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Tutti in fila per costruire davanti al nuovo stadio

IL TEMPO (F. M.Magliaro) – Lo Stadio della Roma è in dirittura d'arrivo ma ancora non ha avuto il semaforo verde finale eppure un effetto sulla città già lo sta avendo: all'Assessorato all'Urbanistica, nelle ultime settimane, si sono affacciati ben quattro gruppi che avevano progetto di sviluppo edilizio nel quadrante Tor di Valle-Magliana fermi nei cassetti almeno dal 2008 se non addirittura da prima. E vero anche che l'asse Eur/Ostiense in direzione Fiumicino è forse l'unica area libera dove Roma può svilupparsi: la zona della Laurentina/Ardeatina è stata gravata di un vincolo ambientale dalla Soprintendenza statale durante la sindacatura Alemanno. Più oltre, girando sul Raccordo, il confine comunale di Roma è prossimo: i comuni Ciampino, Tivoli, Guidonia sono di fatto a un tiro di schioppo dal GRA. Più a nord altri parchi naturali: Marcigliana e Vejo e immensi problemi geostatici, come hanno dimostrato i difficoltosi lavori per la terza corsia del Raccordo in zona Cassia.

Fatto sta che immediatamente al di là del Tevere, di fronte proprio all'ansa di Tor di Valle dove sorgerà lo Stadio della Roma, erano fermi almeno da un decennio quattro progetti. Due per alloggi e due per uffici e negozi. E, dettaglio da non sottovalutare, uno di questi due complessi per uffici e negozi, quello di Valle Luparetta, è di Salini, ad oggi fortemente indiziato come il futuro costruttore delle parti private del progetto giallorosso, quindi proprio Stadio, Nuova Trigoria e aree commerciali, e gli uffici. Una voce, questa su Salini, ufficialmente mai confermata ma con contatti che vanno avanti almeno da un biennio e che, nell'ultimo periodo, secondo Radio Trigoria, avrebbero avuto un discreto balzo in avanti. Quindi, se non è ancora ufficializzato che sarà Salini a tirar su lo Stadio, è pur vero che lo stesso Gruppo si sta muovendo in Campidoglio. Tra l'altro, mentre negli anni scorsi era stata avanzata la richiesta di variazione urbanistica del progetto di Valle Luparetta da uffici e negozi ad abitativo, proprio nelle scorse settimane il Gruppo Salini avrebbe formalizzato in Comune la volontà di rientrare all'interno delle previsioni del Piano Regolatore che, nel 2008, aveva riconosciuto ufficialmente il programma si sviluppo urbanistico.

Nel frattempo, mentre il Politecnico di Torino procede nell'esame della viabilità con una costante interazione con il Campidoglio, filtrano aggiornamenti sullo stato dell'iter del progetto Stadio vero e proprio. Il lavoro degli uffici capitolini dell'Urbanistica sulle osservazioni presentate alla variante urbanistica è praticamente concluso e, confermando quanto già Il Tempo aveva anticipato nei mesi scorsi, l'orientamento è quello di utilizzare il verbale della Conferenza di Servizi per le risposte dell'Amministrazione. In sostanza, anche in considerazione del tipo di osservazioni presentate che sono più sul progetto e uguali a quelle presentate in Conferenza che sulla variante urbanistica vera e propria, il Comune finirà per rigettarle tutte adducendo come motivazione quanto deciso dalla Conferenza stessa. Chiaramente la parola finale spetterà al Consiglio comunale ma difficilmente i consiglieri, su un tema così complesso e delicato, si discosteranno dalle indicazioni fornite dagli uffici stessi.

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[VIDEO] – Stadio della Roma, Frongia: “Tra dicembre e gennaio novità rilevanti “

Ai microfoni di Retesport è intervenuto l'Assessore Sport, Politiche Giovanili, Grandi Eventi di Roma Daniele Frongia che ha fatto il punto sugli impianti della Capitale e sul nuovo Stadio della Roma.

Novità in arrivo per quanto riguarda lo Stadio della Roma a Tor di Valle: "Tra domani e dopodomani ci sarà un incontro tra Comune e proponenti, la macchina sta andando avanti. Credo che tra dicembre e gennaio ci saranno novità rilevanti – ha detto l'assessore, poi incalzato sul tema viabilità – Non so quali ritorni siano arrivati dal Politecnico di Torino, di sicuro l'amministrazione non vuole realizzare un'opera difficilmente raggiungibile in termini di afflusso e di deflusso".

