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Dzeko: “Gennaio? Non è stato facile, ma ora voglio dare tutto per la Roma”

Queste le parole di Edin Dzeko ai canali ufficiali del club, a due giorni dal match d'andata degli ottavi di finale di Champions League.

Partiamo da Udinese-Roma, un primo tempo difficile e un secondo invece nel quale avete portato a casa la vittoria dimostrando carattere. 

Nel primo tempo abbiamo fatto fatica perché l’arrivo di Oddo ha reso l’Udinese una buona squadra, nonostante ultimamente non giocasse così bene e abbia avuto delle battute d’arresto. Sapevamo che la trasferta di Udine non sarebbe stata facile, ma nel secondo tempo abbiamo giocato bene e Cengiz ha sbloccato il risultato in maniera fantastica. Speriamo che continui così.

Nel post partita Fazio e Perotti hanno sottolineato come la squadra abbia cambiato rotta. Sente anche lei che qualcosa sia cambiato da quando siete tornati a vincere con regolarità in queste tre partite. 
Sì il mister ha cambiato modulo e questo ci ha aiutato, e nelle ultime tre partite Ceniz ha fatto 4 gol e i suoi gol hanno fatto la differenza. Però abbiamo le qualità per migliorare ancora di più. Ci aspettano tre mesi importanti per la Champions e in Champions, dobbiamo migliorare in tutte le cose sicuramente, se vogliamo rimanere dove siamo adesso.

Il Mister dice che probabilmente nel ritorno alla vittoria ha influito anche il passaggio al 4-2-3-1. 
Con il 4-2-3-1, Radja mi sta più vicino poi giochiamo dietro con due centrocampisti. Stiamo facendo risultati quindi è evidente che qualcosa è cambiato. Non posso dire che giocassimo male con il 4-3-3, ma abbiamo avuto un periodo difficile. La flessione ha richiesto un cambiamento, abbiamo ricominciato a vincere e speriamo di continuare così perché ci sono altre partite importanti.

Qual è l’ingrediente necessario per continuare a vincere? 
Dobbiamo sapere che possiamo migliorare, non dobbiamo accontentarci, tre vittorie non bastano. Abbiamo altre squadre vicine a distanza di pochi punti e non possono perdere sempre. Fisicamente stiamo bene e anche io sto bene e speriamo che gli ultimi tre mesi siano fantastici.

Torna la Champions League. Come ci arrivate? 
Bene, la fiducia c’è con tre vittorie alle spalle, la squadra sta bene e ci troviamo al meglio nel nuovo modulo. Lo Shakhtar è molto forte tecnicamente e hanno giocato solo una gara dopo la sosta invernale, per questo fisicamente noi dovremmo essere un po’ più avanti come preparazione. Dobbiamo dare tutto.

Il sorteggio vi ha messo contro lo Shakhtar, una squadra che ha esperienza in questa competizione e nella fase a gironi è arrivata sopra al Napoli. 
Hanno battuto il Napoli in casa, perso fuori e poi sono arrivati secondi. Sono molto forti tecnicamente con giocatori veloci avanti. Lo Shakhtar insieme al Liverpool solo le uniche ad aver battuto il Manchester City che in questo momento è la squadra più forte di tutti. Per questo non dobbiamo mollare nulla, e provare a dare sempre di più. Queste gare si decidono in 180 minuti, non solo novanta e dobbiamo ragionare sulle due gare.

Giocare la prima in trasferta può essere un vantaggio? 
Non lo so, quando ci si pensa è meglio giocare la prima a casa, ma ultimamente abbiamo fatto più fatica all’Olimpico. Dobbiamo cercare di fare risultato da loro e poi vediamo.

Con De Rossi e Kolarov siete i giocatori in squadra con più esperienza in Champions League. Quanto è importante conoscere le difficoltà di questa competizione, soprattutto quando si affrontano le ultime fasi? 
Come ho già detto dobbiamo pensare non solo ai primi 90 minuti in Ucraina, queste gare si decidono a 180 minuti. Abbiamo giocatori con tanta esperienza in Europa, non solo io, De Rossi e Kolarov, ma altri che giocano in nazionale. Sappiamo cosa dobbiamo fare.

