito.

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Iturbe: “A Roma ho accusato la pressione, non c’ero con la testa”

L'attaccante argentino naturalizzato paraguaiano, classe '93, Juan Manuel Iturbe Arévalos del Club Tijuana ha rilasciato la seguenti dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di Voce Giallorossa: 
 

Iturbe, come procede la sua esperienza calcistica in Messico?
«Bene. Diciamo che non è stato facile per me perché è un calcio nuovo, un po' simile a quello del sudamerica. Una delle difficoltà che ho incontrato qui è stata quella di giocare in altitudine. Per il resto, invece, bene. Mi è piaciuto moltissimo il Club Tijuana perché una società che non fa mancare niente ai suoi atleti, che devono pensare unicamente a giocare».

Martedì prossimo la Roma affronterà gli ucraini dello Shakhtar all'Olimpico. Come vede la partita e pensa che i giallorossi possano, nonostante la sconfitta per 2-1 in trasferta dell'andata, approdare ai quarti di finale di Champions?
«Per la Roma, contro lo Shakhtar, sarà dura. Gli ucraini giocano bene e hanno dei calciatori che possono mettere in difficoltà i giallorossi. A mio avviso, però, la Roma ha giocatori forti, che possono farle vincere questa partita casalinga. Mi aspetto uno Stadio Olimpico pieno, che darà stimoli importanti a chi scenderà in campo. Per me, i giallorossi possono andare ai quarti di finale».

Cosa pensa non sia funzionato durante la sua esperienza con la maglia della Roma caratterizzata da 68 presenze e 5 reti?
«Non è stato facile, per me, arrivare alla Roma. Ero uno dei giocatori più felici quando mi hanno comprato, sinceramente. Ero felice e volevo dimostrare quello che potevo fare. A mio parere, però, mi hanno messo in difficoltà i tanti infortuni. Non è stato un periodo facile per me. Se ti ricordi, avevo iniziato bene, avevamo giocato la Champions e avevo iniziato con un gol (AS Roma vs PFK CSKA 5-1, 17 settembre 2014). Poi, dopo la partita giocata allo Juventus Stadium (Juventus FC vs AS Roma 3-2, 18 ottobre 2014), mi sono fatto male e, da lì in poi, è stato difficile per me rimettermi in forma. Personalmente credo che, anche di testa, non stavo particolarmente bene per la troppa pressione che c'era sulla squadra. Avevamo un gruppo forte e ci si aspettava che vincessimo qualcosa, ma, purtroppo, non è accaduto. Come ti ho già detto, credo che non fosse affatto facile e, secondo me, quella pressione mi ha messo un po' in difficoltà perché, con la testa, non c'ero. La mia voglia di dimostrare non mi ha fatto essere me stesso, non mi ha fatto stare sereno e, per questo, credo di non aver dato ciò che avrei potuto dare».

In conclusione, le chiedo come ha appreso la tragica notizia della scomparsa del suo ex compagno con la maglia della Roma, Davide Astori, e se ha un ricordo particolare di lui che le piacerebbe ricordare?
«È stata dura per me. Svegliarmi ed apprendere la notizia che lui è venuto a mancare, mi ha scioccato talmente tanto che mi sono quasi messo a piangere. Lui, sinceramente, era un ragazzo d'oro. Ho giocato insieme a lui una sola stagione e ricordo che era il primo a consigliarti ed insegnarti quello che devi fare. Sinceramente, lo ripeto, è stata dura. Io, come ti ho detto, mi sveglio sempre presto per vedere le partite del calcio italiano. Quella mattina, mi sono svegliato ed è stato molto triste apprendere quella notizia. Lui è stato una persona bravissima e tutti quelli che lo hanno conosciuto non possono che parlarne bene. Il ricordo che ho di lui è legato al gol segnato al derby (SS Lazio vs AS Roma 1-2, 25 maggio 2015) perché è stato il primo a venirmi ad abbracciare durante i festeggiamenti. Quando riguardo quella foto, mi metto a piangere ripensando alla grande persona che è stata Davide Astori».

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Di Francesco: “Superato uno scoglio ma serve equilibrio. Schick? Deve ancora dimostrare le sue qualità”

Eusebio Di Francesco , allenatore della Roma, ha parlato nel post partita di Roma-Torino a Premium Sport :

"Non abbiamo disputato un buon primo tempo per nostro demerito, eravamo macchinosi nella manovra. Nella ripresa ho alzato Nainggolan che ci ha garantito più verticalità, sentivo che i ragazzi soffrissero il fatto di non vincere all'Olimpico e ci stavamo complicando da soli il match. Shakhtar Donetsk? Sono un'ottima squadra, ma noi abbiamo superato questo piccolo scoglio dell'Olimpico, oggi abbiamo avuto tanti angoli ma li sfruttiamo poco per quelle che sono le nostre qualità, sarà una partita importante dove abbiamo bisogno del pubblico che sarà determinante. Schick? Non ha fatto bene nel primo tempo, non è stato servito, tende ad aprirsi troppo e a lavorare meno dentro. Va aspettato come Ünder, Patrick ha qualità ma ancora le non ha dimostrate del tutto, ma chi lo conosce sa che le ha. Cosa mi lascia la partita di oggi in vista dello Shakhtar Donetsk? Il concetto di squadra deve essere lo stesso, serve equilibrio, cosa che non abbiamo avuto nel primo tempo e con lo Shakhtar serve, loro sono una squadra brasiliana in pratica ma possiamo metterli in difficoltà, poi ora cominciamo a ritrovare i gol, ne abbiamo fatti 7 in 2 gare e questo dà fiducia. Nella ripresa mi sono messo 4-2-3-1, ho messo Radja a ridosso dell'attaccante e siamo stati più aggressivi, abbiamo puntato la linea difensiva ma dovevamo farlo nel primo tempo ma non è stato fatto, quindi ho cambiato qualcosa nel chip come ho detto loro all'intervallo. Rammarico per i punti persi? Qua c'è un grande difetto, cioè pensare a quello che avremmo potuto fare. Non dobbiamo guardare troppo dietro, guardiamo avanti e proviamo a crescere con questi giovani che stanno migliorando, non c'è rammarico, tutto insegna e tutto ci fa migliorare. Alisson? Ora mi è stato chiesto di valorizzarlo e gli facciamo tirare più in porta (ride, ndr). Ogni tanto concediamo qualche tiro, così s'impegna!".

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Manolas: “Dopo il gol ci siamo sbloccati”

Kostas Manolas, difensore della Roma, ha parlato a Premium Sport al termine del match contro il Torino: 

“Sono contento per il gol ma sono più contento per la vittoria. Mentalità? Noi lavoriamo sempre per vincere e dobbiamo sempre entrare in campo per vincere, abbiamo disputato un brutto primo tempo ma dopo il primo gol ci siamo sbloccati e giocato meglio. Il Torino era ben chiuso e non era facile trovare spazio, dopo la rete si sono allargati e abbiamo giocato più verticalmente. Shakhtar Donetsk? L’obiettivo è approdare ai quarti, aspettiamo l’aiuto dei tifosi che è fondamentale, dobbiamo passare il turno perché meritiamo il passaggio del turno. Cosa serve per qualificarci? Serve calma e speranza, ci vuole esperienza e intelligenza come ha fatto la Juventus con il Tottenham”.