Si è parlato poi dello Stadio Flaminio e di Campo Testaccio: "Siamo partiti con operazioni di bonifica, che a Testaccio è già terminata mentre si va avanti con la bonifica del Flaminio. Per lo storico campo della Roma sono già partite delle interlocuzioni con varie società. La Roma? Al momento non escludiamo nulla, abbiamo una situazione complessa di abusivismo intorno al campo che ne limitano l'utilizzo, c'è bisogno di tempo per concludere l'iter amministrativo". 

Giorgio De Angelis

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Stadio, adesso il miglior alleato è la Raggi

IL TEMPO (F. M.Magliaro) – Il miglior alleato del progetto Stadio della Roma è, paradossalmente, Virginia Raggi. O, meglio, la sua debolezza e il fallimento di questi primi 28 mesi di governo. La necessità per il sindaco e la sua maggioranza è quella di riuscire finalmente a portare a casa un risultato tangibile e visibile: e nulla come la prima pietra dello Stadio potrebbe contribuire a risollevare le meste sorti di questa amministrazione che annega fra i rifiuti e il degrado. Per la Raggi il problema – chiusa la parentesi dei suoi guai giudiziari della vicenda Raffaele Marra con l'assoluzione "perché il fatto non costituisce reato" – ora sta in Consiglio comunale. Fra i suoi consiglieri. Fino a qualche settimana fa i mal di pancia sullo stadio erano non meno di 5, più probabilmente sette. Cinque/ sette consiglieri che le avevano chiaramente detto di non portare in Aula per il voto la variante e la convenzione perché avrebbe rischiato non tanto un voto contrario – non é prassi in nessun partito e i 5Stelle non fanno eccezione, che su provvedimenti di tale rilievo ci sia espressione di dissenso con il voto contrario – quanto piuttosto di non avere il numero legale in Consiglio. Il tema è che non pochi fra i grillini che siedono in Aula Giulio Cesare il progetto, anche nella versione rivisitata con il taglio delle opere pubbliche studiato per poter tagliare cubature e, quindi, eliminare le torri di Libeskind, è visto come un favore ai costruttori, una specie di regalo. L'anima 5Stelle del «no» a qualunque opera, pubblica o privata che sia, emerge in tutta la sua forza su questo progetto. Per questo, dopo aver ordinato una due diligence agli uffici comunali su tutti gli atti emanati dal Campidoglio nel corso di tutti gli anni di valutazione del progetto – un atto piuttosto inutile visto che la valutazione sulla congruita degli atti viene richiesta a quegli stessi uffici che li hanno emanati – la Raggi ha sentito l'urgenza di rivolgersi anche al Politecnico di Torino per verificare il problema traffico.

Il contratto siglato dal Dipartimento Mobilità con il Politecnico, però, è talmente risicato che vieta espressamente all'Ateneo qualunque simulazione e, perfino, qualunque raffronto con altre ipotesi progettuali lasciando ai professori solo il compito di rifare quanto già protocollato da Eurnova su indicazione del Comune e con dati di partenza e software forniti dal Comune stesso. Insomma, un bollino blu e basta. Un bollino blu sul quale il Comune ha anche steso una specie di segreto a metà fra quello di Stato e quello industriale per cui sarà proprio il Campidoglio a far sapere al mondo l'esito dello studio del Politecnico che arriverà in forma preliminare entro il 9 dicembre e in relazione definitiva entro il 9 gennaio. Un bollino blu, però, che consentirà alla Raggi di tacitare i più riottosi fra i suoi e riportarli in Aula a votare variante e convenzione, probabilmente fra febbraio e marzo 2019.