Riuscire ad approdare ai quarti di finale non è una cosa che capita tutti i giorni qui a Roma. Nello spogliatoio c’è la sensazione di avere tra le mani un’occasione importante? 
Abbiamo fatto un girone di Champions League importante, nessuno pensava che potessimo battere il Chelsea o lasciare l’Atletico Madrid dietro di noi. Significa che in Europa abbiamo fatto bene, ma non ci dobbiamo accontentare. È una occasione per tutti, noi giocatori, società, tifosi di andare più avanti. E daremo tutto.

Parliamo della sua stagione fin qui. Come la valuta? 
Ho fatto meno gol dell’anno scorso ma per me la squadra è la cosa che conta di più. Se faccio gol e perdiamo, come contro l’Atalanta, non mi importa niente. Quando vinciamo sono contento, anche se certamente voglio fare sempre gol. Arrivano partite impegnative, ci aspettano 3 mesi densi di impegni, arriveranno i gol, ma la cosa più importante è che la squadra faccia tanti punti.

Il mese di gennaio è stato abbastanza particolare per lei, ci sono state molte voci sul suo conto e sul tuo futuro. Come lo ha vissuto? 
È stato un mese un po’ troppo particolare (ride n.d.r.). Non era facile, sono stati dieci giorni complicati. Si vedeva anche in campo sicuramente, ma ora non ci voglio più pensare. Ormai è alle spalle, voglio guardare avanti e dare tutto per la Roma.

Roma è casa mia e la Roma la mia famiglia”, sono state le sue parole a fine gennaio? 
Ho detto tutto…

Quali sono gli obiettivi di squadra in questa seconda parte di stagione? 
Dobbiamo cercare superare il turno e arrivare in zona Champions in campionato.

E lei ha un obiettivo personale in testa da voler centrare? 
Non mi pongo obiettivi personali. Non va bene pensare ad obiettivi individuali, perché siamo una squadra che deve essere ogni anno in Champions League. Dobbiamo lavorare bene in questi ultimi 3 mesi, tutti insieme, non importa chi fa gol o chi fa assist. Dobbiamo guardare in un’unica direzione per aiutare la Roma a vincere.

I tifosi non hanno ancora potuto vedere in campo con continuità Schick. Che impressione le ha fatto in questi mesi? 
Dobbiamo dare tempo a Schick, è un giocatore giovane, ma forte. Se gioca una partita male, non significa niente. Mi ricordo quando ero giovane come lui e non era facile trovare continuità. Poi se ti fai male, è ancora più difficile, non ti aiuta. Ma è un giocatore forte che adesso e in futuro aiuterà la Roma a essere dove merita.

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Rissa sugli spalti al derby di Torino. Tifoso cade e la curva urla: “Uccidilo!” (VIDEO)

Rissa sugli spalti durante il derby della Mole. Due tifosi si sono affrontati sulla balaustra che separa i settori dello stadio "Grande Torino". Una scazzottata terminata con la caduta al suolo di uno dei due mentre la curva incitava l'altro, ancora appeso ai mancorrenti ad uccidere l'avversario. L'intervento degli steward e degli agenti della digos ha evitato che la situazione degenerasse in qualcosa di più grave.
 

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De Rossi: “Voglio vincere con la Roma, poi smetto. Io allenatore? Vorrei fare il secondo a Di Francesco o a Spalletti”

Daniele De Rossi e la Nazionale, un rapporto chiuso dopo la mancata qualificazione al Mondiale in Russia che adesso sembra però riaprirsi. Il capitano della Roma, infatti, non esclude un ritorno in Azzurro, anche se molto dipenderà dal nuovo commissario tecnico che verrà scelto. “L’addio alla Nazionale? Con la partita con la Svezia penso si sia chiuso il ciclo di alcuni di noi e del resto, quando si fallisce, bisogna pur sapere fare un passo indietro. Ora sceglieranno un nuovo allenatore, bisognerà vedere, ce ne sono di giocatori forti – spiega il mediano di Ostia intervistato all’interno della rivista dell’Aic ‘Il Calciatore’ –. Io pero’ la Nazionale l’ho sempre vista come una famiglia e non è insomma che abbia messo un paletto, punto e basta. Se capita, chissà, che l’allenatore si fa vivo con me, che ritiene che possa servire, che dica che c’è bisogno, allora? Certo che gli anni sono quelli che sono, sempre 34″.