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Stadio, il Comune pronto al sì. Le mani di Pallotta sui terreni

LA REPUBBLICA (D.Autieri) – La sindaca Virginia Raggi scalpita per fischiare il calcio di inizio alla costruzione del nuovo stadio della Roma. La due diligence, richiesta dal Campidoglio dopo lo scandalo giudiziario che ha portato all'arresto di Luca Parnasi, sembra vicina a una conclusione e presto i risultati saranno comunicati ai magistrati della Procura che indagano sulla vicenda stadio. Lo confermano fonti interne al Comune ed emerge anche dalle parole pronunciate due giorni fa dal presidente dell’Assemblea capitolina, il 5S Marcello De Vito, che ha spiegato: «Gli organi giudiziari faranno le loro valutazioni per vedere se ci sono delle irregolarità, noi abbiamo acceso l’allarme su quanto è accaduto e stiamo facendo dal punto di vista amministrativo tutte le verifiche del caso». Terminate le verifiche, la macchina sarà rimessa in moto, con una variabile imprevedibile solo qualche mese fa: l’assenza del costruttore proprietario dei terreni e titolare del progetto. Ed è su questo punto che si apre la partita decisiva sullo stadio nella quale gioca un ruolo da protagonista James Pallotta. Il presidente della AS Roma è pronto a lanciare un’offerta alla Eurnova (ancora di proprietà di Parnasi nonostante i suoi guai giudiziari) per acquistare l’intero pacchetto: i terreni di Tor di Valle, attualmente gestiti da un curatore fallimentare, e il progetto, compresi quindi i diritti edificatori sullo stadio e sul business park. La cifra che Pallotta intende mettere sul piatto si aggira intorno ai 120 milioni di euro, 40 dei quali dovrebbero essere stanziati per acquistare i terreni e il resto per il progetto. Ed è su questo nodo che entra nella partita il tribunale di Roma che attualmente gestisce il fallimento della società Sais, la vecchia proprietaria dei terreni che, ormai da anni, aspetta di ricevere i pagamenti dalla Eurnova di Parnasi. Ad oggi, Eurnova ha versato alla Sais appena 20 milioni di euro, rispetto ai 50 milioni previsti dal contratto per l’acquisto del terreno, beneficiando peraltro di una innegabile generosità da parte del curatore fallimentare che — incassato il via libera del giudice — ha riconosciuto a Parnasi una doppia moratoria sui pagamenti, da marzo a settembre del 2017, e da marzo di quest’anno fino al prossimo dicembre. In sostanza, mentre l’imprenditore distraeva i fondi dalle sue aziende per ristrutturare la sua casa (circostanza emersa dalle indagini della Procura di Roma), beneficiava di una moratoria che gli permetteva di non pagare un debito certificato, che avrebbe peraltro permesso di saldare i vecchi creditori della Sais, tra cui figura anche lo Stato. L’evoluzione giudiziaria sul terreno è seguita da vicino dai legali della AS Roma. In caso di accordo con Parnasi, la società è infatti decisa a saldare all'imprenditore la quota che riguarda il progetto stadio, versando però direttamente al curatore fallimentare la parte relativa all'acquisto del terreno. Da Pallotta a Parnasi, al quale pochi giorni fa sono stati revocati gli arresti domiciliari, sono tutti ai blocchi di partenza, in attesa che il Campidoglio si pronunci per un via libera che a molti sembra scontato. A quel punto toccherà all'imprenditore, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, decidere se accettare la proposta di James Pallotta e quindi vendere il pacchetto stadio. In caso contrario il presidente della AS Roma è pronto a mollare tutto e a prendere un volo di sola andata per gli Stati Uniti.

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Stadio, la relazione sul traffico il 9 gennaio

IL TEMPO (F.M.Magliaro) – Emergono nuovi dettagli sull'affidamento al Politecnico di Torino dell'analisi sulla mobilità del progetto Stadio della Roma di Tor di Valle così come modificata dopo le decisioni della Giunta Raggi di tagliare le opere pubbliche. Il presidente della Commissione Trasparenza, Marco Palumbo (Pd), ha richiesto un accesso agli atti da cui risulta innanzitutto la data di stipula ufficiale del contratto tra Campidoglio e Ateneo. Il 9 ottobre scorso, il direttore del Dipartimento Mobilità ha firmato e depositato il contratto che, quindi, entra formalmente in vigore a quella data determinando nel 9 dicembre il giorno entro cui il Politecnico dovrà inviare alla Raggi una relazione preliminare. E nel 9 gennaio la data entro cui dovrà essere conclusa la relazione definitiva.

Relazioni – lo ricordiamo – che sono sotto segreto e che solo l'Amministrazione Raggi potrà conoscere decidendo se e cosa rendere noto, almeno stando a quanto stabilito nell'articolo 9 del contratto stesso che, tra l'altro, obbliga il Politecnico a consegnare al Comune o distruggere ogni copia di ogni documento redatto in questi tre mesi. Politecnico, inoltre, che dovrà rivedere quanto già fatto, senza poter fare neanche una simulazione. Insomma, un bollino blu e basta. Ed è a questo proposito che va segnalato che negli accordi preliminari, I'Ateneo scrive: "nel caso in cui emergesse che, per svolgere l'intera verifica richiesta, fosse necessario realizzare delle simulazioni, chiederemmo tempo ed importi aggiuntivi". Insomma, un minimo di dignità scientifica è rimasto.

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L’inchiesta Rinascimento si chiude, ma adesso l’impianto può ripartire

IL TEMPO (F. M.Magliaro) – L'inchiesta Rinascimento si chiude e si va verso il processo. L'assenza, però, di provvedimenti diretti nei confronti di Eurnova o dell'iter di approvazione del progetto della Roma di costruire il proprio futuro Stadio a Tor di Valle, a questo punto può autorizzare un (cauto) ottimismo. Cauto perché alla fine l'ultima parola non è mai davvero detta ma, prudenza di opportunità a parte, il fatto che la procura non abbia ritenuto di domandare al Giudice per le Indagini preliminari provvedimenti diretti che investano lo Stadio conferma le prime parole pronunciate, il 13 giugno scorso – giorno dell' esplosione dell' inchiesta con gli arresti eccellenti di Luca Parnasi, patron di Eurnova e socio della Roma nel progetto, dei cinque collaboratori di Parnasi, di Luca Lanzalone, avvocato chiamato dei grillini a dirimere l'ingarbugliata situazione, e degli altri politici coinvolti nell'indagine – dal sostituto procuratore Ielo: "La Roma non è coinvolta" né lo è l'iter, la cui formazione è stata lunga e collegiate. Che, a questo punto, potrebbe ripartire senza ulteriori intoppi. Al netto della questione dei finanziamenti per pagare il progetto il cui valore globale è non inferiore a 800 milioni di euro, la Roma (e con essa la nuova Eurnova guidata da Giovanni Naccarato) a questo punto può iniziare un lavori di pressione verso il Campidoglio per stringere i tempi. Da una parte gli uffici capitolini stanno conducendo, su disposizione del sindaco, Virginia Raggi, un controllo approfondito su tutti gli atti preparatori al via libera dato al progetto in Conferenza di Servizi regionale, dall'altro, i funzionari del Dipartimento Urbanistica, mentre predispongono le controdeduzioni alle osservazioni alla variante urbanistica, continuano a incontrare – oramai con cadenza di 3 o 4 appuntamenti a settimana da inizio ottobre – i tecnici di Eurnova per mettere a punto il testo della Convenzione urbanistica. Variante, con osservazioni e controdeduzioni, e Convenzione che andranno al voto di adozione in Consiglio comunale, presumibilmente non prima di febbraio/marzo del prossimo anno.

Anche perché oramai, sarà necessario attendere anche l'esito dei lavori del Politecnico di Torino sulla viabilità del progetto dopo il taglio delle opere pubbliche di mobilità deciso dalla Raggi necessario per i 5Stelle per poter giungere al taglio delle cubature delle tre torri di Libeskind. Visto il contralto siglato fra Comune e Ateneo torinese, secretato e blindatissimo, il bollino blu non dovrebbe arrivare prima di metà gennaio (a meta dicembre dovrebbe arrivare la relazione preliminare). E non saranno le eventuali dimissioni del sindaco, Virginia Raggi – qualora, da condannata nel processo Marra, onorasse il regolamento dei 5Stelle rinunciando all' incarico – a poter comunque fermare l'iter. Le dimissioni del Sindaco, infatti, non inciderebbero né sull'iter di formazione della variante urbanistica né su quello della Convenzione: entrambi sono, di fatto, atti dovuti che discendono dall'esito della Conferenza di servizi regionale. Gli input politici, in questo caso, sono già stati dati, prima dalla coalizione di centrosinistra all'epoca Marino e ora dai pentastellati con la delibera Raggi di pubblico interesse. L'eventuale "nuovo Tronca" quindi potrebbe, essendo investito dei poteri tanto della Giunta quanto del Consiglio, tranquillamente approvare secondo le indicazioni degli uffici tecnici sia la variante che la convenzione urbanistica. Perciò, dopo la conclusione del filone principale delle indagini, è solo una questione di volontà politica.