“Potrei anche chiamarla utopia, so che sono più vicino a smettere ormai, ma il sogno che mi rimane è vincere qualcosa di grande con la Roma. Noi siamo forti, ma so che ce ne sono di più forti di noi, ma non posso smettere di sognare, anche perché questo vorrebbe dire che finirei per allenarmi più piano, mangiare peggio, andare a dormire più tardi”. Così Daniele De Rossi a 48 ore dall’impegno della Roma negli ottavi di Champions League con lo Shakhtar Donetsk. Il capitano giallorosso confessa che “mi piace la vita che faccio, e so già che soffrirò quando me ne staccherò. Al dopo così ci penso, non voglio arrivare a svegliarmi una mattina e ritrovarmi a dire, che faccio adesso? Allora ci penso, senza togliere spazio e forze. Non mi piace la cravatta, mi vedo meglio ancora con gli scarpini ai piedi.Allenare magari? Forse, credo che fare il secondo potrebbe essere un qualcosa che mi andrebbe di fare, che so, con Di Francesco o Spalletti o altri con cui mi sono trovato bene. Così sì, stare ancora sul campo e vivere lo spogliatoio, niente giacca e cravatta”.

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Rosetti: “I primi sei mesi del Var sono positivi”

Roberto Rosetti, ex arbitro e responsabile del progetto VAR  per l'Italia, ha parlato dei risultati ottenuti finora con la nuova tecnologia introdotta da quest'anno: "Dobbiamo esser soddisfatti di come stanno procedendo le cose, è chiaro che dobbiamo migliorare: lo sforzo è raggiungere sempre maggior uniformità di interpretazione e intervento. In soli 6 mesi è stato fatto un ottimo lavoro. Credo – ha continuato parlando a Radio Rai –  che il progetto sta procedendo in modo oggettivamente positivo. Anche ieri ci sono state due situazioni obiettive di fuorigioco e in tutti e due i casi l'intervento è stato preciso e i gol di Napoli e Milan sono stati annullati. I giocatori sono la categoria che meglio ha recepito il progetto con una diminuzione drastica di ammonizioni e proteste".

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Fazio: “Ünder? Ora deve stare tranquillo. Siamo in crescita”

Federico Fazio, difensore della Roma, al termine della gara in casa dell’Udinese ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole ai microfoni di Premium Sport:

Under è inamovibile? 
Sta facendo un gran lavoro, non è facile. E’ giovane, ha 20 anni, la lingua è diversa è tutto difficile per lui ma sta facendo un grande lavoro imparando l’italiano e quello che vuole il mister. Deve stare tranquillo e continuare così.

Terza vittoria consecutive…
Sapevamo che dovevamo sbloccare il momento negativo, un mese sfortunato nei risultati. Abbiamo cambiato in queste partite, era importante vincere, dobbiamo continuare a lavorare e crescere. Adesso c’è una partita importante mercoledì.

Chi è la favorita? 
Non pensiamo ai favoriti, è una partita importante, noi pensiamo ai nostri obiettivi. Sono una buona squadra, dobbiamo continuare con questa crescita e la fiducia ritrovata nelle ultime partite.

Ci racconti un po’ di Monchi e Under? 

Under è umile e giovane, volenteroso di imparare. E’ timido ma sta facendo un grande lavoro in allenamento per imparare. Deve stare tranquillo, coi piedi per terra. Monchi è bravo, ma anche tutto il suo staff. Lavora bene, giocatori come Under lo dimostrano.

Che pensi delle parole di Strootman? 
Niente, non voglio fare polemiche. L’obiettivo è la prossima partita, importante per noi, mantenendo gli occhi sull’obiettivo.

FAZIO A SKY

E’ passata la crisi? 
Noi dobbiamo pensare partita per partita, ora abbiamo la Champions. Dobbiamo continuare la crescita con questa fiducia. Dobbiamo pensare che mercoledì abbiamo una partita importantissima e continuare con questo atteggiamento.