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Pallotta non alimenta l’asta sui terreni dello stadio

IL TEMPO (F. Magliaro) – Collocare James Pallotta e il fondo Raptor in pole position per acquistare le quote di Eurnova della società Stadio della Roma (Stdv) – quella fondata apposta per il progetto e con sede a Milano – è un azzardo. E, da quanto trapela, il patron giallorosso si è interessato all’affare ma non intende mettersi a fare aste con altri soggetti, italiani o stranieri che siano, per un acquisto che, al momento, è prematuro. Insomma, quello che sembra essere partito negli ultimi giorni appare più un gioco delle parti di un affare del valore di 800 milioni di euro. Una danza, potremmo definirla, in cui ciascun ballerino si schernisce, si nasconde e bluffa come se fossimo a un tavolo di una partita a poker. Nessuno vuole fare il primo passo, soprattutto non intende (intenderebbe) farlo Pallotta, il cui interesse dovrebbe essere quello di ultimo giocatore nella mano. Insomma, nei summit dei vertici della società giallorossa a Boston – che proseguono in questi giorni, con Pallotta, Monchi, Guido Fienga e Francesco Calvo che ieri notte hanno assistito al Garden alla partita inaugurale della NBA fra Celtics e Philadelphia 76ers – sarebbe emersa la volontà di vedere come evolve la situazione. Anche perché la proprietà dei terreni di Tor di Valle diverrà di Eurnova al pagamento del saldo con la Sais di Papalia, il precedente proprietario. Saldo che, da contratto, sarà versato dopo la conclusione dell’iter amministrativo. Quindi, a oggi, gli interessamenti di gruppi imprenditoriali vanno letti solamente come un avvicinamento preliminare che, per Pallotta, non dovrà trasformarsi in un’asta, indipendentemente dal gradimento di Eurnova per la soluzione «casalinga» di cessione al patron giallorosso. Nel frattempo, le anticipazioni de Il Tempo sul contratto fra il Campidoglio e il Politecnico di Torino, con un check sulla mobilità più simile a un bollino blu per giunta quasi segretato che a una reale verifica scientifica, animano il dibattito politico. Il presidente della Commissione Trasparenza, Marco Palumbo (Pd) annuncia la presentazione di un accesso agli atti sia per la due diligence interna che per il rapporto col Politecnico. Mentre l’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori chiarisce: «l’inchiesta non ha riguardato le procedure, quindi era nostro dovere andare avanti» con variante e convenzione urbanistica, «appena sarà il momento giusto andremo in aula».

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Corsa a quattro per lo stadio

IL TEMPO (F. M.Magliaro) – Oltre al presidente giallorosso James Pallotta, sono in quattro a voler subentrare a Eurnova per realizzare lo Stadio della Roma di Tor di Valle. L'accelerazione – anche se in Campidoglio non amano questa parola – impressa al dossier Stadio nelle ultime due settimane ha portato cinque investitori a bussare alla porta di Eurnova per capire quali sono i margini di manovra. Pallotta, Gavio, Girondi più un investitore dell'Estremo Oriente e uno australiano che hanno notato come, nelle ultime due settimane, i tecnici del Comune e quelli dei proponenti si sono riuniti già sei volte per discutere il testo della Convenzione urbanistica (il contratto vero e proprio) che dovrà essere votato dal Consiglio comunale più o meno contestualmente con la variante urbanistica. Iniziando a far vedere la luce sulla fine di questo travagliato iter. Dal 13 giugno – data della deflagrazione dell'inchiesta Rinascimento con l'arresto di Luca Parnasi, patron della società Eurnova, partner della Roma nel progetto Stadio; di Luca Lanzalone, l'avvocato factotum della Raggi e dei 5Stelle chiamato a sciogliere i nodi amministrativi del dossier; di Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio; e di Michele Civita, ex assessore all'Urbanistica della Giunta Zingaretti – a inizio ottobre le agende avevano riportato solo un incontro, formale e di cortesia, fra il nuovo management di Eurnova e il direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti, e l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori. Quindi, sei incontri in una decina di giorni, se non un'accelerazione, sono una nuova normalizzazione dei rapporti fra Comune e proponenti. Una normalizzazione che stuzzica gli investitori, rimasti alla finestra nel trimestre successivo gli arresti. Eurnova non costruirà lo Stadio: non è una società di grandi costruzioni di ingegneria edile.