Under? Te lo aspettavi?
Lui è un gran calciatore. E’ ancora giovane. Non è facile arrivare qui dalla Turchia, ma lui è giovane e ha voglia di imparare, compresa la lingua. Sta lavorando forte e deve continuare così.

Quando un difensore ha davanti centrocampisti forti come Pellegrini, Strootman o De Rossi è più facile stare alti… 
Sì, lavoriamo sempre in questo senso. Andiamo sempre a pressare alti, ed è importante che non ci sia un buco in mezzo alle linee. Lavoriamo sempre con la palla e lavoriamo come una linea difensiva unica.

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Di Francesco: “Abbiamo ritrovato certezze. Under? Per vincere serve la giocata di un singolo”

Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, al termine della gara in casa dell’Udineseha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole a Premioum Sport: 

E’ tornata la Roma? 
Vedevo la squadra in crescita da alcune partite. C’è stato un momento difficile ma con il lavoro abbiamo ritrovato certezze. Abbiamo fatto bene sotto ogni punto di vista.

Under è un fattore che sposta? 
E’ normale che serve la giocata di un singolo per vincere le partite, ma è venuta con il gioco e con la pazienza. La capacità di trovare il momento giusto e il nostro atteggiamento tattico possono concedere ma poi ci danno indietro qualcosa.

Il modulo 4-2-3-1 sta funzionando… 
Sta funzionando la filosofia, è cambiato il vertice, che invece che alto è basso. I ragazzi avevano fatto bene col 4-3-3 poi ci siamo un po’ appiattiti, è stato un cambio mentale e tattico. Ci abbiamo lavorato ed è un valore aggiunto per la squadra, non un indebolimento.

Dovete migliorare nei cross e nella scelta dell’ultimo passaggio? 
Sì, sono d’accordo. Adesso stiamo usando più verticalità, non voglio che la squadra vada sempre in ampiezza rispetto alla verticale. Non mi piacciono i cross dalla trequarti messi tanto per essere messi perché c’è Dzeko. In Europa e in Italia i difensori attuali raramente non sono bravi di testa. Al di là del gesto tecnico, va migliorata la scelta.

Che idea ti sei fatto di Under? I carichi di lavoro sono cambiati? 
La scelta è stata oculata ed è legata alle tante partite importanti che abbiamo. Il rischio di andare al di sotto c’era, abbiamo osato qualcosa ma era giusto farlo. La squadra ha finito sempre in crescendo, dobbiamo migliorare nell’approccio alla gara ma possiamo dare qualcosa in più. Under deve migliorare nelle scelte ma da quando è arrivato gioca più di squadra che individualmente, la capacità e la forza che ha è che si sa preparare il tiro con grande velocità.

Le dichiarazioni di Spalletti l’hanno amareggiata? 
Non devo dare risposta e ho cose più importanti a cui pensare. Devo spendere energie nervose e fisiche per la mia squadra, il resto lascia il tempo che trova.

Che percentuali di passaggio avete in Champions League? 
Dobbiamo essere bravi a sfruttare la loro pausa e il ritmo differente. E’ una squadra che davanti ha qualità importanti, è insidiosa ma noi non dobbiamo cambiare atteggiamento, dare continuità ad atteggiamento. Dobbiamo lavorare insieme, cosa che abbiamo fatto in maniera alternata.

Non è meglio Schick rispetto a questo Dzeko? 
Poi quando segna tutti cambiano idea. Patrik non ha ancora continuità, Edin si è messo a disposizione della squadra e a me sta piacendo la sua predisposizione nei confronti della squadra.

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Perotti: “Piano piano ci stiamo ritrovando. Contento per il gol”

Diego Perotti, attaccante della Roma, al termine della gara in casa dell’Udinese ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport: "

Terza vittoria consecutiva, state tornando… 
"Piano piano stiamo ritrovando la strada del girone d’andata. Avevamo abbassato la tensione e non ci stava, adesso abbiamo partite molto dure".