Eurnova è una società che sviluppa progetti e la sua partecipazione, come già era chiaro sin dall'inizio dell'iter, terminerà piu o meno totalmente, subito dopo l'approvazione finale del progetto. Quelli in corso questi giorni sono ancora contatti preliminari, non ancora formalizzati ma i nomi che circolano sono di tutto rilievo: James Pallotta e il suo Fondo Raptor che mantengono una ovvia corsia preferenziale. Per gli altri nomi, si tratterebbe di quattro grandi investitori, due italiani e due stranieri. Per gli italiani, uno dei due nomi è quello di Giorgio Girondi del gruppo Ufi Filters che realizza filtri per l'industria automobilistica. L'altro è quello del Gruppo Gavio, uno dei principali gruppi industriali del Paese, attivo nelle costruzioni, ingegneria, concessioni autostradali, trasporti, nautica, tecnologia. Per i fondi esteri, Pallotta e Raptor a parte, si tratterebbe di fondi di investimento riconducibili uno all'Oceania e l'altro all'Estremo Oriente, entrambi con uffici in Italia. Nomi top secret, ovviamente, ma l'identildt è di fondi di investimento e non di potenziali costruttori di grandi opere edili. Insomma, finanziatori pronti a rilevare il 100% della quota di Eurnova del pacchetto una volta che il ruolo di sviluppatore della società già di Parnasi sia esaurito con l'approvazione finale del progetto. Ecco, dunque, che il riallacciarsi dei rapporti fra uffici tecnici comunali e proponenti in vista della redazione della Convenzione urbanistica che andrà sottoposta, con la variante, al voto dell'Assemblea Capitolina viene visto da questi investitori come un riavvio dell'iter, giunto comunque alle ultime curve. Ultime curve, ovviamente, se della Procura di Roma – al di là della posizione processuale dei singoli – non interverranno nuovi provvedimenti che investano l'iter del progetto fino ad oggi escluso da qualunque sospetto di manipolazione illecita.ù

Non a caso – secondo Radio Campidoglio  – pochi giorni fa militari dell'Arma dei Carabinieri sarebbero andati dal direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti, per approfondire la questione del doppio voto proprio sulla variante. L'obiezione – sollevata in due diversi esposti – mossa agli uffici comunali è che, prima di procedere alla pubblicazione delle carte sulla variante urbanistica, fosse necessario un voto preliminare di adozione in Consiglio Comunale "nella prima seduta utile". La mancanza di questo voto, secondo le denunce, costituirebbe un vantaggio economico per Parnasi. L'argomentazione usata dal Comune per rispondere è articolata su due elementi. Da una parte, viene specfficato che per "prima seduta utile" non va intesa la prima semplicemente in termini di tempo ma quella prevista dalle norme urbanistiche legate alle procedure di adozione della variante, quindi la "prima" seduta utile è quella successiva alla cosiddetta "fase pubblicistica", cioè pubblicazione della variante, osservazioni e controdeduzioni. Inoltre, adottare in via preliminare le carte così come uscite dalla Conferenza di Servizi regionale, avrebbe comportato la necessità di convocare una seconda Conferenza di Servizi, non prevista dalle norme, per controllare i diversi adeguamenti al progetto determinati dall'esito delle votazioni sulle osservazioni alla variante. Infine, sul presunto "vantaggio economico" per i proponenti, il Comune ritiene che sia difficile trovare un vantaggio economico a favore di un solo privato, senza altri concorrenti, che ha presentato un progetto di così ragguardevole entità da non risentire della necessità di dover adeguare numerose volte le tavole progettuali. Intanto, dal Campidoglio – sul cui sito ancora non risulta pubblicato – filtra la notizia che la determinazione per l'affidamento al Politecnico di Torino della procedura di verifica sugli studi sulla Mobilità è stata firmata alla fine della scorsa settimana dal direttore del Dipartimento Mobilità, Gianmario Nardi.

Nello specifico, trova conferma la notizia, anticipata da Il Tempo a inizio agosto, che l'ateneo torinese non dovrà effettuare veri e propri nuovi studi sul traffico inserendo ulteriori variabili (più orari e più scenari rispetto agli attuali due) ma si dovrà limitare a verificare la congruità di quanto prodotto da Eurnova – e già vagliato sia dal Dipartimento Mobilità che da Roma Servizi per la Mobilità che, tra l'altro, aveva fornito a Eurnova software e dati di calcolo nonché l'indicazione di quali simulazioni effettuare – e allegato al progetto. Insomma, praticamente il Campidoglio vuole appurare se i calcoli sono corretti e l'area dello Stadio si svuoterà effettivamente entro un'ora e mezza dal fischio finale delle partite. E anche se dal Comune non amano la definizione, si tratta solo di ottenere un bollino blu che rassicuri i consiglieri di maggioranza quando – difficilmente prima del nuovo anno – dovranno votare la variante e la convenzione urbanistica.

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Stadio della Roma, Frongia: “Il progetto va avanti, ma ci saranno ulteriori accertamenti e rilievi”

Daniele Frongia, l'Assessore  allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi del Comune di Roma, è intervenuto ai microfoni della "gemella" di Retesport, Radio Roma Capitale per parlare del bando della Maratona di Roma. Intervistato dal conduttore Jacopo Nassi, Frongia ha affermato: "Uscita pochi giorni fa sentenza del Tar che boccia i vari ricorsi e sancisce l'operato corretto da parte dell'Amministrazione. Dopo tanti anni di affidamenti diretti finalmente viene ripristinata la regolare azione amministrativa. A prescindere dalla sentenza, Roma avrà la sua Maratona e sarà possibile con Fidal iscriversi e dal 2020 inizierà il nuovo corso". 

Nassi ha parlato della maratona come un volano per la città di Roma: "Numerosi grandi eventi cittadini sportivi e meno che portano ricchezza alla città e sta a noi, insieme ai soggetti privati proponenti, realizzarli al meglio per la città e i residenti. Ogni volta un grande sforzo amministrativo, basti pensare al grande contributo di Roma Capitale all'evento Coldiretti. Contributo concreto all'interno di Roma". 

Il discorso ha poi virato sullo stadio Flaminio: "Dopo Campo Testaccio, toccherà al Flaminio. Attività propedeutiche prima di intervento più strutturale. Abbiamo già individuato alcune soluzioni e nelle prossime settimane verranno illustrate ai cittadini e si potrà riparlarne in radio". 

Jacopo Nassi ha parlato poi dell'importanza dello sport nelle periferie e nei giovani a livello formativo e sociale: "Importante nella formazione lo sport. Ho sempre sentito dire che lo sport fa miracoli e andando in periferia effettivamente è così sia a livello d'inclusione che educazione. Importante il rispetto per le regole e l'arbitro, cose che fanno crescere bene un giovane. Ieri primo cartellino verde dato dalla pallavolo ad un arbitro, non per sanzionare un atteggiamento, ma per lodare un gesto corretto compiuto dall'atleta. Come amministrazione abbiamo realizzato Playground in periferia, oltre a quelli temporanei che facciamo per i grandi eventi sportivi, per avvicinare le periferie allo sport". 

Infine, sullo stadio della Roma Frongia ha dichiarato: "Il progetto va avanti, come detto dalla Sindaca, ci saranno ulteriori accertamenti e rilievi. Per quanto riguarda le questioni tecniche non me ne occupo io, attendiamo le prossime settimane per maggiori dettagli".

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Stadio, nuovo filone d’inchiesta. I pm: ipotesi abuso d’ufficio

IL MESSAGGERO (S.Menafra/A.Pierucci) – L'affaire stadio della Roma è ormai sotto la lente dei pm romani praticamente in ogni suo aspetto. Nei giorni scorsi sono stati aperti altri due fascicoli, stavolta per abuso d'ufficio, ma senza indagati. Nel mirino il Campidoglio dell'era Raggi per i vari atti che sarebbero stati avallati a vantaggio di Luca Parnasi, il patron del progetto, arrestato a giugno assieme ai collaboratori più fidati con l'accusa di aver corrotto politici e funzionari per agevolare il via libera alla costruzione dell'impianto a Tor di Valle