Importanti tre vittorie prima della Champions… 
"Era fondamentale. Non è un campionato facile. Tranne Juve e Napoli tutti perdono punti, questa partita prima della Champions andava vinta. E’ un campo durissimo, per fortuna adesso possiamo pensare allo Shakhtar".

L’entusiasmo di Under vi sta trascinando?
"E’ un ragazzo umile, non parla bene la lingua ma è molto educato. Un ragazzo formidabile e se lo merita".

I complimenti di Bizarri dopo il gol…
"Era importante per me e per la squadra, potevano pareggiare. Fare gol è sempre bello a livello personale, sono molto contento".

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Monchi: “Questo è il momento più importante della stagione”

A pochi minuti da Udinese-Roma, anticipo della 25a giornata di Serie A, ha parlato il ds giallorosso Monchi ai microfoni di Premium Sport: 

Da che cosa nascono le parole di Spalletti? Vi infastidiscono? 
Ho perso tre secondi della mia vita a leggere queste cose. Non mi piace parlare di cose che non hanno apporto positivo alla mia squadra. Ho grande rispetto per Luciano, ho vissuto con lui un mese e mezzo ora sono concentrato sulla Roma. Stiamo per affrontare il momento più importante della stagione, pensiamo al campo.

Il calo di ambizione è un problema? Ne ha parlato anche Strootman… 
Io ho sentito Monchi, dice che vuole fare un progetto ambizioso, guardare avanti e lavorare. E’ il momento di stare tutti più zitti, io per primo, penso che il futuro è importante ma adesso conta di più il presente. Siamo in corsa per un posto in Champions e gli ottavi, che a me e ai tifosi interessa tanto. Quello che si farà in futuro si vedrà, adesso è più importante il presente.

Qual è l’obiettivo minimo di Di Francesco? 
Non dobbiamo guardare così avanti, ma alla partita di oggi. Una gara difficile contro una squadra che sta facendo bene dopo l’arrivo di Oddo. La fiducia in Eusebio è massima, sta lavorando bene.

Siete più brillanti in vista della Champions? 
Sì, penso che dopo la sosta abbiamo fatto due settimane di allenamento forte e stiamo raccogliendo. Arriva il momento più importante della stagione, non solo per la Champions ma anche per il campionato.

C’è un giocatore dell’Udinese che sta guardando?
Se lo dico domani esce dappertutto (ride, ndr). La forma di lavoro che ha l’Udinese da anni è bellissima, ci sono tanti giovani usciti da qui e adesso ha 4-5 giocatori importanti che lasceranno il club per altre squadre.

 

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Udinese-Roma. Sono 21 i convocati di Eusebio Di Francesco. Torna Peres, ancora out Gonalons

In vista della gara contro l’Udinese alla Dacia Arena, Eusebio Di Francesco ha stilato la lista dei convocati. Sono 21 i calciatori scelti dall’allenatore della Roma per l’impegno di campionato:

Alisson Becker
Bogdan Lobont
Lukasz Skorupski

Juan Jesus
Aleksandar Kolarov
Elio Capradossi
Federico Fazio
Alessandro Florenzi
Bruno Peres
Kostas Manolas

Radja Nainggolan
Kevin Strootman
Lorenzo Pellegrini
Daniele De Rossi
Gerson

Diego Perotti
Edin Dzeko
Patrik Schick
Cengiz Under
Gregoire Defrel
Stephan El Shaarawy

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Spalletti: “La Roma dovrebbe stare molto più in alto, come negli anni passati”

Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter, ha parlato in conferenza stampa nella vigilia del match contro il Genoa. Tra le tante domande, il mister ha risposto anche ad una riguardante Di Francesco. Queste le sue parole:

Di Francesco ha detto che sopra la Roma ci sono squadre che hanno fatto mezzo tiro in porta?
"Ce ne sono altre sopra la Roma. Se però si riferisce a noi, dato che non è la prima volta, dico che sono d’accordo con lui. La Roma poteva stare molto più in alto e infatti negli anni precedenti lottava per il campionato con il Napoli, per cui i riferimenti sono questi".

Totti?
"Si è espresso in modo inequivocabile, segna un punto definitivo sul nostro rapporto".