IL RUOLO DEL SINDACO – I fronti oggetto di verifica sono affidati a due magistrati diversi. Da un lato Barbara Zuin, la pm che ha scoperchiato il giro corruttivo dietro al progetto, sta valutando vari aspetti dell'iter autorizzativo a cominciare da un calcolo che avrebbe fatto quasi raddoppiare i metri quadri complessivi del progetto da realizzare. Il mancato passaggio del progetto davanti all'assemblea capitolina – obbligatorio dopo la conferenza dei servizi che tratteggiava la variante urbanistica – è finito, invece, al centro dell'indagine avviata dal pm Elena Neri. Un procedimento delicato, quest'ultimo, che potrebbe tirare in ballo in veste di indagata direttamente la sindaca Virginia Raggi, alla quale spettava attivare la procedura in sede consiliare invece di limitarsi a depositare l'esito della conferenza sull'albo pretorio. A segnalare le anomalie, che inquadrerebbero appunto anche in questo caso l'abuso d'ufficio, un gruppo di architetti e ingegneri che aderiscono al Tavolo della libera urbanistica. Il progetto dello stadio ha fatto notare l'avvocato Edoardo Mobrici – è stato pubblicato il 12 aprile 2018 e depositato a maggio, in formato digitale, nell'Albo Pretorio del Comune. L'avviso rubricato sotto la dicitura «Stadio della Roma in località Tor di Valle. Adozione della Variante al Piano Regolatore Generale», a firma del direttore del dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica Cinzia Esposito, richiama esplicitamente il relativo titolo di legge per specificare appunto che «il verbale conclusivo della Conferenza di Servizi decisoria costituisce, ove necessario, adozione di variante allo strumento urbanistico comunale ed è trasmesso al sindaco, che lo sottopone all'approvazione del Consiglio Comunale nella prima seduta utile». In questo caso, invece, l'atto non è mai arrivato al Consiglio Comunale. E l'aver omesso il passaggio assembleare avrebbe determinato «un vantaggio in capo ad un soggetto privato, la società Eurnova s.r.l. di Luca Parnasi», si legge nell'esposto.

LA SUPERFICIE RADDOPPIATA – Tra gli elementi dell'iter affidati alla pm Zuin, potrebbe generare nuove polemiche – anche politiche – quello che riguarda il conteggio della Sul (Superficie Utile Lorda) che Parnasi era autorizzato a costruire: la cifra sarebbe stata quasi raddoppiata al momento dell'approvazione. L'indice di Edificabilità territoriale (Et) avrebbe dovuto essere di 0,09 mq/mq per un totale di 69.000 mq di superficie complessiva e non i 112.000 poi approvati. «Ai proponenti – si legge nell'esposto – è stata riconosciuta, illegittimamente, una Sul di spettanza di mq 112.000 che è stata calcolata in base alla Et 0,15mq/mq, concedibile per i parchi tematici. Si rileva ancora che l'area in questione non è mai stata utilizzata come un parco a tema neppure ove la variante venisse approvata e diventerà una centralità». 

IL RISCHIO IDROGEOLOGICO – Tra i punti evidenziati, oltre al sì a costruire prima della realizzazione delle opere di urbanizzazione, anche il mancato rispetto della disciplina relativa al P.a.i., il Piano di Assetto Idrogeologico, che, dicono dal Tavolo della libera urbanistica non può essere superato da una variante: «L'area oggetto del progetto Stadio della Roma è classificata dal P.A.I. (tav.78), come area R3 e, in parte, R4. Nella vigenza del Pai, nelle aree R3 e R4 non è ammessa la realizzazione delle opere oggetto della variante urbanistica in esame, sussistendo un divieto assoluto di nuova edificabilità. La variante urbanistica relativa alla nuova centralità Stadio Tor di Valle è quindi illegittima prevedendo un'edificabilità non ammessa e non ammissibile dal Pai in assenza del preventivo declassamento dell'area. La variante in oggetto doveva essere respinta perché in palese ed evidente violazione con le disposizioni del Pai». Il problema è noto e da tempo al centro di discussioni e contestazioni. La stessa autorità di bacino del resto, nel 2017, ha espresso dubbi circa la possibilità di adottare e approvare la variante urbanistica Stadio di Tor di Valle in presenza del vincolo imposto dal Piano di assetto idrogeologico.